mercoledì 30 ottobre 2013

Assisi ci aspetta!!

Carissimi amici in ricerca,
pace a tutti voi!

Oggi si parte per Assisi! Fra' Alberto, io e diversi altri frati e suore partiamo fra poco da varie parti de nord Italia accompagnando nella città di san Francesco quasi 200 giovani. Così faranno altri frati e giovani di tutte le regioni d'Italia, per partecipare al XXXIV Convegno nazionale "Giovani verso Assisi".
Sì, sono 34 anni ormai che si ripete questa esperienza: è il momento in cui ogni anno Francesco parla ai giovani! La sua "tomba di vita", la sua casa - la triplice Basilica di San Francesco in Assisi, che ne custodisce il corpo - si "consacra" e si dedica ai giovani. 
Quest'anno il tema è proprio una "parola di Francesco": Qui è la vera e perfetta letizia.

Ci saranno anche alcuni ragazzi in ricerca vocazionale, qualcuno giunto tramite questo blog, che - tra la varie proposte del Convegno - troveranno anche uno spazio per approfondire le proprie domande. Saranno proposti infatti, come ogni anno, due gruppi di approfondimento vocazionale: uno per chi sente il bisogno di un approfondimento vocazionale ampio, per cominciare a comprendere come ascoltare e accogliere il progetto di Dio nella propria vita, qualsiasi esso sia; uno per chi si interroga in particolare sulla vita religiosa o sacerdotale (una sorta di Gruppo San Damiano in breve...).

Vi chiediamo di accompagnare con la vostra preghiera questa esperienza importante: che possa portare frutto nella vita di molti. E anche noi vi portiamo nelle nostre preghiere, ai piedi san Francesco, in questo Santuario che è li cuore della sua presenza viva in mezzo a noi!

Con fraterno affetto,
il Signore vi doni pace!

frate Francesco
francesco.ravaioli@gmail.com

Solo alcune delle immagini circolate su FB,
che dicono l'attesa di molti ragazzi
di partecipare a Giovani verso Assisi...


martedì 29 ottobre 2013

I momenti essenziali per un discernimento vocazionale (Seconda TAPPA)


Cari amici, il Signore vi dia pace!
Proseguo oggi con la Seconda TAPPA di riflessione sul tema del discernimento spirituale e vocazionale (vedi anche la Prima tappa) . Mi auguro che queste mie parole vi possano servire. A breve sarò poi con altri frati e tanti giovani ad Assisi per il GVA (Convegno Giovani verso Assisi). Vi chiedo una preghiera per tutti noi; io affiderò ciascuno al Poverello presso la sua tomba. Vi offro anche un bel video meditativo (Eight - Preghiera Feat. SirOblio) per la vostra preghiera.
Vi benedico. Al Signore sempre la nostra Lode.

fra Alberto
(mail  fra.alberto@davide.it)


DISCERNIMENTO SPIRITUALE
Seconda Tappa: I momenti essenziali

Mettersi in situazione di discernimento spirituale significa vivere tre momenti essenziali:

1) La purificazione e guarigione del cuore,

2) La meditazione della Parola di Dio,

3) Il giudizio o valutazione dei propri eventi di vita.
N.B: Sempre accompagnati in questo cammino da una presenza irrinunciabile: 
Il Padre Spirituale (vedi Post al riguardo)
     
     
In primo luogo bisogna cercare una vera purificazione,  guarigione del cuore e il massimo allontanamento possibile da ogni peccato personale e presente, ora, nella nostra vita; significa staccarsi e liberarsi dalle nostre inclinazioni sbagliate, dai nostri affetti egoistici, individualistici o narcisistici, da ogni illusione o falsa aspettativa. Il discernimento spirituale, infatti, è ordinariamente impedito da tutti i peccati che ci appesantiscono, e ci rendono come... aquile dalle ali di piombo. E' bloccato da tutte quelle inclinazioni sba­gliate che prendono il sopravvento nel nostro cuore e intaccano in profondità la sua voglia di bene e di amore. Il discernimento è imbrigliato anche dagli affetti egoistici che ci chiudono in noi stessi, da tutte le forme di consumismo e mondanità, oggi così diffuse nella nostra cultura, che ci portano alla dispersione e alla confusione; da illusioni o false aspettative che ci fanno rincorrere il miraggio di una autorealizzazione che è meta conseguita solo con i nostri sforzi umani, e non con l'aiuto dello Spirito del Signore, intesa anche come ricerca di una esclusiva felicità personale e non come effetto di un modo di vivere armonico e riconciliato.

Il secondo momento, assai legato al precedente, è la lectio o Meditazione sulla Parola di Dio, ossia la riflessione e la contemplazione prolungata del progetto di Dio sulla storia dell'uomo, così come ci è comunicato dalla Rivelazione ed è contenuto nel Vangelo e nella Santa Bibbia. La meditazione della Parola di Dio è il terreno più appropriato per il discernimento spirituale. Mentre il primo momento si può immaginare come lo sgombero di un terreno occupato da tante cose inutili, questo secondo tempo di lavoro ci fa entrare nel mondo di Dio e dei suoi progetti. Esso ci mette in sintonia con il "mistero di Dio", con gli atteggiamenti anche profondamente affettuosi e carichi di umani­tà che Gesù ci mostra e che ci invita ad imitare. Così noi, a poco a poco, ci rendiamo sensibili al nostro progetto, a quello che noi siamo chiamati creativamente a rispon­dere, con le nostre reali possibilità e con la scoperta delle coordi­nate progettuali "vere" della nostra vita.

Il terzo momento, poi, è quello del " giudizio", meglio sa­rebbe dire, con parole più nostre, una profonda e lucida let­tura e valutazione degli eventi interiori spirituali. Qui il di­scernimento si fà riflessione su se stessi, una vera e propria "full immersion" nel mondo interiore e segreto del proprio cuore. Non é soltanto riflessione psichica, bensì valutazione complessiva del mio vissuto interiore: posso notare, per esempio, l'altalenare in me di entusiasmi e tristezze, di gioie e di rifiuti, di attrattive e di paure... Da tutta questa realtà, posso gradualmente leggere le incli­nazioni più profonde della mia interiorità, così da vedermi auten­ticamente, per come sono davvero, davanti a Dio.

(fine della Seconda TAPPA)

sabato 26 ottobre 2013

Cosa significa "fare discernimento"? (Prima TAPPA)

Cari amici in ricerca vocazionale,
nei miei post certamente avrete notato come ricorrente l'invito al "discernimento spirituale". Sempre infatti lo indico come passaggio fondamentale da intraprendere per chi ha una domanda sulla propria vita, a chi ha qualche sogno o desiderio di vita consacrata o a chi semplicemente si interroga sulla strada da percorrere e sul senso da dare alla propria esistenza. Giusto ieri sera ho ricevuto una mail da Luca (26 anni di Torino) che mi scrive chiedendomi un approfondimento sull'argomento: "cosa significa fare discernimento spirituale"? Sollecitato da questo interrogativo, vi propongo in "3 TAPPE" qualche riflessione al riguardo. Approfitto per ricordare anche il prossimo appuntamento del Gruppo san Damiano (per il Nord Italia) che sarà sabato 16 e domenica 17 novembre. Chi fosse interessato, si faccia vivo. 
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra lode. 

