mercoledì 23 agosto 2017

GIOVANI VERSO ASSISI 2017



Carissimi amici, siete pronti per il nuovo "Giovani Verso Assisi" ?
Dal 28 0ttobre al 1 novembre vi aspettiamo nella città di san Francesco con centinaia di ragazzi e ragazze da tutta Italia per vivere un'esperienza di crescita spirituale, fraternità e gioia, riflessione, lode, preghiera, festa..., alle sorgenti del carsma francescano.
Negli ultimi anni stiamo vivendo un percorso tra vizi e virtù. In questo convegno vedremo la virtù dell'UMILTA' contro i vizi dell'IRA e dell'INVIDIA.

ISCRIZIONI ENTRO IL 2 OTTOBRE tramite
www.riparalamiacasa.it

Al Signore Gesù  per il suo servo San Francesco, sempre la nostra lode.
Fra Alberto, frate Fabio, fra Giambo



Ragazzi GVA 


lunedì 21 agosto 2017

VERSO QUALE STRADA MI STO DIRIGENDO?


«Ragazzi, ragazze, 
questo io vorrei dirvi: la vita giocatevela bene
non perché la si vive una volta soltanto, ma vi dico giocatevela bene perché spesso correte il rischio che in questa smania di libertà, di grandezza, di orizzonti larghi, invece che raggiungere gli orizzonti larghi vi incastriate in una strada senza uscita”».

Don Tonino Bello 

venerdì 18 agosto 2017

RIPARTE IL CORSO VOCAZIONALE: GRUPPO S.DAMIANO 2017-18

Se sei un "giovane in ricerca"...

                            ... vieni al "Corso Vocazionale" con 

Il Gruppo San Damiano!


Un giorno Francesco 
passò accanto alla chiesa di San Damiano
quasi in rovina e abbandonata da tutti.

Condotto dallo Spirito, 
entrò a pregare,
prostrandosi supplice e devoto 
davanti al Crocifisso...

L'immagine di Cristo Crocifisso, 
dal dipinto, gli parlò movendo le labbra: "Francesco 
- gli disse chiamandolo per nome -
va' e ripara la mia casa che, 
come vedi, 
è tutta in rovina".

(dalla Vita di San Francesco)


