martedì 30 giugno 2015

L'arte di vivere in pienezza - Esercizi spirituali per giovani

SENTIRE E GUSTARE...
l'arte di vivere in pienezza
ESERCIZI SPIRITUALI PER GIOVANI
(max 30 anni)
Per imparare a pregare e discernere sulle tracce di S. Ignazio di Loyola 


Dove: Cenacolo di Montauto - 52031 Montauto di Anghiari (Ar)
Quando: Dalla sera di lunedì 10 agosto, alla mattina di domenica 16 agosto 2015.
Con chi: p. Giuseppe Riggio sj; sr Luisa Curreli rc; sr Maurizia Sosio rc
Cosa portare: Bibbia, materiale per scrivere, strumenti musicali.
Info e iscrizioni 
p. Giuseppe : riggio.g@gesuiti.it - 02 863521 ;
sr Maurizia: mauriziasosio@laposte.net - 06 35420051


Cari amici, cari giovani, il Signore vi dia pace.
Già tempo fa vi avevo indicato per l'estate alcune possibilità (in Assisi) per allargare gli orizzonti dello spirito, prendersi cura di sè e del proprio percorso di ricerca umano e cristiano e vocazionale. Vi segnalo oggi anche un'altra opportunità offerta da una bella comunità di suore in un luogo davvero unico (un antico convento cappuccino sulle colline toscane). Si tratta della Comunità del Cenacolo di Montauto (Ar) presso cui all'inizio dell'anno ho vissuto anch'io una settimana di esercizi spirituali, con un gruppo di giovani frati che seguo nel loro cammino formativo. Nel "taglio" e nel metodo della loro proposta, le suore del Cenacolo si rifanno all'esperienza di S. Ignazio di Loyola e per l'appunto ai suoi famosi "esercizi spirituali".  Vale a dire, un contatto approfondito con la Parola di Dio, un confronto personale con una guida, spazi di silenzio e preghiera in vista di un discernimento di vita, di un rinnovamento e di una rinascita interiore. Un tempo dunque di grazia per ascoltare il Signore, verificare e purificare il proprio cuore, ripartire.
La proposta mi pare particolarmente adatta a quei giovani che si interrogano sulla loro vita, per chi deve prendere decisioni o ricerca orientamenti di senso, per chi necessita fare verità, per chi desidera nel silenzio un incontro profondo con il Signore e se stesso....o forse più semplicemente per chi vuol vivere un'intensa esperienza spirituale che lo sosterrà e guiderà per i prossimi mesi...
Anche se non si tratta dunque di un percorso "francescano"(come solitamente vi indico), mi piace proporlo e incoraggiarlo per la sua bellezza e ricchezza.
Provare per credere! Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto(fra.alberto@davide.it)


Alcune immagini del Cenacolo


lunedì 29 giugno 2015

La vocazione cristiana...una chiamata d'amore


La vocazione cristiana 
è anzitutto una chiamata d’AMORE 
che attrae e rimanda oltre se stessi, 
decentra la persona, 
innesca un Esodo permanente.

Papa Francesco

domenica 28 giugno 2015

La storia di Marco - Prendere il volo

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace. Sono davvero molti e misteriosi e spesso inaspettati i modi in cui Dio si rivela a ciascuno di noi e ci mostra la via da seguire nella nostra giovinezza, per il nostro futuro. Questa è la storia di Marco e di una rinascita, di una riscoperta del dono della fede che ha riempito il vuoto esistenziale manifestatosi nel corso dello svolgimento di un servizio volontario. Un percorso a tappe verso la “chiamata”, la "vocazione", la "strada" con cui dare "senso" alla vita. Vi benedico augurandovi un'altrettanta apertura di cuore ai segni dello Spirito che sempre soffia nonostante noi. Buona domenica. Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


