domenica 25 giugno 2017

ASSISI - CORSO VOCAZIONALE 7-12 AGOSTO 2017

PACE e BENE
a voi tutti cari giovani amici "in ricerca" della vocazione del Signore per la vostra vita. 
Molti di voi (ragazzi e ragazze) mi scrivono raccontandomi le loro inquietudini sul futuro, i tanti ostacoli e le tante paure di fronte alle difficili scelte di vita e ai bivi inevitabili che anche la giovinezza impone e che non sempre si è capaci di affrontare. 
La giovane età, la difficoltà di capire cosa sia giusto o cosa sia sbagliato, gli interrogativi sulla propria effettiva libertà e autodeterminazione, il chiedersi quale sia la volontà del Signore.. sono sempre passaggi impegnativi.
Al riguardo, ecco un' opportunità da vivere questa estate. Si tratta del:

Assisi.. Assisi... Assisi...

CORSO/SETTIMANA VOCAZIONALE
ASSISI 2017 
(da Lunedì 7 a Sabato 12 Agosto)


PER CHI ? : Per ragazzi e ragazze (18- 28 anni) che, nella fede, desiderano un aiuto e una luce per il loro cammino di vita e le loro scelte future, per capire la propria specifica vocazione. In definitiva, per comprendere come AMARE e vivere l'AMORE (nelle più svariate direzioni), perchè questa è infatti la vera e fondamentale chiamata scritta da Dio nel cuore di ogni uomo.
DOVE ? : Presso il convento/basilica di san Francesco, accanto niente meno che alla TOMBA del Santo di Assisi, che sarà il vero nostro compagno di viaggio.
CON CHI ? : In fraternità con i frati francescani e insieme a tanti altri giovani provenienti da tutta l'Italia

Vi attendiamo! Al Signore Gesù la nostra Lode.
I vostri frati. 



Se sei interessato 

Per il Nord Italia scrivi a 
Fr. Alberto Tortelli, Mail: fra.alberto@davide.it
cell. 3804199437 ; Potremo eventualmente fare il viaggio insieme (in furgone)

Per le altre regioni 
Centro sud: vedi contatti

sabato 24 giugno 2017

ISTANBUL: FRA ANDREW, ORDINATO SACERDOTE

Momento della Ordinazione sacerdotale di fra Andrew
Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.
Già altre volte ho parlato della nostra presenza francescana in Medio Oriente dove come frati operiamo dal tempo di san Francesco che aveva particolarmente a cuore queste terre oggi spesso così tormentate e difficili. Vi rimando in particolare ad alcuni post in cui descrivo l'operato dei frati francescani conventuali in Libano in favore dei rifugiati e dei profughi, in fuga dalla guerra. 

Ma ecco che dalla Turchia, da Istanbul, giunge una notiza incoraggiante e gioiosa. 
Sabato, 17 giugno 2017, nella basilica Sant’Antonio a Istanbul, una nostra splendida chiesa neogotica situata nell'antico quartiere Pera, Fra ANDREW HOCHSTEDLER  è stato ordinato sacerdote.

Per questo momento significativo si sono riuniti molti frati della Custodia Provinciale dei Frati Minori Conventuali d’Oriente e di Terra Santa, alcuni frati dall’Italia, dalla Croazia, dalla Francia, dagli Stati Uniti, sacerdoti del Vicariato Apostolico di Istanbul, familiari ed amici di Fra Andrew.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta da mons. Cesar ESSAYAN , vescovo di Beirut ( e nostro frate!), che ha accompagnato il neo-presbitero nel suo cammino vocazionale, prima da custode della Custodia d’Oriente e di Terra Santa e ora, da vescovo, gli ha imposto le mani per conferirgli l’ordine sacro. All’inizio della Santa Messa, Fra Martin KMETEC, Vicario della Custodia, ha salutato tutti i presenti ringraziando il Signore per il dono offerto alla Custodia della persona di Fra Andrew. Nello stesso tempo ha sottolineato che in questa basilica non ci sono state mai ordinazioni sacerdotali. 

Nell’omelia mons. ESSAYAN ha ricordato il messaggio di papa Francesco del 10 giugno 2017 in cui diceva che la vita non può sopravvivere se non grazie alla generosità di un’altra vita. Infatti, ricordando San Massimiliano Maria KOLBE, che diede la sua vita per salvare un'altra vita nel 1941 a Auschwitz, il vescovo di Beirut, ha invitato Fra Andrew a considerare questo esempio: 
Essere sacerdote è una grazia del Signore ma nello stesso tempo la grazia, il dono, si trasforma in dono per gli altri”.

Molto bella e singolare è anche la vicenda umana e vocazionale di Fra Andrew HOCHSTEDLER: nato il 20 luglio 1983 a Istanbul in una famiglia protestante, giunge al cattolicesimo restando affascinato dalla figura di san Francesco. Dopo tre anni di lavoro come giornalista, nel 2008 comincia il suo cammino di discernimento vocazionale presso il convento Sant’Antonio a Istanbul e poi entra nel postulandato a Brescia (Italia). Studia filosofia all’Istituto Teologico di Assisi e la teologia alla Pontificia Facoltà Teologica di San Bonaventura (Seraphicum) in Roma
Fra Andrew emette i voti solenni (frate per sempre!) nell'Ordine dei Frati Minori Conventuali, sempre nella basilica di Sant'Antonio a Istanbul, mentre  il 13 settembre 2014 è ordinato diacono nella parrocchia di Saint Antoine a Beirut il 4 dicembre 2016. 

Certamente molti ragazzi qui in Italia lo conoscono anche per via dell'iniziativa di evangelizzazione di strada da lui promossa con altri confratelli mentre era studente a Roma: LA SVEGLIA FRANCESCANA ! Una proposta che rivela tutta la passione e il desiderio di portare a ciascuno e ovunque, con gioia e un pò di pazzia francescana,  la buona notizia del Vangelo. 

Affido Fra Andrew e il suo nuovo ministero sacerdotale anche alle vostre preghiere  e insieme invochiamo il Signore per il dono di nuove vocazioni per le Comunità francescane d'Oriente : "La messe è molta, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque..."

Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)



La Sveglia  Francescana


giovedì, 22 giugno 2017
Post Views: 182
Sabato, 17 giugno 2017, nella basilica Sant’Antonio a Istanbul (Turchia), Fra Andrew HOCHSTEDLER OFMConv è stato ordinato sacerdote.
Per questo momento significativo si sono riuniti frati della Custodia Provinciale dei Frati Minori Conventuali d’Oriente e di Terra Santa (della Provincia di San Giuseppe Sposo della B.V.M. in Romania), alcuni frati dall’Italia, dalla Croazia, dalla Francia, dagli Stati Uniti, sacerdoti del Vicariato Apostolico di Istanbul insieme al vescovo Ruben TIERRABLANCA OFM, familiari ed amici di Fra Andrew.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta da mons. Cesar ESSAYAN OFMConv, vescovo di Beirut, che ha accompagnato il neo-presbitero nel suo cammino vocazionale prima da custode della Custodia d’Oriente e di Terra Santa, a adesso, da vescovo, gli ha imposto le mani per conferirgli l’ordine sacro.
Per una buona preparazione interiore, prima della Santa Messa, tutti gli ospiti e tanti turisti ed amanti della musica hanno avuto la possibilità di godere il concerto di un’organista Eduard ANTAL, romeno, che ha portato la gioia è ha creato un contesto favorevole per la celebrazione.
All’inizio della Santa Messa, Fra Martin KMETEC, Vicario della Custodia, ha salutato tutti i presenti ringraziando il Signore per il dono offerto alla Custodia della persona di Fra Andrew. Nello stesso tempo ha sottolineato che in questa basilica non ci sono state mai ordinazioni sacerdotali.
Nell’omelia mons. ESSAYAN ha ricordato il messaggio di papa Francesco del 10 giugno 2017 in qui diceva che la vita non può sopravvivere se non grazie alla generosità di un’altra vita. Infatti ricordando San Massimiliano Maria KOLBE, che diede la sua vita per salvare un'altra vita nel 1941 a Auschwitz, il vescovo di Beirut, ha invitato Fra Andrew a considerare questo esempio: “Essere sacerdote è una grazia del Signore ma nello stesso tempo la grazia, il dono, si trasforma in dono per gli altri”.
Fra Andrew HOCHSTEDLER è nato il 20 luglio 1983 a Istanbul in una famiglia protestante. Dopo tre anni di lavoro come giornalista, nel 2008 comincia il suo cammino vocazionale presso il convento Sant’Antonio a Istanbul e poi entra nel postulandato a Brescia (Italia). Ha studiato la filosofia all’Istituto Teologico di Assisi e la teologia alla Pontificia Facoltà Teologica di San Bonaventura (Seraphicum) in Roma. Fra Andrew ha emesso voti solenni nell'Ordine dei Frati Minori Conventuali nella basilica di Sant'Antonio a Istanbul il 13 settembre 2014 ed è stato ordinato diacono nella parrocchia di Saint Antoine a Beirut il 4 dicembre 2016.
Fra Lucian ABALINTOAIEI OFMConv

Sabato, 17 giugno 2017, nella basilica Sant’Antonio a Istanbul (Turchia), Fra Andrew HOCHSTEDLER OFMConv è stato ordinato sacerdote.

Per questo momento significativo si sono riuniti frati della Custodia Provinciale dei Frati Minori Conventuali d’Oriente e di Terra Santa (della Provincia di San Giuseppe Sposo della B.V.M. in Romania), alcuni frati dall’Italia, dalla Croazia, dalla Francia, dagli Stati Uniti, sacerdoti del Vicariato Apostolico di Istanbul insieme al vescovo Ruben TIERRABLANCA OFM, familiari ed amici di Fra Andrew.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta da mons. Cesar ESSAYAN OFMConv, vescovo di Beirut, che ha accompagnato il neo-presbitero nel suo cammino vocazionale prima da custode della Custodia d’Oriente e di Terra Santa, a adesso, da vescovo, gli ha imposto le mani per conferirgli l’ordine sacro.
Per una buona preparazione interiore, prima della Santa Messa, tutti gli ospiti e tanti turisti ed amanti della musica hanno avuto la possibilità di godere il concerto di un’organista Eduard ANTAL, romeno, che ha portato la gioia è ha creato un contesto favorevole per la celebrazione.
All’inizio della Santa Messa, Fra Martin KMETEC, Vicario della Custodia, ha salutato tutti i presenti ringraziando il Signore per il dono offerto alla Custodia della persona di Fra Andrew. Nello stesso tempo ha sottolineato che in questa basilica non ci sono state mai ordinazioni sacerdotali.
Nell’omelia mons. ESSAYAN ha ricordato il messaggio di papa Francesco del 10 giugno 2017 in qui diceva che la vita non può sopravvivere se non grazie alla generosità di un’altra vita. Infatti ricordando San Massimiliano Maria KOLBE, che diede la sua vita per salvare un'altra vita nel 1941 a Auschwitz, il vescovo di Beirut, ha invitato Fra Andrew a considerare questo esempio: “Essere sacerdote è una grazia del Signore ma nello stesso tempo la grazia, il dono, si trasforma in dono per gli altri”.
Fra Andrew HOCHSTEDLER è nato il 20 luglio 1983 a Istanbul in una famiglia protestante. Dopo tre anni di lavoro come giornalista, nel 2008 comincia il suo cammino vocazionale presso il convento Sant’Antonio a Istanbul e poi entra nel postulandato a Brescia (Italia). Ha studiato la filosofia all’Istituto Teologico di Assisi e la teologia alla Pontificia Facoltà Teologica di San Bonaventura (Seraphicum) in Roma. Fra Andrew ha emesso voti solenni nell'Ordine dei Frati Minori Conventuali nella basilica di Sant'Antonio a Istanbul il 13 settembre 2014 ed è stato ordinato diacono nella parrocchia di Saint Antoine a Beirut il 4 dicembre 2016.
Fra Lucian ABALINTOAIEI OFMConv 

giovedì 22 giugno 2017

E.... apri il cuore all'Amore

Ciao a tutti cari amici.
Il 21 giugno del 2003 un giovane "in ricerca" e del gruppo di ragazzi che frequentavano il convento, Alberto Griggio (29 anni),  muore tragicamente in montagna ( che tanto amava e conosceva). Quando era poco più che ventenne era stato ad Assisi ad una settimana di spiritualità proposta dai frati alla Basilica di san Francesco e lì, come spesso ripeteva, "aveva incontrato il Signore"! In quell'occasione aveva scritto a se stesso una lettera, un proposito di vita a cui sempre si ispirò. Ve la consegno..  Ho sempre considerato Alberto un protettore speciale dei giovani che guido e conosco .
Lo ricordiamo!  Non mancherà di essere vicino anche a ciascuno di voi.
Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
Frate Alberto (fra.alberto@davide.it)                  


Ecco la sua lettera ...                                                                                                                              

Caro Alberto,
rilassati, e pensa per una volta di alzarti in piedi, sulle tue gambe.
Pensa che tutto ciò che sei, il tuo essere non è fatto solo per te.
Non avere paura di dare, anche se talvolta non vedi subito un ritorno.
Ama, pensa sempre al bene, al bello, all'utile.
Fai per il bene,costruisci, migliora, fai il meglio che puoi: canta ( vivi).
Ciò che spesso luccica, o che brilla
nasconde spesso insoddisfazione, precarietà;
cerca quindi ciò che vale di più, che conta davvero,
non le cose facili
per soddisfazioni immediate.
E....apri il cuore all'Amore, al positivo.
apri le braccia, libera ciò che c'è in te.
Abbi fiducia. La vita ti darà quanto hai bisogno
per vincere e per essere felice e realizzato.
Lasciati amare. Credi all'uomo e al suo cuore.