Frate Alberto 
fra.alberto@davide.it


DISCERNIMENTO SPIRITUALE
Prima Tappa: Una parola chiave

      Il mezzo per individuare una direzione di vita e quindi di cominciare ad imparare a scegliere, vivendo la consolazione, cioè "la pace del cuore" che tutti cerchiamo, è fondamen­talmente unico: il discernimento spirituale. La parola è biblica, e molti di voi la conoscono, o quantomeno l'hanno già sentita molto nominare. II discernimento spirituale è dunque lo strumento per conoscere la volontà di Dio sulla propria vita.
      Non è, come talora si pensa, un esercizio di autoanalisi o di introspezione psicologica, quasi un mettersi davanti allo specchio per capire, magari solo da un punto di vista psicologico, quali siano le nostre inclinazioni, i nostri de­sideri, i nostri rifiuti e le nostre resistenze. Parliamo, infatti, di discernimento spirituale, ossia "nello Spirito di Dio". Esso è dunque un esercizio di attenzione e di ascolto dello Spirito Santo che entra ed agisce nella mia storia e quindi anche nella mia personalità. In altre parole, il discernimento è ascolto di quella Parola di Dio che nessuno ha mai scritto. Non è una lettura della Bibbia per trovare la parola "giusta", lì scritta, che fa per me...Non è so­lo ascolto di una meditazione, dove sento finalmente una parola che pare essere particolarmente "mia".

E' ascolto di una 
Parola di Dio 
“non scritta”, 
“mai pronunciata fin’ora” 
che risuona ancor oggi 
nella Chiesa, 
ma non si trova in nessun altro, se non in me, 
ed è rivolta a me personalmente.


Certo, potrebbe anche esserci una parola biblica significativa e importante, che mi colpisce ed emerge con chiarezza durante un tempo di ricerca, ma il fatto che io la scelga tra molte altre ... riguarda solo me. Non è determinata né dall'autorità ecclesia­stica e neppure dalla Guida Spirituale. 
Potete comprendere, così, quanto sia importante questa Parola che, come vedremo, non è univoca, ma è piuttosto un in­sieme di intuizioni; quasi un progetto complessivo sulla mia vita. Non va capita in maniera individualistica (non è semplicemente “il MIO" progetto), come già si diceva sopra, perché essa è invece quella parte del piano e del Progetto di Dio per l'umanità, che si manifesta a me quando mi metto nel giusto contesto e nella corretta modalità di ascolto.
      Di solito, essa non si conosce... improvvisamente, (insomma, non è un colpo di Fulmine!) e neanche istintivamen­te, lasciando che le cose vadano avanti per conto loro;  non la si conosce nello scorrere, spesso ambiguo, della vita quotidiana, della serie: “Andando avanti vedrò".  Per conoscerla, c'è bisogno di una libera decisione di entra­re in una situazione di discernimento spirituale. E' una questione di scelta! Ed è per questo che sempre invito i giovani che si definiscono in ricerca a fare un cammino vocazionale specifico, ad uscire dall’isolamento individualista, per finalmente operare un discernimento: senza questo salto, non si va da nessuna parte. Si tratta di intraprendere una sorta di "pellegrinaggio del cuore", che può essere faticoso e impegnativo , ma che è anche fonte di gioia e di consolazione (questa è una parola tipica dei linguaggio del "discernimento"). Quanta  tristezza invece nel notare come vanno le cose nelle nostre comunità cristiane e nella vita di tanti giovani “persi” o perennemente incerti o rimandatari.
      Chi intraprende il cammino del Gruppo san Damiano ha già preso in fondo la decisione di entrare nella situazione di discernimento; ma di per sé ogni cristiano che ha ricevuto il Battesimo, dovrebbe entrare in questa situazione  perché, come tale, è chiamato ad ascoltare la Parola di Dio e a trarne tutte le conseguenze, come discepolo di Gesù. Ciò che un giovane fa durante il cammino vocazionale, dovrebbe essere una modalità "normale" di ciascun credente, un passaggio che dovrebbe coinvolgere tutti co­loro che nel Battesimo sono "Figli di Dio" e "discepoli di Gesù", anche se non tutti sono chiamati a viverlo nella forma del... Gruppo San Damiano ( che per ovvie ragioni è anche molto specifico!). Il pensiero che ben pochi lo facciano, che tanti giovani della vostra età ( magari anche “chiamati") si lascino vivere senza un progetto, sen­za mai mettersi di fronte alla propria vita, guardandola con amore e responsabilità davanti a Dio, non può non lasciare un senso di profonda tristezza
     Il discernimento spirituale è perciò una dimensione essenziale della vita cristiana", suppone e implica che ciascun discepolo del Signore Gesù, ciascun credente laico, e dunque non solo chi sente una pos­sibile richiamo alla Vita Consacrata, possa e debba fare una vera e propria esperienza di Dio nella sua coscienza: di Dio, della sua Parola, della sua chiamata.
(fine della prima parte)

NB: Vai alla SECONDA TAPPA

venerdì 25 ottobre 2013

Cosa chiedo??

Una cosa ho chiesto al Signore,  
questa sola io cerco: 
abitare nella casa del Signore 
tutti i giorni della mia vita, 
per contemplare la bellezza del Signore 
e ammirare il suo santuario.
Salmo 27,4

Professione dei voti al termine del Noviziato

martedì 22 ottobre 2013

Non credo nell'infelicità

Cari amici in ricerca della propria strada,
il Signore vi doni pace!

Preparando un incontro per un Gruppo giovani della Milizia dell'Immacolata, movimento fondato dal nostro san Massimiliano Kolbe, sto scorrendo alcune pagine dei suoi Scritti. Mi sono imbattuto in alcune frasi di questo mio santo confratello che colpiscono... che voglio condividere, perché - pur scritte nel 1933 - possono raggiungere al cuore l'uomo d'oggi.
NON CREDO che l'anima muoia insieme con il corpo: a quale scopo, infatti, esisterebbe questo irresistibile desiderio di felicità, di una felicità senza limiti, perfino nella durata?
[...]
NON CREDO che esista sotto il sole un uomo che non brami la felicità, la più grande felicità possibile, la felicità senza limiti, cioè... Dio.  
[dal Rycerz Niepokalanej VIII 1933: SK 1169]
Il sorriso di p. Kolbe
Parola di padre Kolbe!
Pur appartenendo a un epoca in cui nella Chiesa e nella cultura popolare non si teneva in gran conto la felicità personale così come oggi, un uomo come lui crede fermamente nel desiderio di felicità insito nel cuore umano. E nella possibilità di realizzarla!
Massimiliano si può permettere di credere nella felicità perché è così intensamente legato a Maria Immacolata, da capire/sentire/vivere la felicità come Lei: non "come voglio io"... Per lui un vero uomo crede nella possibilità di essere felice. Chi non ci crede è già "mezzo morto"... e non solo in questa vita.
Si può essere tanto più felici, quanto meno si segue la propria idea di felicità, ma quanto più ci si lascia andare al "flusso della vita", che non è anonimo "destino" ma è creata da Dio... e vegliata anche dallo sguardo amorevole di Maria, Sua e nostra Madre. Facendo proprio lo sguardo di Lei, ci si accorge che la felicità è Dio: capire/sentire/vivere Lui dà felicità... letizia perfetta! In ogni circostanza. Anche nelle più difficili. Come ad Auschwitz per p. Kolbe.
Felici si diventa, se ci si fa "piccoli come bambini".

