giovedì 31 maggio 2012

Francesco... va e ripara la mia casa

Bologna: Porta della nostra chiesa di San Francesco chiusa a causa del terremoto
Pace e bene a voi,
cari amici in ricerca e in ascolto della Vocazione che il Signore ha messo da sempre nel vostro cuore.
In questi giorni drammatici, per il grave terremoto che sta colpendo le nostre regioni, con le molteplici ferite umane e materiali subite, non è scontata la speranza e un pò tutti ci sentiamo più precari e vacillanti, senza sicurezze e appigli . Nel contempo, anche alcuni tristi eventi  che hanno riguardato più da vicino la Chiesa e il nostro carissimo Papa Benedetto ( a Lui tutta la nostra simpatia e incoraggiamento e preghiera: è un grande!!) sono stati oggetto di molteplici polemiche e fonte di giudizi carichi di sfiducia, ma anche di notevole disprezzo e cattiveria e "fantasie" specie da parte dei mass-media. Addolora invece e colpisce vedere il Papa tradito ..: la stessa cosa è successa a Gesù, ucciso a causa di un amico, per colpa di uno dei discepoli a Lui più vicini !! 
Certo, si ha un pò l'impressione in questi ultimi tempi (anche per altre questioni come il lavoro e l'economia precaria)  che tutto crolli, che nulla sia saldo, che non ci sia più alcuna certezza, nessun punto di riferimento, nessun futuro.... Vorrei al riguardo lanciare a tutti e a ciascuno un proclama, un annuncio, un invito solenne, ma per nulla retorico:  a NON AVERE PAURA! a NON TEMERE !
Sono le parole che Giovanni Paolo II pronunciò, il giorno della sua elezione affacciandosi al balcone della basilica vaticana, sono le parole di Gesù tante volte presenti nei Vangeli. Sono in fondo le parole che sentì risuonare in cuor suo il giovane S. Francesco quando ricevette dal Crocifisso di S. Damiano l'invito : "Va e ripara la mia casa...Non vedi che cade in rovina?".
Di fronte alla paura, al crollo, ai dubbi, ai tradimenti, all'incertezza, al timore...la prima tentazione è sempre la FUGA oppure il rifiuto o la chiusura in sè stessi, oppure l'annichilimento della coscienza in una bottiglia di alcool come putroppo è successo ieri sera qui a Padova in "Prato della valle", dove migliaia di giovani si sono ritrovati per il "Bottellon", in nome del "dio vino": "un'occasione mancata " di riflessione e solidarietà e di senso di rispetto anche con i morti, il dolore di molti e le distruzioni di queste ore e a pochissimi chilometri da Padova! Ma questo è il prezzo del paganesimo ormai dilagante senza pietà e compassione per nessuno, per cui diventa "normale" fare festa mentre altri accanto a te piangono!!!
La vicenda di san Francesco ci mostra un'altra via: quella del compromettersi, del prendersi a cuore, del condividere, dello spendersi, del dare la vita, dell'amore, della speranza che nasce dalla FEDE e dalla certezza di avere un DIO PADRE nei cieli che mai abbandona questa umanità ferita; che sgorga dalla forza dello SPIRITO SANTO che sempre guida la sua Chiesa pur nei marosi delle tempeste; si nutre della certezza della presenza di GESU' in mezzo a noi. Ma..mi rendo anche conto che se mancano questi riferimenti...non è poi così semplice guardare avanti, guardare oltre, scegliere gesti alternativi e controcorrente!!
Dunque caro fratello che hai ancora un pò di fiducia in Gesù, ma che forse, come tanti,  hai guardato con sconcerto e pessimismo alle vicende di questi giorni, ebbene:
TOCCA A TE!!! NON TIRARTI INDIETRO! RINSALDA LA TUA FEDE! MOSTRA LA TUA SPERANZA! Questo nostro mondo sarà migliore solo se tu lo vorrai! La Chiesa sarà più luminosa e santa solo grazie al tuo donarti! Il bene che nascerà sarà solo quello che tu trasmetterai con le tue mani e il tuo cuore! Il Vangelo risplenderà se tu ancora lo annuncerai e testimonierai. Tu puoi "riparare".., tu puoi "guarire".., tu puoi "illuminare"...
C'è bisogno di giovani "ardenti" e ancora affascinati da grandi ideali, c'è bisogno di ragazzi e ragazze puri e fedeli e lieti , c'è bisogno di famiglie unite e salde, c'è bisogno di preti e sacerdoti e religiosi generosi e appassionati di Gesù e del suo Regno .C'è bisogno di te!!!
San Francesco ti ha mostrato una via! E per te....qual'è la tua strada?

W IL PAPA ! W BENEDETTO XVI !

martedì 29 maggio 2012

Terremoto alla Basilica del Santo

Questa mattina (ore 9,00 circa) una fortissima scossa di terremoto (con epicentro nel Modenese) si è percepita anche a Padova. La Basilica del Santo, con i suoi campanili svettanti e le aeree cupole è stata messa a dura prova:  sono caduti dei calcinacci e parti di intonaco in una volta del deambulacro,  alcune crepe si sono prodotte nelle murature ed ora la basilica appare transennata in alcune zone, anche se i tecnici subito accorsi, sembra non  abbiano evidenziato particolari danni strutturali all'edificio.
Due pensieri mi sopraggiungono alla mente e al cuore: il primo è un GRAZIE a S. ANTONIO che ha garantito l'incolumità dei tantissimi pellegrini presenti in basilica. Il secondo pensiero fraterno va alle popolazioni colpite dal sisma, alle famiglie che vivono il dolore per la morte dei loro cari, a quanti sono in estrema sofferenza perchè si vedono improvvisamente privati di tutto (casa..lavoro..affetti..futuro..). Con  tutti e ciascuno, la Comunità del Santo, si sente partecipe e in comunione di preghiera e innalza all'Altissimo e a S. Antonio l'antica eppure attualissima invocazione:
A FLAGELLO TERRAEMOTUS, LIBERA NOS DOMINE!
pezzo di intonaco
In alto, la volta del deambulatorio da cui si è staccato l'intonaco
calcinacci sul pavimento

