domenica 21 gennaio 2018

GESU' PASSANDO VIDE...

Domenica 21 Gennaio 2018
III Domenica del Tempo Ordinario


Dal Vangelo di Marco 1,15-20.

Gesù passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.
Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini».
E subito, lasciate le reti, lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti.
Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono. 

"Gesù passando vide..."

Due coppie di fratelli, due barche, un lavoro?

No, vede molto di più: in Simone bar Jona vede Kefa, Pietro, la roccia su cui fondare la sua chiesa; in Giovanni intuisce il discepolo dalla più folgorante definizione di Dio: Dio è amore; Giacomo sarà «figlio del tuono», uno che ha dentro la vibrazione e la potenza del tuono.

Lo sguardo di Gesù è uno sguardo creatore, una profezia. 


Mi guarda, e vede anche in me un tesoro sepolto, nel mio inverno vede grano che matura, una generosità che non sapevo di avere, strade nel sole. Nel suo sguardo vedo per me la luce di orizzonti più grandi.


"Venite dietro a me: vi farò pescatori di uomini".


Raccoglieremo uomini per la vita. Li porteremo dalla vita sepolta alla vita nel sole. Risponderemo alla loro fame di libertà, amore, felicità. 
I quattro pescatori lo seguono subito, senza sapere dove li condurrà, senza neppure domandarselo: hanno dentro ormai le strade del mondo e il cuore di Dio. 
(Ermes Ronchi)
Assisi: Giovani frati

sabato 20 gennaio 2018

GIORNATA DELLA MEMORIA : Da Mattarella, medaglia d'oro al merito civile per padre Placido Cortese

Chostro del Santo (Pd): P: Placido con due collaboratori
Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.

Già in altre occasioni ho avuto modo di scrivere di un nostro giovane frate del Convento del Santo (Pd), il Servo di Dio p.Placido Cortese (1907-1944), che durante l'ultimo conflitto mondiale, si prodigò instancabilmente per salvare e aiutare prigionieri politici, internati di guerra ed ebrei peseguitati. Un'opera che gli costò la tortura e l'uccisione da parte della Gestapo nazista.

E' ormai ufficiale la notizia che il Presidente della Repubblica Mattarella, ha conferito l'onorificenza della Medaglia d'oro al merito civile della Repubblica Italiana a questo nostro confratello.
La consegna dell'importante riconoscimento per gli atti eroici di padre Placido avverrà a Padova l'8 febbraio prossimo.

Il Presidente Mattarella aveva già citato la figura eroica di Placido Cortese durante un suo discorso a Milano in occasione della festa della Liberazione del 25 aprile 2015. Ora padre Placido viene annoverato tra i poco più di 800 soggetti (persone o enti) a cui lo Stato ha conferito questa altissima onorificenza.

La motivazione del conferimento della medaglia alla memoria è la seguente:

"Direttore del "Messaggero di S. Antonio", durante la seconda guerra mondiale e nel periodo della Resistenza si prodigò, con straordinario impegno caritatevole e nonostante i notevoli rischi personali, in favore di prigionieri internati in un vicino campo di concentramento, fornendo loro viveri, indumenti e denaro. Dopo l'8 settembre 1943 entrò a far parte di un gruppo clandestino legato alla Resistenza, riuscendo a far fuggire all'estero numerosi cittadini ebrei e soldati alleati, procurando loro documenti falsi. Per tale attività nel 1944 fu arrestato e trasferito nel carcere di Trieste, dal quale non fece più ritorno. Fulgido esempio di alti valori cristiani e di dedizione al servizio della società civile. 1942-1944 — Padova"

Ma chi glielo ha fatto fare? Non avrebbe forse potuto "badare ai fatti suoi" come fecero in molti!!?? La forza della coscienza e il richiamo del Vangelo gli impedirono di chiudere gli occhi, di girarsi dall'altra parte, di fare finta di nulla, anche a costo della vita!

Come non pensare qui alle parole di Gesù, che certo ispirarono l'opera e la vocazione francescana di p. Placido : "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici". (Gv 15, 12-13). 

Al Signore Gesù sempre la nostra lode. 
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

giovedì 18 gennaio 2018

PERCHE' SPESSO SIAMO INDECISI ?