Tuo Alberto

lunedì 19 giugno 2017

PER TROVARE LA LUCE... VAI... CAMMINA ! Testimonianza di Suor Maria Chiara

Cari amici in ricerca e in cammino vocazionale, il Signore vi dia pace.
Oggi condivido con voi, la testimonianza di una giovane religiosa francescana, Suor Maria Chiara, delle "Suore Francescane dei Poveri"; una congregazione, che già nel nome esprime una scelta e un carisma ben preciso.  Queste suore, qui a Padova, collaborano con noi frati del "Santo" a gestire un'antica opera di carità ( che ha più di 100 anni !) proprio accanto alla Basilica di S. Antonio; si tratta del così detto "Pane dei poveri" che quotidianamente offre sostegno e aiuto a tantissime persone in difficoltà anche a causa di questa crisi economica che sembra non debba mai finire.
A suor Maria Chiara,  mi unisce l'amicizia e un antico legame con la sua famiglia e la comune terra di provenienza (Brescia), oltre che la condivisione del medesimo ideale francescano.  Insieme partecipiamo poi, settimanalmente,  al bellissimo momento di adorazione eucaristica che ogni martedì, raduna presso il nostro "Convento s. Antonio dottore" (dove studiano i giovani frati) davvero tanti ragazzi e ragazze, per lo più studenti universitari, per sostare e pregare e lodare e adorare il Signore.
Ringraziando sr Maria Chiara per la sua testimonianza, vi invito a pregare per lei e il suo cammino di consacrata; possa ovunque e sempre portare la gioia e il sorriso della sua fede e del suo amore per Gesù.
A Lui sempre la nostre lode. fra Alberto (fra.alberto@davide.it)





VA’… CAMMINA...
Ciao a tutti, sono suor Maria Chiara, francescana dei poveri dal 2014, ho 30 anni, abito qui a Padova e sono originaria della provincia di Brescia.

Non mi è mai piaciuto stare ferma! Mamma racconta che quando ero piccola e mi portava a spasso tenendomi per mano io camminavo sempre avanti a lei e la trascinavo per strada, crescendo il mio passo non è rallentato di molto, anzi, correvo sui campi di atletica e di pallavolo ed anche oggi direi che continuo ad andare!!!

Il mio primo incontro con Dio a 19 anni, durante una missione popolare. Nella gioia profondissima sperimentata nelle relazioni, ho capito che Dio era da sempre presente nella mia vita, mi amava e aveva messo attorno a me un sacco di persone che mi avevano aiutata a crescere serena e spensierata, in primis la mia famiglia. L’amore che tutto d’un tratto riconoscevo nella mia vita era immenso… La sfida che sentivo era quella di non trattenerlo, ma restituirlo! Sentivo l’invito di Dio ad andare, si ma dove??

La prima occasione il campo invernale degli adolescenti. Il mio contributo in quei giorni?? Cercare di colpire il maggior numero di ragazzi possibile con le palle di neve! Fantastico!
E poi, dove andare? Il nonno che alle elementari mi aveva insegnato le tabelline, cominciava ad invecchiare, ho sentito l’appello del Signore: “Vai, ora ha bisogno lui”. E così sono andata a dormire giù di sotto, a casa del nonno, nella camera da letto accanto alla sua, per metterlo a letto e poi, più tardi, riportarcelo quando cominciava a vagare per casa senza sapere dove era.

All’università mi sono iscritta a medicina, sognavo di aiutare. Io avevo le mie belle idee su come fare, ma il Signore non ci ha messo molto a farmi capire che aveva da insegnarmi Lui parecchie cose!
Il giorno prima di iniziare il tirocinio ho partecipato alla professione perpetua di una suora. Il carisma di quella famiglia religiosa ha decisamente influenzato la mia esperienza:riconoscere le ferite di Cristo in quelle dell’umanità povera e sofferente”. E così eccomi ad andare in chirurgia, il giorno seguente, a riconoscere nelle ferite dei pazienti le stesse di Cristo. Dio aveva cominciato a plasmare i miei gesti di assistenza.

Vista l’esperienza forte, sono andata a trovare le suore a Roma per dei giorni di servizio in alcune mense per i poveri. L’incontro con storie tristi e occhi delusi mi aveva distrutta, come poteva Dio permettere tanta sofferenza. Mi sono fermata in cappella, guardando il crocifisso, pian piano il Signore mi ha fatto capire che salendo sulla croce Lui si è fatto vicino ad ogni sofferenza. Ed io, potevo stare ferma di fronte al dolore, far finta di non vedere…; ho chiesto al Signore che mi aiutasse a capire dove andare.

Per trovare la luce vai, intraprendi un tempo di discernimento, cammina!!! Così in quell’anno sono tornata a trovare le suore alcuni week-end per un percorso di crescita umana e spirituale. La sera del giovedì Santo, in compagnia di Gesù, modello d’amore, si è fatta chiara la strada da percorrere! La formazione dell’università non mi bastava, Vai, parti per un anno di centro giovanile, condividi con le suore preghiera, vita concreta e servizio ai poveri, lì ti insegnerò ad amare”.

Un giorno una donna mi ha consegnato una ferita di cui non aveva mai parlato con nessuno, abbiamo pianto insieme per quel peso portato troppo a lungo e perché finalmente, consegnandolo a me, era riuscita a far entrare Dio in quel dolore. Il Signore mi aveva usata per un’opera tanto grande e prometteva che mi avrebbe inviata ancora dai suoi poveri se gli avessi dato la mia disponibilità, potevo tirarmi indietro? “Eccomi Signore, se Tu vuoi, posso andare!”.

Era sempre più chiaro che la strada che il Signore mi proponeva era quella della consacrazione, prometteva che mi avrebbe aiutata a fare di ogni fatica la spinta per avvicinarmi di più a Lui. Le ultime resistenze sono cadute di fronte ad un dipinto, sentendo l’invito delicato di Maria: “Vieni? Sai che questa è la tua strada per salire al Cielo, io camminerò con te”.

