venerdì 28 febbraio 2014

Sei aperto alle sorprese di Dio?


QUANDO DIO SI RIVELA PORTA NOVITA’:
DIO PORTA SEMPRE NOVITA’…
SIAMO APERTI ALLE SORPRESE DI DIO?

Papa Francesco

martedì 25 febbraio 2014

La vocazione del sacerdote

Cari amici il Signore vi dia Pace.
Ho ricevuto ieri una lettera da Gianluca (23 anni di Verona - studente in medicina). Mi ha colpito molto quanto mi ha scritto. Riporto la sua lettera e anche la mia risposta.Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. frate Alberto

LETTERA DI GIANLUCA
Caro fra Alberto, eccomi finalmente a scriverle dopo molte titubanze. Sono Gianluca di Verona, studente in medicina (23 anni).
Grazie al suo blog ho preso coraggio. Fin dalla fine del liceo, nel mio cuore, vi è una voce, un'ammirazione, verso la consacrazione, il diventare prete. Mia nonna, che mi ha trasmesso la fede, mi ha sempre parlato di un suo zio sacerdote a cui era molto legata, ucciso in una rappresaglia durante la guerra. Questa figura mi ha accompagnato fin da piccolo. I miei genitori sono atei, così come il resto del mio contesto famigliare (tutti medici!). Ciò ha fatto sì che io non abbia mai manifestato questo richiamo custodendolo molto segretamente: troppo costoso espormi in casa, ma anche fuori . E così ho sempre aspettato, dicendo a me stesso "vedrò", "farò", ora non ci penso, ora devo studiare. A fine anno sono andato in viaggio in Turchia con mia sorella e il più grande rammarico, per vari giorni, è stato non poter partecipare alla messa, non trovare una chiesa. La gioia più bella è stata ad Efeso, dove alla casa della Madonna, ho partecipato ad una stupenda eucarestia (finalmente!) nel giorno dell'Epifania e poi dialogato con un giovane frate francescano e sacerdote. Mi  ha raccontato delle continue discriminazioni e sottili persecuzioni a cui sono soggetti i cristiani in Turchia, ma anche della grande fede che li caratterizza, della "fermezza" della loro testimonianza. E anche del coraggio di tanti laici e religiosi e preti e vescovi (qualcuno è stato ucciso). Le sue parole, hanno poi risuonato in me per tanti giorni, anche dopo il mio ritorno a casa. E così eccomi a scriverle! Sento che non posso più fare finta di nulla. Non so se il Signore mi chieda davvero di diventare sacerdote, ma vorrei capirci qualche cosa di più! Grazie! Gianluca B.

RISPOSTA DI FRA ALBERTO
Caro Gianluca, grazie per la tua mail e la fiducia. Mi ha colpito quanto mi hai scritto. Il Signore ha sempre le sue strategie per attirarci a sé, e certo era necessario anche un viaggio in Turchia per rinnovare in te un desiderio e una chiamata alternativa e forte come quella del sacerdozio. Non mi stupisce poi che ci sia di mezzo anche la Vergine Maria e nella sua casa che anch'io ho visitato anni fa. Sempre, ( ripeto...sempre!) la Madonna ha a che fare con le storie vocazionali di sacerdoti e religiosi! Sono anche certo che le preghiere della nonna e soprattutto il sacrificio dello zio sacerdote siano stati il terreno buono dove questo seme ha attecchito e sta crescendo, nonostante tutto. Comprendo bene anche le tue fatiche. Se c'è oggi una figura controversa e contestata e sotto osservazione nella nostra società laica è proprio quella del prete. Questi, infatti, sfugge ad ogni canone "normale" interpretativo, in un tempo sterilmente appiattito sul prendere, sul possesso, sul piacere, sull'immediato. E' ovvio dunque che un giovane che pensi a diventare prete oggi, sia anch'egli percepito come una persona per lo meno "strana", un non politicamente corretto, un fuorigioco che spiazza e disturba. In Turchia ti hanno narrato delle persecuzioni verso i cristiani e i sacerdoti! Ma credimi, la nostra situazione nella cattolica Italia, non è poi molto distante e il prete, sempre di più è e sarà oggetto di contestazione ed emarginazione . 

Egli parla, infatti, di cielo quando ogni cosa si vorrebbe ridurre alla terra; spende la sua vita per tutti quando ognuno cerca disperatamente di conservarla per sè; al prete è affidata una Parola eterna e vera (il
Vangelo)  che sempre smaschera le tante parole superficiali e false di cui ci riempiamo la bocca; per lui quotidianamente si rinnova il sacrificio di Cristo che dalla Croce ci ha redento, Croce che  mai come oggi è così ripudiata e osteggiata in nome di un individualismo arrogante ed egoista; dalle mani del prete abbiamo l'Eucarestia, unico vero cibo necessario eppure ignorato da uomini sempre più inquieti e bramosi, in cerca di una sazietà introvabile; da lui il perdono e la misericordia che ci restituisce la gioia di essere figli in un tempo in cui siamo tutti un pò orfani e soli e schiacciati; dal prete il segno di una Presenza che sconcerta la nostra pretesa di autosufficienza e di fare a meno di Dio; in lui che si fa celibe rinunciando ad ogni legame, la capacità di essere  fratello e padre di tutti, mentre ovunque si seleziona ed emargina; il prete, colui che prega per amici e nemici. Il prete dunque, per tutti questi motivi, sarà sempre di più segno di contraddizione e oggetto di ostilità e indifferenza, ma anche, ancora uomo ricercato e necessario e agognato. Il prete, "alter Christus’, l'uomo "della nostalgia di Dio" anche per il più lontano e ateo! 

Caro Gianluca, vedo attorno a me tanta tristezza! Senza Gesù, la nostra vita è allo sbando, desolata. Sono convinto che questa fatica che affligge moltissima gente viene dalla mancanza dei Sacramenti! "Sacramento" è Gesù, è il divino alla portata dell’uomo: senza questo nutrimento non possiamo vivere. Il prete è colui che porta a tutti, con i sacramenti, questa Grazia che opera ed è potente, e che sola fa sì che le persone cambino e siano liberate e guarite, che questo nostro tempo cambi e migliori verso il bene, che le famiglie restino unite e nell'amore, che un giovane si doni e sia puro e generoso e forte, che i nemici cerchino la pace e il perdono, che la giustizia trionfi, che il male sia sconfitto, che la preghiera riaffiori sulle nostre labbra. Questo non significa chiedere al sacerdote la perfezione; ma certamente che abbia “il fuoco”, una grande passione nel suo cuore, per una missione altissima.

Caro Gianluca, come vedi, mi sono lasciato entusiasmare nel raccontarti almeno un po’ la figura del prete. Penso in questo momento anche alla grande scarsità di sacerdoti in molte nostre chiese. Penso alla voce dolorante di tante persone senza più questo riferimento…Mi chiedi come muoverti!!? Ebbene…: ti invito prima di tutto ad interrogarti e a lasciarti coinvolgere seriamente dal richiamo che hai intuito in te; accogli quanto di buono puoi avere trovato in questo mio scritto; dedica soprattutto tempo nella tua giornata alla preghiera e a stare con il Signore…Lascia che ancora ti parli. Lasciati toccare il cuore anche da una Chiesa, povera di vocazioni e di preti e consacrati ; questo significa concretamente lasciarti commuovere e interpellare da quella parte di umanità che forse, non conoscerà mai Gesù, che vivrà nella tristezza, senza una meta, una guida. Confrontati anche con qualche sacerdote di tua fiducia: non puoi camminare da solo!
Considerando poi che non abiti lontanissimo da Padova, ti aspetto quando vuoi per un dialogo e un incontro più diretto. I contatti via mail, infatti, sono utili, ma anche alquanto anonimi e impersonali. Ben altra cosa è il guardarsi negli occhi, il raccontarsi, lo stringersi le mani.
Ancora grazie per la fiducia. Ti incoraggio e benedico. 
Frate Alberto 

lunedì 24 febbraio 2014

In Internet di chi mi fido?

