mercoledì 31 agosto 2011

Voglio diventare frate, ma...i miei sono contrari !!??

LORENZO MI SCRIVE
Caro frate Alberto, ieri sera ho comunicato ai miei genitori il mio desiderio e la mia decisione (che mi pareva ben ponderata dopo un serio discernimento) di diventare prete, entrando prossimamente in una casa di accoglienza vocazionale francescana. (...) La reazione è stata durissima e inaspettata, della serie: "non pensi a tutto quello che abbiamo fatto per te"; "hai un ottimo lavoro (sono ingegnere) e non pensi ai nostri sacrifici per farti studiare"; "sei matto e ti hanno plagiato"; "ci spezzi il cuore", "se te ne vai con noi è finita"...E poi una lunga invettiva su preti e frati e la Chiesa e tutte le loro malefatte benchè i miei siano entrambi credenti e attivi in parrocchia e nel volontariato (...)
Il mio sconcerto, il mio dolore sono enormi..non faccio che piangere e mi trovo in forte contrasto....mi sento devastato e  incerto sul da farsi..(...)
Le chiedo un aiuto e un consiglio. Lorenzo
RISPOSTA DI FRATE ALBERTO
Caro Lorenzo, grazie per la fiducia e da subito vorrei incoraggiarti e invitarti a "non temere" e ad affrontare con fede e speranza anche questa prova. Comprendo sia molto dura: sono i tuoi cari , le persone a te più vicine e certo non è  bello il vedersi sconfessare e giudicare in modo tanto negativo. Posso ben capire il tuo sconquassamento(...) Certo, fa riflettere come solo alcuni anni fa avere un figlio sacerdote o  religioso fosse un grande onore, mentre oggi sia una disgrazia da scongiurare con tutte le forze (anche nelle famiglie cristiane) !! Che fare? Ti consiglio prima di tutto, in ogni caso, un atteggiamento di rispetto e bontà come conviene ad un figlio. Cerca di accogliere dunque con mansuetudine anche le loro obiezioni, come anche i loro possibili sfoghi, comunque dettati dal bene che ti vogliono: sono essi pure "Provvidenza" e anche questo rientra nei progetti del Signore. A modo loro, se ci pensi, ti stanno sottolineando tutta la serietà e la gravosità di una scelta che ha smesso ormai di avere paracaduti sociali o benevolenze di stato: essere prete o frate infatti oggi non è nè comodo, nè vantaggioso. Ti giocherai infatti l'intera tua vita su di una Parola, un invito certo risuonato forte nel tuo cuore, ma che resta comunque misterioso e per molti aspetti imperscrutabile. Non avrai più nulla per te (nè beni, nè affetti, nè carriera..), ma sarai l'uomo di tutti, padre per una nuova grande famiglia, fratello di ciascuno nel nome del Signore: la tua vita donata, offerta.., una vita carica certo di gioie e soddisfazzioni immense, ma che anche chiede moltissimo...Sei proprio sicuro che è questo che vuoi, che questa è la tua vocazione? La vera "questione" allora caro Lorenzo (anche in questo frangente x te difficile) non riguarda tanto i tuoi cari o quello che potranno obiettarti i tuoi amici, bensì la genuinità della tua chiamata, la profondità della tua decisione, la forza della tua fede, lo slancio che ti viene dal percepirti interpellato dall'Alto. Al riguardo continua il confronto schietto con il tuo Padre spirituale.... I contrasti dei tuoi cari infatti, credimi,  non potranno certo impedirti di fare la tua strada (se è davvero questo che vuoi  e cerchi). Dunque, leggo il tutto come un doloroso e ruvido eppure salutare ultimo test vocazionale!! Pertanto non temere!!Ti ripeto: anche questo è "Provvidenza"!.
Un ultimo consiglio:  mostrati contento e gioioso per quello che ti accingi a fare; è una grande medicina per i genitori che alla fine desiderano e sperano per i loro figli solo una vita bella e realizzata. E poi, certo, una volta entrato in postulato saranno molto utili le le loro visite in questa tua nuova casa, dando loro la possibilità di toccare con mano la freschezza e la ricchezza e  anche la "normalità" della vita francescana..sfatando così anche tanti luoghi comuni o timori infondati. Presto poi capiranno che non solo non hanno perso un figlio, ma ne hanno guadagnato molti altri. Diceva san Francesco: "la madre di un frate è la madre di tutti frati". (...).
Caro Lorenzo, restando disponibile per ogni chiarimento o consiglio, ti ricordo.. ti abbraccio e benedico.
frate Alberto (fra.alberto@davide.it)