E così eccomi, suora francescana dei poveri, al terzo anno di studi in infermieristica, che va, seguendo l’invito del Signore, a sanare le sue piaghe nell’umanità povera e sofferente, non da medico come pensavo un tempo, ma da sorella, compagna di cammino, su e giù per le corsie dell’ospedale e, per ora, chinata sui libri a studiare per stare alla sua presenza, sentire che mi ama e mi chiama ad andare. “Vai, Maria Chiara, io sono con Te”.

Suor Maria Chiara (mariakiarasfp@gmail.com)

(dalla testimonianza alla veglia vocazionale diocesana dello scorso 8 maggio).


domenica 18 giugno 2017

UN SOLO PANE, UN SOLO CORPO.... , UN CUORE SOLO E UN'ANIMA SOLA !

Cari amici, il Signore vi dia pace.

Si celebra oggi la solennità del "Corpo e sangue di Cristo" (Corpus Domini). Vi propongo al riguardo una bella meditazione di fra Andrea Vaona, un caro confratello del Convento del Santo (Pd) che ci offre uno sguardo tutto francescano su questa festa e più in generale sul mistero dell'Eucarestia, ma anche sul senso del nostro stare insieme "da frati" e consacrati vivendo il Vangelo.
A tutti una buona domenica!
Al Signore Gesù sempre la nostra lode.

Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)
Un solo pane, un solo corpo
Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo,
non è forse comunione con il sangue di Cristo?
E il pane che noi spezziamo,
non è forse comunione con il corpo di Cristo?
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo:
tutti infatti partecipiamo all’unico pane.
(1Cor 10,16-17)
«E perciò lo Spirito del Signore, che abita nei suoi fedeli,  è lui che riceve il santissimo corpo e sangue del Signore» (san Francesco, Ammonizioni, I : FF 143).
SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO A) – Nella prima lettera ai Corinti Paolo affronta alcune questioni che nella vivace comunità di Corinto provocavano non poche difficoltà. Una di queste era il mangiare o meno le carni degli animali che erano stati offerti agli dei pagani e che poi venivano poste in vendita al mercato. Il principio che offre Paolo è quello della comunione. Chi mangia la carne sacrificata agli idoli entra in comunione con essi e con chi offre loro i sacrifici. Chi invece mangia la carne e il sangue di Cristo entra in comunione con Lui e con tutti coloro che mangiano insieme. Così risolvendo un problema della comunità di Corinto Paolo ci ha lasciato una delle più belle descrizioni dell’Eucarestia.
Paolo ci offre una chiave di interpretazione originale e molto importante. L’unico pane di cui mangiano i credenti, cioè l’unico corpo di Cristo, li mette in una condivisione tanto stretta che essi possono sentirsi un solo corpo. Questo corpo è la Chiesa. La Chiesa è un corpo unico armonizzato nelle sue diverse parti (confronta la celebre pagina di 1Cor 12,12-26), non tanto perché le sue parti sono solidali le une con le altre, ma perché esse compongono il corpo di Cristo. La comunità cristiana è il luogo in cui il Signore si manifesta e aggrega a sé nuovi membri.
La fraternità francescana è porzione di questa esperienza di Chiesa. Francesco insiste nella Regola non bollata (XX) che è nella misericordia e nell’eucaristia che questa fraternità si rinnova nell’identità:
“E così contriti e confessati [i frati] ricevano il corpo e il sangue del Signore nostro Gesù Cristo, con grande umiltà e venerazione, ricordando che il Signore dice: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna», e ancora: «Fate questo in memoria di me»” (FF 54). [...] «Tutti amiamo con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente, con tutta la capacità e la fortezza, con tutta l’intelligenza, con tutte le forze, con tutto lo slancio, tutto l’affetto, tutti i sentimenti più profondi, tutti i desideri e le volontà il Signore Iddio, il quale a tutti noi ha dato e da’ tutto il corpo, tutta l’anima e tutta la vita; che ci ha creati, redenti e ci salverà per sua sola misericordia; lui che ogni bene fece e fa a noi miserevoli e miseri, putridi e fetidi, ingrati e cattivi» (FF 69).
Questa matrice identitaria attorno al pane eucaristico muove in Francesco progetti testimoniali per tutti i frati:
«Così ardente riverenza e devozione nutriva, infatti, il beato Francesco per il corpo di Cristo, da volere che si scrivesse nella Regola che i frati, nelle province in cui dimoravano, avessero cura e zelo grande per questo sacramento e ammonissero ed esortassero i chierici e i sacerdoti a conservare il corpo di Cristo in luogo adatto e decoroso; e qualora quelli si mostrassero negligenti, voleva che vi sopperissero i frati.
Una volta, addirittura, volle mandare alcuni frati con delle pissidi per tutte le province, affinché dovunque trovassero il corpo del Signore riposto in modo sconveniente, lo collocassero con onore in quelle pissidi. E anche volle mandare altri frati per tutte le regioni con molti e buoni ferri da ostie, per fare delle particole belle e monde. Inoltre, mosso dalla riverenza del santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo, fu sua volontà di far mettere nella Regola che, dovunque i frati trovassero i nomi del Signore e quelle parole scritte, per mezzo delle quali si compie il Santissimo Sacramento, non custodite bene o giacenti disperse indecorosamente in qualche luogo, le raccogliessero e le riponessero in luogo decoroso, onorando il Signore nelle parole da lui pronunziate. E sebbene non scrivesse queste prescrizioni nella Regola, perché i ministri non vedevano di buon occhio che se ne facesse ai frati un precetto, tuttavia il santo padre nel suo Testamento e in altri suoi scritti volle lasciare ai frati la sua volontà sull’argomento» (Compilatio Assisiensis, FF 1658).
E anche per santa Chiara “tutte partecipano dell’unico pane” se c’è la volontà di rischiare la divisione:
«C’era una volta in monastero un solo pane, mentre si avvicinava l’ora della fame e del pranzo. Chiamata quella che doveva servire, la santa [Chiara] le comanda di dividere il pane in due parti: una da mandare ai frati e l’altra da conservare dentro per le sorelle.
Della metà che era stata conservata ordina che se ne facciano cinquanta fette, secondo il numero delle «signore», e che vengano loro servite alla mensa della povertà . Al che la figlia devota rispondeva: «Qui sarebbero necessari gli antichi miracoli di Cristo per far sı` che si riesca a fare cinquanta parti di un pezzo di pane tanto piccolo». Ma la madre rispose dicendo: «Figlia, fa’ con fiducia quel che ti dico». Si affretta la figlia a eseguire i comandi della madre, mentre si affretta la madre a rivolgere pii sospiri al suo Cristo per le figlie. Per intervento divino quella piccola quantità crebbe tra le mani di quella che la divideva, cosicché  ciascuna nella comunità ricevette una porzione abbondante» (Vita di Santa Chiara, 15 : FF 3189).