Cari amici, il Signore vi dia pace!

Già tempo fa avevo scritto un post sulle insidie di Internet, e sui rischi rappresentati da alcuni siti religiosi e anche vocazionali apparentemente "super cattolici", in realtà spesso espressione di movimenti al di fuori della chiesa, addirittura scismatici e in conflitto con il Papa. Ho ricevuto recentemente un commento da Gabriele (un insegnante), che ancora mi sollecita a ritornare sull'argomento. Spero in tal modo di aiutare molti a muoversi nella giungla del Web con più sicurezza e più "cattolicità". Vi benedico! 
Al Signore Gesù sempre la nostra lode.

frate Alberto

Papa Francesco con frate Mauro, custode del Sacro Convento di Assisi
LETTERA DI GABRIELE
Caro fra Alberto,
grazie per il suo blog che seguo da tempo. Le avevo già scritto tempo fa, ma l'argomento mi tocca da vicino. Sono un insegnante e anche papà e mi rendo conto ogni giorno di quanto il Web sia potente sull'agire dei ragazzi. Navigando in internet si trovano tantissime proposte religiose e spirituali e di formazione cristiana, tanti gruppi di accompagnamento e movimenti di preghiera. Molti sono anche i siti e blog inerenti la ricerca vocazionale. Alcuni mi sono sembrati un po' strani e poco chiari e non proprio "cattolici", nonostante il loro proclamarsi solennemente tali. Per es. di Papa Francesco non si parla mai, come del Concilio Vaticano II e alcuni mi presentano una Chiesa ferma a 50 anni fa (quella che ho un poco visto da piccolo), come se questi anni trascorsi, con quanto è successo, non siano esistiti. In alcuni siti poi, apparentemente più vicini, è spesso poi impossibile conoscere i referenti (che si presentano con pseudonimi o sigle) e non è dato sapere a nome di chi si propongano o di chi siano espressione.Vi si parla talvolta molto genericamente di seminari, di diventare prete o suora, ma non è poi per niente facile comprendere chi siano i veri referenti (non compare né una Diocesi, né un Ordine o una congregazione). Vi è anche chi poi, sponsorizza con assoluta certezza gli "unici" monasteri o conventi veramente più devoti ed ortodossi ed osservanti, mettendo invece in guardia dalla rilassatezza e mondanità di altri ambienti religiosi. Ovviamente il vaglio e il placet alla bontà o meno di una congregazione o di una casa religiosa viene dal gestore (segreto) dal sito stesso. Che ne pensa? L'autorità religiosa, non dovrebbe secondo lei vigilare e valutare anche queste situazioni.
Grazie.
Gabriele (un insegnante)

RISPOSTA DI FRA ALBERTO
Caro Gabriele, grazie per la fiducia.
Vedo che questo argomento la tocca in modo particolare. E' già infatti la seconda volta che mi scrive. Su questa questione mi ero già soffermato tempo fa con un post. Certo è un argomento che merita attenzione: in internet infatti si trova di tutto e di più! E quando si va a caso e ci si fida ad occhi chiusi di quel che si trova, senza una più attenta valutazione, si rischia di prendere gravi cantonate. Che fare? Credo che valga la pena fidarsi là dove siano chiarissimi i referenti: dove è dato sapere con precisione chi è che scrive, dove questi stia e abiti, a nome di chi e di quale Ordine o Congregazione si proponga,  di quale Diocesi si parli o per la quale si facciano proposte. Spesso infatti, come anche lei osservava,  capita di leggere semplicemente degli pseudonimi o delle sigle abbreviate, oppure si fanno inviti alla vita religiosa o sacerdotale (ma non si esplicita bene a nome di chi e dove e con chi). Per capire poi se un sito è "cattolico" doc e dunque in comunione con la Chiesa e il Papa, credo che un buon test sia rappresentato dal nostro straordinario Papa Francesco. In alcuni siti o blog (che si dicono cattolici) e come anche tu scrivevi, Papa Francesco, chissà perchè, non compare mai, così come non  si parla mai del Concilio Ecumenico Vaticano II, così come non compaiono mai gli ultimi Papi del XX secolo. Al contrario, sembra che per qualcuno la storia della Chiesa si sia fermata a S. Pio X. Attenzione dunque! Internet, rappresenta certo una grandissima opportunità, ma nasconde anche molte insidie. E' anche per questo motivo che nel blog "vocazione francescana", che seguo con frate Francesco, tutto è estremamente chiaro e verificabile, e a tutti è dato in modo assolutamente limpido di sapere chi siamo, dove operiamo e a nome di chi ci proponiamo all'interno dell'Ordine Francescano dei Frati Minori Conventuali e della santa Chiesa Cattolica Apostolica e Romana, in ubbidienza al Successore di Pietro, Papa Francesco. Grazie per le sue domande molto utili anche ad altri. Pace e bene.
fra Alberto

sabato 22 febbraio 2014

Dal "signor Papa"


Cari amici,
in ricerca e ascolto della vocazione che il Signore vi offre,
pace e bene a voi!

Oggi è il giorno giusto per riferirvi una bella iniziativa! Il 22 febbraio è infatti il giorno in cui festeggiamo la Cattedra di San Pietro. Proprio oggi Papa Francesco ha celebrato il suo primo Concistoro straordinario per la creazione di nuovi Cardinali, che sono i suoi primi collaboratori. E' una occasione per pregare in modo particolare per il ministero del Successore di Pietro, e da francescani ricordare che 
«Frate Francesco promette obbedienza e reverenza al signor papa Onorio e ai suoi successori canonicamente eletti e alla Chiesa romana. 
... affinché, sempre sudditi e soggetti ai piedi della medesima santa Chiesa, stabili nella fede cattolica, osserviamo la povertà, l'umiltà e il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo, che abbiamo fermamente promesso» (Regola Bollata: FF 76.109).
Quest'anno, con i frati che si occupano di pastorale giovanile nella nostra Provincia del Nord Italia, abbiamo pensato di proporre ai giovani di sperimentare proprio questa elemento fondamentale della nostra fede cattolica. Vivere il Meeting Francescano Giovani come peregrinatio ad Petri sedem per tornare alle radici della fede e al principio di unità della Chiesa.


Vi aspettiamo al Meeting che si concluderà con Papa Francesco, pregando con lui in Piazza San Pietro!
Su www.riparalamiacasa.it potete trovare tutte le informazioni e le modalità di iscrizione.
Il Signore vi benedica e vi doni pace!

frate Francesco

martedì 18 febbraio 2014

Scrivere per...

