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Home discernere

Sono in confusione! Cosa devo fare?

fra Nico Melato di fra Nico Melato
21 Maggio 2025
in discernere, domande vocazionali
0

La confusione a volte è una benedizione: segno che qualcosa si sta muovendo, che Dio ti sta mettendo in cammino! Condiviso oggi l’esperienza di Daniela e qualche indicazione a proposito, che può essere utile a tanti giovani in cammino.

Mail di Daniela, 25 anni, Biella.

Buongiorno, mi chiamo Daniela, sono una ragazza un po’ in confusione, ho visto il sito vocazione francescana e mi sono incuriosita. Le spiegherò super in breve la mia situazione. Le scrivo per chiederle qualche preghiera per me e per chiederle consigli. Ho 25 anni, lavoro nell’azienda di famiglia, e sto con un ragazzo da 2 anni.

È da un annetto che sento l’esigenza di uscire di casa: sto benissimo con i miei ma mia madre è molto apprensiva e io spesso sento spesso la pressione delle sue aspettative su di me… […] Ma mi chiedo se potessi scegliere in completa libertà sarebbe questo il mio lavoro? Di certo è in linea con i miei studi e con le aspettative di mia mamma eppure non mi sento arrivata…

Forse la storia con il mio ragazzo infierisce su questa mia inquietudine: a dover essere onesta, stiamo insieme da 2 anni ma il primo anno è stato molto difficile […]. La non-linearità di questa storia, il fatto che questo ragazzo non piaccia a mia madre, e alcuni piccoli egoismi da parte sua che mi trovo a dover gestire mi fanno dubitare che arriveremo all’altare, ma se ho questi dubbi è tempo di lasciarci? Due anni sono un tempo sufficiente per fare discernimento? Inoltre se mi lasciassi cosa farei? Il panorama delle relazioni che vedo in giro mi spaventa un po’ e tra le persone che conosco (anche tra gli amici stretti) non ce n’è una con cui lo sostituirei.

Io ci sto pregando su da un po’: vorrei che Dio mi facesse capire in modo inequivocabile cosa vuole da me e se già Dio me lo avesse comunicato prego per essere in ascolto e per cogliere la sua volontà. Perché forse la colpa è più mia che non di Dio… A volte temo che lui mi chiami ad una vita consacrata (e dico temo… perché avrei un sacco di cose di cui “spogliarmi” e che mi peserebbe lasciare), altre volte invece temo che sia io a pensare ad una vita consacrata per “fuggire” dalle pressioni di mia madre e per raccontarmi che con il mio ragazzo non poteva andare perché ero fatta per altro… […]

Lei ha qualche consiglio? […] Nei passati due anni le “10 parole” mi hanno aiutato molto, ora sto seguendo i 7 segni con il mio ragazzo, vedo che lui si sta proprio lasciando plasmare da questa parola ma in questo periodo di mia confusione è come se facessi fatica a fidarmi di Dio […].

Mi scuso per questa mail molto lunga, spero mi saprà guidare e dare qualche consiglio per uscire da questa confusione, le chiedo di pregare per me, per aiutare a muovermi verso il mio sì convinto da dire ogni giorno nonostante le fatiche o gli ostacoli che potrò incontrare.

Daniela

Risposta di fra Nico

Cara Daniela, grazie di cuore per la tua bellissima e profondissima condivisione. Davvero, leggerti è stato come ascoltare una persona che porta nel cuore una grande sete di verità, di luce, di pienezza… e anche tanta onestà nel guardarsi dentro e lasciarsi interrogare.

Provo a risponderti un po’ per punti, cercando solo di accompagnarti con qualche spunto. Ovviamente non posso avere io le risposte definitive: quelle solo il Signore può donarle, e lo farà nel tempo, se continuerai a rimanere in ascolto, come stai facendo.

Anzitutto, direi, la confusione che senti è un segno che qualcosa sta cambiando, non è una cosa negativa: è come la terra che si smuove prima di essere seminata. Hai iniziato a porti domande vere e profonde: sul lavoro, sulla famiglia, sul tuo rapporto con tua madre, sulla relazione con il tuo ragazzo, sul senso del tuo cammino. Non sono cose da poco. Il fatto che tu voglia ascoltare Dio in tutto questo è già una grazia enorme.

