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Vocazione Francescana
Home ascoltare e pregare

Come usare il diario spirituale? Un semplice metodo in 4 passi

fra Nico Melato di fra Nico Melato
18 Dicembre 2023
in ascoltare e pregare, discernere
0

Come si usa concretamente un diario spirituale? Ecco qui un semplice metodo in 4 passi.

In tre post già pubblicati abbiamo provato a vedere insieme che cos’è un diario spirituale (lo trovi qui), perché questo strumento è davvero essenziale nel cammino di discernimento vocazionale (qui trovi 5 motivi) e quale forma debba avere (cartaceo o digitale? Qui la risposta).

Quando abbiamo spiegato che cosa sia un diario spirituale, abbiamo detto che è un luogo in cui poter scrivere in piena libertà ciò che riguarda la relazione personale con il Signore, la vita di preghiera e il proprio cammino spirituale. Abbiamo già detto anche che è importante che ciascuno “costruisca” questo luogo, così intimo e personale, secondo le proprie preferenze, perché possa sentirsi “a casa“.

Ora entriamo nel merito e andiamo sul pratico: come si usa un diario spirituale? Come si fa concretamente? Proviamo a darci un metodo.

Quando e quanto usarlo?

Questa domanda non può certamente avere una risposta univoca per tutti: dipende dalla tua sensibilità personale, dal tempo che riesci a dedicarci, da quale attitudine allo scrivere hai, da quale abitudine riesci a costruire, da quali obiettivi hai, ecc…

Schematizzando molto, però, forse si può dire che un diario spirituale può essere usato in 4 modi diversi:

  • “a sentimento”: lo prendi in mano e ci scrivi “quando mi sento ispirato/a”, “quando capita”, “quando ho tempo”, “quanto ho voglia”, “quando ne sento il bisogno”…; spero non ci sia bisogno di dire che sconsigliamo vivamente questo uso; agire nella vita spirituale solamente secondo “la voglia del momento” ci porta ad essere molto superficiali, a non essere capaci di andare davvero in profondità, a non incidere sul serio sulla trasformazione della nostra vita; senza contare che nella vita spirituale cristiana si ha a che fare con una relazione (fra te e Dio), che implica un’attenzione e una cura costanti da parte di entrambi (provocazione: e se oggi Dio avesse voglia di stare un po’ con te e tu no?); quindi: usalo pure anche “a sentimento”, ma non solamente!;
  • “a necessità”: si usa il diario spirituale “quando serve“, per esempio durante un ritiro spirituale, durante un esercizio che ti ha dato da fare la tua guida spirituale, durante un corso di formazione cristiana, durante l’incontro del gruppo vocazionale, ecc…; questo è un utilizzo già più serio e profondo rispetto al precedente (e forse è il più diffuso?); in questo modo il diario diventa utile al tuo cammino durante dei momenti particolari, dei passaggi forti; probabilmente la prima volta che “creerai” il tuo diario spirituale sarà durante uno di questi momenti, e all’inizio potrai usarlo in questo modo; con l’avanzare del tuo cammino però, ti consigliamo di passare ad uno delle due modalità successive;
  • “a cadenza fissa“: si usa il diario spirituale come uno strumento di autoverifica con una cadenza regolare (per esempio una volta al mese o una volta alla settimana); qui siamo dentro all’utilizzo più utile e buono (assieme anche al successivo) del diario spirituale; esso diventa infatti un appuntamento fisso, che tu stesso/a hai deciso e fissato previamente, per fare il punto, per provare a sintetizzare il tuo vissuto dell’ultimo mese (o dell’ultima settimana); si usa anche per prepararsi bene all’incontro con la guida spirituale e/o con il confessore (qui trovi un articolo su questo aspetto);
  • “quotidianamente”: si usa il diario spirituale ogni giorno, al termine del proprio tempo di preghiera personale (ti serve un metodo di preghiera? Qui ne trovi uno per te); assieme al precedente, questo è di sicuro la modalità migliore per utilizzare questo strumento, perché ti permette di annotare con regolarità ogni giorno quanto il Signore compie nella tua vita, cosa emerge, quali pensieri e sentimenti, quali domande, quali intuizioni; certamente ci potranno essere giorni più proficui e altri meno, ma poter scrivere ogni giorno anche solo una parola, cambia profondamente la tua esperienza di vita spirituale; questa 4° modalità normalmente si accompagna alla 3°, e anzi, quanto scritto ogni giorno diventa proprio il materiale su cui poi puoi fare la tua verifica mensile o settimanale, scrivendone la tua sintesi.