Una proposta un po' strana forse... ma ve la proponiamo ugualmente!
Avete presente quanti santi hanno scritto un loro diario spirituale?? Sulle prime mi viene in mente il Giornale dell'anima di Papa Giovanni XXIII, il Papa buono, che presto sarà proclamato santo insieme a Giovanni Paolo II. Ma anche senza tenere un vero "diario" personale, tantissimi uomini e donne di Dio hanno usato lo strumento dello "scrivere" in senso spiccatamente spirituale. Anche san Francesco! Basta pensare alle sue preghiere, due delle quali hanno portato fino a noi addirittura la sua calligrafia! O i Sermoni di sant'Antonio... le meravigliose lettere di Chiara... gli articoli di giornale e gli appunti degli esercizi spirituali di san Massimiliano Kolbe...
E' per questo motivo che quando sr. Barbara ha lanciato l'idea, non ci abbiamo messo molto a dirle di sì. E dal confronto fraterno è nata la proposta di queste 24 ore nel week end di fine marzo.
Non è una proposta strettamente vocazionale, ma "fare memoria" delle opere di Dio nella propria vita e riaccostare le parole a partire dalla santità della Parola di Dio può essere molto utile al proprio discernimento!! In ogni caso è un laboratorio di scrittura autobiografica, per aiutare chi lo desidera a "scrivere per credere", rintracciando anzitutto nella Sacra Scrittura (!) e in Gesù, Parola del Padre, i migliori motivi per farlo.

Chi può e vuole venire, ci scriva in fretta...
Il Signore vi benedica!

frate Francesco


                    Dalla Parola
                                          alle parole

Laboratorio di scrittura autobiografica

Data: dalle 18.00 di venerdì 28 marzo alle 19.00 di sabato 29 marzo 2014

Luogo: Padova – Casa S. Sofia, via Falloppio 49 – tel. 049 655216

Porta con te: la Bibbia, un quaderno, lenzuola (o sacco a pelo), asciugamani e quanto ti serve.

Conduttori del laboratorio:
suor Barbara Danesi, francescana elisabettina
frate Francesco Ravaioli, frate minore conventuale

Per informazioni e iscrizioni contattare preferibilmente entro il 23 marzo 2014:
suor Barbara – 333 9902587 - barbara.danesi@elisabettine.org
frate Francesco – 340 4093031 – francesco.ravaioli@gmail.com
Il laboratorio viene realizzato con un minimo di 8 iscritti.

Vedi anche qui...


lunedì 17 febbraio 2014

Fratello ed amico: il beato Luca Belludi

Tomba del beato Luca Belludi, Padova.
Cari amici,
il Signore vi dia pace!

Appena celebrata la cosiddetta "Festa della Lingua" di sant'Antonio, oggi 17 febbraio, il calendario francescana ricorda il beato Luca Belludi, braccio destro di Antonio in terra padovana. Oggi lo celebriamo nella Basilica del Santo, dove riposa il suo corpo a pochi passi dalla Tomba del Santo di cui era amico e collaboratore. L'Arca del beato Luca, infatti, è al centro della bella cappella medioevale affrescata da Giusto de' Menabuoi.

Di fra' Luca Belludi abbiamo pochi dati biografici, ma sufficienti a farci comprendere come l'intesa con il nostro Santo sia stata forte: tanto quanto Antonio era in vita, quanto dopo la sua prematura partenza per il cielo. Luca è stato infatti tra i protagonisti della animazione pastorale dei primi abbondanti flussi di pellegrini e della edificazione della Basilica, il cui cantiere si era aperto all'indomani della canonizzazione di Antonio.

Entrato a 25 anni nell'Ordine francescano, era probabilmente tra i primissimi studenti della poco più che neonata Università di Padova ad entrare tra le file dei Frati Minori. Questa sua esperienza accademica e le sue doti di predicatore (alla scuola di un grande come Antonio) ne fanno ancora oggi un patrono degli studenti (accanto al più celebre confratello san Giuseppe da Copertino): pregato in particolare dai suoi futuri colleghi dell'Università Patavina (vedere per credere).

Oggi con i frati abbiamo pregato in particolare per voi, cari ragazzi, che faticate in queste settimane con gli esami e i tirocini universitari. Chissà che tra un esame e un corso non vi raggiunga, come accaduto a Luca, la luce della vocazione francescana! ;-)
Buon cammino e... buono studio a tutti!

frate Francesco


domenica 16 febbraio 2014

La lingua del Santo


15 Febbraio, 
Commemorazione del Ritrovamento della Lingua di Sant’Antonio.

Lo sapevi che nel 1263 i padovani vollero trasferire il corpo di S.Antonio nella nuova basilica appena costruita e quando tolsero la salma da sotto terra ritrovarono la lingua del Santo fresca, rossa e bella nonostante fosse stata sotterrata per più di ventisette anni ?? Allora frate Bonaventura, che al tempo era ministro generale dell' Ordine Francescano, la prese in mano con riverenza e la mostro alla folla dicendo:«O lingua benedetta, che hai sempre benedetto il Signore e lo hai fatto benedire dagli altri, ora appare a tutti quanto grande è stato il tuo valore presso Dio» e diede ordine che fosse collocata a parte, con onore. Ancora oggi presso la Basilica del Santo possiamo ammirare questa reliquia.

sabato 15 febbraio 2014

Pensavo di diventare prete, ma sono scoraggiato!

Pace e bene a voi tutti, 
cari amici in ricerca della vocazione del Signore per la vostra vita. Vi propongo oggi una riflessione stimolata da una lettera di Carlo, un ragazzo di 25 anni - studente al Politecnico di Milano, nella convinzione che la sua storia controversa è comune a quella di tanti di voi. Spero che i miei pensieri vi possano un poco aiutare! Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. Frate Alberto




LETTERA DI CARLO
Caro fra Alberto, grazie prima di tutto per il tuo blog, che seguo ormai da più di un anno non perdendomi neanche uno dei tuoi post. Sono Carlo, di Mantova, 25 anni e studente al Politecnico di Milano (dove vivo in un appartamento con altri). Faccio anche parte da sempre di CL. Vengo ai fatti. Nell’estate scorsa (giugno), con alcuni amici e il Curato della mia parrocchia di origine, sono stato ad Assisi: un’autentica folgorazione con la scoperta di san Francesco e il ripresentarsi nel mio cuore di un pensiero vocazionale (diventare prete) già qualche volta spuntato in me, ma sempre respinto. Sono ritornato a settembre da solo per il corso vocazionale alla Porziuncola: altra botta stratosferica! Per alcuni mesi mi è parso di volare, quasi che tutto fosse chiaro e che anche alcuni dei miei problemi, soprattutto famigliari, fossero scomparsi. Per questo periodo tutto è andato al meglio: la preghiera facile e bella, il volontariato alla stazione centrale tutti i martedì, e un desiderio grandissimo di donarmi a Dio, tanta gioia nel cuore. Nel frattempo avevo anche iniziato a dialogare con un mio amico sacerdote del seminario per un discernimento vocazionale. Tutto facile e liscio fino a Natale, quando sono tornato in famiglia per le vacanze. Da allora il panorama è cambiato drasticamente; sono riapparse le antiche tensioni con mio padre, la rabbia e i dissapori che mi porto verso i miei genitori separati da poco (dai quali mi sono spesso sentito incompreso), e la mia aggressività ha ripreso spazio riportandomi a vizi che credevo superati (specie in ordine alla sessualità) e a un caos interiore che mi ha fatto abbandonare la preghiera, la guida spirituale, la fiducia in me e nel Signore. Mi sento scoraggiato e avvilito, incapace e indegno anche solo lontanamente di una vocazione religiosa. Non sento più niente e ciò che sto facendo non mi dice più nulla e il Signore mi pare lontanissimo. Anche quando tento di pregare non sen­to niente, quasi non avessi più voglia e non ne comprendessi il senso.
Né ho più il coraggio nè la voglia di andare dal mio Don. Se solo un mese fa pensavo che avrei potuto diventare prete…ora ho solo un casino dentro di me; sono scoraggiato e perso. Grazie per la tua preghiera e per un consiglio. Ne ho proprio bisogno. Carlo