I Frati Minori Conventuali da 800 anni custodi della Basilica di san Francesco


Assisi: Basilica di san Francesco
Alcuni giorni fa noi frati francescani abbiamo celebrato il ricordo della solenne dedicazione e consacrazione (24 maggio 1253) della Basilica di san Francesco che da otto secoli, vero e prezioso scrigno d’arte, custodisce un ancor più grande tesoro: il corpo del Poverello di Assisi.
Ecco un breve resoconto della sua erezione. Il 16 luglio 1228, papa Gregorio IX, canonizzava San Francesco nella sua città natale davanti ad una immensa folla. Il giorno dopo il Papa si recava in cima alla collina scelta nella zona occidentale della città, per la posa della prima pietra di quella che sarebbe diventata una "chiesa speciale", come lui stesso la definì nella Bolla di costruzione (Recolentes , aprile 1228). E infatti dopo il trasferimento del corpo di San Francesco dalla sua tomba provvisoria (presso la Chiesa di San Giorgio) nella nuova basilica (1230) e la sua apertura al culto, essa subito divenne un luogo di grazia e benedizione, davvero un "posto speciale". Chiunque abbia avuto l'opportunità di visitarla non può che confermare questo! La doppia Basilica francescana (e la cripta con la tomba) è certamente un complesso straordinario e unico per la sua architettura e le stupende decorazioni la sciatevi nei secoli da mirabili artisti (Cimabue, Giotto, Lorenzetti, S. Martini…ecc..), un autentico capisaldo dell’arte italiana e mondiale.
Essa però, non è solo un "un bel monumento" del passato, ma costituisce un autentico "polmone spirituale" per tutta la Chiesa, luogo privilegiato di incontro con il Signore e la testimonianza viva del suo servo san Francesco. Certamente innumerevoli sono i turisti , che la visitano perché attratti dalla sua singolare bellezza architettonica e dai magnifici affreschi dei grandi maestri che la impreziosirono per renderla "l'immagine della Gerusalemme celeste." Moltissime persone però, la maggioranza, visitano questo luogo, spinte dal sincero desiderio di conoscere "l'uomo di nome Francesco", di incontrare più da vicino questo giovane di Assisi che stupì il mondo intero con la sua scelta radicale di vita evangelica e che abbandonando ogni sicurezza (come scrive il suo primo biografo Tommaso da Celano), ogni desiderio di gloria così come un futuro ricco e promettente , si mise ad annunciare ovunque la pace, la vera gioia, la fraternità e la sincera conversione del cuore a Cristo.
Questa bella avventura lontana 800 anni è dunque ancora sorprendentemente attuale e parla al cuore di tutti coloro (soprattutto ai giovani) che si recano ad Assisi e visitano la basilica, autentico luogo di grazia per riscoprire ciò che è essenziale nella vita, ciò che conta davvero, lasciando l'accessorio e il superfluo . In breve: la bellezza e la freschezza della fede!
A noi frati francescani (Frati Minori Conventuali – la mia famiglia religiosa) da otto secoli, è consegnato questo tesoro di cui siamo custodi; certamente un onore e un privilegio grandissimo così come grandissima è la responsabilità di comunicare e trasmettere con l’esempio e la testimonianza di vita, l’esperienza del nostro serafico padre, San Francesco.
Vi benedico. frate Alberto
Assisi: tomba di san Francesco (web cam)

lunedì 28 maggio 2012

Hai letto il vangelo di oggi?

Dal Vangelo di Marco  (10,17-27)
Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?».
Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo.
Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza».
Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: và, vendi quello che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi».
Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!».
I discepoli rimasero stupefatti a queste sue parole; ma Gesù riprese: «Figlioli, com'è difficile entrare nel regno di Dio! E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».
Essi, ancora più sbigottiti, dicevano tra loro: «E chi mai si può salvare?».
Ma Gesù, guardandoli, disse: «Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio».
ICONA DI GESU' AMICO
Omelia di san Giovanni Crisostomo (345-407) su San Matteo
« Cosa devo fare per avere la vita eterna ? »
Questo giovane non aveva dimostrato una premura mediocre; egli era come un innamorato. Mentre gli altri si avvicinavano a Gesù per metterlo alla prova o per parlargli delle loro malattie, di quelle dei parenti o di altri ancora, lui invece si avvicina per intrattenersi con lui sulla vita eterna. Il terreno era fertile, ma era pieno di rovi pronti a soffocare il seme (Mt 13,7). Considera quanto egli sia ben disposto ad obbedire ai comandamenti: «Cosa devo fare per avere la vita eterna?»... Nessun fariseo aveva mai manifestato tali sentimenti; erano piuttosto furiosi di essere stati ridotti al silenzio. Il nostro giovane, invece, ripartì con gli occhi bassi per la tristezza, segno non trascurabile del fatto che non era venuto con cattive disposizioni. Era soltanto troppo debole; aveva il desiderio della Vita, ma una passione difficilissima da superare lo tratteneva ...  «Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi... Udito questo, il giovane se ne andò triste» (Mt 19,21).
L'evangelista mostra quale è il motivo di tale tristezza: è cioè il fatto che aveva «molte ricchezze». Coloro che hanno poco e coloro che sono immersi nell'abbondanza non possiedono i beni allo stesso modo. In questi
ultimi l'avarizia e il "possesso" può essere una passione violenta, tirannica. Ogni nuova acquisizione accende in loro una fiamma più viva, e coloro che ne sono affetti sono più poveri di prima. Hanno più desideri e per questo sentono più fortemente la loro sedicente indigenza. Comunque considera quanto qui la passione abbia mostrato la sua forza... «Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!» Non perché Cristo condanni le ricchezze, ma piuttosto coloro che da esse sono posseduti.

E... ANCHE TU CARO FRATELLO , 
Che forse hai sentito un richiamo del Signore a seguirlo più da vicino...
prova a chiederti da quali RICCHEZZE sei posseduto e guidato...
Quali BENI e quali PASSIONI ti impediscono di metterti subito in cammino dietro a Lui?

Vieni Spirito Santo !


“Lo Spirito della verità,
vi guiderà a tutta la verità,
perché non parlerà
da se stesso,
ma dirà tutto ciò
che avrà udito
e vi annuncerà le cose future.


Egli mi glorificherà,
perché prenderà del mio
e ve lo annuncerà”
(Gv 16, 13-14).




 
Domenica 27 maggio 2012, abbiamo celebrato la Pentecoste. Giungo un pò in ritardo con un post in merito, non volendo lasciar passare in secondo piano questa solennità che ci parla del dono dello Spirito Santo, la forza, la luce che sempre sorregge la Chiesa e ogni credente.
Tra i molteplici nomi che tentano di dire lo Spirito Santo, mi piace quello di ‘maestro interiore’ consegnatoci dai contemplativi. Come ottimo maestro lo Spirito ci aiuta, valorizzando la nostre facoltà, a comprendere la Parola di Gesù, a leggerla in profondità (intus legere) in un percorso che porta ad un incontro, ad una Parola che è Spirito e Vita, è Persona viva con la quale possiamo entrare in relazione.
“Vieni Spirito Santo!” è il grido di questa solennità ma anche d’ogni quotidiana accensione della nostra vita interiore verso una vita pienamente umana e cristiana, da figli nel Figlio.
Vi benedico. frate Alberto

Vieni in me, Spirito Santo,
Spirito di sapienza: donami lo sguardo e l'udito interiore, perchè non mi attacchi alle cose materiali, ma ricerchi sempre le realtà spirituali.
Vieni in me, Spirito Santo,
Spirito dell'amore: riversa sempre più la carità nel mio cuore.
Vieni in me, Spirito Santo,
Spirito di verità: Concedimi di pervenire alla conoscenza della verità in tutta la sua pienezza.
Vieni in me, Spirito Santo,
Acqua viva che zampilla per la vita eterna: fammi la grazia di giungere a contemplare il volto del Padre nella vita e nella gioia senza fine. AMEN.
(s. Agostino)

sabato 26 maggio 2012

Diventare prete... ma come dirlo alla mia ragazza?

