domenica 26 agosto 2012

Signore, da chi andremo...?

«Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna»



Preghiera
Solo in Gesù, mio Signore e mio Dio, riposa l’anima mia: da lui la mia speranza.
Lui solo è mia roccia e mia salvezza, mia difesa: non potrò vacillare.
In Gesù è la mia salvezza e la mia gloria;
il mio riparo sicuro, il mio rifugio è in Gesù, mio Dio e mio tutto

(dal Salmo 62)

sabato 25 agosto 2012

Cosa fa un frate...?

Pace e bene
a voi tutti, cari giovani amici "in ricerca".

Il Signore vi mostri sempre di più la vostra strada e la vostra autentica vocazione. Molti di voi mi scrivono, affascinati della vita di S. Francesco, chiedendomi di che cosa si occupi un frate, cosa faccia un frate (ho già scritto varie volte sull'argomento). Ebbene mi piace rispondere sinteticamente che un frate, come San Francesco, prima di tutto è molto, molto, molto impegnato con Gesù, e primariamente e sopra ogni altra cosa si occupa di Lui!

Così scrive un biografo del Poverello di Assisi, Tommaso da Celano: "Francesco era davvero molto occupato con Gesù. Gesù portava sempre nel cuore, Gesù nelle labbra, Gesù nelle orecchie, Gesù negli occhi, Gesù nelle mani, Gesù in tutte le altre membra. Quante colte, mentre sedeva a pranzo, sentendo o pronunciando lui il nome di Gesù, dimenticava il cibo temporale e, come si legge di un santo, “guardando non vedeva e ascoltando non udiva”. C’è di più, molte volte, trovandosi in viaggio e meditando o cantando Gesù, scordava di essere in viaggio e si fermava a invitare tutte le creature alla lode di Gesù...".


Dunque Gesù è la nostra prima occupazione e in nome Suo tutto procede. Al riguardo vi segnalo uno dei grandi impegni che , in nome di Gesù, noi Francescani portiamo avanti con gioia e passione: la Pastorale con i Giovani. Proprio perchè amiamo Gesù, ecco che giovani e ragazzi ci stanno a cuore; ci sta a cuore la loro crescita umana e cristiana; ci sta a cuore il loro futuro e il loro domani, ci stanno a cuore le loro fatiche e difficoltà, così come i loro sogni e slanci... Questo fa sì, che durante l'anno siano moltissime le nostre proposte rivolte alla gioventù, qui al Nord (www.riparalamiacasa.it), ma anche in tutte le regioni italiane in particolare ad Assisi (CNPGV).
Soprattutto l'estate, diventa un autentico fermento di iniziative:  fra le molte anche da me vissute (ben 4 campi-giovani) ricordo il recente Meeting Internazionale svoltosi ad Assisi dal 5 al 12 agosto con centinaia di ragazzi giunti da varie nazioni del mondo con i loro frati. Sotto vi propongo un video dei nostri frati spagnoli che vuole un poco riassumere questa stupenda esperienza. Ricordando insieme a molti ragazzi i bei momenti passati insieme, vi benedico.
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.

frate Alberto

venerdì 24 agosto 2012

Vocazione e Bellezza

Pace e bene
a voi tutti cari giovani amici in ricerca della vocazione del Signore per la vostra vita.
In questi mesi estivi sicuramente vi sarà capitato una sera di contemplare uno stupendo tramonto sul mare, o di restare incantati di fronte allo splendore di un panorama alpino, o magari, semplicemente commuovervi per un incontro con una persona cara o per avere ascoltato una musica che vi ha trasportato "oltre".. E' bello pensare, forse perchè non più così scontato,  che ancora abbiamo la capacità di stupirci e  meravigliarci e lasciarci toccare il cuore dalla "Bellezza". La "Bellezza": un richiamo dell "Infinito" che è inscritto in noi, un segno della presenza misteriosa eppure vivissima di Dio anche in ogni  più piccola particella del cosmo. Purtroppo però, talvolta, come dice il salmo 114, abbiamo "occhi, ma non vediamo...orecchi e non sentiamo"..!!! Un grande scrittore inglese Gilbert Chersterton (convertitosi al cattolicesimo con molto scandalo dei suoi colti colleghi ) scriveva : " nel mondo non mancano certo le "meraviglie", quanto piuttosto la "meraviglia"! E così la nostra vita si protrae spesso triste, ripiegata, senza slanci, timorosa...anzichè essere ripiena di lode e gratitudine e riconocenza e gioia...
Qualcuno si chiederà cosa centra tutto questo con la vocazione!? Ebbene cari amici, solo un cuore che ancora si lascia stupire, che ancora coglie l'incanto del creato, che ancora sa riconoscere gli innumerevoli segni di "bellezza" che costellano la propria esistenza e quella nel mondo, solo costui, ha ancora gli occhi puri e limpidi di un bambino, solo costui ha l'animo libero per una risposta più generosa e gioiosa anche ad una chiamata tanto impegnativa e alta come è quella religiosa francescana. La vocazione francescana infatti scaturisce e germina, come per S. Francesco da una lode del cuore e dell'animo verso Gesù, il Signore, "il più bello fra i figli dell'uomo" (Sal 44); scatuirsce dal riconoscimento grato e meravigliato del Suo agire stupendo e provvidente nella nostra vita, nella vita di ogni uomo e nel mondo.
"Laudato sii mi Signore": ecco lo slogan, il progetto di vita di san Francesco e di ogni francescano. 

