domenica 29 aprile 2012

Tu mi stai a cuore più della mia stessa vita.

29 aprile 2012
Quarta Domenica di Pasqua
Giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni.

Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io il Padre, e do la mia vita per le pecore” (Gv 10, 14).

Domenica del “Buon Pastore”. Ovvero dell’Amore -pienamente realizzato nel Signore Gesù- responsabile, maturo che si dona tutto per la pienezza della vita dell’altro. E’ questo l’Amore bello, non quello del mercenario che seduce, sfrutta, scappa… E’ l’Amore forte e tenero che lega Gesù, il Figlio, al Padre e di cui Gesù, Figlio ed insieme Pastore buono e bello, ci fa dono. Perché l’Amore vero dice a parole e fatti: “Tu mi stai a cuore più della mia stessa vita. Io la offro per te”.

Conosco le mie pecore...
In questa Domenica (e non solo oggi) preghiamo per le Vocazioni, nella Giornata mondiale annuale pro-Vocazioni. La Chiesa Italiana ha scelto uno slogan efficace:
Rispondere all’Amore si può”...... Vero!
Il Signore – anche attraverso le nostre semplici ma sentite preghiere - non faccia mancare alla sua Chiesa pastori buoni secondo il suo cuore; uomini e donne innamorati di Lui, capaci di dar la vita ai fratelli.
Buona Domenica, dai frati francescani della Basilica di S. Antonio!
Il Signore vi illumini nel vostro cammino e vi benedica. frate Alberto


e le mie pecore conoscono me...
(Foto di fra Giovanni Voltan).
Sull’argine dell’anello fluviale di Padova, una bella sorpresa: un gregge.
Come non pensare al Pastore buono e bello e a noi, oggetto della sua cura?

sabato 28 aprile 2012

Rispondere all'amore... si puo' !

Caro/a giovane,  fratello o sorella che magari giungi inaspettatamente (ma certo non per caso !) in questo blog vocazionale francescano,... lasciati da subito provocare da una domanda diretta e sincera:
ma tu..., hai mai pensato di diventare un religioso,  frate francescano, sacerdote, missionario; oppure suora, clarissa, donna consacrata...religiosa? Hai mai pensato di dedicare tutta la tua vita al Signore e ad ogni persona che Lui vorrà mettere sulla tua strada?
APRI IL TUO CUORE! ASCOLTA...! FORSE CERCA.. PROPRIO TE!


Nella quarta Domenica di Pasqua, 29 Aprile 2012, domenica del Buon Pastore, si celebra la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni,
Il tema che il S. Padre Benedetto XVI propone  per la riflessione e la preghiera delle comunità cristiane è: "Le vocazioni dono della carità di Dio" (Deus caritas est, n.17).
Ciò significa riscoprire la gratuità del dono della nostra specifica vocazione, vivendo ogni istante, gesto e parola nel segno della Beatitudine e dell'Amore, in continuità con quanto afferma Gesù nel vangelo di Matteo: "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" (Mt 10,8).
E' molto provocante al riguardo anche lo slogan che accompagna questa giornata: "Rispondere all' Amore... si può".  Esso si propone come invito ad accogliere e vivere con creatività, responsabilità e fedeltà la vocazione che il Signore ha messo da sempre nel nostro cuore. E' un grande inno all'amore, che riecheggia in tante pagine bibliche, e che si esprime nelle due grandi espressioni e modalità dell'amore: la vita di coppia e la verginità donata nel ministero ordinato del Sacerdote o nella Vita consacrata. Sono due espressioni dell'Amore che si innestano sullo stesso tronco dalle radici profonde, che attingono fecondità dalla sorgente viva che è Gesù, e come due rami fioriti si liberano in alto per cercare gli spazi inifiniti del Cielo. (Brani biblici di riferimento: 1 Gv 4,19; Cantico dei Cantici 8, 6-7; Geremia 20,7).
E..tu, come pensi di rispondere all'AMORE?

Ti benedico e prego per te. frate Alberto

sabato 21 aprile 2012

Avete qui qualche cosa da mangiare...?

22 aprile 2012
Terza Domenica di Pasqua

“ ‘Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho’. Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: ‘Avete qui qualche cosa da mangiare?’ “ (Lc 24, 39-41).

Avete qui qualche cosa da mangiare..?
Sei lieto, Signore Gesù, quando non ti trattiamo da fantasma o qualcuno da visitare frettolosamente un’oretta, di domenica o in giorni speciali. Ti rallegra molto di più prendere ferialmente parte alle nostre corse, entrare nei nostri discorsi, sedere alla nostra tavola per condividere la gioia e le lacrime dei giorni.
Vieni alla nostra mensa, Signore Gesù, porta la tua pace perché sappiamo leggere e comprendere i fatti dei giorni con la tua Parola. Saremo tuoi testimoni!

Dai frati francescani della Basilica di S. Antonio e da fra Alberto...
Buona Domenica

ti aspettiamo...
Foto (di P. Giovanni Voltan): siamo nel refettorio del Sacro Convento presso la Basilica di S. Francesco ad Assisi (sempre retta dai Frati minori conventuali)

venerdì 20 aprile 2012

Come scopro la mia vocazione? Ascoltando...!

Cari amici in "ricerca",
molti mi scrivono chiedendomi come comprendere la propria vocazione e come aprirsi alla chiamata che il Signore ha pensato per loro. Ebbene, in questo cammino c'è una parola indispensabile da non trascurare, ma anzi da coltivare e  far crescere: L' ASCOLTO !  La vocazione infatti si rivela sempre in una mediazione e in un incontro;  vale a dire, nell'ascolto dell'altro, nell'ascolto di noi stessi e del nostro vissuto, nell'ascolto del Signore e della Sua Parola. Silenzio, sacrificio , amore... sono ulteriori parole non facili nè immediate che si declinano con l'ascolto. Vi lascio al riguardo una bella riflessione da meditare.
Vi benedico e incoraggio.
frate Alberto  
Bardolino: tramonto sul lago
E’ l'ora di reimparare l'arte dell'ascolto
Ascoltare sembra un’operazione abituale, quasi banale, eppure l’ascolto autentico è raro e difficile. Costantemente immersi come siamo in rumori di vario tipo, sollecitati da messaggi multiformi, non conosciamo più il silenzio come ambiente e condizione indispensabile all’ascolto dell’altro. Silenzio e ascolto, infatti, pur non identificandosi, si nutrono reciprocamente: è solo nel silenzio che la parola può risuonare nitidamente, ed è lasciando che il nostro silenzio sia abitato da quanto abbiamo ascoltato in profondità che evitiamo di cadere nel mutismo o nel terrore del vuoto e del non senso. Così, sempre più incapaci di silenzio fecondo, finiamo per smarrire anche l’arte dell’ascolto: lungi dal considerarlo un’opportunità preziosa, subiamo come pratica fastidiosa il dover “stare a sentire” qualcuno mentre, dal canto nostro, siamo sempre pronti a parlare, riversando i nostri confusi bisogni su chiunque si trovi a portata di voce.