RISPOSTA DI FRA ALBERTO
Carissimo Carlo, grazie per la fiducia e per gli apprezzamenti. (…) Mi fa piacere che in qualche modo il mio servizio con il blog ti abbia orientato a scrivermi. Questo passo, è molto positivo e dice il tuo desiderio di farti aiutare per uscire dal’isolamento in cui ti sei un poco rintanato. 
*IL Padre Spirituale. Credo dunque, come prima cosa, che dovresti ascoltare di più questo bisogno e pensare quanto prima di ritornare a parlarne con serenità anche con la tua guida spirituale. Quanto è necessario infatti, in questi momenti, consigliarsi, DIRSI, per non rischiare che tutto si areni e si blocchi!!  Il confidarsi con la propria Guida spiri­tuale, o almeno con un amico sincero, è sempre un grande aiuto per oggettivare e comprendere meglio le nostre sensazioni, chiamarle per nome e così provare ad affrontarle. Quando si è in un cammino vocazionale del resto, (come nella vita), è molto normale, attraversare fasi di aridità, di fuga o delusione e scoraggiamento. La PROVA è, credimi, una componente ineludibile e necessaria di questo cammino! Diffido sempre di chi non manifesta fatiche o dubbi o inciampi. 
* La Preghiera. Inoltre non dimenticare che ti sarà di grande utilità anche non avere paura di... "sfogarti" con Dio. Benchè nell’amarezza, nella frustrazione, nell'umilia­zione, puoi sempre infatti ritrovare nella preghiera un po’ di pace e serenità. Questo affidamento e “sfogo”, lo vediamo molto frequente, per esempio, nei Salmi. Al contrario noi, quando sopravvengono momenti difficili siamo tentati di decurtare, diminuire, concludere rapidamente la preghiera, proprio perché sentiamo poco o niente. Invece dobbiamo rivolgerci sempre al Signore dicendo: "Signore, sono nella prova, ma tu sei il mio Salvatore. Mostrati Salvatore e liberatore per me stesso, qui e adesso, ti prego." La preghiera fiduciosa, NONOSTANTE tutto, è sempre il momento in cui facciamo passi decisivi verso una scelta più libera e autentica del nostro futuro. 
* La Famiglia Ma mi voglio soffermare un attimo anche sugli ostacoli a cui accenni. Mi parli del rapporto difficile con la tua famiglia. Capisco il tuo dolore e la tua sofferenza, ma permettimi di spronarti! Ricorda che la tua vita appartiene solo a te e al Signore. E se è vero che niente e nessuno potrà mai toglierti le esperienze negative subite, è anche vero che, NONOSTANTE queste prove, niente e nessuno potrà ugualmente impedirti di condurre e dare ai tuoi giorni il senso e il significato che tu vorrai loro dare e che il Signore ti indica. E non recriminare troppo i tuoi genitori: a 25 anni può iniziare, infatti, anche il tempo del perdono, o almeno una presa di distanza più compassionevole, più mite ed adulta nei loro confronti, insieme invece ad un’assunzione sempre maggiore da parte tua delle tue responsabilità per la tua vita, di chi tu vuoi essere. E’ solo il bambino o l’adolescente che non sa fare tali passi! Ti traduco questo in termini evangelici con l’invito che Gesù rivolge a chi vuol essere suo discepolo, a “prendere la propria croce e a seguirlo” e non certo a puntare il dito sulle colpe altrui. Avrei anche molto altro da dirti poi sulle ferite, che, in uno sguardo di fede, diventano feritoie, opportunità; aprono ad insperate sensibilità e occasioni di bene! Ma solo la fede e la preghiera, sanno aiutarci in questo passaggio, a trasformare il male in bene! E poi…hai sempre un Padre nei cieli a cui guardare, e da cui lasciarti guardare con amore: non dimenticarlo mai!
*Lo Scoraggiamento. Questa sensazione è sempre presente prima o poi, in un cammino di discernimento. Cambia il tempo, cambia la stagione, cambia l'umore, tutto ci stanca e comincia a salire nel cuore il dubbio che stiamo per sbagliare tutto. I pensieri di scoraggiamento possono essere diversi, ma tutti conducono alla seguente conclusione: "Non serve a nulla, sono sempre come prima, non imparerò mai a pregare, non riuscirò a vincere me stesso, i miei difetti sono sempre gli stessi e il futu­ro rimane ugualmente nebuloso e oscuro". Questo ostacolo fa cadere molti. Se ci lasciamo irretire dal­lo scoraggiamento, veniamo disseccati interiormente e i pensieri negativi sono un piccolo bombardamento, che alla fine ci toglie il senso di tutto. Ciò vale per la preghiera, per i propositi che abbiamo fatto circa il nostro comportamento, la disciplina dei sensi (la sensualità di cui parli) e dello spirito, dell'orario, della regola di vita, dello studio, dei propositi di carità e di servizio. Ma come si vince lo scoraggiamento? Lo scoraggiamento si vince , “tenendo duro”, lottando, con pazienza e coraggio e fedeltà e tenacia, NONOSTANTE tutto! Come quando si sta salendo lungo un sentiero di montagna e si avverte improvvisamente un crampo o il freddo. Tenere duro è la sfida decisiva. E' il momento in cui posso provare al Signore di amarlo, e insieme provare a me stesso se veramente voglio fare qualcosa di autentico. E' un atto deciso e coraggioso che, a questo punto, diventa già risolutivo dello scoraggiamento, della insensibilità, del disagio provato. La lotta dunque, è parte del cammino di discernimento!!
* Il non Sentire. Un altro ostacolo a cui accenni è quello in cui dici : “Non sento più niente, ciò che sto facendo non mi dice più niente". Quello che prima facevi volentieri e ti veniva naturale - preghiera, momenti di dedi­zione, di sacrificio - adesso non ti dice più nulla: "Prego e non sen­to niente, cerco di fare il bene e non sento niente, quasi non avessi più voglia". Si tratta di un ostacolo veramente letale, perché, quando viene preso troppo sul serio, ci si arrende e ci si ritira. In realtà, carissimo Carlo, “il tuo sentire” o “non sentire” non è il tuo comandante, il tuo capo, il timone della tua vita; è il Signore che comanda e sei solo tu che puoi decidere di servirlo, di seguirlo, oppure NO! Non è dunque “ciò che senti” o che “non senti” che allarga il cuore o lo restringe, bensì il Signore che agisce nella tua libertà, a Lui donata. Dunque, ancora una volta assumiti la tua responsabilità davanti alla tua vita e al Signore, NONOSTANTE ogni sentire maligno!