Oggi vi propongo al riguardo la riflessione di un giovane, Giulio, (di 19 anni) che recentemente ha partecipato ad Assisi agli esercizi spirituali vocazionali. Giulio ci parla proprio della "bellezza". Lo ringrazio per il  contributo che ci offre, ancora più prezioso, considerando la sua giovanissima età.
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
Frate Alberto da Padova (fra.alberto@davide.it)

Laudato sii o mi' Signore
LA BELLEZZA
Ti sei mai chiesto perché, talvolta, quando ti trovi ad osservare un paesaggio, un plenilunio, un tramonto, una persona o, più semplicemente, una particolare opera d’arte, non puoi trattenerti dal sospirare?
Ti sei mai chiesto perché senti dentro di te il desiderio di fermare il tempo e rimanere solo, tu e “quel qualcosa” che ti ha stupito, in una dimensione estatica ed eterna?
Quel flebile sospiro, o quel desiderio di perpetua contemplazione non sono altro che la manifestazione di una spontanea attrazione, insita in noi, per quella realtà ammirata. Perché questo accade?
Semplicemente perché in quell’oggetto, in quella persona, in quella porzione di Creato, abbiamo riconosciuto la Bellezza.
Badate che l’idea a cui alludo con il termine “Bellezza”, non ha niente a che vedere con quella propostaci da questa nostra società che si nutre di consumismo e di conformismo. Non vi è nulla di Bello, ad esempio, in quei corpi svenduti che i media ci mostrano.
Bello è ciò verso cui si è attratti non perché mossi da interessi o secondi fini, ma perché piace di per sé. “Il gusto del Bello – come sosteneva Kant (grande filosofo del 1700) – è un piacere disinteressato e libero perché in esso l’approvazione non è imposta da alcun interesse, né da sensi, né dalla ragione.(…) Infatti ogni interesse presuppone o produce un bisogno e, come motivo dell’approvazione, non lascia libertà al giudizio sopra l’oggetto.”
Noi giovani siamo spesso indotti a pensare ogni cosa in termini di tornaconto: “bello” è qualcosa, nella misura in cui mi dà ebbrezza o piacere. Ma questo sistema non fa altro che renderci dipendenti da un bello che non è vera Bellezza, ma menzogna o illusione, e ci rende in ultima analisi schiavi di noi stessi. Diveniamo schiavi dell’apparenza, del fumo, della moda, del piacere, dell’ozio, del nostro cellulare, del nostro appuntamento con facebook.
Sapete cosa vuol dire essere schiavi? Significa non potere essere pienamente sé stessi, significa dipendere da un altro, significa non poter fare a meno di un oggetto… ci pensate! Essere schiavi vuol dire semplicemente non essere liberi.
Chi più di noi giovani cerca la Libertà? Chi più di noi la implora, la supplica, la pretende?
Ma, se ci pensiamo… chi più di noi giovani, in quest’ansia di autoaffermazione e indipendenza, non trova altro che schiavitù?
Sciogliamoci da queste benedette catene che ci soffocano, ci avvinghiano e ci trattengono in uno stato di passività e sudditanza che non ci è proprio! Troviamo il coraggio di guardare in alto! la Bellezza non è un’ utopia! C’è, è fra noi, è in noi. La si può scorgere in un fiore, negli occhi o nel sorriso di una ragazza, in un’alba, nella musica, ovunque…
Il dovere di noi giovani è amarla, coltivarla, ma soprattutto difenderla; saremo più liberi e più veri e potremo finalmente dare risposta a quel sentimento di insofferenza e a quel desiderio di evasione che tanto ci urge: la Bellezza, e a dirlo era Dostoevskij, salverà il mondo!
Ogni grande opera d’arte, come la Natura stessa, è Bellezza. E, fate attenzione, se come scriveva Schelling (filosofo vissuto tra il 1700 e il 1800) l’Arte non è altro che rappresentazione del trascendente nell’immanente, trovando la Bellezza non faremo altro che toccare con mano l’Infinito stesso.