(cfr  Bibbia Francescana ) di fra Andrea Vaona

Assisi: Alcuni novizi
Un cuore solo...e un'anima sola 

sabato 17 giugno 2017

CORSO/SETTIMANA VOCAZIONALE - 7-12 Agosto 2017 - Giovani verso Assisi

PACE e BENE
a voi tutti cari giovani amici "in ricerca" della vocazione del Signore per la vostra vita. 
Molti di voi (ragazzi e ragazze) mi scrivono raccontandomi le loro inquietudini sul futuro, i tanti ostacoli e le tante paure di fronte alle difficili scelte di vita e ai bivi inevitabili che anche la giovinezza impone e che non sempre si è capaci di affrontare. 
La giovane età, la difficoltà di capire cosa sia giusto o cosa sia sbagliato, gli interrogativi sulla propria effettiva libertà e autodeterminazione, il chiedersi quale sia la volontà del Signore.. sono sempre passaggi impegnativi.
Al riguardo, ecco un' opportunità da vivere questa estate. Si tratta del:
CORSO/SETTIMANA VOCAZIONALE
ASSISI 2017 
(da Lunedì 7 a Sabato 12 Agosto) 


PER CHI ? : Per ragazzi e ragazze (18- 28 anni) che, nella fede, desiderano un aiuto e una luce per il loro cammino di vita e le loro scelte future, per capire la propria specifica vocazione. In definitiva, per comprendere come AMARE e vivere l'AMORE (nelle più svariate direzioni), perchè questa è infatti la vera e fondamentale chiamata scritta da Dio nel cuore di ogni uomo.
DOVE ? : Presso il convento/basilica di san Francesco, accanto niente meno che alla TOMBA del Santo di Assisi, che sarà il vero nostro compagno di viaggio.
CON CHI ? : In fraternità con i frati francescani e insieme a tanti altri giovani provenienti da tutta l'Italia

Vi attendiamo! Al Signore Gesù la nostra Lode.
I vostri frati. 



Se sei interessato 


Per il Nord Italia scrivi a 
Fr. Alberto Tortelli, Mail: fra.alberto@davide.it
cell. 3804199437

Per le altre regioni 

mercoledì 14 giugno 2017

CHI DIVENTA FRATE... RIMANE GIOVANE ! FRA GIUSEPPE SI RACCONTA!


Cari amici in cammino vocazionale,
il Signore vi dia pace.

Ai giovani in ricerca che frequentano il Convento del Santo (Pd) certo non sfugge mai la figura solenne e un pò misteriosa di un anziano frate e dalla lunga barba che vive in questa comunità: si tratta di P. Giuseppe Ungaro, che da poco ha compiuto ben 98 anni e che, nonostante la veneranda età, si presenta sempre allegro e pimpante come un ragazzino !!
Il mese scorso è stato intervistato da Rai1 per il programma "A Sua Immagine" e di seguito vi propongo il video davvero bello in cui fra Giuseppe racconta di sè e della sua vita.

Ascoltandolo, cogliamo tutta la gioia della vocazione francescana e una serie interessantissima di flash della sua vita missionaria passata, dei suoi tanti ricordi, ma anche sulla sua attuale attività pastorale che, con passione, continua  a portare avanti in vari settori.

E' davvero il caso di dire che "chi diventa frate... rimane giovane"!

L'esempio e la testimonianza e la simpatia di questo frate che ha speso la sua lunga vita per il Signore e il prossimo, sia di incoraggiamento e forza per tutti quei giovani che stanno decidendo scelte di vita verso la consacrazione francescana e muovendo alcuni passi come per es.:

  • iniziare finalmente un percorso di discernimento nel Gruppo san Damiano
  • o entrare in Postulato (per chi ha già frequentato questo itinerario), 
  • ma anche pronunciare per la prima volta i voti di povertà e castità e obbedienza con la Professione semplice (i Novizi di Assisi, ormai quasi  al termine dell'anno della "prova").

Ci affidiamo in questi passaggi così belli e importanti, ma anche mai scontati, al Signore Gesù.
A Lui sempre la nostra Lode!

fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

martedì 13 giugno 2017

S. Antonio 2017 - Gli auguri del Ministro Provinciale e dei "frati del Santo"

Capitello del Santo lungo  "il cammino di sant'Antonio" nei pressi di Monselice
13 giugno 2017 - S. Antonio (da Lisbona) di Padova

Nelle chiese - e in quelle di tutto il mondo - è più facile e c’è quasi sempre, ma lungo un sentiero di montagna, in una nicchia nel muro di una casa, in un albero o altrove, è sempre una gioia incontrare frate Antonio da Lisbona, divenuto per acclamazione popolare, di Padova e Santo a tempo record.

Il 13 giugno è il suo giorno e lo ricorderemo con il titolo più proprio: “patrono dei poveri e dei sofferenti”, frate che ha saputo unire l’amore al vangelo (era un gran prof. di Bibbia) con la vita degli umili, sempre vicino alla gente.

A Padova nel contesto del “giugno antoniano”, - tradizionale rassegna di eventi nel nome del Santo -, ci piace quest’anno associarlo a Maria che il Santo non cessa di cantare nei suoi “Sermones”, a motivo dei cento anni delle apparizioni della Vergine a Fatima e dei cento di fondazione della Milizia dell’Immacolata ad opera di frate Massimiliano Kolbe, martire di Auschwitz (1941), divenuto, nel 1982, San Massimiliano.

Molte le preghiere che frate Antonio rivolge alla B. V. Maria.  Ne trascrivo una che può nutrire la nostra preghiera.

Orsù, dunque, 
nostra Signora, 
unica speranza! 

Illumina, ti supplichiamo, 
la nostra mente 
con lo splendore della tua grazia, 

Purificala con il candore 
della tua purezza, 
riscaldala con il calore 
della tua presenza. 

Riconcilia tutti con il tuo Figlio, 
affinché possiamo giungere 
allo splendore della sua gloria. 

Amen. 



Un ricordo per voi presso la tomba del caro Santo, qui a Padova, nella sua basilica. 


Frate Giovanni Voltan con tutti i frati "del Santo"
Ministro provinciale della Provincia italiana di sant'Antonio

lunedì 12 giugno 2017

CHI SONO I FRATI DEL SANTO DI PADOVA ?