1) "SIGNORE COSA VUOI CHE IO FACCIA?"
E' la domanda che il giovane e inquieto Francesco d'Assisi rivolge al Signore per dare alla sua vita pienezza e felicità. Francesco si rende attento alla voce di Dio: nella preghiera e nell'ascolto della Parola accoglie con entusiasmo l'invito del Signore a seguirlo. Se anche tu sei un giovane alla ricerca della volontà del Signore, se sei affascinato dalla figura di San Francesco,  se il tuo cuore è attratto o incuriosito dalla nostra vita religiosa francescana...
2) "VIENI AL GRUPPO SAN DAMIANO" 
... per ascoltare il Signore, verificare i tuoi interrogativi, confrontarti con altri giovani, conoscere noi frati e il nostro stile di vita segnato dalla preghiera, dalla fraternità e dal servizio, nell'abbandono lieto e  fiducioso alla volontà del Signore.
3) COSA E' IL GRUPPO SAN DAMIANO? 
Il Gruppo Vocazionale francescano "San Damiano" riunisce giovani (17-35 anni) che desiderano interrogarsi su una possibile chiamata alla vita francescana. Si tratta del primo passo, per un discernimento verso una eventuale scelta di vita religiosa, come frate francescano. Per il Nord Italia, l'itinerario prevede che ci si ritrovi circa una volta al mese (dal sabato pomeriggio alla domenica pomeriggio - da ottobre a luglio) solitamente nel convento francescano di Brescia (sede del Postulato) o in altri conventi del Nord. Anche nelle altre regioni (centro-sud-isole) il Gruppo San Damiano è attivo e promosso da noi Frati Francescani Minori Conventuali. Chi provenisse da queste regioni e fosse interessato ad avere dei contatti a lui più vicini, ci scriva pure e gli daremo indicazioni e suggerimenti utili. Al Nord il G.S.D. è guidato da frate Alberto e frate Fabio (Padova) e fra' Alessandro di Brescia (rettore dei postulanti) e altri giovani frati che si alternano ogni anno.
4) COME SI SVOLGONO GLI INCONTRI ? 
Il pomeriggio del sabato è solitamente dedicato alla preghiera in un clima meditativo e di quiete per poter rientrare in noi stessi lontano dai frastuoni quotidiani che ci impediscono di ascoltare in profondità i suggerimenti dello Spirito. La domenica mattina invece, in genere si approfondiscono tematiche inerenti la vocazione (desideri, paure, tappe... sogni...) alla luce della Parola del Signore e dell'esperienza di san Francesco. Sempre molto interessanti e utili risultano le testimonianza dei "postulanti", i ragazzi che vivono già stabilmente presso il convento di Brescia così come importante è lo scambio schietto e sincero fra i giovani del gruppo e i frati della comunità ospitante... E' bello e utile soprattutto ascoltare le storie e i racconti dei frati (anche anziani) così come il condividere il cammino con altri altri giovani coetanei. E' poi certamente prezioso questo immergersi "dal vivo" per due giorni in una realtà francescana spesso del tutto sconosciuta. Il G.S.D. rappresenta dunque una bellissima opportunità di discernimento per ogni giovane "in ricerca", garantendo uno sguardo libero e aperto sulla nostra dimensione francescana e un'occasione di approfondimento dei valori e delle scelte ispirate da san Francesco.
5) CONTATTI  PER LE REGIONI DEL NORD (x contatti centro sud vedi sito )
Per partecipare al Gruppo San Damiano o per informazioni contatta:  
fra' Alberto Tortelli: fra.alberto@davide.it; cell. 380 4199437 
fra Fabio Turrisendo: fabio.turrisendo@ppfmc.it ; cell. 3347346704
Basilica del Santo, Piazza del Santo, 11, Padova
fra Alessandro Perissinotto : alessandro.perissinotto@ppfmc.it; cell. 3456521530
Chiesa/convento san Francesco, piazzetta san Francesco , Brescia.
6) LODIAMO IL SIGNORE
Alcuni anni fa, con i giovani del G.S.D. andammo in visita dal Cardinal Martini (ormai gravemente malato); egli ci accolse con tanta bontà e gentilezza e volle comporre per noi una preghiera che da allora ci accompagna ed è diventata la "Preghiera del Gruppo San Damiano". Vi invitiamo a pregarla con fervore e fede! 
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. 
frate Alberto, frate Fabio e fra' Alessandro
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CALENDARIO 2017-2018 - nord Italia

sabato 21 - domenica 22 ottobre 2017
La grazia della Vocazione 

sabato 11 - domenica 12 novembre 2017
La libertà della risposta

giovedì 7 - domenica 10 dicembre 2017
(ad Assisi - Basilica di San Francesco)
Appuntamento con san Francesco

sabato 13 - domenica 14 gennaio 2018
Qualcuno cammina con me 

sabato 10 - domenica 11 febbraio 2018
In vista della Quaresima


sabato 10 - domenica 11 marzo 2018
Un compito per il mondo


sabato 7 - domenica 8 aprile 2018
Vocazione... in fraternità


sabato 28 aprile - martedì 1 maggio 2018
Vocazione... in servizio

sabato 19 - domenica 20 maggio 2018
Vocazione ..in cammino

sabato 16 - domenica 17 giugno 2018
L'affidamento incondizionato

sabato 7 - domenica 8 luglio 2018
Signore, cosa vuoi che io faccia?

lunedì 30 luglio - sabato 4 agosto 2018
(ad Assisi - Basilica di San Francesco)
Corso vocazionale francescano (nazionale)



mercoledì 16 agosto 2017

ASSISI: PROFESSIONE DEI NOVIZI

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace. 
Ecco una bellissima notizia! 

Sabato 26 Agosto, alle ore 11.00 presso la Basilica Papale di S.Francesco in Assisi, 12 giovani religiosi Novizi, al termine dell'anno "della prova", emetterano la loro Professione temporanea nell'Ordine dei Frati Minori Conventuali


Con i voti di castità, povertà e obbedienza che pronunceranno e il saio ( l'abito dei frati costituito da una tonaca col cappuccio e il cingolo con tre nodi) di cui saranno d'ora innanzi rivestiti, entreranno così a far parte a pieno titolo della famiglia francescana, veri figli di san Francesco.


La fotografia sottostante li ritrae orientati alla croce: questa sarà infatti la via e la direzione e il riferimento che dovrà connotarne l'intera esistenza come Gesù ha chiesto e mostrato ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua» (Lc 9, 23).


