giovedì 31 dicembre 2015

Pillole vocazionali (4) - Padre di famiglia o frate?

Pace a voi,
cari amici in ricerca in e in ascolto dei desideri del Signore. 
Ecco un quarto post (vedi precedenti) con alcune indicazioni vocazionali "in pillole". Resto a disposizione per ogni ulteriore chiarimento o approfondimento. Vi benedico. 
Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


Come agire circa il mio legame con la mia ragazza e il desiderio di famiglia e contemporaneamente, con l'interrogativo su una vita di consacrazione?

Prima di tutto vorrei dirti di avere tanto a cuore la relazione con la tua ragazza e di viverla con estrema limpidezza e serietà, dando il massimo di te. Insieme ti sarà anche molto utile intraprendere un cammino di discernimento vocazionale (il Gruppo San Damiano, per esempio) per darti del tempo e del silenzio nella preghiera  e avere la possibilità di un confronto con la Parola di Dio e il dialogo con una guida spirituale.

Solo così potrai capire se la relazione con la tua ragazza "ti basta", "ti è sufficiente" oppure se nel tuo cuore vi è (nonostante tutto) un desiderio che va oltre, una incompletezza che chiede altro.., se in te vi è un'altra via, la necessità di un incontro "più grande". 

La vita coniugale infatti come la vita consacrata.. chiamano in causa l'amore e la misura del nostro voler bene... : quindi devi ascoltarti e vagliare il tuo cuore in tal senso! 
E se intuirai che la "tua pienezza" è nel matrimonio e nella famiglia, loda il Signore e non temere, perchè è "cosa santa"!

E se sentissi invece che il tuo cuore "anela ad un di più" ed è attratto dal Signore e dal suo progetto su di te, pure Lodalo e ringrazialo e non temere. Il bisogno di famiglia e paternità (molto naturale) anche in questo caso troverà piena conferma e sarai lo stesso "padre" e " madre" e famigliare per tante persone che a te ricorreranno. 

E anche la simpatia e il legame che hai provato per questa brava ragazza significherà che la tua chiamata alla consacrazione non è stata una fuga o un ripiego o dettata da un'incapacità, ma una scelta impegnativa, un lasciare per andare dietro al Signore.


Pillole Vocazionali :
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | | 9 I 10 I 11 I 12 I 13 14 15 I16 I17 I 18 19 20 I21 22 I 2324 I 2526 I 27 I28 29 I30 I 31 I




mercoledì 30 dicembre 2015

Pillole vocazionali (3) - Come comprendere la chiamata "giusta"?

Pace a voi,
cari amici in ricerca in e in ascolto dei desideri del Signore. 
Ecco un terzo post (vedi precedente) con alcune indicazioni vocazionali "in pillole". Resto a disposizione per ogni ulteriore chiarimento o approfondimento. Vi benedico. 
Al Signore Gesù sempre la nostra lode. 
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)



Come comprendere la chiamata "giusta"? 

Un caro e anziano confratello (fra Alessandro Brentari... ora ammalato, ma che sempre prega per i giovani in ricerca) e che per anni si è occupato di accompagnarli nel discernimento, spesso diceva che la vocazione "è quello che uno è".

La vocazione cioè si innesta in quello che uno è, nelle sue doti, nei suoi talenti e carismi di natura e di grazia; si innesta anche nei nostri limiti e difetti... 

La chiamata "giusta" è dunque quando uno si sente fatto o tagliato per quella strada. E' come quando si va in un negozio di vestiti e finalmente indossiamo un cappotto (dopo varie ricerche) che risulta fatto proprio sulla nostra misura e secondo il nostro gradimento; che si adatta bene a noi...

Possiamo infatti ammirare un bellissimo capo d'abbigliamento, ma non trovarci a nostro agio indossandolo... Così è per la vocazione!


