sabato 29 settembre 2018

BOLOGNA - "TU SEI BELLEZZA" - FESTIVAL FRANCESCANO

Fra Francesco e fra Tommaso - Festival Francescano 2017
Cari amici, il Signore vi dia pace.
da oggi 28 settembre a domenica 30, ritorna a Bologna il FESTIVAL FRANCESCANO. Il centro della città sarà invaso gioiosamente da tanti frati e suore francescani, come da tanti giovani attratti dal carisma di san Francesco d'Assisi che, giusto 8 secoli fa, predicò proprio in Piazza Maggiore, cuore dell'evento.

Tema generatore del festival e delle varie proposte messe in cantiere, l'espressione " TU SEI BELLEZZA" : uno dei modi con cui il santo di Assisi chiama e si rivolge a Dio nella splendida preghiera delle "Lodi di Dio Altissimo".

Mi piace qui ricordare come nacque questa orazione. Francesco la compone  in un momento difficilissimo della sua vita. Si trova infatti sul monte della Verna (settembre del 1224, due anni prima della morte) e sta vivendo un periodo di tragica crisi esistenziale: è molto malato e quasi cieco; si sente messo in disparte dai suoi frati che vede dirigersi su strade ben diverse da quelle da lui ipotizzate; è reduce da una missione di pace fallimentare in Terra Santa; il Signore stesso gli appare lontano e in silenzio. Sul Monte della Verna Francesco attraversa la notte oscura dello spirito ed è dilaniato dal dubbio atroce di avere, nella sua vita e nella sue scelte, sbagliato tutto!

Al culmine di questo cammino scarnificante, ottiene però risposta al suo travaglio interiore: finalmente comprende che solo abbracciando la CROCE in modo definitivo e totale, può dirsi vero seguace di Gesù. Le stimmate che misteriosamente riceve, dicono l'abbandono di ogni pretesa, autosufficienza e rivendicazione e nel contempo,  la sua piena adesione, il suo voler essere completo riflesso e immagine del Cristo crocifisso.
La bellezza misteriosa della croce, la bellezza dell'amore donato senza riserve, restituisce così a Francesco anche la sua piena bellezza di uomo finalmente libero, pacificato e rasserenato. 
 

Alla luce dell'esperienza del santo come riusona vera la famosa espressione che Dostoevskij mette in bocca al principe Myskin nel suo romanzo l'Idiota: «La bellezza salverà il mondo»!!

Lo ha ricordato, aprendo a Palazzo d’Accursio la presentazione del X Festival Francescano, l’arcivescovo Zuppi. Che aggiungeva: «La bellezza, il tema della manifestazione, è l’anello fra la terra e il cielo, e bisogna essere capaci di scoprirla specie in tempi grigi o bui, come questi».

Anche noi, lasciamoci dunque sedurre e guidare, anche nei momenti più bui e difficili, dalla bellezza dell'Altissimo Onnipotente bon Signore.

A Lui sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Info: www.festivalfrancescano.it; 3342609797

 

venerdì 28 settembre 2018

LA VOCAZIONE E' DONO

Cari amici in ricerca, il Signore vi dia pace.
Già in un precedente articolo avevo parlato della vocazione come disponibilità a "DONARSI", in alternativa ad un altro attegggiamento come il "PRENDERE o il PRETENDERE per sè"! Ritorno oggi su queste riflessioni. Vi benedico tutti e incoraggio.
Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

La vocazione è DONO !

Gesù per tutto il suo ministero offre agli uomini assetati e smarriti degli orientamenti di vita, parole e gesti di vita: guarisce, risana, salva, perdona...fino alla croce. Egli dona tutto, dona se stesso, senza riserve. Questo offrirsi radicale, ha da sempre ispirato giovani ardenti e intrepidi a seguirlo, ad imitarlo.

Anche in questo nostro tempo, a prima vista  così autoreferenziale ed egoista, è inaspettato e sempre misterioso scoprire ancora tanti giovani dal cuore puro e libero che cercano orizzonti più alti, che vogliono donare, non un pò di denaro o qualche bene superfluo, ma la loro stessa VITA. E' certo una grande sfida, estremamente esigente! Essa, infatti, chiede TUTTO!

Ma, prima ancora di donarsi, è necessario pregare, sostare e riflettere. Ci si può donare e spendere per filantropia, per umanesimo... o anche per obiettivi a volte banali e fragili. Ma se ci si dona per fede, allora si confortano dei cuori, si riparano delle vite .
Vediamo attorno a noi tante persone nel bisogno, a livello materiale, affettivo o spirituale. Queste persone hanno un volto, una storia, ferite e sofferenze. Come nell'Antico Testamento, nel libro di Tobia, esse cercano e attendono un angelo, un «Raphaël », qualcuno che le conforti e le guidi. Quando ci si dona agli altri, ci si distanzia da se stessi per tuffarsi nell'universo dell'altro ed offrire, con delicatezza e rispetto, un sostegno. 

