venerdì 30 novembre 2012

Non sono degno..

Pace e bene a voi tutti cari amici in ricerca della vostra chiamata. Il Signore vi ispiri e mostri la vocazione per cui da sempre vi ha creato e pensato!
Riporto oggi  le perplessità e le domande di un ragazzo (...) di 21 anni che mi scrive da Cremona. Come sempre, le lettere che propongo, spero siano di aiuto a tanti altri giovani in situazioni analoghe.
Il Signore vi benedica. A Lui la nostra Lode! frate Alberto da Padova 

Assisi: in preghiera a San Damiano
LETTERA di (...) Giovane di 21 anni
"Caro fra Alberto, grazie per il tuo bellissimo blog che mi sta molto aiutando nel mio cammino.(.) .Finalmente mi sono deciso  a scriverti per sottoporti le mie domande e le mie paure. Da qualche mese ho nel cuore il desiderio (o meglio..degli interrogativi) alla vita francescana. Tutto comincia la scorsa estate quando sono stato (di passaggio, tornando dal mare) con alcuni amici ad Assisi. Per la prima volta ho incontrato da vicino san Francesco e... ho come preso un pugno nello stomaco ..!! E' stato  un colpo inaspettato, e per certi aspetti "terribile" ..! Dire che il Signore mi ha parlato, forse è troppo,..ma di sicuro qualche cosa di forte è successo in quel luogo dove mi ero preso un momento per me...(ero andato al mattino presto alla chiesa di San Damiano). Ricordo poi, un altro incontro particolare:  in basilica ho fatto due parole con un frate giovanissimo, forse francese, mio coetaneo..; un breve dialogo, in cui più che parlare ero esterefatto al "guardare"questo giovane come me, che già aveva fatto una scelta così grande! Ho avuto da quell'incontro la chiara percezione di avere fin'ora perso tempo...di una vita sprecata in cose banali! Tornato a casa (sono di Cremona), per alcuni giorni mi sono trovato come stordito e non pensavo ad altro! Poi, piano piano è ripresa la vita di sempre  (l'università..il calcio , la ragazza..il sabato sera) e tutto mi sembrava una specie di "incubo" passato..da dimenticare in fretta.  Ad Assisi avevo acquistato una biografia del santo ( di Carlo Carretto) insieme a un piccolo Vangelo. Quasi segretamente mi sono messo a leggerne qualche pagina (di entrambi) la sera, prima di dormire...ed è stato come riaccendere una miccia! Poi devo dire, il tuo blog, ha fatto il resto...Ora sento che ho molte cose da chiarire in me...Intuisco da un lato che Gesù e la figura di san Francesco vanno a toccare alcune miei parti profonde..forse anche "strane": il mio bisogno di libertà assoluta..di partire ed andare..di fare qualcosa di grande per gli altri..di gettare via tutto ciò che  in me è superfluo, la voglia di dare un senso profondo alla mia vita (finora molto superficiale) e anche di dare un segno alternativo a questa società marcia..il bisogno di risposte vere e forse di Dio..per sempre??!  Dall'altra mi vedo frenato dai miei molti difetti e peccati e credo di essere "indegno" di una missione così grande..Sono un ragazzo come tanti..in fondo mi è piaciuto finora divertirmi..e farmi la mia  vita (al di là dei miei grandi ideali)  e non so se potrei essere capace di questa scelta.. Sono ambizioso, impulsivo... supeficiale.. sensuale.. e attratto spesso solo da ciò che mi piace.. Ho fatto anche più di qualche cavolata e scelte talvolta  molto egoiste e cattive di cui mi vergogno..., che ad Assisi ho confessato dopo tanto tempo, ma che ancora mi pesano ! Mi spaventano anche le molte rinunce che intravedo..; ho anche pensato di essere andato un pò "fuori" di testa..Dunque, sono in confusione più totale..(...) Chiedo un aiuto e un consiglio. ciao.
(lettera firmata)

RISPOSTA DI FRATE ALBERTO
Pace a te caro (...). Grazie prima di tutto per la fiducia e per quanto mi hai scritto di te. Sono contento di averti in qualche modo sollecitato con il mio blog. Come spesso scrivo, il constatare quanto aiuti i giovani, mi dà forza nel  proseguire in questo sevizio talvolta oneroso. Circa quanto mi scrivim credo che nella vita di ciascuno di noi, arrivi prima o poi il tempo in cui , dal profondo, emergano le domande fondamentali. Si tratta come di sorgenti sotteranee..che restano latenti fin quando non trovano un terreno più disponibile e meno resistente che consente loro di sgorgare, rivelarsi, venire a galla, manifestarsi. Queste sorgenti, sono la parte più genuina e autentica e limpida di noi stessi, troppo spesso sotterrata da metri e metri e strati di abitudini, e stordimenti vari e impegni quotidiani che ci impediscono di vederle e persino di percepirle! Poi, arriva un incontro inaspettato, un passaggio imprevisto ad Assisi, un dialogo di pochi minuti, ma vero e forte, ...ed ecco, ..la sorgente è come un fiume in piena che tutto  travolge!!! Ringrazia il Signore, caro fratello, che ti ha rivelato il meglio di te, il tesoro nascosto dei tuoi sogni e dei tuoi slanci più puri e arditi!! Che poi, questi conducano verso la consacrazione religiosa e francescana, ebbene questo, caro fratello, esige (come sempre scrivo) un cammino serio di discernimento e accompagnamento, (come per es. il percorso del Gruppo san Damiano); chiede che tu abbia un  bravo religioso con cui dialogare ( un padre spirituale), vuole che tu dedichi tempo alla preghiera personale (tutte cose che presumo tu sappia da buon lettore del blog). Mi preme invece sottolinearti un altro aspetto!! Non pensare ad una tua "indegnità" e non crogiolarti in essa!!! Non soffermarti sui tuoi peccati o difetti o mancanze con un senso di ineluttabilità!!! Il Signore non chiama a sè i perfetti, gli inossidabili, i "già santi" dalla nascita; se così, non avrebbe chiamato neppure S. Francesco, ma neanche un San Paolo..o un S. Ignazio di Loyola.. Il Signore infatti, ha uno sguardo molto più grande del nostro e rivolge il suo invito a chi Lui desidera, ricerca chi Lui vuole e chiama con gratutità quelli che da sempre Lui porta nel cuore per una missione tanto speciale.. Peccati, difetti, mancanze, vizi..., ferite..; credimi, sono il bagaglio di partenza di ogni giovane in ricerca vocazionale ( fu così anche per il giovane san Francesco) e questo non deve stupirti..!!! Piuttosto, nel tuo zaino, preoccupati invece che non  manchi l'umiltà e la disponibilità per iniziare un cammino di conversione e di penitenza( questo sì è indispensabile!!) , così come non potrà mancare la docibilità verso i tuoi accompagnatori e le tua guide spirituali che ti solleciteranno al cambiamento e al rinnovamento interiore; non potrà mancare il tuo affidarti con disponibilità alla Parola del Signore e ai suggerimenti dello Spirito Santo; non potrà mancare la tua preghiera fiduciosa. Permettimi un suggerimento che ti parrà un pò strano: quando la tua parte meno nobile, e gli aspetti meno belli di te sembrano prevalere e ti spaventano..., ebbene: LODA IL SIGNORE!!! Sì, loda il Signore proprio per quanto più ti è faticoso, e ti disturba; lodalo per i tuoi vizi più ricorrenti, lodalo per le tue infedeltà, lodalo per i tuoi peccati, lodalo per le tue ferite!!!
Se infatti ci viene spontaneo lodarlo nel bene, è alquanto prezioso e utile imparare a lodare e ringraziare il Signore anche nelle nostre difficoltà e mancanze. Solo Lui infatti, ci può risanare e guarire! Solo lui infatti sa il perchè dei nostri cedimenti! Solo Lui sa farci vedere anche attraverso i percorsi tristi del male, l'occasione di bene, la Provvidenza, che sempre vi è nascosta e in azione, nonostante tutto!! Questo atteggiamento ci aiuta a sentirci in ogni caso figli, mai abbandonati, mai persi nei nostri meandri oscuri, ma sempre degni di perdono e amcizia e amore. La Lode, ci dona la speranza; la Lode rafforza la fede; la Lode ti aprirà gradualmente la strada dell'accettazione di te, delle tue ferite e delle tue piaghe, facendoti andare oltre, verso di LUI!! Sperando di incontrati presto, ti benedico.
AL SIGNORE GESU', dunque, SEMPRE, LA NOSTRA LODE!
frate Alberto da Padova

