venerdì 10 giugno 2016

GRAZIE P. ALESSANDRO !

con P. Alessandro ...
Sorella morte
Pace e bene cari amici in ascolto dei desideri del Signore per la vostra vita.
Oggi condivido una notizia che ha rattristato molto noi frati. Stamane alle 5.00, infatti, padre Alessandro Brentari è andato incontro a "sorella morte".

Una vita con i giovani e per le vocazioni
Aveva 85 anni, tutti in gran parte spesi per le vocazioni sacerdotali e religiose e nell'ascolto e nell'accompagnamento spirituale dei giovani. 
E i frutti di questa sua opera sono davvero belli! Quanti che lui ha seguito, infatti, hanno intrapreso la vita consacrata diventando frati, preti, suore, missionari! Quanti hanno trovato in lui l'aiuto e il sostegno di un autentico padre! In tutti lasciando un ricordo indelebile di dolcezza, pazienza e mitezza infinita, grande disponibilità insieme ad una fede ardente e appassionata. 
P. Alessandro sapeva scrutare i cuori, sapeva far innamorare di Gesù, incoraggiare e guidare verso piccole e grandi scelte di vita !

Alla guida del Gruppo san Damiano
Il tema vocazionale era ovviamente il suo argomento preferito e da quando, per la malattia, non aveva più potuto seguire fisicamente il Gruppo san Damiano (da lui fondato negli anni '80 e guidato fino al 2005), sempre accompagnava ogni nostro incontro con una preghiera mirata e incessante. Anche recentemente, aveva voluto essere informato dei giovani partecipanti, richiedendomi per ciascuno notizie dettagliate (nome, provenienza, età...). Famosi i suoi taccuini in cui riportava in note minute la storia di ogni giovane in ricerca per farne poi motivo di una preghiera incessante e tenace. Quante volte mi ha ammonito in questi anni : "Ricordati p. Alberto che solo dalla preghiera, nascono le vocazioni.....; ricordalo! ".

La sua storia vocazionale 
Amava condividere spesso anche la storia della sua vocazione. Sapeva del resto raccontare "le storie" con un arte impagabile e ammaliatrice!!
Già da bambino, aveva pensato di diventare prete e frate; era così entrato a soli 10 anni nel nostro seminario minore (il seminario dei cosi detti "fratini" ormai chiuso) di Camposampiero. Il fascino per questa vita era sorto in lui da alcuni frati compaesani (era nativo della val di Non) giunti dalla missione e dall'evento straordinario per la sua piccola parrocchia di montagna, della celebrazione di una "Prima Messa" da parte di un giovane sacerdote appena ordinato.
Da allora, per gioco, aveva iniziato a ripetere i gesti e i riti del sacerdote, soprattutto imitandolo nella celebrazione della messa, che ben conosceva facendo il chierichetto. Il desiderio di realizzare la sua vita in questa direzione fu dunque presto una scelta conseguente, decisa e forte da bravo montanaro!
Ricordo come ogni volta questo narrare, sempre uguale eppure sempre nuovo, sapesse far brillare i suoi occhi di commozione nel riconoscere la fedeltà e l'amore di Dio percepito in quegli eventi lontani, ma ancora così presenti e significativi nella sua vita!! 

Nella luce del Signore
Ora p. Alessandro ha concluso il suo cammino terreno, ma sono certo che dal cielo ancora continuerà con la sua dolce presenza e tenace preghiera a sostenere i giovani in ricerca, ad accompagnare il Gruppo san Damiano, ad annotare nei suoi mitici taccuini i nomi di tutti, a tenere una mano sulla testa anche ai frati (tra cui il sottoscritto) che da qualche anno proseguono la sua opera di promozione e accompagnamento vocazionale per tanti giovani. 