SPESSO SIAMO INDECISI 
SU QUELLO CHE CONVIENE FARE NELLE SINGOLE SITUAZIONI, 
PERCHE' IN REALTA' 
NON ABBIAMO ANCORA DECISO 
SE CONVENGA VIVERE, 
E PER CHE COSA CONVENGA VIVERE. 
Giuseppe Angelini

mercoledì 17 gennaio 2018

CILE - PROFESSIONE SEMPLICE DI FRAY AUGUSTO

Cari amici, Il Signore vi dia pace. 

In questi giorni ricorrono frequenti le immagini del Papa in visita apostolica alla Chiesa del Cile, una terra percorsa anche da forti contraddizioni e contrasti. 

In Cile vi è una piccola, ma vivace presenza dei nostri frati. Alcuni giorni fa, il 13 gennaio, hanno potuto vivere la gioia della Professione semplice di un giovane cileno, fray Augusto, che ha dunque vestito per la prima volta l'abito francescano e pronunciato i voti di povertà, castità e obbedienza. 

Di seguito riporto una sua testimonianza di qualche mese fa, in cui ci parla dell'esperienza del Noviziato, l'anno in cui ci si prepara a diventare frati!

Ringraziando di cuore fray Augusto chiedo una preghiera per lui come per tutti i frati della Delegazione Cilena

Al Signore Gesù sempre la nostra lode. 
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


 
"L'APPRENDISTATO/OFFICINA DI UN FRATE ":  Fra Augusto ci parla del Noviziato

Pace e bene a tutti, mi chiamo Augusto, ho 22 anni e vengo dalla città di Curicó (Cile). Nel mio cammino formativo mi trovo ora in Colombia, per un passaggio molto importante chiamato "Noviziato".  Presto, se Dio lo permetterà, pronuncerò i miei primi voti religiosi di  castità, obbedienza e povertà (diventando così frate).

La mia ricerca vocazionale non è certo un film, non ha a che fare con una conversione spettacolare o un'esperienza di pre-morte, ecc. No! Si è sviluppata al contrario nella vita quotidiana, là dove il Signore si serve di persone ed eventi normali, per farmi conoscere e rivelare la sua volontà. 

Quando ho iniziato a chiedermi cosa Dio volesse da me, in un primo tempo ho creduto di poter individuare la mia strada da solo, ma questo non ha funzionato. Il Signore mi ha preso in un altro modo, facendomi incontrare i frati francescani conventuali presenti nella mia città di Curicó (VII Regione del Cile). Camminando con loro, mi sono reso conto che Dio mi invitava e suggeriva questa vita. Presto sono entrato nel Postulato, dove ho iniziato a conoscere l'Ordine e il modo di vivere dei frati, e così..eccomi ora in Noviziato .

Il Noviziato è, come ha detto qualcuno, "l'apprendistato, l'officina del frate": un anno in cui ci si immerge nel carisma dell'Ordine e della spiritualità Francescana, ci si forma per uno stile di vita che con la professione si promette di osservare fedelmente ; un luogo privilegiato per l'incontro con Dio e per discernere più chiaramente la sua volontà.

Ormai questo anno di Noviziato sta per terminare! Mi riempie di gioia e gratitudine sapere che la mia domanda di Professare i voti sia stata accolta dai frati; mi incoraggia la consapevolezza che in questo modo sto dando una risposta alla chiamata d'amore che Dio mi ha rivolto. Mi rendo anche conto che questa prima Professione dei Voti è solo l'inizio di un lungo cammino con Dio, i fratelli e i poveri e una sfida per vivere e mettere in pratica tutti i principi evangelici e fraterni che ho ricevuto nel Noviziato. Per questo confido ancora e sempre nell'aiuto del Signore; un sostegno che egli non mi ha mai negato, anche se a volte non me ne sono reso conto.

Pace e bene
Fray. Augusto Urzúa




martedì 16 gennaio 2018

DAL MARTIRIO DI CINQUE FRATI FRANCESCANI LA VOCAZIONE DI S.ANTONIO

Cari amici in ricerca della vocazione divina, il Signore vi dia pace.

Oggi, l'Ordine Francescano ricorda il martirio di cinque frati (16 gennaio del 1220) inviati da Francesco ad annunciare il Vangelo ai musulmani in Marocco. Provenivano dall'Umbria e nel lungo cammino di avvicinamento, sostando a Coimbra in terra portoghese, suscitarono la vocazione francescana nel cuore di un giovane di 25 anni, Ferdinando di Buglione, poi divenuto frate Antonio, quindi Sant'Antonio di Padova.