Padova- Basilica di s. Antonio (WEB.CAM Tomba)
giovani frati, "frati del santo", alla loro Professione solenne  

Pace e bene cari amici, in cammino e in ricerca vocazionale.
Da giorni, alla Basilica di S. Antonio di Padova si vive e ci si prepara con grande partecipazione alla festa del Santo (domani 13 giugno) per la quale sono attesi circa 200.000 pellegrini .
S. Antonio: un giovane frate francescano che il mondo intero ama e venera e invoca! 
Custodi da sempre della sua basilica e della sua tomba sono i Frati Minori Conventuali (di cui anch'io faccio parte), detti a Padova semplicemente  "i frati del Santo". Questa connotazione "antoniana" in realtà non deve farci dimenticare che i Minori Conventuali sono prima di tutto "frati francescani" (come il Santo del resto!) risalendo addirittura al ceppo più antico e ininterrotto dell'Ordine fondato dal Poverello d'Assisi. Non a caso, infatti, ritroviamo i Frati Minori Conventuali anche alla Basilica e alla tomba di san Francesco in Assisi. Un onore davvero speciale per noi essere i custodi "delle tombe di famiglia" e ogni giorno vivere accanto a S. Francesco e S. Antonio. A noi è certo affidato anche in modo speciale l'essere i primi testimoni di questi due santi straordinari.
Al Signore Gesù sempre la nostra lode. Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)  

Assisi- Basilica di san Francesco
gruppo di giovani frati minori conventuali presso la tomba (WEB/CAM)
I FRATI DEL SANTO
Nel chiostro della Magnolia, presso la Basilica di S. Antonio, Padova, un giornalista incrocia un frate, diretto alla Penitenzieria, e gli chiede: “Scusi padre, mi può dire in breve che cos’è il “fenomeno antoniano”, di cui si parla in questi giorni alla vigilia della festa di S. Antonio?” 
Il frate, per nulla sorpreso, risponde: “ Beh! Il fenomeno è S. Antonio, ma una mano gliela diamo anche noi”. “Noi chi?” “Noi frati del Santo”. “Chi sono i “Frati del Santo”? (...) Mi sento chiamato in causa. 
  • “Frati del Santo” è un nome dato dai padovani e dai pellegrini ai Francescani Minori Conventuali che custodiscono le spoglie mortali di S. Antonio di Padova e animano le varie attività spirituali, culturali e caritative, sorte all’ombra della spaziosa basilica antoniana.
  • Siamo una comunità di fratelli con vocazione francescana, sottoscritta dai voti di povertà, castità e obbedienza. Così la dipinge il Ministro Provinciale, P. Giovanni Voltan. “Siamo, per grazia, una comunità internazionale avendo tra noi confratelli d’altre nazioni (Romania, Polonia, Croazia, India, Indonesia). Abbiamo età, formazione, caratteri, culture diverse e non sempre riesce facile la vita comunitaria, ma ci proviamo, mettendo al centro la preghiera comunitaria che ha i suoi tempi e il suo respiro: al mattino, a metà giornata e alla sera. Siamo consci di essere al cuore della Provincia religiosa, della città di Padova proprio perché custodi di Sant’Antonio, un confratello santo che è vivo come scopriamo ogni giorno da tanti pellegrini che ricorrono a lui, lo sentono vicino, vero “patrono dei poveri e sofferenti”. 
Un miracolo che continua, anzi il miracolo per eccellenza: "per Antonium ad Jesum", come ebbe a dire Papa Pio XI. Il Beato Papa Paolo VI definì la Basilica dedicata a S. Antonio “clinica spirituale”. Oggi Papa Francesco la chiamerebbe un “ospedale da campo”; noi in modo più terra terra, un “porto di mare” ove tutti, da qualsiasi provenienza e storia, possono incontrare il Signore, la sua misericordia. Per questo il servizio principale è l’accoglienza, la predicazione, la riconciliazione. Tutto parla dell’incontro che avviene nel nome del Signore e del Santo, ( discepolo e contemporaneo di S. Francesco), che ha saputo mettere assieme la grande cultura biblica-teologica con la vita concreta delle famiglie, dei poveri di cui s’è sempre sentito difensore contro ogni sopraffazione.
Da questo cuore pulsante partono tante iniziative ispirate ad un binomio che sintetizza la vita di Sant’Antonio: Vangelo e Carità


  • Annuncio del Vangelo-evangelizzazione-cultura (Messaggero di S. Antonio, voce dei frati del Santo, Biblioteca Antoniana, Centro Studi Antoniani, Istituto Teologico S. Antonio Dottore, Centro Provinciale Missionario, Missioni all’estero e in Italia con le reliquie del Santo)

La Basilica è di proprietà pontificia e, in seguito ai Patti Lateranensi, è amministrata da un Delegato Pontificio, che attualmente è il Vescovo Mons. Giovanni Tonucci, che rappresenta Papa Francesco e la Santa Sede. Collabora un’istituzione più antica - nata nel 1396 - la Veneranda Arca di S. Antonio, responsabile della manutenzione del complesso antoniano (come le fabbricerie delle grandi cattedrali e basiliche). E’ composta da “presidenti” nominati dal Comune di Padova; accanto a loro un rappresentate del Delegato pontificio (per la Santa Sede) e il frate Rettore della Basilica (per la Provincia italiana di S. Antonio di Padova dei Frati Minori Conventuali).
Tutti insieme con ruoli diversi queste realtà operano per il bene del grande complesso antoniano, sorto grazie alla vita santa di frate Antonio da Lisbona, qui vissuto nei tre intensi anni padovani, sino a diventare per sempre S. Antonio di Padova, "il Santo che tutto il mondo ama”.



A cura di 
Luigi Francesco Ruffato, 
frate del Santo

sabato 10 giugno 2017

I giovani con S. Antonio alla «Notte di Miracoli»: notte di «Segni», notte di «Luce», notte di«Lode»

Apertura straordinaria fino a mezzanotte della Basilica del Santo (Pd) per una serata speciale dedicata ai giovani e ai ragazzi, nella quale affidare al Signore Gesù affetti e sogni, paure e speranze...


Caro amico, caro giovane, il Signore ti dia pace.

Oggi, sabato 10 giugno, la Basilica del Santo (Pd) rimarrà aperta dalle 21,30 alle 24,00 per un tempo nella notte da dedicare alla lode, alla preghiera e all'adorazione, ma anche alla testimonianza e alla evangelizzazione.
Una serata dunque con sant’Antonio e i suoi frati e tanti altri giovani, in cui affidare al Signore Gesù affetti e sogni, per chiedere aiuto negli studi e nelle scelte di vita, per ricevere una benedizione e una esortazione personale, ma anche per andare e annunciare e dire e condividere la nostra fede per le vie e le piazze della città...
E' LA «NOTTE DI MIRACOLI»!
Circa un centinaio di giovani parteciperà anche attivamente alla realizzazione della serata collaborando con noi frati, nella preghiera, nel canto e annuncio della Parola di Dio, nell'accoglienza dei pellegrini, e soprattutto nell' Evangelizzazione in strada: perché tutti possano ricevere l’invito di Gesù!