Cari amici, salutandovi, vi affido all'intercessione della Vergine Immacolata e di san Massimiliano con la preghiera della Medaglia Miracolosa, da lui ampliata.

frate Francesco
francesco.ravaioli@gmail.com
O Maria, concepita senza peccato,
prega per noi che a te ricorriamo,
e per quanti a te non ricorrono,
in particolare per i nemici della Santa Chiesa
e per quelli che ti sono raccomandati.

lunedì 21 ottobre 2013

La chiamata "giusta"?

Cari amici in ricerca vocazionale il Signore vi dia pace.
Come faccio spesso, riporto  anche oggi la corrispondenza con un giovane, Gianantonio (di Pavia - 24 anni) che mi pone varie domande sulla vocazione.Vi invito a leggere il nostro dialogo per qualche spunto spero utile. Se qualcuno avesse ulteriori domande o dubbi mi scriva pure..vedrò di rispondere personalmente. 
Vi benedico. frate Alberto

In cammino....: Signore tu guidaci; Signore mostraci la via !

MAIL DI GIANANTONIO
Caro Fra Alberto 
grazie per il suo bellissimo blog vocazionale che sempre seguo e mi è di grande aiuto nella mia ricerca.. 
Da un anno frequento una brava e buona ragazza; ci unisce la fede e un sentimento sincero.., ma ancora non riesco a capire se devo seguire la strada del matrimonio e il desiderio di farmi una famiglia..oppure quella della vita francescana a cui tempo fa avevo pensato, ma che avevo tralasciato di approfondire. Quest'ultima sembrava un richiamo antico ormai assopito, ma papa Francesco, con le sue parole l'ha risvegliata in me anche se ho cercato di non riandarci troppo, ma senza molto successo . 
Nella mia preghiera chiedo ogni giorno al Signore che mi illumini sulla mia vocazione e mi aiuti a capire.. 
Ieri in parrocchia , mi sono trovato ad ascoltare la testimonianza di un giovane religioso, da poco ordinato sacerdote. Raccontando la sua storia, ha detto che la sua chiamata è avvenuta quasi miracolosamente e straordinariamente durante un pellegrinaggio notturno al santuario di Caravaggio e lì ha capito tutto, lì ha trovato la forza di lasciare l'università e la morosa per entrare in seminario ..Ma allora caro fra Alberto, come avviene la chiamata alla vita religiosa? Come comprenderla..? Come essere certi della chiamata "giusta"? Devo poi aspettarmi anch'io un segno, un evento straordinario? E come interpretare e agire circa il mio legame con la mia ragazza e il desiderio di costruirmi una famiglia (avere figli..essere padre) e contemporaneamente l'interrogativo su una vita di consacrazione? La ringrazio per quello che mi vorrà dire. 
Gianantonio (di Pavia - 24 anni). 

RISPOSTA DI FRA ALBERTO
Carissimo Gianantonio, grazie per la fiducia e gli apprezzamenti al blog, che non fanno mai male e aiutano a proseguire in questo servizio in favore di tanti giovani in ricerca. Circa quanto mi scrivi, evidenzio alcuni spunti di riflessione partendo dai tuoi interrogativi. Spero ti possano aiutare:
1) Mi chiedi "come avviene la chiamata alla vita religiosa?Ebbene essa avviene sempre in modo misterioso e per nulla classificabile. Il Signore infatti parla in tante maniere rivolgendosi a ciascuno mai secondo schemi precostituiti, ma avendo a cuore la persona ( e dunque la sua storia, il suo vissuto....i suoi sogni, la sua fede ). La vocazione religiosa scaturisce perciò sempre da uno sguardo d'amore di Dio davvero unico, speciale, individuale, personale... Questo fa sì che le storie di ciascun religioso ( prete, frate suora, missionario..) siano ogni volta contrassegnate da una varietà di interventi e segni e modalità, davvero singolari..e mai uguali. 
2) Mi chiedi poi se devi aspettarti dei segni " straordinari". Alcune chiamate possono certo apparire un poco "straordinarie", così come quella di San Francesco davanti al crocifisso di san Damiano, oppure come quando nel sonno Dio chiamò Samuele o inviò un angelo come per Maria, oppure quando una voce dal cielo chiamò S.Paolo...; oppure la chiamata può giungere quasi "repentina" e un poco "straordinaria" anche in un pellegrinaggio come per quel giovane prete.!! Perchè no??!!
Più spesso però , il Signore chiama in maniera silenziosa e quasi flebile, suscitando un certo trasporto e desiderio verso il sacerdozio o la vita consacrata; seminando un piccolo seme, accendendo nel cuore una piccola fiammella che però da subito un poco riscalda e illumina..e interroga e smuove e suscita una ricerca. Questo piccolo seme, questa piccola luce (spesso nato dalla preghiera fedele di qualcuno per noi..), è affidato poi alla nostra libertà, alla nostra fede, chiede di maturare e crescere, chiede un confronto e un discernimento a volte non immediato e per nulla scontato. Ecco perchè al riguardo è sempre necessario fare un cammino di verifica..ed è utilissimo avere una guida spirituale con cui confrontarsi..( ne ho parlato spesso nel blog)
3) Mi chiedi ancora: Come comprendere la chiamata "giusta"?. Un caro e anziano confratello ( fra Alessandro Brentari...ora ammalato, ma che sempre prega per i giovani) e che per anni si è occupato di accompagnarli nel discernimento , spesso diceva che la vocazione "è quello che uno è". La vocazione cioè si innesta in quello che uno è, nelle sue doti, nei suoi talenti e carismi di natura e di grazia; si innesta anche nei nostri limiti e difetti... La chiamata "giusta" è dunque quando uno si sente fatto o tagliato per quella strada. E' come quando si va in un negozio di vestiti e finalmente indossiamo un cappotto (dopo varie ricerche) che risulta fatto proprio sulla nostra misura e secondo il nostro gradimento; che si adatta bene a noi...Possiamo infatti ammirare un bellissimo capo d'abbigliamento, ma non trovarci a nostro agio indossandolo..Così è per la vocazione!
4) Scrivi poi: "Come interpretare e agire circa il mio legame con la mia ragazza e il desiderio di famiglia e contemporaneamente l'interrogativo su una vita di consacrazione?". Prima di tutto vorrei dirti di avere tanto a cuore la relazione con la tua ragazza e di viverla con estrema limpidezza e serietà, dando il massimo di te. Ti sarà utile  intraprendere poi un cammino di discernimento come scrivevo sopra (il gruppo san Damiano per es.)..Solo così potrai capire se la relazione con lei "ti basta", "ti è sufficiente" oppure se nel tuo cuore vi è (nonostante tutto) un desiderio che va oltre, una incompletezza che chiede altro..un'altra via, la necessità di un incontro "più grande". La vita coniugale infatti come la vita consacrata..chiamano in causa l'amore e la misura del nostro voler bene... : quindi devi ascoltarti e vagliare il tuo cuore in tal senso! 
E se intuirai che la "tua pienezza" è nel matrimonio e nella famiglia, loda il Signore e non temere, perchè è "cosa santa"!
E se sentissi invece che il tuo cuore "anela ad un di più" ed è attratto dal Signore e dal suo progetto su di te, pure Lodalo e ringrazialo e non temere. Il bisogno di famiglia e paternità (molto naturale) anche in questo caso troverà piena conferma e sarai lo stesso "padre" e famigliare per tante persone che a te ricorreranno. E anche la simpatia che hai provato per questa brava ragazza significherà che la tua chiamata alla consacrazione non è stata una fuga o un ripiego, ma un lasciare qualcosa per andare dietro al Signore.
5) La preghiera. Mi scrivi che ogni giorno preghi per comprendere..: mi sembra quanto di più importante e necessario tu possa fare. La nostra vita infatti è nelle mani del Signore: Lui solo sa tutto di noi. 