* Carissimo Carlo, ecco dunque alcuni pensieri, scritti cercando di immaginare la tua situazione al meglio. Certamente il tuo Padre spirituale saprà essere più puntuale e vicino. Fai tesoro di quello che ti pare sensato e buono, tralascia quanto ti pare eccessivo e inutile. Ma sai.., non è facile dialogare solo per lettera, senza potersi guardare negli occhi. Al riguardo, se vorrai un incontro personale, mi troverai senz’altro disponibile. 
Concludo con un invito incoraggiante che traggo dalla prima Lettera di Giovanni ( 1 Gv 13-14): Scrivo a voi giovani, perché avete vinto il male (…) Ho scritto a voi giovani, perché siete forti, e la parola di Dio dimora in voi e avete vinto il Maligno”.
Ti abbraccio e benedico.  Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. 
Frate Alberto

P.s: Vedo che una parola ricorrente , nella mia risposta è: NONOSTANTE !! Fanne tesoro!

martedì 11 febbraio 2014

I Francescani a Lourdes, per amore dell’Immacolata

Il Signore vi dia Pace, cari amici.
Mi auguro che la vostra ricerca e il desiderio di conoscere la vocazione del Signore per la vostra vita, non siano venuti meno, ma anzi, continuino a "tormentarvi" e ad "inquietarvi". Il Signore ancora cerca cuori audaci, capaci di dirgli un SI' senza indugi o rimandi, ma in letizia e generosità. Vi incoraggio e vi sprono al riguardo perchè "il Signore ama chi dona con gioia"(2 Cor 6).


Oggi ricorre la festa della beata Vergine Maria Immacolata di Lourdes. 
Forse molti di voi non sanno che proprio a Lourdes, accanto al famoso Santuario di “Notre Dame”, vi è una nostra comunità francescana. Non solo! Si tratta in città dell’unica presenza religiosa maschile, cui il vescovo diocesano ha dato la possibilità di stabilirsi.  Come mai questo straordinario privilegio? Si comprende questa scelta in virtù dell’amore che sempre l'Ordine dei Frati Minori Conventuali ha avuto nella sua storia per l’Immacolata (vedi il beato Duns Scoto) e per il nostro essere legati in tempi più recenti, all’esperienza e alla spiritualità mariana di San Massimiliano Kolbe (frate minore conventuale polacco – martire ad Auschwitz e cantore dell’Immacolata).

Fr. Jean-Francois della Custodia di Francia
Il convento (giustamente intitolato a P. Massimiliano Kolbe), modesto e semplice, si trova nel centro storico della città, a pochi metri di distanza dal cosi detto "Cachot" dove Bernardette con la sua famiglia, visse un periodo segnato da stenti e povertà, nel tempo delle apparizioni. E' un luogo conosciuto e visitato da molti pellegrini, per via di un’interessante mostra su p. Massimiliano Kolbe, nel cosidetto “Pavillon”. Qui i  frati si dedicano a un’intensa attività di apostolato ed evangelizzazione sorretti dalla preghiera e dalla forza della fraternità, e animati da una spiritualità mariana “Kolbiana” che cercano di diffondere e comunicare non solo ai pellegrini in Lourdes, ma in tutta la Francia.

Carissimi, se dunque vi capita di recarvi a Lourdes, non dimenticate di far visita a questa piccola, ma significativa realtà francescana.
E a tutti un invito : per trovare la vostra strada fidatevi dell'Immacolata, confidate nella Vergine Maria; nelle tentazioni cercate il suo aiuto e la sua protezione. Lasciatevi ispirare e guidare dal suo ascolto obbediente. Il suo "sì", il suo "eccomi" siano anche il vostro. 
Vi benedico, affidando oggi ciascuno di voi, i vostri cari, i vostri ammalati, all’intercessione speciale della beata Vergine Maria Immacolata.
Fra Alberto

S. Massimiliano Kolbe
“Avvicinarsi all’Immacolata, renderci simili a Lei, permettere che Ella prenda possesso del nostro cuore e di tutto il nostro essere, che Ella viva e operi in noi e per mezzo nostro, che Ella stessa ami Dio con il nostro cuore, che noi apparteniamo a Lei senza alcuna restrizione: ecco il nostro ideale.
Inserirci attivamente nel nostro ambiente, conquistare le anime a Lei, in modo tale che di fronte a Lei si aprano anche i cuori dei nostri vicini, affinché Ella estenda il proprio dominio nei cuori di tutti coloro che vivono in qualunque angolo della terra, senza riguardo alle diversità di razza, di nazionalità, di lingua e altresì nei cuori di tutti coloro che vivranno in qualunque momento storico, sino alla fine del mondo: ecco il nostro ideale.
Inoltre, che la sua vita si radichi sempre più in noi, di giorno in giorno, di ora in ora, di momento in momento, e ciò senza alcuna limitazione: ecco il nostro ideale.
Ancora, che questa sua vita si sviluppi nello stesso modo in ogni anima che esiste ed esisterà in qualsiasi tempo: ecco il nostro caro ideale”.

(dagli Scritti di san Massimiliano Kolbe, n.1210)

domenica 9 febbraio 2014

News dai Postulanti di Brescia

Il magnifico chiostro trecentesco del Convento S. Francesco in Brescia - Sede del Postulato
Cari amici, Il Signore vi dia Pace.
Una delle tappe fondamentali nel cammino vocazionale di un giovane verso la vita religiosa francescana è il POSTULATO. Si tratta di un periodo di due anni , in cui si ha possibilità di verificare più da vicino la propria chiamata, vivendo a stretto contatto e pienamente inseriti in una comunità di frati. Al termine di questo tempo si ha quindi alle spalle una buona esperienza di fraternità e servizio e preghiera per potersi orientare meglio verso un'ulteriore scelta ancora più impegnativa: l'ingresso in NOVIZIATO, nel famoso anno "della prova" presso la Basilica di san Francesco in Assisi.
Le case francescane di Postulato in Italia , attualmente sono tre: a Brescia ( per il Nord Italia) a Osimo per le regioni del Centro, a Benevento per il Sud e le Isole.
Dai giovani del nostro Postulato di Brescia ho ricevuto recentemente alcune fotografie e una breve cronaca della loro vita nell'ultimo mese, che vi propongo volentieri, con l'invito a ricordarvi nella preghiera di questi ragazzi "audaci e temerari". Proprio così!! Hanno, infatti, intuito una voce e una chiamata del Signore, ed ora stanno mettendosi in gioco seriamente per Lui, in un discernimento certo non facile, anche se bello e luminoso. Si tratta di passi per nulla scontati per dei ragazzi, in questo nostro tempo secolarizzato e individualista, in cui anche il solo pensare a "diventare frate" è cosa "da pazzi"!! Ma, del resto, lo stesso San Francesco un giorno così disse di sé e della sua scelta di vita: «Il Signore mi ha rivelato essere suo volere che io fossi un pazzo nel mondo».
Ai cari Postulanti, va dunque tutta la nostra simpatia e incoraggiamento: sono “il vivaio” francescano!
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. fra Alberto

Brescia- Benedizione delle stanze 2014 - Alcuni Postulanti
Notizie dal Postulato di Brescia- Chiesa/convento di San Francesco.
Tornati dalle vacanze natalizie in famiglia, la nostra vita in convento è ripresa nella sua normalità soprattutto con le molteplici attività socio-caritative e di volontariato che ci vedono ogni giorno impegnati presso vari centri per disabili e anziani e ammalati della città di Brescia. Abbiamo ripreso poi anche i servizi liturgici nella nostra bellissima chiesa (sempre molto frequentata), ma anche i momenti di fraternità, tanto attesi da alcuni quanto ..."temuti" da altri. :)
Raccontiamo con ordine questo mese di ripresa delle nostre attività:

Quale inizio migliore se non con una benedizione ?
La sera  del nostro rientro in convento , nel giorno dell'Epifania, abbiamo infatti partecipato alla benedizione
delle stanze e degli ambienti comunitari e all'estrazione per ciascuno di noi (Frati e Postulanti) di un santo protettore per quest’anno; una tradizione tutta francescana e che si ripete in ogni Convento.
Dopo i vespri , il coro dei postulanti, la comunità dei frati e il padre Guardiano (fra Giancarlo Paris) partendo dalla sacrestia hanno visitato e benedetto ogni ambiente e spazio del convento, concludendo poi la serata in fraternità con la cena e il gioco della tombola a premi.