"Ho la ragazza...ma, si è riaccesa una fiamma nel mio cuore..: diventare prete. Non so proprio da dove iniziare..ho paura di ferire.."
Queste alcune righe di una lunga lettera giuntami da (...), un ragazzo di 23 anni che mi scrive da una cittadina del nord Italia.... Sotto trovate alcuni stralci della medesima lettera con la mia risposta.
Il Signore vi benedica. frate Alberto

Giovani frati francescani (minori conventuali) a Madrid: GMG 2011
LETTERA DI....(...)
Caro frate Alberto, grazie per quanto fai per noi giovani con il tuo bellssimo blog (...)...Desidero sottoporti uno stato d'animo alquanto difficile per me..Ho partecipato alcuni giorni fa all'ordinazione sacerdotale di un caro amico, un momento commovente, ma anche di grande prova ..Si  è riaccesa infatti una fiamma nel mio cuore - diventare prete -  che tante volte ho sentito (fn da piccolo! da quando ero ministrante...) e che sempre ho voluto ignorare o minimizzare. In particolare mi ha sempre trattenuto il bene immenso che voglio alla mia ragazza (siamo insieme dal liceo). Ma..in cattedrale..è come se io abbia avuto la percezione chiara di una nuova chiamata: mi sono spaventato da morire..anche se ora, dopo qualche giorno il pensiero mi segue ovunque e mi interroga..(...).Sento che questo invito a servire il Signore come sacerdote è riemerso forte e chiede per lo meno  di essere ascoltato e confrontato senza più scappare come ho fatto fin'ora. Caro f. Alberto, non so proprio da dove iniziare...non so in particolare come dirlo alla mia ragazza.. ho paura di fare del male..paura di ferire..paura di non essere capito..paura di sbagliare. Chiedo la tua preghiera e un consiglio sincero.Grazie..(lettera firmata)

RISPOSTA DI FRATE ALBERTO
Pace a te caro (...). grazie per la fiducia e per avermi scritto di te..Mi fa piacere sapere che molti giovani leggano il mio blog vocazionale..e che mi interpellino su tante questioni inerenti la vocazione sacerdotale o religiosa. Sembra infatti che sia sempre più difficile trovare spazi di dialogo su questi temi....e che manchino sacerdoti e religiosi disponibili a questo. Da parte mia cerco di rispondere a tutti quanti mi scrivono anche se talvolta..non mi è poi così facile..farlo in tempi rapidi. Chiedo scusa anche a te per il ritardo della mia risposta!
Riguardo a quanto mi scrivi, molti sarebbero gli aspetti da sottolineare..Ne evidenzio alcuni..
Prima di tutto vorrei dirti che la vocazionale sacerdotale o religiosa appartiene e nasce direttamente dal cuore di Dio; è dunque un grande "mistero" che esula dai nostri calcoli immediatamente umani.. Il Signore infatti rivolge il suo invito d'amore e di sequela  speciale a chi vuole Lui, come vuole e quando Lui vuole.. Il sentirti dunque partecipe privilegiato dello sguardo e dell'abbraccio del Signore non deve spaventarti, ma anzi è un segno di predilezione e di elezione speciale.... E' sempre però anche un invito gratuito e libero...contrassegnato da quel "SE VUOI"..che troviamo nei Vangeli..Non pertanto una costrizione, un obbligo da compiere, un dovere da assolvere, bensì una chiamata d'amore e un invito rivolto al tuo cuore che chiede dunque un'altrettanto risposta d'amore libera e appassionata. La vocazione religiosa è quinidi "un intreccio d'amore" misterioso e unico fra l'uomo e Dio...ed occorre entrare in questa logica, se ci vorrai capire qualche cosa!!!.
Alcuni passi concreti in merito a quanto stai vivendo! Certamente sarà importante  iniziare un cammino sincero e schietto di discernimento dove tu ti possa dare finalmente il permesso di guardare più da vicino questa possibilità (divento prete?) senza scappare. Al riguardo sarà  fondamentale il confronto con un bravo sacerdote o religioso, un Padre spirituale (ce l'hai?) che ti segua e sostenga.. Sarà anche necessario dedicare nella tua giornata uno spazio più ampio alla preghiera e all'incontro con il Signore, se vuoi davvero comprendere la Sua Volontà: scoprire questo per la tua vita sarà infatti la fonte della gioia e della pienezza e del suo senso più pieno e dunque vale la pena dedicare maggior tempo al Signore!!!!! 
Se la vita consacrata e la vita matrimonialle sono poi due vocazioni grandissime e sante all'interno della Chiesa, comprendi però molto bene anche tu che la cornice e l'orizzonte entro cui si muovono è abbastanza diverso e che entrambe riserbano, ciascuna nel proprio ambito,  gioie e fatiche e rinunce e scelte specifiche. Sarà dunque importante anche percepire in te questo "orizzonte" a cui il Signore ti chiama: se quello della santità in una donazione totale a Lui come sacerdote a servizio del Popolo di Dio, oppure nella santificazione all'interno di una relazione famigliare (con tua moglie e i tuoi figli).  
Nei riguardi della tua ragazza poi, sarà cosa buona, che con attenzione e molto rispetto lei sia messa al corrente di questa tua ricerca..; non sarà certo facile per lei, ma se davvero ti vuole bene ( e le vuoi bene), capirà la necessità per entrambi di illuminare la strada  da percorrere! Credimi.., fare verità in noi stessi è fondamentale, mentre non è mai utile restare nel dubbio, lasciare zone d'ombra..!!! Ho davanti a me l'esempio recente di un giovane (fidanzato) che quest'anno ha frequentato il nostro gruppo di discernimento vocazionale francescano (s. Damiano) e che proprio grazie a questo cammino ha confermato la sua scelta alla vita matrimoniale, chiarendo finalmente a se stesso di non essere fatto per la vita francescana!!. E d'altro canto, continuamente ricevo lettere molto tristi di uomini ormai adulti e coniugati , che si dicono pentiti di non aver saputo o voluto aderire, nella loro giovinezza o al momento opportuno, alla chiamata sacerdotale o religiosa che pure avevano intuito nel loro cuore...: persone che hanno sbagliato bersaglio..hanno investito in una direzione che non apparteneva loro, ed ora devono reggere una vita che si è fatta  pesante e talvolta insostenibile..
Caro fratello..(...) dunque ti incoraggio in questa ricerca..
Concludo con una parola bella e difficile oggi: FIDATI!! Fidati del Signore, in ogni caso e qualsiasi cosa intuirai Lui voglia chiederti.
Credimi: Lui non vuole "fregarti" !!!
Ti ricordo e benedico. frate Alberto


lunedì 21 maggio 2012

Seminario... o università ??

