Vestire il saio francescano (Noviziato)

La terza tappa del cammino di discernimento per un giovane che desidera diventare frate francescano è l’anno di Noviziato, che segue immediatamente il Postulato. Dura esattamente un anno, dal giorno della vestizione, al giorno della professione temporanea dei voti (spiegheremo poi questi termini un po’ strani…).

È sicuramente l’anno più caratteristico e particolare del cammino formativo, anche perché per i giovani d’Italia e di alcuni paesi europei si svolge proprio ad Assisi presso la Basilica e la Tomba di san Francesco, il cuore del francescanesimo, la casa madre di tutti i frati.

È un vero e proprio tempo di prova.

Al giovane che durante il postulato ha sperimentato la quotidianità dei frati, assaggiando il loro stile di vita e muovendo i primi passi alla sequela di Gesù e di san Francesco, si chiede ora, dopo un tempo di verifica, di compire una prima ma importante scelta: donare la propria vita al Signore, sull’esempio del Francesco.

basilica di san Francesco d'Assisi

Perché l’anno di noviziato?
6 buoni motivi

Vestire la tonaca

È il segno distintivo dell’anno di Noviziato. Ha un forte valore simbolico: il giovane inizia ad essere chiamato frate (pur non avendo ancora fatto i voti) e sente fisicamente su di sé il valore della vita che sta abbracciando.

Lasciarsi plasmare dal Vangelo

Si dedica molto tempo ed attenzione a famigliarizzare con il Vangelo, che è “la Regola e la Vita dei frati“, come dice san Francesco, perché piano piano il Signore plasmi l’intera esistenza sulla sua forma.

Sperimentare la fraternità

Dopo l’assaggio del Postulato, ora si vive davvero “da frate tra i frati“, continuando a sperimentarsi nelle relazioni fraterne e a crescere nell’amore dei piccoli gesti quotidiani.

Discernere le proprie motivazioni

Adesso il discernimento diventa ancora più profondo. Si impara un metodo serio, e si interrogano le molte motivazioni che muovono il nostro cuore: è importante orientarle pian piano verso il bene maggiore per la nostra vita, per la Chiesa e per il mondo.

Conoscere il carisma francescano

Una particolare formazione aiuta ad approfondire la vita di san Francesco, i suoi scritti e la storia del nostro ordine. In particolare si studiano la Regola e il Testamento di Francesco e le Costituzioni (i nostri testi normativi).

Approfondire la chiamata alla vita consacrata

La professione dei voti non è cosa da prendere sotto gamba: si dedica molto tempo a comprendere il senso dei voti di povertà, castità e obbedienza, sondando ogni loro aspetto (quelli umani, quelli cristiani e spirituali, fino a quelli normativi).

La Tonaca

La tonaca (o saio) è sicuramente il segno più distintivo del noviziato. Anzi possiamo dire che il novizio diventa tale proprio indossando per la prima volta l’abito dei frati nel rito della vestizione, una cerimonia religiosa, per altro molto semplice, durante la quale viene rivestito dei panni della prova, come li chiama san Francesco nella sua Regola (Fonti Francescane 79: concedano loro i panni della prova, cioè due tonache e il cingolo). Per noi Francescani Conventuali, la tonaca consiste oggi in un abito a forma di croce di colore nero o grigio con il cappuccio e un cingolo di lana bianco con i tre nodi che ricordano i voti di obbedienza, povertà e castità.

vestizione dei novizi ad Assisi

vestizione dei novizi

La Preghiera

fra Tullio Pastorelli in preghiera
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Altro tassello importante di questo anno speciale è indubbiamente la preghiera. Non esiste un vero discernimento senza un costante e sincero dialogo con Gesù, che si attua sia nella preghiera comunitaria, cioè assieme agli altri frati del convento (Liturgia delle ore; S. Messa), sia nella dimensione personale. In particolare si approfondisce il metodo della Lectio divina, in modo che la frequentazione del Vangelo diventi un’abitudine quotidiana e pian piano plasmi tutta la vita.