Anche oggi sono davvero tanti i giovani pronti a donarsi!! E questo è davvero meraviglioso! Se di questa nostra complessa società è più facile evidenziare i segni inquietanti e tristi, non possiamo non vedere e celebrare e gioire anche per i tanti segni di bene che pure la caratterizzano. Nel cuore dei giovani d'oggi vi è tanta generosità!  Certo, p darsi che essi non siano dei grandi teologi, ma essi desiderano donarsi. 

Gesù, parlando ai suoi discepoli, un giorno (di fronte ad una folla affamata) rivolge loro questo invito: « Date loro voi stessi da mangiare ! » (cf. Lc 9,13). I discepoli non erano in realtà pronti a questo tipo di azione e di disponibilità, ma sulla parola di Gesù hanno rischiato, si sono fidati, mettendosi totalmente in gioco. Anche oggi sono tanti i giovani che traducono questo invito di Gesù nella loro vita, "facendosi mangiare", "offrendosi in cibo" agli altri, donando concretamente cuore, tempo ed energie e capacità a chi è più vunerabile e nella necessità.

Caro giovane amico "in ricerca", c'è dunque tanta generosità attorno a te: impara a riconoscerla ! E anche tu, non temere a donarti: sarai felice e renderai felice!
cfr: https://vocationfranciscaine.com/

mercoledì 26 settembre 2018

RIPARTIRE CON OCCHI DIVERSI


«Il solo vero viaggio, il solo bagno di giovinezza, non sarebbe quello di andare verso nuovi paesaggi, ma di avere occhi diversi, di vedere l’universo con gli occhi di un altro, di cento altri, di vedere i cento universi che ciascuno di essi vede, che ciascuno di essi è».
(Marcel Proust)

Caro giovane amico in ricerca, il Signore ti dia pace.

E' ormai tempo di ripartenze: c'è chi ha già ripreso la scuola o fra poco l'università; chi è ormai tornato al lavoro dopo le ferie (già dimenticate!!). Un pò ovunque e in vari ambiti, la nostra vita sta recuperando una sua quotidianità.

Ma ripartire, sempre racchiude in sè un invito a guardare avanti, a chiedersi dove andare, come vivere al meglio il tempo che ci è regalato, come non sprecare gli anni preziosi della giovinezza, come guardare con occhi nuovi e diversi alla nostra vita, specie là dove questa non ci piace o non ci basta.

Per questi e altri motivi, ad ogni inizio di autunno, per molti giovani è normale anche indirizzarsi verso qualche cosa che dia più luce ad una quotidianità spesso faticosa, fatta di studio e tanti impegni. Ecco allora l'iscrizione al corso di nuoto, musica, lingue..la palestra..ecc.

Alcuni, mossi da una sete e desideri profondi, ricercano e si orientano anche a proposte di formazione e crescita umana e cristiana.
Al riguardo, se desideri conoscere più da vicino noi frati francescani e i nostri CORSI (riguardanti la vocazione, gli affetti, la fede..) e quanto possiamo offrire a dei ragazzi nell'accoglienza e nella fraternità, vedi:

https://www.fragiovani.org/
http://giovaniversoassisi.blogspot.com/


Vi troverari molti itinerari interessanti e stimolanti da condividere con altri coetanei.
Dai un'occhiata e fatti vivo! E soprattutto..ascolta la tua sete!

Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide)

Gruppo di giovani frati francescani, studenti in teologia a Padova
Anch'essi in ripartenza !

lunedì 24 settembre 2018

LA VOCAZIONE FRANCESCANA E' GIOVANE !

Basilica di san Francesco --Postulanti di Brescia in visita ad Assisi
Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale il Signore vi dia pace.

