giovedì 28 aprile 2016

UNA STUPENDA PREGHIERA


Preghiera "Absorbeat"

Rapisca, ti prego, o Signore,
l'ardente e dolce forza del tuo amore la mente mia
da tutte le cose che sono sotto il cielo,
perché io muoia per amore dell'amor tuo,
come tu ti sei degnato morire per amore dell'amor mio.

San Francesco

mercoledì 27 aprile 2016

Rai 1 - GIOVANI FRATI SI RACCONTANO

Assisi: frati del Franciscanum
Il Signore vi dia pace,
cari amici in ascolto e in ricerca dei suoi desideri per la  vostra vita.
Oggi riporto un simpatico video di " RAI 1 ", trasmesso alcuni giorni fa, in cui si parla dei giovani frati di Assisi. Alcuni di essi, infatti, studenti in teologia presso il convento/seminario Franciscanum si raccontano in TV,  mostrando vari aspetti della loro vita di giovani religiosi nel periodo importante della formazione e dello studio. Si tratta di anni impegnativi, intensi e belli in cui si mettono le basi umane, spirituali e culturali per una scelta definitiva di vita con la professione solenne (frate per sempre ) e, per alcuni, in vista dell'ordinazione sacerdotale. Un tempo contrassegnato per questo anche da tante esperienze pastorali e di servizio e di missione.
Vi chiedo una preghiera per loro come per tutti i nostri giovani frati studenti nei vari seminari del mondo ( in Italia altre sedi di studio e formazione sono a Roma e Padova).
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

lunedì 25 aprile 2016

I FRATI D'ORIENTE TRA I PROFUGHI


Dall'inizio della guerra siriana, i frati francescani della Custodia d'Oriente e di Terra Santa si sono resi disponibili ad aiutare chi è venuto a bussare alla loro porta. Ecco di seguito due testimonianze ( dal sito dell'Ordine) dalla Turchia e dal Libano:

  • In Turchia, le comunità di Istanbul e di Büyükdere,  hanno accolto in diverse occasioni alcune famiglie siriane. I frati si sono impegnati non solo ad accogliere queste famiglie, ma anche a prendersi cura di loro e del loro futuro, cercando di aiutarle a trovare un rifugio sicuro e una vita degna. Inoltre, aiutano economicamente chi, tra i profughi, è in bisogno.
  • In Libano, i profughi siriani stanno per la gran parte sotto le tende nei campi della Bekaa, del Nord e del Sud del Libano. Sono tutti musulmani. I cristiani si sono recati dai loro parenti mescolandosi alla popolazione libanese. Oltre ai siriani, il Libano ha accolto degli iracheni, per la maggioranza cristiani, affidando la loro permanenza alla Chiesa Caldea fino a che questa Chiesa potrà sopportare tale impegno e tale peso. 
  • I frati sono impegnati da più di un anno in un servizio regolare ai profughi siriani e iracheni. Per potersi organizzare, hanno dovuto creare una ONG, alla quale hanno dato il nome di "EQUAL". I frati e i membri di Equal lavorano con i più giovani e con le mamme. Hanno un programma simile per i profughi siriani e quelli iracheni. Per i primi, le attività si svolgono in due grandi tende che Equal ha montato nel campo profughi siriano che si trova nella Bekaa e per gli iracheni, nei locali messi a disposizione dai frati minori a Harissa.
  • In un primo tempo (che è durato più di 8 mesi), le attività sono state manuali: disegni..., allo scopo di aiutare i più giovani ad esprimersi, a sviluppare possibili doti e a occupare il tempo nella pace. C'è stata anche una formazione alla non violenza... Con le mamme, una psicologa e una sociologa si alternavano per sessioni di formazione su argomenti relativi alla vita quotidiana in una situazione difficile e di precarietà, e altri argomenti chiesti dalle stesse mamme.
  • In un secondo tempo, da ottobre per gli iracheni e da gennaio per i siriani, i frati, novizi e postulanti e i membri di Equal organizzano corsi di arabo, matematica e inglese per coloro che non sono riusciti ad andare a scuola e un sostegno per coloro che frequentano la scuola. Invece, alle mamme irachene viene offerto un corso di inglese, e alle mamme siriane un corso di arabo perché possano leggere e scrivere. Intanto continuano i corsi di formazione alle mamme e il sostegno psicologico per tutti.
  • Questa nostra azione è partita grazie all'iniziativa di un frate che si era impegnato a cercare soprattutto i profughi siriani di cui nessuna organizzazione internazionale si occupava. Pian piano abbiamo sviluppato questo servizio che è finanziato in gran parte dalla Fondazione Giovanni Paolo II e dai membri di Equal.