Grazie caro P. Alessandro! Riposa in pace, ora sei nella luce del tuo Signore!
A Lui sempre la nostra lode.

fra Alberto

Ad un incontro del Gruppo san Damiano con il Cardinal Martini
Frate Alessandro Brentari 

  • Tappe di vita: - Nato a Smarano (TN) il 30 luglio 1930; - Entrato in seminario a Camposampiero il 6 ottobre 1941; - Professo temporaneo l’8 settembre 1947; - Professo perpetuo il 4 ottobre 1951; - Ordinato sacerdote il 18 dicembre 1954. 
  •  Di comunità: - Camposampiero: 1951-1952 - Padova-Immacolata (Orfanatrofio): 1955-1958 - Narbonne (Francia): 1958-1959 - Roma Ss. Apostoli: 1959-1961 - Assisi (Sacro Convento): 1961-1967 - Roma-S. Marco Evangelista: 1967-1968 - Padova-Arcella: 1968-1973 - Padova-Santo: 1973-1979 - Brescia: 1979-1982 - Padova-Santo: 1982-2016.
  •  Incarichi provinciali: - Maestro dei novizi: 1973-1979 - Padre spirituale dei seminaristi a Brescia: 1979-1982 - Promotore vocazionale dei giovani: 1982-2016
  •  Incarichi nell’Ordine: - Rettore dei seminaristi e postulanti ad Assisi: 1961-1967
  •  Incarichi fuori dell’Ordine: - Addetto all’Archivio Segreto Vaticano: 1959-1961.
R.I.P. 


P. Alessandro con un gruppo di giovani
Padova, Basilica di S. Antonio, martedì 14 giugno, ore 15,30
Omelia del Ministro provinciale nella s. Messa delle esequie di p. Alessandro Brentari
Parola di Dio: 1 Sam 3,1-10; salmo 139 (138); Mt 4,18-22

La notizia della partenza per la casa del Padre di p. Alessandro ci ha un po’ spiazzati tutti qualche giorno fa in quanto non ce l’aspettavamo e speravamo di poterlo incontrare ancora salendo al convento S. Maria Gloriosa di Pedavena.

Padre Alessandro, figlio di Riccardo e Lona Oliva era nato a Smarano, Val di Non-Trento, il 30 luglio 1930. A undici anni entra in seminario a Camposampiero (6 ottobre 1941) ed inizia così il suo itinerario vocazionale. Scrive così, cinque anni dopo, il suo rettore a S. Pietro di Barbozza, p. Bernardino Bordin: «Mi pare un ottimo elemento per la vita religiosa, soprattutto per il suo ottimo carattere e per il suo stato di infanzia spirituale. È sempre allegro, serio quando è ora di essere serio, quasi incapace d’alterarsi e confidente con tutti. Queste ottime qualità sono frutto del carattere e anche della virtù» (13 agosto 1946). Il giovane Alessandro emette la prima professione l’8 settembre 1947 presso la basilica di S. Antonio; sempre al Santo quella solenne il 4 ottobre 1951. È ordinato sacerdote dal Vescovo di Padova mons. Girolamo Bortignon il 18 dicembre 1954 presso la Cappella dei pp. Camilliani a Mottinello di Rossano Veneto.