Carissimo...scusa se mi sono dilungato. Ti saluto fraternamente e ti benedico. 
Padre Alberto

domenica 20 ottobre 2013

Mission impossible

G. Reni, San Francesco in preghiera
Cari giovani in ricerca, pace e bene!
E buona domenica!

Questa terza domenica di ottobre, come ogni anno, ricorre la Giornata Missionaria Mondiale. Ma il vangelo e le letture di questa domenica si concentravano soprattutto sulla dimensione della preghiera. Due temi che risvegliano nella maggior parte di noi immagini diverse, magari in contrasto tra loro! Quante volte ho sentito dire cose del tipo:
Le suore di clausura non le capisco proprio: sempre chiuse la dentro a pregare... A cosa servono?? I missionari, invece, quelli sì che fanno del bene!!
Forse basterebbe fermarsi un attimo a pensare a Gesù, per rendersi conto che è Lui stesso a chiedere di fare entrambe le cose: stare&pregare e andare&annunciare. Nella stessa vocazione degli apostoli ci sono questi due accenti: «Ne costituì dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare» (Mc 3, 14). Questi due ingredienti fanno parte di ogni vocazione, ma in ciascuna sono dosati in modo diverso.

Una delle missioni più ardue per ogni cristiano è imparare a pregare. A pregare davvero. Con tutto sé stesso. A pregare "come Dio comanda": ovvero come Gesù insegna. E Gesù ce lo insegna anche oggi: attraverso l'esempio di Mosè e attraverso la parabola della vedova importuna.

La preghiera è motivo di fatica (vedi Mosè), ma è alla base di ogni vittoria. Oggi diremmo: «se vuoi avere successo, prega!». "Successo", però, non nel senso mondano: una vittoria evangelica è quella segue il senso originario di sub-cèdere... di "venire dopo". Il successo è ciò che "succede" dopo una opportuna azione che lo "causa". Nella vita le sfide impossibili sono tante! E qui, benché fossi tentato, attorno a "sfide impossibili" non ci ho messo le virgolette: perché molte impossibili lo sono per davvero... Soprattutto quelle spirituali: vincere i propri peccati e vizi; comprendere la propria vocazione e avere la forza di seguirla; perdonare...
Anche per un frate ci possono essere scelte umanamente difficili o impossibili da affrontare: per esempio, dopo anni e decenni di vita e ministero nella propria terra, obbedire alla divina ispirazione (così la chiama san Francesco) di partire verso una terra di missione. Proprio oggi qui nella Basilica di Sant'Antonio a Padova due frati, fr. Fabio e fr. Emilian, (e con loro anche alcuni laici) hanno ricevuto la croce missionaria in vista della loro prossima partenza verso il Chile.

La loro scelta – così come ogni scelta vocazionale – non può maturare (diventare vera, autentica e adulta... per portare frutti buoni) altro che nella preghiera: è il primo luogo del discernimento. Poi ci vuole tanto coraggio per cominciare... e ancora preghiera per perseverare.
La preghiera prepara e rende possibile l'apostolato; un apostolato fecondo ed efficace è il frutto maturo di un preghiera profonda e costante. San Francesco ha saputo unire in modo mirabile queste due facce dell'unica medaglia... lui che "non era tanto un uomo che prega, quanto piuttosto egli stesso tutto trasformato in preghiera vivente" (Vita prima).

La sua intercessione ci aiuta a diventare ed essere come lui! In modo da portare la forza della comunione con Dio in ogni altra cosa che compiamo durante le nostre giornate.
Il Signore vi dia pace!

frate Francesco
francesco.ravaioli@gmail.com

Frati in preghiera sulla tomba di san Francesco

venerdì 18 ottobre 2013

La parola che dovresti amare di più

sr. Maria Rita e fra Simone
VOCAZIONE 
E' la parola che dovresti amare di più. 
Perché è il segreto di quanto sei importante agli occhi di Dio. 
Sì, perchè se ti chiama vuol dire che ti ama!
(Mons. Tonino Bello)

giovedì 17 ottobre 2013

Vita da postulanti [1]

Cari amici in ricerca,
pace a tutti!

Qui sotto vi scrivono coloro che fino a non molto tempo fa erano nei vostri panni...: diversi di loro erano tra i lettori di questo blog. E oggi sono in postulato! Hanno letto, scritto una mail, incontrato un frate e cominciato il cammino con il Gruppo San Damiano... E oggi scrivono come stanno cominciando una "vita nuova", immersi nella fraternità francescana.
A sinistra fr. Alessandro, nuovo rettore,
con fr. Daniele, neo professo
Noterete che parlano di cose molto semplici. Confidiamo che nella semplicità delle loro giornate si esprimano vite dense di fede e aperte ad un discernimento che ora si fa più quotidiano ed esigente.
Anche voi con noi pregate per loro! E per fra' Alessandro che, da vice-rettore, quest'anno è diventato rettore dei postulanti; continua ad affiancarlo come formatore e padre spirituale fra' Silvano. Le responsabilità aumentano... il lavoro anche... la preghiera non può esser da meno!