I frati della Custodia d'Oriente.
Sito Ordine frati Minori conventuali

ALCUNE FOTOGRAFIE 




domenica 24 aprile 2016

Roma - FRATI E GIOVANI per LA#SVEGLIA AL CORSO

Roma: Frati della Sveglia Francescana, in Piazza di Spagna
Cari amici in ricerca, il Signore vi dia pace.
Certo che questi frati ne combinano di tutti i colori!! Siete davvero sicuri di essere interessati alla nostra vita ??!!! Ma "se non sono matti non li vogliamo"!, così dice un proverbio!

In questo ponte di aprile (23-25), infatti, la “Sveglia francescana”, il gruppo di evangelizzazione di strada dei giovani frati francescani studenti in teologia del Seraphicum di Roma, sta ospitando un centinaio di ragazzi/e (17-28 anni) provenienti dal nord Italia per condividere con un nuovo “stile” di evangelizzazione, la gioia della fede, ma anche il rischio e l'audacia dell'annuncio e della testimonianza di "strada" .
Oggi pomeriggio, dalle 16,00 alle 18,00  giovani e frati e suore,  saranno infatti in Via del Corso (in pieno centro!) per sperimentare l’incontro e l’annuncio del Vangelo in una delle zone più frequentate da romani e turisti. 
La Sveglia francescana si proporrà così attraverso il caratteristico stile di evangelizzazione, costituito da canti, balli, dialoghi, confessioni, adorazione eucaristica ( nella chiesa di san Marcello al Corso) e tanta simpatia e sorrisi e giovinezza insieme comunque all'immediata vicinanza ed empatia che sempre offre la figura del frate.


Una sfida per tutti i partecipanti, ma anche una straordinaria occasione di mettersi in gioco in prima persona, di osare, di buttarsi con audacia e allegria a dire a tutti la bellezza di seguire il Signore Gesù e il suo Vangelo.
Per l’ occasione, la Sveglia Francescana, ha lanciato l’hashtag #‎svegliaalcorso‬ dove postare sui social network pensieri, preghiere, foto e video di questa festa del Vangelo.

Di seguito ecco un bel video predisposto per presentare l'iniziativa e l’attività di evangelizzazione della Sveglia Francescana dei frati minori conventuali.
Coraggio dunque...chi sta a Roma..venga vederci e incontraci.
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
                                                                                              fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

sabato 23 aprile 2016

I FRATI FRANCESCANI SUL CAMMINO DI SANTIAGO

Villafranca del Bierzo: frati in ginocchio alla "Porta del perdon"
Cari amici in cammino, il Signore vi dia Pace.
Già vi ho parlato in altre occasioni della bellissima esperienza (vedi link)  che come frati francescani svolgiamo lungo il Cammino di Santiago. Siamo infatti presenti ormai da qualche anno, durante i mesi estivi, nell'ostello di  "St. Nicolas de Flue" a Ponferrada (in Galizia) per svolgere un servizio di semplice e di fraterna ospitalità e proposta spirituale ai numerosissimi pellegrini "a piedi" che ogni giorno vi transitano e bussano alla porta del rifugio parrocchiale.
Al riguardo ecco uno stupendo video, preparato da un caro confratello, fra Giuseppe, in cui si illustra questa nostra attività , ma anche si può intuire la freschezza e la genuinità e il buon sapore della nostra vita di frati, di uomini consacrati a Dio e fratelli di ogni uomo.
Vi chiedo una preghiera, affinchè possiamo dare a tutti i pellegrini che incontreremo, una gioiosa testimonianza di fede e amore al Signore Gesù. A Lui sempre la nostra Lode.
frate Alberto (fra.alberto@davide.it)

  

 ALCUNE FOTOGRAFIE 
Accoglienza ai pellegrini
Frati e volontari - agosto 2013
Cortile dell'ostello
In cammino.....

mercoledì 20 aprile 2016

PILLOLE VOCAZIONALI (26) - MA L'ABITO DEI FRATI NON E' ANACRONISTICO ?

