martedì 10 maggio 2016

PILLOLE VOCAZIONALI (28) - PERCHE' I FRANCESCANI SI DICONO.. "FRATI"?

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.
Oggi rispondo ad una domanda (non così scontata) di Marco, un ragazzo di 15 anni, e riguarda il termine "FRATI" che ci contraddistingue come francescani: "Perché usate questa parola - frati - per definirvi e che significato essa riveste all'interno delle varie chiamate e vocazioni nella Chiesa?" Ecco alcune indicazioni...
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Frati francescani americani
La fraternità : una vocazione
Per rispondere alla domanda di Marco, parto da un'altra fondamentale che rivolgo a tutti voi: "In quale maniera e con quale stile di vita, sei chiamato a rispondere alla chiamata del Signore? Da solo? Con altre persone?
Infatti, in base ad ogni specifica vocazione, differenti tipi di strade e di scelte di vita sono possibili nella Chiesa: 
  • Il PRETE secolare, per esempio, risponde al Signore in modo molto individuale, con una missione altrettanto particolare e ben definita (la parrocchia).
  • Il MONACO, invece, vive in un contesto comunitario, dove però il silenzio e il cammino personale risultano preponderanti.
  • L'EREMITA, pure trascorre i suoi giorni nella solitudine e nella preghiera.
  • E il FRATE francescano allora? Per il frate francescano, la fraternità, il vivere da fratelli e con dei fratelli, sta al cuore della sua chiamata e vocazione! Da qui nasce la risposta e il senso del nostro chiamarci "FRATI".

Frati francescani calabresi

Il Signore mi ha donato dei fratelli.
La vocazione francescana è un cammino di maturità per imparare dagli altri e comprendere gli altri . « L'altro » è sempre differente da me, e il Signore me lo dona per farmi crescere e migliorare.
Se guardiamo alla vicenda vocazionale di san Francesco scopriamo che all'inizio della sua ricerca egli è solo, ma ben presto, alcuni compagni ed amici sono sedotti dal suo stile di vita, e così una piccola comunità si forma attorno a lui. Egli stesso, descrivendo questo fatto, dice meravigliato: « Il Signore mi donò dei fratelli ! ». Questa espressione ci fa anche capire come Francesco non scegliesse i frati in base al loro "curriculum" o per particolari doti o carismi, ma semplicemente accogliesse ciascuno come dono dall'Alto! Allo stesso modo anche nelle nostre comunità, non ritroviamo necessariamente le persone migliori o perfette nè le più interessanti o semplicemente quelli che la pensano come noi...! No! Ma è il Signore stesso ad inviare i fratelli che egli vuole e sceglie! Essi pertanto sono sempre un dono, non un peso o un onere! 
  • Senza l'altro, la vocazione francescana perde il suo buon sapore e la sua profezia. Ma anche, sappiamo bene, che l'altro è talvolta difficile da accogliere e accettare .
  • Il Vangelo che san Francesco ha voluto vivere è un bel cammino di amore e di perdono e di compassione, dove, a poco a poco, Gesù ci fa crescere nella pazienza reciproca, nel rispetto, nell'amore, nello humor, nel perdono e nella vicendevole libertà. 
Ma allora, chi è il frate perfetto?
Ecco la domanda che un giovane frate pose un giorno a san Francesco. Ad essa egli non rispose indicando per esempio, fra Bernardo o fra Leone (che stimava moltissimo), ma con saggezza invitò a guardare alle specifiche qualità di ciascun frate: la bontà dell’uno, l’intelligenza dell’altro, la forza di un terzo, etc. nessuno escluso! Di ognuno, certamente egli conosceva bene anche i difetti, ma mostrandone prima di tutto i doni e i talenti, volle così indicare la via maestra per costruire la vita fraterna e il modo di vivere di una comunità francescana!

Frati francescani inglesi
  • L'insegnamento di san Francesco è dunque semplice: non esiste un frate perfetto! Ma ciascun frate con la sua vita e la sua unicità è chiamato a costruire la fraternità.
  • L’altro, il diverso da me, è un'opportunità per la mia vocazione
Pillole Vocazionali :

1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | | 9 I 10 I 11 I 12 I 13 14 15 I16 I17 I 18 19 20 I21 22 I 2324 I 2526 I 27 I 28 29 I30 I 31 I

1 commento:

  1. È proprio questo la cosa che mi affascina... ogni frate vede in tutti gli altri degli altri se stessi simili ma al tempo stesso così diversi da completarsi a vicenda.

    RispondiElimina

Lascia qui il tuo commento all'articolo. Lo leggeremo e cercheremo di pubblicarlo quanto prima. Grazie del tuo contributo al Blog!