A Lui il nostro grazie e la nostra lode, insieme alla nostra preghiera per questi giovani frati.

Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


 Ecco i nomi dei giovani Novizi che emetterrano la Professione 
  • fra Francesco Antonio Cosma, fra Luca Maria Ranocchini, fra Emanuele Zulian. Della Provincia di S.Antonio dell'Italia Settentrionale (anch'io appartengo a questa circoscrizione)
Insieme i loro compagni di cammino in noviziato, provenienti da altre provincie dell'Ordine: 
  • fra Alejandro María Aldavero Romero, Provincia spagnola di Nostra Signora di Montserrat;
  • fra Andraž Čebular, Provincia slovena di San Giuseppe;
  • fra Roberto Maria Di GennaroProvincia napoletana del Serafico Padre Nostro San Francesco;
  • fra Robert Calleja, fra Michael Grech, Provincia maltese di San Paolo Apostolo;
  • fra Flavio César Laura Charca, fra Bernardo Maria Vannini, Provincia italiana di San Francesco d’Assisi;
  • fra Paride Ammirati, fra Giovanni Maria GiustinianiProvincia abruzzese dei Santi Bernardino e Angelo.
L'invito a partecipare a questo gioioso evento della crescita della nostra famiglia francescana è caldamente esteso a tutti i frati e amici e simpatizzanti che ne hanno la possibilità.



martedì 15 agosto 2017

COME MARIA , ATTENTI AI SEGNI DELL'ETERNO

Assunzione della beata Vergine Maria

Dal Vangelo di Luca (1,39-56)
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono.Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Antonello da Messina: L'Annunciata di Palermo (1476)
Maria è assunta in cielo perché sulla terra ha sempre fatto la volontà di Dio
«Andò in fretta». Maria che non si è lasciata prendere dalla fretta o da uno frivolo entusiasmo nel rispondere all'angelo nell'annunciazione, è la stessa che coglie l'attimo e si muove in fretta per visitare e aiutare Elisabetta. Qual è il criterio? Non è la fretta o la lentezza, ma il senso della volontà di Dio e l'attenzione a rimanervi solidamente ancorati sempre. Maria ci insegna che la sapienza cristiana e così la nostra vocazione e la direzione della nostra vita, non è nel “carpe diem” , ma è scrutare e discernere i tempi o, meglio, cogliere l'orientamento dell'Eterno nello scorrere apparentemente caotico del tempo. Maria è assunta in cielo perché sulla terra ha sempre fatto la volontà di Dio. È assunta in cielo perché ha fatto dell'Eterno e dei suoi segni la linfa del proprio tempo, delle sue scelte, della sua vocazione. Maria era in cielo anche quando era sulla terra: una  via aperta anche per noi se sapremo guardare e ricorrere a lei. AVE MARIA!

Ave Maria (Perosi) - Pueri Cantores della Cappella Sistina

lunedì 14 agosto 2017

Padre Massimiliano Kolbe : martire d'amore e cantore dell'Immacolata

Pace a voi
cari amici in cammino vocazionale.

Il 14 agosto 1941, Padre Massimiliano Kolbe, frate francescano conventuale, moriva di fame e di sete nel bunker del campo di concentramento di Auschwitz. Si era offerto spontaneamente al posto di un padre di famiglia già destinato a quella tragica fine. Un gesto di resurrezione e speranza nel buio e nel non senso più totale.
Quest'anno ricordiamo anche i 100 anni del movimento mariano "Milizia dell'Immacolata" che sempre p. Kolbe fondò nel 1917 a Roma con altri 6 frati suoi compagni studenti di teologia. 

Ci parla di questo frate straordinario, martire d'amore e cantore dell'Immacolata, p. Francesco Ruffato, un anziano e saggio religioso della mia comunità "del Santo" di Padova. (vedi anche altri post)

Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)