Pace e bene,
cari amici in ricerca dei desideri del Signore per la vostra vita.
Fra le tante domande che mi giungono, molta curiosità riscuote sempre il nostro abito religioso, la tonaca francescana. Ma.. così mi scrive la sorella di un nostro postulante:

"Sono molto preoccupata e perplessa di vedere in futuro mio fratello con un abito così anacronistico e un pò ridicolo ! " - " Ma ha ancora senso vestire in tal modo in questo nostro tempo!? "

  • L'obiezione non è fuori luogo per un vestito vecchio di 800 anni !! Noi francescani però siamo convinti che il nostro abito sia ancora un "segno" forte e oggi più che mai "provocatorio" e di immediato "richiamo spirituale" in una società sempre più lontana, indifferente se non addirittura ostile a tutto ciò che sa di cristianesimo.
  • Al riguardo ho già scritto vari post, di cui riprendo sotto alcune considerazioni. Mi piace in particolare richiamare come l'abito fu inventato, novello stilista, dalla stesso san Francesco . Il Poverello di Assisi infatti, dopo la sua conversione e  la decisione di vivere radicalmente il Vangelo, dicono le cronache  che" si confeziona da sè una veste che riproduce l'immagine della croce " (FF.1432) per esprimere anche nel modo di vestire la sua totale e assoluta adesione a Gesù Crocifisso.
  • Un insegnamento ed un esempio difficile da dimenticare ed abbandonare per qualsiasi frate francescano!! 
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
 Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


IL SIGNIFICATO DELL'ABITO
  • E' prima di tutto, per il frate stesso, un segno e un richiamo della sua consacrazione al Signore. Ogni volta che lo indossa, infatti, l'abito gli ricorda che non appartiene più a sè, ma a Gesù Cristo e che come religioso è chiamato a "rivestirsi" di Lui sempre e in ogni momento. Con la sua forma di Croce gli ripropone continuamente la sequela di Gesù  Crocifisso a cui ha aderito con la Professione dei voti. 
  • L'abito è però sempre un segno tangibile e visibile anche all'esterno, per ogni persona e in ogni ambiente dove il frate si presenta. Testimonia infatti (e questo a volte scandalizza e provoca qualcuno) che ci sono ancora persone che credono in Gesù Cristo e si giocano tutta la loro vita per Lui.
  • Presentarsi agli altri con l'abito, è sempre pertanto anche un richiamo alla responsabilità e fedeltà del religioso,  perchè non faccia fare brutta figura a Colui di cui si proclama discepolo in modo così evidente.
  • L'abito inoltre è un segno di fraternità e di appartenenza alla nostra famiglia francescana e bene esprime l'uguaglianza e lo spirito di amore e comprensione  e di unità che sempre deve regnare fra noi tutti.
  • L'abito è anche un forte segno di povertà. Il frate infatti è un uomo libero dalle mode e dalle ricercatezze come dalle mille novità indotte dal consumismo contemporaneo che molto esalta l'esteriorità e poco la dimensione spirituale. Il francescano dunque, sempre testimonia anche nel vestire, quella sobrietà e essenzialità che rimanda ad una fiducia incondizionata nella Provvidenza che non fa mancare nulla alle sue creature. 
  • L'abito francescano è pertanto il segno di un di più, una chiara indicazione oggi più che mai forte e provocante.. che il Signore Gesù può essere ancora "il tutto" per la vita di un uomo. E Dio solo sa quanto questa nostra triste e stanca società abbia bisogno di segni evidenti che subito e immediatamente richiamino il Cielo. 
  • Certo, portare l'abito, (lo dico per esperienza personale) qualche volta non è per niente facile: in certi contesti ti aspettano il dileggio, la supponenza, la malcelata indifferenza. Sono però molte di più le occasioni in cui la presenza di un frate subito porta famigliarità, esprime simpatia e vicinanza, suscita domande, strappa un sorriso, offre un'occasione semplice di incontro e dialogo e preghiera...
  • Dunque...: W l'abito francescano, W l'abito religioso !"


Pillole Vocazionali :
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martedì 19 aprile 2016

PILLOLE VOCAZIONALI (25) - CHE DOMANDE PORSI IN ORDINE AD UNA POSSIBILE CHIAMATA?

Pace e bene caro amico,
in ascolto dei desideri del Signore per la tua vita!

"Come capire se la vocazione religiosa, il diventare frate o prete, potrebbe fare per me?