Alle 21,30  si apriranno le porte della Basilica e con l'esposizione del Santissimo Sacramento sì darà il via alla grande notte di preghiera e di lode.

Alcuni segni straordinari saranno offerti ai pellegrini che accoglieranno l'invito dei giovani evangelizzatori:

- All'arca del Santo: la possibilità unica di salire i gradini dell'Arca del Santo fino all'altare che sta sopra la tomba di S. Antonio e qui venerare e toccare una sua reliquia.
- La benedizione: da alcuni frati si potrà ricevere la Benedizione e una Esortazione individuale e molto personale.
- La luce: ciascun pellegrino riceverà un lumino da portare davanti al Santissimo
- La lode e la preghiera: tutti potranno scrivere e presentare la propria preghiera di lode, di richiesta, di intecessione.

Ti aspettiamo!
Al Signore Gesù per il suo servo Antonio, sempre la nostra Lode.

Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)



mercoledì 7 giugno 2017

MEMORIA DI DUE GIOVANI FRATI MISSIONARI, MARTIRI PER IL VANGELO

Sulle Ande: fra Michele Tomaszek e fra Zbigniew Strzałkowski

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale , il Signore vi dia pace.
Oggi (7 giugno) in tutta la chiesa, ma in particolare tra i Francescani Minori Conventuali , si celebra la festa liturgica di due nostri giovani frati polacchi, missionari e martiri, Michele Tomaszek e Zbigniew Strzałkowski. Poco più che trentenni, furono uccisi il 9 agosto del 1991 a Pariacoto (Perù) a causa della loro opera di carità evangelica nei confronti degli indios e dei poveri delle tribù andine. (vedi vari POST precedenti)
  • Il martirio feroce di questi fratelli costituisce una grande testimonianza e un forte richiamo per noi frati...e per chi sente nel cuore questa chiamata ! Certo, non a tutti è richiesto una prova così estrema, ma "dare la vita" per il Signore e per i poveri resta connaturale al nostro essere francescani ed è il segno irrinunciabile della nostra vocazione religiosa.
  • Questa profonda verità interpella anche te caro amico che mi leggi e che forse pensi e ti chiedi se diventare frate!!  Ricorda, infatti, che il "martirio""il dare la vita", il "consegnare tutto te stesso""lo spenderti e il donarti interamente" a Gesù e al suo popolo e alla sua gente, sarà la scelta fondamentale! Se hai nel cuore altri pensieri, come la tua realizzazione o il seguire le tue attitudini o assecondare le tue qualità o se ti attira il convento come un luogo di rifugio fra i pericoli del mondo, o se in definitiva non sei disposto a morire a te stesso .... lascia perdere, questo non è il tuo posto.
  • Entrare in un cammino di vita consacrata è consegnarti totalmente, senza se e senza ma. E' affidare e mettere le chiavi della tua vita, nelle mani di Dio, lasciando che sia Lui ad agire e a guidarti, ad aprire e chiudere porte e vie e strade e scelte e relazioni. Lui e non altri!
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


martedì 6 giugno 2017

NOTTE DI MIRACOLI - CON I GIOVANI, S. ANTONIO E I SUOI FRATI

Cari giovani, il Signore vi dia pace. 
Continuamente papa Francesco ci invita ad uscire, ad andare, ad evangelizzare e portare il nostro sorriso e la gioia della fede a tutti. La prossimità della festa di s. Antonio, giovane frate francescano e straordinario evangelizzatore del suo tempo offre anche a ciascuno di noi una occasione di annuncio e missione . 

E' LA "NOTTE DI MIRACOLI 

Sabato 10 giugno, la Basilica del Santo rimarrà aperta dalle 21,30 alle 24,00 per un tempo nella "notte" da dedicare alla lode, all'adorazione, per affidare i propri studi e i propri affetti, per ricevere una benedizione personale , ma anche per annunciare ed evangelizzare e testimoniare per le vie della città....

Una serata dunque con s. Antonio e i suoi frati e tanti giovani, per uno sguardo, una preghiera, un abbraccio di santità. Un'occasione per fermarsi, per affidarsi, per ripartire... 
Chi fra i giovani è disponibile a collaborare con noi frati all'animazione e all'evangelizzazione, ci può scrivere. Già dalle ore 17,00 ci si troverà presso il Convento del Santo per un atelier di evangelizzazione, la cena insieme e una preghiera iniziale che darà il via alla grande serata. 


Antonio è qui, è giovane, è vivo... e vi aspetta!


Al Signore Gesù, per il suo servo Antonio, sempre la nostra Lode!

fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Altri contatti: 
frati Camposampiero- Oasi Giovani (oasigiovani@riparalamiacasa.it)
fra Francesco Ravaioli - Parma (francesco.ravaioli@gmail.com)



domenica 4 giugno 2017

GIOVANI FRATI, E OGGI.... PRETI !