P. KOLBE: Cento anni fa il suo movimento

Cento anni fa, in una notte d’autunno, a Roma, 7 giovanissimi frati studenti, francescani minori conventuali, internazionali, animati dal futuro P. Massimiliano Kolbe, diedero vita al movimento mariano Milizia dell’Immacolata (M.I.), per far fronte all’attività massonica, anticlericale e,soprattutto, antiecclesiale, antipapale. Le loro mani erano senza armi: pregavano, studiavano e progettavano pacificamente, affidandosi alla Madonna, quale garanzia di successo. Terminati gli studi teologici, a guerra finita (1919), tornarono nei loro Paesi di origine con il proposito di dedicare tutta la vita a diffondere lo spirito della M.I. Alcuni di loro sono morti tra gli appestati, altri compiendo sacrifici per aiutare poveri e perseguitati. Tutti erano disposti a morire pur di servire il bene, combattendo contro ogni violenza e sopruso. 
La seconda guerra mondiale inghiottì soprattutto p. Kolbe. Nella Prefazione di una celebre biografia “Le fou de notre Dame" (Paris 1948), firmata da Maria Winowska, Bruno De Solages, scrive: “Il racconto della sua morte è una delle cose più atroci e insieme più sublimi che sia dato di leggere in un libro umano”. Kolbe, prigioniero ad Auschwitz, lo ricordiamo il 14 di agosto, ogni anno: si era sostituito spontaneamente a un padre di famiglia, condannato, con altri 9 compagni, a morire di fame e sete in un famigerato Bunker. Storia che commuove ancora oggi, a 76 anni dal martirio, riconosciuto dalla Chiesa nel 1982. 
Per ricordare i 100 anni dalla fondazione della M.I, alcuni militi (soci della M.I) propongono alle autorità ecclesiastiche di dichiararlo “santo dei Lager” “a nobile rivincita dell’amore sull’odio, della speranza sull’angoscia”. 
Un recente studio sulla figura, rivela che p. Kolbe si staglia come un personaggio non ancora totalmente compreso, “perché al di là di ogni confine”, sin dalla giovinezza con il desiderio dominante di offrire la propria vita per amore del prossimo. Lo attesta la sua mamma. Lo si trova scritto nel suo Diario: “Sacerdote novello, presso il sepolcro romano della martire santa Anastasia, il giorno di Natale, celebra la seconda Messa “pro amore usque ad victimam” (per amore fino ad essere vittima); aveva celebrato la prima sull’altare della Confessione in San Pietro “pro gratia apostolatus et martyrii”. Cambiò il noto detto dei gesuiti “ad majorem Dei gloriam” con “ad maximam Dei gloriam”. Alla mamma scrisse un giorno da Roma: “Prega per me, mamma, perché il mio amore cresca sempre più presto e senza limiti. Prega, soprattutto, che sia senza limiti”. Sua mamma racconta: "Ne era sempre compreso e, in ogni occasione, accennava con il viso raggiante alla sua desiderata morte di martire. E così io vi ero preparata, come la Madonna dopo la profezia di Simeone”. 
Da missionario in Giappone scriveva ai suoi confratelli in Polonia: “Lo spirito non conosce vecchiaia. Solo la dimenticanza degli ideali da una parte, e dall’altra la mancanza di tempestività nell’adattarsi alle mutate condizioni dei tempi e delle circostanze cagionano l’indebolimento della vita e l’ineluttabile discesa, fino a prendere forma di nani”. “A guardarlo bene, scrive un suo biografo, quest’uomo sembra che abbia sintetizzato e armonizzato in sé il tipico romanticismo dei popoli slavi, con il senso realistico e positivo dei popoli anglosassoni, e l’equilibrio universalistico dei popoli latini”. 

Luigi Francesco Ruffato, frate del Santo

domenica 6 agosto 2017

FRATE FRANCESCANO PER UNA VITA DI GIOIA

Assisi-foto di gruppo: settimana di spiritualità per adolescenti (31 luglio -5 agosto 2017)
Pace e bene a voi cari amici.
Sono reduce da un "campo adolescenti" ad Assisi svoltosi niente meno che presso il convento della Basilica di san Francesco. Con un bel gruppo di frati e suore francescane e circa 150 ragazzi (14-17 anni) e i loro animatori, provenienti da varie parti d'Italia, abbiamo vissuto giorni di amicizia, giorni divertenti e allegri, ma insieme profondi e veri, formativi e spirituali. San Francesco e santa Chiara e la figura straordinaria di Carlo Acutis ci hanno fatto da guida verso l'amico vero che mai viene meno e a tutto dà senso e pienezza e gioia: il Signore Gesù. 