Pace e bene a voi tutti,
cari giovani amici in ricerca e in ascolto della vocazione che il Signore ha scritto da sempre nel cuore di ciascuno. Condivido oggi la corripondenza intercorsa con (....), un giovane che mi presenta un suo grande dubbio, una suo grande impedimento alla chiamata alla vita religiosa..Come sempre queste lettere sono private da ogni riferimento che possa far risalire all'identità di chi mi scrive; rappresentano però molto bene la situazione di tanti giovani in situazioni analoghe. Anche ad essi è rivolta la mia risposta. Vi ricordo tutti e benedico. Frate Alberto
 E disse loro: "Seguitemi, vi farò pescatori di uomini".
Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. (Mt4,19)  
LETTERA DI UN GIOVANE (20 anni)
Carissimo frate Alberto, grazie prima tutto per il grande aiuto che offri a noi ragazzi con il tuo Blog vocazionale. Infatti non è facile trovare un sacerdote con cui dialogare su questo tema (...) Ecco la mia situazione. Vivo a (...), come studente di architettura (al primo anno): una facolà che adoro e ho sempre sognato di frequentare e che mi sta dando grandi soddisfazioni. Il mio sogno nel cassetto è diventare un grande esperto di restauro ..e così contribuire alla salvaguardia del nostro patrimonio artistico, unico al mondo . Accanto a questo sogno, ho sempre coltivato la mia fede (vengo da una famiglia cristiana e da un piccolo paese delle Marche...dove facevo il catechista e suonavo l'organo nella nostra chiesa). Quest'anno, (non so bene perchè) ho deciso di frequentare finalmente il gruppo vocazionale della diocesi nella città in cui studio. L'essere lontano da casa forse mi ha reso più facile affrontare questa domanda (diventare prete?), da tempo dentro di me, ma sempre accantonata..per paura. Il percorso, insieme a Don (...) e ad altri stupendi ragazzi, è stato bellissimo e intenso; ho scoperto e confermato in me che amo tanto Gesù e che il desiderio di dedicare tutta la mia vita a Lui e alla Chiesa, come sacerdote è sincero e genuino. La guida spirituale del gruppo vocaz. mi ha espresso nell'ultimo incontro apertamente l'invito ad entrare in seminario...(..)Sono però fortemente combattuto. Soprattutto lo studio, che mi appassiona, è per me un richiamo (o forse una tentazione?) grandissimo, così..come il pensiero dei molti sacrifici dei mei genitori per consentirmi questo. Da un lato vorrei..dall'altra mi ostacola molto il pensiero di raggiungere il mio sogno (architetto), di studiare ciò che da sempre mi attira e piace e in cui riesco molto bene. Mi sono anche detto che potrei raggiungere la laurea..e quindi prendere una decisione più avanti..Ma...è la cosa giusta? E' questo che il Signore mi chiede? (...) grazie padre Alberto per i consigli e la preghiera che vorrà riserbarmi...ne ho bisogno, sono molto confuso e frastornato.
(lettera firmata)

RISPOSTA DI FRATE ALBERTO
Caro fratello, il Signore ti dia pace. Grazie per la fiducia e per avermi scritto aspetti tanto personali di te. Grazie anche per gli apprezzamenti al Blog che mi aiutano a proseguire sapendomi di aiuto a tanti giovani che quotidianamente mi scrivono.
Circa le questioni che mi poni, sono schietto....Al di là dei tuoi molti dubbi e paure, credo che un atteggiamento fondamentale sia quello di ASCOLTARE, e ancora ASCOLTARE la VERITA' di te che è emersa dopo questo anno di ricerca...e quindi OBBEDIRE a questa Verità.
Vale a dire: che spessore ha per te il richiamo alla vita sacerdotale? Ma soprattutto, che peso, che richiamo, che seduzione ha per te e la tua vita, l'invito di GESU'? Chi è GESU' per te?!!
Queste infatti mi sembrano le domande fondamentali, non tanto se entrare in seminario oppure proseguire l'università, o temere cosa penseranno i tuoi genitori... Nella tua lettera mi parlavi di architettura come di un grande sogno da sempre presente in te. Ebbene, per una decisione convinta e genuina, ora devi chiederti il primo sogno a chi appartenga: se Gesù è un sogno ancora più grande, più attraente, più seducente anche del pur grande sogno di diventare architetto, oppure.? Dunque le tue domande, per una eventuale decisione devono vertere su Gesù e la portata dell'amore che vi lega, che hai scoperto e che hai per Lui. Solo da qui potrai comprendere come orientarti!!
Certo potrei anche darti ulteriori considerazioni forse un pò "di parte", come per es. che in fondo, sei solo al primo anno, sei giovane..e puoi permetterti anche di fare un passo "ardimentoso"..senza fare troppi calcoli..; potrei anche dirti, che inseguire troppo i tuoi sogni personali (terminare l'università) potrebbe anche farti perdere la vocazione che hai intuito...Ma in realtà, l'unica vera domanda che devi porti ora riguarda il peso, la forza, l'attrazione che ha per te Gesù; solo per Lui infatti è possibile abbandonare (come dice il Vangelo) e campi e case e affetti e carriera, e progetti..; solo per lui risulta vera quella pagina che dice: "se vuoi essere perfetto, va vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri, poi vieni e seguimi.."(Mt19, 16-22)
(...) Caro fratello, ti sono vicino e ti incoraggio..Se il Signore ti chiama..NON TEMERE !
Ti benedico.
frate Alberto

sabato 19 maggio 2012

Andate... proclamate...

20 maggio 2012
Solennità dell’Ascensione del Signore

“Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura” (Mc 16,15).

ANDATE......
ANDATE : A uomini che sino al giorno prima erano impauriti e vacillanti nella fede, il Signore Gesù affida quanto più brucia nel suo cuore. Così fa anche con molti di noi, uomini e donne, ragazzi e ragazze che si ritrovano una fede piccola ed incerta: ci invita a non temere, a metterci in cammino, a non soffermarci su noi stessi e i nostri dubbi o insufficenze ! Occorre invece...andare, smuoversi, partire..camminare..mettersi sulla strada..decidersi..Occorre..fidarsi e affidarsi !
PROCLAMATE: Dunque, "non fate questa o quell’altra opera" , ma anzitutto - dite con la vita, la testimonianza, le labbra -  la Sua Parola, il Vangelo, che porta già in sé vita abbondante.
Così il Signore Gesù ci coinvolge nella Sua grande passione per il mondo, desiderando che abbia pure le nostre gambe, il nostro cuore, la nostra voce per raggiungere ogni creatura.

