martedì 25 settembre 2012

Frati...e Suore francescane.

Cari amici, il Signore vi dia Pace!
In un recente post avevo illustrato una straordinaria opera che noi Frati Francescani Minori Conventuali del nord Italia (legati allla Basilica di S. Antonio - Pd) da molti anni custodiamo e portiamo avanti: Il Villaggio S. Antonio. Nell'articolo accennavo alla presenza, accanto a noi frati, delle "Suore Francescane Missionarie di Assisi", che da subito, con noi hanno condotto e amato il Villaggio, ancora quando accoglieva centinaia di orfanellli; una collaborazione e una presenza che è proseguita anche quando sono giunti i disabili e i minori in difficoltà e che continua in letizia e buona armonia.
Al riguardo vi propongo oggi la testimonianza di una Novizia e due Postulanti delle suore Francescane Missionarie che, in agosto, hanno trascorso un mese al Villaggio  S. Antonio. Da quanto scrivono , si intuisce  la gioia di sentirsi in cammino, come donne, verso una chiamata di consacrazione (diventare suora) e di offerta di sè che non è proprio di moda ai nostri giorni. Eppure, come abbiamo  bisogno  tutti noi e questa nostra società sterile e malata ed egoista, di un rinnovato slancio di donazione generosa e ardente al "femminile"!! Come abbiamo bisogno di un'altra "madre Teresa di Calcutta", di "una S. Chiara" o di una "santa Teresina", ma anche della gioiosa e forte e quotidiana testimonianza di donne profondamente religiose e consacrate, di Suore che in mille ambiti (carità, missioni, educazione, evangelizzazione...) trasmettano amore e dedizione e passione per il Signore e il suo Regno!  Invochiamo lo Spirito Santo , che ancora rivolge  il suo invito e soffio esigente ed esclusivo a tante ragazze....perchè sappia vincere ogni ritrosia e timore nel cuore di chi intuisce in se stessa tale richiamo divino e solo le infiammi del Suo Amore.
Vi benedico. frate Alberto da Padova