in cammino...a piedi scalzi...in umiltà...con fiducia...nella Lode

giovedì 29 novembre 2012

Festa dei Santi Francescani

29 Novembre
FESTA DI TUTTI I SANTI DELL'ORDINE SERAFICO

Brescia: Chiesa di san Francesco (dei frati Minori Conventuali - sede del Postulato)
Girolamo Romani (Romanino): Pala  dell'altar maggiore - la Vergine tra i santi francescani
L’Ordine Francescano è stato in ogni tempo focolare di santità. Si tratta di una grande folla proveniente da tutti i ceti sociali e da ogni popolo. Vi sono martiri, dottori, sacerdoti, fratelli religiosi, laici, vergini, sante donne…: santi famosi e conosciuti.., così come figure "piccole" e nascoste..Una moltitudine immensa radunata intorno al Poverello di Assisi, “recante il segno del Dio vivo” nelle sue carni ( le S. Stimmate). Uomini e donne che scegliendo l’umiltà e la povertà, hanno dissetato il loro cuore all’eterna fonte dell’Amore - Gesù – che solo dona la gioia e la pace vera. Per Lui si sono spesi senza misura, anche disposti a offrire la vita.
Il loro segreto: un SI’ , un ECCOMI, di consegna e abbandono assoluto nelle mani di Dio, Padre buono. Nel proprio tempo e secondo le rispettive capacità, hanno fatto di Gesù Cristo il centro della propria esistenza, diventando strumenti di pace e di speranza per molti: poveri, affamati, assetati, ignudi, malati, perseguitati, carcerati... . Ogni loro parola "sa di Vangelo" e le loro opere " profumano di Cristo".
La festa di tutti i Santi dell’Ordine francescano, si celebra in questo giorno perchè il 29 novembre 1223, Francesco e i suoi primi frati ricevettero l'approvazione definitiva della Regola da parte di papa Onorio III. La pergamena originale è conservata ad Assisi, nella cappella delle reliquie della Basilica di San Francesco.
In questa ricorrenza noi frati francescani , facciamo memoria e rinnoviano  i Voti di castità e povertà e obbedienza pronunciati a suo tempo, pubblicamente, con la Professione Religiosa e, sull'esempio di san Francesco, nostro Serafico padre e di tanti Santi nostri confratelli, ci riconfermiamo nel desiderio e nella volontà di "osservare fedelmente il santo Vangelo".
La luminosa testimonianza dei Santi Francescani , può ricordare anche a tutti noi che la Santità non è un qualcosa del passato, né un itinerario per pochi o il privilegio di una élite ... Si tratta di una strada sempre aperta per chi decide di intraprenderla, un invito sempre nuovo per chi lo voglia accogliere e mettere in pratica.
La SANTITA’….una meta anche per te!
La Regola : conservata nella cappella delle reliquie nella Basilica di san Francesco in Assisi
La "REGOLA" di S. Francesco
È comprensibile, ha senso, oggi, rifarsi ancora ad una Regola di vita? A prima vista no, perché viviamo in un mondo, in una cultura che sembrano aver fatto della libertà senza responsabilità la norma o l’aspirazione più forte di ogni uomo! Credo, però, che ne valga la pena, perché si avvertono vari “scricchiolii” di un progetto umano senza regole, valori ed ideali. Anche Francesco avvertì l’esigenza di un chiaro orizzonte valoriale ed ideale in mezzo a tanti movimenti pauperistici che, in qualche modo, volevano rinnovare la Chiesa e la Società del proprio tempo. Essendo la sua una ricerca sincera, fu aiutato dalla grazia del Signore. Lo afferma nel suo Testamento: “[...] lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo” (FF. 116). Da qui l’esigenza di una regola che traesse dal Vangelo finalità, contenuti e mezzi; il tutto come un’ostia che desse energia per il lungo cammino dell’imitazione di Cristo, Vangelo vivente di Dio (cfr. 2Celano, CLIX, 209; FF. 799). Proprio per questo nelle Fonti Francescane è detta midollo del Vangelo, via di perfezione; vita, sapienza, salvezza; addirittura “paradiso” perché dona, se vissuta, una profonda libertà interiore e fa dell’uomo il luogo personale dell’accoglienza, rispettosa ed arricchente, dei valori cardini della vita: Dio, l’uomo ed il creato. Nella sua essenzialità esige quanto previsto dal Vangelo di Marco per gli apostoli: “[...] Ne costituì dodici [...] perché stessero con Lui e per mandarli a predicare [...]” (cfr. 3, 14). In parole semplici: esperienza di comunione di vita con Cristo e comunicazione di questa stessa esperienza prima con la vita e poi con l’annuncio nella Chiesa e per il mondo intero! La Regola francescana ha alimentato il cammino di donne e uomini forti ed impareggiabili (S. Antonio di Padova, S. Elisabetta d'Ungheria, S. Chiara,  S.Bonaventura da Bagnoregio, S. Massimiliano Kolbe, S. Padre Pio, ecc) e sostenuto i deboli, gettando una luce di vero umanesimo, di scienza e di splendida arte nelle contrade della nostra Italia, dell’Europa e del mondo. Ma, soprattutto, facendo rinascere nel cuore di molti uomini il sorriso di Dio”, il fanciullo Gesù (cfr. 1Celano, XXX, 84; FF. 470).

di fra Vincenzo Coli


mercoledì 28 novembre 2012

I frati ti invitano a pregare Maria Immacolata

Cari amici,
nel cammino di ricerca e di chiarimento sulla vostra vocazione, vi invito a non dimentivarvi mai, dell'aiuto e del sostegno che vi può venire da MariaVergine Immacolata. San Francesco, come S. Antonio, per non dire S. Massimiliano Kolbe, ebbero per Maria un amore e una devozione grandissima. Sarebbe bello, che recitaste quotidianamente il S. Rosario, in questi giorni che ci separano alla solennità dell'Immacolata ( 8 dicembre)! Può darsi che per molti di voi, non sia una preghiera usuale, nè facile..., ma vi invito a sperimentarla con fiducia e umiltà, accogliendo in tal modo un  suggerimento che Maria ha rivolto (quasi "preteso") più volte nelle sue apparizioni.(Fatima, Lourdes..).
Al riguardo, per chi ha la fortuna di vivere accanto ad un convento francescano, certo vi sarà nei prossimi giorni la Novena dell'Immacolata: non mancate!