Caro giovane che cerchi e ti interroghi sulla tua vocazione e la direzione da dare alla tua vita, lasciati allora interrogare e interpellare da queste parole di Gesù: "andate"..."proclamate"..!!!
Il Signore cerca proprio te! Fidati!
Buona solennità! da frate Alberto e dai frati della Basilica del Santo (Pd)

PROCLAMATE......
Foto:
1. la freccia del Cammino di S. Antonio (imitazione di quella del Camino de Santiago): invito, rivolto ad ogni battezzato, a percorrere il mondo annunciando il Vangelo.
Il prossimo 26-27 maggio, il pellegrinaggio notturno che ripercorre gli ultimi passi terreni di S. Antonio (Camposampiero-Arcella-Padova, Basilica del Santo).

2. Alcuni nostri giovani frati (studenti di teologia) lungo il viale del "Noce" a Camposampiero (Pd), luogo dove S. Anonio risiedette prima di morire. A Padova presso il Seminario francescano "S. Antonio Dottore" si stanno preparando a diventare annunciatori del Signore sulle orme di S. Francesco e di S. Antonio. Se vuoi conoscerli, ecco il loro blog: http://giovanifrati.blogspot.com/ Se vuoi imitarli e ti interessa la nostra vita francescana, scrivimi, ti risponderò volentieri: fra.alberto@davide.it

venerdì 18 maggio 2012

Giovani e frati francescani pellegrini sui passi di sant'Antonio

IL CAMMINO DI SANT'ANTONIO 2012
giovani e frati francescani pellegrini sui passi di S. Antonio
nella notte di sabato 26 maggio (da Camposampiero a Padova)
freccia da legare allo zaino...
Cari giovani in "ricerca",
anche quest'anno torna il "Cammino di S. Antonio", il pellegrinaggio in notturna proposto da  noi frati francescani (minori conventuali) da sempre custodi della tomba di sant'Antonio e della sua meravigliosa Basilica in Padova. L'appuntamento vedrà la partecipazione di un migliaio di ragazzi e ragazze che arriveranno un pò da tutta l'Italia, ma anche dalla Croazia, dalla Slovenia, dall' Austria, e dalla Francia.
Perchè questo cammino dei giovani?
I motivi certo sono molti, ma fra tutti vi sottolineo la bellezza di seguire e scoprire un santo, "Il SANTO", sant'Antonio di Padova: giovane appassionato di Gesù e del Vangelo, che si lasciò conquistare dall'ideale francescano. A lui, il TAUMATURGO - il SANTO DEI MIRACOLI, o più semplicemente nostro modello e guida nella fede, vogliamo consegnare le nostre vite, il nostro futuro, le fatiche e  le gioie, il buon esito dei nosti studi e progetti..le persone care. Seguire i suoi passi sarà un riscoprire meglio noi stessi, sentire fratelli tanti altri giovani con noi pellegrini, incontrare più da vicino il Signore Gesù.
Il cammino nella notte, la compagnia dei frati, i canti, le preghiere, la stanchezza e la letizia ci saranno compagne..: un'esperienza meravigliosa da scoprire e provare.
Sarà allora commovente giungere alla basilica e sostare alla tomba di s. Antonio, dopo avere condiviso tutto questo e così riprendere con maggiore speranza il cammino ben più arduo e impegnativo della vita.

Vi  aspettiamo.

frate Alberto
e i frati francescani della Basilica di Sant'Antonio

Vedi il PROGRAMMA dettagliato e come iscriversi al sito: http://www.ilcamminodisantantonio.it/

In cammino.. nella notte

La basilica del Santo : la meta .

mercoledì 16 maggio 2012

Diventare frate francescano; il "SI' di fra Manuel

Padova, Pontificia basilica di S. Antonio, 12 maggio 2012

Caro frate Manuel
Sabato scorso, nella Basilica del Santo, hai pronunciato per sempre e per l'intera vita il tuo "SI' al Signore con la Professione solenne. I voti di castità, e obbedienza e povertà, che hai emesso vogliono dire il tuo donarti senza alcuna riserva a Lui, unico amore e bene e possesso per il quale hai deciso di spendere la tua esistenza.  Mi ha commosso vederti così giovane (29 anni) eppure già al termine di un lungo iter formativo, da sempre determinato in una scelta tanto radicale e forte. Non ho potuto non ricordare quando, ancora adolescente, (frequentavi le superiori) avevi conosciuto P. Alessandro Brentari e poi sei arrivato al convento di  Camposampiero per iniziare il tuo cammino di discernimento; un cammino a volte non facile, ma sempre sorretto dal tuo sogno fortissimo  di "diventare frate"!!
L'abbraccio con cui noi confratelli ti abbiamo accolto definitivamente nella famiglia francescana è  allora l'immagine più bella per dirti il nostro bene e il nostro grazie.
Ti vogliamo bene!
I tuoi Frati

Momento della Professione Solenne
Per ulteriori video o fotografie vedi sito della provincia patavina
 
Omelia di P. Gianni Cappelletto,
Ministro provinciale, nelle cui mani fra Manuel ha pronunciato la Professione
 
