Negli ultimi anni, purtroppo, la parola “abuso” spesso si associa all’ambito sessuale. Ancora troppo poco conosciuto è invece il fenomeno che avviene a livello della coscienza della persona, e può minare la sua stessa libertà e il suo rapporto con Dio.
Ebbene sì! Non esistono solo gli abusi fisici, sessuali, gli abusi di ufficio e di potere… Pare che ogni campo dell’umano possa venire violato e ferito da un distorto uso (ab-uso appunto) della libertà, da un mancato rispetto dei confini, dei ruoli… in sostanza da un mancato rispetto della persona. Anche l’ambito della spiritualità quindi, non è esente da tali rischi.
In principio… c’è un libro
L’occasione di parlare di questo delicato tema sul nostro blog nasce dalla consapevolezza che parlare del fenomeno degli “abusi spirituali” è una delle prime cose da fare per prevenirli. E tale consapevolezza nasce dalla lettura di un libro che, primo in Italia, ne parla in modo specifico e accurato. Di fatto è stato l’incontro di persona con il suo autore – nel contesto di un momento di formazione per noi frati – che ci ha aperto gli occhi su una realtà poco conosciuta, eppure diffusa e molto preoccupante. Si tratta di don Giorgio Ronzoni, sacerdote della diocesi di Padova, parroco della chiesa di Santa Sofia e insegnante di catechetica nella Facoltà Teologica della stessa città. Ha all’attivo numerose pubblicazioni di carattere teologico, pastorale, divulgativo.
Ma veniamo al libro: si intitola “L’abuso spirituale. Riconoscerlo per prevenirlo” ed è uscito nel marzo 2023 dalle Edizioni Messaggero Padova e dalla Facoltà Teologica del Triveneto. È un volume piccolo, si legge facilmente, ma colpisce per la sua serietà “accademica”: basta vedere le note e la ricca bibliografia per capire che è fondato su una quantità notevole di studi, approfondimenti e testimonianze. Anche la prefazione di p. Amedeo Cencini fa capire che il testo è effettivamente “di spessore”.

Riconoscere e comprendere
La prima parola d’ordine è riconoscere. Che cos’è esattamente l’abuso spirituale? Si tratta di una forma di abuso di potere, che avviene nell’ambito della vita spirituale attraverso una manipolazione relazionale ed emotiva. Può avvenire in particolare nell’ambito della direzione spirituale, della confessione, o in certi contesti di comunità o gruppi religiosi. Di fatto, anziché cercare il bene della persona, chi abusa sfrutta una relazione di fiducia e usa il suo status di (pretesa) superiorità per manipolare, dominare, e giungere a una sua propria gratificazione.
In questo tipo di abuso, chi lo perpetra non instaura con la vittima un rapporto sano di mediazione o di accompagnamento, ma si pone pretestuosamente come diretto intermediario tra lei e la “volontà di Dio”. Si pone appunto come “guru”, esperto della vita, della Scrittura e delle cose spirituali, e se in genere all’inizio irretisce per i modi melliflui e seducenti, o carismatici e trascinanti, diventa poi, progressivamente, sempre più direttivo e manipolatorio.
L’abuso spirituale può manifestarsi attraverso comportamenti forzati (per es. l’obbligo di rendere conto, di “dire tutto” al leader o di fare certe cose), ingerenze nel processo decisionale, costrizioni alla segretezza e al silenzio, abuso della Sacra Scrittura per controllare il comportamento dei “sottoposti”, isolamento personale, forzatura a ritenere l’abusatore come detentore di una posizione “divina”, mai da contraddire.
È evidente da questa descrizione sommaria che la persona abusata in questo ambito viene ferita nell’esercizio della sua libertà, nella possibilità di usare la propria coscienza per decidere di sé e orientarsi, viene negata nella sua alterità, cioè nell’inalienabile diritto e dignità di essere una persona “altra”, originale, con bisogni e desideri suoi propri.
Come può accadere questo tipo di abuso?
