La vita di un sacerdote è anzitutto la storia di salvezza di un battezzato. Papa Francesco ci chiama a tornare alle origini!
Non dimenticare il tuo battesimo
Noi dimentichiamo a volte il Battesimo, e il sacerdote diventa una funzione: il funzionalismo, e questo è pericoloso. Non dobbiamo mai dimenticare che ogni vocazione specifica, compresa quella all’Ordine, è compimento del Battesimo. È sempre una grande tentazione vivere un sacerdozio senza Battesimo – e ce ne sono, sacerdoti “senza Battesimo” –, senza cioè la memoria che la nostra prima chiamata è alla santità.
Essere santi significa conformarsi a Gesù e lasciare che la nostra vita palpiti con i suoi stessi sentimenti. Solo quando si cerca di amare come Gesù ha amato, anche noi rendiamo visibile Dio e quindi realizziamo la nostra vocazione alla santità.
Ben a ragione San Giovanni Paolo II ci ricordava che «il sacerdote, come la Chiesa, deve crescere nella coscienza del suo permanente bisogno di essere evangelizzato» (Pastores dabo vobis, 26). E vai a dire tu a qualche vescovo, a qualche sacerdote che dev’essere evangelizzato… non capiscono. E questo succede, è il dramma di oggi.
Discernimento
Ogni vocazione specifica va sottoposta a questo tipo di discernimento. La nostra vocazione è prima di tutto una risposta a Colui che ci ha amato per primo. E questa è la fonte della speranza poiché, anche in mezzo alla crisi, il Signore non smette di amare e, perciò, di chiamare. E di questo ciascuno di noi è testimone: un giorno il Signore ci ha trovato lì dove eravamo e come eravamo, in ambienti contraddittori o con situazioni familiari complesse. A me piace rileggere Ezechiele 16 e a volte identificarmi: mi ha trovato qui, mi ha trovato così, e mi ha portato avanti… Ma questo non lo ha distolto dalla volontà di scrivere, per mezzo di ognuno di noi, la storia della salvezza.
Fin dall’inizio fu così – pensiamo a Pietro e Paolo, Matteo…, per nominare alcuni –. L’aver scelto loro non deriva da un’opzione ideale ma da un impegno concreto con ciascuno di essi. Ognuno, guardando la propria umanità, la propria storia, la propria indole, non deve chiedersi se una scelta vocazionale è conveniente o meno, ma se in coscienza quella vocazione dischiude in lui quel potenziale di Amore che abbiamo ricevuto nel giorno del nostro Battesimo.
papa Francesco – info@vocazionefrancescana.org
