Il video qui sopra , propone il famoso canto "laudato sii", offertoci da una "band" di fraticelli polacchi: è un ivito alla lode e alla letizia nel Signore.

giovedì 23 agosto 2012

Molti sono i chiamati, ma...

Molti sono chiamati, ma pochi eletti.

Frate Mirko....
Pace e bene a voi
cari giovani amici in ricerca della vocazione del Signore per la vostra vita.
Il Vangelo di oggi (Mt 22,1-14), riporta una frase a dir poco drammatica: " Molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti". Un'espressione di Gesù che riguarda ciascun uomo, ciascun credente di fronte alla Sua proposta bella ed esigente, ma anche che ben si addice ai molti giovani (ragazzi e ragazze) che in cuor loro intuiscono una chiamata a servire il Signore più da vicino come consacrati e religiosi e che per mille ragioni (paura, viltà, debolezza, peccati, comodità...) preferiscono non ascoltare questo invito, preferiscono "farsi la loro vita".
S. Giovanni Bosco, asseriva spesso che l'80 % dei giovani, riceve una chiamata speciale, al dono di sè e al servizio per il Regno di Dio come sacerdote o religioso o missionario o monaca o suora.
Purtroppo questo nostro tempo si rivela per moltissimi,  il tempo della "sordità" e della "fuga", il tempo dell'indifferenza e dell'individualismo, mentre la "chiamata" esige sempre al contrario, "ascolto", obbedienza, disponibilità, dono di sè, gratuità, fede...
Ma...in questo "deserto vocazionale" non mancano fiori di speranza, specie per il nostro Ordine francescano dei frati Minori Conventuali, fra i pochi nel mondo, a non perdere candidati, ma anzi in lieve costante crescita. Anche in Italia, dove per il laicismo diffuso, il benessere che insterilisce il cuore, la superficialità e lo spietato individualismo di questa nostra società, la situazione vocazionale è molto diffcile per congregazioni e Diocesi, ebbene, il carisma di San Francesco ancora sa attrarre a sè molti giovani "alternativi" e "forti". Prossimamente infatti (8 settembre), ad Assisi, nella Basilica di san Francesco, emetteranno i voti di castità, povertà e obbedienza 15 giovani Frati Francescani Minori Conventuali al termine dell'anno di Noviziato. Sempre in settembre giungeranno nei nostri 3 Postulati italiani (Brescia, Osimo e Benvento) un folto numero di ragazzi che hanno deciso di iniziare un percorso di discernimento alla vita francescana così come un pò ovunque ripartiranno i Gruppi di ricerca vocazionale francescana "S.Damiano" per accompagnare i tanti giovani desiderosi di conoscere più da vicino la nostra vita.
Ho già parlato più volte poi della vivacità di alcune Congregazioni francescane femminili (Suore Terziare Francescane Elisabettine - Suore Francescane Missionarie di Assisi), come delle suore Clarisse, figlie di S. Chiara e S. Francesco.
A quanti e quante dunque  portano nel cuore una intuizione, a quanti e quante hanno percepito un invito del Signore e una Sua chiamata speciale, a coloro che sono rimasti affascinati da San Francesco, a questi dico con forza e amicizia : non temete, fidatevi, mettetevi in gioco, rischiate, non abbiate paura a donare la vostra vita se il Signore vi chiama a questo.
Caro fratello, cara sorella, ne va della tua esistenza e del senso che essa rivestirà e che gli vorrai dare..Tante persone aspettano un tuo Sì ! Tanti, solo per te potranno conoscere Gesù e amarlo..; tanti solo per te potranno trovare consolazione e perdono e misiericordia.... 
Vi benedico e incoraggio. Al Signore sempre la nostra Lode.
Frate Alberto da Padova

Frate Tullio attorniato dai bimbi in Cile, sule Ande.