Ma cosa significa ascoltare? Innanzitutto accettare in profondità di sacrificare ciò che ci pare sempre più prezioso: il tempo. Occorre tempo per ascoltare, un tempo vissuto senza fretta, senza angoscia; occorre la consapevolezza che si deve decidere di ascoltare. D’altronde, l’ascolto è la prima forma di rispetto e di attenzione verso l’altro, la prima modalità di accoglienza della sua presenza. Sappiamo per esperienza che l’altro non sempre pronuncia parole di reale interesse, che l’altro spesso chiacchiera o parla a se stesso. Ma se è vero che l’ascolto esige sforzo e pazienza, è altrettanto vero che solo un ascolto autentico sa discernere e trarre lezioni anche da dialoghi apparentemente insulsi… Ascoltare significa essere attenti, accogliere le parole di chi ci sta di fronte ma anche, più in profondità, tentare di ascoltare ciò che egli vuole comunicare al di là di quanto riesce a esprimere: per questo è necessario impegnarsi a cogliere anche il suo “non detto”, ciò che egli sottintende o addirittura nasconde. Solo attraverso questo quotidiano esercizio si può giungere a una comunicazione vera, a un ascolto autentico capace di far esistere l’altro e dargli consistenza!

Ma accanto all’ascolto dell’altro vi è un’arte ancora più difficile, un “lavoro” faticoso ma indispensabile per una vera vita interiore: l’ascolto di se stessi, del proprio profondo. Senza questo ascolto della coscienza – del “maestro interiore” come lo chiamava Agostino – non è possibile alcuna umanizzazione. Si tratta dunque di ascoltare le “intuizioni” e le “parole” che emergono dal mistero del proprio “uomo nascosto del cuore” (1Pt 3,4). Ascolto psichico? Certo, ma anche ascolto di ciò che non sappiamo chiamare se non “spirituale”, dovuto cioè allo spirito che ci abita: spirito umano ma, per i credenti, anche Spirito di Dio, proveniente dal di fuori di noi eppure innestato nel nostro intimo…

Ed è qui che l’ascolto diventa anche ascolto di Dio, della sua Parola, del suo comunicarsi attraverso eventi, persone, narrazioni del suo agire. Così infatti nasce un credente: quando un uomo ascolta come rivolta a sé la parola che Dio ha indirizzato a Gesù: “Tu sei il mio figlio amato!” Sì, l’ascolto è in radice la risposta amorosa a Dio, è l’amore. Non si dimentichi che il grande comandamento ripreso anche da Gesù – “Ascolta, Israele!” – è illuminato e trova la sua verità in ciò che segue immediatamente: “Amerai il Signore tuo Dio!”. L’ascolto di Dio e degli uomini, in fondo, è sempre e solo una questione d’amore.

Enzo Bianchi – Avvenire, 4 maggio 2008



SE IMPARIAMO
AD ASCOLTARE,

SCOPRIAMO
CHE DIO

NON SMETTE MAI
DI CHIAMARCI.





lunedì 16 aprile 2012

Dai giovani..: Auguri Santità !

Oggi, 16 aprile, Papa benedetto XVI compie 85 anni. Lo vogliamo ringraziare per la Sua dolce e forte presenza alla guida della Chiesa, per la testimonianza evangelica, per l'amore e la passione verso i giovani più volte manifestato.
Anche recentemente ha scritto un messaggio stupendo (per la Giornata mondiale della Gioventù 2012); ne riporto uno stralcio "vocazionale" a sprone e incoraggiamento di tutti quei ragazzi e ragazze che sentono in cuor loro un desiderio, una chiamata, un appello a seguire il Signore più da vicino nella Vocazione religiosa e nella Vita consacrata.
Grazie Santità! Preghiamo per Lei.
Tanti, tanti auguri dai frati francescani della Basilica del Santo e i Suoi giovani "in cammino"!

Dal Messaggio  del Papa ai giovani per la Giornata Mondiale della Gioventù 2012

Cari giovani,
per entrare nella gioia dell’amore, siamo chiamati anche ad essere generosi, a non accontentarci di dare il minimo, ma ad impegnarci a fondo nella vita, con un’attenzione particolare per i più bisognosi. Il mondo ha necessità di uomini e donne competenti e generosi, che si mettano al servizio del bene comune. Impegnatevi a studiare con serietà; coltivate i vostri talenti e metteteli fin d’ora al servizio del prossimo. Cercate il modo di contribuire a rendere la società più giusta e umana, là dove vi trovate. Che tutta la vostra vita sia guidata dallo spirito di servizio, e non dalla ricerca del potere, del successo materiale e del denaro.

A proposito di generosità, non posso non menzionare una gioia speciale: quella che si prova rispondendo alla vocazione di donare tutta la propria vita al Signore. Cari giovani, non abbiate paura della chiamata di Cristo alla vita religiosa, monastica, missionaria o al sacerdozio. Siate certi che Egli colma di gioia coloro che, dedicandogli la vita in questa prospettiva, rispondono al suo invito a lasciare tutto per rimanere con Lui e dedicarsi con cuore indiviso al servizio degli altri. Allo stesso modo, grande è la gioia che Egli riserva all’uomo e alla donna che si donano totalmente l’uno all’altro nel matrimonio per costituire una famiglia e diventare segno dell’amore di Cristo per la sua Chiesa.

Madrid 2011: W IL PAPA...!!!

sabato 14 aprile 2012

15 aprile 2012
Seconda Domenica di Pasqua
Domenica in Albis
Domenica della Divina Misericordia

metti qui il tuo dito..
“Otto giorni dopo…venne Gesù….. Poi disse a Tommaso: ‘Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani,…, non essere incredulo ma credente!’.
Gli rispose Tommaso: ‘Mio Signore e mio Dio!’ “ (Gv 20,26-28).