Pillole Vocazionali :
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | | 9 I 10 I 11 I 12 I 13 14 15 I16 I17 I 18 19 20 I21 22 I 2324 I 2526 I 27 I28 29 I30 I 31 I




martedì 29 dicembre 2015

Pillole vocazionali (2) - La vocazione si manifesta con segni straordinari?

Pace a voi,
cari amici in ricerca in e in ascolto dei desideri del Signore. 
Ecco un secondo post (vedi precedente) con alcune indicazioni vocazionali "in pillole". Resto a disposizione per ogni ulteriore chiarimento o approfondimento. Vi benedico. 
Al Signore Gesù sempre la nostra lode. 
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


Devo aspettarmi dei segni "straordinari" per comprendere la mia strada e vocazione?

Alcune chiamate possono certo apparire un poco "straordinarie", così come quella di San Francesco davanti al crocifisso di san Damiano, oppure come quando nel sonno Dio chiamò Samuele o inviò un angelo come per Maria, oppure quando una voce dal cielo chiamò San Paolo... Per alcuni la chiamata può giungere, infatti, quasi "repentina" e manifestarsi con segni un poco "eccezionali" (dopo un pellegrinaggio... o per una conversione, dopo un'esperienza ad Assisi, a seguito di una prova... o sofferenza).

Più spesso però, il Signore chiama in maniera silenziosa e quasi flebile, suscitando un certo trasporto e desiderio verso il sacerdozio o la vita consacrata; seminando un piccolo seme, accendendo nel cuore una piccola fiammella che però da subito un poco riscalda e illumina..e interroga e smuove e suscita una ricerca. 

Questo piccolo seme e questa piccola luce (spesso nati dalla preghiera fedele di qualcuno per noi..), sono affidati poi alla nostra libertà, alla nostra fede, chiedono di maturare e crescere, chiedono un confronto e un discernimento a volte non immediato e per nulla scontato. 

Ecco perchè al riguardo è sempre necessario fare un cammino di verifica... ed è utilissimo avere una guida spirituale con cui dialogare e mettersi in relazione fiduciosa (ne ho parlato spesso nel blog).


Pillole Vocazionali :
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | | 9 I 10 I 11 I 12 I 13 14 15 I16 I17 I 18 19 20 I21 22 I 2324 I 2526 I 27 I28 29 I30 I 31 I




lunedì 28 dicembre 2015

Pillole vocazionali (1) - Come avviene la chiamata alla vita religiosa?

Pace a voi,
cari amici in ricerca e in ascolto dei desideri del Signore. 
Ecco di seguito, in vari post, alcune indicazioni vocazionali "in pillole". Resto a disposizione per ogni ulteriore chiarimento o approfondimento. Vi benedico. 
Al Signore Gesù sempre la nostra lode. 
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


"Come avviene la chiamata alla vita religiosa?"

Essa avviene sempre in modo misterioso e per nulla classificabile. Il Signore infatti parla in tante maniere, rivolgendosi a ciascuno mai secondo schemi precostituiti, ma avendo a cuore la persona (e dunque la sua storia, il suo vissuto....i suoi sogni, la sua fede, le sue relazioni, ma anche le sue ferite e i suoi peccati...).

La vocazione religiosa scaturisce perciò sempre da uno sguardo d'amore di Dio davvero unico, speciale, individuale, personale... Questo fa sì che le storie di ciascun religioso (prete, frate, suora, missionario..), come di ogni giovane chiamato, siano ogni volta contrassegnate da una varietà di interventi e segni e modalità, davvero singolari..e mai uguali. Eppure, nonostante questo, sono anche sempre accomunate da una reciproca esperienza che le rende tutte simili e vicine: Un incontro d'amore con il Signore! Ecco il punto fermo e irrinunciabile in ogni chiamata!!

La chiamata poi, non avviene mai per una "casualità", così come certamente non è "per caso" che ora stai leggendo questo post dopo una ricerca "casuale" in internet!