La storia di Marco
Il lavoro in una clinica di Linz e l’incontro con un medico libanese
Marco, della provincia di Torino, ha 26 anni. Dopo la specializzazione in pediatria, come tanti suoi colleghi, ha cominciato a proporsi a diversi ospedali, del Nord Italia ed anche all’estero. Alcuni abboccamenti, niente di concreto. Qualche guardia medica e nessuno spiraglio. Fino a quando la Clinica per bambini di Linz, in Austria, gli invia una richiesta di colloquio. Panico. E come si fa con la lingua tedesca? Solo un mese di tempo a disposizione per una infarinatura necessaria a rispondere alle prime domande di rito. Contattata una insegnante di madre lingua tedesca, via alla full immersion.
Alla data fissata, Marco si presenta a Linz con un concreto timore di non poter essere all’altezza. Dopo il colloquio, avvenuto in un tedesco abbastanza stentato, l’attesa notizia di un contratto di dodici mesi per specializzarsi. È entusiasta. Comincia una nuova vita. Durante la sua permanenza a Linz, Marco conosce un medico libanese, anche lui pediatra, anche lui a Linz per specializzarsi, che lo invita ad aderire ad un progetto di cooperazione internazionale, in una struttura sanitaria per bambini, nei campi profughi.
L’esperienza nella struttura sanitaria con i piccoli profughi libanesi
L’invito è allettante; l’esperienza gli avrebbe permesso di ampliare il campo delle specializzazioni pediatriche e poi il contratto con la clinica di Linz era in scadenza. Decide di partire per Beirut. È stata una scelta fatta senza riflettere – ci racconta Marco – avevo bisogno di proseguire il mio percorso senza le interruzioni che mi avrebbero portato a qualche precarietà. Sapevo di andare in un ambiente con alcune problematiche, ma il fatto di trovarmi insieme ad altri giovani di diversi paesi europei, mi tranquillizzava. L’attività impegnava tutta la giornata attraverso il servizio in diversi presidi sanitari che andavano dalla prevenzione alla cura di diverse malattie che affliggevano molti bambini. La sera si era abbastanza stanchi e i momenti personali erano davvero limitati. Cominciai ad avere qualche dubbio sulla scelta fatta, anche se il lavoro era gratificante sotto ogni punto di vista”.
La scoperta del vuoto
Molte sono state le situazioni in cui mi sono ritrovato da solo a fare delle scelte che incidevano sulla sopravvivenza o meno di bambini. E di fronte a queste situazioni, ho scoperto di non avere risorse interiori necessarie per affrontare problemi in cui era in gioco la vita”. Era la scoperta di un vuoto a cui Marco avrebbe dato una risposta qualche tempo dopo.
Il volo
Una sera mentre rientrava nella sua stanza, vide un suo collega svizzero che seduto sul letto leggeva intonando i salmi. Si fermò ad ascoltare e quegli, vedendolo, con un cenno della mano lo invitò ad entrare. Da quella sera Marco partecipò, balbettando i salmi insieme al collega. Avevo scoperto uno spazio di pace, di tranquillità – spiega Marco – improvvisamente avvertivo che le fatiche del giorno, con i suoi pesi e le sue responsabilità, erano alleggerite ed anch’io assaporavo una strana leggerezza. Lo confidai ad Antoine e lui mi disse: “Marco non fare resistenza, prendi il volo. È il momento di dare ascolto al tuo cuore”. Rimanemmo in silenzio per diverso tempo e quando lo salutai avvertii uno stato di benessere di cui non so spiegare. Cosa mi succedeva? Cominciai a ritagliarmi dei piccoli tempi durante la giornata e rimanevo ad interrogare il cuore sulle situazioni che stavo vivendo, con le mamme che incontravo preoccupate per la salute dei propri figli. E ad ognuna riservavo attenzione, accoglienza, pazienza più di prima. Sentivo il cuore che si apriva per farsi inondare di carità. Da quel momento ho preso il volo perché Qualcuno mi aveva chiesto di volare alto, ed ho scoperto parole come fede, speranza, amore. Dove mi condurrà questo volo? Quale sarà l’approdo? Spero che siano i campi fertili di Dio dove matura la nuova vita per sempre”.


autore: Michele Pignatale
link utile: www.donboscoland.it

mercoledì 24 giugno 2015

Fra Daniele - Come e perché sono diventato frate

Cari amici in cammino e in ricerca, il Signore vi dia pace.
Vi propongo oggi la storia vocazionale di un giovane frate. Si tratta di fra Daniele (29 anni), che conobbi ad Assisi alcuni anni fa quando ancora non era consacrato, ma semplicemente uno studente in giurisprudenza (di Prato), pieno di tante domande e dubbi come voi. Ora, dopo un lungo cammino che l'ha condotto a vestire l'abito francescano, sta compiendo gli studi di teologia proprio in Assisi. Al riguardo non posso non ricordare a ciascuno di voi "in ricerca" l'appuntamento della Settimana Vocazionale che si terrà sempre in Assisi nel prossimo agosto (dal 17 al 22).  Vi invito ad iscrivervi per tempo: ne vale davvero la pena! Vi chiedo anche di pregare per fra Daniele, che ringraziamo per la sua testimonianza, e per tutti i giovani frati in formazione nei nostri seminari. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.  
Fra Alberto (fra Alberto@davide.it)