Quanti scalini, quanti passi, uno dopo l’altro, dovrà fare il mio seguirti incerto e vacillante, Signore Gesù, per vedere con gli occhi della fede senza pretendere di vedere con quelli della carne?
Signore Gesù, vieni ancora incontro alla mia povera e piccola fede perché anch’io ti dica, in comunione con Tommaso e con la Chiesa raccolta nel tuo nome: “Mio Signore e mio Dio!”
mio Signore e mio Dio
La domenica odierna è detta in albis (depositis) in quanto nella Chiesa antica era il giorno in cui coloro che avevano assunto la veste battesimale (in latino alba) nella notte di Pasqua, quale segno esteriore della nuova dignità di figli di Dio e membri della Chiesa, potevano toglierla dopo averla indossata per una settimana.
Il beato Giovanni Paolo II ha stabilito che questa domenica fosse dedicata particolarmente al culto di Gesù Cristo adorato quale Divina Misericordia del Padre che nel Figlio ci ha tanto amati.
Buona domenica dai frati francescani della Basilica del Santo e da fra Alberto!


Foto: siamo a Lourdes, presso la basilica del Rosario recentemente abbellita all’esterno dai mosaici del gesuita p. Marko Rupnik.

giovedì 12 aprile 2012

300 giovani Frati Francescani ad Assisi


frati francescani...giovani giovani
 Crisi vocazionale? Invecchiamento della vita religiosa? Fuga dei giovani dalla fede e da scelte impegnative come la consacrazione ?

Se qualcuno si reca ad Assisi in questi giorni, pare proprio di NO, almeno per i Frati Francescani  Minori Conventuali (la mia famiglia religiosa). Da mercoledì 11 aprile a sabato 14 si svolge infatti nella città del Poverello un singolare raduno, presso la sua  Tomba  nella Basilica (Chiesa Madre dell'Ordine Francescano) che da sempre i Frati Conventuali custodiscono.  Più di 300 giovani frati  (fra i 18 e i 30 anni) provenienti dalle nazioni "più secolarizzate e scristianizzate" della vecchia Europa (e con alcune presenze dalla Turchia e dal Libano), vivranno insieme, condivideranno la preghiera e la fraternità, faranno festa, troveranno linfa e rinnoveranno la loro passione nel seguire il Signore Gesù sull'esempio di san Francesco. Certamente un "bel colpo d'occhio" giovane e francescano anche per una Assisi pur abituata ai grandi eventi.
Il programma è ricco di appuntamenti ( formativi..spirituali), testimonianze e laboratori tematici: contemplazione, povertà, fraternità, minorità e missione, che aiuteranno i giovani frati  (novizi e post-novizi)  a riconfermarsi nel dono della consacrazione religiosa , nella gioia di una vocazione tanto bella quanto alternativa al sentire attuale.
Dunque caro amico che cerchi..e ti interroghi sulla chiamata del Signore, se forse qualche volta hai pensato a farti frate...ebbene è giunta l'ora di unirti a questi giovani AUDACI e TEMERARI (consentitemi...un pò di sana retorica e di effusioni per il mio Ordine!!): il Signore ti aspetta, chiede di te e del tuo cuore , chiede la tua fede e passione, attende il tuo donarti..S. Francesco per primo fece questo passo...e così come puoi vedere, molti altri giovani come te.... !!!! Non temere dunque, la vita francescana è gioia e speranza !
Vi benedico. frate Alberto
ASSISI: GIOVANI
FRATI FRANCESCANI
Vedi ulteriori notizie e fotografie nel SITO ufficiale dell'Ordine dei frati Minori Conventuali 

Eccoli tutti..nel chiostro

"Siamo proprio ad Assisi...!!!"
Di...corsa..
Quante cose da raccontarsi...




mercoledì 11 aprile 2012

I Frati Francescani

Cari amici "in ricerca" vi penso ancora tutti illuminati dalla gioia della Pasqua e dalla certezza del Signore Gesù vivo in mezzo a noi!
Fra le molte lettere che ricevo, spesso mi si chiede spiegazioni sull' ORDINE FRANCESCANO e su chi siano i "FRATI FRANCESCANI " che vi appartengano; al riguardo infatti vi è abbastanza confusione! Tante sono le domande anche circa il colore dell'abito...e il nostro stile di vita. Su questi argomenti per la verità ho già scritto varie volte. Recupero di seguito alcuni post per rispondere a qualche quesito fra i più frequenti.
Vi benedico e affido a S. Francesco e a S. Antonio. frate Alberto

Assisi - Basilica di san Francesco - Cimabue : San Francesco
L'Ordine Francescano e i frati che lo costituiscono
L'Ordine fondato da San Francesco (nel suo ramo di consacrazione al maschile) è costituito esclusivamente da tre  famiglie: i Frati Minori Conventuali (la mia Famiglia religiosa ), i Frati Minori (ex Osservanza); i Frati Minori Cappuccini. Vi sono poi certo nella Chiesa molti altri gruppi religiosi o congregazioni di ispirazione francescana (maschili e femminili) con abiti più o meno simili, ma questi NON fanno parte giuridicamente dell'Ordine Francescano.
I tre rami del Primo Ordine Francescano hanno in comune e professano la stessa Regola di san Francesco, confermata da papa Onorio; ciascuno ha poi tradizioni e modalità di vita molto simili ma anche proprie e originali. Questa diversità nata da eventi storici antichi e vista da qualcuno come un segno di debolezza e divisione, in realtà ha costituito per l'Ordine e la Chiesa una più ampia ricchezza spirituale e una molteplicità di proposte e una più variegata presenza francescana a servizio del popolo di Dio.

Il colore dell'abito francescano
Anche riguardo a questo argomento ho già scritto un precedente POST. Il colore originale e più antico dell'abito francescano è il GRIGIO (costituito dalla tessitura della lana grezza). Solo nel corso dei secoli, assumerà via via tonalità diverse (marrone...nero..grigio-azzurro..ecc..). In  particolare il grigio caratterizza ancora oggi i Frati Minori Conventuali specie nelle nazioni extraeuropee, mentre nel vecchio continente prevale per essi il colore nero (antico retaggio della dominazione napoleonica che soppresse tutti gli ordini religiosi). In questi ultimi anni per la verità  in molte province europee, i Francescani Conventuali stanno recuperando l'originale colorazione grigia. Il colore marrone invece (per F. Minori e F. Cappuccini) viene codificato definitivamente solo a fine '800 da Papa Leone XIII.

I Frati Minori Conventuali
Sono la famiglia francescana (alla quale anch'io appartengo) "più piccola" dell'Ordine, ma certamente la più antica e le cui radici affondano direttamente nel ceppo originario dell'esperienza di S. Francesco. Al riguardo ho già scritto vari POST. Mi permetto ogni volta di parlarne con più ampiezza (rispetto alle altre) per questa mia appartenenza e per la maggiore conoscenza che ho al riguardo. In internet trovate in ogni caso i siti di riferimento di ciascun ramo: dei Frati Minori come dei Frati Minori Cappuccini.