Lasciamo la parola ai ragazzi che ora vivono nel Convento di San Francesco in Brescia.
Pace e bene a tutti!

frate Francesco
francesco.ravaioli@gmail.com

Il 13 settembre 2013 scorso è cominciato il nuovo anno di postulato proprio alla fonte del francescanesimo: ad Assisi. I “vecchi” del postulato, assieme ai nuovi arrivati, hanno accompagnato ad Assisi i loro tre compagni: Edgar, Nico e Stefano, che – concluso il tempo del postulato  hanno iniziato l'anno di Noviziato presso la tomba di san Francesco.
Al rientro a Brescia, durante la prima settimana, ci siamo adoperati per rendere più accogliente la nostra nuova casa. Come una famiglia che arriva in una nuova casa, alcuni di noi hanno dato sfogo alla loro creatività con pennelli e stucchi, mentre altri hanno risistemato l'arredamento dei nostri ambienti.

Il lavoro è stato uno strumento per poter stringere sin dal principio legami di amicizia e di fraternità e per cominciare a coltivare la propria dimensione spirituale, secondo i principi ispiratori del francescanesimo:

Quei frati ai quali il Signore ha concesso la grazia di lavorare,
lavorino con fedeltà e con devozione,
così che, allontanato l’ozio, nemico dell’anima,
non spengano lo spirito della santa orazione e devozione,
al quale devono servire tutte le altre cose temporali… 

(Regola bollata, FF 88)
La condivisione della fatica ci ha fatto entrare nel giusto spirito anche per affrontare il ritiro di inizio postulato a Rezzato (BS), presso il Convento dei Frati Minori (18 settembre – 20 settembre).
Eccoci qui:

In alto da sinistra: Anicet, Simone, Alberto T., Andrea, Attila, Daniele, fr. Alessandro (il rettore), Alberto B., Simeon.
In basso: Ma’tè, Cristian, fr. Silvano, Luca.
Pregate per noi! Pace e bene...

i postulanti
del Convento San Francesco - Brescia

mercoledì 16 ottobre 2013

Fra tante parole... parole... LA PAROLA!



Cari amici in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.
Molti di voi mi scrivono dicendosi attirati dalla vita francescana e intuendo una chiamata del Signore, ma anche mi chiedono come fare a capire e comprendere la propria vocazione e la volontà del Signore in pienezza e verità.
Ho già indicato più volte, quali siano le tappe per un discernimento; per es. come sia importantissimo confrontarsi con un padre spirituale e quanto sia utile aderire al gruppo S. Damiano.
In questa ricerca, mai facile, un aiuto grandissimo viene dalla Parola di Dio. Infatti, fra le tantissime parole spesso vacue e inutili che ogni giorno ascoltiamo, quando la Parola di Dio (pregata e meditata) diventa un punto fermo e un riferimento fedele, ecco che gradualmente essa inizia ad illuminare e dare un senso più profondo e vero ad ogni nostro gesto, ai nostri sentimenti, alle nostre scelte..., all’intera nostra giornata. Ed è bello e stupefacente allora scoprire come il Vangelo e tutta la Sacra Scrittura, possano davvero diventare come un segnavia, un cartello stradale che ci indica piano piano la strada da seguire., prima nei piccoli gesti quotidiani, poi anche nelle scelte più impegnative e radicali. 

La storia vocazionale di san Francesco al riguardo è esemplare. Egli infatti, sempre affidandosi alla Parola di Dio con grande amore, con semplicità e purezza di cuore, poté per questo cogliere ciò che il Signore voleva  comunicargli e così scoprire il senso, e la direzione da dare alla propria esistenza.
In una Lettera che egli indirizzò a tutti i frati dell’Ordine così scrive: Ascoltate miei figli e fratelli (…). Sempre inclinate l’orecchio del vostro cuore e obbedite alla voce del Figlio di Dio. Custodite nelle profondità del vostro cuore i suoi insegnamenti e adempite perfettamente i suoi consigli (Fonti francescane 216). 

Francesco in tal modo sprona anche noi ad amare e custodire la Parola di Dio : essa ci guiderà, purificherà le nostre intenzioni, attenuerà le nostre paure e ci consolerà nelle afflizioni, ci mostrerà nuovi orizzonti, ci renderà forti nelle scelte impegnative. Certo, per fare questo, occorre un atteggiamento per nulla scontato di espropriazione di sé e dei propri progetti e delle proprie piccole parole, per affidarci ad una Parola che riconosciamo come più alta e luminosa, divina ed eterna.Significa rinunciare a possedere e costruire la propria vita da se stessi, per arrendersi a Gesù come Guida e Maestro.

Mi permetto concludendo questa breve riflessione di rivolgervi allora un invito: prima di andare a letto, ogni sera ( quando spero chiudete la giornata con una preghiera), provate a leggere e sostare per qualche minuto sul Vangelo del giorno dopo. Sarà bello addormentarsi con la Parola di Gesù nel cuore e così risvegliarsi al mattino già con un buon suggerimento per la vostra giornata di studio e lavoro. Provare per credere! 
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
Frate Alberto   (fra.alberto@davide.it)

lunedì 14 ottobre 2013

Testimone di nozze... con il Signore

Cari amici in ricerca,
il Signore vi doni pace!

Come sapete, lo scorso 4 ottobre - mentre i nostri confratelli di Assisi accoglievano Papa Francesco - noi a Padova potevamo celebrare la gioia della festa di san Francesco con la Professione solenne di due giovani fratelli. Fra' Nicola e fra' Tommaso, al termine del loro percorso di formazione e discernimento, hanno confermato per tutto il tempo della loro vita la professione dei voti di castità povertà e obbedienza, accogliendo il dono della consacrazione religiosa in modo definitivo.

fr. Nicola (sinistra) e fr. Tommaso (destra) cantano durante la liturgia
Personalmente ho vissuto questa celebrazione in un modo particolare. Pur avendo partecipato alla professione di diversi confratelli, questa volta mi sono sentito coinvolto in modo diverso. Questi due fratelli infatti mi avevano chiesto di essere uno dei due testimoni della loro professione. L'altro testimone, fr. Antonio Ramina, era stato finora il responsabile della loro formazione negli anni dei voti temporanei, come maestro presso il Convento padovano Sant'Antonio Dottore. A me invece era capitato di conoscere soprattutto Tommaso tanto tempo fa quando io stesso ero un postulante appena entrato in convento. Sette/otto anni più tardi ci siamo trovati in convento insieme a Brescia, lui come postulante e io come vice-rettore. Lì ho avuto il privilegio di essere uno dei frati che ha accompagnato i primi passi verso la vita religiosa di Nicola e Tommaso e ora... di "testimoniare" della avvenuta loro scelta definitiva. Non solo una grande emozione! Ma anche e soprattutto l'occasione per toccare con mano la capacità del Signore di trasformare le nostre vicende in storia di salvezza!