Come dicevo prima , sono riprese anche le serate di martedì e sabato dedicate alla fraternità. Un'apposita commissione si dedica all'animazione e decide le attività delle serate alternando la visione di un film a momenti di giochi di gruppo: lascio alla libera fantasia di ciascuno immaginare come i postulanti siano in grado per es. di rappresentare alcune scene bibliche (ed altro) con oggetti esclusivamente della modernità!!!

Sabato 11 e domenica 12 abbiamo poi avuto la gioia di condividere il fine settimana con i giovani del Gruppo san Damiano, nel loro appuntamento mensile. In particolare, questo incontro è stato caratterizzato dalla presenza in convento anche dei tanti gruppi di ricerca vocazionale presenti nella Diocesi di Brescia e che ogni anno si ritrovano insieme per un momento di preghiera e condivisione comune. Il nostro Vescovo, Mons. Luciano Monari ha animato la mattinata di domenica con una bellissima lectio divina e celebrato quindi la S. Messa per i tanti giovani presenti per l'occasione.

Il giorno 27 di gennaio un'altra giornata importante per tutti noi è stata la celebrazione della conversione di Fra’ Giacomo Bulgaro, "Servo di Dio" che proprio qui a Brescia, (il suo corpo riposa nella nostra chiesa dove visse tanti anni), ha testimoniato attraverso il servizio e la semplicità della sua vita, la capacità di donarsi ai confratelli e poveri.

Simeon Rossi Frasca -Postulante

venerdì 7 febbraio 2014

Corso Vocazionale Francescano "Gruppo San Damiano"

La chiesetta di San Damiano, nei pressi di Assisi è certo uno dei luoghi più significativi nell' esperienza spirituale e vocazionale di San Francesco. Qui, infatti, dopo la sua conversione, avvenne il famoso episodio in cui Cristo Crocifisso gli parlò, inviandolo a "riparare la Chiesa, che minacciava rovina". Francesco, in realtà,  aveva imparato ad amare questo luogo solitario e immerso nella quiete degli ulivi, già tempo prima, fin dall'inizio della sua ricerca inquieta e dolorosa. A San Damiano infatti, già da tempo, gli piaceva ritirarsi per starsene in silenzio e in preghiera; per riflettere e interrogarsi sul senso più vero e profondo da dare alla sua vita.

"Signore, cosa vuoi che io faccia?": ecco l'invocazione che tante volte qui lo aveva accompagnato (prima ancora che il Crocifisso gli parlasse), insieme alla fatica di comprendere la direzione e la volontà di Dio per la sua vita. Si era spesso recato a San Damiano anche per un altro
motivo: vi aveva scoperto la non comune possibilità di un confronto e di un aiuto, da parte di un anziano sacerdote, custode della chiesetta. Costui sapeva ascoltarlo pazientemente e fraternamente e gli era stato di conforto e sostegno più di qualche volta, nel suo difficile e confuso cammino di ricerca e di discernimento.


Anche a te caro amico in "ricerca" e che forse ti senti chiamato alla vita religiosa francescana, noi frati riproponiamo la medesima esperienza e lo stesso cammino che San Francesco percorse alla scoperta della propria vocazione. Lo facciamo invitandoti al "Gruppo san Damiano"
Si tratta della possibilità, di ritrovare spazi di silenzio e di quiete interiore; di vivere un incontro speciale con il Signore, nell'ascolto della Sua Parola e nella preghiera; di poter conoscere più da vicino una comunità francescana; di condividere con altri giovani un desiderio e una ricerca; di avere la possibilità di un confronto libero e fiducioso con noi frati.. 
Siamo consapevoli di proporti un itinerario molto bello, ma anche impegnativo: del resto è in gioco la tua vita, e non si può barare o giocare. 
Gli incontri si svolgono di norma una volta al mese.
Il Corso vocazionale del Gruppo San Damiano è attivato dai frati in varie zone d'Italia. Per le Regioni del Nord il prossimo appuntamento sarà sabato 15 e domenica 16 febbraio (Convento San Francesco-Brescia).
Se sei interessato e per ogni informazione contattaci. 
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. 
fra Alberto






CONTATTI

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fra Alberto 
fra Francesco 


Per le altre regioni: Centro-Sud-Isole

mercoledì 5 febbraio 2014

Insieme ai frati del convento di Longiano... è più bello!

Pace e bene a voi tutti cari ragazzi
in ascolto e in ricerca della vocazione del Signore per la vostra vita. Ricevo molte lettere in cui mi si chiede: "ma..che cosa fanno i frati"; "di che si occupano i frati?"; "come trascorrono la giornata i frati?". Spesso la domanda è accompagnata da ipotesi abbastanza "suggestive" e legate a stereotipi o ancor più a pregiudizi sulla vita religiosa che lasciano il tempo che trovano. Vi presento oggi dunque uno spaccato di vita francescana, molto reale e concreta, andando un poco a curiosare in un nostro convento. Vi parlerò dei Frati del Convento del SS. Crocifisso in Longiano (vicino a Cesena), prendendo a riferimento un bel articolo apparso recentemente sul "Messaggero di S. Antonio" ( la rivista della basilica del Santo). Sotto indico anche il recapito del Convento e ai giovani "cercatori" della zona (e non solo) che volessero conoscere più da vicino questa bellissima realtà, rivolgo un invito: "Andate a trovare i frati! Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. 
fra Alberto 

Particolare del Crocifisso
Il Convento di Longiano
All’inizio di tutto c’è un bellissimo Crocifisso dipinto del XIII secolo. Ma c’è anche una vitella. O, meglio, ci sono un Crocifisso e una vitella insieme, che si ritrovano inaspettatamente l’uno davanti all’altra il 6 maggio 1493. Causa il popolo, che intendeva donare la vitella ai frati radunati in capitolo, nel convento di Longiano (Forlì-Cesena). Immaginiamo per farla finire arrostita sui loro piatti. Se non che, detta vitella, passando davanti al Crocifisso in questione – che a quel tempo era appeso nel chiostro del convento – decide di irremovibilmente inginocchiarsi davanti a esso.
Per la cronaca, solo la benedizione del padre guardiano schiodò la nostra vitella da lì, anche se non ci è stato tramandato se questa inusitata devozione la salvò o meno dal finire in pentola. Ma certamente non dal diventare protagonista, insieme con il Crocifisso, del «miracolo di Longiano». Che richiama, complice la breve distanza, un miracolo simile avvenuto a Rimini: quello della mula che, pur affamata, disdegnò un cesto di buona biada per inginocchiarsi piuttosto davanti al Santissimo Sacramento tenuto in mano da frate Antonio, il nostro futuro Santo. Ma anche il famoso episodio del lupo di Gubbio, che abbassò orecchie e alterigia davanti a frate Francesco.

