Prosegue il nostro viaggio attraverso i nuclei più importanti della “carta costituzionale” dei francescani: la Regola bollata, che proprio in questo mese compie 800 anni.
Come abbiamo detto nell’articolo della settimana scorsa, si avvicina il 29 novembre, data della fatidica bolla papale Solet Annuere, con cui venne confermata e approvata definitivamente la Regola dei frati minori, scritta da san Francesco. Abbiamo già ripercorso la storia della sua formazione e stesura. Da oggi vogliamo invece scorrere i capitoli della Regola bollata per vedere quali sono i suoi punti fondamentali. Questi punti sono come dei “pilastri” attorno a cui si struttura e su cui si fonda ancora oggi il carisma del santo di Assisi. Un carisma che proprio grazie allo strumento della regola, continua ad essere veicolato nei secoli e a produrre frutti.
Per prima cosa, ciò che san Francesco infonde nella Regola è il suo amore per Cristo e per il suo Vangelo. Tanto che desidererà con tutto il cuore imitare il suo buon Signore, conformarsi a lui, avere i suoi stessi sentimenti (cf. Fil 2,5) diventare quasi una sua “fotocopia” nello stile mite e umile.

Come Gesù
La Regola e vita dei frati minori è questa, cioè osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità
(cap. I)
La regola è seguire Gesù Cristo, la cui Presenza riempie la vita di Francesco e dei frati tanto da essere da loro ripresentata. Gesù, che si è donato in umile carità sulla croce, è il compagno di viaggio e il maestro di vita cui fare riferimento: per Francesco è lui la “forma” e l’unica “norma” di vita. Obbedienza, povertà e castità sono le tre dimensioni in cui la vita evangelica si manifesta fino a poter dire «Non sono più io che vivo, Cristo vive in me» (Gal 2,20).
Seguire il Signore coincide con la testimonianza evangelica: dona e spinge a condividere con tutti pace e gioia, in un atteggiamento di cura e rispetto verso ogni altro fratello e sorella e verso tutte le creature.

Minorità
“Quando i frati vanno per il mondo non litighino ed evitino le dispute di parole, e non giudichino gli altri; ma siano miti, pacifici e modesti, mansueti e umili, parlando onestamente con tutti, così come conviene”
(cap. III)
Francesco chiama coloro che condividono la sua scelta di vita “frati minori”, affinché imparino che il vero amore è farsi “minore” nei confronti dell’altro.
Infatti da Gesù ha imparato a essere fratello e servo di tutti, ha eliminato dal suo cuore e dal suo linguaggio la contrapposizione “amico-nemico”: «amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti» (Mt 5,44-45). «Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati» (Gv 15,12).

Ecco due primi cardini che anche oggi animano tutti coloro che seguono la Regola di san Francesco: essere più simi possibile a Gesù, soprattutto nel suo modo umile e mite di stare tra gli uomini.
Alla prossima tappa… Pace e bene a tutti!
fra Fabio – frafabio@vocazionefrancescana.org
















[…] (Articulo libremente extraído del Blog Vocación Francisca) […]