Ogni anno celebriamo la solennità dell’Immacolata Concezione di Maria. all’interno del tempo di Avvento e questo perché il riflettere, il guardare a Maria, diventa un modo molto proficuo per prepararci al Natale. Chi meglio di lei infatti ha saputo attendere e accogliere il signore Gesù?
San Francesco ha sempre nutrito molta devozione verso la vergine Maria, i primi biografi dicevano che la circondava di un “indicibile affetto” perché attraverso di lei è avvenuta l’incarnazione. Per questo si rivolgeva a Lei chiamandola “madre del Signore”, mettendo così in evidenza come lei avesse reso il Figlio di Dio nostro fratello, unendo la natura umana a quella divina.

Un po’ di storia
La storia di questa devozione è molto antica, precede di secoli la proclamazione del dogma. In fondo, già i Padri della Chiesa d’Oriente, avevano scritto in merito a questo tema… l’avevano chiamato, infatti la vergine: “Intemerata, bellezza dell’innocenza, più pura degli angeli, giglio purissimo, germe non-avvelenato, nube più splendida del sole, immacolata”.
La riflessione continua nei secoli e saranno proprio i francescani a dare un contributo importante, prima con il beato Giovanni Duns Scoto, il famoso “Dottor Sottile”, che fu estremo difensore del concepimento immacolato di Maria: Lei, la Madre di Gesù, la Madre di tutti gli uomini, era stata redenta – fin dalla nascita – da Dio; si trattava di una “Redenzione preventiva”, prima e fuori del tempo. Ella fu preservata dal peccato originale in previsione dei meriti del suo figlio divino.
In una certa misura, proprio da Duns Scoto in poi comincia una più radicata devozione a Maria Immacolata, tanto che dal 1476, la festa della Concezione di Maria venne introdotta nel Calendario romano. Da questo periodo in poi, tra i cantori più celebri dell’Immacolata, ci sono san Leonardo da Porto Maurizio e san Bernardino da Siena, entrambi francescani. Personaggi, volti e storie; idee e teorie che vanno a confluire in un’unica immensa direzione: l’Immacolata.
Il dogma sarà emanato qualche secolo più avanti da papa Pio IX l’8 dicembre 1854 e la sua conferma, venuta dall’Alto, si avrà quattro anni dopo a Lourdes. Qui la Vergine si presentò a Bernadette con queste testuali parole: “Io sono l’Immacolata Concezione”.
Cosa dice il dogma
Questa solennità ci vuole presentare una realtà di fede, Maria fu preservata dal peccato originale, quello in cui tutti noi siamo nati. Questo perché la Vergine non solo avrebbe dovuto concepire e quindi portare con sé, nel suo Grembo, il Dio fattosi uomo; ma anche perché avrebbe dovuto dare al Verbo incarnato la natura umana.
Ma in cosa consiste allora questo peccato originale in cui sono caduti Adamo ed Eva? Se guardiamo al racconto della Genesi (Gen 3) il peccato di disobbedienza dei nostri antenati ha all’origine l’essersi chiesti: “ma questo Dio mi vuol davvero bene? Non è che in fondo voglia approfittarsi di noi?”. Una domanda che probabilmente anche noi ci siamo fatti qualche volta. Se le cose stanno così allora di Dio devo aver paura, mi devo difendere da lui, mi devo allontanare, devo dirgli “no”. Questo è il ragionamento fatto dai nostri progenitori.
Su questo dubbio ha lavorato il tentatore che ha fatto certamente la sua parte, ma all’inizio, alla base c’è una mancanza di fiducia da parte di Adamo ed Eva, che nonostante avessero tutto, infatti non mancava loro niente nel paradiso terrestre, vedono in quel divieto posto da Dio, non un atto d’amore per tutelare la loro vita, ma un’imposizione che vuole limitare la loro libertà. Questo è il grande inganno in cui cadono Adamo ed Eva.
Con Maria, dal “no” al “si” a Dio
La Vergine, a differenza di Adamo ed Eva, non ha dubbi nella bontà di Dio anche quando non riesce a capire, a comprendere il suo progetto, lei si fida. Quel passaggio chiuso dell’uomo a Dio con il “no” delle origini, viene riaperto dal “sì” di Maria, permettendo a Dio di riavvicinarsi all’uomo.
La Vergine continua ancora oggi a svolgere questo ruolo, ci aiuta a riavvicinarci a Gesù suo figlio e al Padre celeste, per questo a lei possiamo rivolgerci con fiducia.
Questa festa dell’Immacolata esprime in modo particolare la grandezza dell’amore di Dio. Egli non solo è colui che perdona il peccato, ma in Maria giunge fino a prevenire la colpa originaria, che ogni uomo porta con sé entrando in questo mondo. È l’amore di Dio che previene che anticipa e che salva. Se tutto rimanesse legato al peccato saremmo i più disperati tra le creature, mentre la promessa della vittoria dell’amore di Cristo, rinchiude tutto questo nella misericordia del Padre.
L’Immacolata e noi
Quello che è avvenuto nella vergine madre in modo unico, accade a livello spirituale anche in noi quando accogliamo la parola di Dio con cuore buono e sincero e la mettiamo in pratica. Succede come se Dio prendesse carne in noi, Egli viene ad abitare in noi perché prenda dimora in coloro che lo amano e osservano la sua Parola.
Non è facile capire questo, ma è facile sentirlo nel cuore. Pensiamo che l’incarnazione di Gesù sia un fatto solo del passato, che non ci coinvolge personalmente? Ci sbagliamo.
Credere in Gesù significa offrirgli la nostra carne, con l’umiltà e il coraggio di Maria, perché lui possa continuare ad abitare in mezzo agli uomini; significa offrirgli le nostre mani per accarezzare i piccoli e i poveri; i nostri piedi per camminare incontro i fratelli; le nostre braccia per sostenere chi è debole e lavorare nella vigna del Signore, la nostra mente per pensare a fare progetti alla luce del Vangelo, e soprattutto, offrire il nostro cuore per amare e prender decisioni secondo la volontà di Dio.
Chiediamo l’intercessione di Maria perché siamo capaci di dire anche noi come lei il nostro “si”, il nostro “eccomi”, e permettere così al Signore Gesù di agire nel mondo attraverso di noi.
fra Alessandro – fraalessandro@vocazionefrancescana.org
