Le sue comunità, seguendo il filo del tempo, sono: Camposampiero (1951-’52), Padova-Immacolata, a quel tempo orfanatrofio (1955-’58), Narbonne, in Francia (1958-’59), Roma- Ss. Apostoli (1959-’61) ove è addetto all’Archivio Segreto Vaticano; Assisi-Sacro Convento ove è rettore dei seminaristi e postulanti (1961-’67), Roma-S. Marco Evangelista (1967-’68); Padova-Arcella ove  in patronato è un trascinatore di giovani, ora uomini maturi che ancora lo ricordano (1968-’73); Padova-Convento del Santo ove è maestro dei novizi (1973-’79), di classi di giovani a quel tempo folte di candidati alla vita religiosa. Così lo ricorda, dopo molti anni, un suo affezionato novizio, p. Domenico Paoletti:
«Ho nel cuore un ricordo grato ed affettuoso per questo nostro fratello che ho avuto la grazia di averlo come maestro di noviziato quarant’anni fa (1976-1977), ed è stato un vero maestro di vita francescana con la sua profonda umanità, con il suo stile e, in particolare, con il suo entusiasmo appassionato per il Signore, per la Chiesa e per il Suo servo Francesco.  Ricordo che non c’erano ancora le Fonti francescane in italiano,  p. Alessandro le aveva in francese che ci leggeva e, soprattutto, ci commentava con la sua nota capacità straripante di “narrare” la storia di Francesco. Basti pensare che quasi ogni giorno avevamo diverse ore d’incontro di formazione francescana con il maestro (vita di s. Francesco, Regola, Costituzioni, …), eravamo arrivati quasi a fine agosto (in prossimità della preparazione immediata alla professione) e lui a narrare ancora la storia di Francesco … tanto che una mattina gli chiedemmo:  “quando muore san Francesco?”».
Agli anni come maestro dei novizi, seguono quelli di Brescia ove è padre spirituale dei seminaristi (1979-’82); infine, ancora Padova-Convento del Santo dal 1982 sino al 2016. Dal febbraio 2012, per motivi di assistenza ad una salute fattasi sempre più precaria, a motivo dei danni provocati dal diabete, sale al convento Immacolata di Lourdes di S. Pietro di Barbozza e il 29 gennaio 2015 a quello di S. Maria Gloriosa di Pedavena.

Seguendo il percorso di vita, vocazione e ministero di questo nostro confratello, v’intravvediamo come degli “amori”, degli ambiti di servizio che lo hanno maggiormente segnato, ministeri ove egli si è speso di più, ove probabilmente quasi tutti noi l’abbiamo visto all’opera ed apprezzato. Sono gli ambiti che vedono p. Alessandro formatore-maestro (Assisi, Padova, Brescia) e promotore vocazionale. Denominatore comune di questi ambiti sono i giovani, la passione per il mondo giovanile, che mai è venuta meno, né tempo e salute han logorato, anzi. In questa voce, “giovani”, sta il suo servizio reso al discernimento, orientamento vocazionale reso sia come formatore che come animatore vocazionale.

Per questo la Parola di Dio scelta è tratta da storie di vocazione, è un inno all’amore sorprendente di Dio che elegge, sin dal seno materno (cf. Salmo 139), a essere “suo” per sempre. Abbiamo così ri-ascoltato le storie di Samuele e dei primi apostoli lungo il mare di Galilea. Dove sta p. Alessandro in questa Parola? Mi pare di individuarlo con facilità nel sacerdote Eli che aiuta il piccolo Samuele a riconoscere la voce del Signore così da rispondervi. Anche per Eli, che pure è maestro-sacerdote, c’è bisogno di comprendere bene questa voce, il suo timbro, così da aiutare Samuele. Anche lui deve diventare discepolo, obbediente al manifestarsi del Signore, per dare le giuste indicazioni a Samuele: «Va a dormire e, se ti chiamerà, dirai: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”» (1 Sam 3,9). Nella pagina evangelica, p. Alessandro possiamo identificarlo in Gesù che cammina lungo il mare di Galilea, che vede dei giovani al lavoro e li chiama, gettando con fiducia ed autorevolezza la parola della vocazione: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini» (Mt 4, 19).