La manipolazione a livello spirituale può generarsi perché all’inizio le persone che si mettono al seguito di certi leader danno loro molta fiducia: li ritengono “scelti da Dio” o suoi “portavoce”, sono convinti che abbiano una parola di verità o la risposta giusta in questioni di fede e di vita. Per questo trovano giusto obbedire loro e sottomettersi. Inizialmente questo può portare anche molti benefici: un senso di sicurezza (la dottrina è netta e chiara), ci si sente accolti (chi vuole irretire sa dispensare attenzioni e ti fa sentire speciale) …è una vera e propria “luna di miele”. In certe trappole però è facile entrare ed è difficile uscire.
Mano a mano, chi domina usa un sempre maggior controllo e ricatti psicologici su chi lo segue, in modo da sopprimere il pensiero indipendente e le domande, e provocare paura e senso di colpa al solo pensiero di dover “tradire” il leader o il suo movimento. La persona sottomessa è mantenuta tale perché le si causa insicurezza, sfiducia nel proprio valore, e addirittura incertezza nella sua capacità di giudizio (è il terribile fenomeno chiamato gaslighting).
Come fa notare Ronzoni, «un risultato del genere non si ottiene in poco tempo, e anche un abile manipolatore difficilmente riuscirebbe ad ottenerlo da solo: c’è bisogno di un gruppo, di un “sistema” che funzioni in modo tale da sottomettere le persone al controllo dei capi» (p. 34).

Attenzione a…
È impossibile sintetizzare in poche righe le attenzioni da avere, i segnali a cui fare attenzione, le situazioni da evitare: leggete il libro! C’è una miniera di cose da sapere! In estrema sintesi però possiamo raccogliere questi spunti:
- Attenzione ai gruppi dove il leader è idolatrato dai suoi fedelissimi. La disciplina dei “sudditi” è rigida, mentre lui rimane un “battitore libero”.
- Attenzione al proselitismo: certi leader «anziché diffondere il Vangelo si preoccupano di reclutare persone per la loro organizzazione» (p. 78).
- Attenzione al settarismo: ambienti molto chiusi verso l’esterno, dove magari si è spinti a isolarsi dal proprio contesto amicale e familiare. Gruppi che legano la salvezza all’esecuzione di certe pratiche, sempre più esigenti, e magari svalutano altre realtà perché più “lassiste”.
- Attenzione agli ambienti dove si vive una spiritualità estrema, fortemente esigente e una formazione che non è liberante e promuovente, ma al contrario “intruppa” e infantilizza.
- Attenzione agli ambienti dove i comportamenti sono governati da potenti regole non dette, dove non si parla dei problemi, e quindi per evitare certi temi, si parla “in codice”.
- Attenzione alle svalutazioni. Dove c’è manipolazione e controllo, finché ci si conforma ai dettami del leader e si sta alle sue regole, tutto bene; al contrario l’ambiente diventa giudicante e colpevolizzante se si “osa” uscire dagli schemi o avere un pensiero “altro”.
- Attenzione dove non vengono rispettati i confini: dei ruoli, dei tempi, di ciò che è ragionevole chiedere in ambito spirituale, di ciò che è pubblico e ciò che è privato ecc.
Prevenire
Una delle prime cose da fare per prevenire una realtà così nefasta e insidiosa è senza dubbio parlarne. Farla uscire dall’ombra, far capire che purtroppo esiste ed è diffusa, far conoscere i suoi meccanismi e i suoi possibili “sintomi”.
Parlarne significa anche denunciare questo fenomeno, e aiutare ad alzare la soglia del senso critico: purtroppo l’abuso spirituale si è realizzato anche in quei contesti dove meno ce se lo sarebbe aspettato, proprio perché caratterizzati da alti valori (proclamati) di fede e spiritualità.
La speranza è di contribuire, anche con questo articolo, ma soprattutto con la diffusione del libro qui descritto, alla prevenzione di ogni tipo di abuso e prevaricazione, tanto più negli ambiti più intimi, delicati e sacri di ciascuna persona.
Ogni pace e bene!
fra Fabio – frafabio@vocazionefrancescana.org



