giovedì 7 gennaio 2016

Pillole vocazionali (6) - Come si verifica una vocazione religiosa?

Pace a voi,
cari amici in ricerca in e in ascolto dei desideri del Signore.
Ecco di seguito, in vari post (questo è il sesto), alcune indicazioni vocazionali "in pillole". Resto a disposizione per ogni ulteriore chiarimento o approfondimento. Vi benedico.
Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto 
(fra.alberto@davide.it)
In cammino....
Da quali "segni" si verifica una vocazione religiosa autentica?

Un padre spirituale e un gruppo
Un passo assolutamente necessario per avviare ogni discernimento, come ho più volte scritto, è l'incontro e il dialogo e l'accompagnamento personale con una guida spirituale: senza, non si va da nessuna parte! Poi è molto importante un gruppo di riferimento come il Gruppo san Damiano, per un cammino insieme anche ad altri ragazzi.
Ma la verifica interiore da compiere qual'è? Come ci si muove ? Ecco alcune linee orientative:

La gratuità della chiamata
Prima di tutto va tenuto presente che la vocazione non è mai un diritto o un merito o un premio individuale da accampare, ma è un Dono dall'Alto, è un invito gratuito del Signore, che nasce nella Chiesa e dalla Chiesa va verificata ed è PER la Chiesa e il Regno di Dio! Quando manca questa consapevolezza e vi è il pensiero di ottenere qualche cosa ritenuto come dovuto e solo in vista della propria autorealizzazione, si è già fuori strada.
La prima verifica da porre in atto con i formatori e le guide preposte è dunque se ci sono questi segni divini, se questo desiderio ha in sè qualche cosa di genuino ed unico, di autenticamente originale, che non ci si è dati da soli; se c'è un'autentica passione e attrazione  per il Signore Gesù e il suo Regno!

La stabilità spirituale 
Va quindi approfondita la dimensione  e la maturità della vita spirituale. Spesso per es. si confonde la vocazione con una conversione; ma una cosa è tornare a Dio, altro è una consacrazione religiosa! Serve poi una certa stabilità nella propria vita spirituale, anche se ci possono essere ancora delle lotte interiori dovute ad una maturità spirituale da formare e ancora grezza; questo può significare che non c'è una vera conversione o che è avvenuta da poco o da pochissimo. Significa vedere per es. se ci sono strane devozioni (e magari non si partecipa alla messa!!); se davvero si offre a Dio il giusto posto nella propria vita; se è presente una fede attiva nella Chiesa Cattolica così com’è stata fondata da Cristo, nei suoi dogmi e nelle sue verità, ecc ( e non una Chiesa fondata a proprio piacere!!).

Una motivazione più alta
Questo significa che guardando alla propria vocazione si è motivati da qualcosa di più che non la convenienza umana o l’ambizione personale ma un desiderio di salvare anime, di usare la propria vita nel modo che più piace a Dio, di portare agli altri la misericordia di Dio, essere più preoccupati per quello che si è chiamati ad essere che non a quello che si è chiamati a fare. 

La maturità umana
La vocazione si verifica anche nella nostra umanità ed ha a che fare  con una necessaria solidità e maturità della persona in tutti i suoi aspetti : fisico, psichico, intellettuale, morale ( in rapporto naturalmente alle diverse età di ciascuno).

La salute fisica
Per es. significa una normale salute fisica che non precluda la possibilità di assolvere i compiti che si intravedono legati alla scelta. 

La salute psichica e morale
Ma anche significa possedere una normale salute psichica, libera di fobie e ossessioni o disturbi o nevrosi... per potersi mettersi a servizio del prossimo con libertà e autenticità. Significa una sana e limpida affettività e gestione della propria sessualità, una stabilità emotività, una buona integrazione dei propri limiti. Significa un animo retto, senza vizi latenti o doppie vite; significa una volontà di bene. Quanti problemi e scandali purtroppo soni nati nella Chiesa perchè non si è valutato con attenzione queste dimensioni!! 

La salute intellettiva
Significa buona capacità di lavoro e responsabilità di fronte agli impegni! Significa una necessaria capacità intellettiva e una formazione culturale in base a quanto sarà utile: il religioso è del resto sempre una guida e un riferimento per molti... e deve essere formato e in grado di prepararsi.

La docibilitas
Naturalmente a nessuno è chiesto di essere già "superman" o un "superoe". Anzi! Ciascuno di noi sa, nella propria vita, di essere sempre parziale e fragile, sempre in cammino, perennemente in ricerca e in conversione. E questo vale anche nel discernimento vocazionale. Un atteggiamento fondamentale sarà però la "docibilità" (che non è la sottomissione!!), ma la disponibilità a mettersi in discussione, a lasciarsi correggere, a fare un percorso se serve di guarigione e di accettazione di sè e dei propri limiti. "Docibilità" è anche il fidarsi di chi ci accompagna, lasciarsi guidare e consigliare. "Docibilità" è accettare di avere bisogno degli altri e di non sentirsi perfetti o comunque " a posto", è confrontarsi con una Comunità di fede.. "Docibilita'" è affidarsi alla Parola del Signore e alla sua Volontà; è sentirsi sempre in cammino seguendo Gesù!


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