Così mi ha scritto alcuni giorni fa Gabriele, un ragazzo di 23 anni di Roma, appena all'inizio di un percorso di discernimento e che si descrive come ancora "molto disorientato" (...) "in ricerca e con tante, tante domande"

Per capire dove andare, credo che  prima di tutto  proprio sulle domande, (per Gabriele come per altri giovani nella medesima situazione), valga la pena soffermarsi e interrogarsi e  sostare. 
Dalle domande che ci portiamo dentro, infatti, si intravedono già piccoli segni di risposta, dai quesiti interiori è possibile con pazienza riconoscere e dare luce ad altrettante vie da seguire e chiarire... Là dove, invece,  non ci sono domande e questioni, non si trovano neppure risposte e la strada resterà inevitabilmente oscura e incerta!!
Invito perciò tutti a "prestare ascolto" agli aneliti interiori, ai quesiti, alle curiosità , alle istanze... che il nostro cuore ci suggerisce: lo Spirito di Dio, infatti, parla attraverso queste ispirazioni e segni!!

Ma quali sono gli interrogativi  che in qualche modo costituiscono un terreno fertile per la vocazione consacrata? Quali sono le domande su cui  un giovane aspirante francescano dovrebbe sostare e riflettere? Sotto ne elenco alcune, ma ciascuno è chiamato e verificare le proprie!! Buon ascolto!

Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


Domande per te
  • Desidero conoscere sempre di più il Signore Gesù? Mi interessa una relazione sempre più profonda con Lui?
  • Come mi riguarda e coinvolge l'Amore del Signore? Ne sto facendo esperienza?
  • Il Vangelo  mi interroga, mi provoca? Come tocca la mia giornata?
  • La preghiera cosa sta significando per me?
  • Sono interessato alla vita della Chiesa? Come sono presente e attivo nella mia Comunità cristiana?
  • Coltivo la mia Fede e i Sacramenti (in particolare L'Eucarestia, la Confessione)?
  • Ho desiderio di donarmi? Il servizio agli altri è un qualche cosa che sento appartenermi, o che almeno vorrei porre in atto?
  • Mi attrae l'idea di spendere la mia vita per la missione di Gesù Cristo e della Sua Chiesa?
  • Mi piace e mi coinvolge prestarmi per gli altri, rendermi disponibile alle persone, sentirmi partecipe della loro vita?
  • Voglio dare una svolta alla mia vita ricercando un senso e una pienezza maggiore che la mia quotidianità, nonostante tutto, non mi offre?
  • Intuisco in me un desiderio di amore "più grande" ?
  • Mi incuriosisce o attira la vita religiosa francescana? Che cosa in particolare?
  • Mi sento affascinato dal carisma di san Francesco ?
  • Come guardo alla figura del frate francescano?
  • Quali sono gli ideali francescani che più mi attirano e parlano al mio cuore: la fraternità, la povertà, l'itineranza, la letizia, la spiritualità...
  • Sento l'esigenza di confrontarmi con una guida spirituale, con un religioso?
  • Mi interrogo spesso sulla volontà del Signore per la mia vita?
Pillole Vocazionali :
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lunedì 18 aprile 2016

CHE COSA RENDERO' AL SIGNORE?

Rito della Professione solenne di due giovani frati
Si è celebrato ieri ( IV domenica di Pasqua) la Giornata di preghiera per le vocazioni. 
Papa Francesco ha scritto al riguardo un messaggio davvero bello e incoraggiante. 

Ecco lo slogan scelto per questa occasione :

 "Ricco di Misericordia… ricchi di grazie!"
Cosa significa? 
Che la vocazione religiosa è autentica e vera  solo quando un giovane fa un'esperienza profonda e intima della misericordia del Signore, del Suo amore e della Sua amicizia, della Sua premura, del Suo invito privilegiato! Solo quando si lascia sorprendere dallo stupore e dalla gratitudine per i tanti doni e richiami ricevuti da Dio quali la vita e gli affetti più cari, la fede e una comunità cristiana, la gioia del Vangelo, la predilezione, il perdono, i valori, la natura, la bellezza, i poveri e gli ultimi.....

La chiamata e " l'eccomi ", l'appello e la risposta gioiosa alla consacrazione e alla vita religiosa, nascono dunque e si sviluppano da un incontro d'amore con il Signore e da un cuore gonfio di riconoscenza per i tanti segni di benevolenza ricevuti da Lui. 

"Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato?". (Salmo 115,13)
"Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà". (Salmo 39,1)

domenica 17 aprile 2016

Domenica di vocazioni

Domenica del "buon Pastore", immagine a cura dei Frati di Treviso

Tema CEI della Giornata Vocazioni 2016
Cari amici,
buona e santa domenica!

Questo giorno è speciale, perché è il giorno del Signore e della sua risurrezione. Ma questa IV Domenica di Pasqua è importante anche perché è la giornata in cui la Chiesa raccoglie la propria preghiera e la eleva soprattutto per il dono delle vocazioni di speciale consacrazione: al sacerdozio ministeriale e alla vita religiosa.

Allora vi propongo semplicemente questo piccolo impegno: soprattutto se siete in cammino di discernimento per la vostra vocazione, e se anche questo (come è naturale) vi suscita un po' di ansie... almeno oggi non concentratevi a pregare tanto per la vostra personale vocazione, ma piuttosto per quella degli altri e per il bisogno che la Chiesa ha di ministri dell'altare e di uomini e donne totalmente dediti ad incarnare la bellezza del Vangelo. Semplicemente...

Potete approfondire il Vangelo di questa domenica con l'aiuto di fr. Francesco, giovane docente di liturgia presso la Pontificia Facoltà di Teologia San Bonaventura e collaboratore della Sveglia francescana.
Buona domenica del "buon Pastore"!

frate Francesco


sabato 16 aprile 2016

PILLOLE VOCAZIONALI (24) - COM'E' LA PREGHIERA DEI FRATI ?

Il Signore ti dia pace,
caro amico in ricerca vocazionale che forse stai visitando "per caso" questo blog così particolare e specifico dedicato alla chiamata francescana.
Sempre sono molte le mail che ricevo riguardanti la nostra vita con domande sul nostro stile e su che cosa concretamente noi frati facciamo . Ieri per es. mi ha scritto un ragazzo di nome Alessandro chiedendomi:  "com'è la preghiera dei frati?".


La preghiera: una componente essenziale della nostra vita che struttura e caratterizza ogni nostra giornata! Senza, un frate si inaridisce e perde ben presto il senso della sua vocazione, il valore di una scelta così forte. La vocazione francescana infatti si radica nel cuore di Gesù, nella relazione intima e personale con Lui, in un incontro d'amore quotidiano. Per questo, nelle nostre comunità, abbiamo diversi tempi e spazi di preghiera durante la giornata: Meditazione personale, la liturgia delle Ore, l'eucarestia, adorazione, S. Rosario....  Naturalmente ogni comunità anche si diversifica e caratterizza in base alla missione ad essa affidata ( parrocchie, santuari, centri di carità...) , ma sempre la preghiera è il cardine della vita del frate!

Al riguardo vi propongo un  breve  video, molto bello,  che mostra un momento di preghiera dei nostri frati (di Francia e Belgio) che recentemente si sono ritrovati in capitolo nella comunità di Narbonne.  Buon ascolto (è in francese.. ma lo si può davvero gustare!). 

Al Signore Gesù sempre la nostra lode. 
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

San Francesco e la preghiera
San Francesco è conosciuto, come l’uomo che più somigliò a Cristo, «il primo dopo l’unico», come il fratello universale, come un uomo di pace e di riconciliazione, come il poverello, l’amante dei poveri, il cantore della creazione. È vero! Francesco di Assisi, però, è prima di tutto un mistico, un autentico contemplativo, un innamorato di Cristo, povero e crocifisso. Francesco, come dice il suo biografo Tommaso da Celano “Non era tanto un uomo che prega, quanto piuttosto egli stesso tutto trasformato in preghiera vivente”.

La presenza di Dio lo trasfigura, fino a renderlo «un altro Cristo». Francesco, assorto in preghiera, estatico in mezzo al creato o rapito nella contemplazione, in trasporto d’amore dinanzi al Crocifisso, è l’immagine più consueta e più vera. Assetato di Dio e del silenzio ricercava spesso i luoghi solitari, appartati, remoti. Ma sia che fosse in un  eremo, come quando stava fra la gente, percorrendo città e paesi, sempre sapeva ritrovare uno spazio interiore di incontro con il Signore.
La preghiera era la sua consolazione, la sua difesa. Quante notti passate in preghiera, nelle selve, “invaso da soave dolcezza, da commozione, da festante giubilo”. Di tanto spazio donato a Dio ci sono giunte alcune preghiere. Forse più di altri Scritti ne rivelano la santità: aprono gorghi di luce nell’anima, effusioni d’amore nel cuore. E ne manifestano la spiritualità: il modo di porsi dinanzi a Dio, di lodarlo, ringraziarlo, benedirlo.