In secondo luogo, il desiderio di libertà che ritrovi dentro di te è santo! Certo, non nel senso del “fare quello che voglio”, ma nel senso del diventare libera per amare secondo la tua verità. Stai cercando questo, mi pare, e in questo desiderio c’è Dio. Non ti ha messa sulla terra per accontentarti o per far felici gli altri a tuo discapito. Ti ha pensata per qualcosa di grande e vero, anche se talvolta questo può essere impegnativo e costoso, ma sempre ne vale la pena!

Per questo quindi, anche se non tutto è già chiaro, si può camminare lo stesso! La relazione con il tuo ragazzo, ad esempio: non è perfetta (quale lo è?), ma vedi che si sta muovendo qualcosa. È importante che ti chieda davvero se riesci ad amare lui così com’è, con le sue fatiche e i suoi limiti… Ma anche se tu puoi sentirti davvero custodita. Il fatto che stiate facendo un cammino di fede insieme è un segno buono, anche se non definitivo. Tienilo nel discernimento, non per forza devi decidere oggi…

Parli poi anche di un desiderio di vita consacrata e ti chiedi, in sostanza se si tratti di una fuga o di una chiamata. È molto bella la tua onestà. Questa domanda è giustissima. Ma la risposta non viene solo dal ragionamento. A volte è proprio quando lasci spazio nel silenzio, nella preghiera, nella Parola, che cominci a percepire se quella inquietudine è una fuga o una forza buona, che ti spinge verso qualcosa che Dio sta preparando. Il fatto che tu dica “mi peserebbe lasciare” è naturale. Una vocazione vera non ti viene a cercare dove sei già pronta, ma dove ti apre il cuore […].

Infine, riguardo il rapporto con tua madre: è davvero una cosa delicatissima, ma hai già iniziato a guardarla con una certa lucidità. Lei ha fatto tanto per te, ma ora la tua vocazione, nel senso più largo, deve farsi adulta. Con rispetto, ma anche con libertà. Visto che hai fatto il cammino delle “10 parole”, ricordati sempre che il 4° comandamento non è “fare quello che i genitori vogliono”, ma onorarli nel cammino della verità. E a volte questo richiede anche un distacco… Credo normale e sano il tuo desiderio di autonomia, se non lavorativa, per lo meno di dimora!

Ti chiederai: ok, tutto bello, ma cosa posso fare ora concretamente? Mi viene da dirti alcune cose, ovvie, ma sempre vere:

  1. Continua a pregare, coltiva la tua relazione con Dio. Ma non solo per “capire”: prega per fidarti! Se vuoi qui trovi una piccola guida ad un metodo di preghiera molto utile ed efficace.
  2. Se puoi, trova una guida spirituale con cui parlare dal vivo: in questi passaggi della tua vita sento che ti sarebbe di grande aiuto (qui un articolo che ti può aiutare in questo).
  3. Se un giorno ti va, vieni a un nostro weekend vocazionale o a una delle esperienze che proponiamo (per esempio il corso vocazionale di questa estate ad Assisi): non per decidere subito, ma per imparare ad ascoltare meglio.

Daniela, il Signore non ti sta fregando, al contrario, sta cercando di liberarti. Anche se ti chiede di lasciare delle cose, non lo fa per impoverirti, ma per darti di più. Fidati. Lui non toglie nulla, se non le catene, e dona tutto!

Ti accompagno nella preghiera e ti auguro un buon cammino.

fra Nico – franico@vocazionefrancescana.org

Disclaimer: la presente corrispondenza è tratta da mail reali; i dati delle persone coinvolte sono stati modificati e resi anonimi così da non essere più riconoscibili; il testo è stato esplicitamente approvato dalla persona coinvolta prima di essere pubblicato. Non pubblichiamo mai nulla senza aver prima chiesto e ottenuto l’esplicito consenso di chi ci scrive. Per qualsiasi informazione e chiarimento, scrivici, saremo lieti di rispondere.

Tags: dubbi e pauretemi di discernimento
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