Ricordo anche, per chi è in zona Padova, che giovedì 29 nov., vi sarà presso il Convento S. Antonio Dott. in via S. Massimo 25 (con arrivo alle 20,45) un momento di preghiera animato e partecipato da GIOVANI UNIVERSITARI. E' previsto il S. Rosario e un tempo di adorazione eucaristica (nello stile della "Louange" - La lode). Chi desidera ulteriori informazioni al riguardo mi può scrivere: fra.alberto@davide.it
Vi benedico. Al Signore sempre la nostra Lode. Frate Alberto da Padova

lunedì 26 novembre 2012

I frati della Basilica di san Francesco in Assisi

Pace e bene cari amici, in ricerca della vostra "vocazione". Vi spero in ascolto e attenti alla voce del Signore che sempre chiama...!!!
Mi scrivono in questi giorni numerosi ragazzi, ricordando le belle esperienze estive vissute ad Assisi (sarà la nostalgia dell'inverno!!); ma anche portando nel cuore il recente "Convegno Giovani Verso Assisi" (GVA). Vedi le belle FOTO. Quanti bei ricordi..., ma anche quanti interrogativi!!!
Per molti infatti, era la prima volta che si recavano nella città di san Francesco, rimanendone incantati. Assisi ha significato per essi anche l'incontro con la realtà (per lo più sconosciuta) dei Frati, delle basiliche, del Sacro Convento... E conseguentemente la lista delle domande arrivatemi, è davvero lunga:
Come vive un frate francescano ad Assisi, presso la Basilica e la Tomba di San Francesco? Qual è la sua missione in questo posto così speciale? Come è l'interno del Sacro Convento?
In questo interessante video che hanno preparato i Francescani Conventuali di Assisi ( i custodi da sempre del complesso basilicale), possiamo scoprire un poco della vita quotidiana dei frati del Sacro Convento, che è scandita prima di tutto dalla preghiera e dalla liturgia; dalla predicazione del Vangelo anche attraverso le nuove forme di tecnologia ( come insegnava P. Massimiliano Kolbe! ). Una vita connotata fortemente dallo stile fraterno e da una condivisione in comunità di tutto; con l'accoglienza poi e il sostegno delle migliaia di pellegrini che ogni anno visitano la tomba di san Francesco e le basiliche;  la celebrazione del sacramento della confessione e del ministero dell'ascolto; la conservazione dell'incalcolabile patrimonio artistico (strumento unico di bellezza e spiritualità) come dell'antica biblioteca, ma anche la cura della natura (l'orto..la selva..), la musica, le porte sempre aperte ai giovani ecc...
Assisi: un luogo benedetto dalla presenza di san Francesco che ancora sa toccare il cuore di ciascuno, per la sua bellezza e armonia, e per la presenza devota, umile e laboriosa dei frati francescani.



Nel 2007, Papa Benedetto XVI rivolse ai frati rinuiti in Assisi (per il Capitolo generale) un messaggio con alcune toccanti parole che volevano riassumere la vita e la missione dei francescani nella chiesa e nel mondo:

E’ necessario che la grande Famiglia dei Frati Minori Conventuali si lasci ancora sospingere dalla parola che Francesco ascoltò dal Crocifisso di San Damiano: “Va’ e ripara la mia casa” (2 Cel I,6,10: FF 593). Occorre pertanto che ogni Frate sia un vero contemplativo, con gli occhi fissi negli occhi di Cristo. Occorre che sia capace, come Francesco di fronte al lebbroso, di vedere il volto di Cristo nei fratelli che soffrono, portando a tutti l’annuncio della pace. (...)
Sia dunque per ogni figlio di San Francesco saldo principio quello che il Poverello esprimeva con le semplici parole: “La Regola e vita dei frati minori è questa, cioè osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo” (Rb I,1: FF 75). (...)
Ai Minori Conventuali è chiesto di essere innanzitutto annunciatori di Cristo: avvicinino tutti con mitezza e fiducia, in atteggiamento dialogico, ma sempre offrendo la testimonianza ardente dell’unico Salvatore. Siano testimoni della “bellezza” di Dio, che Francesco seppe cantare contemplando le meraviglie del creato: tra gli stupendi cicli pittorici che ornano questa Basilica e in ogni altro angolo di quel meraviglioso tempio che è la natura, si levi dalle loro labbra la preghiera che Francesco pronunciò dopo il mistico rapimento della Verna, e che per due volte gli fece esclamare: “Tu sei bellezza!” (Lodi di Dio altissimo, 4.6: FF 261). Sì, Francesco è un grande maestro della “via pulchritudinis”. Sappiano i Frati imitarlo nell’irradiare la bellezza che salva; lo facciano in particolare in questa stupenda Basilica, non solo mediante la fruizione dei tesori d’arte che vi sono custoditi, ma anche e soprattutto mediante l’intensità e il decoro della liturgia e il fervido annuncio del mistero cristiano.

Assisi- International  Meeting 2012
Al centro, il 119° Ministro Generale dell'Ordine: P. MARCO TASCA
abbraccia due giovani frati.

domenica 25 novembre 2012

Chi è il tuo...RE ?

Domenica di Cristo Re dell'Universo - 25 novembre 2012

MEGLIO SEGUIRE IL PADRONE
Il giovane e inquieto Francesco d'Assisi, alla ricerca della propria vocazione, venne spinto dalla sua passione cavalleresca nel seguire Gualtiero di Brienne, un comandante di ventura che con il suo esercito si stava recando nel sud Italia. Francesco ancora una volta rincorreva i suoi sogni di gloria e successo immaginando grandi imprese militari, ma giunto vicino a Spoleto gli apparve il Signore, che gli ordinava di tornare indietro dicendogli:
"Francesco, è meglio per te seguire il servo o il Padrone?"
E Francesco rispose:  "Meglio il Padrone".
"E allora perchè dunque ti affanni a cercare il servo invece del Padrone?"
"Cosa vuoi che io faccia?"
"Ritorna ad Assisi. Non è questa la tua vita!"
Francesco, cedendo le armi fra lo stupore dei compagni di avventura, fece ritorno ad Assisi abbandonando definitivamente l'idea di una vita cavalleresca e mondana. Aveva scoperto oramai che quel "Padrone" era Dio Padre che tratta ogni uomo da figlio, da amico e non da servo. Così iniziò la sua graduale avventura di farsi cavaliere del Vangelo a servizio del Regno di Dio, nell'imitazione radicale di Gesù di Nazaret, figlio di Dio, unico e vero RE. Una "regalità" divina che supera ogni regno e signoria di questo mondo.

LA PAROLA
Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo. (Ap 1, 5-8)
Gesù Cristo è il testimone fedele,
il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra.
A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.
Ecco, viene con le nubi e ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo trafissero, e per lui tutte le tribù della terra si batteranno il petto.Sì, Amen!
Dice il Signore Dio: Io sono l'Alfa e l'Omèga, Colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente!

DENTRO LA PAROLA
* Oggi si conclude l'anno liturgico. E' stato per me un tempo vissuto fra l'Alfa e l'Omega?
E' davvero Cristo, inizio, senso, e fine del tempo, della mia vita?
E LUI il mio Re e Signore e Padrone?

*Oggi siamo chiamati ad una verifica sincera della nostra adesione amante della regalità di Cristo, senza farci gregari di miseri idoli che affascinano a prima vista ma che nel tempo, ci tolgono il respiro e la voglia di vivere nella gioia.

*Il "Sovrano Re della terra" - come afferma l'Apocalisse - è Colui che è il liberatore unico e autentico dell'uomo. Testimone fedele, sceglie un Trono che è la Croce e una Corona di spine che non è d'oro, ma di sofferenza e amore donato.

*Egli sconvolge tutte le logiche blasonate che ci sono anche dentro di noi. Il Suo farsi servo per amore dimostra una regalità al servizio degli ultimi, nel farsi Lui stesso ultimo. La logica del Magnificat si fa strada: "Abbassa i potenti dai troni e innalza gli umili".


