Che limiti di età?
Secondo le nostre consuetudini e la nostra esperienza (non è pertanto una “legge divina”!) il tempo ottimale per un discernimento vocazionale e di una scelta di consacrazione religiosa nella vita francescana è la giovinezza (dai 18 ai 35 anni). Questo infatti ci pare il momento più adatto e naturale per dare un orientamento alla propria vita.
Il momento più adatto è la giovinezza,
fra i 18 e i 35 anni!
Siamo consapevoli che i criteri per definire “giovane” una persona siano oggi molto diversi rispetto a qualche anno fa. Per questo i limiti qui indicati nei riguardi dei candidati alla vita religiosa francescana costituiscono un nostro orientamento di massima, che ci preoccupiamo di confrontare di volta in volta con la storia e l’esperienza personale di ciascuno. Le eccezioni in merito ci sono sempre state.
Oltre questa fascia d’età ottimale si aprono scenari diversi:
- under 18: per chi ci contatta già da giovanissimo riserviamo un percorso di accompagnamento individuale fino al raggiungimento dei 18 anni; non è infatti possibile in nessun caso entrare in convento per un minorenne; questa è una regola che tutta la Chiesa si dà, e che noi rispettiamo con rigore; chiediamo sempre di completare, prima dell’ingresso, anche il proprio cammino di studio già intrapreso (per esempio giungendo al diploma di maturità);
- over 35: con chi ci contatta da adulto desideriamo avere dapprima un confronto a tu per tu, per valutare insieme la fattibilità o meno di un cammino vocazionale, che potrà poi svilupparsi all’interno del gruppo vocazionale, oppure tramiti percorsi specifici secondo le necessità; abbiamo scelto di non porre un limite perentorio massimo, ma certamente più ci si allontana dai 35 anni e più diventa difficile ipotizzare un cammino vocazionale.
Noi frati francescani, e noi del blog Vocazione Francescana in particolare, riserviamo però accoglienza e ascolto ad ogni età. Offriamo per questo dei diversi percorsi di discernimento (vedi più sotto).

Come si spiega tale decisione?
I motivi sono in realtà vari e tutti sgorgati e suggeriti dalla viva esperienza di questi anni con persone concrete e storie vere e sono mossi da un profondo senso di rispetto e di responsabilità sia verso i più giovani che verso gli adulti che si rivolgono a noi, benché i tempi di “magra” vocazionale vorrebbero indurre talvolta soluzioni più accomodanti e facilone.
In particolare, riguardo agli adulti, abbiamo potuto constatare infatti come, al di là di ogni migliore e retta intenzione (che è fuori discussione!), sia in genere molto difficile per degli adulti (parlo di quarantenni, cinquantenni ed oltre…), intraprendere il nostro cammino: spesso troppi condizionamenti e legami dalla vita precedente, troppe abitudini ormai radicate (per es. di autonomia personale, economica, lavorativa…), spesso troppe “storie” molto forti e talvolta dolorose (in ambito affettivo e sessuale o relazionale…) da essere veramente superate o integrate…
Si aggiunga poi il lungo iter formativo, i molti passi necessari per diventare frate ed entrare a pieno titolo nella comunità francescana (circa 8-9 anni di formazione e studio), che rischiano di diventare una sorta di “parcheggio forzato” (per nulla facile da gestire e spesso alquanto scoraggiante per il candidato adulto) in un periodo della vita, quello della maturità, che dovrebbe essere invece il più fruttuoso e generativo. Altri nostri motivi di perplessità sono dettati dalla difficile situazione lavorativa contemporanea….; se un adulto infatti, dopo avere lasciato il proprio lavoro per entrare in convento poi scopre che questa non era la sua strada… che si fa?
Per tutti questi motivi siamo sempre molto prudenti nell’avviare cammini di discernimento più ci si allontana dalla giovinezza, anzitutto per l’onesta e il rispetto che vogliamo dare a tutti.
Quali sono i nostri percorsi di discernimento?
- Per i giovani (dai 18 ai 35 anni): oltre all’accompagnamento personale (un padre spirituale), proponiamo sempre il cammino del Gruppo san Damiano (un’opportunità molto bella di verifica della chiamata, di crescita spirituale, di fraternità e di conoscenza della dimensione francescana), accanto ad esperienze residenziali in convento per conoscere più da vicino la nostra vita.