Pillole Vocazionali :
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | | 9 I 10 I 11 I 12 I 13 14 15 I16 I17 I 18 19 20 I21 22 I 2324 I 2526 I 27 I28 29 I30 I 31 I


domenica 27 dicembre 2015

La famiglia genera vocazioni di gioia

Cari amici,
pace e bene! E ancora buon Natale... siamo nel cuore dei giorni dell'Ottava di Natale: come un unico giorno di festa dal 25 dicembre al 1 gennaio! Dopo gli impegni di preparazione, confessioni e celebrazioni a Parma, prendo una pausa per scrivervi alcune righe in questo giorno dedicato alla Santa Famiglia.

Caravaggio, Santa Famiglia. Metropolitan, New York.
Il Figlio e Verbo di Dio nel suo Natale di incarnazione già vive la propria vocazione di obbedienza al Padre, per entrare in quella vita umana che è stata scelta da Dio come via di salvezza per la nostra umanità ferita.
Divenire uomo per Dio significa accettare, accogliere, godere e soffrire tutto ciò che fa parte dell'umano. Tranne che di quello che non viene da Dio: il peccato. Per questo il Figlio di Dio divenuto Figlio dell'uomo ha un famiglia: Gesù ha Maria e Giuseppe. Papa Francesco oggi nell'Angelus si è soffermato a sottolineare cosa le famiglie possono apprendere dalla Famiglia di Nazareth, sottolineando in particolare la gioia e la sua fecondità.
Il Vangelo di oggi invita le famiglie a cogliere la luce di speranza proveniente dalla casa di Nazaret, nella quale si è sviluppata nella gioia l’infanzia di Gesù, il quale – dice san Luca – «cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini» (2,52). Il nucleo familiare di Gesù, Maria e Giuseppe è per ogni credente, e specialmente per le famiglie, un’autentica scuola del Vangelo. [...]
Dall’esempio e dalla testimonianza della Santa Famiglia, ogni famiglia può trarre indicazioni preziose per lo stile e le scelte di vita, e può attingere forza e saggezza per il cammino di ogni giorno. La Madonna e san Giuseppe insegnano ad accogliere i figli come dono di Dio, a generarli e educarli cooperando in modo meraviglioso all’opera del Creatore e donando al mondo, in ogni bambino, un nuovo sorriso. È nella famiglia unita che i figli portano a maturazione la loro esistenza, vivendo l’esperienza significativa ed efficace dell’amore gratuito, della tenerezza, del rispetto reciproco, della mutua comprensione, del perdono e della gioia.
Vorrei soffermarmi soprattutto sulla gioia. La vera gioia che si sperimenta nella famiglia non è qualcosa di casuale e fortuito. E’ una gioia frutto dell’armonia profonda tra le persone, che fa gustare la bellezza di essere insieme, di sostenerci a vicenda nel cammino della vita. Ma alla base della gioia sempre c’è la presenza di Dio, il suo amore accogliente, misericordioso e paziente verso tutti. Se non si apre la porta della famiglia alla presenza di Dio e al suo amore, la famiglia perde l’armonia, prevalgono gli individualismi, e si spegne la gioia. Invece la famiglia che vive la gioia, la gioia della vita, la gioia della fede, la comunica spontaneamente, è sale della terra e luce del mondo, è lievito per tutta la società.
... e pure - ovviamente! - per la Chiesa. Crescere in una famiglia è un elemento buono e fecondo per crescere nella fede, nelle virtù cristiane. E quindi anche nella gioia. Tutto ciò aiuta a scoprire, accogliere, discernere e scegliere la propria vocazione.
Non si parla qui di una famiglia "perfetta", modello "Mulino Bianco", ma di un'ambiente il più possibile "completo" (questo credo possa essere il vero significato etimologico ed evangelico di "perfezione"). Ogni famiglia ha i suoi piccoli e grandi "deficit". Ma dalla sana tensione verso il bene che può trasmettere, può contribuire a formare uomini e donne "capaci di vocazione".
Allora, come conclude Papa Francesco, anche noi preghiamo perché:
Gesù, Maria e Giuseppe benedicano e proteggano tutte le famiglie del mondo, perché in esse regnino la serenità e la gioia, la giustizia e la pace, che Cristo nascendo ha portato come dono all’umanità.
E soprattutto voi figli (tanto più i più giovani) pregate per i vostri genitori: anche grazie a questo potranno vivere meglio la loro vocazione matrimoniale e genitoriale... contribuendo a farvi crescere verso la vostra vocazione. E voi genitori (sappiamo che qualcuno legge qui... ;-) pregate per i vostri ragazzi/e, perché loro con voi sappiano dilatare gli spazi della libertà e della gioia per una scelta vocazionale autentica alla sequela di Cristo, vero uomo.
Il Signore doni pace a voi e alle vostre famiglie!!