DENTRO LA PAROLA : Il vescovo Tonino Bello, così implora il Re
Abbiamo bisogno di preti, Signore, ma di preti fatti sul Tuo stampo; non vogliamo sgorbi, non vogliamo "occasionali", ma preti autentici, che ci trasmettano Te senza mezzi termini, senza ristrettezze, senza paure. Vogliamo preti "a tempo pieno", che consacrino ostie, ma soprattutto anime, trasformandole in Te; preti che parlino con la vita, più che con la parola e gli scritti; preti che spendano il loro sacerdozio anziché studiare di salvaguardarne la dignità.
Sai bene, Signore, che l'uomo della strada non è molto cambiato da quello dei tuoi tempi; ha ancora fame; ha ancora sete; fame e sete di Te, che solo tu puoi appagare. Allora donaci preti stracolmi di Te, come un Curato d'Ars, preti che sappiano irradiarti; preti che ci diano Te. Di questo, solo di questo noi abbiamo bisogno.
Perdona la mia impertinenza: tieniti i preti dotti, tieniti i preti specializzati, i preti eloquenti, i preti che san fare schemi, inchieste, rilievi. A noi, Signore, bastano i preti dal cuore aperto, dalle mani forate, dallo sguardo limpido. Cerchiamo preti che sappiano pregare più che organizzare, preti che sappiano parlare con Te, perché quando un prete prega, il popolo è sicuro.
Oggi si fanno richieste, si fanno sondaggi su come sarà, su come la gente vuole il prete. Non ho mai risposto a queste inchieste, ma a Te, Signore, posso e voglio dirlo: il prete io lo voglio impastato di preghiera.
Donaci, o Signore, preti dalle ginocchia robuste, che sappiano sostare davanti a Te, preti che sappiano adorare, impetrare, espiare; preti che non abbiano altro recapito che il tuo Tabernacolo. E dimenticavo: rendici degni di avere tali preti.



PREGHIERA DEL CAVALIERE ( di Giulio Brentazzoli )
"Gesù, mio Signore e mio re, che ti sei degnato di versare il tuo sangue per la mia salvezza, guida i miei passi verso di te che sei la Via, la Verità e la Vita. Dammi un’intelligenza assetata di verità, un braccio forte per difenderla, un cuore coraggioso per testimoniarla. Offro a te tutto me stesso, lo studio e il gioco, le parole e il silenzio, il pianto e la gioia, seguendo la compagnia che tu mi hai dato come segno della tua presenza, perché la mia vita si compia e il mondo ti riconosca. Maria, regina dei santi, sostieni la mia preghiera. Amen”

sabato 24 novembre 2012

I dubbi vocazionali più comuni

Pace e bene a voi cari amici.
Molti mi scrivono presentandomi i loro dubbi in ordine alla vocazione e ad una possibile scelta di consacrazione. Ho raccolto i più comuni indicando alcune brevi risposte. Resto a disposizione di ogni altra domanda o chiarimento. Il Signore vi benedica. A Lui sempre la nostra Lode.
Frate Alberto da Padova


Ecco un bel video " vocazionale" dei nostri frati della Provincia Rioplatense (Argentina-Uruguay)

I DUBBI PIU' COMUNI

1. Qual è il MOMENTO migliore per prendere la decisione?
Sicuramente è meglio rispondere quando Dio chiama: né prima né dopo. Se te ne sei accorto perché aspettare? Non lasciarti al riguardo sedurre da altri pensieri che rischiano di derubarti la chiamata ( l’università, il lavoro, la famiglia, le paure..). Se invece la tua vocazione non è ancora matura perché ti precipiti? Al riguardo è assodato che chi inizia un cammino di discernimento con false sicurezze in tasca…è di solito il primo ad andarsene!

2. Come essere sicuri al 100%?
La vocazione non è una certezza matematica, ma una certezza di fede come per la chiamata di Abramo. Se cerchi la certezza assoluta non la incontrerai mai! L’amore e un rischio, ma ti ricordo ancora che è un rischio nelle mani di Dio. La sicurezza della vocazione crescerà tanto più quanto tu risponderai generosamente.

3. E se la mia FAMIGLIA si oppone?
La maturità del tuo comportamento e la perseveranza nella tua decisione li aiuteranno ad accettare la tua scelta. Anche loro hanno bisogno di tempo per essere pienamente partecipi della tua vocazione.

4. E se FALLISCO?
Se tu lo desideri sicuramente non fallirai. Il Signore ti aiuterà. Dio aspetta da te una donazione totale ma sempre libera, e che tu accetti la Sua volontà su di te. Per questo, finché tu sarai disposto a dire: Signore cosa vuoi che io faccia? Non ti puoi sbagliare. Il cammino in cui il Signore ti conduce è talora misterioso. Affidati a Lui con serenità.

5. Mi sto per innamorare. Ciò vuol dire che non devo essere frate o prete?
Innamorarsi è naturale e umano. Non avremmo molti religiosi o preti se prendessimo solo gente che non si è mai innamorata. Se un uomo sente la chiamata per essere prete e si trova innamorato, questo non vuol dire che egli non è più chiamato a fare il prete. Potrebbe essere un’opportunità per vedere gli aspetti dell’amore, dell’impegno e porsi la domanda “In che maniera vuole Dio che io ami gli altri?”

6. Che cosa è il celibato ?
Il celibato, nel contesto religioso, è la ragione per la quale un uomo prima di tutto consacra se stesso totalmente a Dio, e poi si dona totalmente nel servizio all’umanità. Il celibato è dunque una grandissima chiamata all’Amore ( non una diminuzione in tal senso)!! Attraverso il celibato un cristiano mette da parte le responsabilità e le relazioni intime di una vita familiare per poter prendere le responsabilità di servire la famiglia più ampia dell’uomo. Per mezzo di una relazione personale e profonda con Dio nella preghiera, per mezzo di relazioni serene e libere con il prossimo, egli accresce il suo amore per l’umanità e diventa capace di servire il popolo di Dio con più disponibilità e apertura. Per essere autentici, il celibato deve essere ispirato solo dall'amore per Gesù (non certo da fughe o paure o incapacità di voler bene).

7. La maggior parte dei preti e religiosi sono felici?
Molti preti e religiosi sono estremamente felici nelle loro vocazioni! La vita di un prete o di un frate ricompensa molto sia in questo mondo che nell'al di là. I media di solito ci danno un impressone sbagliata dei consacrati: che sono infelici, irritati, e arrabbiati.... Questo non è affatto vero. L'esperienza di vita che fa un religioso è solitamente di grande valore e opportunità, sia  umana che spirituale.

8. Se sono stato sessualmente attivo nel passato, posso ugualmente scegliere il celibato?
Una persona che è stata sessualmente attiva nel passato può certo prendere la decisione di vivere in celibato e chiedere di consacrarsi come religioso o sacerdote . E’ sempre però necessario operare un serio discernimento sulla chiamata e sulla vocazione anche in ordine alle esperienze vissute. Talvolta infatti, alcune di queste sconsigliano scelte di consacrazione.

9. Sono abbastanza santo per poter diventare prete o frate ?
Se Dio dovesse chiamare persone perfette alla vocazione e alla vita religiosa, nessuno potrebbe legittimamente rispondere. Il Signore ci chiama tutti per “crescere nella santità” e Gesù stesso disse che dobbiamo “diventare perfetti come lo è il nostro Signore”. Noi dobbiamo mirare in alto e fare del nostro meglio. Questo é ciò che Dio ci chiede. Se Dio ti sta chiamando e questa chiamata ti attrae e interpella, vuol dire che la strada che stai seguendo per diventare santo, anche se incompleta, è nella direzione giusta.

10. Visto che i preti protestanti sono sposati, perché i preti cattolici non possono sposarsi ?
La Chiesa Cattolica, riflettendo sulla natura del sacramento dell’Ordine, sostiene un modello di vita per il prete come quello di Gesù, per cui tutto quello che Gesù ha detto, ha fatto e ha manifestato ( nello stile e nelle scelte, come nelle parole come nei gesti..) è divino ed esemplare e viene pertanto riproposto nella figura del sacerdote. Per i Cattolici il prete deve essere visibilmente un “altro Cristo”. Per i protestanti, non considerando il prete come un “altro Cristo”, il celibato non è un valore importante e necessario; il pastore protestante è solo la guida e il coordinatore della comunità.