Alcune preghiere di san Francesco:
( vedi altre sue preghiere in questo SITO)
– “Chi sei tu, dolcissimo Signore mio e chi sono io, miserabile verme e disutile servo tuo..?

– “O Signore mio Gesù Cristo, due grazie ti prego che tu mi faccia innanzi che io muoia, la prima, che in vita mia senta nell’anima e nel corpo mio, quanto è possibile, quel dolore che tu, dolce Gesù, sostenesti nell’ora della tua acerbissima passione; la seconda si è che io senta nel cuore mio, quanto è possibile, quell’eccessivo amore, del quale tu, Figlio di Dio, eri acceso a sostenere volentieri tanta passione per noi peccatori”.

– “Sommo, glorioso Dio, illumina le tenebre del cuore mio e dammi fede retta, speranza certa e carità perfetta, senno e conoscimento o Signore, perché adempia il tuo santo e verace comandamento”.

– “Rapisca, ti prego, o Signore, l’ardente e dolce forza del tuo amore la mente mia da tutte le cose che sono sotto il cielo, affinché io muoia per amore dell’amore tuo come tu ti sei degnato di morire per amore dell’amor mio”.

– “Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio, concedi a noi miseri, per la forza del tuo amore, di fare quello che sappiamo che tu vuoi e di volere sempre quello che a te piace, affinché sempre più interiormente purificati, interiormente illuminati e infiammati dal fuoco dello Spirito Santo, possiamo seguire le orme del tuo Figlio diletto, il Signore Gesù Cristo e, con l’aiuto della sola tua grazia, giungere a te, o Altissimo, che nella Trinità perfetta e nell’Unità semplice vivi e regni e sei glorioso, Dio onnipotente, per tutti i secoli dei secoli. Amen”.


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venerdì 15 aprile 2016

MASSIMILIANO E LA SUA TESTIMONIANZA "DA FRATE"

Il Signore ti dia pace,
caro amico in ricerca della vocazione divina per la tua vita. 
Domenica prossima sarà la giornata mondiale di preghiera per le vocazioni: il Signore illumini la nostra strada e le nostre scelte e doni alla Sua Chiesa ancora santi sacerdoti e religiosi e chiamati alla vita consacrata. Seguire Lui vale più di ogni altra cosa! 
In merito, pubblico oggi la testimonianza di un caro giovane confratello, frate Massimiliano Volante, studente in teologia al Franciscanum di Assisi (che riprendo dal blog "Frati in cammino") . Preghiamo per questo nostro fratello e per tanti giovani chiamati da Dio a vivere la bellissima avventura dell'essere discepoli. E...coraggio e audacia..! Il Signore chiama anche te!
A Lui sempre la nostra Lode
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)



LA BELLISSIMA AVVENTURA DA FRATE !
Mi chiamo Massimiliano e sono siciliano. Attualmente vivo nella comunità del “Franciscanum” in Assisi, per completare il mio percorso formativo. Sono arrivato qui dopo essere stato a Benevento, dove ho mosso i primi passi nella famiglia francescana iniziando a conoscere sempre più la spiritualità e il vivere in fraternità, condividendo i momenti lieti ma anche difficili, con tutti i fratelli che il Signore mi ha messo accanto.

Mi hanno proposto di scrivere questo breve articolo per condividere con voi la mia esperienza vocazionale, o meglio ancora, la mia crescita alla sequela di Gesù sull’esempio di san Francesco d’Assisi. Posso iniziare dicendo che non è stata una mia decisione, ma un aderire ad una proposta o meglio ad una chiamata a cui, dopo ripetuti tentativi, non ho più saputo dire di no.

Vengo da una famiglia dove non mi è mai mancato nulla, due genitori splendidi, due fratelli più grandi, sposati e con dei bambini stupendi. Sono cresciuto seguendo l’esempio di quanti mi sono stati vicino – in particolare la mia amata nonna che adesso non c’è più – e hanno fatto il possibile affinché non mi mancasse niente, mi hanno educato ai valori dell’onestà, del rispetto reciproco e tanti altri valori umani e cristiani.