Ciao,
siamo due Postulanti (Ilenia e Maria Rosa) e una Novizia (Maria Rita) delle Suore Francescane Missionarie di Assisi e vogliamo condividere con voi l’esperienza che abbiamo vissuto nel mese di agosto al Villaggio S. Antonio di Noventa Padovana.
Il Villaggio è un’opera voluta dai Frati Minori Conventuali che, nello spirito di carità e di servizio di San Francesco e di Sant’Antonio, accoglie gli “ultimi”, tra cui i disabili e i minori in difficoltà. Abbiamo, così, svolto il nostro servizio presso la “Casa dell’alleanza” (comunità-alloggio per minori) e presso la “Barchessa” (comunità-alloggio per persone con disabilità). All’interno del Villaggio ancora oggi operano i frati affiancati da una comunità delle nostre suore che ci hanno aiutato a vivere più profondamente quei giorni, introducendoci e accompagnandoci in questa nuova “avventura”.
Ciò che ha accomunato la nostra esperienza è stata la bellezza dello stare accanto a questi nostri fratelli... il nostro servizio è stato, in realtà, una condivisione semplice della quotidianità della loro vita.
Ripercorrendo la nostra esperienza con i disabili, ci è tornato alla mente l’episodio di Francesco con i lebbrosi: «E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d’animo e di corpo» (FF 110). Se all’inizio non è stato facile accostarsi alla realtà della disabilità, tuttavia, giorno dopo giorno, acquistando maggiore familiarità con questo mondo prima sconosciuto, la fatica ha lasciato il posto alla gioia della scoperta... la scoperta della grande ricchezza nascosta in questi fratelli “più piccoli”. Infatti, la difficoltà iniziale derivante dal fatto di non sentirsi pronte, di non avere le giuste competenze, dal timore di sbagliare, di non sapere come accostarsi a loro e di non potere essere d’aiuto... pian piano si è cambiata in dolcezza, sia per il modo in cui ci siamo sentite accolte, sia per il fatto che a poco a poco ogni persona è entrata nel nostro cuore. Renderci conto che la cosa più importante era “stare” semplicemente lì, senza dover fare qualcosa di speciale o di straordinario, ci ha aiutato ad entrare sempre più nel servizio e nella relazione con ciascuna persona.
Stando con loro ci tornava alla mente quel passo del Vangelo in cui Gesù dice: «Chi non accoglie il Regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso» (Mc 10, 15). La loro semplicità, la loro innocenza ci hanno colpito profondamente. Essi, con la loro vita, mettono continuamente a nudo la nostra fragilità, quella fragilità che spesso siamo tentati di nascondere agli occhi di chi ci sta accanto.
Anche l’esperienza con i ragazzi che vivono in “Casa dell’alleanza”, ha toccato la nostra vita... Ragazzi appena conosciuti, accostati solo per pochi giorni, ci hanno permesso di entrare nella loro “casa”, nella loro quotidianità e un po’ anche nella loro storia. Questo “stare” lì con loro ha posto dinanzi a noi una realtà importante... accorgerci di come tante cose sono spesso date per scontato nella nostra vita, e di quanto invece tutto questo ci chiama a lasciarci toccare da quel grido che con insistenza ci scomoda... quel grido di chi si sente, di chi è povero. Ed ecco allora, che ciò che sembrava tanto duro e lontano dalla nostra esperienza di vita, in realtà ci ha condotto a scoprire, nell’impossibilità di cambiare delle situazioni e delle storie, la necessità di metterci in ascolto, “da piccole con i piccoli”, di quel bisogno di amore e di felicità che abita il cuore di ogni uomo.
Scoprire che ascoltare è lasciare che l’altro, con la sua storia, con le sue gioie e fatiche, non ci lasci indifferenti, ma ci muova continuamente ad unire la nostra vita al grido di quella di chi ci è accanto, lasciando che diventi preghiera e affidamento al Padre che si prende cura di ogni Suo figlio.
In conclusione sentiamo di potere dire che ciò che abbiamo ricevuto è sicuramente tanto più grande di ciò che noi abbiamo potuto donare.
Ringraziamo, così, il Signore per tutto quello che ci ha permesso di vivere e anche per il dono della comunità dei frati e delle suore, per la loro accoglienza e per i momenti di fraternità che ci hanno permesso di sentirci parte di una famiglia. Con il loro esempio ci hanno testimoniato la bellezza di donarsi agli altri. Ricordando i momenti di preghiera vissuti insieme a loro, continuiamo ad affidare la loro vita al Signore affinché sia Lui a renderli sempre più strumenti del Suo Amore per ogni uomo.
Maria Rita , Ilenia e Maria Rosa

...con le altre suore del Villaggio

Per saperne di più contatta 
Casa Emmaus : Suore Francescane Missionarie di Assisi
Via S.Francesco, 17 - Assisi (Pg)
Tel. +39 075 812 435


3 commenti:

  1. ho guardato più volte le foto di queste ragazze, invidiando (lo ammetto) il passo (come postulante o novizia) da loro fatto... penso agli ostacoli che hanno superato e mi chiedo se anche io riuscirò mai a superare quelli che inizio ad intuire (la contrarietà della propria famiglia in particolare)...scherzando mi chiedo: dov'è il "libretto di istruzioni"? Poi guardo il loro sorriso: esprime ancora più gioia delle parole scritte... e non mi meraviglio perché una delle cose che si sperimenta quando si è "toccati" dal Signore è la povertà delle proprie parole e l'inesauribile ricchezza delle Sue...
    Buona serata frate Alberto

    Benedetta


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    Risposte
    1. Be...cara Benedetta.."provare per credere"!
      Il Signore ti benedica. frate Alberto

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  2. Sono Francesca, un'amica di Maria Rosa,sono strafelice di vedere la felicità, la gioia e l'amore negli occhi di queste ragazze. Da qualche settimana la frase"la bellezza di donarsi agli altri" è stato slogan nell'eveoluzione e crescita spirituale mia personale.. Grazie ragazze perchè date testimonianza che DIO è Amore, è Gioia e Comunione.
    Ps. Maria Rosa ci manchi tanto ma siamo felicissimi tutti quanti per te! Buon Cammino.

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