lapiccolavia@...: è l’indirizzo di posta elettronica di fra Manuel, un modo per indicare, a chi riceve la sua comunicazione, come lui si considera, cosa gli sta a cuore, verso dove sta camminando.
In “la piccola via” – espressione cara a Santa Teresa di Lisieux ma di intonazione tipicamente francescana – fra Manuel esprime prima di tutto se stesso, il suo volto, il come si pensa davanti al Signore e si presenta a noi: come una persona in cammino e pertanto non arrivata, e ciò lo definisce come “piccolo” agli occhi di chi egli considera grande, il Signore appunto e la Fraternità francescana all’interno della quale ha scelto di giocarsi l’esistenza.  Camminare nella vita significa, nell’esperienza cristiana, prima di tutto accettare che il Signore sia nostro compagno di viaggio, un compagno che se da una parte ci fa da guida esperta nei sentieri che conducono alla vera vita, dall’altra gioca un po’ a nascondino perché desidera che noi ci sentiamo liberi di accogliere quanto ci propone. È il momento in cui ci sentiamo soli e fatichiamo a distinguere la sua da altre voci che ci provengono dall’interno di noi stessi o dall’esterno per segnalarci strade più facili e agevoli da percorrere per dare senso al nostro esistere.
Un po’ come è successo al giovane Samuele di cui ci ha parlato la prima lettura (1 Sam 3,1-10): ha impiegato del tempo per imparare non solo ad ascoltare il Signore distinguendo la sua da altre possibili voci ma pure a rispondergli in modo adeguato perché la fretta lo portava a voler fare tutto e subito. Fondamentale è stata la presenza dell’anziano sacerdote Eli che – invece di attirare a sé il giovane Samuele – l’ha educato a relazionarsi al Signore con pazienza e sapendo attendere umilmente il tempo opportuno. E finalmente Samuele si è messo in ascolto del Signore e ha fatto scelte coerenti con quanto Lui gli suggeriva.
Certo, per arrivare a vivere questo, sia Eli che Samuele hanno dovuto tirar fuori dal loro bagaglio umano due atteggiamenti che appaiono fondamentali anche oggi per una vita cristiana credibile: l’umiltà nel lasciarsi guidare e nel riprendere il cammino dopo l’apparente insuccesso; la pazienza con se stessi e con Dio quando non è chiaro cosa sta suggerendo e si procede a tentativi, sperando che ci vada bene!
Ecco, pertanto, due caratteristiche de “la piccola via” indicata da Santa Teresa e fatta propria da fra Manuel: umiltà e pazienza, virtù oggi fuori moda in una cultura che considera l’umile un fallito e il paziente un codardo! Riusciamo ad andare “oltre” i modelli proposti dalla cultura attuale per realizzarci se – come cristiani – ci è chiaro cosa ci sta a cuore: camminare nella vita seguendo i nostri progetti marcati dal “tutto e subito” o accogliere – seppur con fatica e nel tempo – quanto il Signore ci suggerisce come “cosa buona e giusta” per noi? A noi la scelta tra queste due possibilità, sapendo che ognuna di esse comporta un prezzo da pagare per diventare strada percorribile.
Ce lo indica l’esperienza della Vergine Maria nel brano evangelico ascoltato, comunemente detto “dell’annunciazione” (Lc 1,26-38). Maria, giovane donna di Nazaret – allora insignificante località della Galilea – sembra aver chiaro cosa le sta a cuore: sposarsi con il giovane Giuseppe che ricambia il suo amore, e diventare pure lei madre come tutte le altre donne del paese. Il Signore, attraverso il suo messaggero, l’angelo Gabriele, le fa una proposta alternativa: diventare sì madre, ma secondo la logica di Dio e a servizio del suo progetto. Dio non frustra i desideri più genuini di Maria, li iscrive però nel suo orizzonte capace di dare senso profondo e completo alla loro realizzazione.
Al turbamento interiore di Maria, l’angelo risponde entrando in dialogo con la giovane nazaretana per aiutarla a superare le difficoltà e accogliere con serenità la proposta di Dio. E alla fine Maria dice il suo “sì” non chinando la testa perché non può fare altrimenti, ma contenta di mettersi a servizio del Signore. Maria ha accolto nel proprio cuore ciò che stava a cuore a Dio: farsi uomo! E questa scelta di diventare “cuore umano” che accoglie “il cuore di Dio”, Maria l’ha pagata cara sia per l’incredulità dei nazaretani sia sotto la croce – come ci attestano i cosiddetti “vangeli della passione”! L’essere stata concepita ”senza peccato” non l’ha dispensata dal vivere in pienezza il suo essere creatura umana che cammina liberamente nella storia sapendo di dover affrontare pure momenti di fatica e di sofferenza.
Figuriamoci, pertanto, se è stato facile per fra Manuel giungere a questo giorno, non essendo nato “senza peccato”! Le fatiche le narra egli stesso nella lettera con cui ha chiesto di poter emettere oggi i voti perpetui e le riporta poi quasi integralmente nel blog del Seminario Teologico (25 gennaio 2012). Lì intitola la sua testimonianza con le parole di un teologo contemporaneo: “Con il Signore ci vuole molta pazienza”. È vero, afferma, che «è Dio che, per primo, con amore e fedele pazienza, fin da bambino mi ha preso per mano» e mi ha accompagnato fin qui. Ma è anche vero che io pure ho dovuto armarmi di pazienza per non affrettare i tempi e far di testa mia. «Pazienza. Una parola – scrive fra Manuel – per me così poco comprensibile e accettabile, ma che mi si è stampata nel cuore e mi accompagna tutt’ora (…). La parola “pazienza” – continua – «fa da filo rosso in quanto riconosco come Dio ce l’abbia avuta verso di me, nell’accompagnarmi puntigliosamente a crescere in modo particolare nella relazione di reale conoscenza di me stesso e nel rapporto con i fratelli e compagni di cammino. Quante volte lungo tutto questo cammino ho desiderato (…) “correre” avanti e saltare passaggi di crescita necessari; quanta pazienza, come capacità di “stare” lì dove il Signore mi chiamava ad essere e lottare per una sequela sempre più intensa e sincera (…) Non posso che innalzare con tutto il cuore cantici di benedizione a Dio che, in modo particolare tramite le figure formative, mi ha accompagnato con infinita pazienza ed amore».
Se tutto questo ha un senso, perché vita concreta illuminata e accompagnata dal Signore, allora anche per fra Manuel diventerà più evidente verso dove sta camminando, verso dove sta orientando la sua vita con la professione religiosa. “La piccola via” intrapresa si colora di proposte fatte dal Signore tramite la Famiglia francescana e di impegni concreti – quelli che tra poco fra Manuel assumerà “per tutta la vita”, e cioè: vivere, come afferma San Francesco, «in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità» per poter essere discepolo credibile di Gesù Cristo (Rb 1,2; FF 75).
In obbedienza”: prima di tutto al Signore e alla sua Parola mediata dalla Fraternità in cui vivrà. Se è difficile – come abbiamo visto – obbedire al Signore, altrettanto lo è “obbedire ai fratelli”. Sono in cammino con noi, con pregi e difetti, stanchezze che bloccano e slanci che proiettano in avanti: proseguire “insieme” richiede a tutti tanta umiltà e pazienza per non scoraggiarci e mollare tutto, per non abbandonare la fraternità mettendoci in proprio!
Per questo è necessario che viviamo “senza nulla di proprio”: non si tratta solo di povertà economica o di stile di vita sobrio quanto anche di “povertà interiore”, vera espressione di quell’io che pretenderebbe ragione e ossequio per vivere, mentre per crescere ha bisogno di condivisione fraterna e di gratuità nel servizio.
Non è un atto di umiliazione, quanto piuttosto l’unica strada per essere fecondi, per vivere il voto di “castità” non come negazione degli affetti quanto come investimento della propria capacità di amare per il bene di tutti e non solo di pochi.
In quest’ottica, “la piccola via” non è una strettoia imposta per mortificare la mia libertà di scelta, il mio bisogno di possedere e il mio desiderio di amare e di essere amato; è, invece, la strada liberamente scelta per vivere quanto mi caratterizza come creatura umana secondo la logica del dono, del «gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,9), e possibilmente a tutti e non solo ad alcuni!
Caro Fra Manuel, mi associo a te nel ringraziare – come scrivi nel blog – le tante persone che, quali «testimoni forti» dell’amore del Signore, ti hanno accompagnato su “la piccola via” dell’umiltà e della pazienza per giungere a questo giorno preparato per te dal Signore: i tuoi genitori, i familiari e gli amici; il tuo parroco don Antonio Milani e gli educatori del Seminario diocesano di Tencarola; i primi Frati che hai incontrato, padre Alessandro e padre Alberto, e quelli che poi ti hanno accompagnato durante il cammino formativo presso il postulato di Brescia, il Noviziato e il Teologico di Padova; le varie comunità religiose in cui hai vissuto, in particolare la prima che ti ha accolto – quella di Camposampiero – e quella di Sant’Antonio Dottore in Padova in cui attualmente vivi.
A nome della Fraternità francescana – l’Ordine dei Frati Minori Conventuali – alla quale oggi ti affidi con tutto il cuore, ti prometto che cercheremo di essere tuoi compagni di viaggio pazienti e umili perché possiamo camminare serenamente sulla via della “perfetta carità” che il Serafico Padre San Francesco indica a tutti i suoi frati e che Sant’Antonio ha percorso con gioia e fedeltà.
E insieme preghiamo – alla luce delle espressioni del Salmo responsoriale (Sal 84) – perché tu possa confidare sempre nel Signore e avere costantemente nel cuore le sue vie perché, collaborando con Lui, tu riesca a portare a compimento quell’opera buona che ha iniziato in te e che dona senso alla tua vita.
Buon cammino, Fratello, su “la piccola via” che il Signore nel tempo colorirà di altri atteggiamenti oltre all’umiltà e alla pazienza.