Penso che ognuno di noi sia chiamato, sin dal grembo materno, a seguire la vocazione della propriavita, ma il più delle volte non siamo in grado di comprenderne gli eventi più o meno belli perché presi da tante altre cose che ci allontanano da ciò che è bene per noi.

Tutto inizia nel novembre 2009, quando dentro di me una fiamma, che prima ardeva lentamente, inizia ad aumentare bruciandomi sempre più, non concedendomi tregua notte e giorno, alimentando un disagio interiore che mi ha portato a chiedermi cosa stesse succedendo.

Ho cercato una risposta prendendo in mano la Bibbia e leggendola, ma ciò non bastava: avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse a capire cosa stava accadendo. In questo mi sono stati molto vicini il parroco e il frate guardiano del convento della mia città.  Inizia da quel momento il tempo dell’ascolto a cui, fino ad allora, non avevo dato molto spazio, un ascolto che mi ha aiutato pian piano ad aprire il mio cuore, plasmandolo sempre più. Un ascolto che mi ha trasportato in una preghiera, non più fatta di richieste per quelle che pensavo fossero le mie necessità, ma di un dialogo continuo che mi ha condotto a meditare quanto di buono il Padre aveva compiuto e continuava a compiere in me giorno dopo giorno. 

Il Signore è buono e misericordioso, lento all’ira e grande nell’amore”!
Queste profonde parole mi hanno fatto comprendere e sperimentare nel tempo, che accanto a noi abbiamo un Padre buono e misericordioso che sta alla porta ad aspettarci ogni volta che, come “il figliol prodigo”, facciamo ritorno a Lui dopo essere caduti nella trappola del peccato.

«Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti alla tua intelligenza: in tutti i tuoi passi pensa a Lui ed egli appianerà i tuoi sentieri».
La conversione lenta che ho vissuto, è un aspetto da considerare giorno per giorno, un cambiare continuamente rotta per poter orientare la propria vita nella via del Signore per una piena conformazione a Lui. Con gioia, ora vivo questa bellissima avventura da frate!


mercoledì 13 aprile 2016

LA TESTIMONIANZA DI UNA GIOVANE CLARISSA


Carissimi/e, in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.
La vocazione francescana,  ha certamente nel ramo femminile delle monache Clarisse, la sua più splendida e luminosa fioritura.
S. Chiara di Assisi, che le fondò affascinata dal carisma di san Francesco, volle infatti vivere in maniera radicale ed "estremo" l'ideale evangelico (come solo l'amore e la passione di una donna sanno fare), testimoniando in tal modo la bellezza di una vita interamente dedita ed offerta al Signore.
Anche oggi, nella nostra società laica e materialista, le sorelle Clarisse proseguendo l'ispirazione della santa Madre Chiara, continuano ad essere un silenzioso eppure provocante richiamo a ciò che più vale nella nostra vita:

"Colloca la tua anima nello splendore della gloria, colloca il tuo cuore in Colui che è figura della divina sostanza e trasformati interamente per mezzo della contemplazione nella immagine della divinità di Lui". (Santa Chiara)

"Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra: affinché ti amiamo con tutto il cuore, sempre pensando a te; con tutta l’anima, sempre desiderando te; con tutta la mente, orientando a te tutte le nostre intenzioni e in ogni cosa cercando il tuo onore". (San Francesco). 




Al riguardo, in questi giorni ho ricevuto la testimonianza di una giovane Clarissa del Monastero S. Bernardino di Viterbo, conosciuto nel mondo perchè custodisce le spoglie di una famosa santa francescana (santa Giacinta Marescotti). 

Ma ecco di seguito come le suore di questa Comunità si presentano:

  • Siamo una comunità di sorelle povere che vive la forma di vita di S. Chiara d’Assisi, vivendo in un stile fraterno secondo lo spirito del Vangelo. 
  • Siamo a servizio della Chiesa attraverso la Celebrazione Eucaristica e della Liturgia delle ore, canto di lode e d’intercessione; da questa sorgente nasce il nostro essere famiglia con tutti coloro che il Signore pone sul nostro cammino, cominciando dalla nostra comunità diocesana fino alle realtà più distanti che la preghiera raggiunge senza ostacoli anche al di là di ciò che conosciamo. 
  • Una fraternità di sorelle che si mette in cammino ogni giorno nei semplici gesti quotidiani di chi celebra, lavora, scopre la bellezza attraverso la creatività e tutto vive a Lode di Dio.