frate Francesco
francesco.ravaioli@gmail.com

Bambini e famiglie a "L'arrivo dei Magi". Basilica del Santo, Padova, gennaio 2015.

Il mio posto.

Cari amici, 
Rinnovando gli auguri di un Santo Natale a tutti voi e ai vostri cari, vi invito oggi e nei prossimi giorni a sostare davanti a qualche bel presepio, a contemplare "l'umiltà di Dio" (S. Francesco). 

Vi suggerisco anche, se credete, un piccolo itinerario spirituale lasciandovi guidare da questa stupenda "adorazione dei pastori" di George De la Tour (sec.XVII - Louvre): un'opera meditativa e "silente" che tra le molte rivisitazioni del Natale fatte da artisti di ogni tempo, mette a fuoco con particolare efficacia il “materializzarsi” del Mistero dentro l’umile Presenza di un Bimbo. 

Il commento all'opera potrà guidarvi e suggerirvi anche la vostra posizione; come sia il vostro "stare" di fronte a Gesù nella natività, il "vostro posto" e ruolo nel presepio, come "il vostro posto" nella vostra vita e scelta vocazionale. In fondo trovate anche qualche domanda per una personale verifica. Al Signore Gesù ora e sempre la nostra Lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


IL MIO POSTO... nel presepio...nella vita
L’autore, Georges de La Tour, un caravaggista e luminista francese, ignorando l’ampia prospettiva in cui l’evangelista Luca colloca il racconto della Nascita del Salvatore, serra i confini della sua narrazione pittorica entro l’antro oscuro della grotta di Betlem.

Dallo sfondo bruno emergono le figure di Maria, Giuseppe e dei pastori avvolti nei toni caldi del marrone, nel rosso infuocato, nei giochi di luce prodotti da una tremula fiamma.

I pastori e la levatrice ci stanno di fronte. Sono giunti lì di corsa, senza indugio, ma ora si sono come arrestati di fronte all’indicibile mistero che anima quel luogo, quel Bimbo. 


Il pastore più nascosto è un sognatore, tiene un flauto tra le mani e solleva stupito la tesa del cappello. Là fuori ha lasciato i suoi sogni, le sue speranze, l’attesa di un futuro immaginato. Ora, con quel gesto sembra allontanare tutto c’è un Presente qui, che azzera ogni desiderio, ogni attesa. Questo pastore, proprio perché nascosto, dà profondità alla scena, la luce gli bagna appena il volto rivelando la gioia profonda che, ormai, lo abita. Egli sembra dire: “Sono chiamato ad un’avventura della quale sono protagonista, ma non artefice. Sono parte di un disegno immenso il cui architetto ha il trono nel Cielo, ma veste, sulla terra, gli umili panni di un Bambino”. 
Fidarsi della debolezza – questo dice a noi – ardire, osare, giocarsi nel rischio della fede. Offrire a Dio tutte le proprie risorse, la propria inventiva, senza reticenze, né malizia, orgoglio o strapotere, ma con l’abbandono docile nelle sue mani. Lo stesso abbandono che ha quel flauto nelle sue mani di giovane pastore perché il vento dello Spirito divino suoni anche in noi melodie nuove e di salvezza.