Questo servizio di guida, di promotore ha davvero appassionato tanto la vita di p. Alessandro. Per molte estati, una volta concluso l’incarico di maestro dei novizi, egli stava in Assisi per gli interi mesi di luglio ed agosto, lieto di dare una mano ai campi scuola per adolescenti e giovani. Riteneva Assisi, la presenza del Serafico Padre S. Francesco, un vero luogo di grazia e un terreno molto fertile per il “Francis cocco”, un virus - che come lui spiegava ai ragazzi/e dei campi scuola nelle sue simpatiche performances-testimonianze - che se ti prende sono guai seri perché …diventi frate, suora, sacerdote diocesano!
Da cercatore dal fiuto buono, uomo dei lunghi ascolti, p. Alessandro sapeva scorgere giovani “vocazionabili” cui faceva la proposta della vita religiosa francescana. Il clou di intensi colloqui avveniva quando egli rivolgeva al giovane il suo “detto” - divenuto poi fonte di tanti nostri sorrisi - : «Ma tu (con la vocale u  che si prolungava e il gesto della mano che indicava l’ “eletto”), hai mai pensato di farti frate?» Possiamo dire che tanti giovani entrati nella vita religiosa francescana devono all’incontro con p. Alessandro, l’incipit della loro avventura vocazionale. Assisi, Padova sono stati come il mare di Galilea ove Gesù s’è servito del suo servo p. Alessandro per chiamare tanti giovani a seguirlo. P. Alessandro non solamente lanciava la proposta, ma seguiva ed accompagnava le persone in modo fedele e discreto. Più ancora, egli pregava per ogni giovane che aveva incontrato, con il quale era iniziato un cammino. Evidentemente non solo per quelli che sarebbero entrati in convento, ma per ogni incontro avvenuto: scopo del vero promotore è infatti orientare al Signore le persone, collocarle in un’ottica di vita come risposta alla chiamata di Dio entro la propria specifica vocazione (consacrazione religiosa, sacerdozio, matrimonio). Non se ne intendeva di computer p. Alessandro, non sapeva maneggiarlo, ma ha riempito quaderni ed agendine di dati preziosi con volti, nomi, indirizzi, piccole note ove riportava l’evolversi del cammino, incontro dopo incontro. Una vera “banca dati”, ma direi, meglio, una “banca preghiera”, custodita nel suo cuore.
Anche negli ultimi anni a S. Pietro di Barbozza e Pedavena, quando andavo a visitarlo, egli tirava fuori una di queste sue agendine e chiedeva dell’uno o dell’altro giovane, dei postulanti di Brescia, dei novizi in Assisi, del cammino dei chierici. Fino alla fine egli è stato promotore vocazionale. Ed ha insegnato a chi è venuto dopo di lui un aspetto elementare ma fondamentale: per essere promotore vocazionale devi esserlo a tempo pieno perché ti coinvolge, devi dirigere anime, tenere i contatti in modo delicato; devi essere equilibrato, avere sapienza e discernimento spirituale, capacità di attesa anche nei tempi lunghi nonché una buona capacità d’incassare delusioni perché alla base sta la libertà delle persone, del cammino unico di ciascuno. Soprattutto occorre avere una buona vita di preghiera insieme alla coscienza ed umiltà di essere semplice strumento dell’Unico che veramente chiama e voca a sè, il Signore.
«Ricordati Alberto, - diceva a p. Alberto Tortelli, che gli è succeduto come promotore vocazionale - che solo dalla preghiera nascono le vocazioni».