La fine dell'estate è sempre un tempo in cui la vocazione francescana si presenta nel suo volto più effervescente e giovane.
  • NOVIZIATO: Sabato 24 agosto abbiamo gioito per le professioni dei Novizi: 16 giovani che sono "diventati frati" al termine dell'anno di Noviziato svoltosi in Assisi presso la Basilica e la tomba di san Francesco. Mentre il 15 settembre altri 10 giovani, hanno iniziato il cammino di Noviziato (2018-19) e così verificare, guidati da un maestro (un frate saggio ed esperto) la loro vocazione. 
  • POSTULATO :Settembre è sempre anche il mese di ripartenza del postulato nelle due sedi di Brescia e Osimo. Anche quest'anno è giunto, per autentica grazia dall'Alto, un folto gruppo di giovani desiderosi di sperimentare più da vicino la nostra vita francescana. 
  • PROFESSIONI SOLENNI: In questo mese poi, alcuni nostri giovani confratelli hanno emesso i voti solenni (frati per sempre!!) con la Professione Perpetua. Fra qualche giorno, il 6 ottobre, saranno 5 giovani frati del Nord Italia  a vivere questa tappa così importante per la loro vita. 
  • GIOVANI FRATI:Ugualmente nei nostri seminari teologici (Padova, Assisi, Roma), i giovani frati, a breve riprenderanno la formazione e gli studi teologici e così prepararsi al ministero e al servizio.
  • COMUNITA' DI ACCOGLIENZA: Altri ragazzi, in alcune nostre comunità di accoglienza (Treviso, Longiano, Cologna..., e altre sparse in Italia)  vivranno tempi di condivisione nella preghiera, nella fraternità, nel servizio con noi frati, nel discernimento... 
  • GRUPPO VOCAZIONALE: A breve ripartiranno nelle varie regioni d'Italia i percorsi vocazionali per giovani orientati alla vita francescana (diventare frate?), con il Gruppo san Damiano...
  • PROPOSTE E INIZIATIVE PER GIOVANI: Se l'estate è stata particolarmente ricca di nostre iniziative per tanti ragazzi, molte altre proposte sono in cantiere per crescere insieme in amicizia e nella fede e così vivere una giovinezza nella gioia e nella letizia che solo il Signore Gesù sa veramente donare. Vedi siti  https://www.fragiovani.org/   http://giovaniversoassisi.blogspot.com/

In altre parole, anche se l'autunno oggi prende il suo via, mi piace vedere questo periodo come un bella Primavera dello Spirito.., un'autentica fioritura di giovinezza sulle orme del santo dei giovani per definizione: San Francesco d'Assisi !

LA VOCAZIONE FRANCESCANA E' GIOVANE !

Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Assisi-Estate 2018 : Giovani e frati all'International Meeting



domenica 23 settembre 2018

RIPARTE IL NOVIZIATO FRANCESCANO AD ASSISI 2018-2019


Pace e bene cari amici "in ricerca".

Sabato 15 settembre ad Assisi, 10 giovani, hanno iniziato il cammino di Noviziato (2018-19), il così detto "anno della prova" per verificare, guidati da un maestro (un frate saggio ed esperto) la  profondità della loro chiamata e vocazione francescana. La meta, fra un anno, è la Professione Religiosa (con i voti di povertà, castità, obbedienza) così come è avvenuto per il gruppo di novizi precedente che, a fine agosto, hanno concluso questo tempo fondamentale nel cammino di ogni frate.

Alle 19.00 nella Basilica inferiore di san Francesco  il rito ha preso il via con la consegna della tonaca o saio, l'abito dei frati a forma di Croce. 

A presiedere la celebrazione c'era, in via straordinaria, il Ministro Generale P. Marco Tasca (il superiore di tutti i frati del mondo) e 119° successore di San Francesco alla guida dell'Ordine francescano . 

Mi ha molto colpito la sua omelia di cui riporto alcuni passaggi.
Scherzando un poco sul significato della tonaca, definita dallo stesso Francesco  come "panno della prova", ha esordito rilanciando ai giovani candidati un interrogativo provocatorio: 

  • "Cari Novizi, oggi sarete rivestiti per la prima volta della tonaca o saio, i così detti "panni della prova". Siete consapevoli di che cosa questo significhi, di che "prova" vi sia richiesta in quest'anno? ….  Forse che si tratti di qualche cosa di simile alla "Prova del cuoco", o di Ercole…… in cui sarà saggiata e messa a verifica la vostra bravura o intelligenza, o devozione o valore morale o spirituale??? Niente di tutto questo!!
  • Caro novizio, ricorda piuttosto che “la prova” del noviziato che stai per affrontare non dipenderà tanto dalla tua bravura, dalla tua auto-redenzione, ma solo dall’amore di quel Dio che risuscita i morti, che ti chiede unicamente di svegliarti dal torpore di una vita centrata su di te e di accorgerti di Lui accogliendo questo Suo amore.
  • Questo richiede una decisione e una disponibilità verso un cammino di conversione, anche per dei "bravi" giovani, come molti di voi, che hanno frequentato la chiesa fin da quando sono nati.
  • E a chi guarda al proprio passato con qualche rimpianto o rimorso dico: Non importa chi sei stato o chi sei, ma chi posso diventare in Cristo. La mia identità non mi viene dal passato, ma dal futuro.
  • L’importante non è ciò che faccio e che cosa sono, ma dove guardo e che cosa vedo.
  • La differenza fondamentale è tra un io che si progetta o un io che, al contrario, si percepisce come un dono".