9 commenti:

  1. caro padre io vorrei diventare frate, ma in passato diciamo che sono stato troppo lussurioso... é possibile che abbia sentito comunque una chiamata vocazionale?

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  2. RISPONDE F. ALBERTO
    Pace a te fratello (come ti chiami?)..Ti rispondo molto brevemente andando all'essenziale. Il Signore chiama chi vuole, come vuole quando vuole: dunque non ha paura neppure del peccato dell'uomo. E anche vero però che il passato, quando è stato segnato da gravi esperienze negative e specialmente da passioni e stili di vita come quelli a cui accenni, non è mai una presenza indolore o innocua, ma anzi continua spesso nel suo nefasto influsso e dunque, in un serio cammino di discernimento, andrà schiettamente e "aspramente" valutato con una saggia Guida Spirituale. Nulla infatti è più invasivo e distruttivo di una sessualità vissuta disordinatamente, anche a lunga distanza. La vocazione si accompagna sempre necessariamente alla conversione e ad un cambio netto e deciso di vita: non sono ammesse ambiguità!
    Ti benedico e affido al Signore. frate Alberto

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  3. Ciao Lorenzo, ti sono vicino nella preghiera!! La mia storia sembra la copia della tua...anche io ingegnere, anche i miei genitori cattolici e praticanti e medesima è stata anche la loro reazione, "durissima e inaspettata", con le stesse parole che racconti tu.
    Anche io, come dici tu, non so cosa fare e purtroppo questo stato di indecisione va avanti ormai da un po'. Continuo però ad aver fiducia.
    Ciao Lorenzo
    Ciao fr. Alberto
    Giovanni

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  4. mai un post in questo momento più vicino a me e alla mia storia... è da un po' di tempo che i miei sanno del mio discernimento (un anno circa) e da qualche settimana de mio desiderio di continuare questo percorso e eventualmente di iniziare le tappe...me ne sono sentita dire di tutti i colori e dopo un anno che entrambi sanno del mio cammino, sapevo non avessero accettato tutto ciò ma immaginavo la loro ultima reazione migliore e invece nulla... si fa male...parecchio...ma non riesco ad arrendermi... credo che oognuno di noi debba desiderare d'esser felice e comprendere come...qual è il progetto che il Signore ha su di noi... nessuno ci hai mai detto che sarebbe stato semplice ma penso che col cuore e con la forza che da Lui ci viene ce la possimo fare...ci sono attuali frati e suore che come noi hanno dovuto lottare contro tutto e tutti...beh io desidero essere felice e se il Signore mi chiama alla vita religiosa non senza sofferenza muoverò giorno per giorno i miei passi...e con questo non pensate di essere egoisti perchè fate soffrire i vostri genitori...loro vogliono solo il nostro bene e in futuro vedendoci felici piano piano accetteranno anche loro questa cosa e saranno felici per la nostra felicita...
    vi ricordo nelle mie preghiere e mi affido alle vostre in questi particolari giorni
    un abbraccio fraterno
    Rosamaria

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  5. Ciao la tua storia mi è molto "familiare"...c'è una cosa sola da fare: una fuga d'amore!!!
    Santa Chiara non è forse fuggita dai parenti? Il padre di san Francesco non lo incontrava e malediceva per le strade?? Eppure loro volevano solo il bene dei propri figli! (qual è poi il bene per i propri figli?! i soldi!?? la carriera????!!!) La vita è troppo breve per non ascoltare il cuore! Se hai già iniziato il discernimento e sei già a buon punto, cosa aspetti!? va, sbrigati, perchè oggi sono i genitori a fermarti, domani ripenserai al tuo bel lavoro, domani ancora a quanto stavi bene a casa tua comodamente seduto sul divano...così la tua vita sarà passata a desiderare qualcosa che solo tu stesso non hai voluto prenderti: LA VERA GIOIA !!!
    pace e bene a tutti