Fra Gianni Cappelletto
Ministro provinciale

lunedì 14 maggio 2012

L'amore...quello vero !

13 maggio 2012

Sesta domenica di Pasqua

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi” (Gv 15,12).


M. Quoist, scrive : “L’amore. Non è un vestito già confezionato, ma stoffa da tagliare, preparare, cucire e spesso ricucire!”.
Sì, l’amore - quello vero – è un ‘cantiere’ sempre aperto, stoffa da lavorare, perché ad amare si impara. L'amore,- quello vero -  poi, è sempre anche un pò "trafitto", "ferito", "sanguinate", chiede infatti il donarsi, il dare la vita, l'offerta di sè. Come possiamo dunque imparare ad amare? Rimanendo in Gesù per obbedire al suo comandamento (l’amore non è un optional), un comandamento che è “nuovo”: amarci gli uni gli altri come Lui ci ha amati. "Come io vi ho amati": dunque con i sentimenti di Gesù, con i suoi stessi gesti, le sue stesse parole, con la sua intensità. Giorno dopo giorno. Strada facendo…

Buona settimana a tutti e ancora buona festa della mamma, -alle mamme tra noi e a quelle in cielo-, volto concreto del Signore che dona vita ed amore!
frate Alberto e i confratelli della Basilica di S. Antonio

martedì 8 maggio 2012

Suora... è bello!!

Pace e bene a voi tutti, cari giovani.  
Pace e bene, cari ragazzi e ragazze, che vi interrogate sulla vostra vita e sulla vocazione che il Signore da sempre ha seminato nel vostro cuore...
Vi propongo oggi la gioiosa testimonianza di una giovane suora francescana, sr. Raffaella. Possano le sue parole, vincere il muro di fredezza, se non talvolta di ostlità, che anche molti  cristiani hanno nei confronti della vita religiosa femminile! Possa il suo sorriso far intravedere la bellezza di una vita affidata totalmente al Signore.
Vi benedico e incoraggio.

frate Alberto

Laudato sii mi Signore...
“…Allora Gesù fissatolo lo amò”
Posso dire che il mio cammino di ricerca è iniziato proprio quando mi sono resa conto di questo sguardo d’amore posato su di me. Prima la mia vita scorreva abbastanza normalmente: studio, amici, ragazzo, divertimento, impegno in parrocchia…ma non mi ero mai fermata a riflettere su dove stavo andando. Era normale pensare ad un lavoro, ad una famiglia tutta mia, cose che tutte le ragazze sognano, c’era, però, qualcosa che mi faceva percepire che non ero veramente felice, ma per paura non ascoltavo mai quel senso di insoddisfazione che mi accompagnava. Poi è arrivato Assisi e qui l’incontro vero con il Signore. Durante una settimana di spiritualità ho fatto appunto esperienza di questo grande amore che Lui, infinitamente buono e misericordioso, donava a me, piccola e fragile…non ho più potuto opporre resistenza…Da qui, non senza paura, è iniziata la mia ricerca, accompagnata da un sacerdote e da una suora, e, grazie al confronto quotidiano con la Parola di Dio, ho compreso che Lui mi stava invitando a seguirlo nella Famiglia delle Suore Francescane Missionarie di Assisi. Di queste suore mi colpiva lo spirito di accoglienza, la loro semplicità, la loro gioia, il loro stare al passo coi tempi, pur non perdendo di vista il loro essere consacrate e francescane. Quando ero con loro mi sentivo a casa, mi piaceva la loro vita, ho avuto modo di intuire che non era “tutto rose e fiori”, ma c’era Qualcuno che le univa…con loro ero serena e soprattutto non c’era quel senso di insoddisfazione. Non posso nascondere che in me c’era paura, era qualcosa di grande ciò che Lui mi stava chiedendo. In me, però, risuonavano forti le parole del Vangelo “non temere”, “il Signore è con te”, “nulla è impossibile a Dio”…Esse mi hanno aiutata a fidarmi e allora ho detto il mio primo SI, iniziando il cammino del postulato. Da allora sono passati quasi dieci anni e da cinque mesi ho detto il mio SI definitivo al Signore, consapevole della mia fragilità, ma certa della Sua fedeltà.
Oggi posso dire di essere felice, di sentire che la mia vita ha un senso e che sono protagonista di essa, nel senso che non vivo solo perchè passano i giorni e continuo a respirare (come mi è accaduto in passato), ma perchè sono attiva in ciò che il Signore mi dona di vivere. Questa scelta non è facile (anche se credo che ogni altra scelta, se vissuta seriamente, non sia da meno), comporta delle rinunce, delle fatiche, un morire a me stessa, giorno dopo giorno, nonostante le mie tante resistenze, per potermi abbandonare a Lui, ma sperimento anche pienezza di vita perchè sento che sto vivendo fino in fondo. Sento che la mia vita è completa, nel senso che il fatto di non avere marito e figli, non mi fa sentire a metà, non mi fa pensare che la mia vita sia da meno di quella di una donna che vive seriamente la sua vocazione al matrimonio. Ho scoperto la bellezza del lasciarsi amare e dell’amare senza trattenere…non potrei mai desiderare una vita diversa e ringrazio il Signore per il bellissimo dono della chiamata!
Sr. Raffaella
Grande festa e grandi sorrisi, nel giorno della Professione Solenne
Se qualcuno volesse corrispondere con Suor Raffaella ecco la sua mail: raffaella.cavalera@gmail.com. Ecco anche il sito delle Suore francescane missionarie di Assisi, con le proposte giovani: http://www.assisicasaemmaus.it/.
 