Cari amici in ricerca, credo che le parole del Ministro Generale valgano anche per ciascuno di noi e possano invitarci ad una seria verifica :
  • Dove e soprattutto verso Chi sto guardando?
  • Mi vedo autocentrato sul mio progetto di vita, oppure voglio essere aperto e disponibile al Signore che mi viene incontro e a me si dona?
A Lui sempre la nostra Lode.
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)





venerdì 21 settembre 2018

UN SENSO NUOVO ALLA VITA



Festa di san Matteo
21 settembre 2018

Dal Vangelo di Matteo (9,9-13)
 In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».   

==========///=====///=====///==========

Pace e bene 
caro giovane amico in ricerca vocazionale, un percorso interiore che a volte, immagino, ti inquieti e impaurisca e da cui è facile rifuggire.

Ebbene, oggi è invece bello e incoraggiante poterci riconoscere in Matteo, l'esattore delle imposte  invitato da Gesù alla sequela ("seguimi") mentre sta al banco delle imposte. 
Ognuno di noi, infatti, ha il suo personale "banco delle imposte",  dove se ne sta seduto, un pò comodo, ma anche prigioniero. E' il banco delle proprie occupazioni e preoccupazioni e progetti e interessi, ma anche di ferite e peccati che spesso ci incatenano e allontanano dagli altri e da Gesù. 

Ma poi il segno prodigioso: il Signore "ci vede" da lontano, come vide Matteo (o Levi) seduto a svolgere il proprio lavoro, e ci chiama

La risposta del futuro apostolo la sappiamo: si alzò, lasciò tutto e seguì il Nazareno. Che scandalo: un esattore delle tasse tra i seguaci di un maestro dello Spirito che in più si proclamava Figlio di Dio. Eppure è lì il "segreto" della fede, nella sua capacità di attrarre e di donare "un senso nuovo" alla vita. 

Caro giovane amico, forse giunto "per caso" su questo blog, 
se anche tu hai sentito risuonare nel cuore questo invito "seguimi", non indugiare, ma prova ad alzarti, a scardinare abitudini e timori e metterti in cammino dietro a Gesù e così comprendere la strada che Lui ha in serbo per te, verso una vita più piena, appassionata e bella e ricca di senso

Come puoi fare? Il mese prossimo, riparte l'itinerario vocazionale del Gruppo san Damiano: prega e pensaci, ma anche deciditi per un passo concreto...! Ti aspettiamo con gioia per  fare un pezzo di strada insieme sui passi di Gesù. 

A Lui sempre la nostra lode. 
fra Alberto (fra.alberto@davide.it) 

