La scelta eroica o patetica che possa sembrare, è sempre una sfida! Caparezza, cantautore italiano, ce ne parla in una canzone! Due scelte diverse, un unico esito: una vita piena, che valga la pena di essere vissuta senza rimpianti! Evviva il coraggio della scelta!
Sceliere. Questa la questione! Quante volte la vita ci pone davanti alla necessità di scegliere! In alcuni momenti, sembra proprio che non ci sia altro da fare, che il tempo si sia condensato e cristallizzato in quel periodo della vita in cui sentiamo pressante il richiamo a prendere una direzione per la nostra esistenza. Tutto questo può essere vissuto con un mix di emozioni e sentimenti contrastanti che spesso danzano dentro di noi e ci fanno percepire l’importanza di questo passaggio. Tensione, paura, trepidazione, curiosità, entusiasmo, gioia, allegria e frenesia spesso si alternano in noi senza un necessario filo logico. Eppure, forse proprio per questo, abbiamo la chiara percezione di essere chiamati in causa con tutta la realtà di quello che siamo per dare una direzione al nostro futuro, alla nostra vita. La nostra libertà ci invita alla responsabilità di fare una scelta, di rispondere in prima persona alla domanda “chi desideri essere?”
È bello allora notare di non essere solo, di non essere l’unico a farmi queste domande, ma che anche la musica contemporanea mi fornisce la possibilità di mettere a fuoco come, a volte, prendere una direzione è una questione che interroga anche gente ben più famosa di me!

L’assist mi viene offerto da Caparezza (alias di Michele Salvemini), un cantautore che mi capita di ascoltare e di cui apprezzo la capacità di mettere a tema questioni in modo acuto e provocante, stimolando così la riflessione o, semplicemente, fornendo un punto di vista alternativo da cui guardare le cose. Nella canzone “La scelta”, uscita il 16 aprile 2021, il cantante pugliese parla per l’appunto della necessità di scegliere. Nelle due strofe che compongono il brano, vengono giustapposte due decisioni diametralmente opposte, ma capaci entrambe di dare pienezza e significato alla vita di colui che ha scelto. Nella prima si parla di Ludwig van Beethoven (Ludovico), la cui musica lo ha reso immortale, nella seconda si parla di Mark Hollis (Marco), cantautore britannico meno noto proprio in virtù della sua scelta.
L’autore “eroico” tedesco vissuto a cavallo tra il diciottesimo e diciannovesimo secolo, è conosciuto da tutti anche solamente per l’intramontabile nona sinfonia. Dall’infanzia e adolescenza sicuramente travagliate, nasce il genio di Beethoven che sceglie di dedicarsi interamente alla musica a scapito della propria vita sentimentale che non ha mai conosciuto una relazione a cui dedicarsi per tutta la vita. Il compositore tedesco ha quindi scelto di giocarsi tutta la vita sulla musica nonostante la consapevolezza di lottare contro la progressiva perdita dell’udito che lo porterà alla sordità.
Mark Hollis, membro dei Talk Talk, invece, fa una scelta diametralmente opposta: abbandona la musica e una carriera promettente per dedicarsi interamente alla propria vita familiare. Di lui non si sa molto ad oggi (la pagina di wikipedia è estremamente asciutta) a riprova di questa sua decisione. Caparezza rende molto bene il tutto lasciando un ampio spazio di silenzio tra la fine della strofa e il ritornello: non applausi come per Beethoven, ma silenzio… “E non lascio lettere, niente rumore, / amo il mio silenzio e non comprendi quanto. / Grazie per gli applausi, ma ho scelto l’amore”
Immedesimandosi in entrambi gli artisti, lo stesso Caparezza sembra porsi davanti a una scelta. L’outro della canzone sembra suggerire il suo porsi davanti ad un bivio: da un lato la scelta di Beethoven, dall’altra la scelta di Hollis… sta proprio a lui ora scegliere… ma l’importante non è il cosa, semmai il mettersi sul serio in discussione per arrivare a fare una scelta che possa dare pienezza alla propria esistenza e poter dire, come nel ritornello…
E sono contento della scelta che ho fatto
Nemmeno un rimorso, nemmeno un rimpianto
Sì, sono contento, che bella scoperta
Non serve nient′altro che fare una scelta
Patetica, eroica, patetica, eroica, patetica, eroica
Questa è la mia vita, non dimenticarlo!
Patetica o eroica se vista da fuori, o se ascoltata come un brano di musica classica, cosa importa davvero? La scelta di donare la propria vita nella sequela del Signore può sembrare anche assurda, ma allora per questo non fare la scelta? Cosa conta dunque? Forse soltanto l’essersi deciso a dare ascolto a quella promessa di bene che mi chiama alla vita… forse l’aver preso posizione in una scelta che coinvolge tutta la mia esistenza e le dona pienezza e bellezza… la vita è una, non dimenticarlo!
fra Damiano – fradamiano@vocazionefrancescana.org

Qui il brano su YouTube:
Qui di seguito il testo della canzone:















