Nel bel mezzo delle tristi notizie di una nuova guerra, fra Russia e Ucraina, affermiamo ancora con forza che i figli di Dio sono chiamati sempre e solo a costruire pace. Vuoi essere anche tu un operatore di pace?
Siamo stati travolti in questi giorni dalle notizie che ci arrivano dall’est Europa: la Russia ha deciso di invadere l’Ucraina. Guardiamo certamente con preoccupazione e tristezza quanto accade sotto i nostri occhi, pensando soprattutto alle popolazioni civili, che ancora una volta devono subire violenza per via di interessi politici ed economici.
La reazione sgomenta di tutto il mondo, che resta quasi inerme ad assistere a questa ennesima follia dei nostri potenti, si condensa nell’appello pronunciato dal nostro caro papa Francesco questo ultimo mercoledì (qui il testo integrale; qui l’articolo di Avvenire):
“Ho un grande dolore nel cuore per il per il peggioramento della situazione nell’Ucraina. Nonostante gli sforzi diplomatici delle ultime settimane si stanno aprendo scenari sempre più allarmanti. Con me tanta gente nel mondo sta provando angoscia e preoccupazione. Ancora una volta la pace di tutti è minacciata da interessi di parte.
Prego tutte le parti coinvolte perché si astengano da ogni azione che provochi ancora più sofferenza tra le popolazioni, destabilizzando la convivenza tra le nazioni e screditando il diritto internazionale.Vorrei appellarmi a quanti hanno responsabilità politica perché facciano un serio esame di coscienza davanti a Dio, che è il Dio della pace e non della guerra: il padre di tutti, non solo di qualcuno, che ci vuole fratelli e non nemici.
Vorrei appellarmi a tutti, credenti e non credenti. Gesù ci ha insegnato che all’insensatezza diabolica della violenza si risponde con le armi di Dio, con la preghiera e il digiuno. Invito tutti a fare il prossimo 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri, una giornata di digiuno per la pace. Incoraggio in modo speciale i credenti, perché in quel giorno si dedichino intensamente alla preghiera e al digiuno.
La Regina della Pace preservi il mondo dalla follia della guerra”.
Il nostro è sempre e solamente il Dio della pace (1Ts 5,23). Gesù Cristo, suo figlio, è chiamato “il principe della Pace” (Is 9,5). Lo Spirito Santo, amore del Padre e del Figlio, lo sappiamo bene, porta solamente frutti di pace, amore e benevolenza, mai di odio o contesa (cfr. Gal 5,19-23).
Lo sappiamo bene: tutto ciò che è male non viene mai da Dio. L’unica opera di Dio è la salvezza, che è vita in abbondanza, per tutti. Infatti, come afferma il libro della Sapienza:
“Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi; egli infatti ha creato tutte le cose perché esistano; le creature del mondo sono portatrici di salvezza” (Sap 1,13-14).
Senza addentrarci in analisi particolareggiate della situazione (che lasciamo a chi è ben più esperto di tutti noi), e senza doversi schierare da una parte o dall’altra, certamente l’appello che ci viene fatto da ogni situazione di male, di dolore, di guerra, è sempre il medesimo: diventa anche tu operatore di pace! Nelle beatitudine il Signore Gesù ci dice:
“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9).
Sì, perché il nostro Dio è il primo grande “operatore di pace” nella storia degli uomini, colui che riconciliato tutto in sé, donando tutto sé stesso. E noi allora, come suoi figli, non possiamo che fare altrettanto, vivere nella nostra vita questa stessa dinamica, fatta di perdono, di accoglienza, di riconciliazione, di umiltà, di servizio, in una parola: di pace.
Il Signore ce lo chiede con insistenza: “Custodisci la lingua dal male, le labbra da parole di menzogna. Sta’ lontano dal male e fa il bene, cerca e persegui la pace” (Sal 34,14-15). Proprio come ha fatto anche san Francesco, quando nel bel mezzo delle crociate, delle guerra dei cristiani contro i mussulmani, arriva dal Sultano come costruttore di pace, disarmato, chiamandolo fratello.
Allora, di fronte all’ennesima guerra, all’ennesima situazione di male e di dolore, a noi sta di non moltiplicare il male, ma di rispondere sempre al male con il bene. E la pace continuerà a fiorire su questa terra.
Spero che anche tu voglia unirti a tutti gli uomini di buona volontà, per rimboccarsi le maniche e costruire pace. E chissà che questa non sia anche la tua vocazione, magari proprio sui passi di san Francesco.
Continuiamo con forza a chiedere il dono della pace per il mondo. E che il Signore ci doni ancora con abbondanza la sua presenza. Buon cammino a tutti.
fra Nico – franico@vocazionefrancescana.org
PS: in questi giorni, passeggiando e pregando nei boschi del Trentino, mi sono imbattuto in questa bella chiesetta; al suo interno c’era, fra le altre cose, questo appello alla pace! Che il Signore continui a svegliare i nostri occhi pigri per accorgerci di quanto il suo Vangelo può far germogliare in questo nostro mondo!

