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  6. L'anima si commuove nel leggere queste esperienze così dure e così forti... Un anno fa dissi ai miei che da piccola sentivo una chiamata di Dio e che di lì a due mesi sarei partita. Poi non sono più andata lì dove avevo deciso e a settembre ho iniziato la specialistica. Dio mi ha donato un padre spirituale e nel frattempo l'insoddisfazione nello studio e in tutta la mia vita (pur piena di cose belle) mi ha fatto sentire con forza la Sua voce: non era più possibile rimandare una risposta: o dicevo si e sospendevo gli studi per ascoltarLo in maniera libera o dicevo no. Non è stato facile, ma ho sospeso gli studi e comunicato la cosa ai miei. Apriti cielo! Sono due mesi in cui qui a casa non si respira più, mio padre è ammusonito, mia madre perennemente stanca e senza voglia di far nulla, trististissima. Sono sofferenti, e questo mi crea nel cuore un dolore infinito... Non capiscono che non possono chiedermi di scegliere tra loro e Dio. Stanno lì a dire che non capisco i sacrifici che hanno fatto per me, che voglio fuggire dalle responsabilità, che non voglio bene loro... E invece è proprio per l'amore che sento di nutrire per loro che devo rispondere a questa chiamata di felicità per me e per tanti... E' dura, tanto tanto, e forse solo chi ci è passato e ci passa può capire, ma non siamo soli! E ci accompagniamo nella vicendevole preghiera, certi che se Dio ci chiama è con noi in ogni attimo e ci dona la forza momento dopo momento di andare avanti, e consolerà a tempo debito anche i cuori dei nostri genitori. Lui ferisce e lui cura, no?! E fascerà anche le loro piaghe... Siate forti. Siamo forti, in Dio.
    Nell'Unico Bene, Romilda

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    1. Pace a te cara Romilda,
      grazie per la tua condivisone e testimonianza. ti siamo vicini e ti ricordiamo nella preghiera. Possa il tuo esempio essere d'aiuto a tanti giovani titubanti e intimoriti...Vale la pena scegliere l'Amore!!!
      Buon cammino! un abbraccio forte.
      ti benedico.frate Alberto

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    2. Salve a tutti sono un seminarista che comprende benissimo queste dinamiche perchè ci sto passando sulla mia pelle. Figlio unico,genitori attaccatissimi a me.....sto portando a termine il mio 1° anno di seminario diocesano nonostante i tanti tentativi di farmi tornare sui miei passi (fino a una mezz'oretta fà via cellulare nella mia telefonatina serale)! Posso solo dire che ancora a volte non riesco a capire (o forse si) dove trovo la forza per andare avanti,dritto per la strada che sento mia da anni (ho preso una laurea in Fisica prima di entrare in Seminario) nonostante i tanti sottili o anche palesi tentativi di convincermi che sto buttando la mia vita, che ho vanificato i loro sforzi ecc........solo Dio mi può dare questa forza!proprio in questi momenti voglio loro ancora più bene, anche se devo dimostrare durezza nei loro confronti per far capire loro la fermezza della mia decisione. Pregate per i vostri genitori che vi ostacolano ed amateli ancora di più perchè, anche attraverso i loro, si compirà, col vostro SI, la volontà di Dio in voi.
      Ho detto poco, meno di quanto avrei voluto ma ringrazio il Signore se posso essere stato d'aiuto a qualcuno ;)

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    3. Pace a te fratello in Cristo..Il Signore ti benedica e custodica. Grazie per la fiducia e la tua bella testimonianza ti fede. Ti siamo vicini e preghiamo per te. un abbraccio forte. frate Alberto

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