Il rito della professione si svolge di norma nella S. Messa, per lo più dopo l'omelia. Nel momento centrale del rito il candidato si mette in ginocchio davanti al Ministro provinciale (o generale), pone le proprie mani nelle mani del frate Ministro, e pronuncia la formula di professione, scritta di proprio pugno e firmata. Questa modalità è stata tratta probabilmente dal rituale cavalleresco di vassallaggio, che Francesco d'Assisi - grande amante degli ideali e del mondo della cavalleria cortese del Medioevo - trovava espressivo del legame di amore, devozione e lealtà che viene a legare il nuovo frate a Cristo e alla sua nuova fraternità.

fr. Tommaso pronuncia la sua professione solenne
Durante questo momento si avvicinano al professando altri due frati già professi solenni, che fanno da testimoni. Esattamente come ai matrimoni. Due persone sono incaricate per testimoniare e certificare che il fatto è veramente accaduto, conforme alle intenzioni della Chiesa e al rito romano-serafico.
Al termine della liturgia il Ministro provinciale e i due testimoni firmano il Libro delle professioni, dove è riportato un semplice "verbale" della avvenuta professione solenne. Ad esso vengono allegate le formule di professione manoscritte dai neo professi. Il tutto molto simile a quanto avviene nei matrimoni.

Ciò che ho dovuto fare è una cosa molto semplice, quasi banale: mettere la mia parola e la mia firma per certificare che Nicola e Tommaso questo passo lo hanno compiuto per davvero. Però effettivamente dal punto di visto soggettivo - del cuore - è stato un momento carico di significati. Come mi disse una volta il mio padre spirituale, un sacramento o una celebrazione non ha effetti solo su coloro che ne sono i protagonisti principali, ma i suoi benefici si riversano su tutti i presenti (e - in qualche modo - su tutta la Chiesa, nella forza della comunione dei santi) lasciando a ciascuno un dono particolare. Basta saperlo accogliere.

A fr. Nicola e fr. Tommaso auguriamo di poter (continuare a) percorrere una via di autentica santità! E per questo preghiamo!
A tutti voi, cari amici, di poter sperimentare che il Signore vi sta (già) guidando su vie di salvezza!
Lasciarsi portare: ovvero seguire... questo è il segreto. Lasciare che sia il Maestro a fare la strada.
Fraternamente: pace e bene!

frate Francesco
francesco.ravaioli@gmail.com

La prostrazione per le litanie dei santi

Abbraccio di accoglienza nella fraternità

Tanta la gente che gremiva la Basilica durante la liturgia

Ero "scomparso". Posso ricominciare?

Pace e bene a voi, cari amici in ricerca e in "inquietudine" vocazionale!
Nel recente fine settimana ( 12-13 ottobre) è ripartito, per il nord Italia, il cammino del Gruppo vocazionale francescano "S. Damiano". Alcuni giovani (cinque, da varie provenienze)  hanno dunque "osato" un primo passo, condividendo in semplicità un pizzico della nostra vita di frati, insieme ai postulanti del convento francescano di Brescia. Mi pare davvero bello che dei ragazzi (dal più giovane, Francesco, di diciassette anni al trentatreenne, Erwin) si interroghino sul senso da dare alla loro vita, si concedano del tempo per riflettere, pregare e confrontarsi e così discernere come poter servire, in piena libertà e amore, il Signore e il Suo progetto (qualunque esso si riveli). Il prossimo appuntamento sarà sempre a Brescia per il 16/17 novembre. Chi fosse interessato, anche in altre regioni, mi scriva e darò indicazioni in merito.
Riaprendo stamane la posta ho trovato la mail di Luca (24 anni). Circa un anno fa mi aveva chiesto di partecipare al S. Damiano, poi improvvisamente era "scomparso"! Ora mi chiede di ricominciare. Riporto di seguito parte della corrispondenza intercorsa...che penso possa essere utile anche ad altri "scomparsi". 
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra lode!
frate Alberto


LETTERA DI LUCA
Caro fra Alberto,
sono Luca di (...) giusto un anno fa le avevo scritto con l'intenzione di partecipare al S. Damiano. Se ricorda ci eravamo accordati su tutto... ci eravamo sentiti anche telefonicamente. Poi, quel sabato famoso, in cui ci si doveva ritrovare a Brescia... non mi sono presentato né più mi sono fatto trovare (pur vedendo le sue chiamate al cell.). Ho preferito scappare! La paura del futuro "ignoto", di essere "incastrato" e un rigurgito di falsa "libertà" e autonomia hanno prevalso. Nei mesi successivi, tante volte ho ripensato a quel gesto...e per dimenticare e non pensarci mi sono ributtato nella vita di sempre (sto per laurearmi in matematica) facendo anche qualche cavolata..un pò regredendo. Mi rendo conto  di avere anche cercato di mettere il Signore in un angolino ben isolato della mia vita ( pur senza rinnegarlo totalmente), così da renderlo innocuo e inoffensivo. Anche se poi tante volte ero tentato di richiamarla..non l'ho mai fatto! Mi scusi!
Dall'estate però le cose sono un pò cambiate. Prima di tutto devo dire che il disgusto per una vita vuota è tornato a lacerarmi... nonostante il mare e il divertimento. Sono stato poi a Rio per la GMG: andandoci pensavo soprattutto di vivere una vacanza..., mentre traumatico per me è stato visitare una favelas e incontrare un  missionario della mia diocesi, mio lontano parente, che lì vi lavorava abitando di fatto in una enorme discarica!! ...In realtà tutto in quei giorni incredibili mi ha come richiamato a me stesso... Papa Francesco ogni volta mi bruciava letteralmente il cuore con le sue parole.. Ora eccomi qua, dopo un pò di tormenti... scusandomi per il mio voltafaccia e anche per la mia maleducazione (...) e chiedendole se ancora posso ricominciare il cammino vocazionale... Grazie. Luca