Dove e come incontrare i Frati Francescani ?
Molti mi pongono questo interrogativo. A questi rispondo semplicemente dicendo di: cercare...e bussare!! In ogni regione e città solitamente vi sono delle realtà francescane, conventi..e opere rette dai frati ( a volte accanto a noi...eppure sconosciute). Dunque, datevi da fare..., andate a trovarli, chiedete un dialogo o un incontro.
Se qualcuno desidera avere da me qualche contatto più diretto (specie per la direzione spirituale e un accompagnamento al discernimento), mi scriva (fra.alberto@davide.it)  e gli indicherò qualche confratello e il convento a lui più vicino.

Vocazioni
Per un discernimento serio a livello vocazionale, sempre invito i giovani a compiere un cammino adeguato, evitando l'improvvisazione e "il fai da te". La strada per diventare frate è abbastanza lunga e chiede Fede..e anche un pò di sana "pazzia". Dunque richiamo sempre la necessità di una guida/padre spirituale così come l'opportunità di un itinerario specifico. Al riguardo, per il Nord Italia io seguo il Gruppo san Damiano, che raduna giovani desiderosi di comprendere la volontà del Signore sulla loro vita e anche di chiarire una loro possibile chiamata alla vita religiosa francescana. Il Gruppo san Damiano ,o percorsi analoghi, sono presenti e proposti però un pò ovunque dai frati francescani anche in altre regioni italiane. Anche qui...: "cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto".

Che fanno i frati francescani ?
anche questa è una domanda ricorrente già più volte da me spiegata e illustrata . Mi limito a rimandarvi a uno dei POST precedenti ancora sottolineando come per il frate francescano l'unica Regola sia quella di "osservare fedelmente e perfettamente il Santo Vangelo" vivendo in castità, senza nulla di proprio e in obbedienza.  Per il resto il frate ...., può occuparsi di tutto : può stare in una parrocchia, come nelle chiese conventuali; seguire i poveri o anche insegnare all'università se c'è bisogno; fare il portinaio e lavare i piatti, ma anche curare i malati e fare il missionario; andare alla questua a chiedere l'elemosina e scrivere libri sapienti...ecc..ecc...
Assisi- Basilica di san Francesco: giovani Frati Minori Conventuali

domenica 8 aprile 2012

Tanti auguri dai Frati Francescani


PASQUA di
RESURREZIONE

II SIGNORE E' VERAMENTE RISORTO
Un annuncio sorprendente!
Questo è l’annuncio sorprendente che deve riempire la nostra vita!
C’è solo gioia di fronte a questa nuova ripartenza della storia, dell’umanità, una umanità che si era perduta !
Di fronte a tanto male che alberga ancora nel cuore del mondo (e anche nel nostro..talvolta), dai nomi più svariati – come guerra, odio violenza, cataclismi, dolore, malattia, morte… - “oggi” viene pronunciata una parola definitiva, di speranza, di luce: il bene di Dio, il suo amore per ogni creatura è più grande e supera ogni ostacolo e tomba e oscurità.
Un annuncio sorprendente...vocazionale!!
Da questa verità cari fratelli in ricerca e in discernimento, scaturisce anche un annuncio vocazionale altrettanto sorprendente: se il Signore Gesù è veramente risorto, ecco che egli cammina accanto a ciascuno di noi, è sempre presente nella nostra vita  e per ognuno ha dunque un invito , una chiamata d'amore speciale e unica.
Per Lui vale allora la pena spendersi , vale la pena donare la propria vita, vale la pena bruciarsi per il bene e l'amore. Se il Signore Gesù è risorto è bello sentirsi coinvolti nella Sua vicenda e nel Suo progetto, è bello e dà senso rispondere alla Sua chiamata e quando ci dice: Vieni e seguimi!
La Resurrezione di Gesù è dunque la sorgente che dà senso all'intera vita cristiana e ad ogni vocazione nella Chiesa, specialmente a quelle più esigenti e alte come la vita religiosa, sacerdotale, missionaria.
Diventare frate, o prete o missionario o suora o monaca non è allora mai  una scelta di rinuncia, di ripiego, di mortificazione (come talvolta viene interpretata), bensì annuncio di vita  e di resurrezione, segno di speranza  e di un amore totale che va oltre , scelta di gioia radicale e pura  da annunciare e testimoniare e donare  a tutti e ovunque . Così è stato per San Francesco, per S. Chiara, per S. Antonio di Padova, per S. Massimiliano Kolbe martire ad Auschwitz e per tanti frati e religosi e preti e suore che hanno creduto all' AMORE.
Giovani frati francescani (studenti in teologia) del convento "S. Antonio dott." in Padova,
che hanno creduto..all'Amore!
Rallegriamoci dunque e facciamo  festa nel Signore!!
E...se il Signore ti chiama a seguirlo più da vicino,...non tentennare, ma CORRI come i discepoli e le donne che in fretta si recano al sepolcro vuoto e poi devono dare l'annuncio del Risorto a tutti...subito...
BUONA E SANTA PASQUA 
dai frati francescani

Buona e Santa Pasqua

8 aprile 2012

Domenica di Pasqua nella Risurrezione del Signore

“Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte” (Gv 20,6).


L’immobilità greve che quei lini avevano dovuto suggellare,
l’inerzia oscura della morte,
ora è per sempre infranta
e la compostezza silenziosa di quei lini è divenuta il segno di una Eterna Presenza.
Non più la pesantezza della morte, ma la leggerezza della vita nuova.
Non più l’oscurità della notte, ma la luce del giorno nuovo.
Non più l’amarezza del pianto, ma la soavità del sorriso.
Diventiamo anche noi, nel volo dello Spirito, messaggeri gioiosi della Sua Risurrezione!