La storia vocazionale di Fra Daniele
Ciao a tutti mi chiamo fra Daniele, ho 29 anni e vengo da Prato. E’ sempre difficile parlare della propria storia ma è anche emozionante perché sei chiamato a ricordare, a fare memoria di tante cose che mi portano al rendimento di grazie al Signore. Sì, perché come San Francesco scrive nel Testamento "il Signore mi dette, il Signore mi donò.."; anch’io non posso che ammettere che questa non è solo la mia storia ma la storia che Dio ha fatto con me. Diciamo subito che come molti altri non avrei mai pensato di farmi frate!
Dopo le superiori, nel 2005, avevo intrapreso gli studi in Giurisprudenza a Firenze, con l’intenzione di realizzarmi nell’ambito delle professioni legali, non immaginando mai che il buon Dio invece avesse da propormi la professione religiosa! Tutto è cominciato nel lontano 2004 quando con la mia famiglia ci trasferimmo dai miei nonni; ma non fu solo un cambiamento di casa: il buon Dio mi cambiò la vita! Da quel periodo, infatti, grazie soprattutto ad alcune nuove amicizie, con l’aiuto del Signore si risolsero alcune tensioni che mi portavo dagli anni dell’adolescenza. Anzi. Tante situazioni cominciarono a mutare in modo inaspettato nella mia vita e in senso molto positivo. Ricordo molto bene come, sebbene avessi smesso di frequentare la Chiesa dopo la Cresima, mi sia sentito portato ad attribuire al Signore tutto questo; e da ciò è nato un grande senso di gratitudine verso di Lui per quello che aveva fatto per me. Ed è con questo senso di riconoscenza e gratitudine che arriva il punto decisivo di questa storia: il Luglio del 2007 quando, all’interno di un campo estivo con i bambini della mia Parrocchia in cui ero presente come aiuto animatore, avvertii per la prima volta una sensazione particolare, alcuni pensieri “strani” che mi accompagnarono per tutti quei giorni e che mi portarono a rivolgere al mio parroco la classica domanda: "Don, scusa, come si fa a capire se uno ha la vocazione?”. Glielo chiesi molto ingenuamente come se si potesse rispondere a questa domanda con una battuta. Con lui entrai dunque in discernimento vocazionale, per comprendere se ciò che stavo cominciando a percepire fosse una qualche “chiamata particolare”. Ma il Signore, che ha un cammino per ciascuno, neppure un mese dopo mi portò ad Assisi dove conobbi per la prima volta i Frati Minori Conventuali, nell’ambito di un campo estivo per giovani organizzato dal Centro di Pastorale giovanile e vocazionale presso il Sacro Convento. Ironia del Signore: a Prato erano presenti sia i Frati Minori sia i Frati Minori Cappuccini ma non i Conventuali! 


L’incontro mi colpì molto e lasciò nel mio cuore una nuova, ulteriore inquietudine che mi spinse a conoscere i frati in Toscana per verificare se la mia fosse stata una vocazione al sacerdozio o alla vita religiosa. Nel 2008 decisi così, d’accordo con il mio parroco di terminare il mio discernimento in diocesi e di proseguirlo con i frati. Al termine del mio percorso universitario insieme ai frati prendemmo la decisione di fare il gran passo: un mese dopo la laurea nel 2010, entrai in Postulato a Osimo, presso il Santuario di San Giuseppe da Copertino. Nel 2012 assieme ai miei fratelli di Postulato ho iniziato l’anno di Noviziato presso il Sacro Convento di Assisi al termine del quale abbiamo emesso la nostra professione religiosa, consacrando la nostra vita alla sequela del Signore Gesù Cristo nella via tracciata da San Francesco. In questi anni il Signore mi ha donato la grazia di vivere vicino a lui; attraverso la formazione e la preghiera Francesco ha voluto aprirmi alcuni segreti del suo cuore: un cuore di “madre”, di fratello, un cuore di riconciliazione, di fede e di misericordia, bruciante d’amore e passione per Dio e per i fratelli, desideroso in ogni momento di discernere la volontà del Padre celeste. Oggi sono al secondo anno di studi in Filosofia e Teologia e che dire? Guardandomi indietro posso davvero vedere e cantare la Misericordia del Signore nella mia vita. Sempre dal Lui mi sono sentito guidato, accompagnato, amato, accettato anche quando io mi scoraggiavo e sempre più mi scoprivo infedele e peccatore. Tutto è stato dono su dono fino al grande dono della professione religiosa. Non posso fare altro che ringrazialo e chiederGli la grazia che la mia vita possa essere un grande “grazie”, facendo di essa un dono a Lui e ai fratelli.
E con le parole del serafico Padre Francesco: “Onnipotente, santissimo, altissimo e sommo Iddio, che sei il sommo bene, tutto il bene, ogni bene, che solo sei buono, fa che noi ti rendiamo ogni lode, ogni gloria, ogni grazia, ogni onore, ogni benedizione, e tutti i beni. Fiat. Fiat. Amen”.

fra Daniele
(vedi blog : frati in cammino- Assisi)

Il giorno della Professione religiosa

mercoledì 17 giugno 2015

Che significa vivere in castità?