sabato 3 giugno 2017

TESTIMONIANZA DI FRA ANDREA E FRA SIMONE - DOMANI SACERDOTI

Cari amici, il Signore vi dia pace.
Domani nella cattedrale di Padova due nostri giovani frati, fra Andrea e Fra Simone, saranno ordinati sacerdoti con altri diaconi seminaristi diocesani. Questi due fratelli ci propongono di seguito la loro breve testimonianza di vita e vocazione. Li accompagniamo con la nostra preghiera, simpatia e incoraggiamento. Possano essere nella Chiesa e per il popolo di Dio, santi e appassionati sacerdoti.
Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Fra Andrea ( primo a sinistra) con alcuni frati e giovani
Frate Andrea Scalvini (21 agosto 1983) è originario della parrocchia di Castelcovati (Bs). Ha un fratello e una sorella più giovani di lui; ha frequentato l’Istituto Tecnico per Geometri di Chiari e poi ha frequentato gli studi di Architettura a Milano, senza conseguire la laurea. Nel settembre 2007 è entrato come postulante a Brescia presso i Frati Francescani Minori Conventuali. Ha vissuto l’anno di noviziato ad Assisi (Basilica di san Francesco), proseguendo a Padova gli studi teologici; ha prestato servizio nella parrocchia di Noale (diocesi di Treviso) e presso “Casa S.Chiara” a Padova. Il 3 ottobre 2015, al Santo, ha emesso i voti perpetui e da allora risiede ai santuari antoniani di Camposampiero, dove presta servizio nella pastorale giovanile francescana del Nord-Italia.
  • Quali aspetti della vita di San Francesco ti hanno affascinato e ritieni possano interpellare ancora i cristiani di oggi?
Ho conosciuto san Francesco in un pellegrinaggio ad Assisi con il cappellano della mia parrocchia che poi è divenuto anche il mio primo padre spirituale. Con lui ho scoperto la mia vocazione alla vita consacrata e ho deciso di entrare tra i frati francescani a Brescia dopo aver frequentato il Gruppo San Damiano (percorso vocazionale dei frati).
Uno degli aspetti che mi ha catturato di più in san Francesco è la missione di pace. Egli fu predicatore e artefice di pace, nei confronti di molti uomini del suo tempo e in particolare di famiglie che per inimicizia erano arrivate a combattere tra loro fino allo spargimento di sangue. Questa dimensione la ritroviamo anche nel suo Testamento: “Il Signore mi rivelò che dicessimo questo saluto: «Il Signore ti dia la pace!»”. Un saluto evangelico, in special modo di Gesù risorto.
L’umanità e insieme la santità di frate Francesco stanno proprio, tra le altre cose, nel credere e nello sperare, che in ogni uomo e donna che incontra lungo il suo cammino, si possa trovare un seme di pace, di Vangelo. Questa pace è prima di tutto un dono di Dio che possiamo accogliere o meno; che richiede di saper vivere con coraggio il perdono. La pace, interiore ed esteriore, è una espressione della nostra fede concreta e quotidiana, poiché ci chiama a continue decisioni per diventare “costruttori di pace”.
Come ci ricorda Papa Francesco, il mondo non ci offre una pace vera; ci anestetizza per non vedere un’altra realtà della vita: la Croce. Le tribolazioni e le sofferenze fanno parte della nostra esistenza, ma la pace che viene da Gesù è dono dello Spirito Santo e ci aiuta ad affrontare ogni situazione. Credo sia questa l’essenza del ministero sacerdotale: portare la pace di Gesù risorto. Non quindi una pace qualunque, ma che tocca il cuore e lo smuove in profondità; che risana e ridona vita. Riguardando le tappe fondamentali della vita, faccio memoria dell’azione del Signore nella mia storia e mi affido a Lui perché possa camminare con gioia nel servizio e nella carità, insieme ai fratelli e le sorelle che incontrerò sulla strada.
Frate Andrea

Fra Simone nel giorno della Professione solenne
Frate Simone Milani (23 aprile 1983), è originario della parrocchia di San Mauro Abate a Castione di Loria (Tv). Ultimo di quattro fratelli, ha frequentato l’istituto professionale Galileo Galilei di Castelfranco Veneto (TV). Dopo il diploma conseguito nel 2003, ha lavorato come programmatore meccanico fino al 2008, quando ha iniziato il postulato francescano nel nostro convento di Brescia. Dopo l’anno di noviziato ad Assisi nel 2010 ( presso la Basilica di san Francesco), dal 2011 al 2016 ha frequentato la Facoltà teologica del Triveneto conseguendo il baccellierato. Nel frattempo il 3 ottobre 2015, vigilia della festa di San Francesco, insieme a sei confratelli ha emesso la professione dei voti solenni. Durante gli anni di formazione a Padova ha prestato per due anni servizio nella parrocchia dei Santi Angeli Custodi, quartiere Guizza, e per un anno nell’ospedale civile con i padri camilliani. Da settembre 2016 è di comunità nella parrocchia francescana dell’Arcella (Pd).

  • In questi anni di formazione hai avuto la possibilità di prestare servizio in una parrocchia della città di Padova. Come quest’esperienza ha arricchito il tuo cammino da consacrato?

Il servizio pastorale che per due anni ho svolto nella parrocchia dei Santi Angeli Custodi alla Guizza si inserisce dentro il percorso formativo che ho vissuto durante gli anni di studio teologico qui a Padova.
Infatti noi giovani frati del nord Italia, dopo l’anno di noviziato ad Assisi, siamo chiamati allo studio della teologia vivendo nel convento “Sant’Antonio Dottore” in via San Massimo.
Durante questi anni di studio e discernimento ogni frate è anche chiamato dal proprio superiore a svolgere un servizio pastorale che lo impegni nel fine settimana in varie attività pastorali o sociali come ad esempio il servizio in carcere o in ospedale.
Nel mio percorso formativo ho avuto la grazia di fare alcune di queste esperienze pastorali in cui lasciare, almeno per il week-end, i libri chiusi in camera vivendo momenti di incontro con tante persone a contatto diretto con tutte le loro «speranze e angosce» cercando di illuminarle e inquadrarle all’interno di una visione di fede.
Per quanto mi riguardo l’esperienza che ho vissuto per due anni nella parrocchia dei Santi Angeli Custodi posso affermare che è stata certamente il servizio pastorale che più mi ha segnato negli anni di studio. L’accoglienza del parroco don Luigi Bortignon, di don Giuseppe Galiazzo e di don Mirco Zoccarato mi colpirono fin da subito.
In particolare fu però lo stile pastorale di don Mirco con i giovani della parrocchia ad affascinarmi; soprattutto il suo modo di relazionarsi semplice e profondo allo stesso tempo.
Oggi che mi preparo a ricevere il sacramento dell’Ordine mentre sono di comunità nella parrocchia francescana di Sant’Antonio d’Arcella, impegnato dentro l’ambito prevalentemente giovanile del patronato, il ricordo di quell’esperienza alla Guizza è un bagaglio di doni importanti da cui attingere molti insegnamenti che mi servono anche oggi nel servizio pastorale che sono chiamato a svolgere. Il primo e più importante di questi doni che ho appreso è uno “stile” di prossimità da adottare nei confronti dei giovani cioè avere con essi atteggiamenti di vicinanza, amicizia, stima e simpatia.
L’esperienza pastorale vissuta nella parrocchia dei Santi Angeli Custodi alla Guizza ha certamente arricchito anche il mio cammino di consacrato aiutandomi ad avere sempre più consapevolezza che la mia chiamata alla vita francescana vive di due realtà complementari che sono la vita fraterna in comunità e la vita pastorale.
Concludo ringraziando i miei formatori per avermi permesso di vivere quell’esperienza che insieme alle tante altre vissute negli anni della formazione iniziale hanno contribuito a farmi progredire nel mio cammino di sequela del Signore Gesù nella mia famiglia dei frati francescani minori conventuali.
Fra Simone