lunedì 17 settembre 2018

FESTA DELLE STIMMATE DI SAN FRANCESCO


Pace e bene, cari amici in ricerca vocazionale.
Facciamo oggi, 17 settembre, memoria delle stimmate di san Francesco. Il Poverello d’Assisi è nella storia della chiesa il primo cristiano ad essere segnato dalle impronte della passione del Signore nel suo corpo. Gli resteranno impresse fino alla morte, avvenuta la sera del 3 ottobre 1226 a Santa Maria degli Angeli. E così, egli che aveva voluto in tutto farsi simile a Cristo per la sua radicale scelta di vita evangelica, ne diventò anche fisicamente il riflesso vivente, il ritratto visibile, l’alter Christus.
Ma come avvenne questo fatto misterioso?
San Francesco, due anni prima di morire, si trova alla Verna, un monte selvaggio – un «crudo sasso» come lo descrive Dante Alighieri – che s’innalza verso il cielo nella valle del Casentino.
Qui è giunto per vivere in solitudine quaranta giorni di digiuno e preghiera in preparazione alla festa dell’Arcangelo Michele di cui è devoto. Il santo d’Assisi è particolarmente legato a questo luogo, ottenuto in dono dal conte Orlando signore di Chiusi. La leggenda che vuole le enormi fenditure e le caverne che lo caratterizzano generate al seguito del terremoto che seguì alla morte di Gesù in croce sul Golgota, affascina e attrae oltremodo Francesco.
Qui gli è più facile meditare la Passione del Signore e partecipare intimamente ad essa.
Qui può innalzare un’intensa preghiera che bene esprime tale stato d’animo:
“O Signore mio Gesù Cristo, due grazie ti priego che tu mi faccia, innanzi che io muoia: la prima, che in vita mia io senta nell’anima e nel corpo mio, quanto è possibile, quel dolore che tu, dolce Gesù, sostenesti nella ora della tua acerbissima passione, la seconda si è ch' io senta nel cuore mio, quanto è possibile, quello eccessivo amoredel quale tu, Figliuolo di Dio, eri acceso a sostenere volentieri tanta passione per noi peccatori” (dai Fioretti).
Questa invocazione non rimane inascoltata. È fatto degno, infatti, dopo una notte di preghiera, di ricevere misteriosamente sul proprio corpo i segni visibili della Passione di Cristo: le mani, i piedi e il costato trafitti. Il prodigio avviene in maniera così mirabile che i pastori e gli abitanti dei dintorni riferirono ai frati di aver visto per circa un’ora il monte della Verna avvolto di un vivo fulgore, tanto da temere un incendio.
Ecco come san Bonaventura, suo biografo, riporta l’episodio:
«Un mattino, all'appressarsi della festa dell'Esaltazione della santa Croce, mentre pregava sul fianco del monte, vide la figura come di un serafino, con sei ali tanto luminose quanto infocate, discendere dalla sublimità dei cieli: esso, con rapidissimo volo, tenendosi librato nell'aria, giunse vicino all'uomo di Dio, e allora apparve tra le sue ali l'effige di un uomo crocifisso, che aveva mani e piedi stesi e confitti sulla croce. Due ali si alzavano sopra il suo capo, due si stendevano a volare e due velavano tutto il corpo. A quella vista si stupì fortemente, mentre gioia e tristezza gli inondavano il cuore. Provava letizia per l'atteggiamento gentile, con il quale si vedeva guardato da Cristo, sotto la figura del serafino. Ma il vederlo confitto in croce gli trapassava l'anima con la spada dolorosa della compassione. Fissava, pieno di stupore, quella visione così misteriosa, conscio che l'infermità della passione non poteva assolutamente coesistere con la natura spirituale e immortale del serafino. Ma da qui comprese, finalmente, per divina rivelazione, lo scopo per cui la divina provvidenza aveva mostrato al suo sguardo quella visione, cioè quello di fargli conoscere anticipatamente che lui, l’amico di Cristo, stava per essere trasformato tutto nel ritratto visibile di Cristo Gesù crocifisso, non mediante il martirio della carne, ma mediante l'incendio dello spirito» (Leg. Maj., I, 13, 3).
Cari amici, se l’esperienza di Francesco fu unica e straordinaria, in realtà, questo «incendio dello Spirito» è possibile e praticabile anche per ciascuno di noi. Tutti, infatti, possiamo provare ad imitarlo ricercando una sempre maggiore intimità e amicizia con Gesù, meditando devoti la Sua passione, contemplando ardenti il Suo volto, ripercorrendone appassionati le orme, rinnovandone i gesti e i sentimenti di bontà e compassione, ascoltando disponibili la Sua voce, lasciandoci toccare docilmente dal Suo amore. Anche noi chiamati così ad essere, come Francesco l’alter Christusil riflesso vivente, il ritratto visibile, una presenza tangibile del Signore Gesù e del suo messaggio di salvezza per ogni uomo.
A Lui sempre la nostra lode.
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

domenica 16 settembre 2018

CHI SONO IO ?

Domenica 16 settembre 2018
XXIV Domenica del tempo Ordinario (Anno B)


Dal Vangelo di Marco (8,27-35)

Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: “La gente, chi dice che io sia?”. Ed essi gli risposero: “Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti”. Ed egli domandava loro: “Ma voi, chi dite che io sia?”. (...) «Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà
».



«Ma voi chi dite "che io sia"?» , è la domanda che, nel Vangelo di questa domenica, Gesù rivolge ai suoi discepoli. Una domanda indirizzata oggi anche a ciascuno di noi, personalmente, proprio perchè in cammino e in ricerca vocazionale.

Non è certo un interrogativo da poco o di circostanza. La risposta, infatti, prima ancora che l'identità di Gesù, chiama inevitabilmente in causa la nostra esperienza viva di Lui e in fondo, la nostra stessa identità: "chi sono io" . Viene a svelare lo spessore e la nostra qualità di discepoli del Signore; se lo conosciamo per "sentito dire" oppure se davvero lo stiamo ascoltando e incontrando e imparando ad amare e desideriamo seguirlo per "come è veramente"
E come è veramente Gesù? Qual è la sua vera identità? Ce la dice Lui stesso preannunciando la vicenda drammatica che si sta profilando nei suoi riguardi:  Il Cristo sperimenterà l'odio, dovrà soffrire, essere tradito e rifiutato, essere ucciso. Lo attende una croce, che per amore infinito e senza riserve, ha però deciso di accogliere e portare e riplasmare, così che la morte possa essere finalmente vinta e la salvezza donata ad ogni uomo. 
Al discepolo, non può pertanto che non essere affidata questa stessa missione, la medesima identità:  “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua ". 
Che ne pensi di questa proposta?
E' questa la strada che desideri seguire, come discepolo del Signore?
Sei disposto a portare la croce con Gesù?




venerdì 14 settembre 2018

SAN FRANCESCO E L'AMORE ALLA CROCE

Pace e bene
cari amici in ricerca e in ascolto della vocazione divina.
Oggi si celebra nella Chiesa la festa dell'esaltazione della Santa Croce di Cristo. 
La Croce è il simbolo cristiano per eccellenza che subito ci contraddistingue dai fedeli di altre religioni. La onoriamo, la baciamo, la portiamo al collo… Ancor più per noi francescani e la nostra vita, la Croce è un riferimento costante e irrinunciabile.