A ciascuno di voi carissimi in ricerca della Vocazione del Signore e della chiamata unica e personalissima da Lui  seminata nel vostro cuore... BUONA e SANTA PASQUA dai frati francescani !
Vi benedico. frate Alberto

Per voi anche l'antico annuncio della Pasqua da Cantuale Antonianum, blog di un caro confratello, P. Alessandro, che ringrazio di cuore anche per le stupende catechesi offerte ai giovani presenti al Triduo pasquale qui alla Basilica di S. Antonio

venerdì 6 aprile 2012

Basilica del Santo : Triduo con i giovani

GIOVEDÌ SANTO 2012
Basilica di S. Antonio (Pd)
Giovani e frati Al Triduo Pasquale

Cari amici, qui alla Basilica del Santo prosegue l'esperienza del Triduo con i giovani che hanno scelto di condividere questi giorni con noi frati. Abbiamo tutti ancora negli occhi e nel cuore la toccante e commovente Eucarestia (in Coena Domini) celebrata giovedì sera , mentre stamattina (venerdì santo) abbiamo visitato una realtà francescana molto forte: "Casa S. Chiara" dove le Suore francescane Elisabettine accompagnano nei loro ultimi giorni, con amore e dolcezza, persone segnate da gravi malattie (tumori, aids..) e da difficili situazioni di vita (tossicodipendenti, prostitute..barboni...ecc.) . Quanto amore e dedizione gratutita in nome di Gesù! Portando ciascuno di voi nella preghiera di questi giorni,  propongo di seguito l'omelia che P. Gianni Cappelletto , superiore dei francescani conventuali (per il Nord Italia) ha pronunciato nella messa di ieri sera (giovedì santo) qui in Basilica . Il Signore vi benedica. frate Alberto


Navigando in internet qualche settimana fa, sono capitato in un sito che – per vendere i suoi prodotti – proponeva agli internauti di trovare una risposta a quattro domande ritenute fondamentali per vivere bene. Ve le elenco, con la breve nota copiata dal sito.
1. Chi sono io? Come faccio a scegliere cosa è meglio per me, se non so chi sono io?
2. A cosa servo? Dato che esisto, a qualcosa servo. Ma “a cosa”?
3. Il vero amore esiste? Se sì, come faccio a riconoscerlo?
4. Come si fa ad essere felici? Mah!
Ovvio che, a quest’ultima domanda il curatore del sito proponesse come risposta di comperare la merce di propria produzione: “sarai felice se avrai questo … se potrai far sfoggio di quest’altro … se riuscirai ad avere quest’altra cosa …” ecc.
Anch’io vorrei rispondere alla stessa domanda (“come si fa ad essere felici?”) interrogando la parola evangelica che abbiamo ascoltato in questa celebrazione eucaristica, memoriale della Cena del Signore.
Nel sito internet richiamato poco fa, la risposta alla domanda sulla felicità è data da un prodotto che io posso acquistare – crisi permettendo! Il segreto della mia felicità, pertanto, è in mano ad un altro ed è affidato a cose esterne a me … Anche nella nostra esperienza di questa sera la risposta alla nostra sete di felicità viene dall’esterno, da un altro: la novità, rispetto al sito internet, è che non devo comperarla perché mi viene donata gratuitamente!
Gesù lava i piedi ai suoi discepoli semplicemente perché li ama: «Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine», vale a dire in modo gratuito e fino alle estreme conseguenze del dono totale di sé: non chiede niente per sé né prima di compiere tale gesto né dopo averlo messo in atto. Domanda solo due cose, evidenti nel dialogo che ha con il discepolo Pietro:
- «Accetta, per cortesia, che io ti lavi i piedi … cioè che io ti testimoni il volto di un Dio che si mette in ginocchio davanti a te perché riconosce la tua dignità e desidera dimostrarti che ti considera suo amico anche se sei peccatore (cf. Gv 15,13.15)».
- In secondo luogo, Gesù dice a Pietro: «Prova anche tu a lavare i piedi agli altri. Sarai mio amico, infatti, se metterai in atto ciò che io ti propongo (cf. Gv 15,14) e se lo farai a tutti, senza distinzione tra amici e nemici, “in memoria di me” (vale a dire “gratuitamente”) e non “in memoria tua” (cioè per averne qualche vantaggio personale)».
Caro Pietro, solo se pratichi queste due cose, potrai essere felice – afferma con sorpresa Gesù – perché questo è il segreto stesso dell’esistenza umana: dare la vita non solo per i propri amici ma anche per chi ti è nemico; lavare i piedi a chiunque incontri testimoniando la bontà di quel Dio che “per primo” si è inginocchiato di fronte a te!
Accettare che Gesù mi dimostri la sua amicizia lavandomi i piedi significa accogliermi amato gratuitamente da Lui e dal Padre suo, di cui Egli è “icona visibile”. La mia grandezza sta nella sua bassezza! La mia gloria si fonda sulla sua umiltà!
Lavare i piedi agli altri vuol dire amarli così come sono, offrire loro il perdono, aiutarli a trovare la strada della vita e accompagnarli con affetto nel loro cammino.
Certo, accettare il gesto di gratuità di Gesù richiede una forte dose di umiltà; compiere un gesto di gratuità verso un’altra persona, oltre che essere umili domanda anche di essere coraggiosi. Umiltà e coraggio sono gli atteggiamenti che hanno portato Gesù a mettersi in ginocchio davanti ai suoi discepoli; umiltà e coraggio sono anche gli ingredienti di ogni gesto che ci porta ad abbassarci fino ai piedi dell’altro per lavarli con attenzione, con amore, con venerazione. E questo “ha un prezzo”: è una vera “passione” per Gesù e per ognuno di noi, un autentico “venerdì santo” perché si deve “mettere in croce” il proprio orgoglio, la propria presunzione, il proprio egoismo …
Se guardiamo al nostro vissuto, possiamo constatare che ogni volta che abbiamo accettato che qualcuno ci lavasse i piedi e ogni volta che siamo stati capaci di metterci in ginocchio davanti ad un altro ci siamo sentiti sereni, contenti … felici! Non solo perché – come cristiani – l’abbiamo fatto “in memoria di Lui” ma perché in quel momento abbiamo ritrovato noi stessi, ci siamo sentiti vivi, la nostra esistenza aveva un valore / un senso … In altre parole, abbiamo trovato “in noi” e non “fuori di noi” una risposta alle quattro domande da cui siamo partiti. Cominciando dall’ultima:
- “Come si fa ad essere felici?”: accogliendo i gesti con cui il Signore e altre persone ci lavano gratuitamente i piedi e rispondendo con altrettanti gesti di gratuità. Sappiamo che le relazioni gratuite aiutano ognuno di noi a riconoscersi innanzitutto come un dono ricevuto e, perciò, incapace di realizzarsi al di fuori della logica del dono stesso. Se il principio di gratuità pervade non solo le relazioni affettive, ma anche quelle sociali, rendendole, così, autenticamente umane, allora usciremo “insieme” dalla attuale crisi economica e di valori per approdare a relazioni di gratuità e di condivisione. E ciò farà aumentare la sensazione positiva che si può sperare che la felicità sia possibile anche all’interno della crisi esistenziale, delle fatiche economiche, della sofferenza, della fatica del vivere …
- Terza domanda: “Il vero amore esiste?”: certo, e dipende solo da me il renderlo credibile senza sognare di fare cose superiori alle mie forze e senza illudermi che l’amore non abbia un prezzo … basta che non mi ritiri in un cantuccio pretendendo che lo paghino gli altri: anch’io sono chiamato a fare la mia parte, a dare il mio apporto nel costruire amicizia, fraternità, solidarietà …
- E così rispondo anche alla domanda sul senso della vita: “A cosa servo?”. Il mio compito di cristiano e il mio valore consistono nel rendermi trasparenza dell’amore di Dio incarnato da Gesù nel gesto supremo di “dare la vita per i propri amici”. Vivere questo con umiltà e coraggio rende bella e significativa anche per me la mia stessa vita … altrimenti è da buttare!
- Ecco, allora, la risposta alla prima domanda: “Chi sono io?” = una creatura amata gratuitamente dal suo Creatore e perciò resa capace di amare gratuitamente!
Ma poiché «abbiamo questo tesoro in vasi di creta» (2 Cor 4,7) ecco la necessità di far memoria continua di tutto ciò: celebrare l’eucaristia non è ricordare parole e gesti che non ci riguardano perché lontani da noi ma è tornare alla fonte della nostra vita, è dissetarci alla sorgente della vita vera che ci rende felici anche se “a caro prezzo”, è percorrere anche oggi la strada in cui le domande che ci portiamo nel cuore trovano risposta. Non occorre che spendiamo soldi o che facciamo chissà cosa: basta che accettiamo che il Signore ci ami gratuitamente e che da Lui impariamo a fare altrettanto tra noi, pur con i nostri limiti! Saremo più contenti noi; saranno più felici gli altri.
Permettete un’ultima accentuazione. La settimana prossima (12-15 aprile) le Chiese del Nord-est si incontreranno ad Aquileia per riflettere sul cosa significa essere cristiani oggi in queste nostre terre e sul come adeguare la pastorale e i suoi strumenti alle nuove realtà. Soprattutto, mi pare che dovranno tener presenti le domande che tutti gli uomini e le donne si portano nel cuore in questi tempi così incerti e in continuo cambiamento sociale e culturale, come quelle che ho richiamato poco fa alla vostra attenzione. Infatti, tema generale dell’incontro è: “Testimoni di Cristo, in ascolto”.
La nostra preghiera anche durante questa celebrazione della Cena del Signore è che tutti – specialmente noi frati e preti – siamo disponibili ad ascoltare quanto lo Spirito Santo sta dicendo alle nostre comunità cristiane, siamo capaci di intercettare le domande della nostra gente e di accompagnarla con delicatezza su risposte che rendano buona la vita, siamo perseveranti nel testimoniare – anche se non sempre riconosciuti – che vale la pena essere cristiani perché è bello e da’ felicità al cuore