- Per gli under 18: anche per questi ragazzi (e sono molti che ci contattano) avviamo un cammino insieme di accompagnamento e sostegno e verifica della vocazione e di crescita nella fede; è un percorso a volte lungo anni, ma necessario per giungere ad una scelta ponderata e matura; per essi, come detto sopra, una tappa fondamentale da realizzare, prima di ogni scelta, resta comunque la conclusione degli studi di scuola superiore e il raggiungimento del diploma; ci preoccupiamo in caso di minorenni sempre che i genitori siano informati del rapporto con i frati e che ci sia la maggiore trasparenza possibile.
- Per gli over 35: anche a questi fratelli sempre riserviamo attenzione e ascolto, valutando insieme con pacatezza e realismo le effettive possibilità di una vocazione francescana che non viene esclusa a priori, anche se poi, può essere impedita da molti fattori concreti e precedenti scelte di vita; per quanti ne hanno i requisiti proponiamo percorsi mirati e specifici per adulti presso alcuni nostri conventi (per approfondire, puoi leggere il post: Diventare frate a 40 anni?); in questi anni anche per alcuni di essi, devo dire, si è giunti all’ingresso nella vita religiosa, altri invece hanno preferito orientarsi a diverse forme di impegno laicale nella chiesa o in realtà francescane (come l’O.F.S.).

Un invito ai giovani
I nostri cammini di discernimento sono pertanto rivolti prima di tutto ai giovani (pur restando comunque sempre aperti a valutare qualsiasi altra richiesta), convinti che la loro sia l’età naturalmente privilegiata delle scelte e per decidere una direzione di vita, anche alla luce della fede e della volontà del Signore!
Invitiamo pertanto sempre e in ogni occasione tutti giovani che incontriamo a fare tesoro di 4 verbi:
- ricercare la propria strada senza continuamente dilazionare o rimandare (come vorrebbe il sentire del nostro tempo);
- assumere responsabilità verso la propria esistenza, ma anche nella Chiesa, per i poveri e per tutta l’umanità;
- pregare e chiedere con insistenza al Signore che li illumini e guidi nella Sua Volontà;
- ricordarsi che “c’è un tempo per ogni cosa” e che la vita (e anche la giovinezza) passa in fretta ed è stupendo “spenderla bene” e “al massimo” per Dio e i fratelli, come Lui vorrà indicare.
Ci auguriamo che la domanda che spinse nel suo cammino di ricerca S. Francesco, “Signore cosa vuoi che io faccia” sgorghi nel cuore di tutti i giovani… perché la giovinezza come la vita… passano in fretta!
Caro giovane, c’è dunque “un tempo per ogni cosa”… come ci ricorda la Bibbia; spendi dunque bene il tuo tempo, spendi bene la tua vita!
Benedico tutti, restando disponibile per ogni chiarimento o domanda.
fra Alberto – fraalberto@vocazionefrancescana.org
















ciao padre albeto sempre gentilissimo.ciao sono salvatore ho 24 anni,ho servito sempre da piccolo la chiesa,specialmente la mia parrocchia,pero' e da un periodo che sento qualkosa dentro di me di diventare sacerdote,pero ho un po di problema di balbuzia,e non mi piace studiare,e questo mi fa sentire male,pero ho desiderato sempre essere frate francescano,sono confuso,lo so che dovrei parlare con un sacerdote del mio paese di fiducia,ma credimi anche se sono sacerdoti, ma si attacano sempre ecc……con il mio parroco non posso che e come se fosse mio padre.Cosa devo fare? aiutami ti prego
pace a te Salvatore! se mi scrivi alla mia mail personale posso indicarti qualche confratello a te vicino che ti possa dare una mano. E' importante però che tu mi specifichi dove abiti. Ti benedico. frate Alberto
caro frate albertoio mi chiamo tommaso ho 31 annie abito a frosinone, volevo chiederti un consigliopraticamente è un po' di tempo che mi sento moltopreso dalla vita di san francesco ma detto così può sembraresolo un'infatuazione ma invece io penso proprio di lasciare tutto perchè anche questa vita sento che non mi appartiene più nel senso specialmente dei beni materiali.detto così in breve non sò se posso farti capire bene.solo che io vivo con mia madre perchè mio padre è venuto a mancare 12 anni fà e mio fratello 8 ed è questa la cosa che sento che mi frena.… Leggi il resto »