Accogliersi l’un l’altro
Scartata l’ipotesi che uno strano morbo avesse infettato gli animali di quelle regioni, colpisce il loro «inchinarsi» devoto davanti al segno, anzi alla realtà della fraternità e della comunione. Visto che Croce ed Eucaristia proprio di ciò ci narrano: di un Dio che si fa prossimo all’uomo, si dona a lui mettendosi nelle sue mani, per essere possibilità di nuove relazioni umane, nuova famiglia di Dio. È come se la vitella ci testimoniasse che vale la pena «inchinarsi» solo davanti a ciò e a Colui che crea comunione!
Con tali premesse, se la fraternità francescana che vive nel convento accanto al santuario del SS. Crocifisso, avesse avuto anche solo qualche dubbio circa l’essere appunto una «fraternità» (già in quanto tale: come seguaci di Francesco d’Assisi ma anche, perché no? della famosa vitella), non avrebbe potuto che farselo passare, sentendosi investita proprio da questo compito: creare, favorire, alimentare la fraternità! Insomma, crederci, e prepararsi giorno per giorno a ricevere continuamente da Dio questo stupendo dono!
La Comunità dei frati con il Guardiano, fra Mirko, il più giovane a sinistra.
E in effetti essa svolge con applicazione e fantasia questo suo compito, prendendo le mosse proprio da se stessa. Animati da fra Mirko, il giovane superiore della comunità, i frati, tra cui Jakobus (indonesiano, in partenza per la missione in Cile), cercano di accogliersi l’un l’altro come direbbe san Francesco, e cioè come dono reciproco, come «caval donato» a cui non sta bene preventivamente guardare in bocca. Nella fatica di sapersi e sperimentarsi diversi, ma allo stesso tempo nutrendosi degli stessi sogni, furbescamente valorizzando e approfittando di tutti gli attimi che fanno la giornata: condividendo preghiera, tavola, lavori domestici, progettazione di impegni e responsabilità. Ma anche regalandosi con coraggio un tempo tutto per sé, la giornata del martedì, libera da impegni pastorali: la gente lo sa, rispetta e, probabilmente, in tempi tanto frenetici e dove sembrerebbe non esserci spazio per relazioni gratuite, persino ammira e invidia.

Compagne e compagni di strada
Già se fosse solo così sarebbe certamente una bella compagnia di frati. Ma sarebbe pur sempre ancora troppo poco, una scommessa con una minima puntata. E allora la fraternità è vissuta, ad armi pari, con alcune suore francescane missionarie di Assisi, che vivono accanto ai frati condividendone la preghiera giornaliera e l’animazione pastorale. Suor Emilia e le sue consorelle, Rosa, Adele e Antonia, non sono semplicemente e opportunisticamente «forza lavoro» in aiuto ai frati (benché anche di questo ci sia tanto bisogno). Sono compagne di strada.
Ma a questo punto non c’è due senza tre. Perciò, per portare fino in fondo, alle giuste conclusioni, le premesse, è stata ristrutturata una parte del grande convento, che anni fa serviva come seminario, ricavandoci quattro appartamenti. Dove, lo si sarà ormai capito, vivono alcune famiglie: Marzia e Antonio, francescani secolari, con i loro quattro figli; Benedetta e Andrea, sposi novelli, ex scout; Celestin con la sua famiglia romena e, infine, Maria Letizia e Paola.




Tutti insieme, frati, suore e laici, pregano, condividono momenti di formazione e corresponsabilità, organizzano e gestiscono proposte di preghiera con tutta la gente, come l’adorazione eucaristica del lunedì sera, piuttosto che proposte spirituali e pastorali per le famiglie o i giovani del territorio, con la possibilità di fermarsi anche per più giorni in accoglienza. Il prossimo impegno, per esempio? Una paventata sfida a calcio tra «condominio», come simpaticamente si autodefinisce la parte laica della grande famiglia, e religiosi. Dal risultato, insinuano le malelingue, scontato. Anche perché Gioele, il più piccolo della compagnia e provetto calciatore, si sta allenando.

Questa calda «vicinanza» reciproca innesta e provoca ulteriori percorsi virtuosi: la bella e numerosa fraternità dell’Ordine francescano secolare, l’attivissimo Gruppo missionario, gli abili artisti del presepio. O l’associazione Homo viator, la quale, con il coinvolgimento di altri volontari, anima progetti di accoglienza e di doposcuola per bambini e giovani, sia in casa sia, soprattutto d’estate, al Villaggio San Francesco al passo dei Mandrioli, sulla strada per Camaldoli. 
Tutto ciò è quello che si vede a prima vista. E pare così naturale e semplice da sembrare persino scontato: uomini e donne, consacrati o sposati, che hanno ritrovato la fatica, il gusto e il piacere di stare insieme. Ma anche la strada per arrivare fin lì dove ognuno si scopre bisognoso e, allo stesso tempo, risorsa per gli altri. Ma che cos’hanno in comune? Certamente non riuscirebbero a camminare assieme in questa variopinta e chiassosa «armata brancaleone», se non avessero scoperto di essere tutti ugualmente seppur diversamente, ciascuno a modo proprio e secondo percorsi di umanità e santità propri, figli e figlie dello stesso Dio! Fratelli e sorelle tra di loro, di Francesco e Chiara d’Assisi, di ogni uomo e ogni donna. Soprattutto dei bisognosi e dei poveri. Perché sul volto di ognuno risplendono i linea­menti del volto di Cristo. È forse poco?

di fra Fabio Scarsato
(Messaggero di S. Antonio)

Santuario del SS. Crocifisso Longiano (FC)
tel. 0547 665025 - e-mail santcrocif@libero.it 
sito www.santcrociflongiano.blogspot.it

martedì 4 febbraio 2014

Un dono più grande

Fra Massimiliano pone la sua firma dopo aver pronunciato i Voti religiosi
LA VOCAZIONE
APPORTA A CHI VI RISPONDE
QUALCHE COSA 
DI PIU' GRANDE DI LUI.
Anne Dauphine Julliand 
( scrittrice)



Cari amici, il Signore vi dia Pace.
ricevo spesso lettere di giovani che pur se attratti dalla vita religiosa e pur intuendo la chiamata ad una consacrazione, restano titubanti e incerti di fronte a tale scelta vista come una enorme rinuncia. Per non parlare poi delle accese obiezioni che più volte mi sono state rivolte da genitori o amici di ragazzi che partecipavano al Gruppo san Damiano o che solo manifestavano un desiderio di conoscere i frati più da vicino. Fra i motivi di tale ritrosia vi è spesso la convinzione che diventare prete o frate o suora, sia una sorta di svilimento di sé, di deprezzamento, di rinuncia delle proprie capacità o talenti, di non piena realizzazione sia dal punto di vista umano che intellettuale e affettivo e che in fondo, sia una sorta di FUGA. In realtà, il Signore con la vocazione non vuole privarci di nulla, ma piuttosto donarci "un di più", chiamandoci ad una relazione di amicizia e d'amore esclusiva e privilegiata con Lui. In tal modo l'orizzonte di senso e anche di impegno e responsabilità certo non si restringe, ma piuttosto si amplia e si fa ancora più grande, così che  la vita di un consacrato (se vissuta in questo legame privilegiato con Dio) sempre si arricchisce di prospettive inedite e di sempre nuove possibilità di bene, di bellezza, di dono, di crescita, di affetti. E' dunque sempre e solo la profonda relazione con Dio a giustificare una decisione così radicale come il lasciare tutto per diventare francescano: un gesto inspiegabile per il mondo e considerato "da pazzi"per tante persone, ma irrinunciabile per chi si è sentito chiamare personalmente dal Signore.  Al riguardo ho trovato un articoletto interessante su un giornale locale (La Tribuna - Treviso) che riporta l'esperienza di un nostro giovane frate ( fra Massimiliano Patassini) oggi studente di teologia a Padova. Avevo già scritto per la verità un post tempo fa su di lui, proponendovi la sua testimonianza come Novizio in Assisi. 
Dunque cari amici, coraggio...Il Signore Gesù ancora continua a chiamare per offrirci "un di più". Non disprezziamo il Suo Dono!
A Lui sempre la nostra Lode. frate Alberto



Massimiliano, 29 anni, genio matematico diventa frate minore
Vidor (Tv) Ricercatore univesritario sceglie la vita in convento. Il 7 settembre ha preso i voti nella Basilica di san francesco in Assisi.Il dottor Patassini, da qualche giorno, è diventato fra’ Massimiliano. 