Non posso qui non pensare con gratitudine alle tante persone che anche oggi sanno attrarre il cuore di un giovane alla vita religiosa! La vocazione, infatti, oltre che dalla libera iniziativa dello Spirito, attinge linfa nel tessuto famigliare, dalla fede di mamma e papà, dalla passione dei sacerdoti incontrati, dal donarsi generoso di catechisti.., dalla testimonianza quotidiana come dalla preghiera semplice e silenziosa di tanti cristiani anonimi... La vocazione, è sempre un "fatto di Chiesa"; non è mai puramente un evento individuale e autoreferenziale.

Un "evento di Chiesa" e di comunione è stato anche il recente pellegrinaggio di giovani e frati in terra portoghese (estate 2017) sulle orme dei Protomartiri francescani e di Santo Antonio. Ce ne parla frate Fabio Turrisendo, giovane frate che da qualche mese mio collaboratore  che imparerete a conoscere ed apprezzare su questo blog.

Al Signore Gesù sempre la nostra lode
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)    

Portogallo - Estate 2017 : Pellegrinaggio di giovani e frati nella terra di S. Antonio
 GIOVANI E FRATI NELLA TERRA DI S.ANTONIO

Quest’estate con un bel gruppo di frati e giovani dall’Italia e dalla Spagna mi sono trovato a Coimbra, una tappa importante del nostro pellegrinaggio attraverso i luoghi di sant’Antonio, diretti verso Fatima. A Coimbra si può quasi toccare con mano come la grande storia, quella scritta con i nomi famosi dei grandi santi, si costruisca sempre con l’intreccio di trame quasi invisibili, piccole, ordinarie e quasi anonime. Nel monastero di Santa Cruz della ex capitale portoghese ha vissuto “il Santo di Padova” quando si chiamava ancora Fernando e si era da poco trasferito dalla città natale, Lisbona, per trovare più pace e profondità nella vita spirituale come monaco agostiniano.

È proprio lì, in un luogo ordinario come la portineria del convento, che il giovane Fernando un giorno fa la conoscenza di cinque strani personaggi: sono i primi cinque frati francescani che il Poverello di Assisi aveva inviato missionari in quelle terre occidentali. Come saranno apparsi Berardo, Accursio, Ottone, Adiuto e Pietro, questi i loro nomi, agli occhi del giovane monaco portoghese? Con la loro parlata italiana, gli abiti poveri cinti da un cordone, i piedi segnati dal molto camminare, ma di sicuro con una luce negli occhi che testimoniava la gioia di donare la propria vita per il Signore e per annunciare il Suo Vangelo fino ai confini della terra.

La loro breve missione si conclude nel sangue, poiché furono uccisi dai musulmani in Marocco, e proprio oggi 16 gennaio ricorre la memoria del loro martirio. Quella dei primi cinque martiri francescani è una vicenda poco conosciuta ai più, come quasi sconosciuti sono i loro nomi. Ma la loro storia “ordinaria” ha avuto un esito straordinario e ha dato una svolta alla vocazione del Santo poi diventato famoso in tutto il mondo: è proprio grazie ad essi che il nostro Fernando decide di farsi frate francescano prendendo il nome di Antonio, per vivere anche lui quello stile di semplicità e di missione che aveva visto in Berardo e nei suoi compagni.

È davvero emozionante camminare sotto le antiche volte di Santa Cruz e sapere che tra quelle mura persone semplici e concrete come Berardo e sant’Antonio si sono incontrate, le loro vite si sono intrecciate e le conseguenze di queste trame della Provvidenza le possiamo toccare ancora oggi 800 anni dopo.

frate Fabio Turrisendo (fabio.turris@gmail.com

Protomartiri francescani nella chiesa di Coimbra

Coimbra : S. Antonio dos Olivais
Primo convento francescano della città e luogo dove S. Antonio veste l'abito francescano

Molte altre interessanti notizie sui primi cinque martiri francescani si trovano anche  nel Blog “Cantuale Antonianum”:


domenica 14 gennaio 2018

CHE COSA CERCATE? COSA DESIDERATE NEL CUORE?