L’altro pastore è pensoso, egli ha lasciato là fuori la preoccupazione delle greggi abbandonate, del fuoco che minaccia di spegnersi, dell’albeggiare che invita a riprendere il cammino. Col pugno serra forte il suo bastone e ha portato con sé l’agnello più piccolo del gregge: egli è consapevole del suo essere pastore, sa quanto la sua guida sia fragile e la cura del gregge insufficiente alle reali necessità che il gregge stesso richiede. Forse ha avuto qualche timore ad abbandonare il posto di guardia e a gettarsi in questa corsa alla sequela dell’annuncio angelico. Lui così concreto, così avvezzo ad assumersi per intero le sue responsabilità, si è sentito un po’ a disagio prima di varcare quella soglia. Ma ora anche lui è lì assorbito da quella luce soprannaturale, eppure vera. 
Davanti a lui c’è una guida più sicura dell’antico rotolo della legge, c’è una luce più luminosa della torà. Il Dio pastore è qui: chi potrà smarrirsi? Egli non ha mandato angeli o profeti, ma è venuto lui stesso ad abitare nelle nostre tenebre.


La levatrice non sa cosa guardare, se la sua ciotola d’acqua inusata o quel bambino prodigioso venuto al mondo senza aiuto, senza doglie di parto, ma in un estasi di luce. È una donna curata, capace, la si vede nel suo abbigliamento preciso dove nulla è lasciato al caso. Forse avrà sentito compassione per quei due sposi erranti, senza alloggio sicuro; avrà temuto per quella giovane madre, sicuramente al suo primo parto e si sarà precipitata generosa nella grotta con l’acqua calda per il parto e il peso della sua esperienza. Ora, però, giunta qui, si scopre inutile, scopre che l’opera di quella giovane sposa è di altro spessore rispetto alla sua, che quel bambino la costringe a perseguire un’esperienza di altro genere, di altra natura, di altro segno. Il cuore, allora, le si riempie di dolcezza perché comprende di essere chiamata, anch’ella, ad un’altra maternità. La sua ciotola d’acqua si fa leggera e, benché non più necessaria, non è inutile, essa è il segno della sua risposta a una chiamata che l’ha sorpresa attenta, pronta, vigilante, per quanto inconsapevole. Come i pastori questa donna ci insegna a mettere tutto di noi nelle cose che facciamo, che ci vengono richieste, consapevoli però che le nostre opere sono riempite da un Altro.


Giuseppe chiude il quadro e ci fa ombra, tiene tra le mani una candela che è segno dell’unica luce che può illuminare il Mistero di quel bambino: la luce della fede. Egli sa di non essere, solo quel Bimbo è. Copre persino la fiamma della candela con la mano perché una sola è la luce che deve colpire lo sguardo dell’osservatore: quella di Gesù, l’unica capace di illuminare ogni uomo.


Maria è la più solitaria del gruppo. Apre la scena da sinistra, ma non ha un atteggiamento materno, è ben diversa da un’altra “Madre” dipinta dallo stesso La Tour. Non tiene il bambino fra le mani ed è in atteggiamento ieratico, sacerdotale. Le sue mani anzi, gettano sull’abito un’ombra che assume la forma delle ali di una colomba. Sono le ali dello Spirito Santo che la inabita, unico autore di quell’evento miracoloso. E lei, la Madre, è tutta compresa della grandezza del Mistero che Dio ha compiuto nella sua vita e ha il presentimento del carico di dolore che un simile amore per l’uomo comporterà al suo Dio Bambino.
 Questo dice il suo abito rosso, lavato già nel sangue dell’Agnello. L’abito di peccato che lei – sia pure senza macchia – accetta di portare con il Figlio: “se anche i vostri peccati fossero come scarlatto diventeranno bianchi come neve”. E questo candore promesso dal profeta si registra intenso nel Divino Infante. 