La croce, scandalosa e assurda per il mondo
Ma la fede nella Croce, nel Dio crocifisso, non è certo scontata! Anzi, ha scandalizzato da sempre molti. Ecco cosa ne pensava un famoso intellettuale, Nietzsche: "la fede nella croce assomiglia straordinariamente ad un continuo suicidio della ragione". 
Lo aveva del resto già annunciato Paolo: "Fratelli, mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo Crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio".(1Cor 1,18-25). Il “Vangelo della Croce” è “assurdo” per il mondo. 
  • Contemplando la croce San Francesco amava autodefinirsi un "novello pazzo" riferendosi proprio a san Paolo, alla follia della croce. Una pazzia che consisteva nel voler vivere secondo il Vangelo, prendendolo alla lettera e trasformandolo in vita.


La Croce: manifestazione dell’amore di Dio. Dio è Amore
Dice il Vangelo: "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito…" (Gv 3,16)). E Paolo aggiunge: “mi ha amato e ha consegnato se stesso per me" (Gal 2,20).
Infatti: “Nessuno ha amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete i miei amici...” (Gv 15,13). 

Sul Golgota appare chiaramente che “Dio è Amore” (1Jn 4,16). Amore che dimentica il male, che tutto perdona, che a ciascuno - senza esclusioni o preferenze -  si rivolge e si offre e si dona.


  • L’Amore non è amato: secondo alcuni racconti era questo il grido e lo strazio che spesso risuonava nel cuore e sulle labbra di San Francesco di Assisi. Egli, per amore del Signore sofferente, non si vergognava di piangere e lamentarsi a voce alta così : “Piango la Passione del mio Signore. Per amore di Lui non dovrei vergognarmi di andare gemendo ad alta voce per tutto il mondo” (FF 1413).

La Croce di Cristo è la “buona notizia”
La croce è la “buona notizia” per il mondo, quella che illumina tutte le altre, quella che importa veramente. 
Lo scrive Paolo ai Corinzi: “Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso” (2Cor 2,2).
Dio, nonostante le cattiverie degli uomini muore per noi e per la nostra salvezza sul Calvario. 
Ecco la “buona notizia” da diffondere, annunciare e far conoscere. Ne va della salvezza delle persone, dei giovani, degli anziani, degli sposi..delle donne, dei ragazzi..di tutti!!

  • Per questo San Francesco, spesso ripeteva ai suoi frati: “Non ho bisogno di molte cose: conosco Cristo povero e crocifisso” (2Cel 105).

Gesù Crocifisso, modello del discepolo
Lo aveva detto Gesù: “Chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me” (Mt 10,38). 
Non è facile essere cristiano! Per esserlo, è necessario imitare Gesù, seguirne le orme, prendere ogni giorno la propria croce, offrire anche la nostra vita in amore a Dio e ai fratelli, come fece Gesù, il quale “patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme” (1Pt 2,21).
Soltanto così il cristiano, come Gesù, diventa "un essere per gli altri e per il mondo".


  • San Francesco, ben consapevole di questo, all'inizio della Regola (Rnb 1,1)  così prescrive: "La regola e vita dei frati è questa, cioè vivere in obbedienza, in castità e senza nulla di proprio, e seguire la dottrina e l'esempio del Signore nostro Gesù Cristo, il quale dice: "Se vuoi essere perfetto, va', vendi tutto quello che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e poi vieni e seguimi (Lc 18,22; Mt 19,21); e: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua" (Mt 16,24).

Scendere dal Golgota nel mondo
Oggi, dunque siamo invitati a contemplare l'amore crocifisso di Gesù per la nostra salvezza; e in ginocchio, ai piedi della croce è bello  e commovente ripetere le parole di San Francesco: 
Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo,… e ti benediciamo, perché per la tua Santa Croce hai redento il mondo”. Amen.
Bisogna però ritornare al mondo partendo da questo Calvario.
E' necessario che questo annuncio ed esperienza d'amore raggiunga tutti, l'umanità intera e trasformi, risani, guarisca, ripari...


  • San Francesco, nella Chiesetta di San Damiano, “pregando inginocchiato davanti all’immagine del Crocifisso, udì queste parole per tre volte: “Francesco, va e ripara la mia chiesa che, come vedi, è tutta in rovina!” (FF 1038). Si trattava della Chiesa che “Cristo acquistò col suo sangue”, dice il testo. E così Francesco, “munendosi col segno della croce”, incominciò la sua missione. 