mercoledì 22 agosto 2012

I frati francescani e l'Immacolata - la Beata Vergine Maria Regina

Pace e bene a voi tutti cari giovani amici in ricerca della vocazione del Signore per la vostra vita!,
A pochi giorni dall'Assunta, si celebra oggi in tutta la Chiesa un'altra bella  festa mariana.  La Santissima Vergine è onorata con il titolo di Regina! Fu il Papa Pio XII ad istituirla nel 1955. Con questo titolo in realtà la Madonna era già da secoli venerata nella Cristianità e nell'Ordine Francescano; lo stesso San Francesco così la designò in una sua preghiera che vi propongo di seguito. Il Poverello di Assisi, autentico "cavaliere del Gran Re", come talvolta gli piaceva appellarsi, amò di un amore tenerissimo la Vergine e sempre riversò alla sua Regina una tenerissima devozione. Su questa scia si delineerà nei secoli, il costante affetto dei Frati  Francescani verso la loro Madre Santissima, verso l'Immacolata, la Regina dell'Ordine Serafico. Anche Sant'Antonio, come San Francesco, fu un appassionato amante di Maria. Nei suoi Sermoni ha bellissime parole di lode nei confronti della Madre del Signore quando spesso la chiama : "Signora nostra, speranza nostra". San Bonaventura dirà che “il Nome di Maria non può nominarsi senza che chi lo nomini non ne riceva qualche Grazia”.
Un francescano dunque non è tale se non ama e non venera in modo particolarissimo la Madonna. Nel nostro tempo, testimone straordinario di questo fu P. Massimiliano Kolbe, il frate Minore Conventuale (della mia famiglia religiosa)martire ad Auschwitz  che all'Immacolata affidò l'intera sua esistenza; a lui la fondazione della "Milizia dell'Immacolata" (con altri frati Conventuali) e della famosa rivista "Il Cavaliere dell'Immacolata", due opere che rivelano anche nella terminologia il totale affidamento "cavalleresco" che contraddistinse P. Kolbe verso la sua "Regina".
Dunque caro amico in ricerca vocazionale, se forse sogni di diventare frate francescano, ricorda di confidare sempre con affetto di figlio, e con spirito "da cavaliere" nei confronti della beata Vergine Maria, l'Immacolata e Regina dell'Ordine Francescano. 
A Lei questa sera affido ciascuno di voi. frate Alberto da Padova

Padova-Basilica del Santo: La veneratissima "Madonna del Pilastro"

Lode alla Signora santa Regina.
Saluto alla Vergine di S. Francesco d'Assisi
"Ave, Signora santa Regina, santissima genitrice di Dio, Maria,
che sempre sei Vergine perpetua ed eccelsa,
fatta santa ed eletta dal santissimo Padre del cielo,
che Egli consacrò col santissimo, diletto Figlio suo
e con lo Spirito Santo Paraclito,
nella quale fu ed è ogni pienezza di grazia ed ogni bene.
Ave, o suo palazzo! ave, o suo tabernacolo!
ave, o sua casa! ave, o sua veste!
ave, o sua ancella! ave, o madre sua!
E voi tutte con essa, sante virtù,
che per la grazia e la luce dello Spirito Santo
siete infuse nei cuori degli uomini fedeli,
affinché d'infedeli li facciate fedeli a Dio"

E di seguito vi propongo anche l'antica preghiera del "SALVE REGINA", nella classica musica gregoriana. Vi invito a cantarla insieme al nostro amato Papa, Benedetto XVI.


Salve, Regina, Mater misericordiae,
vita, dulcedo, et spes nostra, salve.
Ad te clamamus, exsules filii Evae,
ad te suspiramus, gementes et flentes
in hac lacrimarum valle.
Eia ergo, advocata nostra, illos tuos
misericordes oculos ad nos converte.
Et Iesum, benedictum fructum ventris tui,
nobis, post hoc exilium, ostende.
O clemens, O pia, O dulcis Virgo Maria.

"Salve, Regina, Madre di misericordia;
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A Te ricorriamo, esuli figli di Eva;
a Te sospiriamo, gementi e piangenti
in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi
tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del Tuo Seno.
O clemente, o pia,
o dolce Vergine Maria!"

Ricomincia il Gruppo Vocazionale Francescano "SAN DAMIANO"

CORSO-GRUPPO VOCAZIONALE 2012/13

Pace e bene a voi tutti cari giovani amici in ricerca della "vocazione" del Signore .
L'estate sta ormai concludendosi ed è tempo di pensare al cammino della propria vita, alle scelte da fare, al progetto che Lui ha scritto nel cuore di ciascuno. Certo, molti di voi avranno vissuto in questi mesi varie belle esperienze, di volontariato, di spiritualità, di missione, di pellegrinaggio, Assisi..Santiago..ecc....: ora però si tratta di tirare le fila, per non lasciare tutto alquanto estemporaneo e passeggero..
Al riguardo, per i giovani che portano nel cuore una intuizione e una domanda francescana, ripartirà in ottobre, in varie parti d'Italia, il Corso-Gruppo Vocazionale Francescano "S. DAMIANO": una stupenda opportunità per operare un discernimento sulla propria strada, per interrogarsi e rendersi aperti alla volontà del Signore, per confrontarsi più da vicino con la nostra realtà  francescana.
A voi tutti cercatori inquieti e affascinati dalla figura di Francesco, rivolgo pertanto l'invito di Gesù: "venite e vederete"!
Vi benedico e incoraggio. Al Signore sempre la nostra Lode. Frate Alberto da Padova