C’è un punto decisivo da chiarire: perché p. Alessandro ha sentito così forte la sua missione tra i giovani? Perché era un frate innamorato della sua vocazione francescana, del suo sacerdozio, della Chiesa, della Provincia e dell’Ordine religioso! Possiamo quindi dire che la sua è stata una forma di “restituzione” del tanto bene con cui s’è sentito amato dal Signore, della gioia della propria vita consacrata a seguire Gesù casto, povero ed obbediente sulle orme del Padre S. Francesco e del confratello S. Antonio. Restituzione per p. Alessandro è stata una testimonianza solare, sorridente, cordiale in ogni relazione: con i giovani, ma pure con qualsiasi frate del convento e persona incontrata nel ministero.
Di lui ci ha sempre colpito la testimonianza della vita di unione con Dio, la preghiera, cuore incandescente di tutto il suo agire.
Di lui ci ha edificati l’umiltà, l’estrema povertà -anche di cose materiali-, l’accoglienza cordiale di tutto, compresa la malattia e il venir meno delle forze negli ultimi anni. Visitandolo dapprima a S. Pietro di Barbozza e poi Pedavena, lo trovavo sempre con il suo breviario, intento a pregare tutta la liturgia delle ore, nella recita di uno dei rosari giornalieri oppure con un libro del biblista Bruno Maggioni che gli piaceva particolarmente per la spiegazione sui vangeli. E quasi mi spiaceva disturbarlo vedendolo tanto assorto in questa preghiera o lettura. Come sempre un sorriso, parole buone, l’immancabile richiesta del cammino vocazionale dei nostri giovani, poche parole su di sé. Da pochi riferimenti, avvertivo il grande lavoro che egli stava facendo a livello spirituale, interiore: «Sai, ora sono come un bambino che ha bisogno di tutto, mi costa, ma l’accetto e l’offro al Signore». Un sorriso, un bacio, la benedizione richiestagli, “ciao p. Alessandro, alla prossima volta”.
Mi pare che gli ultimi anni siano stati per lui come un prolungato ritiro spirituale vissuto con la sua testa buona e la vita di pietà, nel silenzio, con parole essenziali -sempre gentili e di riconoscenza-, tanta preghiera, per prepararsi all’incontro definitivo con il Padre della Misericordia grazie all’intercessione materna di  Maria Ss.ma -tantissimo invocata per tutti e per sé-  e dei nostri Santi. Siamo certi che egli è giunto a quest’appuntamento che vale una vita preparato e molto più che preparato.
Come mi ha scritto dal Portogallo p. Fabrizio Bordin, Delegato dei nostri frati nella terra che ci ha dato S. Antonio: «Certamente p. Alessandro avrà una bella schiera di persone che lo ricordano al Signore e pregano per la sua anima. Egli è una figura significativa della nostra Provincia e ci può ora guidare nel nostro ministero per i giovani e le vocazioni». Altri confratelli ancora hanno voluto lasciarci una piccola testimonianza, una partecipazione cara.

Caro p. Alessandro, grazie della tua vita gioiosamente vissuta e testimoniata come frate e sacerdote francescano! Non è mia intenzione fare panegirici perché anche tu, come tutti, avevi le tue mancanze e difetti, ma davvero impossibile non volerti bene. Ti chiedo, a nome di tutti i frati della Provincia e dell’Ordine, di pregare per noi, in modo particolare per il tuo campo preferito, le vocazioni.

Desidero porgere le condoglianze alla comunità del Santo di cui, dal 1982, p. Alessandro è stato membro di famiglia; ai suoi parenti, in particolare alla sorella gemella Ines, -(l’altro fratello, Mario, l’ha preceduto nella casa del Padre)-, ai nipoti sempre così affettuosamente vicini a lui. Ringrazio i guardiani e frati dei conventi di S. Pietro di Barbozza e Pedavena, le suore del Carmelo, il personale medico-infermieristico che ha avuto cura di questo nostro confratello con professionalità e dedizione.

«Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono» (Mt 4,18): caro p. Alessandro, sei tu ora il vocato a seguire il Signore, per stare sempre con lui che con tanto entusiasmo ci hai sempre indicato! Ricordati di noi!                       
f. Giovanni Voltan
Amata Assisi
Testimonianze su p. Alessandro Brentari. Alcune…
-Da fr. Domenico Paoletti
Carissimo fra Giovanni, la festa di sant’Antonio oggi si colora e si intensifica di una presenza particolarmente avvertita, quella di p. Alessandro Brentari. Ho saputo della sua morte dal mio rientro a Roma dalla celebrazione della prima parte del Capitolo provinciale dell’Abruzzo. Sapevo della sua situazione che si stava aggravando per il diabete sempre più devastante e per altre complicazioni, ma la a morte mi ha colto ugualmente di sorpresa. In questi ultimi anni ho cercato ogni anno, normalmente in estate, di fargli una visita, ed ogni volta era per me una vera festa del cuore nel vederlo sereno ed abbandonato al Signore e nelle braccia di Maria. L’ultima volta che l’ho visto è stata l’estate scorsa e mi ha fatto molto riflettere la sua attenzione nei miei confronti: lui, gravemente malato, sorpreso della mia vista fino a dirmi di non preoccuparmi e di non togliere del tempo prezioso ai miei impegni per lui. La sua minorità francescana veramente esemplare!
Ho nel cuore un ricordo grato ed affettuoso per questo nostro fratello che ho avuto la grazia di averlo come maestro di noviziato quarant’anni fa (1976-1977), ed è stato un vero maestro di vita francescana con la sua profonda umanità, con il suo stile e, in particolare, con il suo entusiasmo appassionato per il Signore, per la Chiesa e per il Suo servo Francesco.  Ricordo che non c’erano ancora le Fonti francescane in italiano,  p. Alessandro le aveva in francese che ci leggeva e, soprattutto, ci commentava con la sua nota capacità straripante di “narrare” la storia di Francesco. Basti pensare che quasi ogni giorno avevamo diverse ore d’incontro di formazione francescana con il maestro (vita di s. Francesco, Regola, Costituzioni, …), eravamo arrivati quasi a fine agosto (in prossimità della preparazione immediata alla professione) e lui a narrare ancora la storia di Francesco … tanto che una mattina gli chiedemmo:  “quando muore san Francesco?”.
Ricordo, tra le tante cose,  una visita che fece ai miei genitori, in una sperduta campagna dell’Abruzzo, i quali rimasero affascinati dalla sua presenza e dal suo stile, ed hanno conservato un ricordo vivo. Ora insieme vivono nella gioia eterna in pieno appagamento,  abbracciati dalla Totalità e abbracciando la Totalità e, quindi, tutti noi.
Sono vicino a tutta la Provincia italiana di S. Antonio di Padova con l’affetto che ci unisce al Santo che oggi celebriamo solennemente e al nostro p. Alessandro che celebriamo nella sua Pasqua. Domani purtroppo non mi è possibile partecipare fisicamente ai funerali per un problema di fibrillazione atriale che proprio domani verrà esaminato presso l’ospedale S. Eugenio di Roma EUR.
Un abbraccio fraterno nella fiducia che ci infondono il fratello s. Antonio e il nostro fratello maestro Alessandro.
A presto, fra Domenico Paoletti
-Da fr. Giuseppe De Stefano
Al Ministro Provinciale della Provincia Italiana di Sant’Antonio- Ai confratelli. 
Carissimo Ministro,
ho ricevuto la notizia del ritorno alla casa del Padre del carissimo fr. Alessandro Brentari. 
Ha portato a compimento la chiamata che ricevette di essere totalmente consacrato al Padre, in Gesù per mezzo dello Spirito. 
Avendolo conosciuto ed avendo assorbito la sua spiritualità, il suo personale carisma ed il suo profondo amore per Gesù, la Chiesa e l’Ordine, credo fermamente che oggi sia nella pienezza della sua felicità, quella che traspariva da tutta la sua persona. La felicità di essere tutto e solo di Gesù. 
La mia partecipazione fraterna a questo momento di fede in Cristo Risorto, è anche gratitudine nei confronti di “padre Brent” per tutto ciò che è stato nella mia vita personale e per Assisi, nel periodo del mio servizio al CNPGV, sia come Vice direttore che come Direttore. 
La fedeltà di p. Alessandro, la ricchezza spirituale, la saggezza ed il suo amore per i giovani, lo hanno reso per decenni la colonna portante delle attività della pastorale giovanile e vocazionale del nostro Ordine in Italia. 
Come non ricordare la sua agendina dove era trascritto ogni particolare dei giovani che lui accostava ed accompagnava;
Come non ricordare il “franciscocco” di cui è stato un appassionato seminatore e provocatore;
Come non ricordare la sua giovialità e cortesia, porta spalancata per portare Gesù nel cuore di tanti ragazzi;Come non ricordare la sua capacità di ascolto, anche di notte, pur di non perdere l’occasione di essere accanto ad un giovane ed avviare un percorso di discernimento. 
Potrei elencare tanti e tanti insegnamenti che p. Alessandro ha lasciato a me e che ha testimoniato nell’azione pastorale per i giovani presso il Centro Nazionale. 
Ringrazio il Signore Gesù per il dono speciale di questo confratello e ne raccolgo il testimone della gioia di essere tutto di Gesù e per Gesù. 
A te, fratello ministro ed attraverso di te, la mia fraterna vicinanza spirituale con l’immensa gratitudine per il dono di questo fratello a servizio fedele ed esemplare della pastorale giovanile e vocazionale non solo provinciale, ma anche e soprattutto del CNPGV in Assisi. 
Con fraterno affetto
P. Giuseppe De Stefano
-Da fr. Fabrizio Bordin, Lisbona
Caro Giovanni, leggo la notizia della morte di Alessandro Brentari.
Un'altra figura significativa della nostra provincia. Come tanti hanno sottolineato: un frate dal sorriso dolce e mansueto, che amava la sua vocazione e che voleva bene ai giovani. Un voler bene che ha trasmesso costantemente, che l'età non ha logorato ma impreziosito. Certamente avrà una bella schiera di persone che lo ricordano al Signore e che pregano per la sua anima.
Alessandro: un altro frate che ci può guidare nel nostro ministero giovanile e vocazionale.
Un caro saluto e un buon Sant'Antonio.
Fabrizio