12. A chi posso rivolgermi per un chiarimento personale sulla mia vocazione ?
Interrogarsi sulla vocazione è necessario e decisivo, specie se hai scelte importanti davanti a te. Scegli un prete o un religioso di tua fiducia e apri a lui il tuo cuore. E' molto importante avere un accompagnatore, un Padre spirituale per capire meglio e con più chiarezza cosa Gesù ti chiede, senza paure né illusioni. Se vuoi visita la pagina dei "contatti" di questo sito: vi troverai i frati francescani responsabili per le vocazioni della tua regione Ti lascio anche la mia mail per un contatto più diretto con me. fra.alberto@davide.it

venerdì 23 novembre 2012

L'Anno Francescano per Giovani "in ricerca".

La testimonianza di Carlo Enrico (19 anni)
Pace e bene a voi tutti cari amici .
Vi presento oggi la testimonianza di un giovane "in ricerca" vocazionale e con tante domande nel cuore. Si tratta di Carlo Enrico (19 anni), che sta facendo con noi frati un'esperienza particolare di discernimento: L'ANNO FRANCESCANO. Al termine infatti del liceo, ci ha chiesto di poter vivere per un tempo prolungato in una nostra comunità, pur iniziando l'università (filosofia alla Statale) e non avendo ancora fatto nessuna scelta specifica vocazionale (quindi NON è un Postulante). Solo  gli si è data la possibilità di guardarci più da vicino, di stare nella nostra casa, di pregare con noi, di condividere i pasti come la fraternità, di vederci gioire e faticare e donarci...litigare e perdonarci..nel nome di Gesù e del Vangelo. Questo ha già significato per lui (e un pò anche per i frati!), da un lato tante novità e scelte "toste", come cambiare città, allontanarsi dalla famiglia, entrare nelle dinamiche di un convento di frati che gestiscono anche una grande parrocchia di Milano. D'altra, questa esperienza, per quanto molto "prossima" e in parte "compromettente", è ancora assolutamente "libera" da impegni e da scelte di campo più definite (come per es. quella di entrare in Postulato) e siamo convinti, possa consentire a Carlo Enrico un discernimento più aperto e maturo . E' dunque un "vieni e vedi" vocazionale molto bello (e anche molto evangelico), basato sulla condivisione concreta della nostra vita. Carlo Enrico, frequenta poi naturalmente, con altri ragazzi,  anche il Gruppo san Damiano: il classico percorso vocazionale (con incontri mensili). Sui motivi che l'hanno spinto a questo, riporto di seguito una sua testimonianza (lo ringrazio molto per la disponibilità), che certamente potrà essere di aiuto e sprone a molti altri ragazzi nel mettersi in gioco. Invito ciascuno a pregare per Carlo Enrico e tutti i giovani del Gruppo vocazionale. Vi benedico. Al Signore Gesù  sempre la nostra Lode.
frate Alberto da Padova

Agosto 2012 - esperienza missionaria in Africa
Cari frati e animatori del Gruppo San Damiano,
che la pace e l'amore di Gesù siano con voi.
Mi chiamo Carlo Enrico, ho diciannove anni e sto vivendo con i frati del Convento dell'Immacolata e di Sant'Antonio a Milano da circa due settimane.
Ho chiesto di vivere coi frati per questo anno e di partecipare al Gruppo San Damiano perchè desidero che Gesù entri nella mia vita profondamente.
La messa domenicale, l'incontro dei giovani in oratorio, le adorazioni vocazionali non erano più abbastanza; in me sentivo un ardente desiderio di conoscere questa Persona, che ha dato la Sua vita per noi.
Le date fondamentali della mia vocazione sono novembre 2011 e agosto 2012:
prima di tutto la Missione Popolare Francescana a Pavia, (la città dove ho vissuto), è stata per me l'occasione per liberare tutta la mia gioia nata dall'incontro con Gesù; quindi l'esperienza di  missione in Congo di questo agosto hanno cambiato la mia vita, perchè ho trovato il senso più grande che la mia persona avesse mai ricevuto: VIVERE PER GLI ALTRI !
Desidero vivere questo "Anno Francescano" nella carità e nella preghiera, nella ricerca della vita in Gesù che Lui ha scelto per me.
Vi ringrazio per l'attenzione, che lo Spirito Santo di Gesù ci guidi e accompagni in questo nostro avvicinamento e condivisione. Vi abbraccio fraternamente!
Carlo Enrico

giovedì 22 novembre 2012

giovani e sessualità

Pace e bene a voi cari giovani in ricerca della Vocazione del Signore!
ripropongo oggi un post di qualche tempo fa, molto visitato, riguardante un tema sempre attuale per dei giovani : il tema dell'affettività e della sessualità. Fra le molte lettere che ricevo infatti, spesso ricorrono domande e interrogativi al riguardo e le conseguenti implicazioni in ordine ad una scelta di vita religiosa, ma anche matrimoniale. Di certo la tematica affettivo-sessuale che risulta centrale per ogni giovane, è fondamentale anche per colui che si orienta alla consacrazione e va guardata e affrontata come un elemento imprescindibile nel cammino di discernimento. Il pensare di dedicare l'intera esistenza al Signore e ai fratelli nella castità, in obbedienza e senza nulla di proprio, richiede infatti una buona maturità umana, affettiva e spirituale, padronanza di sè e un equilibrio interiore non sempre scontati.
Ma più in generale non è facile oggi per un giovane mantenere pura la propria  vita e il proprio cammino di cristiano; complice questa nostra società permissiva e devastata moralmente dove anche solo la parola "PUREZZA" suscita ilarità e disprezzo!! Su questi temi, che interessano ogni giovane, sempre alquanto delicati, riproprongo un'interessante intervista a Frate Mauro Ruzzolini che ci racconta un poco la sua esperienza di vita e risponde ad alcune domande molto concrete.
Vi benedico. Al Signore sempre la nostra  Lode. Frate Alberto


"Come potrà un giovane tenere pura la sua via? Custodendo le tue Parole!" (salmo 119)

Per un tema così importante e "scivoloso" ecco una persona particolare. Fra Mauro Ruzzolini; per la sua scelta di vita e per gli studi fatti ci sembrava la persona adatta. Chi è fra Mauro? E' un frate che vive nella Diocesi di Fiesole. Dopo lo studio della teologia si è dedicato allo studio della psicologia, e dedica attualmente parte della sua vita al sostegno spirituale e psicologico delle persone. Alcuni  giovani gli hanno rivolto qualche domanda, in modo molto diretto come vedrete, e questo è il risultato dell'incontro.