Padre Gianni Cappelletto
Ministro Provinciale dei frati francescani conventuali (nord Italia)

giovedì 5 aprile 2012

Triduo pasquale dei giovani con i frati

Triduo Pasquale 2012
" ovvero tre giorni belli al cuore della nostra fede ! "

Cari amici,
inizia oggi il Triduo Pasquale e qui alla Basilica di S. Antonio in Padova (come in molte altre nostre chiese conventuali, come per es. ad Assisi alla Basilica di san Francesco) arriveranno molti giovani  a condividere questi giorni santi con la nostre comunità francescane (fra le più importanti al mondo). Vi chiedo una preghiera speciale per questi ragazzi, per la loro ricerca e il loro cammino di vita. Noi frati portiamo nel cuore e nella nostra preghiera ciascuno di voi.
Frate Alberto e i frati della Comunità francescana della Basilica di S. Antonio (Pd)

Tre giorni "belli" di amore e di passione
“Il triduo pasquale che celebra la passione e la risurrezione del Signore Gesù, è il vertice di tutto l’anno liturgico. Questo tempo, che va dalla messa vespertina del giovedì santo sino ai vespri della domenica di Risurrezione, è chiamato ‘il triduo del crocifisso, del sepolto e del risorto’ (s. Agostino), perché in questi giorni la Chiesa ricorda e fa rivivere gli eventi compiuti da Gesù per la nostra salvezza.  Il triduo è da considerarsi come un giorno solo che celebra l’unico e inscindibile mistero pasquale, che si snoda in tre momenti cronologici: crocifissione e morte del Cristo (venerdì santo); sepoltura (sabato santo) e risurrezione di Gesù (veglia pasquale e domenica di Pasqua). Fa da prologo la messa vespertina ‘nella cena del Signore’ (giovedì santo) “. (Da: Settimana santa. Riti e liturgia delle ore, EMP)


Lo Spirito del Signore Gesù morto e risorto per noi
ci doni la commozione del cenacolo
la compassione presso il calvario
il silenzio del sabato santo
la luce e la gioia della Pasqua

mercoledì 4 aprile 2012

Diventare suora?... Sì!

Pace e Bene 
a voi cari giovani "in ricerca" della vocazione del Signore e della chiamata che Lui con mansuetudine e mitezza propone alla vostra vita. In questa settimana Santa vi sto ricordando tutti, specialmente i ragazzi e le ragazze in discernimento per la vita religiosa (come frati, preti... suore... missionari), magari talvolta trepidanti o impauriti. A ciascuno voglio dire di non temere e di FIDARSI del Signore: Lui ha dato la vita per noi e vuole solo il nostro bene!!
Vi presento oggi di seguito una bellissima testimonianza di una cara amica religiosa, Suor Barbara, delle Suore Francescane Elisabettine con le quali noi frati conventuali collaboriamo (specie in ambito giovanile)  aiutandoci reciprocamente in buona armonia e letizia per il Regno di Dio.
Vuole essere da parte mia un omaggio alle tante meravigliose donne consacrate che nel mondo si spendono e si donano gratuitamente e anche uno sprone alle ragazze che in cuor loro qualche volta hanno pensato a questa strada, ma che poi...hanno rimandato, disatteso..allontanato. Ancora una volta ripeto: FIDATEVI del Signore!
Vi benedico e  a tutti una Settimana davvero Santa. frate Alberto