3 commenti:

  1. Car.mo P. Alberto,
    abbiamo ricevuto la notizia della scomparsa del caro P. Alessandro Brentari. Davvero una grande perdita.
    Averlo conosciuto durante l'anno di Noviziato trascorso a Padova, è stato davvero una grande grazia non solo per noi giovani frati che stiamo muovendo i primi passi, ma credo anche per quanti hanno avuto la grazia di conoscerlo nella loro vita.
    Ora sono sicuro che pregherà per noi dal cielo, e noi pregheremo per lui, non solo ricordandolo nelle nostre preghiere o nelle celebrazioni eucaristiche, ma proprio cercando di custodire nel nostro cuore tutto quello che lui ha saputo trasmetterci, affinché lo possiamo poi mettere in pratica nella nostra vita di giovani frati. Grazie Padre Alessandro Brentari ... ti vogliamo bene e non ti dimenticheremo mai!!!
    Frate Andrea Antonio D'Alessandro

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  2. Innamorato di Cristo e di Francesco ha saputo contagiarci con i sui "francis-cocchi" facendoci intravedere tutta la bellezza della vita dei frati francescani. Un grande abbraccio a te fratello e padre! Ora il Signore saprà ricompensarti per il tuo instancabile amore per i giovani e la ricerca della loro vocazione! amavi ripetere "non un frate in più ma un giovane felice in più" intercedi adesso per noi presso lo Spirito perchè possiamo trovare quella stessa felicità che tu hai vissuto! Grazie! fra Nicola Zuin

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  3. Questa sera, pregando i Vespri della solennità di Sant'Antonio, il pensiero non poteva che andare al padre Alessandro. Lo intravedo sorridente e sereno mentre, preso per mano dal Santo, vene condotto in Paradiso e presentato a Francesco. Grande malinconia insieme ad un sorriso pensando a colui che mi è stato padre, a volte madre e fratello. Un frate "riuscito" che ha mostrato non solo a parole ma con la vita la bellezza del carisma francescano. Povero, essenziale, poche cose e sempre in viaggio: Padova, Treviso; Brescia, Assisi... Il giullare che teneva uno show tutto suo e sempre richiestissimo durante i campi scuola estivi ad Assisi, Amato dai giovani e dai frati perchè aveva fatto sua la "cortesia" francescana. Amante della Chiesa e sostenitore dei suoi ministri dal Papa all'ultimo prete. Alessandro, un frate! giovanni melzi

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