II Domenica del tempo Ordinario, anno B 
Dal Vangelo di Giovanni (1,35-42)

 35 Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli 36 e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: "Ecco l'agnello di Dio!". 37 E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 38 Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: "Che cosa cercate?". Gli risposero: "Rabbì - che, tradotto, significa Maestro -, dove dimori?". 39 Disse loro: "Venite e vedrete". Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. 40 Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. 41 Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: "Abbiamo trovato il Messia" - che si traduce Cristo - 42 e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: "Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa" - che significa Pietro.

Convento di Cholet - Francia: Giovani con fr. Jean-François Marie 
Tutte le più importanti storie d'amore hanno sempre un inizio che agli altri può risultare banale, ma che agli interessati richiama la magia di un incontro che cambia la vita.

Così è anche per i primi due discepoli di Gesù (che troviamo nel vangelo di oggi) . Indirizzati dal Battista, si erano messi sulle orme di Gesù, andando a cercarlo nel deserto. Gesù allora si volta e, guardandoli negli occhi, chiede loro: Che cosa cercate?. È la sua prima parola nel quarto Vangelo, sotto forma di domanda, un interrogativo che Gesù rivolge ancora oggi anche a te, caro giovane, lettore del Vangelo: Che cosa cerchi? Qual è il tuo desiderio?.

È straordinario! La prima cosa che Gesù chiede ai primi discepoli non è dunque obbedienza o adesione, osservanza di regole o nuove formule di preghiera. Ciò che lui domanda è un viaggio verso il luogo del cuore, rientrare al centro di se stessi, incontrare il desiderio che abita le profondità della vita: "Che cosa cercate? Cosa desiderate nel cuore?".

Gesù maestro del desiderio, fa capire a noi che manca qualche cosa, che un'assenza brucia: "Che cosa ti manca? Manca salute, gioia, denaro, tempo per vivere, amore, senso della vita?". Qualcosa manca, ed è per questo vuoto da colmare che ogni figlio prodigo si rimette in cammino verso casa. L'assenza è diventata la nostra energia vitale.

Il Maestro del desiderio insegna desideri più alti delle cose!!

Tutto intorno a noi grida: "Accontentati!!!". Invece il Vangelo, sempre controcorrente, ripete: "beati gli affamati, beati voi quando vi sentite insoddisfatti;  diverrete cercatori di tesori, mercanti di perle".

Così Gesù conduce i suoi dal superfluo all'essenziale e le cose essenziali sono così poche, e ad esse si arriva solo attraverso la chiave del cuore!

mercoledì 10 gennaio 2018

GIOVANI FRATI IN STRADA - CE NE PARLA FRA THIERRY

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.
Oggi vi propongo la storia di un incontro casuale, ma subito profondo e vero avvenuto per strada,  fra una donna triste e sofferente e un nostro giovane frate, fra Thierry, studente in teologia a Padova.
Essere frate, credetemi, è sempre occasione per situazioni analoghe nei riguardi di tante persone,  dove con più facilità si superano barriere e ritrosie e senza troppi ostacoli ci si trova a condividere e parlare di aspetti anche molto imtimi e personali. Certamente, questo è favorito dalla forza del nostro carisma francescano, dalla "povertà" e debolezza e semplicità con cui siamo chiamati a presentarci e stare fra le persone, dall'umanità spicciola e prossima che, spesso nostro malgrado, riusciamo a manifestare e suscitare, da quella libertà e spensieratezza a volte incosciente che ci viene dalla fede e dal sentirci amati dal Signore.. nonostante i nostri peccati e limiti!!!
Dunque..essere frate..è bello!

Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Fra Tierry (a sinistra) con un confratello
TESTIMONIANZA DI FRA TIERRY
«[Francesco] assicurava che la letizia spirituale
è il rimedio più sicuro contro le mille insidie e astuzie del nemico» 

[2C 125; FF 709]
Nel mio piccolo desidero vivere della “letizia spirituale” da quando ho partecipato alla GMG 2011 a Madrid. Ricordo con chiarezza l’omelia di un frate sulla santità di Francesco, e particolarmente sulla gioia bella, divina che cercò e testimoniò nella sua vita: in quel momento è sorto in me quest’anelito.