Fra le tante esperienze, ai ragazzi è stato proposto un momento non scontato, definito poi da tutti come uno dei "più belli": l'adorazione eucaristica e lo stare davanti al Signore in silenzio e preghiera. Qui li ho visti commuoversi e sostare a lungo e piangere e affidarsi. "E' bello stare davanti a Gesù" mi ha confidato Luca, un giovanissimo fra i più "scapestrati" del gruppo! Che stupore e che gioia sentire questa confidenza: è davvero "bello" infatti stare con il Signore ed è straordinarimante "bello" quando noi frati riusciamo a comunicare questa "bellezza" a dei ragazzi e a dei giovani.

Grande è stata nei ragazzi anche la meraviglia nei riguardi della nostra vita e della nostra vocazione di frati e suore francescani. Meravigliati naturalmente per la bellezza della Basilica e di Assisi, ma soprattutto meravigliati per l'accoglienza famigliare e semplice; meravigliati per la nostra allegria e disponibilità; meravigliati per la letizia e la gioia e la stima con cui stiamo insieme; meravigliati per il nostro bel modo di pregare e cantare e lodare il Signore; meravigliati perchè siamo stati esigenti con loro proponendo un programma molto forte e impegnativo e "alto" e proprio per questo rivelatosi "molto bello"!! Dunque : meravigliati .. meravigliati.. meravigliati! 

Il paradosso è che quando mi sono azzardato a chiedere a qualcuno il perchè di tanta meraviglia, ecco uscire dall'immaginario del giovane un'idea di vita religiosa assolutamente tetra,  lugubre,  triste, noiosa, vecchia, retrograda,... che ad Assisi è stata demolita e scoperta in modo nuovo ! Colgo questo come una sfida per tutti noi frati ad essere sempre di più testimoni di goia e bellezza! C'è bisogno che noi portiamo questo annuncio in un mondo spesso triste e brutto!

Signore, come è bello per noi stare qui” : sono le parole che i discepoli rivolgono a Gesù sul monte della Trasfigurazione  (Mt 17,4). Proprio questo noi francescani siamo primariamente chiamati a mostrare e testimoniare : che una vita interamente offerta al Signore Gesù, è una vita  impegnata e forte, piena di senso, e di "bellezza". Ce lo ricordava del resto nella sua Esortazione Apostolica (Vita Consecrata) lo stesso amato Papa Giovanni Paolo II : “«Signore, è bello per noi stare qui!» (Mt 17, 4). Queste parole (...) esprimono con particolare eloquenza il dinamismo profondo della vocazione alla vita consacrata: “Come è bello restare con Te, dedicarci a Te, concentrare in modo esclusivo la nostra esistenza su di Te!”. In effetti, chi ha ricevuto la grazia di questa speciale comunione di amore con Cristo, si sente come rapito dal suo fulgore: Egli è il «più bello tra i figli dell'uomo» (Sal 45 [44], 3), l'Incomparabile”. E per Lui vale la pena dunque spendersi totalmente! 

Naturalmente non mancano nella nostra quotidianità fatiche e tristezze; così come  anche noi frati facciamo i conti con mediocrità e opacità legate ad una umanità pur sempre debole e povera e pertanto la "lotta spirituale" contro le passioni e le seduzioni del mondo è parte integrante del nostro vissuto. Questo però rivela ancor di più la luminosità della vocazione religiosa francescana che abbiamo assunto e che costituisce ogni giorno, per ciascun frate, un impegno e un traguardo stupendo da raggiungere... con l'aiuto del Buon Dio e.... anche della vostra preghiera...  per la quale vi ringraziamo e che ricambiamo! 

Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. 
frate Alberto (fra.alberto@davide.it)