RISPOSTA DI FRA ALBERTO
Caro Luca... certo che mi ricordo di te: avevamo avuto infatti una bella e lunga corrispondenza, prima della tua " sparizione".., ma soprattutto, credimi, ti ho sempre ricordato nella preghiera in questi mesi. Dunque mi sei sempre stato presente. Al riguardo vorrei dirti alcune cose. Innanzitutto non devi meravigliarti della tua reazione, per certi aspetti molto comprensibile. In ballo c'era infatti l'inizio di un nuovo cammino pieno di incognite e di "rischi": un cammino per guardare più da vicino il tuo cuore, conoscere la volontà del Signore e avvicinarti ad una vocazione come quella francescana, per nulla scontata o " normale". Ricordo che già un anno fa, mi parlavi delle molte tue paure, dei tanti timori che ti accompagnavano nella tua ricerca. Ricordo in particolare la paura di "deludere" i tuoi genitori, la paura di "sbagliare" strada, la paura della "solitudine affettiva", la paura di "sprecare" i tuoi talenti, la paura per le tue "debolezze"... Ricordo però anche il tuo grande amore per Gesù, che mi aveva davvero stupito! Ricordo il tuo desiderio di una vita piena e ricca di senso, ricordo la tua passione nel dedicarti agli altri in parrocchia e negli scout; ricordo la tua gioia, di ritorno da Assisi, quando avevi incontrato per la prima volta san Francesco.
Caro Luca, penso anche che il Signore sempre sappia fare le cose per bene e a tempo opportuno. Probabilmente un anno fa, il tuo passo sarebbe stato prematuro, e questi mesi di "attesa" erano dunque necessari, così come era necessario il tuo andare alla GMG. Il Signore è paziente e sa riproporre il suo dolce e forte invito quando è il momento, lasciando a ciascuno sempre la libertà di una decisione, di un passo..
Se vuoi, sei dunque il benvenuto al gruppo san Damiano, anche se (perché ti sia ben chiaro e come ti dissi da subito!!), torno a ribadirti che questo itinerario di discernimento, non mira a preconfezionare in serie dei fraticelli francescani per riempire un convento, ma ad aiutare i giovani in ricerca, nel riconoscere il PROGETTO DI DIO sulla loro vita (qualsiasi potrà essere). E' unicamente e solo il Progetto di Dio dunque che questo cammino vuole far emergere, vuol far accogliere, vuole fare amare. La gioia e la realizzazione nella propria vita sta infatti in questa scoperta.   
Ti aspetto. Fatti vivo. Ti benedico e incoraggio.
Frate Alberto

venerdì 11 ottobre 2013

Domani si ri-parte

Cari amici in ricerca vocazionale,
il Signore vi dia pace!

Domani sabato 12 ottobre riprende il percorso del Gruppo San Damiano. Con alcuni ragazzi ci ritroveremo a Brescia, presso il Convento San Francesco, dove il mese scorso hanno iniziato il loro anno formativo anche i postulanti. Nella preghiera e nell'ascolto della Parola, nella fraternità e nel confronto vivremo insieme i due giorni del primo appuntamento: noi frati, i postulanti già entrati in convento e i ragazzi, che si interrogano serenamente e seriamente su questa possibilità per la loro esistenza.
A tutti voi che ci leggete chiediamo di cuore di accompagnarci con la vostra preghiera. Come ci ricordava il vangelo ieri, il Signore non mancherà di farci il dono più buono: lo Spirito Santo, la sua Grazia che illumina, se lo chiederemo con coraggio e costanza. Ne abbiamo bisogno noi frati, perché il nostro servizio di accompagnamento sia umile, discreto e rispettoso; ne hanno bisogno i ragazzi, perché il loro ascolto della voce del Signore sia libero e purificato da ogni interferenza e mondanità.

E anche voi tutti che avete ancora qualche timore e incertezza, "chiedete e vi sarà dato" lo Spirito di fortezza che solo può dare il coraggio di scelte forti e, allo stesso tempo, veramente spirituali. Anche a voi siamo vicini con la preghiera!

Vi saluto e vi ringrazio per il tempo e le intenzioni che vorrete presentare al Signore, e alla intercessione di Maria Immacolata e san Francesco!
Il Signore vi benedica!!

frate Francesco
francesco.ravaioli@gmail.com


PS: Vi riporto anche qui il Calendario 2013-2014 del Gruppo San Damiano, in modo che se qualcuno ci sta pensando, possa cominciare a passare dall'ipotesi, al progetto e infine alla decisione.
  • sabato 12 - domenica 13 ottobre 2013: La grazia della Vocazione 
  • sabato 16 - domenica 17 novembre 2013: La libertà della risposta
  • venerdì 6 - domenica 8 dicembre 2013 (ad Assisi): Appuntamento con san Francesco
  • sabato 11 - domenica 12 gennaio 2014: Qualcuno cammina con me 
  • sabato 15 - domenica 16 febbraio 2014: Ritiro di Quaresima
  • sabato 15 - domenica 16 marzo 2014: Un compito per il mondo
  • sabato 5 - domenica 6 aprile 2014: Rifiuto dell'uomo e ostinazione di Dio
  • giovedì 1 - domenica 4 maggio 2014: Fraternità e servizio
  • sabato 17 - domenica 18 maggio 2014: L'affidamento incondizionato
  • sabato 14 - domenica 15 giugno 2014: Signore, cosa vuoi che io faccia?
  • lunedì 28 luglio - sabato 2 agosto 2014 (ad Assisi): Esercizi Spirituali Francescani


martedì 8 ottobre 2013

Sant'Antonio al Festival Francescano 2013

T-shirt del Festival Francescano. Tema della edizione 2013: "in cammino" 

Carissimi giovani amici,
il Signore vi dia pace!
Ottobre avanza portando con sé il clima e i segni dell'autunno. Ricominciano gli impegni universitari, della vita sociale ed ecclesiale. Il prossimo fine settimana riprende anche il cammino del Gruppo San Damiano (guarda la pagina dedicata con il calendario). Con fr. Alberto vi invito a prendere sul serio questa possibilità per ascoltare il Signore e fare chiarezza sulla vostra vita!

Vorrei ricordare con voi l'ultima esperienza "estiva". L'ho vissuta con fr. Alberto e altri giovani frati nientepopodimeno che a Rimini! Niente spiaggia però... Erano i giorni 27-29 settembre: con molti frati, suore e laici della famiglia francescana dell'Emilia Romagna, abbiamo contribuito ad animare il Festival Francescano 2013. Per la verità il clima estivo l'abbiamo gustato solo venerdì e sabato, perché domenica è arrivata "sorella pioggia".
Fr. Alberto benedice accanto alla reliquia di sant'Antonio
Tra gli altri impegni, abbiamo accompagnato le reliquie di sant'Antonio di Padova: proprio nella piazza (oggi denominata "Tre Martiri") in cui il nostro Santo ha compiuto il miracolo eucaristico "della mula". Su quel punto sorge un tempietto rinascimentale che celebra quell'evento: nei giorni del Festival proprio lì i pellegrini, i riminesi e i turisti di passaggio hanno potuto incontrare sant'Antonio ritrovandolo nelle sue reliquie.
Come sempre sperimentiamo che Antonio è vivo! Basta portarlo in mezzo alla gente e fa tutto lui... attirando un sacco di persone. Noi siamo semplicemente stati a disposizione delle persone. Per ascoltare, pregare, benedire, confessare... una piccola spiegazione o catechesi, una parola di conforto o di confronto... Una presenza semplice e fraterna che fa del bene alle persone che incontriamo, ma anche a noi! Anche noi frati abbiamo la possibilità di toccare con mano la fede di tanta gente, e questo evangelizza ed edifica anche noi.
Fr. Alberto poi, nel contesto delle fast conference programmate dal Festival proprio al centro della piazza, ha fatto una "infuocata" predica di piazza sui miracoli di sant'Antonio... soffermandosi in particolare su quelli compiuti a Rimini. Anche il giovane fr. Tommaso in piazza ha tenuto un reading di un sermone di sant'Antonio, spiegandone poi il linguaggio simbolico. Molti riminesi fermandosi ad ascoltare, sostando davanti alla reliquia, parlando con noi - in tanti modi - hanno dimostrato di volere molto bene al "loro" Santo...

