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Vocazione Francescana
Home ascoltare e pregare

Buona Pasqua?

fra Nico Melato di fra Nico Melato
6 Novembre 2022
in ascoltare e pregare, essere chiesa, umanizzarsi
0

Oggi è Pasqua? Scopriamolo insieme partendo dal Vangelo di questa domenica.

Buona Pasqua! Lo sapevate che oggi è Pasqua? Siamo a novembre, ma oggi è Pasqua. Forse avete già sentito dire che la domenica è la Pasqua della settimana: ogni domenica noi celebriamo la Pasqua di Cristo, il suo darsi tutto a noi, il suo morire e risorgere per noi. Quindi sì, anche oggi è Pasqua.

Però oggi è Pasqua un po’ di più delle altre volte. Non so se avete avuto modo di leggere o sentito il brano del Vangelo proposto dalla liturgia oggi. Ve lo metto qui:

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».

Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui» (Lc 20,27-38).

Sì, è un brano un po’ complicato, che tratta di diritto civile ebraico, roba da professionisti, chi deve sposare chi, ecc… però al di là del contesto e della discussione sul matrimonio, se avete letto bene, in fondo questo è davvero un Vangelo di Pasqua. Quali sono le parole chiave dei Vangeli di Pasqua? Morte, vita, risurrezione. Eccole qua, tutte e tre, dette più volte!

Gesù oggi dice ai sadducei, ma anche a noi: “I figli di Dio sono figli della risurrezione e non possono più morire, perché Dio non è dei morti, ma dei viventi, perché tutti vivono per lui”. “Per lui” significa “attraverso di lui, grazie a lui, per mezzo di lui”.

Cosa significa il “Dio dei vivi”?

Cosa significa che è “dio non dei morti ma dei viventi”. Che differenza c’è fra uno morto e uno vivo?

  • Il morto è fermo, immobile, non si sposta, non cambia, non può più decidere di sé, non è più libero, non è più responsabile, non può più fare niente, non può più peccare, non può più amare, non ha sogni, desideri, aspettative. È lì, inerte, come un oggetto. Sono gli altri che lo prendono, lo muovono, lo spostano, sono i vermi e i batteri che lo decompongono. Lui subisce, inerte.
  • Il vivo, è il contrario. Il vivo si muove, anche quando sta fermo. Il suo respiro, il suo cuore, tutto di lui è in movimento. Tutto cambia, il vivo non è mai uguale a sé stesso, i capelli crescono, le unghie, il sudore, il metabolismo, i pensieri, le emozioni… tutto è in fermento, tutto in movimento, tutto è sempre novità. Il vivo sì decide di sé, il vivo si sposta, agisce, il vivo sbaglia, cade, si rialza, il vivo si fa del male, il vivo può fare del male agli altri, il morto no; il vivo sogna, desidera, attende, spera; il vivo può ferire e può curare, il vivo può amare.

Ecco, vi sembrerà strano, ma la chiave di questo Vangelo, ma di più, la chiave della nostra fede… di più, la chiave della nostra vita, sta tutta qui: passare dallo stato di “morti”, di cadaveri, allo stato di “vivi”. Il Vangelo di oggi parla di questo. Cristo ha fatto questo!

Essere morti o essere vivi?

Li avete sentiti i Sadducei? Parlano solo di morte. Tutto resta bloccato per loro, fermo immobile, senza apertura. Questa povera donna è sballottata da un marito all’altro, presa di qua e di là, appunto come un corpo morto. Questi qui sono già tutti morti dentro, molto prima che arrivi la morte fisica. Sadducei siamo noi ogni volta che non speriamo più, ogni volta che ci lasciamo sopravvivere, ogni volta che siamo inerti davanti alla vita che scorre, ogni volta che non guardiamo più al futuro.

Sentite invece Cristo. Cristo quando parla sprigiona vita da ogni espressione, sprigiona cambiamento, novità, bellezza, tenerezza, amore, cura, realismo, speranza. Perché lui è capace di fare questo? Ma semplice: perché lui ha “dato la sua vita”.

Attenzione: ma anche Cristo è morto? Sì e no. Non è morto come lo intendevamo prima, proprio no, non è morto come sono morti dentro i sadducei. Cristo è “morto” nel senso che ha “dato la sua vita”, ha donato tutto di sé, dentro un atto libero, scelto, consapevole, gratuito.

Resurrection': Actor Jim Caviezel Reveals Third Draft for 'Passion of The  Christ' Sequel | CBN News
il volto di Gesù subito dopo la risurrezione, nel film The Passion

Cristo è “morto da vivo”

Cristo è morto come solo uno VIVO sa morire. E per questo da lì scaturisce la risurrezione che è proprio questo: morire da VIVI, cioè donare tutto ciò che siamo, donare la nostra stessa vitalità, perché questa esca da noi, dai pori della nostra pelle, ed entri negli altri. Questa è la risurrezione!

Ecco perché Cristo può dire questa cosa incredibile, da pazzi, da fuori di testa: “voi non potete più morire!”. È vero, voi siete i vivi, i viventi, i figli del Dio vivo. Voi non potete più morire. Potete invece dare la vostra vita, spendervi, consegnarvi in totalità, nei gesti di amore che trasformano ogni morte in vita.

Non stiamo fermi: siamo vivi!

Ecco, allora non stiamo fermi. Non stiamo immobili, ad aspettare che la morte di prenda. Siamo vivi, lasciamoci prendere dalla vitalità di Cristo. Mettiamoci in cammino con lui: chi cammina è vivo, e Cristo è con lui.

Come direbbe don Primo Mazzolari:

“Tutte le strade conducono ad un unico approdo: il Cristo, che a braccia spalancate ci attende al termine di ognuna, perché l’amore è sempre davanti […]. [A lui non importa] né la strada che battiamo per arrivare a lui, né come ci arriviamo, né i motivi che ci spingono, né chi ci tiene compagnia. Gli importa soltanto che ci s’avvii, [gli basta che si cammini,] che si abbia nel cuore il desiderio di cercarlo” (Don Primo Mazzolari, Impegno con Cristo, p. 58).

Allora buon cammino a tutti, da vivi, da figli del Dio vivente.

fra Nico – franico@vocazionefrancescana.org

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Tags: anno liturgicoParola e vocazionepreghiera
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