Hai avuto esperienze sessuali prima di diventare frate?
Fra Mauro: Sono entrato in Seminario a 19 anni dopo la maturità. Frequentavo un Liceo Classico di Firenze e un gruppo numeroso di giovani della mia parrocchia. Nel penultimo anno di Liceo sono stato otto mesi con una ragazza di questo gruppo, con cui condividevo anche l'impegno di insegnare catechismo ai più giovani. Non abbiamo avuto rapporti sessuali; il ricordo che porto con me di lei è fatto di tanta dolcezza e tenerezza. Abbiamo avuto momenti in cui manifestavamo reciprocamente l'affetto (mi ricordo esattamente il luogo e l'intensità emotiva del primo bacio), in un clima molto bello e sereno, in cui la scoperta dello star bene insieme e della bellezza dell'altro/a viaggiavano parallelamente ad un crescendo di dolcezza e intimità. Con il progredire però in me anche della consapevolezza della chiamata, abbiamo deciso insieme di interrompere la relazione in vista della mia entrata in seminario. Rimango e rimarrò sermpre molto grato a lei per la discrezione e rispetto che ha mostrato verso questa mia scelta che coinvolgeva anche la sua vita e ringrazio il Signore perchè lei rimane custodita in un angolo prezioso del mio cuore.
La tua opinione sul sesso è cambiata da quando sei frate?
Fra Mauro: No, anzi si è andata sempre più rafforzando la percezione della sessualità, della mia sessualità, come uno dei doni più belli che ho ricevuto nella vita, dono che più di altri mi parla proprio di Dio. Vi confesso che mi affascina molto l'avvertire dentro di me che anche questa dimensione è chiamata misteriosamente ad essere coinvolta nella mia ricerca e relazione con Lui. Sono convinto che questa realtà rimane in me, come in ognuno di noi, come un rimando continuo al nostro destino, al nostro desiderio di comunione sponsale con Dio e poter convogliare ogni mia passionalità, ogni mia emozione, ogni mia pulsione verso di Lui è per me la sfida più avvincente contenuta nella sceltà del voto di castità.
Cosa ne pensi dell'omosessualità?
Fra Mauro: Questo nè un tema molto delicato, nel quale è facile alzare polveroni di polemiche che non rendono giustizia della molteplicità e complessità di fattori che intervengono a delimitare questo ambito. Nella mia pratica professionale di psicologo ho incontrato molte persone che hanno richiesto un aiuto a riguardo di tale tematica e che, a dispetto della "gaiezza e spensieratezza" dell'orgoglio gay, vivevano seri disagi personali e si portavano dentro a volte anni di segrete sofferenze proprio a causa di questa vera o presunta tendenza. Dico "presunta" perchè, nella maggioranza dei casi, il problema si è rivelato non tanto di natura sessuale, coinvolgendo quindi una definizione di vera tendenza specifica verso un oggetto sessuale di uguale genere, ma (e questo è un fatto che molti tacciono, a scapito della verità) i problemi soggiacenti a tale ambito si sono rivelati di altra natura. Quello che voglio dire è che spesso ciò che può originare un pensiero, una paura, un desiderio che si rivela come omosessuale, ha radici in altre dinamiche della persona, non direttamente sessuali ma che affondono le radici in problemi di autostima, umiliazione, non sicurezza della propria identità, senso di indegnità, paura dell'altro sesso, processi incompleti di identificazione col genitore dello stesso sesso che può risultare assente, non significativo o eccessivamente distante o troppo aggressivo, legami di dipendenza da figure genitoriali di sesso opposto troppo dominanti e soffocanti e altre realtà ancora. Molto spesso le figure che dovrebbero fornire ai giovani in crescita quegli elementi necessari per rafforzare la propria identità, falliscono in questo compito e le persone crescono mantenendo come una domanda aperta sulla propria identità e valore e va a finire che la fantasia o il desiderio omosessuale diventa come una "scorciatoia" per raggiungere ciò di cui la persona si sente mancante. Questa scorciatoia si rivela però inefficace a sanare e saziare questa ricerca e lega la persona ad un circolo ripetitivo di esperienze affettive e sessuali cariche di promesse che rimangono puntualmente disattese. La mia esperienza professionale nell'aiuto di queste persone mi dice che si può uscire da tutto questo e recuperare un sano senso di appartenenza a se stessi e alla propria identità, anche nell'area affettiva e sessuale. A questo proposito consiglio a chi volesse saperne di più la lettura di questo testo: "Omosessualità maschile: un nuovo approccio" di Nicolosi.
Cosa ne pensi della pedofilia?
Fra Mauro: Anche al riguardo di questo ambito, ho incontrato dei casi. Qui la situazione è molto più complessa e non mi soffermo sull'analisi delle possibili cause di questo profondo disagio. Vi dico solo che la sensazione che rimane in me, dopo aver incontrato persone affette da questo disturbo, è di profonda tristezza e pena per le ferite e sofferenze che queste stesse persone, che arrivano purtoppo a compiere siimili gesti, si portano dietro. Sono sempre persone molto segnate dalla vita e che hanno subito gravi danni e traumi nella loro crescita e sviluppo. Questo non giustifica certo il perpetuare poi nelle loro azioni il male ricevuto, ma offre certamente uno sguardo diverso, fatto di misericordia e di vera com-passione per la miseria morale e spirituale di questa umanità così ferita.
Cosa ne pensi dei rapporti pre-matrimoniali?
Fra Mauro: Io penso che la bontà e verità di ogni gesto, risieda nel rispetto e piena accettazione dei significati insiti nel gesto stesso. Fare l'amore non è in sè un male anzi, come dicevo prima, è la realtà più bella che abbiamo ricevuto come dono e nella quale risiede il rimando alla nostra somiglianza con Dio, ma ciò che può renderla male è il farlo senza rispetto dei suoi significati. Questo può avvenire perchè la gestualità ha in sè un carattere di ambiguità qualora si presti a veicolare significati diversi dai propri. Faccio un esempio: il bacio è un gesto che di per sè esprime intimità, affetto, passione verso l'altra persona, ma può diventare anche il modo per umiliarla, disprezzarla o addirittura tradirla (guarda il bacio di Giuda a Gesù). Con lo stesso gesto posso dire cose diverse: una pacca sulla spalla può esprimere la mia vicinanza o il mio disprezzo verso qualcuno. Ogni gesto dunque ha un suo proprio significato e la sua bontà sta nel viverlo con quel significato. Ora nel rapporto sessuale il significato che vi leggo è di totale donazione della mia persona ad un'altra nella stabilità e pienezza del dono stesso. L'atto esige che io "ci sia tutto" in quel momento così come l'altro/a ci deve essere tutto. Fareste voi l'amore con una persona che dice di amarvi col corpo ma con la testa è da un'altra parte? Oppure con una persona che dice "ti amo ora, ma fra due mesi non ti amerò più". Nessuno di noi, se sano, lo farebbe perchè il gesto stesso esige per sua verità la totalità del dono. E queste non sono "cose che dicono i preti". Interrogate il vostro cuore, cosa veramente sente e avvertirete in voi la presenza o la mancanza di tale pienezza. L'altro significato che vi leggo è la bellezza dell'apertura alla vita, alla possibilità che l'atto sia creativo di una nuova esistenza come frutto dell'amore tra due persone.
Quindi il godimento reciproco del dono totale di sè e l'apertura alla vita: questi i significati inscritti per natura nell'atto stesso del fare l'amore. Farlo, rispettando questi due suoi propri significati, significa farlo "bene" e si potrebbe prendere a prestito lo nslogan: "fare bene l'amore, fa bene all'amore"!
Del resto, a prescindere dalle opinioni che potete avere su questo, io vi invito a interrogare sempre con verità il vostro cuore. In esso, tutto questo è già scritto e, se lo ascoltate con autenticità, vi guiderà verso il bene. Soprattutto se ascoltate le vostre emozioni e i vostri stati d'animo, che tante volte vengono fatti tacere dentro di voi. Quante delusioni, aspettative disattese, ferite, rivalse, rabbie, sentimenti di non pienezza, sono dentro di noi e rimangono a volte inascoltati solo per pudore o verrgogna o falso concetto di rispetto umano.
Mi è capitato di guidare delle coppie nella preparazione al matrimonio, coppie che magari già vivevano rapporti completi e a loro ho fatto la proposta di una via diversa, dove questo bellissimo atto di dono e di godimento dell'amore, fosse il risultato di un cammino graduale di comunicazione dell'amore stesso. Mi hanno ringraziato di aver potuto gustare anche la bellezza di una gestualità che veniva "bruciata" dal tutto e subito. Alcuni mi hanno detto che hanno ritrovato la gioia e la bellezza di una gesto così banale come il camminare tenendosi per mano. Quindi, in conclusione, penso che il rapporto prematrimoniale sia male, non perchè è male in sè fare l'amore, ma perchè non rispetta la piena verità e bellezza del gesto nella sua pienezza, perchè non vi è nè la stabilità e definitività della scelta reciproca, nè è rispettata l'apertura alla vita.
La tua idea sui contraccettivi
fra Mauro: Penso che vengano a togliere la "naturalità" dell'atto e quindi a renderlo meno bello. Penso che vengano ad intaccare una realtà che è già bella in sè e che non ha bisogno di "aggiunte" per essere sentita o vissuta meglio.
La tua opinione sulla masturbazione
Fra Mauro: La leggo soprattutto come espressione di un disagio che la persona sta vivendo con se stessa o nel rapporto con gli altri. In questi casi si vede bene come la nostra sessualità risenta di tutto quello che viviamo in tutta la notra persona. Molto spesso la masturbazione non è altro che la punta di un iceberg la cui parte sommersa è fatta di sentimenti "altri" dal sesso, quali possibili stati di tensione, di rabbia, di umiliazione, di paura, di non benessere con se stessi, di difficoltà nelle comunicazioni con gli altri..... Molto spesso la masturbazione è espressione di tutto ciò e, lavorando su questi aspetti, migliora anche la capacità di gestione dei propri impulsi.