Suor Barbara e fra Alberto con un gruppo di giovani al Triduo Pasquale
SUORA…?? Sì!
La giovane mi guarda dritta negli occhi. Poi spara: Perché ti sei fatta suora?
Domanda che improvvisamente fa scendere dalle nuvole e appoggiare i piedi per terra. Se mi fermo e riordino i pensieri potrei fare molti discorsi, ma immediatamente rispondo: Perché volevo essere felice.
Oggi non è di moda seguire Gesù, cercare di imparare da Lui, seguirlo nella via del Vangelo, figuriamoci se è di moda scegliere la consacrazione religiosa. E ancor più per una ragazza. Per l’immagine che nel tempo è stata appiccicata alla donna, ci sono tanti pregiudizi che possono bloccare le giovani rispetto ad una scelta di vita consacrata.
Talvolta la vita della suora è vista come una condizione in cui è ridotto lo spazio di libertà, segregata tra le mura di conventi vecchi di mattoni e di mentalità e oppressa dalla vita comunitaria, senza spazi per sé, senza possibilità di cambiamento e crescita. Si crede che la suora porti sfortuna addirittura, per cui, il sabato pomeriggio in centro città può capitare di vedere persone che toccano ferro…o altro! quando una suora si fa largo tra la gente, passeggiando tranquillamente.
Rispetto alla realtà della vita religiosa maschile è come se ci fosse una marcia in meno; meno competenti, meno istruite, meno inserite nella realtà, con minori possibilità di movimento, senza occasione di realizzazione personale.
Forse a creare una immagine distorta, parziale e negativa delle suore hanno contribuito le suore stesse…
Un cambiamento forte e una spinta necessaria per cambiare alcuni aspetti sono venuti dal Concilio Vaticano II, che ha offerto una lettura nuova della vita della Chiesa e anche della vita consacrata al femminile.
In particolare si è avviato un cammino di rinnovamento che ha portato un confronto con la società e la cultura, che in certi periodi era sfuggito. Certo, talvolta ciò che si dice o si è scritto sulla vita religiosa femminile può risultare essere più un ideale che la realtà, perche il rinnovamento della mentalità e delle strutture è lento, sostituire pregiudizi con esperienze di vita è spesso faticoso, ma resta, sempre, a fondamento, la testimonianza di tantissime donne che nella scelta della vita consacrata hanno trovato il senso, il motivo di vita e di vita riuscita, secondo il cuore di Dio.
Il problema oggi credo sia uno solo: trovare un equilibrio tra vita consacrata femminile e questione donna. È un problema…io penso sia una ricchezza da scoprire, un mistero da svelare, una realtà bellissima da vivere.
Si tratta di una questione dibattuta in molte sedi e della quale sempre più le consacrate vanno prendendo coscienza, tanto che su questo si può pensare di ripartire anche per proporre questa scelta di vita, nel nostro tempo, alle giovani donne.
Il mondo ha un estremo bisogno di consacrate che siano veramente donne, umanamente sane e consapevoli della propria ricca identità. I primi a credere in questo dovrebbero essere tutti i cristiani. Non è così…che strani siamo!

Ma allora… Perché mi sono fatta suora?
Prima di tutto non mi sono fatta suora io, ma ad un certo punto ho capito chiaramente che il Signore sognava per me, con Lui, una relazione d’amore forte. Il Signore mi ha fatta suora, il Signore mi ha creata suora e mi ha chiesto di credere nel fatto che questa vocazione è il dono più grande che mi poteva fare, nell’amore. Mi sono sentita molto amata e mi sono innamorata! Ho ceduto alle sue avances…non senza fatica, non senza porre e porGli molte domande, ma alla fine ho capito che solo con Lui potevo essere felice. Perché è l’amore che rende felici e Lui è l’Amore. Questo mi è bastato e mi basta. Mi sono buttata, meglio abbandonata e non sono rimasta delusa. Sono felice, non mi sento una donna a metà, non mi sento rinchiusa da nessuna parte, il Signore sta realizzando i miei desideri più antichi e profondi anche se in modi diversi da come io immaginavo; sono una donna felice, insieme al Signore e a tanti, tanti fratelli e sorelle.
Suora…sì…suora felicità!!!
La giovane mi guarda dritta negli occhi, non ha distolto un secondo i suoi occhi dai miei.
Mi saluta pensosa…spero scelga di essere felice.

Suor Barbara
Per chi volesse contattare sr. Barbara: barbara.danesi@elisabettine.org
Un omaggio... alle religiose.

domenica 1 aprile 2012

Come santa Chiara cercate in Dio il segreto della vera felicità

Pace e bene a voi tutti, 
cari amici "in ricerca" della vocazione e della chiamata del Signore per la vostra vita.

Vi invito a leggervi lo stupendo messaggio che il nostro grande Papa Benedetto XVI ha scritto in occasione della "conversione" di Chiara di Assisi, quando giovanissima (la domenica delle Palme del 1212) decise di seguire  Francesco e il suo ideale di vita evangelica.
E chissà che.... qualcuno o qualcuna si lasci toccare il cuore dal Signore che bussa, si lasci affascinare dall'avventura francescana, dalla scelta "pazza" di donare l'intera esistenza a Dio e ai fratelli !! Molti giovani nel mondo vivono questa esperienza di donazione totale come Frati francescani o Clarisse o Suore Francescane: una chiamata che forse può... riguardare anche te!! S. Francesco e S. Chiara sono certamente ancora e sempre attuali. Provare... per credere.
Vi benedico e... buona Settimama Santa.

Frate Alberto


Il segreto della vera gioia è affidarsi a Dio”: è quanto scrive Benedetto XVI .
Dunque, “come non proporre Chiara, al pari di Francesco, all’attenzione dei giovani d’oggi?”, si chiede il Papa. “Il tempo che ci separa dalla vicenda di questi due Santi – sottolinea – non ha sminuito il loro fascino”. Al contrario, rileva, “se ne può vedere l’attualità al confronto con le illusioni e le delusioni che spesso segnano l’odierna condizione giovanile”. Mai, avverte, “un tempo ha fatto sognare tanto i giovani, con le mille attrattive di una vita in cui tutto sembra possibile e lecito”. Eppure, in questo richiamo, “quanta insoddisfazione è presente, quante volte la ricerca di felicità, di realizzazione finisce per imboccare strade che portano a paradisi artificiali, come quelli della droga e della sensualità sfrenata”.
Tuttavia, afferma con speranza, “non mancano” giovani che, “anche ai nostri giorni, raccolgono l’invito ad affidarsi a Cristo e ad affrontare con coraggio, responsabilità e speranza il cammino della vita, anche operando la scelta di lasciare tutto per seguirlo nel totale servizio a Lui e ai fratelli”. Ecco allora, si legge nel messaggio, che la storia di Chiara e Francesco, “è un invito a riflettere sul senso dell’esistenza e a cercare in Dio il segreto della vera gioia”. Essi sono, soggiunge, “una prova concreta che chi compie la volontà del Signore e confida in Lui non solo non perde nulla, ma trova il vero tesoro capace di dare senso a tutto”. Il Papa ribadisce dunque che la “conversione” di Chiara, avvenuta proprio nei giorni che precedono la Pasqua, è una “conversione del cuore”. Come Francesco, rammenta, “ella non avrà più gli abiti raffinati della nobiltà di Assisi, ma l’eleganza di un’anima che si spende nella lode di Dio e nel dono di sé”.