Gesù è il centro di tutto, è da lui, e non già dalla candela di Giuseppe, che sprigiona la vera luce del quadro. Attorno a lui ruotano tutti i volti e tutti simboli del dipinto. Egli è bambino, eppure già dormiente nel sonno della morte; è neonato, eppure già avvolto nelle bende e in un sudario, umile promessa di risurrezione. 
Tutta la fede della Chiesa, tutta la nostra fede è registrata qui, puntualmente da de La Tour: nel bastone del primo pastore si scorge il simbolo di Cristo, vero Pastore dell’umanità, nel flauto del secondo il canto di speranza che Cristo è venuto a portare, nell’acqua della levatrice, le acque lustrali della Madre Chiesa in cui rinascono a vita nuova i figli di Dio, nella candela di Giuseppe la fede dei credenti, nell’abito di Maria la chiesa sorretta e guidata dall’Amore, che è lo Spirito Santo, dentro gli infuocati panorami della storia.


Tutti ruotano attorno a Gesù, ma Gesù è rivolto verso di noi. La Tour non ha voluto che ci trovassimo, noi osservatori, dalla parte dei pastori, non ci ha voluto neppure dalla parte di Maria, ma ci ha costretti lì, appena dietro a Giuseppe, dietro cioè la tremula luce della fede. É da qui che siamo invitati ad inchinarci e adorare.


L’autore togliendo ogni segno religioso esterno, ogni altro elemento di disturbo, ambientazione, asino o bue o vistosa paglia, ci costringe a scandagliare dentro il nostro cuore e ad immedesimarci ora nell’uno e ora nell’altro dei personaggi qui descritti, ad interrogarci su come la luce di questa Presenza investa la nostra vita e la governi.

Alcune domande per la tua meditazione:
1)In quale figura del presepio (pastori, levatrice…o altro) senti di immedesimarti? 
2)Come sei giunto e come ti ritrovi davanti al Bambino Gesù?
3) Come definisci il "tuo stare"in questo tempo, di fronte a Gesù?
4) Gesù ti attira o ti lascia indifferente?
5) Gesù è davvero "il Salvatore" per te ?
5) "Dove sei" in questo tempo della tua vita?
5) Adora…contempla…lasciati amare...gusta il silenzio.

sabato 26 dicembre 2015

Merry Christmas "urbi et orbi" da Assisi

Merry Christmas....to you
Pace a voi cari amici.
 Il seguente video che vi propongo è  troppo bello e simpatico per non meritare di essere subito "postato". E' sempre padre Simone Tenuti, (responsabile dell'accoglienza dei giovani presso la Basilica di san Francesco) a regalarci in tante lingue gli auguri natalizi. Il saluto è rivolto particolarmente ai ragazzi e ai frati che, da tante nazioni, hanno partecipato la scorsa estate all' International Meeting, come ai tanti giovani che sempre visitano Assisi, attratti dalla forza di san Francesco.
P. Simone, si cimenta in varie lingue in una sorta di messaggio papale "Urbi et orbi": che sia un auspicio futuro!? Per chi volesse conoscere di più le attività della basilica di san Francesco rivolte al mondo giovanile visiti il sito : Giovani verso Assisi
Mi associo ancora anch'io , rinnovando gli auguri a tutti voi e ai vostri cari di un Santo Natale.
Al Signore Gesù sempre la nostra lode. fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

 

O è Natale tutti i giorni...



«E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,14)»
di Mons. Jaume PUJOL i Balcells Archivescovo di Tarragona
(Tarragona, Spagna)
Oggi, con la semplicità dei bambini, riflettiamo sul grande mistero della nostra fede. La nascita di Gesù indica l’arrivo della “pienezza dei tempi”. Fin dal peccato dei nostri progenitori, il lignaggio dell'uomo si era allontanato dal Creatore. Dio, però, avendo compassione della nostra triste situazione, inviò Suo Figlio eterno, nato dalla Vergine Maria, per riscattarci dalla schiavitù del peccato.

