Castità: solo a pronunciare la parola, forse, sentiamo già il freddo nel cuore. O ci fa venire in mente qualcosa che sembra appartenere a tempi del tutto andati.
Alla castità, in effetti, si associa subito l’idea di affettività congelate o di rapporti “freddini” che riducono al minimo il coinvolgimento emotivo… ovviamente, tutto questo accanto alla chiusura totale di ogni possibilità di rapporto fisico, di carattere sessuale. Ed ecco la sensazione di non-vita, di non-calore!
A volte si collega alla castità un comportamento che ricorda monasteri austeri e ombrosi, regole rigide, stabilite per tenere a distanza.
Chi è un po’ irriverente, può anche fare dei sorrisetti più o meno ironici, svalutanti o cattivelli: «Castità… chi ci crede? Nessuno la può vivere! Tutta una farsa». In effetti non sempre la castità è testimoniata in modo genuino e gioioso.
Proviamo a mettere in luce solo qualche aspetto che possa “scongelare” il tema e renderlo attraente anche per l’oggi, almeno un po’.
Seminare vita
Noi crediamo a un Dio che è il Dio della vita. Non a uno che ti domanda qualcosa per frustrarti, tarparti le ali. Qualsiasi cosa ti chieda il Signore, lo fa per un «di più», un di più di vita. Anche la chiamata alla castità, se intesa in modo autentico, è chiamata a un sì grande. Se il Signore ti chiama a essere casto è per indicarti la via migliore per te. Via per fare cosa? Per fare vivere altri! Per fare in modo che altri possano incontrarsi con questo Dio della vita.
Come può venire in mente una cosa del genere?
Come ci può venire in mente una scelta di castità? Può capitarti di vivere un’esperienza così forte e coinvolgente con il Signore, un incontro così profondo con lui da cambiarti la vita. È come se tu trovassi un tesoro troppo bello, che non puoi tenere per te. E senti il bisogno di condividere. E ti nasce nel cuore lo slancio di comunicare la bellezza di Dio, la sua smisurata tenerezza, l’incredibile bisogno che Dio ha di piegarsi verso di noi sempre, per darci fiducia, per farci compagnia. Il “sì” a essere casti nasce dalla voglia di condividere questo volto di Dio.
Sintomatologia della castità… qualche pennellata
Vuoi dei segni o dei “sintomi” utili per capire se una persona è davvero casta? Se sta vivendo la sua castità come dono per altri? Eccone alcuni:
- la capacità di sorridere e infondere fiducia (chi ha sempre il muso lungo ed è pessimista, non è casto);
- la capacità di lasciarsi colpire dalle sofferenze di un altro (se vengo sempre “prima io!”, la mia vita non è casta);
- la capacità di ironia buona, di non prendersi troppo sul serio (la persona seriosa, che crede di dover salvare il mondo, non è casta);
- la capacità di stare insieme anche alle persone che ci sono un po’ antipatiche, che ci danno fastidio (chi si sceglie sempre quelli con cui stare, difficilmente è casto).
E di esempi così se ne potrebbero fare molti!
fra Antonio Ramina – info@vocazionefrancescana.org




