mercoledì 3 ottobre 2012

Transito del Serafico padre S. Francesco

La sera del 3 ottobre S. Francesco, ormai morente, (...) giunto alla Porziuncola, si fece deporre nudo sulla terra nuda, nascondendo con la mano sinistra la piaga sul costato. E di li, spogliato della veste di sacco, alzò come sempre, il volto al cielo, tutto intento con lo spirito a quella gloria. Disse ai fratelli: "Io ho fatto il mio dovere, Cristo v'insegni a fare il vostro" (FF 804)


Lettera indirizza ai frati per la morte del Poverello di Assisi
da Frate Elia,
primo successore alla guida dell'Ordine francescano
e designato dallo stesso Serafico Padre
Al caro fratello in Cristo, Papa Gregorio e a tutti i Frati, Frate Elia peccatore invia il suo saluto.
Ancor prima di iniziare a parlare, sospiro e piango perché ciò che temevo mi ha colpito ed ha colpito anche tutti voi... Che cioè si è dipartito da noi il nostro consolatore, colui che ci portava quali agnelli sulle sue braccia affettuose, e si è recato quasi pellegrino nelle alte regioni dei cieli, egli che era stato tanto privilegiato da Dio e amato dagli uomini.
Vera luce era la presenza dei nostro fratello e padre Francesco, non solo a noi, suoi prossimi per la vita e la fede, ma anche ai lontani: luce promanante dalla luce suprema per dissipare le tenebre e “guidare sulla via della pace e dell’eterna salvezza coloro che camminano all’ombra della morte”.
Come sole raggiante nel cielo risplendeva il suo calore, rischiarando il Regno di Dio. Al fuoco del suo amore si infiammavano gli animi; i cuori dei padri si aprivano alla benevolenza dei figli; gli imprudenti si rivestivano della prudenza dei giusti, e si preparava in tutto il mondo un nuovo popolo per il Signore.
Fino ai più lontani confini della terra il suo nome è celebrato e le mirabili sue gesta sono ammirate in tutto l'universo.
Perciò allontanate da voi ogni tristezza; e se volete piangere, piangete per voi stessi e non per lui: perché noi, più che essere nella vita siamo preda della morte, mentre lui è passato dalla morte alla vita.
Ed ora dò notizia di una grande cosa, di un miracolo veramente nuovo. Infatti non si è mai risaputo nei secoli che un simile segno si sia verificato se non in Cristo Figlio di Dio.
Non molto tempo prima della morte Francesco apparve crocifisso, portando nel suo corpo le cinque piaghe come le vere stimmate di Cristo...
Dunque, fratelli, benedite il Signore e ringraziatelo perché ci ha manifestato la sua misericordia, e conservate la memoria del nostro fratello e padre Francesco a gloria di Colui che ha voluto magnificare dinanzi agli uomini e agli angeli...
E pregate Lui stesso perché per sua intercessione il Signore ci renda partecipi della sua santa grazia.
Amen.
(Fonti Francescane. 305-314)

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* Per chi desiderasse partecipare alla celebrazione del TRANSITO (il ricordo della morte di Francesco), questo solitamente si vive in tutte le chiese francescane la sera del 3 ottobre. In particolare segnalo la celebrazione che si terrà questa sera alla Basilica di S. Antonio (Pd) alle ore 21,00.

* Da molti ho ricevuto richiesta di avere la Liturgia del Transito. Vi segnalo la stupenda versione proposta dai nostri Frati della Basilica di san Francesco in Assisi 

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