Sarà importante, dunque, per un novizio che prende sul serio il proprio cammino, favorire il silenzio interiore, trovare luoghi e tempi per meditare la Scrittura, divenendo così sempre più intimo del Signore come san Francesco:

Dialogava spesso ad alta voce col suo Signore: rendeva conto al Giudice, supplicava il Padre, parlava all’Amico, scherzava amabilmente con lo Sposo […]. Spesso senza muovere le labbra, meditava a lungo dentro di sé e […] dirigeva tutta la mente e l’affetto a quell’unica cosa che chiedeva a Dio: non era tanto un uomo che prega, quanto piuttosto egli stesso tutto trasformato in preghiera vivente (FF 682).

La Fraternità

Il novizio condivide l’anno di prova assieme ad altri fratelli che, come lui, si stanno interrogando su una possibile chiamata del Signore. È importante ricordare che per noi francescani, la fraternità è una dimensione fondamentale e fondativa del nostro carisma. Il Signore stesso donò a frate Francesco dei compagni di cammino che da subito vollero condividere la sua stessa vita. E non dimentichiamo che il poverello chiamava tutte le creature fratello e sorella. Ma non è importante soltanto la fraternità tra novizi.

Ogni casa di noviziato trova sede in un convento dove vivono frati di tutte le età e spesso anche di diverse nazionalità. Ad esempio presso la Basilica di san Francesco ad Assisi (sede del noviziato per tutta l’Italia) si trovano circa 50 frati, provenienti da tutto il mondo. Una fraternità universale. Questo può essere davvero una grande ricchezza di confronto per dei futuri francescani.

Due frati in portogallo

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Il Discernimento

Giovanepreghiera
giovane in preghiera

Durante l’anno di prova si continua il discernimento già iniziato negli anni precedenti. Ora si impara e approfondisce un metodo vero e proprio, per sondare in profondità le proprie motivazioni, ma anche per apprendere il discernimento come stile di vita, come approccio alla stessa quotidianità.

In questo non si è lasciati soli! Si è guidati da un frate un po’ più “esperto” e con qualche anno di vita francescana sulle spalle: il Maestro dei novizi. È il responsabile della comunità del noviziato. A lui spetta organizzare la vita interna quotidiana, i momenti di formazione, di preghiera, di svago, i piccoli lavori domestici, ma soprattutto ha a cuore anche il cammino personale di ciascun giovane, che potrà trovare in lui un vero e proprio accompagnatore spirituale con cui condividere le gioie, i dubbi e le fatiche del cammino e assieme a lui giungere alla scelta finale.

Le Fonti Francescane

Le Fonti Francescane sono la raccolta delle testimonianze storiche su san Francesco, santa Chiara e i primissimi tempi del nostro ordine. Raccolgono gli scritti dei due santi, le loro prime biografie (scritte dai contemporanei), le cronache, i processi di canonizzazione, ecc…

Per conoscere bene la vita e la storia di Francesco di Assisi e del carisma francescano, durante l’anno del noviziato, si dedica tempo allo studio delle Fonti, in particolare del Testamento, della Regola e delle biografie. Questo permette di conoscere le origini e il carisma del nostro ordine in maniera approfondita: è come ripercorrere l’album di foto di famiglia.

Con questo stesso obiettivo i novizi visitano anche i luoghi francescani delle origini (Assisi e dintorni anzitutto, ma poi anche gli eremi della Valle Reatina, La Verna, Spoleto, gli eremi delle Marche, ecc…).

Si incontra anche la figura di sant’Antonio, secondo grande santo del nostro ordine dopo Francesco. Per questo i novizi da Assisi salgono a Padova, qui alla basilica del Santo, per trascorrere i giorni della grande festa in suo onore, nella prima metà di giugno.

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frati sudamericani a Rivotorto

I Voti

professione dei novizi
Professione di fra Giovanni

Al termine dell’anno di noviziato, dopo aver compiuto le varie tappe del discernimento, e dopo l’approvazione del Maestro e del Ministro provinciale, il novizio potrà emettere la professione temporanea dei voti, cioè l’impegno ad abbracciare la vita francescana vivendo in obbedienza, povertà e castità. Ed è proprio questo che simboleggiano i tre nodi del cingolo che cinge la tonaca.

Dopo questa prima grande donazione, al novizio, ora frate, si apre un ulteriore tempo, il post-noviziato, caratterizzato perlopiù dallo studio della teologia e dai primi servizi pastorali, per continuare il discernimento iniziato e confermare definitivamente la sequela intrapresa.

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Il Signore ti dia pace.
i frati del blog

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