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Vocazione Francescana
Home discernere

«Mi vuoi sposare?»

Una testimonianza dal "Cammino di sant'Antonio"

Vocazione Francescana di Vocazione Francescana
29 Marzo 2025
in discernere, domande vocazionali, essere chiesa, testimonianze
0

“Mi vuoi sposare?“. È la domanda che André ha posto a Gianna al termine del pellegrinaggio che ha portato i due giovani italo-brasiliani a ripercorrere il Cammino compiuto da Antonio nelle ultime ore di vita.

«Mi vuoi sposare?». La domanda fatidica quando meno te l’aspetti. Sei seduta in uno dei chiostri della Basilica del Santo, stanca per aver camminato i 24 chilometri antoniani che separano Camposampiero e Padova. Stai riordinando le emozioni e le idee dopo il pellegrinaggio, e le preghiere, gli incontri, l’arrivo in Basilica… Lui si allontana un attimo con una scusa, entra nel negozio del «Messaggero di sant’Antonio» per prendere un regalino per la nipote, poi lo sguardo intercetta lì, in vetrina, un anello con il Tau, lo acquista, esce e…: «Mi vuoi sposare?». La risposta è un’esplosione di gioia che sul profilo Instagram della giovane ancora risuona, accompagnata a una sua foto raggiante: «Ho detto sì! Dopo 24 km di camminata ero semplicemente distrutta, ma ho ricevuto una delle proposte più belle della mia vita. La cosa più incredibile è che, durante tutto il percorso di preghiera, ho ringraziato Dio per tutto ciò che già ho e per la Sua incommensurabile potenza, che rende tutto possibile! Sono immensamente grata di vivere questa benedizione che è l’amore, sempre sotto la protezione e la guida di Dio!». In realtà il post è più lungo e soprattutto non è in italiano, bensì in portoghese, dal momento che i due fidanzati, Gianna e André, sono brasiliani.

Gianna e André in un selfie scattato nei Chiostri della Basilica del Santo, subito dopo la proposta di matrimonio

Una proposta di matrimonio all’arrivo del Cammino di sant’Antonio è già una splendida notizia di per sé, ma questa storia d’amore ha anche altri motivi di sorpresa, che forse in parte sono sotto traccia nelle parole di Gianna sulla potenza di Dio. Per capirlo dobbiamo conoscere un po’ meglio André Rovani, classe 1987. Oggi vive a Giavera del Montello, provincia di Treviso, ma è nativo di Concòrdia, Stato di Santa Catarina, Sud del Brasile. Qui la concentrazione di famiglie di origine italiana è molto alta, perché molti nostri connazionali vi emigrarono a cavallo tra Otto e Novecento. L’ambasciata italiana di Brasilia calcola che in tutto il Brasile gli italo-discendenti siano oltre 32 milioni. «Proprio per riscoprire le mie radici, sono giunto in Italia per la prima volta quindici anni fa, dopo la laurea in giurisprudenza – racconta André –. Applicandomi, sono riuscito a ricostruire l’albero genealogico della mia famiglia per molte generazioni, sia da parte di mamma che di papà, trovando ceppi che mi hanno portato in molte località del Veneto: Saccolongo, Camposampiero, Maser, Bergantino… Oggi parte del mio lavoro è proprio aiutare gli italo-discendenti ad avviare questa ricerca genealogica, anche in vista dell’ottenimento della cittadinanza italiana. Inoltre, lavoro al tribunale di Treviso come traduttore giurato». Anche Gianna ha origini italiane e venete: la sua famiglia partì da Arsiè, provincia di Belluno.