Cosa provi se vedi una bella donna? La guardi da uomo o da frate?
Fra Mauro: Questa domanda mi fa un pò sorridere. Se il guardare una bella donna da "uomo" o da "frate" vuole dire pensare o no: "guarda che bel pezzo di fi...gliola. Se ci sta, me la faccio subito", allora la questione non sta nell'essere uomo o frate ma nell'essere o meno un uomo dal cuore puro. Gesù nel vangelo dice che se uno guarda una donna con desiderio di possesso, ha già commesso adulterio nel suo cuore. E' dal cuore che nascono le intenzioni e non si tratta di guardare una donna da uomo o da frate, ma di avere appunto un cuore puro, richiesto ad ogni uomo che voglia vivere la propria umanità con bellezza e dignità.
Hai mai avuto ripensamenti sul tuo essere frate a causa del sesso? (per esempio per attrazione sessuale verso qualcuna...)
Fra Mauro: Mi sembra che abbiate un'idea abbastanza strana del "frate". Come se una persona consacrata non sentisse più attrazione sessuale o altre cose del genere. Se io non avvertissi più attrazione sessuale mi preoccuperei alquanto e cercherei al più presto di farmi curare! Seguire il Signore Gesù nella vita religiosa non significa smettere di essere uomo, con tutto ciò che questo comporta, ma essere uomo alla sua sequela e voler vivere la propria vita di uomo, senza alcuno sconto, per Lui e servire Lui ed amare Lui più di tutte le altre cose.
Condividi l'opinione della Chiesa riguardo al sesso?
Fra Mauro: Si, serenamente.
Secondo te i ragazzi di oggi come vivono la sessualità? In modo giusto o sbaglato? Cosa consiglieresti loro?
Fra Mauro: Alle volte mi sembra che la sessualità diventi, come ho detto sopra, una "scorciatoia" per risolvere o raggiungere altro. Troppe volte è caricata di altri significati che la appesantiscono e la stravolgono. Non è raro voler far sesso per dimostrare, ad esempio, a sè o agli altri qualcosa come la sicurezza dell'accettazione da parte dell'altro o il riconoscimento del proprio valore o il voler colmare un vuoto dentro o un contenuto di angoscia, o far tacere una ricerca spasmodica di calore e tenerezza. Quello che mi sento di consigliare è di ascoltare sembre bene il proprio cuore, ad esempio con queste due semplici domande: "cosa cerco?" e "cosa ho trovato?" Molto spesso la non corrispondenza tra le due risposte è un segnale prezioso da non mettere da parte!

Dal Sito della pastorale Giovanile della Diocesi di Fiesole

martedì 20 novembre 2012

Corso vocazionale in un week-end

ASSISI 7-9 dicembre 2012: Corso Vocazionale


Pace e bene a tutti voi, cari amici.
Come ogni anno, nel ponte dell'Immacolata, i frati del  Convento e della Basilica di san Francesco in Assisi aprono le porte a giovani (ragazzi e ragazze) da tutta l'Italia, desiderosi di approfondire il Senso della loro vita, di riflettere sulla Strada da percorrere, di approfondire la loro Vocazione e la Chiamata del Signore. 
Un'occasione imperdibile di vivere questa esperienza a pochi passi (pochi metri) dalla tomba di san Francesco!!!
In particolare saranno presenti i giovani dei vari gruppi regionali vocazionali. Dal Nord, anch'io accompagnerò i partecipanti al Gruppo san Damiano: dunque un numeroso stuolo di  "ricercatori" e "inquieti" si ritroverà a cercare risposte più profonde e vere e meno banali di quelle propinateci quotidianamente da una società malata e senza orizzonti.
Chiedo cortesemente ai giovani del Nord che desiderassero unirsi a noi di contattarmi rapidamente per ogni informazione e per organizzare il viaggio insieme in furgone . E' mia intenzione scendendo, fare una sosta anche a La Verna (starordinario luogo francescano)..Per le altre regioni indico sotto i riferimenti dei frati incaricati. Dunque fatevi vivi quanto prima!! Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. frate Alberto da Padova

* Programma di massima (orari e modalità)
* Contatti:
Per le regioni del Nord Italia scrivere al sottoscritto (frate Alberto): fra.alberto@davide.it
Per le altre regioni, contattare i vostri frati oppure direttamente i Frati di Assisi : informazioni@cnpgv.it 

sabato 17 novembre 2012

Sono troppo giovane?

Pace e bene cari amici nel Signore!
Oggi vi propongo il dialogo intercorso in questi giorni con Luigi, un giovanissimo (17 anni) che desidera farsi frate, con domande e dubbi e desideri comuni a molti giovani oggi..Possa l'esempio di Luigi spronare molti altri a mettersi in gioco, lasciando emergere nel cuore quanto il Signore da sempre vi ha seminato.
Buona domenica. Vi benedico.
Al Signore sempre la nostra Lode. frate Alberto da Padova

Estate 2012 - Eemo delle Carceri-Assisi - Giovani e Frati
LETTERA DI LUIGI
Salve, mi chiamo Luigi, ho 17 anni (quasi 18 ormai...), sono un ragazzo di (...) e sto pensando seriamente di intraprendere il cammino francescano. Però ho numerosi dubbi circa questa vocazione:
-Sono troppo giovane?
-Faccio un istituto tecnico informatico. Per compiere gli studi in teologia e diventare frate devo seguire dei corsi particolari? Qualcuno mi ha detto che la mia scuola tecnica non è adatta per diventare un consacrato..E' così ? Cosa devo fare?
-I miei genitori sono molto religiosi, ma non so come dire a loro questa cosa, anche perchè sono sicuro che non mi prenderebbero seriamente.
-Inoltre la mia famiglia non è ricca, e farebbero molta fatica a farmi studiare teologia....e questo  mi preoccupa.  Come funziona da voi?
Circa poi il mio desiderio, le posso garantire che non è un'impeto giovanile, non ho avuto visioni, nè sentito Dio dirmi "voglio che tu diventi un frate", ma sento che è questo che Dio vuole da me. Mi è sempre piaciuta la figura del frate, e mi riempirebbe di gioia aiutare il prossimo e dedicare la mia vita al Signore.
La ringrazio per il suo tempo
cordiali saluti
Luigi