Che significa vivere IN CASTITA'...
durante il fidanzamento, nel matrimonio, nella vita religiosa e consacrata?
Ecco una risposta che mi piace:  
AMARE GRATIS !

lunedì 15 giugno 2015

Prete diocesano o frate francescano?

Pace e bene cari amici in ricerca e in cammino vocazionale. 
Ogni giorno su questo tema della scelta di vita, ricevo moltissime lettere e mail e devo dire, che questo non mi stupisce: la questione infatti del senso e la direzione da dare alla propria esistenza, così come il tema della vocazione è cruciale per ogni giovane. Vi presento oggi la domanda di Enrico (25 anni, studente). Il suo interrogativo è : sono chiamato a diventare prete diocesano o frate francescano? Mi auguro che questa nostra corrispondenza possa servire anche ad altri in ricerca. Vi benedico . Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. 
frate Alberto


ENRICO domanda: 
Sono Enrico, un giovane di (...), ho 25 anni; studio fisica alla Cattolica. Grazie alla mia famiglia che mi ha educato nella fede e al buon esempio del mio parroco ho sempre operato in parrocchia (animatore, catechista..) che vedo come la mia seconda casa. Da qualche mese (dopo tante resistenze interiori) sono seguito dal mio sacerdote per un discernimento vocazionale. A ottobre mi ha proposto di iniziare il cammino in diocesi. Mi ha però molto entusiasmato un recente ritiro spirituale vissuto ad Assisi, per alcune bellissime testimonianze di giovani frati (a S. Maria degli Angeli, alla basilica di San Francesco, a san Damiano), per i luoghi mistici visitati, per l'emozione fortissima (è dire poco!) sperimentata alla tomba di san Francesco, nella cripta. Da quando sono rientrato a casa, sono sincero, non penso che ad Assisi. E se fossi chiamato a diventare frate? E' una domanda che non mi ero mai posto e che ora spesso appare! Era già difficile per me capire se dovevo diventare prete e ora mi trovo ancora più incasinato! Che devo fare? Grazie e preghi per me! Enrico

Assisi: in dialogo sul porticato del Sacro Convento
FRATE ALBERTO risponde
Caro Enrico, grazie per la fiducia: un grande dono!
Prima di tutto, mi sembra di capire che in te ci sia un genuino desiderio di ricerca e anche di metterti in gioco per comprendere la volontà del Signore per la tua vita. Questo è molto bello e non è per nulla scontato! 
In secondo luogo è molto importante e utile per te che tu abbia già un riferimento e una guida spirituale : senza un accompagnamento non si fa nessun discernimento. 
Circa il dilemma che sta nascendo in te, dopo la visita in Assisi, be, un poco non mi stupisce. Assisi è sempre infatti "seducente". Al riguardo ti consiglio di lasciar decantare un poco gli entusiasmi e di continuare invece con pazienza il tuo cammino e la tua ricerca alla luce della parola di Dio, nella preghiera e nel dialogo schietto con il tuo sacerdote. Della serie: "se son rose fioriranno"!!! 
Nel frattempo puoi invece approfondire e comprendere meglio le specificità dei due carismi e dei due orientamenti (simili, ma anche tanto diversi). Vedi al riguardo, anche un nostro precedente post sulla differenza fra i preti e i frati ; leggi magari una vita di san Francesco e così conoscerne meglio la figura ( molto bella è: Nostro fratello d'Assisi - Ignazio Larranaga- ed. Messaggero s. Antonio -Pd). Per la vita del prete diocesano certo il tuo parroco saprà darti maggiori consigli del sottoscritto. 
Per un discernimento più vero e serio, qualora dovesse permanere questa attrazione francescana in te, sarà importante vivere più avanti delle esperienze anche di comunità (passando qualche giorno per es. in convento). La vita del frate, infatti, è sempre segnata dalla dimensione della fraternità e dalla condivisione tra fratelli uniti da un comune ideale (non così i diocesani) e questa specificità (che non è per tutti) va conosciuta e vissuta. Riguardo a quest'ultima indicazione, noi frati francescani proponiamo ai giovani anche il cammino del Gruppo san Damiano, mentre certo in diocesi troverai percorsi diversi.
Anche l'estate potrà essere un tempo propizio per un discernimento. Ad Assisi ( alla basilica di san Francesco) vi sarà, in agosto, una settimana vocazionale molto bella, così come in diocesi troverai di sicuro, occasioni per crescere e capire il tuo orientamento. 
In ogni caso almeno in questa fase di confusione ti consiglio soprattutto di "stare con il Signore". Sarà Lui a suggeriti la strada a suscitare nel tuo cuore una via buona per te. Ascolta dunque il tuo cuore!! Ti benedico e incoraggio. fra Alberto

sabato 13 giugno 2015

Il pane di sant'Antonio

Il pane di sant'Antonio
Sabato 13 giugno 2015
Sant’Antonio da Lisbona e di Padova