A 29 anni, il giovane ricercatore di Colbertaldo di Vidor, (Tv) che aveva appena conseguito un prestigioso dottorato in Scienze Matematiche, ha deciso di prendere i voti nell’Ordine dei Frati Minori Conventuali di Assisi. E sabato 7 settembre, dopo una cerimonia nella basilica di San Francesco, Massimiliano è diventato un frate francescano, abbandonando ogni velleità di carriera accademica. Non ha voluto ascoltare i professori che parlavano di “spreco” di talento, ma il suo cuore, che fin dal 1999 lo indirizzava ai gruppi vocazionali diocesani del Quartier del Piave. Dopo la Professione, lo hanno festeggiato tre comunità: Colbertaldo, dove è nato e cresciuto, Vidor, nella cui parrocchia è stato volontario negli anni dell’adolescenza seguendo vari gruppi di ragazzi, e Pieve di Soligo, dove ha studiato. E proprio all’Istituto Casagrande di Pieve, Massimiliano scopre di avere un talento particolare per la matematica. Una dote subito riconosciuta da professori e compagni, che lo porta a risultati eccellenti, oltre che in pagella, anche nelle Olimpiadi di matematica. E quando si iscrive all’Università di Padova, per approfondire la sua grande passione, il suo destino sembra segnato: una brillante carriera da accademico, o da ricercatore all’estero. O magari da professore. Massimiliano, classe 1983, brucia le tappe: nel 2005 laurea triennale in Scienze Matematiche, nel 2007 laurea specialistica e titolo di dottore magistrale. A soli 24 anni, è una grande promessa delle scienze, e un nome già piuttosto conosciuto nella comunità accademica. Due anni dopo la laurea, a dottorato già intrapreso, arriva l’esperienza che gli cambia la vita: è il 2009, e Massimiliano (dopo una breve esperienza ad Assisi) accetta il suggerimento dei frati minori conventuali e per due anni segue il percorso vocazionale entrando in Postulato a Brescia. Le due anime, solo in apparenza antitetiche, di matematico e uomo di fede, all’inizio convivono. Nel 2011 arriva l’agognato dottorato in matematica, ma nel settembre 2012 Massimiliano decide di entrare in convento ad Assisi, per il noviziato: di fatto, 12 mesi di prova per testare la propria vocazione. Un anno dopo, fra’ Massimiliano ha scelto. La matematica resterà una passione. Ora tornerà a Padova, ma non all’Università: nel convento di Sant’Antonio dottore intraprenderà gli studi teologici. A Vidor lo aspettano i genitori, Anna e Francesco, e le due sorelle Elena e Donata.
(La Tribuna - Treviso)

lunedì 3 febbraio 2014

Consacrati per ripresentare Gesù

Cari amici,
in ricerca della vocazione per la vostra vita, il Signore vi dia pace.
Ieri (domenica 2 febbraio) si è celebrato in tutta la chiesa "La festa della vita consacrata"; una giornata dedicata a questa particolare vocazione e a tutti i religiosi sparsi nel mondo: suore,  frati, monaci e monache... Un'occasione di preghiera e riflessione riguardante una scelta di vita bellissima, ma certo anche impegnativa ed esigente, eppure mai così necessaria per questo nostro mondo arido e sterile e triste. Essa infatti, altro non è che la chiamata divina a rinnovare e ripetere i passi di Gesù, i suoi gesti, le sue parole, i sui sentimenti, le sue scelte, il suo modo di vivere. 

Ma ci pensate cari amici? Ai religiosi, ai frati (come me!), alle suore...spetta il compito di ripresentare con la propria persona nientemeno che Gesù!! A noi religiosi spetta farlo vedere, farlo parlare, renderlo presente!! Credo che a tutti appaia anche evidente la distanza fra questo compito altissimo e i limiti, i difetti, i peccati che poi ci caratterizzano! Ma ciò che è straordinario è che il Signore ancora continui a fidarsi di povere persone (come me), come noi consacrati, per dire il suo volto di bontà e misericordia e amore ad ogni uomo! Non solo! Ancora il Signore continua a chiamare e ad affascinare alla sua sequela giovani, ragazzi e ragazze, disposti a lasciare tutto per seguirlo più da vicino. 

Per tutti ancora chiedo la vostra preghiera: per la santità di ogni consacrato e per quanti sentono nel loro cuore questo richiamo irresistibile e misterioso.
Vi benedico e incoraggio. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
frate Alberto


“Veramente la vita consacrata costituisce
memoria vivente del modo di esistere e di agire di Gesù 
come Verbo incarnato di fronte al Padre 
e di fronte ai fratelli” 

(Giovanni Paolo II, Vita Consecrata, n. 22)

domenica 2 febbraio 2014

Essere luce

Domenica 2 febbraio 2014
Presentazione del Signore

Giornata mondiale della Vita Consacrata
Giornata nazionale per la Vita

“I miei occhi hanno visto la tua salvezza:
luce per rivelarti alle genti”
(Lc 2,30)

Ogni 2 febbraio, nella festa della Presentazione del Signore, mentre l’inverno sembra farsi più mite, quasi a conclusione naturale del tempo di Natale, come da precedente calendario liturgico, la Chiesa celebra la Giornata della Vita Consacrata. E’ la festa detta anche della Candelora, a motivo di Gesù, scorto nel tempio dal vecchio Simeone come “luce delle genti”. Dietro a Lui, luce, tante piccole luci che attingono alla sua fiamma: monaci, monache, frati, suore, ed persone consacrate senza essere in convento, secondo le varie forme suscitate nella storia dallo Spirito. Sono coloro che hanno scelto di dedicare tutta la vita alla causa di Gesù, per vivere come Lui, per essere luce offerta al mondo per la semplice gioia di consumarsi, come una candela, illuminando e riscaldando altri.

Quest’anno, in coincidenza - cadendo nella prima domenica di febbraio - la Chiesa italiana celebra la Giornata per la Vita che ha per tema: “Generare la vita è generare futuro”. I nostri vescovi scrivono nel messaggio per questa Giornata: “Generare… anche e soprattutto oggi, nel tempo della crisi; da essa si può uscire mettendo i genitori nella condizione di realizzare le loro scelte e i loro progetti. (…) il grande desiderio di generare, resta mortificato per la carenza di adeguate politiche familiari, per la pressione fiscale e una cultura diffidente verso la vita. Favorire quest’aspirazione di generare vita porterebbe ad invertire la tendenza negativa della natalità, e soprattutto ad arricchirci del contributo unico dei figli, autentico bene sociale oltre che segno fecondo dell’amore sponsale”.

Al Signore della Vita, chiediamo abbondanza di vita e la gioia di fratelli e sorelle che ‘per sempre’ la consacrano a Lui, come luce che risplende per tutti.