Ma come si arriva a sant’Antonio? Il racconto di André riparte da qui: «Nel 2018 mi venne diagnosticato un piccolo tumore, da asportare chirurgicamente. Il 9 febbraio, prima dell’intervento fissato per il 14 all’ospedale di Castelfranco, mi recai a Padova per dei prelievi. Mi recai quindi in Basilica del Santo, per pregare e ritrovare un po’ di serenità. Mentre mi trovavo all’Arca di sant’Antonio, passando la mano sul marmo verde sentii come un bruciore al torace, lì dove avevo il tumore. Non capii bene che cosa fosse successo, ma, una volta uscito sul sagrato, mi resi conto di non avvertire più quel dolore continuo che il tumore da tempo mi provocava. In cuor mio subito pensai di essere guarito, ma mi sembrava impossibile, e poi ormai l’operazione era imminente, tanto valeva affrontarla: e se poi mi sbagliavo? Ma quando, il 14 febbraio, i medici tagliarono, non trovarono più nulla da rimuovere. Ero davvero guarito! Per ringraziare il Santo, mi ripromisi di fare il Cammino di sant’Antonio da Camposampiero a Padova. Ci sono voluti degli anni per organizzarmi, ma alla fine ce l’ho fatta, camminando insieme a Gianna e agli altri pellegrini organizzati da frate Nicola. E concludendo con la domanda di matrimonio. Ci pensavo da un po’, ma non ero sicuro fosse l’occasione giusta. Invece… sì!».

un tratto del “Cammino di sant’Antonio”

«Miracoli» che cambiano la vita

Frate Nicola (Zuin) è il direttore della Casa di spiritualità dei Santuari antoniani di Camposampiero, realtà ormai affermata per le multiformi proposte per nutrire la fede, nell’ascolto della Parola di Dio e del magistero della Chiesa, con lo stile di san Francesco e di sant’Antonio. Tra queste iniziative, dal 2022 ha preso avvio «Passo dopo passo», «una piccola proposta – la definisce fra Nicola – che però è molto apprezzata. In autunno e in primavera individuiamo alcune date di cammino “animato” dalla preghiera, dall’ascolto dei passi e dalla meditazione, con uno schema che permette di vivere al meglio l’esperienza del pellegrinaggio a piedi sulle orme di sant’Antonio, da Camposampiero a Padova passando per il santuario dell’Arcella, dove Antonio spirò». È il cosiddetto «Ultimo cammino», ma di fatto è il primo intorno al quale si è costruito negli anni il Cammino di sant’Antonio, oggi percorribile da Gemona del Friuli (UD) e da Cassino (FR) fino alla Basilica del Santo.

Dopo averli percorsi tante volte accompagnando tanti pellegrini, ormai fra Nicola conosce a memoria i 24 chilometri che separano Camposampiero, l’Arcella e Padova: «Mi rendo conto che “Passo dopo passo” non promuove la devozione antoniana, bensì le permette di esprimersi. Sant’Antonio ci precede nel nostro annunciare. Nell’ascolto dei pellegrini, delle loro vicende, delle grazie che ricevono, mi sento molto piccolo. E questa iniziativa è pure molto piccola, ma offre l’opportunità di condividere la fede, dona un contesto appropriato per farla emergere e arricchirla di vita. Camminiamo per Antonio, andando da Antonio a Gesù».

Ma una proposta di matrimonio a conclusione del cammino fra Nicola l’aveva mai vissuta? «Decisamente no! André lungo il pellegrinaggio mi aveva raccontato della sua guarigione e già questo era stato sorprendente. Poi davanti alla Basilica ci eravamo salutati, perché io entravo per concelebrare la Santa Messa e non era detto ci si rivedesse al termine. E invece, inaspettatamente, ci siamo ritrovati sul treno che riporta a Camposampiero: è lì che mi hanno raccontato della proposta di matrimonio. Sono rimasto sbalordito! Erano entrambi raggianti, e Gianna era davvero al settimo cielo!». Il matrimonio è fissato per il 2 ottobre, in Italia, proprio a pochi giorni dalla festa di san Francesco. Felicidades cari pellegrini!

Alberto Friso (art. originale uscito sul Messaggero di Sant’Antonio – link qui)

alcuni giovani in arrivo a piedi alla basilica del Santo
Tags: basilica di sant'Antoniopellegrinisant'Antonio di Padovatestimonianza vocazionale
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