Oggi alla basilica di sant’Antonio a Padova vivremo l’ordinazione presbiterali di 3 nostri frati per l’imposizione delle mani di padre Mauro Gambetti, frate francescano e cardinale.
Proprio oggi, sabato 19 giugno 2021, noi frati francescani del nord Italia siamo in grande festa: 3 nostri giovani frati saranno ordinati presbiteri (cioè sacerdoti), qui alla basilica di sant’Antonio a Padova, dove viviamo anche noi frati del blog.
Chi sono questi 3 frati?
Si tratta di tre confratelli della nostra provincia religiosa del nord Italia, fra Alberto (di Padova), fra Anicet (bresciano, originario del Burundi, ma da molti anni cittadino italiano) e fra Simone (di Bologna). Tutti e tre erano stati ordinati diaconi lo scorso dicembre (qui l’articolo dedicato).



È davvero una grande gioia poter accogliere il dono di nuove ordinazioni, in questi tempi così difficili e incerti. Ed è una festa ancora più grande sapere che a presiedere l’ordinazione sarà padre Mauro Gambetti, ex ministro provinciale e custode di Assisi, frate della nostra provincia religiosa del nord Italia, da pochi mesi ordinato vescovo, creato cardinale e nominato da Papa Francesco vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, arciprete della basilica di San Pietro in Vaticano e presidente della Fabbrica di San Pietro.
La celebrazione alle 10.30 e le prime Messe
La celebrazione sarà alle ore 10.30 alla nostro basilica di sant’Antonio, a Padova. Fra Simone poi presiederà la sua prima Messa domenica 27 giugno alle ore 9.30 nella chiesa di San Donnino a Bologna. Fra Anicet invece presiederà la sua prima Messa domenica 20 giugno alle ore 10.00 nella chiesa di San Francesco d’Assisi a Trieste. Da ultimo, fra Alberto presiederà la sua prima Messa domenica 20 giugno alle ore 9.30 nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice a Caselle di Selvazzano (PD).

Una testimonianza
Ma un frate come vive questo passaggio, il diventare diacono? Ho chiesto a uno di loro, fra Simone, di darci una piccola testimonianza. Vi lascio le sue parole qui sotto e lo ringraziamo di cuore per quanto ci ha condiviso.
Chiedo a tutti voi di ricordare questi giovani oggi nelle vostre preghiere. Il loro dono al Signore, alla chiesa, ad ogni uomo, sia esempio per tutti. Il loro sì, come quello di Maria, è davvero per noi segno di speranza: si può davvero seguire il Signore, così come siamo. E lui, il nostro Dio, non vede l’ora di fare grandi cose con le nostre povere vite!
Il Signore è grande, davvero.
fra Nico – franico@vocazionefrancescana.org
Quando ero piccolo capitava spesso che mi chiedessero cosa volevo fare da grande! Io puntualmente rispondevo il cantate lirico oppure il prete. La prima è rimasta una passione, la seconda è diventata una missione.
Chi l’avrebbe mai detto! In realtà dietro a queste risposte pronunciate da un bambino in modo più o meno inconsapevole, c’è il progetto d’amore che Dio ha pensato per ogni persona e desidera realizzarlo insieme alla nostra collaborazione attiva. Detta così sembra che tutto sia stato chiaro fin dall’inizio, ma in realtà non è così.
Dopo aver ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana ho abbandonato il contesto parrocchiale e per lunghi anni ho vissuto lontano dalla fede, vivendo attratto dalla mondanità del mondo senza pormi tante domande, divertendomi e facendo tantissime attività che evidentemente riempivano un vuoto interiore. Solo attraverso alcuni eventi particolarmente dolorosi vissuti in età matura, ho intuito che quel seme d’amore che il Signore aveva predisposto nel fondo del mio cuore, non era inaridito ma necessitava urgentemente di essere coltivato.
La ricerca di dare un senso alla mia vita, il desiderio di aiutare gli altri, riprendere la vita di preghiera e la vita sacramentale nella chiesa, sono stati tutti quei luoghi e quelle risposte dove la mia quotidianità ha ritrovato un senso e una pienezza d’amore nel Signore mai conosciuta precedentemente. Proprio quel seme incustodito per tanto tempo, stava sbocciando in una vocazione inaspettata da cui mi sentivo attratto e affascinato ma allo stesso tempo mi spaventava. Gradualmente il Signore che è fedele e grande nell’amore ha sciolto tutte le resistenze che vivevo.
Ho scoperto nella vita fraterna francescana il luogo in cui sentirmi a casa e ho constatato che quelle esperienze del “prendersi cura” che avevo vissuto tramite il mio lavoro di operatore socio sanitario con i ragazzi disabili, corrispondevano esattamente a quelle stesse cure e carezze che san Francesco donava ai lebbrosi e ai suoi fratelli e a tutti coloro che incontrava nel nome di Gesù Cristo. In realtà il Signore mi stava già preparando da tempo ma io non lo sapevo ancora.
Oggi quel seme è ormai diventato un piccolo alberello, dove si inizia a intravedere lo spuntare di qualche gemma. Ed è attraverso questa immagine che desidero vedere la mia ordinazione presbiterale e quella di alcuni fratelli. Scoprire che all’interno della vocazione di frati francescani che provano a vivere il santo Vangelo nella fraternità e portarlo nella missione della vita quotidiana, ci può essere un’altra vocazione, che diventa il luogo per servire la chiesa e il popolo di Dio attraverso la vita sacramentale.
Se oggi un giovane mi chiedesse: “ne vale davvero la pena donare la vita a Dio e servirlo nella fraternità e nella chiesa?”, io gli risponderei di non pensare se ne vale la pena o meno. Ma gli direi di stare al “gioco di Dio” che vuole il massimo bene per la tua vita, poi il resto è un piccolo seme da coltivare.
fra Simone Pagnoni – info@vocazionefrancescana.org