COSA E' IL GRUPPO SAN DAMIANO?
Il Gruppo Vocazionale francescano "San Damiano" riunisce giovani (17-35 anni) che desiderano interrogarsi su una possibile chiamata alla vita religiosa francescana. Per il Nord Italia ci si ritrova circa una volta al mese (da sabato pomeriggio alla domenica pomeriggio - da ottobre a giugno) solitamente nel convento francescano di Brescia o in altri conventi del Nord. Anche nelle altre regioni (centro-sud-isole) il gruppo è attivo e promosso dai Frati Minori Conventuali. Al Nord è guidato dal sottoscritto frate Alberto proveniente dalla Basilica del Santo in Padova; vi è poi frate Giancarlo da Brescia (rettore dei postulanti) e altri giovani frati che si alternano ogni anno.
Il pomeriggio del sabato è solitamente dedicato alla preghiera in un clima meditativo e di quiete per poter rientrare in noi stessi lontano dai frastuoni quotidiani che ci impediscono di ascoltare in profondità i suggerimenti dello Spirito. La domenica è invece dedicata ad approfondire tematiche inerenti la vocazione (desideri, paure, tappe..sogni..) alla luce della Parola del Signore e dell'esperienza di S. Francesco. Sempre molto interessante e utile la testimonianza di un "postulante", uno dei ragazzi che vivono già stabilmente presso il convento di Brescia come lo scambio schietto e sincero fra i giovani del gruppo, i frati, la comunità ospitante...E' bello e importante ascoltare il cammino che anche altri coetanei hanno fatto e stanno facendo, utile questo immergersi per due giorni in una realtà francescana spesso del tutto sconosciuta. Il Gruppo san Damiano rappresenta una bellissima opportunità di discernimento per ogni giovane "in ricerca" della vocazione del Signore per la propria vita, garantendo uno sguardo libero e aperto sulla nostra dimensione francescana; un'occasione unica di conoscenza, di vicinanza, di approfondimento dei valori e delle scelte ispirate da san Francesco. Prossimamente sarà pubblicato il calendario con le date annuali. Per il Nord il primo incontro sarà a Brescia il 13 p.m. e 14 ottobre. Per le altre zone (centro-sud-isole) scrivetemi e vi darò indicazioni.
Assisi- Basilica di S. Francesco; Giotto: Il Crocifisso parla al giovane Francesco

Un giorno Francesco passò accanto alla chiesa di san Damiano quasi in rovina e abbandonata da tutti. Condotto dallo Spirito, entrò a pregare, prostrandosi supplice e devoto davanti al Crocifisso...L'immagine di Cristo Crocifisso, dal dipinto, gli parlò movendo le labbra: "Francesco - gli disse chiamandolo per nome - va e ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina".
(dalla vita di San Francesco)

"SIGNORE COSA VUOI CHE IO FACCIA?"
E' la domanda che il giovane e inquieto Francesco d'Assisi rivolge al Signore per dare alla sua vita pienezza e felicità. Francesco si rende attento alla voce di Dio: nella preghiera e nell'ascolto della Parola accoglie con entusiasmo l'invito del Signore a seguirlo.
Se anche tu sei un giovane alla ricerca della volontà del Signore, se il tuo cuore è attratto o incuriosito dalla nostra vita religiosa francescana.....

VIENI AL GRUPPO SAN DAMIANO
per ascoltare il Signore, verificare i tuoi interrogativi, confrontarti con altri giovani, conoscere noi frati e il nostro stile di vita di fraternità e servizio.

lunedì 20 agosto 2012

Esercizi spirituali vocazionali 2012 - Testimonianza di Francesco

Pace e bene
a tutti voi cari giovani in ricerca sincera della vocazione del Signore per la vostra vita. Vi penso ... forse un pò al mare...o ai monti..o semplicemente a casa vostra, ma comunque con la possibilità di qualche giorno di riposo, prima di ricominciare la scuola o il lavoro! E' importante e necessario saper staccare da una quotidianità talvolta divorante! Al riguardo, questo principio vale anche per la vita spirituale; ecco allora come diventa utile  ricercarsi durante l'anno qualche giornata di ritiro e ristoro per stare più vicini al Signore, mettendo da parte tante  preoccupazioni e dedicarsi solo a Lui!  Questa esperienza è stata vissuta recentemente da un folto gruppo di ragazzi e ragazze in ricerca vocazionale, che (all'inizio di agosto) hanno partecipato agli ESERCIZI SPIRITUALI VOCAZIONALI proposti dai nostri frati della basilica di S. Francesco in Assisi. Ce ne parla Francesco, un giovanissimo (21 anni) studente di filosofia che ha seguito quest'anno il cammino del Gruppo Vocazionale S. Damiano (il gruppo di orientamento alla vita francescana per il nord Italia). Ringrazio Francesco per la sua disponibilità a narrarci quanto vissuto, augurandogli di cuore, di continuare a restare in ascolto della Volontà del Signore, così come è avvenuto in quei giorni  privilegiati e di grazia.
Benedico tutti.