Un metodo concreto in 4 passi

Che tu usi il diario spirituale secondo la prima (speriamo di no), seconda, terza o quarta modalità, ti potrebbe essere utile un semplice metodo per accostarti a questo strumento. Ti propongo quindi un semplice schema in 4 passaggi (che riprende gli elementi dal metodo di preghiera già proposto in altri articoli, lo trovi qui).

Passo 1: trova un tempo e un luogo adatto e mettiti in preghiera

La scrittura del diario spirituale è un esercizio vero e profondo, in cui entri in te stesso/a e ti metti in dialogo con il Signore. È necessario quindi che tu possa trovare un tempo proprio tuo, personale, in solitudine. Trova quindi un luogo e una situazione adatta, che ti aiuti a entrare in te stesso/a e che minimizzi le distrazioni. Forse sei già abituato/a a fare questo per ritagliarti i tuoi tempi di preghiera… Ecco, la preparazione è la medesima.

Trovato il tuo tempo e il tuo luogo, mettiti comodo/a, stacca il cellulare (mettere la modalità aereo è il modo migliore per restare in pace almeno per questo breve tempo). Fai un segno della Croce e mettiti poi alla presenza del Signore: stai iniziando un tempo di preghiera con lui, non sei solo/a! Invoca quindi lo Spirito Santo, e chiedi al Signore di aiutarti a guardarti dentro e a guardare il tuo vissuto (dell’ultimo mese, o settimana, o della giornata). Se ti aiuta ad entrare in sintonia con il Signore, puoi anche riprendere il Vangelo del giorno, o un altro brano o una preghiera che ti aiuti.

Passo 2: riguarda il tuo ultimo periodo

Proverai poi a riguardare questo ultimo periodo della tua vita, il tempo trascorso dall’ultima volta che hai scritto sul diario fino ad oggi. Ripercorrilo con calma, portando alla tua memoria le cose che sono accadute, i momenti di preghiera che hai vissuto, le persone che hai incontrato, le fatiche e le gioie che hanno attraversato la tua vita, le domande che sono emerse.

Per ciascun momento (oppure per quelli più salienti) che ti viene alla memoria, prova a fermarti un attimo, a ricercare dentro di te tutti i suoi elementi: che pensieri ho avuto in quel passaggio, che emozioni ho avvertito dentro di me, che cosa mi sentivo spinto/a a fare, o a dire, oppure a non fare o non dire, ecc…

Attenzione: prenditi il tempo che ti serve! È un lavoro di introspezione che va fatto con calma e attenzione, senza fretta: non cedere alla tentazione di scappare via!

Passo 3: scrivi

Quando avrai riguardato tutti i momenti di questo periodo, prova a chiederti: “in questo momento della mia vita, proprio adesso, quali sono gli elementi che mi sembrano più centrali, più importanti?“. E finalmente puoi iniziare a scrivere, cercando di rispondere a questa domanda.

Scrivi secondo la tua sensibilità e personalità: tanto o poco, per punti o in maniera discorsiva, raccontando gli eventi o fermandoti di più sui ragionamenti, rivolgendoti direttamente a Dio oppure in maniera impersonale, ecc… In generale però evita gli eccessi: scrivere pagine e pagine probabilmente ti porterà solo a fare confusione e a “distrarti” da ciò che conta davvero.

Passo 4: ringrazia ed esci dalla preghiera

Alla fine rileggi quanto hai scritto. Questo è quanto il Signore ti ha donato di vivere nei giorni passati e poi di ri-vivere in questo tempo. Ringrazialo per questo: la tua vita è colma della sua presenza, sempre e in ogni caso. Scorgerlo in azione è uno dei doni più grande che Dio ti possa fare.

Infine esci dalla preghiera come sei abituato/a a fare (per esempio con un Padre nostro, salutando Maria, ecc…).

Che ne pensi?

Cosa ne pensi? Ti ho convito ad iniziare un diario spirituale, oppure ad usarlo in maniera più profonda ed efficace? Spero proprio di sì.

Se hai altre domande, suggerimenti, indicazioni o anche solo una condivisione, scrivimi pure, ti aspetto.

E in ogni caso: buon cammino del Signore!

fra Nico – franico@vocazionefrancescana.org

Tags: preghieratemi di discernimento
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