"Tommasino è un bimbo di venti mesi che vive a Padova proprio negli anni in cui si stava costruendo la Basilica in onore di Sant’Antonio. Un giorno la mamma, molto indaffarata, lo lascia da solo in cucina e lui, preso dalla voglia di scoprire il mondo, prende di mira il secchio pieno d’acqua e ci finisce dentro a testa in giù. La mamma lo trova morto. Urla, ma non si dispera. Invoca l’aiuto del Santo e fa un voto: se potrà stringere ancora tra le braccia il suo bambino, donerà ai poveri tanto pane quanto pesa Tommasino. E così fa, perché il bambino torna in vita."

E’ questo episodio che, secondo la tradizione, ha dato origine al "pane di Sant’Antonio", pane che ha il sapore della gratitudine verso il Cielo e della carità verso i poveri. Anche oggi quanti donano nel nome di S. Antonio permettono a lui e a noi suoi frati di raggiungere tante situazioni di bisogno, così che "il pane di Sant'Antonio" continua a sostenere tanti poveri. 

Al riguardo ecco un bel video su un progetto della "Caritas Antoniana" per una scuola e una piantagione in Indonesia. Così noi frati della Basilica di sant'Antonio di Padova cercheremo di dare un futuro ai bambini orfani e abbandonati di Bandar Baru e Tiga Juhar nell'Isola di Sumatra. Vogliamo dare loro istruzione, con la costruzione di una scuola superiore, e poi lavoro, con l'avviamento di una piantagione di salak, una palma da frutto molto apprezzata. 



Il pane è dunque uno di segni dell’identikit di S. Antonio.  E’ segno dell’alimento base, diritto di ogni uomo, e della condivisione, richiamo forte all’eucarestia, alla vita donata di Gesù.
Nelle chiese francescane e presso la basilica di Sant’Antonio viene distribuito in giorni importanti, come quelli della ‘tredicina’ (i tredici giorni che preparano la festa del Santo) per ricordare la vita del Santo, la sua attenzione al grido dei poveri, nella memoria del gesto di Gesù. E per cercare di fare altrettanto: spezzare il pane per creare fraternità e condivisione con chi è nel bisogno.

Sant’Antonio, santo innamorato della parola di Gesù, della vita delle famiglie, ed attento a chi è nel bisogno, ci aiuti a vivere da cristiani che uniscono fede e pane, vangelo e carità!
Il suo esempio e la sua intercessione suscitino nel cuore di tanti giovani in ricerca il desiderio e l'ardore di seguire il Signore, come sacerdoti e frati e missionari francescani. E' bello, affascinante e divino che ancora qualcuno, alla maniera di Gesù e di sant'Antonio, prenda fra le sua mani un buon pane...lo spezzi....e lo condivida... così che tutti possano mangiarne a sazietà.
A tutti voi e ai vostri cari, un saluto e  un ricordo presso la tomba del Santo.
Buona festa di S. Antonio! I vostri frati
da spezzare e...

e condividere...

martedì 9 giugno 2015

"Notte di Miracoli" alla basilica del Santo

NOTTE DI MIRACOLI 
con Antonio da Gesù
Una serata con la basilica aperta e il Santo dedicato...a tutti i giovani:
per uno sguardo, una preghiera, una benedizione...


Cari giovani amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace. 
Qui alla Basilica del Santo a Padova si avvicina un momento emozionante ed intenso in preparazione alla festa di Sant'Antonio: si tratta della "Tredicina dei Giovani", con la serata del 11 giugno ad essi interamente dedicata.

La Basilica resterà, infatti, aperta dalle 21,00 alle 24,00 per un attimo di pace, per una benedizione personale, per l'affidamento dei propri studi e dei propri affetti...per la preghiera e l'adorazione. Un'occasione per fermarsi, per ripartire per chiedere sostegno e guida... In particolare, alcuni gesti forti saranno proposti ai giovani presso la tomba del Santo , così da invocare su di essi tutta la potenza di santità e benedizione e protezione che S. Antonio sa elargire con la sua intercessione presso il Signore Gesù.