S. Chiara è accolta da S.Ffrancesco che le taglia i capelli
Dalla Vita di Santa Chiara (Capitolo IV)
Come per opera del beato Francesco mutò vita e passò dal mondo alla vita religiosa

Ben presto, perché la polvere del mondo non abbia ad appannare lo specchio di quell'anima tersa e il contatto con la vita mondana non ne contagi la pura giovinezza, il padre santo si affretta a sottrarre Chiara dalle tenebre del mondo.
Era prossima la solennità delle Palme, quando la fanciulla con cuore ardente si reca dall'uomo di Dio, per chiedergli che cosa debba fare e come, ora che intende cambiare vita.
Il padre Francesco le ordina che il giorno della festa, adorna ed elegante, vada a prendere la palma in mezzo alla folla, e la notte seguente, uscendo dall'accampamento, converta la gioia mondana nel pianto della passione del Signore.
Venuta dunque la domenica, la fanciulla entra in chiesa con le altre, radiosa di splendore festivo tra il gruppo delle nobildonne. E lì avvenne - come per un significativo segno premonitore - che, affrettandosi tutte le altre a prendere la palma, Chiara, quasi per un senso di riserbo, rimane ferma al suo posto: ed ecco che il vescovo discende i gradini, va fino a lei e le pone la palma tra le mani.
La notte seguente, pronta ormai ad obbedire al comando del Santo, attua la desiderata fuga, in degna compagnia. E poiché non ritenne opportuno uscire dalla porta consueta, riuscì a schiudere da sola, con le sue proprie mani, con una forza che a lei stessa parve prodigiosa, una porta secondaria ostruita da mucchi di travi e di pesanti pietre.
Abbandonati, dunque, casa, città e parenti, si affrettò verso Santa Maria della Porziuncola, dove i frati, che vegliavano in preghiera presso il piccolo altare di Dio, accolsero la vergine Chiara con torce accese.
Lì subito, rinnegate le sozzure di Babilonia, consegnò al mondo il libello del ripudio; lì, lasciando cadere i suoi capelli per mani dei frati, depose per sempre i variegati ornamenti.
Né sarebbe stato giusto che, alla sera dei tempi, germogliasse altrove l'Ordine della fiorente verginità, se non lì, nel tempio di colei che, prima tra tutte e di tutte la più degna, unica fu madre e vergine.
Questo è quel famoso luogo nel quale ebbe inizio la nuova schiera dei poveri, guidata da Francesco: così che appare chiaramente che fu la Madre della misericordia a partorire nella sua dimora l'uno e l'altro Ordine.
Poi, dopo che ebbe preso le insegne della santa penitenza davanti all'altare di santa Maria e, quasi davanti al talamo nuziale della Vergine, l'umile ancella si fu sposata a Cristo, subito san Francesco la condusse alla chiesa di San Paolo, con l'intenzione che rimanesse in quel luogo finché la Volontà dell'Altissimo non disponesse diversamente.

Inizia la Settimana Santa

1 aprile 2012
Domenica delle Palme e della Passione del Signore

“…cominciò a sentire paura e angoscia. Disse loro: ‘La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate’ “ (Mc 14,33-34).


Palme 2012
In Basilica del Santo, si è svolta venerdì sera la Via Crucis delle comunità francescane conventuali di Padova e dintorni. Così si sono uniti alla numerosa Comunità dei frati della Basilica di S. Antonio (più di 50 frati! ) i nostri frati e i laici delle varie realtà vicine : dalla Parrocchia dell'Arcella (luogo dove morì S. Antonio); dal "Villaggio S. Antonio" dove i frati operano per e con i disabili gravi, dalla "Comunità San Francesco" di Monselice che serve i giovani tossicodipendenti; dalla "Comunità dell'Immacolata" che "costruisce" il Messaggero di S. Antonio (il mensile cattolico più diffuso nel mondo); dal "Convento-Seminario S. Antonio dottore" con i giovani frati studenti in teologia; dai "Santuari Antoniani" di Camposampiero (dove S. Antonio soggiornò). Moltissimi erano i giovani presenti ..Tutti radunati attorno alla Croce dalla comune appartenenza francescana e dalla grande devozione a S. Antonio.

Basilica di S. Antonio : Via Crucis
  Mi lascio ispirare da un testo preparato dalla fraternità di Camposampiero-Pd per una delle stazioni:
“Gesù trema, sente l’angoscia avvolgerlo. Ha bisogno che qualcuno gli stia vicino, si fa mendicante di un po’ di amicizia. Chi potrà mai sondare il cuore di quest’uomo che è il Figlio di Dio, ma mai come in questo momento sperimenta la debolezza, la paura, la solitudine dei figli dell’uomo?
Lungo il “sentiero Antonio: Vangelo e carità” a Camposampiero il gruppo bronzeo sulla preghiera (ndr: vedi foto) rappresenta Te, Gesù, nel momento in cui, inginocchiato, sotto gli olivi secolari e con il volto segnato da gocce di sangue, gridi: “Padre, passi da me questo calice; ma non la mia, bensì la tua volontà si compia”. In ginocchio al tuo fianco sta s. Antonio che poggia amichevolmente una mano sulla tua spalla.
Come vorremmo essere anche noi vicini a Te, Gesù, ed offrirti la nostra affettuosa presenza. Tu ci guardi con gratitudine e ci dici: “Oggi la mia solitudine, la mia paura, la mia angoscia continuano nei fratelli e nelle sorelle che si trovano senza un lavoro, sono soli e anziani, soffrono la depressione e la tristezza. Chinatevi su di loro; date loro la vostra carezza; fate sentire loro un cuore che si interessa ai loro problemi. Lo avrete fatto a me”.

Camposampiero-  Gruppo bronzeo sul Sentiero di S. Antonio : "La preghiera"
Sì, la passione degli uomini non fa da cornice alla passione di Gesù, ma è intimamente unita ad essa. Per questo, Signore Gesù, ti seguiamo con fede e con amore sulla via della croce per essere con Te partecipi della tua risurrezione e stare sempre con Te.
A ciascuno di voi "in ricerca", buon ingresso nella Settimana Santa e un buon cammino alla sequela di Gesù !
I frati della Comunità francescana della Baslica di S. Antonio e fra Alberto.