RISPOSTA DI F. ALBERTO
Pace e bene a te caro Luigi, grazie per la fiducia e per avermi scritto.
E' proprio bello questo desiderio di intraprendere il cammino francescano che mi confidi! Certo, sei giovane..., ma non è un problema!! Anzi, direi che la tua età - la giovinezza - è il momento ideale per guardare al futuro e interrogarsi seriamente sulla volontà del Signore per la tua esistenza..; questo è infatti  il tempo dei grandi sogni e desideri che orientano le scelte..E la vita francescana, è davvero un sogno straordinario e affascinante! Putroppo il rischio che molti ragazzi vivono, è opposto, ed è quello di continuamente rimandare...posticipare lasciandosi scippare o livellare ogni slancio e progetto (e così qualcuno arriva ad essere adulto senza avere deciso nulla per la sua vita.. che nel frattempo passa e si intristisce). Non mancano però anche esempi di giovani tuoi coetanei che già hanno fatto scelte forti e importanti. Pensa che a Brescia , nel nostro Postulato vi sono 4 ragazzi diciannovenni, entrati quest'anno appena terminata la scuola superiore. Anch'essi hanno iniziato i primi contatti con noi frati a 16/17 anni e hanno subito intrapreso un cammino di discernimento vocaz. che li ha già portati a fare, terminata la scuola, un piccolo grande passo, con la scelta di entrare in Postulato.  Dunque non dire: "sono troppo giovane"!!!
Mi piace poi quando pensi e ti immagini la vita del frate, (escludendo con molta concretezza chissà quali "visioni") e mi scrivi invece che : "mi riempirebbe di gioia aiutare il prossimo e dedicare la mia vita al Signore" . Vedi, questa è un pò la sintesi della vita di un frate francescano: vivere il Vangelo imitando in tutto il Signore Gesù e conseguentemente donare Amore ad ogni creatura, specie a chi più è povero! Si tratta dunque ora di approfondire e verificare questo..., ma sei sulla buona strada!
Anche per quanto riguarda l'aspetto economico non temere: i giovani che arrivano dai frati, sono da noi sostenuti come come fa un padre con i propri figli., come in una famiglia..Mi chiedi anche della scuola: non ti preoccupare! La scuola tecnica non è un problema per poi studiare (quando sarà il momento) teologia. Dovrai fare probabilmente dei corsi integrativi, ma nulla di impossibile..
Mi scrivi poi dei tuoi genitori..comprendo che non sia semplice parlarne..anche se sono credenti! Dunque ci vuole tatto, ma  prima di tutto che tu ti chiarisca meglio le idee..
Dunque, credo che, prima di esporti con loro, ti converrebbe chiedere consiglio a qualche bravo confratello francescano che ti possa ascoltare di persona, sostenere e dare una mano anche nel discernimento. Fra le indicazioni fondamentali che da subito ti dò, infatti, vi è la necessità che tu abbia un padre spirituale che ti accompagni e ti faccia crescere nell'amore a Gesù e con te verfichi la tua vocazione..Con lui potrai poi valutare i passi migliori da fare ( quando per es. venire al Gruppo vocazionale francescano "san Damiano") e anche come regolarti con i tuoi cari. Ti segnalo pertanto un frate francescano (molto bravo) che puoi trovare nella tua città (...) . Si tratta di (...), che troverai nel convento di (...) Cercalo pure a mio nome..ti darà una mano! Ti lascio anche i suoi riferimenti (...) Io l'ho già informato di te e dunque ti aspetta. Fatti vivo con lui senza problemi ( è molto disponibile ed è un uomo di Dio).
Attendo tue notizie..Ti abbraccio e benedico.

Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. frate Alberto




venerdì 16 novembre 2012

Un capolavoro da eseguire.



Possiamo
 immaginare la storia del mondo
  come una meravigliosa sinfonia
   che Dio ha composto....
                                        Siamo chiamati,
                                           ciascuno di noi
                                             al suo posto e con le proprie capacità,
                                              a collaborare
                                                con il grande Maestro
                                                 nell'eseguire
                                                 il Suo stupendo capolavoro.
                                                                                           Benedetto XVI

giovedì 15 novembre 2012

P. Placido Cortese, martire francescano di carità

Pace e bene a tutti voi cari amici.
oggi 15 novembre noi frati francescani della Basilica del Santo (Pd) ricordiamo la straordinaria figura di un confratello, P. Placido Cortese, martire di carità nel periodo nazi-fascista.  P. Placido visse infatti la sua vocazione religiosa e francescana con radicalità, fino al dono della vita. 
Nicolò Cortese nasce a Cherso (capoluogo dell'omonima isola nel golfo del Quarnaro) il 7 marzo 1907. Entra in seminario a Camposampiero (Pd) dai Frati Francescani Minori Conventuali (la mia famiglia religiosa) nel 1920. Veste l'abito religioso con il nome di fra Placido, e, dopo il noviziato trascorso preso la Basilica del Santo a Padova (1923-1924), compie gli studi presso la Facoltà Teologica S. Bonaventura a Roma, ottenendo la licenza in teologia.

P. Placido al Santo
Dopo l'ordinazione sacerdotale (6 giugno 1930), svolgerà il suo apostolato prima nella Basilica del Santo a Padova e,  per alcuni anni  a Milano. Nel 1937 viene richiamato a Padova come direttore del Messaggero di Sant'Antonio, rivista a cui riesce a dare ben presto un grande impulso, con una diffusione capillare in tante famiglie italiane ( circa 800.000 abbonati nel 1943).
Ma l'interesse maggiore del padre Placido è costituito dal ministero in Basilica e dalla carità. Questa si estende dal mendicante agli internati nei campi di concentramento ( a Padova era presso la caserma Romagnoli di Chiesanuova) , prigionieri per lo più sloveni, deportati in seguito all'occupazione italiana di una parte della Iugoslavia dopo il 6 aprile 1941 e ai conseguenti movimenti di resistenza.
Quando l'Armistizio del 8 settembre 1943, chiude le ostilità fra l'Italia e le Forze Alleate, la rabbia e le rappresaglie da parte tedesca diventano sempre più forti. P. Placido si impegna attivamente per aiutare sbandati, ebrei e ricercati dal regime nazifascista. Si organizza una trafila di servizi clandestini: p: Placido riesce a stampare documenti e passporti falsi (grazie alla tipografia del Messaggero e alle tante fotografie messe dai pellegrini alla tomba del Santo in basilica) . Da Padova la via della fuga in Svizzera passa per Milano, tramite padre Cortese, padre Carlo Varischi e il prof. Ezio Franceschini dell'Università Cattolica con la collaborazione di  Concetto Marchesi all'Università di Padova. Tra le numerose persone che operavano in questa rete di salvataggio, particolare rilievo ebbero Armando Romani, le sorelle Martini (Teresa, Lidia e Liliana), Milena Zambon e Maria Borgato. Il padre Placido Cortese è anche in contatto con quel clero padovano che si impegnò attivamente a fianco dei partigiani.
Il padre provinciale lo vuole trasferire in modo da evitargli una possibile cattura, ma resta a Padova e viene tradito da due infiltrati nell'organizzazione, l'8 ottobre 1944; viene arrestato e trasferito nel bunker della Gestapo di Piazza Oberdan a Trieste dove viene sottoposto a orribili torture per estorcergli i nomi dei suoi collaboratori. P. Placido però non rivelerà nulla, restando in un silenzio che gli costerà la vita.
Viene forse cremato nella Risiera di San Sabba.

Il 29 gennaio 2002 il vescovo della Diocesi di Trieste Eugenio Ravignani dà inizio al processo di beatificazione, conclusosi il 15 novembre 2003. Gli atti sono ora a Roma.

Riconoscimenti
1946: Attestato di benemerenza degli Alleati, firmato dal Maresciallo H. R. Alexander
1948: Onorificenza della “croce di bronzo” da parte del Presidente cecoslovacco Edvard Beneš
1951: Il Comune di Padova intitola una via cittadina al Padre Placido Cortese
Padova lo ha inserito tra i Giusti, nel Giardino dei Giusti inaugurato nel 2008.
Il 7 marzo 2009 il Comune di Padova ha eretto un cippo in memoria del Padre Cortese presso la caserma Romagnoli di Chiesanuova (campo di internamento negli anni 1942 - 1943).