Nella Notte di miracoli‬ sant'Antonio, i suoi frati e i suoi giovani saranno tutti impegnati nella preghiera‬, nell'‪accoglienza‬, nell'‪annuncio‬ per i giovani che vorranno approfittare di questa notte speciale!! Antonio è qui, è giovane, è vivo... e vi aspetta!
I vostri frati




Preghiera che si recita presso la tomba del Santo 

O caro S. Antonio, eccomi vicino alla tua tomba benedetta.
Sono venuto a pregarti spinto dalla mia necessità 
e fiducioso nella tua bontà compassionevole che tutti sa consolare. 
Renditi mio intercessore presso Dio; 
parla tu, in mio nome, al Padre delle misericordie, 
e ottienimi la grazia di cui ho particolarmente bisogno...

So che la mia fede è debole; ma tu, che possedesti questa virtù in modo mirabile 
e la suscitasti con la predicazione nelle folle, ravvivala in me e rendila più forte e pura; 
tu che conducesti una vita evangelica, aiutami a rendere più cristiana la mia, 
in modo da essere figlio degno del Padre che è nei cieli.

O S. Antonio, vieni in soccorso della mia debolezza, 
tenendo lontane le malattie e i pericoli dell'anima e del corpo; 
aiutami a riporre sempre la fiducia in Dio, specialmente nei momenti della prova e del dolore. Benedici il mio lavoro, la mia famiglia, i tuoi devoti sparsi nel mondo e qui spiritualmente presenti: ottieni a tutti la bontà del cuore verso i poveri,e i sofferenti.

O mio protettore, rispondi alla fiducia 
che ho sempre riposto nella tua intercessione presso Dio.

lunedì 8 giugno 2015

ASSISI. 17-22 Agosto 2015. SETTIMANA VOCAZIONALE GIOVANI

Assisi 2013- Alcuni giovani  del Gruppo S. Damiano alla settimana vocazionale
Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale il Signore vi dia pace.
Nel recente fine settimana (6-7 giugno 2015), si è svolto a Brescia l'incontro mensile del Gruppo San Damiano, un appuntamento importante per chi si sta interrogando sulla propria strada, verificando anche una possibile chiamata alla vita consacrata come frate francescano. Ormai siamo quasi al termine di questo itinerario iniziato ad ottobre e che si chiuderà in agosto, ad Assisi, con la Settimana vocazionale.  Guardando al cammino compiuto, i giovani partecipanti (del Nord Italia), nell'intensa condivisione che come sempre ha caratterizzato il nostro trovarci, hanno voluto anticipare qualche semplice valutazione su quanto vissuto e più di qualcuno si è sbilanciato su di una "intenzione"  e "direzione di vita" per il proprio futuro.

Vi è chi ha espresso un desiderio chiaro di iniziare il postulato a settembre, chi ancora sente di dover percorrere un poco di strada di verifica e chiarimento interiore, chi ha già maturato per se' un'altra via e vocazione (da laico..facendosi una famiglia)... In tutti era evidente la gioia  e la consapevolezza di essere cresciuti nell'incontro personale con Gesù; di avere avuto la possibilità di una "fioritura" in umanità e nella conoscenza di sé, con l'occasione rara di relazioni libere e belle e sane con l'altro e l'approfondimento del carisma francescano.... In ognuno la certezza  di avere compiuto un intenso e serio discernimento vocazionale (tanto necessario quanto  spesso invece accantonato o dilazionato), nel tempo della propria giovinezza!!!!

Come non rendere Grazie al Signore per le meraviglie operate???!!!
Non posso non pensare al riguardo come un cammino di questo tipo sia davvero ogni volta una benedizione non solo per i giovani, ma anche per noi frati loro accompagnatori e guide e fratelli. 

Il Gruppo san Damiano concluderà dunque il suo percorso ad agosto (17-22), in Assisi, per la settimana vocazionale, presso il convento e la basilica di san Francesco. Questa proposta è rivolta in realtà anche a tutti quei giovani (ragazzi e ragazze) che si interrogano sulla loro strada e vocazione e portano nel cuore una domanda cruciale per la loro esistenza: "Signore cosa vuoi che io faccia??". Nella risposta a tale istanza vi è del resto il segreto della felicità e della propria realizzazione!!! Importante dunque è non eluderla o scappare! Importante è trovare del tempo, degli spazi di ascolto e di preghiera e di affidamento al Signore perché ad ognuno si manifesti la via! La settima vocazionale ad Assisi è al riguardo una straordinaria opportunità!

Chi fosse dunque interessato a partecipare, guardi il programma indicato e contatti i frati che già conosce o scriva direttamente alla segreteria in Assisi.
Vi benedico e incoraggio. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Pronti....viaaaaaaaaaaa!!!

venerdì 5 giugno 2015

L'estate sta arrivando... e tu che cosa fai?