Carissimi,
che san Francesco ci doni un poco del suo amore a Cristo crocifisso.

giovedì 13 settembre 2018

COME ESSERE FELICI?

Assisi : fra Simone e fra Mirko
PER ESSERE FELICI 
NON BASTA ARRAFFARE CON FOGA 
LA VITA
MA BISOGNA TROVARE 
IL CORAGGIO DI VIVERLA 
(Alessandro D'Avenia)

E TU....COME STAI CONDUCENDO LA TUA VITA ...???? 

lunedì 10 settembre 2018

LA STRADA ... E' POSSIBILE?

"Io sono la Via , la Verità e la Vita" (Gv 14,1)

LA STRADA NON E' IMPOSSIBILE,
DA QUANDO L'IMPOSSIBILE
SI E' FATTO
NOSTRA STRADA.

Søren Kierkegaard

venerdì 7 settembre 2018

NON LASCIARTI RUBARE I TUOI SOGNI


Caro amico in ricerca,
il Signore ti dia pace.

Sono convinto che se in qualche modo sei capitato a leggere questo blog, non sia per caso o per pura coincidenza.  Le nostre escursioni segrete nel vasto mondo del Web, infatti, fanno emergere spesso quanto di più nascosto e indicibile ci portiamo nel cuore. 
I grandi desideri e i sogni più nobili e inespressi, gli aneliti dello spirito che a volte neppure a noi stessi riusciamo a dire pienamente, eccoli dunque rivelati da una banale tastiera e da un monitor appolaiato sulla scrivania della tua stanzetta!!

E' incredibile come il Signore sia al riguardo molto moderno e all'avanguardia, tanto da servirsi anche di internet per rivelarti e indicarti una via, per suggerirti dei SOGNI e dunque una direzione, una strada per la tua giovinezza e il tuo futuro!! 

Ma ti prego!!
Come diceva Papa Francesco ai giovani italiani in un recente raduno al Circo Massimo:
  • Non lasciarti rubare i tuoi sogni”, “La vita non è una lotteria, la vita si fa!”.
  • I sogni sono importanti”, perché un giovane che non sa sognare è un giovane anestetizzato, non potrà capire la vita, la forza della vita”.
  • E’ triste guardare un giovane da divano. Giovani senza sogni, che vanno in pensione a 20, 22 anni”. Un giovane che sogna va avanti, non va in pensione presto!”.
  • I sogni grandi sono quelli che danno fecondità, perché pensano con il noiIl contrario dell’io è il noi, non il tu". 
  • I veri sogni sono i sogni del noi. I sogni grandi sono estroversi, condividono, generano nuova vita. E i sogni grandi hanno bisogno di una sorgente inesauribile di speranza, hanno bisogno di Dio per non diventare miraggi o delirio di onnipotenza.
  • I sogni dei giovani fanno un po’ paura agli adulti
  •  “Non lasciatevi rubare i vostri sogni”.

E tu..che ne è dei tuoi sogni?
Stai forse facendoteli anestetizzare o rubare? 

Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)



giovedì 6 settembre 2018

PERCHE' LASCIARE TUTTO PER SEGUIRE GESU'?


Lasciare tutto per seguire Gesù ? 
Ma non è eccessivo? Ma bisogna per forza abbandonare tutto per poterlo seguire? Tutto , infatti, significa: la nostra vita, i nostri desideri, i nostri mezzi di sussistenza, le nostre famiglie, gli affetti! Non è che Gesù sia troppo esigente? !! E inoltre, se ogni persona lasciasse TUTTO, veramente TUTTO, il mondo  stesso come potrebbe funzionare? E allora? Allora tentiamo di meglio comprendere … 

Il libro del Deuteronomio  (Dt 6, 4 – 5) ci può aiutare :
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. 

La parolatutto ritorna tre volte e appare legata al verbo ‘amare‘. Questo significa che non ci è possibile comprendere questo "lasciare tutto per seguire Gesù", se non ci collochiamo nella prospettiva dell'Amore.   Al riguardo, tre aspetti meritano di essere evidenziati :
1) Questo appello a lasciare TUTTO ci riguarda e coinvolge .... TUTTI.
Nessuno è escluso, laici o consacrati, e qualunque sia il nostro stato di vita (sposati o celibi). Questo TUTTO è semplicemente più o meno radicale a secondo della specifica vocazione di ciascuno, della chiamata che il Signore ha su di noi . E il suo appello, il suo invito, è sempre potente!! Come non ricordare per es. la forza della chiamata di Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni, quando essi facevano il loro mestiere di pescatori sul lago di Tiberiade? 

