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Home ascoltare e pregare

Pentecoste: festa della vocazione

fra Alberto Tortelli di fra Alberto Tortelli
27 Maggio 2023
in ascoltare e pregare, discernere
0

Questa sera entriamo nella solennità della Pentecoste: una festa intimamente legata alla vocazione e alla ricerca della propria strada di vita, specie per chi è attratto dalla vita religiosa e dal diventare frate francescano.

Pentecoste: la forza dello Spirito Santo

Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi.

Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com’è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio». (Atti 2,1-11)

pentecoste

La vocazione è naturalmente inserita nel movimento e nel soffio dello Spirito. Infatti, il nostro istinto e le nostre fragilità ci dicono: «Restate chiusi in casa, non uscite, non rischiate, fatevi gli affari vostri! Ci sono troppi nemici fuori: i giudei, i romani (come avviene per gli apostoli barricati nel Cenacolo), ed oggi gli atei, gli indifferenti, chi vi disprezzerà e vi sarà ostile, chi vi perseguiterà e vi emarginerà, chi vi deriderà! E’ troppo pericoloso e anche “fuori moda” essere cristiano e ancor più diventare frate! Ma chi vuoi che ti creda e ti dia retta? E poi, perché sprecare così la tua vita?».

Al contrario, lo Spirito ci dice: «Uscite! Fidatevi! Non abbiate paura! Donatevi! La vostra vita è per gli altri. La vostra missione è di fecondare il mondo. C’è un’umanità assetata e dispersa, fra differenti lingue e diverse culture, che attende il  “vostro sale e la vostra luce”, che anela all’unica parola che salva, quella di Gesù e del suo Vangelo».

Del resto, san Francesco così spronava i suoi frati ad andare, ad uscire:

“Abbiate fiducia nel Signore, che ha vinto il mondo! Egli parla con il suo Spirito in voi e per mezzo di voi, ammonendo uomini e donne a convertirsi a Lui e ad osservare i suoi precetti” (Legenda dei tre compagni, 36).

Oggi certamente i Parti e i Medi sono lontani e non ci evocano nulla, così come la nostra società appare molto diversa da quella in cui visse il Poverello. Ma resta ancora fondamentale, anche per i nostri contemporanei, poter ascoltare e conoscere un linguaggio nuovo, quello dell’Amore!

Un linguaggio per la verità universale, ma che si ritrova spesso soffocato e dimenticato, svuotato. Lo sperimentiamo nei media con possibilità di contatti immensi e, paradossalmente, scarsissime relazioni autentiche e vere. Vediamo l’Amore oltraggiato e violentato in tante situazioni di egoismo che calpestano la vita di molte persone.

Lo Spirito Santo ci spinge dunque ad annunciare l’Amore vero, l’Amore di Gesù! Allora la relazione diventa vera e autentica. Allora il donarsi e la gratuità vincono la perenne tentazione di bastare a noi stessi, l’autoreferenzialità che non guarda in faccia a nessuno. Allora il non senso, il vuoto e la disperazione, si riempiono di luce e nuovi orizzonti. Lo Spirito crea ponti, fa cadere muri, libera dalla paura, conforta, fortifica, guida, illumina, invia…

Invochiamo lo Spirito Santo

Lasciamo che lo Spirito Santo invada le nostre vite. Lui ci donerà il calore e la luce di cui abbiamo bisogno per vivere.
Lasciamo che lo Spirito Santo ci sostenga per ritrovare la libertà  e la gioia perduta perchè inquinata dal male.
Lasciamo che lo Spirito Santo si posi su di noi e ci renda capaci di nuove e più autentiche relazioni in Gesù.
Lasciamo che lo Spirito Santo faccia irruzione in noi così che la nostra testimonianza di fede sia più audace e luminosa.
Lasciamo che lo Spirito Santo guidi e orienti le nostre scelte verso la felicità senza fine, verso la santità.
Lasciamo che lo Spirito Santo ci tocchi e risani e converta il nostro cuore .
Lasciamo che lo Spirito Santo ci spinga a donarci offrendo la nostra vita a servizio del Regno di Dio, per creare un mondo nuovo di fraternità e pace.
Lasciamo che lo Spirito Santo fecondi la nostra vocazione!

fra Alberto – info@vocazionefrancescana.org

cfr. vocatione franciscaine

Tags: anno liturgicoParola e vocazionesan Francesco
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