Cari amici lettori e in ricerca, il Signore vi doni pace!!
Ormai l'estate sta arrivando... e visto il gran caldo di questi giorni... pare promettere davvero bene!! Forse più di qualcuno di voi sarà ancora preso con gli esami... ma anche questi passano in fretta ed  è bene guardare in avanti. Per i prossimi mesi, molte sono le iniziative "francescane" e le proposte giovani di cui approfittare. Di seguito vi indichiamo alcune belle possibilità da cogliere al volo. Intanto vi affidiamo a sant'Antonio ormai prossimi alla sua grande festa.
i vostri frati del blog


GIOVANI ad ASSISI 
(niente meno che presso il Sacro Convento, sulla tomba di San Francesco):

- Dal 2 al 9 agosto 2015, si svolgerà l' International Meeting Giovani verso Assisi: il convegno internazionale, che raduna giovani di varie nazioni e continenti, uniti dalla comune fede ed esperienza francescana. Una specie di piccola GMG francescana ad Assisi!

- Dal 24 al 29 agosto 2015, Campo maturandi (campo MIX), per ragazzi/e che hanno frequentato la classe IV e V superiore… per maturare scelte importanti insieme a noi…!

- Dal 17 al 22 agosto 2015, Settimana vocazionale per i giovani tra i 18 e i 28 anni che si stanno interrogando su quale scelta compiere nella propria vita alla luce del Vangelo.

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GIOVANI ADULTI  al  VILLAGGIO SAN FRANCESCO 
(una casa nelle foreste casentinesi - Badia Prataglia (AR) - villaggiosanfrancesco.org)

- dal 9 al 16 agosto 2015 : Campo giovani-adulti (28-38 anni) "Una questione d’Amore".

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VOLONTARIATO
Poi non manca la possibilità di offrire un po' del proprio tempo e delle proprie energie nel volontariato:



mercoledì 3 giugno 2015

Uno sguardo su...: esercizi spirituali vocazionali

Cari ragazzi e ragazze,
pace e bene!

Qualche settimana fa ho partecipato ai brevi ma intensi esercizi spirituali vocazionali, che i partecipanti al Gruppo Porziuncola quest'anno hanno condiviso con i ragazzi/e del Gruppo vocazionale diocesano di Padova.

È stata una bella esperienza di preghiera e ascolto della Parola, per dare un impulso decisivo al cammino fatto durante l'anno. Dall'8 al 10 maggio guidarci c'è stata la figura dell'apostolo san Pietro, attraverso le pagine evangeliche che spesso lo vedono protagonista di un discepolato entusiasta eppure incerto, generoso ma spesso timoroso. Fino alla morte e risurrezione di Gesù. Con la Pentecoste qualcosa cambia in modo decisivo...
Tuttavia ogni passo del suo cammino vocazionale è prezioso, per ritrovare se stessi nelle tappe di un itinerario di vita in cui convertirsi a Cristo e riorganizzare la propria esistenza attorno alla vocazione da Lui proposta non è mai facile e scontato. Bello sì, ma non facile!
I non pochi giovani che hanno vissuto questa esperienza, hanno dimostrato un sincero desiderio di mettersi in gioco in una profonda immersione nella Parola evangelica che chiama, passando attraverso le tappe della chiamata, delle resistenze e della sequela di Pietro.

Con un po' di foto, condividiamo qualche sguardo sui giorni di colore che hanno pregato e meditato su un altro Sguardo. "Fissando lo sguardo su di lui..." (Gv 1,42).

Buon cammino a tutti!

frate Francesco








Grazie a Francesca per le sue foto!