E' l'evangelista Matteo a descrivere l' episodio (Mt 4, 18-22):
Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori. E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò. Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono.
Idem per la chiamata di Matteo, un esattore delle imposte. E' lui stesso a raccontarci come avvenne (Mt, 9, 9) :
Andando via di là, Gesù vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
E Zaccheo, un altro esattore d’imposte, pubblico peccatore (Lc 19, 5 – 6) :
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». In fretta scese e lo accolse pieno di gioia.
E Bartimeo, il cieco che mendicava ai bordi della strada (Mc 10, 49 – 50) :
Allora Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». E chiamarono il cieco dicendogli: «Coraggio! Alzati, ti chiama!». Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
E tanti altri ancora! Quando la chiamata del Signore Gesù risuona, l'uomo di buona volontà non tarda, non rimanda… Sia che la chiamata consista nel seguire più da vicino Gesù come gli apostoli, o anche più semplicemente come un  invito a cambiare vita, a convertirsi (vedi Zaccheo o Bartimeo)…
2) Ma allora qual è questo TUTTO che noi dobbiamo essere pronti a lasciare? 

Questo "tutto" è simboleggiato dal mantello che getta via il cieco Bartimeo. Esso rappresenta della realtà e situazioni molto ampie e variegate della nostra vita.
Riguarda, infatti, tutto ciò a cui siamo troppo aggrappatti, tutto ciò che ci rende schiavi e ci priva della libertà.


Potrebbero essere
= le ricchezze e i beni a cui siamo troppo attaccati,
= la nostra famiglia, degli amici, una persona particolare a cui siamo troppo attaccati,
= le nostre idee, il confort e il benessere a cui siamo troppo attaccati,
= degli hobbies, uno sport, il cellulare o il nostro PC se siamo a queste cose troppo attaccati…

Ma anche potrebbero essere:
dei vizi da cui non riusciamo  a prendere le distanze,
= abitudini e atteggiamenti disordinati che condizionano il nostro agire,
= peccati in cui ricadiamo e che ci schiavizzano,
= pregiudizi, pigrizie, compromessi in cui ci fa comodo stare..

Queste liste non sono certo esaustive. Ognuno di noi del resto sa dove e da chi è fatto più prigioniero, da chi e da che cosa è tenuto in ostaggio!! Tutto questo ci conduce ad un terzo aspetto su cui riflettere.

3) Che significa essere troppo attaccati? 
Qualche estratto luminoso della Parola di Dio ci può aiutare nel trovare una risposta : 

«Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. » (Mt 10, 37 – 39)

E un altro dei discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andar prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi e lascia i morti seppellire i loro morti». (Mt 8, 21 – 22)

«Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi». Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze. (Mt 19, 21-22)
In questi brani vediamo come Gesù non condanni il fatto di essere ricchi o gli affetti e i legami legittimi fra genitori e figli. Ma questi legami e affetti, tutte le nostre relazioni  nei riguardi di persone o beni materiali devono essere ordinati . 

Quando un affetto non è retto e ben orientato, esso diviene fine a se stesso e non più un mezzo per raggiungere il Signore ed incontrarlo. Esso diviene allora per noi un idolo che prende il posto di Dio. E così, senza rendercene conto, indirizziamo e costruiamo la nostra vita attorno ad esso, ma perdendo in tal modo la nostra libertà. 

Possiamo pertanto dedicare l'intera nostra vita per esempio ad ammassare denaro, dimenticando che questo non è che un mezzo per fare il bene. In tal caso, tutte le nostre azioni sono guidate e indirizzate dall'idolo (denaro, affetti, sensualità, potere, avere, lavoro, beni..) e non più dallo Spirito Santo. E così ci si ritrova incapaci di rispondere alla chiamata del Signore, anche quando è evidente il suo appello, diventando conseguentemente tristi come il giovane ricco del Vangelo.
Il Signore ci invita ad un distacco radicale, ad una sana e santa presa di distanza da tutto ciò che ci distoglie da Lui.  Con il suo aiuto possiamo liberarci da tutti i legami che ci imprigionano e incatenano, impedendoci di compiere la volontà del Signore.
Questo cammino di essenzialità è l'unica via, certo esigente, a condurci verso il DONO DI SE'. La si impara, mai dimenticando che il fine ultimo della nostra vita è solo Dio; tutto il resto viene dopo in quanto parziale e limitato e destinato a dissolversi. E' questo un cammino di felicità, di fecondità e libertà, verso una vita pienamente realizzata. La conferma? La ritroviamo ancora nella Parola di Dio :
E Gesù disse loro: «In verità vi dico, chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna» (Mt 19, 29).

Al Signore Gesù sempre la nostra Lode
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)



testo tratto da : Vocation franciscaine