L’apostolo Giovanni spiega l’avvenimento, usando espressioni di grande profondità teologica: «In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il verbo era Dio» (Gv 1,1). Giovanni denomina “Parola” il Figlio di Dio, la seconda persona della Santissima Trinità, aggiungendo: «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14).

Questo è ciò che celebriamo oggi; perciò facciamo festa. Meravigliati, contempliamo Gesù appena nato. E’ un neonato... e, allo stesso tempo, è Dio Onnipotente; senza lasciare di essere Dio, adesso è anche uno dei nostri!

E’ venuto sulla terra per restituirci la condizione di figli di Dio. E’ necessario però che ognuno di noi accolga in sé la salvezza che Lui ci offre. Così come lo spiega san Giovanni, «A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio» (Gv 1,12). Figli di Dio! Restiamo sorpresi di fronte a questo mistero ineffabile: «Il figlio di Dio si è fatto figlio dell’uomo perché gli uomini diventassero figli di Dio» (San Giovanni Crisostomo).

Accogliamo Gesù, cerchiamoLo: solo in Lui troveremo la salvezza, la vera soluzione per i nostri problemi; solo Lui da il vero senso della vita, delle contrarietà e del dolore. Oggi perciò vi propongo: leggiamo il Vangelo, meditiamolo; cerchiamo di vivere veramente d’accordo con l’insegnamento di Gesù, il Figlio di Dio che è venuto tra noi. Vedremo allora come sarà vero che, fra tutti, faremo un mondo migliore.

O è Natale tutti i giorni - Luca Carboni e Jovanotti

BUON NATALE TUTTI I GIORNI O NON E' NATALE MAI!!

venerdì 25 dicembre 2015

S. Natale 2015-Dalla tomba di san Francesco gli auguri dei frati

"Un giorno santo è spuntato per noi: venite tutti ad adorare il Signore; 
oggi una splendida luce è discesa sulla terra"
(antifona del giorno)



Buon Natale,
cari amici in ascolto dei desideri e della vocazione del Signore per la vostra vita.
In questo giorno santo, dalla Tomba di san Francesco in Assisi, p. Simone Tenuti (responsabile dell'accoglienza dei giovani) ci propone 120 secondi di riflessione su un piccolissimo aspetto per meglio vivere il mistero del Natale.
Insieme, ci porge gli auguri della comunità francescana del Sacro Convento che idealmente rappresenta tutti i frati sparsi nel mondo.
A ciascuno di voi e ai vostri cari giunga il nostro abbraccio e la nostra preghiera.
Al Signore Gesù che è nato, il nostro canto e la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

 

giovedì 24 dicembre 2015

Natale di Misericordia

E' ormai tempo...
S. Natale 2015
Anno Nuovo 2016
nel Giubileo Straordinario della Misericordia

“E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità”.  (Gv 1,14)

...di varcare la porta santa del Natale di Gesù

Pace a te, 
caro amico in ascolto e in ricerca della vocazione e dei desideri del Signore per la tua vita.

Sarà ricordato, questo Natale, per essere quello dell’Anno giubilare Misericordia. Che non è parola astratta, ma la persona concreta del Signore Gesù fattosi vicino, piccolo bambino e poi uomo (carne) perché ciascuno di noi possa incontrarlo. Lui è la Misericordia del Padre, il volto più autentico della tenerezza del Padre (“Misericordiae vultus” scrive Papa Francesco).

Attraversiamo allora la Porta Santa che è Lui stesso: la sua vita che ci riempie di stupore; il suo perdono che ci rimette in piedi-riconciliati; la sua pace che disarma i nostri rancori; la sua proposta di vita che orienta passi e scelte dei nostri giorni. Il suo Bene che ci fa sentire, nonostante tutto, buoni dentro una storia buona.