frate Alberto di Padova


TESTIMONIANZA DI FRANCESCO
Cari amici in ricerca vocazionale, mi chiamo Francesco e ho appena partecipato ad Assisi agli Esercizi Spirituali per giovani in discernimento vocazionale che ogni anno i Frati Minori Conventuali (custodi da sempre della tomba del Poverello) propongono a quanti sentono di voler seguire il Signore più da vicino e avvertono una possibile sua chiamata a servirlo come frati e sacerdoti francescani.
Sono stati appena quattro giorni ma davvero molto intensi, soprattutto dal punto di vista spirituale e psicologico. Le giornate erano scandite da momenti di preghiera comunitaria, riflessioni proposte da P. Giancarlo Paris (rettore del Postulato di Brescia) e ampi spazi di silenzio nei quali poter meditare e pregare personalmente.
Era la prima volta che io vivevo un’esperienza come questa, che, devo dire, mi ha molto toccato dal punto di vista interiore e mi ha fatto progredire anche nel mio cammino di discernimento.
Dei molti momenti vissuti, oltre alle riflessioni del relatore, molto curate e concrete, mi ha particolarmente colpito la liturgia di preghiera per la Santa Chiesa, attraverso la lettura di alcuni passi di un'omelia di Paolo VI. Benedetto XVI continua a rivolgere un forte richiamo ai Cristiani, perché preghino per la Chiesa e la santificazione dei sacerdoti e dei suoi membri. Questo è un atteggiamento molto francescano. San Francesco, infatti, fu sempre devoto alla Madre Chiesa proprio in un momento della storia in cui imperversavano le eresie e si elevavano contro di essa aspri venti di polemica, che minacciavano di lacerarla. Egli fu chiamato dal Signore a riparare questa Chiesa e mai operò contro di essa, anzi si recò egli stesso a Roma per affidare alla protezione del Sommo Pontefice il nascente Ordine.
Oltre a questo aspetto gli Esercizi Spirituali mi hanno fatto capire quanto sia importante imparare ad affidarsi completamente al Signore e confidare nel suo amore. La Parola di Dio è ricchissima di passi in cui è presente il tema dell’abbandono e della fiducia nei confronti di Dio e della sua infinita misericordia, passi che mi sono preso l’impegno di leggere e meditare, affinché il Signore aiuti anche me a fidarmi completamente di Lui, come fece Francesco: “nel digiuno e nel pianto invocava la clemenza del Salvatore e, diffidando di se stesso, poneva tutta la sua fiducia in Dio… incominciò ad accusarsi di essersi attardato troppo per viltà” (FF 336, 337).
Approfitto anche di questa occasione per ringraziare tutte le persone che hanno condiviso in questi giorni le loro esperienze e le loro storie, i volti e i sorrisi dei ragazzi e delle ragazze che ho incontrato, i frati e le suore per la loro sincera testimonianza di vita e l’accompagnamento spirituale che mai ci hanno fatto mancare.
Rivolgiamo al Signore la nostra fiduciosa preghiera perché mai faccia mancare operai alla sua messe, perché, come a Francesco, continui a rivolgere il suo incessante invito a tanti uomini e a tante donne di buona volontà: “va’ e ripara la mia casa” e soprattutto perché ci doni la forza di abbandonarci interamente alla sua volontà e al suo amore.
Pace e bene a tutti!
Francesco

domenica 12 agosto 2012

S. Chiara di Assisi e le Suore Clarisse


Cari amici in ricerca della vocazione del Signore,
vi mando un fraterno saluto da Assisi dove mi trovo per il Meeting Internazionale dei giovani: un appuntamento che raccoglie centinaia di ragazzi e moltissimi frati provenienti da tante diverse nazioni del mondo, dove noi frati francescani conventuali siamo presenti. Davvero una mervavigliosa esperienza di cui prossimamente parlerò in modo più dettagliato (al mio rientro a fine mese)!
Qui in Assisi ho potuto anche partecipare alla chiusura , nel giorno della ricorrenza annuale (11 agosto), dei festeggiamenti di tutti i rami della famiglia francescana per l'ottavo centenario della consacrazione religiosa della Madre santa Chiara, pianticella del Serafico Padre san Francesco.
Nell'aprile dell'anno scorso (2011) si apriva infatti l'anno giubilare clariano, ad Assisi, come ci ricorda questo servizio:

Le suore di santa Chiara, parte nascosta e orante del movimento francescano, hanno sempre bisogno di nuove vocazioni e di nuove forme di contatto con le giovani alla ricerca di Dio e interessate alla vita religiosa. Il mio confratello, P. Alessandro riporta nel suo blog "Cantuale Antonianum" la bella iniziativa di un convento di Clarisse di Napoli che da qualche mese hanno aperto anche una casella postale elettronica, per rispondere alle richieste e domande delle giovani.