Così, tornando dalla Facoltà un bel giorno di primavera, stavo pregando il santo Rosario per le vie di Padova. Incrocio una signora e le rivolgo un sorriso. 
Quasi subito lei mi ferma: Padre! Padre!
Sorpreso, mi volto e la saluto: “Pace a lei! Mi dica signora.” 
Mi scusi, mi dice, la fermo perché mi ha sorriso, e io non ne posso più…
Mi condivide con fiducia e semplicità le profonde sofferenze che tormentano il suo cuore di madre. L’ascolto e le propongo di pregare assieme il Signore. Chiediamo la sua benedizione per intercessione della Vergine Maria, fedele Madre del Signore presente ai piedi della Croce, alla quale Egli stesso ci affidò nella sua Passione. Dopo aver pregato ci salutiamo e continuiamo i nostri rispettivi cammini.

Cammin’ facendo realizzo quello che mi è appena stato detto: 
“…la fermo perché mi ha sorriso…!

Contemplo la promessa e il desiderio del Signore Gesù in questo nostro incontro. E mi tornano in mente le sue parole nell’ultima Cena: «Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena!» [Gv 15,11]
Che meraviglia gustare questa Tua Gioia a noi donata,
Tu che susciti comunione tra i Tuoi fratelli e sorelle,
attraverso i segni più semplici e umili.
Lode a te Signore, che nella Tua Bontà ci offri di vivere dei Tuoi doni.
Accordaci di scegliere di vivere della Tua Gioia,
per intercessione dei santi Francesco, Chiara e Antonio,
perché siamo testimoni del Tuo Amore
per ogni nostro fratello, ogni nostra sorella. Amen! Alleluia!

fr. Thierry

(tratto da Bibbia Francescana)



domenica 7 gennaio 2018

FRA JACK RACCONTA LA SUA VOCAZIONE E MISSIONE

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.
Spero abbiate trascorso nella gioia questo tempo dl Natale.
La "gioia" infatti è il regalo più prezioso che ci viene dalla nostra fede in Gesù Cristo: solo in Lui tutto trova senso e direzione e risposta, anche nei momenti più bui.
Oggi vi riporto, in un video la testimonianza vocazionale di un nostro giovane frate (37 anni) che vive nel convento di Bruxelles (couvent Saint Antoine ): si chiama fra Jack Mardesic.



Fra Jack (a destra) con un confratello in partenza per una missione di strada
La sua missione (come dell'intera comunità) è rivolta soprattutto ai giovani che va ad incontrare là dove vivono, anche per strada, di notte...( spesso attraverso la musica) nello stile assolutamente alternativo e provocante e gioioso che qui caratterizza l'agire dei frati . La gioia vera, infatti, che solo il Signore Gesù sa dare e che solo in Lui nasce, è il fulcro del loro annuncio e il senso della loro presenza in questa grande città Europea, ricca e sazia eppure spesso triste e disperata, priva di autentici orizzonti da offrire.

Il video,  intitolato De la prière à l’action‘ (dalla preghiera all'azione) in cui fra Jack ci parla della sua vocazione e della sua missione a Bruxelles, è in francese, ma credo questo non sia un gran problema!  Alcune sue frasi  mi colpiscono in modo particolare  come quando dice: « La preghiera è il fondamento della mia esistenza . Ho bisogno di Dio e di stare con Lui » . « Se la nostra fede non si proietta nell'azione e nella missione, essa diventa statica, sterile. »
Ringraziando di cuore fra Jack per la testimonianza, chiedo una preghiera per lui e la sua comunità e i tanti giovani che quotidianamente incontrano. 

Al Signore Gesù sempre la nostra lode. 
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


VIDEO : Fr. Jack et les jeunes en mission.
CLICCA SULL'IMMAGINE SOPRA
« Presso i francescani, ho trovato la gioia, ho trovato dei fratelli. Ho trovato una relazione viva con il Signore, ho trovato una missione, ho trovato la  mia strada. »
Fr. Jack Mardesic.

E TU ? Qual è la tua GIOIA? Qual è la tua MISSIONE? 

sabato 6 gennaio 2018

PERCHE' PARTIRE E METTERSI IN CAMMINO


I Magi 
se non avessero visto la stella, 
non sarebbero partiti. 
La Luce ci precede, 
la verita' ci precede, la bellezza ci precede. 
Dio ci precede

Papa Francesco