Buon Santo Natale, buon nuovo anno a te e a i tuoi Cari nel segno di questa sua Misericordia!
Ci sia dato di sperimentarla, viverla, donarla.

Al Signore Gesù che viene, sempre la nostra lode.
I Frati 

S. Natale '15 nel giubileo della Misericordia

(Foto e testo di P. Giovanni Voltan, ministro dei frati del nord Italia: la corona di Avvento nella chiesa-santuario Immacolata di Lourdes del nostro convento di S. Pietro di Barbozza-Tv e particolari della Porta Santa della Basilica di S. Antonio-Padova, aperta domenica 20 dicembre dal vescovo Giovanni Tonucci, Delegato del Santo Padre per la Basilica stessa)


mercoledì 23 dicembre 2015

In attesa del Natale con san Francesco

Nel Presepio tutto è pronto...
Cari amici, il Signore vi dia pace.
Fra pochi giorni celebreremo il Santo Natale: una festa che è nel cuore di ciascuno e particolarmente cara, da sempre, a noi frati francescani. I giovani in ricerca vocazionale che stanno frequentando i nostri conventi in questo periodo, certo possono testimoniare il fervore, la gioia e la letizia che vi si respira: Viene il Signore Gesù; Nasce il Salvatore!! 

In ogni nostra chiesa, come nelle nostre case sarà presente il Presepio, una meravigliosa tradizione natalizia, tipicamente italiana e soprattutto francescana! L'immagine sopra, rappresenta l'artistico presepe realizzato nella famiglia di un giovane, Achille, che frequenta il gruppo vocazionale san Damiano 

L'idea del  Presepio nasce infatti a Greccio dall'ardente amore di S. Francesco per Gesù e dal suo desiderio di "vederLo" "toccarLo", "imitarLo" e  fare esperienza diretta di Lui. Scrive il suo biografo come Francesco "meditasse continuamente le parole del Signore… soprattutto l’umiltà dell’Incarnazione”,  a tal punto da poter “in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello"


Mosso da tale ispirazione, la notte di Natale (1223) predispose una sorta di sacra rappresentazione della Natività, ma sulla greppia, fra il bue l'asinello e i pastori e i frati festanti, chiese che si celebrasse l'Eucarestia

S. Francesco dunque "inventò" il Presepio, certo sospinto anche dal suo spirito poetico, ma soprattutto per amore a Gesù e in riferimento all' Eucarestia nella quale sempre poteva contemplarLo  e incontrarLo e vederLo realmente presente. 

Che san Francesco ispiri anche ciascuno di noi in questo grande amore a Gesù, così da vederLo sempre presente in ogni istante della nostra vita.

Vi benedico. Al Signore Gesù che viene, sempre la nostra Lode. 

frate Alberto
(fra.alberto@davide.it)

martedì 22 dicembre 2015

Un regalo per le feste: APP ANDROID

Pace e bene
cari amici in ascolto e in ricerca della vocazione divina per la vostra vita.

Per le prossime feste ecco un regalo che spero vi possa piacere:  i contenuti del blog "vocazione francescana" sono da oggi fruibili su smartphone Android attraverso l'app scaricabile su Play Store o al seguente link:


Ringrazio di cuore, il caro amico Flavio, che ha reso possibile questa ulteriore opportunità di contatto e scambio. Chiedo a tutti una preghiera per lui e anche per me e quanti operano in questo delicato e importantissimo settore dei social network a servizio del Regno.

Al Signore Gesù che viene, sempre la nostra Lode. fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


«Voi siete la luce del mondo.... 
Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini»
(Mt. 5,14-16)

«Risplenda come il sole anche il volto della nostra anima, 
affinché ciò che vediamo con la fede brilli nelle opere; 
ciò che gustiamo nella contemplazione di Dio 
si accenda di calore nell'amore del prossimo»
(S. Antonio. Commento alla festa della Trasfigurazione)