Per le ragazze e le giovani del nord Italia,  (specie zona Nord Est) che volessero scrivere alle Clarisse, segnalo il Monastero di S. Antonio al Noce di Camposampiero, una comunità che sta vivendo da qualche anno una vivacissima fioritura vocazionale, con l'ingresso di numerose giovani. In un tempo di "deserto vocazionale" è straordinario come proprio una forma di vita apparentemente così rigida ed anacronistica ancora affascini e attragga. In realtà, come mi confidava una cara amica entrata in monastero: " quando è Gesù a chiamarti a sè...e quando è Lui a pronunciare il  tuo nome,... non si può non ascoltarLo!".

Auguro a tutte le ragazze che portano nel cuore questo Suo richiamo, di seguirLo con lo stesso slancio e decisione che caratterizzò santa Chiara.
Vi benedico.

frate Alberto

lunedì 6 agosto 2012

I frati francescani amano il Papa e la Chiesa cattolica.

Pace e bene a voi cari amici in ricerca della vocazione del Signore per la vostra vita. Nei giorni scorsi, mi trovavo ad Assisi per vivere una settimana di Esercizi spirituali Vocazionali. Fra le molte riflessioni proposte da P. Giancarlo Paris (rettore del postulato francescano di Brescia), mi ha molto colpito una sua  catechesi sulla Chiesa e sull'amore per essa che sempre caratterizzò S. Francesco (a differenza di altri riformatori del tempo, che invece  si staccarono da essa preferendo derive autonome ed ereticali, come Pietro Valdo..). Su questo tema vorrei che sia chiarissimo a tutti che noi Frati francescani, nella scia del nostro padre S. Francesco, amiamo di un amore tenero e filiale la Santa Chiesa ( "nostra madre" e "sposa di Cristo" la definisce  Francesco) e ubbidiamo con reverenza e rispetto al Papa quale Vicario di Cristo e ai suoi sacerdoti! Non esistono per noi francescani slogan assurdi, eppure diffusi fra molti cristiani, della serie: " Cristo Sì-Chiesa No!"
"E di fronte agli scandali e ai peccati , come la mettiamo?", qualcuno potrebbe dirmi!! A questi rispondo prima di tutto che la Chiesa, specie in questo nostro tempo,  ha anche molti nemici pronti a screditarla e additarla ad ogni minimo errore. Certo non mancano nella storia anche i peccati e le mancanze di alcuni suoi membri (è fatta di uomini!), insieme però ad una immensità di bene che spesso qualcuno vorrebbe nascondere. Già nell'antichità del resto, si parlava della Chiesa come "santa" e contemporaneamente "meretrice-prostituta": perchè realtà allo stesso tempo divina e umana. A questa Chiesa, Gesù ha consegnato il suo messaggio di salvezza e di amore, che pur fra molti ostacoli e fatiche e proprio attraverso di essa, ancora rifulge e si diffonde ad ogni uomo.
A ciascuno rilancio pertanto l'invito ad AMARE la Chiesa e il Papa,  a pregare quotidianamente per essa e i suoi membri (il Papa, i sacerdoti , ma anche per tutti i laici che ne fanno parte), a pregare dunque anche per la sua conversione, lasciandoci però ancora provocare dalle parole che scossero Francesco: " va e ripara la mia Chiesa..che cade in rovina".  Come a dire: Caro giovane cristiano che leggi questo blog...smettila di lamentarti e magari di puntare il dito o talvolta di prendere ad alibi le mancanze della Chiesa forse anche per fare i tuoi comodi e condurre la tua vita come ti va. La Chiesa infatti sei anche tu! Essa sarà  migliore se tu lo vorrai, se anche tu ti spenderai per il Vangelo, se anche tu lotterai perchè essa diffonda il buon profumo di Cristo, se per le tue mani giungerà il perdono e l'eucarestia e dunque l'amore e la carità..se  si alzerà la tua preghiera, se dal tuo donarti  giungerà una parola di giustizia, un sorriso e una mano tesa a chi è povero nel corpo e nello spirito. La Chiesa è stata ed è grande e sempre lo sarà, per la Grazia del suo Signore Gesù e per l'offerta di sè generosa e ardente di tanti uomini e donne e giovani che l'hanno amata e onorata con le proprie vite! Pensaci!
Il Signore vi benedica. A Lui ogni lode e onore. Frate Alberto da Padova
Basilica di san Francesco - Giotto: S. Francesco sostiene la Chiesa che sta rovinando