Insomma a Rimini - una città di eretici ai tempi di frate Antonio e che oggi... offre tanti altri modi per stare lontano da Dio - abbiamo avuto il dono di dare e ricevere pace e bene. Pensaci... se il Signore ti chiama davvero per questa via francescana, potresti esserci anche tu domani a "donare con gioia" e a ricevere il centuplo in queste occasioni di semplice e nuova evangelizzazione!!

Fraternamente vi accompagno nella preghiera e vi benedico!
frate Francesco
francesco.ravaioli@gmail.com

fr. Fabio e fr. Michele con fr. Giovanni, Ministro provinciale, allo stand "giovani"

fr. Valerio, animatore missionario, sotto la pioggia di domenica 29

Ancora un po' di foto della nostra esperienza al Festival Francescano.

lunedì 7 ottobre 2013

Testimonianza di fra Nico, giovane Novizio in Assisi


Cari amici in cammino e in ricerca , il Signore vi dia Pace.
Ho ricevuto in questi giorni la bella testimonianza vocazionale di un giovane Novizio in Assisi: fra Nico. Ve la propongo chiedendovi da subito di pregare per lui e per i suoi fratelli di noviziato, ma anche spero che le sue parole incoraggino molti, inquietino altri, invitino tutti a fidarsi del Signore che mai tradisce. Nel prossimo fine settimana poi (12-13 ott.) ripartirà il Gruppo vocazionale francescano "S. Damiano". Per le regioni del Nord Italia ci si troverà a Brescia nel Convento/chiesa di san Francesco. Chi ancora fosse interessato a questo cammino di discernimento, mi contatti al più presto (fra.alberto@davide.it). Anche i giovani di altre zone d'Italia, se lo desiderano, possono scrivermi: saprò indirizzarvi ai frati responsabili, a voi più vicini, per un aiuto e una guida. Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. frate Alberto

TESTIMONIANZA DI FRA NICO
Assisi, 5 ottobre 2013

Ciao a tutti, sono fra Nico, uno dei 12 ragazzi che stanno vivendo l'anno di noviziato al Sacro Convento di Assisi, presso la tomba di S. Francesco. Fra Alberto mi ha chiesto di scrivere qualche riga per il blog, e io sono contento di poter condividere con voi in semplicità qualcosa delle meraviglie che il Signore opera nelle nostre vite, soprattutto in questo particolare anno di grazia che segna un passaggio forte e unico nella vita.
Sono cresciuto in un piccolo paesino della campagna veneta, vivendo molto tempo in parrocchia, preso dalle tante attività nei gruppi giovanili. Pur essendo sempre 'a pochi passi dal tabernacolo', non avevo ancora vissuto un'esperienza diretta e personale del Signore. Finché a 17 anni il nostro parroco ci propose un campo scuola ad Assisi, con i frati. In quell'occasione si sono condensate le varie tensioni della mia adolescenza, e il vaso ha traboccato; il Signore stava da tempo preparando quell'incontro, ma solo lì mi sono sentito guardato negli occhi da lui, accolto, amato. Ho sentito nel cuore chiaramente che tutto ciò che ero dipendeva da Lui, e che era la cosa più bella del mondo.
Da quell'incontro forte è scaturito un cammino: ho chiesto ai frati di aiutarmi a capire che cosa stesse succedendo, e soprattutto di insegnarmi a stare con il Signore; in me era infatti chiara una sola cosa: ora che l'avevo trovato non volevo più lasciarlo! Due anni dopo, completata la maturità, ho deciso di dare a questa esperienza-relazione tutto lo spazio che meritava, e sono entrato in convento a Brescia per il postulato.
Ora ho 24 anni, e guardandomi indietro posso solo lodare e adorare il mio Signore: questi anni che mi ha dato di vivere accanto a Lui sono stati una lunga strada di crescita, di conversione, di umanità. Una sua Parola in particolare mi aiuta a dire qualcosa di questo cammino: “Misericordia e verità s'incontreranno” (Sal 84,11). La mia esperienza di Lui è infatti essenzialmente questa: un Padre che mi ha conquistato con il suo amarmi gratuitamente, che ha saputo stupirmi e sedurmi con la sua imprevedibilità, e che lentamente mi ha aiutato (e un po' costretto) a incontrare il vero me stesso, a fare la fatica di guardare la vita con verità, e liberarmi di tanti pesi/difese che ognuno di noi erige attorno a se, per aprirsi alla Vita vera e libera con Lui.
Questo è anche per me lo stile di Francesco: (a) un uomo che è veramente tale perché comprende e vive la propria miseria e umanità, e (b) lo può fare perché sperimenta l'amore infinito di un Padre, e quindi (c) vive il desiderio grande di accostarsi alla pari (per questo il nome 'frati minori') ad ogni uomo per condividere questo dono infinito.
Ecco, con la grazia del Signore è questo ciò che, con i miei difetti e peccati, voglio tentare di vivere giorno dopo giorno. O almeno ci provo, e scopro che il resto lo fa Lui. A volte è difficile, a volte torno indietro invece che andare avanti, ma fra le difficoltà riesco a ringraziarlo (quasi) ogni sera, e questo mi dà la serenità di camminare ancora con Lui, su questa strada, che è in salita e fa sudare, ma porta a quella Croce che è salvezza!
Il nostro caro papa ieri ai giovani qui ad Assisi ha detto (citazione libera a memoria): “non dovete avere paura delle scelte forti, controcorrente, impegnative; abbiate piuttosto paura della mediocrità!”. Allora vi chiedo una preghiera, per me, per i miei fratelli novizi, e per tutti quelli che si mettono in cammino dietro a Gesù, perché il Signore ci dia la fede e la forza per stare sempre nella sua strada, rifiutando ogni mediocrità e ogni 'accontentarsi'; perché ci aiuti ad accogliere noi stessi e ogni fratello come Lui ci accoglie.
Mi piace concludere con il ritornello di una canzone stupenda che parla di vocazione e in cui ritrovo molto del mio cammino: 
(è 'Betlemme' dei The Sun, http://www.youtube.com/watch?v=etQcCHuFEAw):
            Io sono un uomo, libero figlio, di un sogno vivo, e sono in viaggio
            accolgo il mondo, non mi spavento, anche se sbaglio, con Te son salvo!

Assisi : Gruppo dei Novizi 2013- 14
fra Nico è il primo da sinistra, nella fila inferiore.