Chiostro del Monastero di Viterbo
Testimonianza di una Giovane Clarissa del Monastero di Viterbo
Prima di scegliere questo tipo di vita ho esitato a lungo perché pensavo, ma è proprio vero il desiderio che c'è in me, che Dio mi sta chiamando? Avrei voluto scappare ma lo Spirito, come al solito mi ha guidata e ricordato che a noi basta fare il primo passo, al resto ci pensa Dio. Entrando poi in monastero sono stata affascinata dalla cordialità delle sorelle, sono rimasta subito colpita dal sorriso sul loro volto, dalla loro accoglienza così semplice ma così profonda, dal senso di fraternità. Credevo infatti che il monastero fosse un'isola fuori dal mondo, ma vivendo fra le sorelle ho come visto tutto il mondo con i suoi problemi, come riflesso in uno specchio. Mi sono resa conto che le clarisse erano persone normali con le loro difficoltà, la loro storia, che siamo un dono reciproco le une per le altre. E poi la pienezza della preghiera comunitaria e personale che scandisce la giornata, che ti fa sentire che non sei sola ma sotto lo sguardo del Padre che ti ama sempre.
Dio ha ascoltato il mio desiderio di metterlo al primo posto, o almeno provarci e mi ha conquistata grazie al modo di vivere delle sorelle, alla loro presenza costante e soprattutto dal loro esempio. Sono una nuova Pianticella del Padre San Francesco come direbbe la nostra Madre S. Chiara e sono contenta di appartenere a questa grande famiglia francescana.

PER CONTATTI e PERCORSI: 
 A volte abbiamo bisogno di ritrovare la voglia di camminare, il gusto di percorrere la strada con Gesù a fianco, di sentirci parte di una sinfonia splendida amati e attesi da Qualcuno. Non temere.. se vuoi vieni a trovarci per condividere ciò che porti nel tuo cuore.

Monastero S. Bernardino 
Piazza della Morte, 5 - 01100 Viterbo 
Tel. e Fax: 0761 341987 
mail: sanbernardinovt@gmail.com

martedì 12 aprile 2016

GIOVANI... VOCAZIONE... SERVIZIO - Con i frati dal 5 all'8 maggio.

CAMPO VOCAZIONALE FRANCESCANO 
LA TUA VITA: UN DONO!
Brescia/ convento san Francesco
dal 5 maggio (dalla sera) all' 8 maggio 2016
per giovani (17-32 anni)


Pellegrini alla Vergine Maria
Cari amici in cammino vocazionale, il Signore vi dia pace!
Nello scorso fine settimana con i giovani del Gruppo san Damiano abbiamo vissuto una bellissima esperienza di pellegrinaggio e preghiera, grazie anche alla splendida giornata primaverile.
Ci siamo, infatti,  recati a piedi lungo il fiume Mella (nella campagna bresciana) per un sentiero naturalistico davvero incontaminato, fino al santuario della Madonna delle "Formigola" in quel di Corticelle (Bs). Si tratta di un'antica pieve romanica, isolata nei campi della vasta pianura a cui fu molto legato un nostro santo frate, fra Giacomo Bulgaro. Alla Vergine Maria abbiamo affidato il nostro discernimento e le future non lontane scelte di vita.
 

Campo vocazionale e di servizio (giovani in ricerca e postulanti)
Il prossimo appuntamento del Gruppo san Damiano, nel mese di maggio (da giovedi sera 5 a domenica 8), prevede invece una proposta di servizio e fraternità, vissuta insieme alla comunità dei giovani del Postulato di Brescia e ad altri giovani in ricerca che vorranno unirsi a noi. 
Sarà l'occasione di renderci utili  verso qualcuno davvero più bisognoso (i disabili di una vicina casa di accoglienza che visiteremo), ma anche di condividere la gioia della vocazione, di confrontarci e pregare, di gustare la bellezza di stare insieme in letizia e semplicità francescana.
Sarà in particolare una piccola, ma grande occasione di sperimentare concretamente il significato di un donarsi per il Signore e il prossimo: una dimensione intimamente legata alla scelta vocazionale.
Chi fosse interessato mi contatti quanto prima.
Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
frate Alberto (fra.alberto@davide.it)

sosta di preghiera
ormai alla meta