giovedì 2 agosto 2012

La Festa del Perdono - Il Perdon d'Assisi

Pellegrini alla Porziuncola
Cari amici,
mi trovo in questi giorni ad Assisi, con una cinquantina di giovani (ragazzi e ragazze) per gli esercizi spirituali vocazionali: un momento davvero speciale e utile per quanti desiderano un tempo di discernimento e orientamento verso la Vita consacrata francescana. 
Come ogni anno, il 2 agosto, la Basilica di Santa Maria degli Angeli della Porziuncola, in Assisi, accoglie migliaia di pellegrini (moltissimi sono i giovani) che vi giungono da tutta l’Italia come da molti altri paesi, per ottenere l’Indulgenza della Porziuncola o del “Perdono di Assisi”. La grande Basilica (sec. XVI e XVII) racchiude, come uno scrigno, un tesoro prezioso: l'umile chiesetta dedicata alla vergine Maria, nostra Signora degli Angeli. Qui (1211) si stabilì San Francesco con i suoi primi compagni, dopo la loro cacciata dal “Tugurio di Rivotorto”, sede della primitiva esperienza di fraternità e comunità francescana (dal 1208-1210). A Santa Maria degli Angeli, Francesco fu sempre legatissimo arrivando a dire che se i frati vi fossero stati cacciati, vi avrebbero dovuto rientrare ad ogni costo. In questa medesima chiesa, accolse S. Chiara nella notte delle Palme del 1211, dando così origine all’Ordine delle Povere dame (Clarisse). In questo luogo santo, Francesco accolse sorella morte la sera del 3 ottobre 1226. Secondo un’antica tradizione che risale al 1216, nella Porziuncola, ai piedi dell’immagine della madre di Dio, lo stesso Gesù Cristo, apparendo a san Francesco, gli concesse il dono della straordinaria Indulgenza del Perdon d’Assisi.
Sebbene le più antiche cronache francescane del sec. XIII, non ne facciano menzione, nè esista uno scritto ufficiale della cancelleria romana del tempo, la Chiesa ha riconosciuto e ampliato nei secoli questa opportunità straordinaria, questa “porta sempre aperta” per ricevere il perdono e la misericordia di Dio.
L'aspetto più importante e consolante del "Perdon d'Assisi" è la grande utilità spirituale per i fedeli, stimolati, per goderne i benefici, alla confessione e alla comunione eucaristica. Confessione, preceduta e accompagnata dalla contrizione per i peccati compiuti e dall'impegno a emendarsi dal proprio male per avvicinarsi sempre più allo stato di vita evangelica vissuta da Francesco e Chiara. L'evento del Perdono della Porziuncola resta pertanto una manifestazione della misericordia infinita di Dio e un segno della passione apostolica di Francesco d'Assisi.

COME SAN FRANCESCO CHIESE ED OTTENNE L'INDULGENZA DEL PERDONO
Una notte dell'anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l'altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore! Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: "Santissimo Padre, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe". "Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza". E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: "Per quanti anni vuoi questa indulgenza?". Francesco scattando rispose: "Padre Santo, non domando anni, ma anime". E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: "Come, non vuoi nessun documento?". E Francesco: "Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l'opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni". E qualche giorno più tardi insieme ai Vesovi dell'Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: "Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!". (FF 3391-3397)

CONDIZIONI PER RICEVERE L'INDULGENZA PLENARIA DEL PERDONO DI ASSISI
       (per sè o per i defunti)
Tale indulgenza è lucrabile, per sè o per le anime del Purgatorio, da tutti i fedeli quotidianamente, per una sola volta al giorno, per tutto l'anno in quel santo luogo e, per una volta sola, da mezzogiorno del 1° Agosto alla mezzanotte del giorno seguente, oppure, con il consenso dell'Ordinario del luogo, nella domenica precedente o successiva (a decorrere dal mezzogiono del sabato sino alla mezzanotte della domenica), visitando una qualsiasi altra chiesa francescana o basilica minore o chiesa cattedrale o parrocchiale.
 Le condizioni per acquistare il Perdono sono quelle prescritte per tutte le indulgenze plenarie e cioè:
Confessione sacramentale per essere in grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti);
Partecipazione alla Messa e Comunione Eucaristica;
Visita alla chiesa della Porziuncola (o un'altra chiesa francescana o chiesa parrocchiale), per recitare alcune preghiere. In particolare:
Il CREDO, per riaffermare la propria identità cristiana;
Il PADRE NOSTRO, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo;
UNA PREGHIERA SECONDO LE INTENZIONI DEL PAPA (ad esempio Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre), per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice

S. ANTONIO E S. MARIA REGINA DEGLI ANGELI
Sant'Antonio di Padova, francescano della prima ora e contemporaneo di san Francesco,  parla e scrive molto sulla devozione a Santa Maria degli Angeli. Vi rimando per questo al bellissimo post di un mio caro confratello qui alla basilica, fr. Alessandro (vedi in: Cantuale Antonianum).