lunedì 7 maggio 2012

I francescani e l' Immacolata; il S. Rosario nel mese di maggio

Il S. Rosario e la vocazione religiosa-francescana


Assisi-Basilica di san Francesco. (Lorenzetti)
 La Madonna dei tramonti
Cari amici "in ricerca" vocazionale,
da poco è iniziato il mese di maggio, tradizionalmente dedicato alla Madonna e in tutte le nostre comunità (come nella Chiesa intera) i frati onorano la Patrona dell'Ordine Francescano soprattutto con la preghiera del S. Rosario. La devozione alla Vergine, all'Immacolata, è del resto da sempre un capisaldo della spiritualità francescana ed affonda le sue radici nello straordinario affetto con cui san Francesco si rivolgeva a Maria, o nelle stupende parole e preghiere a Lei dedicate  da S. Antonio così come nella straordinaria devozione di S. Massimiliano Kolbe, il martire di Auschwitz. La corona del S. Rosario che molti frati portano al cingolo testimonia anche visivamente questo speciale vincolo che ci unisce alla Madonna.
Rinnovo pertanto anche a ciascuno di voi, ma soprattutto ai ragazzi e ai giovani in cammino vocazionale, il forte invito a recitare in questo mese il Santo Rosario: una preghiera, da un lato umile e semplice, dall'altra potente e profonda.
Se volete del resto comprendere la chiamata del Signore per la vostra vita, è fondamentale l'affidamento a Maria, che anche a noi continua a ripetere come a Cana "FATE QUELLO CHE EGLI VI DIRA'.
Se volete trovare gli atteggiamenti e le parole giuste con cui rispondere all'appello di Gesù, Maria, con il suo "ECCOMI" ancora ci insegna la via: quella dell'abbandono, della fiducia, dell' obbedienza!


    In particolare ricordo come presso la Basilica del Santo (Pd) dove io risiedo , si preghi il S. Rosario ogni sera ( da lunedì a venerdì - ore 21,00 ) davvero con tantissime persone, percorrendo devotamente il perimetro dei chiostri. Siete tutti invitati a condividere questa preghiera così bella e dolce alla Madre Celeste ! 

domenica 6 maggio 2012

Rimanete in me!

6 maggio 2012
Quinta domenica di Pasqua


“Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” (Gv 15,4-5).
Colpisce, nel vangelo di questa domenica, l’insistenza del verbo rimanere. Rimanere in Gesù, vera vite, come suoi tralci. Solo dentro quest’appartenenza abbiamo vita, promessa di futuro, fecondità (molto frutto). Tremendo il "senza di me non potete far nulla" e, più ancora, l’immagine del tralcio seccato, perché non rimasto nella vite, che viene gettato nel fuoco. Quando rimanere in te, Signore Gesù?, mi chiedo. Tante le nostre corse quotidiane, gli affanni che c’impegnano testa e cuore: eppure in nessuna attività ci è preclusa la possibilità di rimanere con il Signore Gesù portando sempre nel cuore le Sue parole. In ogni attività, in ogni dove. Senza dimenticare che essere attaccati a Lui, rimanere sempre in Lui, è per noi garanzia di comunione tra noi, suoi discepoli, sua gioia, sua Chiesa.

Buona domenica! frate Alberto

martedì 1 maggio 2012

Un'esperienza francescana per giovani

ESPERIENZA FRANCESCANA PER RAGAZZI - GIOVANI (dai 17 ai 30 anni)
dal 10 maggio (giovedì) al 13 maggio 2012 (domenica)

Pace  e bene caro  giovane  amico, che con fedeltà segui questo blog "vocazionale" o che forse vi sei capitato per caso..
Ecco per te, da noi frati francescani, un invito forte e  bello !
Perchè non vieni a vivere con noi e altri ragazzi alcuni giorni "francescani"?

Dove si andrà? 
Saremo in provincia di Bergamo (Grumello) in una casa molto particolare ("Istituto Luigi Palazzolo") che accoglie solo donne gravemente disabili (nella pische o nel fisico); un luogo paradossalmente di grande sofferenza eppure allegro e vibrante di altrettanta speranza e gioia, un luogo animato dalla fede e dall'amore; retto dall'esempio  e dalla dedizione di suore strepitose ("Delle Poverelle").
Chi ci sarà?
Prima di tutto le donne disabili, dette "le ragazze",  e le suore dell'Istituto Palazzolo, che ci faranno scoprire la tenerezza e la bontà di Dio: provare per credere!  Poi naturalmente noi frati (il sottoscritto, frate Giancarlo Paris e fra Alessandro Perissinotto), insieme ai Postulanti di Brescia  e altri ragazzi con molte domande, in cerca di un orientamento di vita e di un senso profondo da dare ai loro giorni.
Che si farà?
Con stile umile, allegro e semplice (alla francescana) proveremo a stare accanto a queste "ragazze" prestando loro dei piccoli servizi ( accompagnamento, dialogo.. passeggiate, piccoli aiuti nella mobilità.. ) e insieme a loro vivremo anche  una forte esperienza spirituale : la casa infatti, grazie alla preghiera e alla fede di queste donne, è davvero illuminata dalla presenza del Signore , che qui (credetemi!) si può incontrare "faccia a faccia"!
Perchè tale invito?
Perchè viviamo in un mondo di "forti", dove conta riuscire e valere, e qui invece incontreremo i deboli e i poveri che tanto in realtà hanno da darci. Perchè di solito ci pensiamo autosufficenti e bastanti a noi stessi e qui invece sperimenteremo l'aiuto reciproco, la Provvidenza, la gioia di donare. Perchè, se a volte Dio ci sembra lontano, qui lo possiamo incontrare e toccare! Perchè san Francesco amava stare con i "lebbrosi" e insegnò questo ai suoi frati! Insomma, un'occasione per vedere il mondo da un altro punto di vista, assolutamente alternativo e forse un "pò pazzo" (come San Francesco!!!), ma affascinante!
Cosa potrai scoprire?
Certamente potrai incontrare più da vicino il Signore, conoscere meglio i frati francescani e il nostro modo di vivere, intuire il SENSO profondo di alcuni aspetti della vita che spesso sfuggono o non capiamo: la sofferenza e la gioia , il donarsi, la vocazione, la tua chiamata, il come spendere la tua giovinezza, a chi dare il tuo cuore.

Come fare per partecipare?
Per informazioni e iscrizioni (affrettati...!!!) contattami presto:
frate Alberto
fra.alberto@davide.it