Gioia e bellezza della Vita  Francescana
San Francesco venne al mondo con naturale disposizione alla gioia. La grazia non soffocò ciò che la natura in lui aveva realizzato, anzi la elevò.
  • Già il primo richiamo ad essere cavaliere di Cristo fece germogliare nel suo cuore una tale gioia che «non poteva contenersi» (1Cel 7).Quanto più il disegno di Dio prendeva forma, più viveva il suo amore per Cristo, curando i lebbrosi, ricostruendo le chiese in rovina e infine abbandonando ogni terrena proprietà, tanto più aumentava la sua gioia in Dio.
  • L'altissima povertà, abbracciata liberamente per amore di Cristo, fu per lui una fonte inesauribile di purissima gioia. «Tanta era la loro gioia, che pareva avessero scoperto un magnifico tesoro nel podere evangelico della signora Povertà, per amore del quale si erano generosamente e spontaneamente sbarazzati di ogni avere materiale, considerandolo alla stregua dei rifiuti» (3Comp 33).
  • La preghiera era per lui sorgente di santa gioia. «Evitava con la massima cura la malinconia, il peggiore dei mali, tanto che correva il più presto possibile all'orazione, appena ne sentiva qualche cenno nel cuore» (2Cel 125). Anzi tutto quello che vedeva e udiva lo disponeva alla preghiera gioiosa. «Esulta di gioia in tutte le opere delle mani del Signore, e attraverso questa visione letificante intuisce la causa e la ragione che le vivifica» (2Cel 165). Né le malattie, né le sofferenze riuscirono mai a togliere a Francesco la serenità d'animo.
  • La gioia di Francesco era spirituale; la scoperta di un Dio che ti fa abitare nel suo amore, e che lo stesso amore tra il Padre e il Figlio è anche per te. Gioia da Dio e in Dio. «Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia perfetta» (Gv 15,9.11). «Beato quel religioso che non ha giocondità e letizia se non nelle santissime parole e opere del Signore e, mediante queste, conduce gli uomini all'amore di Dio con gaudio e letizia. Guai a quel religioso che si diletta in parole oziose e frivole e con esse conduce gli uomini al riso» (Amm 20).
  • Ciò che è materiale può stimolare la gioiosa elevazione dello spirito a Dio. Di qui il suo amore per il canto e per la musica. Gli inni e i canti da lui composti, le «Lodi di Dio Altissimo», «il Cantico delle creature», «La salutazione della Beatissima Vergine Maria», il «Sanctus», sono testimonianze della sua anima innamorata e piena di gioia nel Signore. "Nel canto dello spirito procedette da questa vita all'eternità" (1Cel 109).
  • San Francesco voleva che i frati nel loro stare insieme, nella fraternità,  ricalcassero la sua gioia spirituale. «Si guardino i frati dal mostrarsi tristi di fuori e rannuvolati come gli ipocriti, ma si mostrino lieti nel Signore, ilari e convenientemente graziosi» (2Cel 128). Una volta, avendo notato che un suo compagno aveva un volto triste, gli disse: «Il servo di Dio non deve mostrarsi agli altri triste e rabbuiato, ma sempre sereno. Ai tuoi peccati, riflettici nella tua stanza alla presenza di Dio piangi e gemi. Ma quando ritorni dai frati, lascia la tristezza e conformati agli altri» (2Cel 128). La gioia era veramente il clima caratterizzante il primo nucleo francescano: gioia nella povertà, gioia nella preghiera, gioia nella natura, gioia nella fraternità. Nessun peso è tanto grave da poter opprimere la nostra gioia. 
  • Per i figli di Dio c'è un solo motivo di tristezza: il peccato. (cf. Amm 11). E anche qui c'è ancora a nostra consolazione la grazia di Dio che è più forte della nostra debolezza (cf. 1Gv 1,3).
San Francesco sapeva che l'uomo ha bisogno della gioia, … la santa gioia in Dio è il sostegno contro il desiderio di cercare la felicità altrove. E i suoi frati dovevano essere «i lieti giocolieri del Signore, che devono sollevare i cuori degli uomini e condurli alla gioia spirituale» (Spec Perf 100).
Tempo fa, un cantante italiano stornellava di “voler dare un senso alla sua vita…, alla sua storia…”,ma tutto gli sembrava di “non aver senso”. Triste conclusione di un uomo che oscilla tra la nostalgia di pienezza e la disperazione di chi non ha via di uscita…!
Non è così! C'è un uomo che salva dalla condanna del “non senso”: è Gesù! Ti chiama amico e ti invita alla sua mensa; colui che un giorno invitò un giovane ricco a individuare il senso, il valore “della sua giovinezza”,… questo tale se ne andò col volto triste.
Auguro a te, carissimo lettore, chiunque tu sia e qualunque sia la tua età, di scoprire lo sguardo di Gesù e di sentirne tutta la ricchezza come ha fatto San Francesco.

fra Angelo
Govani frati..in allegria.. 