pace a te caro Tommaso, grazie per la fiducia e per quanto mi hai scritto. Credo che una cosa molto importante e utile sia prima di tutto che tu possa parlare personalmente con qualche religioso e confrontarti su questa chiamata che senti per te e anche sui problemi a cui accenni. Solo così infatti potrai trovare un pò di luce e una direzione. Scrivimi una mail e ti darò un contatto nella tua zona
Ti benedico. ciao frate Alberto
Ciao Frate AlbertoSono Michele, sono Papà, sono sposato felicemente e ho 39 anni un’età in cui molti treni sono già andati e si è più inclini a riflettere sulle proprie scelte. Scrivo perché mi sono fatto ispirare dal blog in merito alla descrizione della distinzione fra frate e prete, e nello specifico mi ha fatto riflettere la frase “vivere come Gesù” dei frati con la differenza del “fare quello che ha fatto Gesù” dei preti. Nello specifico, seguendo San Francesco che ci permette di tendere più vicino al vivere come Gesù, tenendo presente i tre principi di castità, povertà ed… Leggi il resto »
pace e bene a te carissimo Michele! Caro papà, cristiano e francescano… Grazie per la tua testimonianza davvero preziosa che ci aiuta a comprendere la bellezza di ogni vocazione cristiana (matrimoniale, religiosa..)e il comune innesto nella Grazia battesimale, fonte di ogni santità. I voti di povertà, castità e obbedienza, come tu stesso bene sottolinei, non sono appannaggio esclusivo di un frate, ma sono in realtà quei "consigli evangelici" che ciascun credente è chiamato a declinare e a vivere, in base alla specifica vocazione. E' evidente che le modalità per realizzarli assumano coloriture diverse per un religioso francescano rispetto a un… Leggi il resto »
Carissimo fra Alberto, sono Fabio(41 anni) in cammino verso la consacrazione francescana; sono stato per un periodo in Turchia a Meryem Ana (Efeso)per poi tornare ed iniziare il cammino per farmi cappuccino. Consentimi di dissentire per quanto riguarda la distinzione tra vita religiosa e matrimoniale.
Non sono entrambi vocazioni, ma la vita matrimoniale è la "normalità delle cose", l'uomo nasce vive alloscopo di unirsi ad una donna, sposarsi e procreare, mentre la scelta di vita religiosa e quindi "vocazione" è l'elevarsi, concepibile spiritualmente. Cosa ne pensi a riguardo? Pace e bene.
pace a te fratello, grazie per la fiducia..circa quanto mi scrvi..in realtà non vorrei farne chissà quale trattazione e probabilmente si tratta solo di chiaririci al livello lessicale, di parole..di interpertazione… Mi limito a ciò che dice il catechismo dei giovani al n.265 quando afferma ad una precisa domanda che " non tutti sono chiamati al matrimonio". Come dire: è vero che "in natura" l'orientamento generale è per l'unione dell'uomo e della donna, in realtà poi vi sono varie chiamate, varie vocazioni (appunto)…: alla vita matrimoniale , alla vita consacrata, ma anche alla vita celibataria laicale (scelta o a volte… Leggi il resto »
Caro Padre,
sono un ragazzo di 26 anni. Sono fidanzato da molti anni con una persona splendida che amo moltissimo. Ma dentro di me, di tanto in tanto, mi sorgono varie riflessioni che mi spingono ad abbandonare tutto per intraprendere la vita monastica. Eppure non voglio abbandonare la mia ragazza, per me lei è molto importante. Cosa posso fare? Aiuto!!! 🙁
Pace a te fratello..posso ben comprendere il problema e il dilemma che mi poni. credo che la questione vada affrontata (non tanto sotterrata!!!) con un sincero e schietto cammino di discernimento e questo anche per una responsabilità e per un doveroso senso di verità che in ogni caso devi a te stesso come alla tua ragazza..Se desideri puoi scrivermi anche alla mia mail personale. ti risponderò volentieri e magari ..Ti benedico. frate Alberto
Ciao ragazzo di 16 anni!! non sorprenderti…io ho iniziato a pensare di consacrarmi a 10 anni!!! Ti consiglio di parlare con il tuo parroco o un sacerdote di fiducia..Se mi vuoi scrivere sarò lieto di risponderti personalmente. ti benedico. frate alberto