mercoledì 2 agosto 2017

Assisi, 2 agosto: tutti alla festa del perdono

Cari amici, il Signore vi dia pace.
Come ogni anno, il 2 agosto, la Basilica di Santa Maria degli Angeli della Porziuncola, in Assisi, accoglie migliaia di pellegrini (moltissimi sono i giovani) che vi giungono da tutta l’Italia come da molti altri paesi, per ottenere l’Indulgenza della Porziuncola o del “Perdono di Assisi”. La grande Basilica (sec. XVI e XVII) racchiude, come uno scrigno, un tesoro prezioso: l'umile chiesetta dedicata alla vergine Maria, nostra Signora degli Angeli. 
  • Qui (1211) si stabilì San Francesco con i suoi primi compagni, dopo la loro cacciata dal “Tugurio di Rivotorto”, sede della primitiva esperienza di fraternità e comunità francescana (dal 1208-1210). 
  • A Santa Maria degli Angeli, Francesco fu sempre legatissimo arrivando a dire che se i frati vi fossero stati cacciati, vi avrebbero dovuto rientrare ad ogni costo.
  • In questa medesima chiesa, accolse S. Chiara nella notte delle Palme del 1211, dando così origine all’Ordine delle Povere dame (Clarisse). 
  • In questo luogo santo, Francesco accolse sorella morte la sera del 3 ottobre 1226.
  • Secondo un’antica tradizione che risale al 1216, nella Porziuncola, ai piedi dell’immagine della madre di Dio, lo stesso Gesù Cristo, apparendo a san Francesco, gli concesse il dono della straordinaria Indulgenza del Perdon d’Assisi.
Sebbene le più antiche cronache francescane del sec. XIII, non ne facciano menzione, nè esista uno scritto ufficiale della cancelleria romana del tempo, la Chiesa ha riconosciuto e ampliato nei secoli questa opportunità straordinaria, questa “porta sempre aperta” per ricevere il perdono e la misericordia di Dio.
L'aspetto più importante e consolante del "Perdon d'Assisi" è la grande utilità spirituale per i fedeli, stimolati, per goderne i benefici, alla confessione e alla comunione eucaristica. Confessione, preceduta e accompagnata dalla contrizione per i peccati compiuti e dall'impegno a emendarsi dal proprio male per avvicinarsi sempre più allo stato di vita evangelica vissuta da Francesco e Chiara. L'evento del Perdono della Porziuncola resta pertanto una manifestazione della misericordia infinita di Dio e un segno della passione apostolica di Francesco d'Assisi.

COME SAN FRANCESCO CHIESE ED OTTENNE 
L'INDULGENZA DEL PERDONO
Una notte dell'anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l'altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore! Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: "Santissimo Padre, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe". "Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza". E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: "Per quanti anni vuoi questa indulgenza?". Francesco scattando rispose: "Padre Santo, non domando anni, ma anime". E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: "Come, non vuoi nessun documento?". E Francesco: "Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l'opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni". E qualche giorno più tardi insieme ai Vesovi dell'Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: "Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!". (FF 3391-3397)

CONDIZIONI PER RICEVERE L'INDULGENZA PLENARIA 
DEL PERDONO DI ASSISI
       (per sè o per i defunti)
Tale indulgenza è lucrabile, per sè o per le anime del Purgatorio, da tutti i fedeli quotidianamente, per una sola volta al giorno, per tutto l'anno in quel santo luogo e, per una volta sola, da mezzogiorno del 1° Agosto alla mezzanotte del giorno seguente, oppure, con il consenso dell'Ordinario del luogo, nella domenica precedente o successiva (a decorrere dal mezzogiono del sabato sino alla mezzanotte della domenica), visitando una qualsiasi altra chiesa francescana o basilica minore o chiesa cattedrale o parrocchiale.
 Le condizioni per acquistare il Perdono sono quelle prescritte per tutte le indulgenze plenarie e cioè:
Confessione sacramentale per essere in grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti);
Partecipazione alla Messa e Comunione Eucaristica;
Visita alla chiesa della Porziuncola (o un'altra chiesa francescana o chiesa parrocchiale), per recitare alcune preghiere. In particolare:

Il CREDO, per riaffermare la propria identità cristiana;
Il PADRE NOSTRO, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo;
UNA PREGHIERA SECONDO LE INTENZIONI DEL PAPA (ad esempioPadre nostroAve MariaGloria al Padre), per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice



S. ANTONIO E S. MARIA REGINA DEGLI ANGELI
Sant'Antonio di Padova, francescano della prima ora e contemporaneo di san Francesco,  parla e scrive molto sulla devozione a Santa Maria degli Angeli. Vi rimando per questo al bellissimo post di un mio caro confratello qui alla basilica, fr. Alessandro (vedi in: Cantuale Antonianum).