lunedì 1 giugno 2015

Testimonianza dal Cammino di Sant'Antonio 2015



Cari amici in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace!
Nella notte fra sabato 30 e domenica 31 maggio si è svolto l'ormai famoso "Cammino di sant'Antonio": un pellegrinaggio in notturna di 25 km sugli ultimi passi del Santo, da Camposampiero alla basilica del Santo. Anche questa edizione ha richiamato la partecipazione di più di un migliaio di pellegrini e devoti da tante parti d'Italia e anche dall'estero (Francia, Slovenia, Germania...) grazie al fascino e al carisma straordinario che Sant'Antonio continua a trasmettere da otto secoli. Moltissimi anche i giovani che non si sono sottratti ad un'esperienza anche faticosa per quanto intensa e toccante. I molti frati presenti , ma anche le tante religiose in cammino hanno offerto ai pellegrini una presenza apprezzata per l'invito alla preghiera, ma anche per i dialoghi e le confidenze facilitate dal clima di intimità suggerito dalla notte. Non è poi così usuale nè scontato avere accanto un frate o una suora per un cammino di 25 km per una notte intera!! Mi è parso questa una bella immagine e una bella provocazione per noi religiosi presenti, chiamati sempre più, come ci sprona continuamente Papa Francesco a metterci sulle strade del mondo, ad uscire alle nostre sacrestie, per andare verso le periferie esistenziali, là dove la gente, i giovani,  hanno ancora bisogno di una parola di verità e umanità, di Gesù, di compagnia e conforto; là dove la nostra presenza è nonostante tutto attesa e necessaria.
Possa donare ancora il Signore alla Sua Chiesa, tanti religiosi (frati, suore, sacerdoti, missionari), tanti cuori ardenti e appassionati, pronti a mettersi in cammino per Lui, accanto ad ogni uomo. Sant'Antonio in questo è certamente un grande esempio.
Al Signore Gesù  sempre la nostra lode. fra Alberto (fra.alberto@davide.it

Prossimi al santuario dell'Arcella
Cammino di Sant'Antonio: Testimonianza di suor Raffaella 
Nella notte tra il 30 e il 31 maggio 2015 si è svolto il Cammino di sant'Antonio, organizzato dai frati ofmconv della Provincia Italiana di sant'Antonio. Pensato soprattutto come un'esperienza per i giovani, vede ogni anno la partecipazione di un migliaio di persone di ogni età, desiderose di percorrere l'ultimo viaggio terreno di sant'Antonio da Camposampiero a Padova (25 km).
Il tema che ci ha accompagnati quest'anno è stato "Beati i puri di cuore perché vedranno Dio" e, nella preghiera della notte, abbiamo chiesto anche noi la grazia di poter vedere e contemplare il Signore, proprio come sant'Antonio.
È stato per me il quarto Cammino… Ricordo ancora quando, nel 2012, invitata da p. Simone, mi sono sentita "in dovere" di farlo proprio per la mia collaborazione con i frati nella pastorale giovanile, ma non mi sono pentita, tanto che ogni anno, da quando sono a Camin (PD), mi ritrovo tra i tanti pellegrini.
Quale significato ha per me il Cammino? È un'esperienza intensa… svolgendosi di notte avverto tutta la stanchezza e il sonno, soprattutto verso le 2.30, si fa sentire con forza… ma, forse, proprio questo rende tutto particolare. Si cammina insieme, si prega insieme, nelle tappe e lungo il cammino, si scambiano due parole non banali con persone mai viste o con amici, ci si aiuta nella stanchezza…
È per me occasione per affidare al Signore e ad Antonio situazioni particolari, persone che mi stanno a cuore o che si affidano alla mia preghiera… È ancora possibilità di conoscere meglio sant'Antonio e lasciare che diventi sempre più mio "amico"…
È bello vedere tante persone devote del Santo, è emozionante vedere le tante persone che si adoperano perché questa esperienza riesca bene per tutti: dai frati, all'assistenza medica dell'Ordine di Malta, alla Polizia, alla Protezione Civile, ai parrocchiani di Campodarsego e dell'Arcella che, nel cuore della notte i primi e all'alba i secondi, si prendono cura dei pellegrini offrendo un po' di ristoro. Grazie al Signore, a sant'Antonio, alle tante persone che hanno fatto strada con me in questo #cammino2015.

sr. Raffaella Cavalera
Volere unicamente Dio (Blog delle Suore francescane missionarie di Assisi)

ingresso in città da porta Molino
nella città antica
in piazza del Santo
tutti a chiedere il timbro sulla credenziale e il meritato attestato del pellegrino
fra Francesco con alcuni giovani volontari

Dalla droga alla vocazione??

Cari ragazzi in ricerca,
pace a voi!

Oggi condividiamo un tema piuttosto scottante, grazie al breve ma incisivo contributo di un giovane frate. Fra' Gabriele, terminato il suo cammino formativo ed emessa la professione solenne, è stato inserito nel Convento di Monselice. Lì i frati animano la Comunità San Francesco (www.comunitasanfrancesco.org), che si occupa di recupero dalle dipendenze: in particolare droghe e alcool, ma ultimamente anche ludopatie e non solo. Tra gli alcolisti, in particolare, si trovano ad accompagnare verso la guarigione anche alcuni religiosi e sacerdoti.
A partire da questo servizio, fr. Gabriele mette a nostra disposizione queste riflessioni, che trovo interessanti per tutti. È capitato anche a me di ascoltare e accompagnare diversi ragazzi, che hanno avuto un contatto più o meno prolungato con alcune sostanze. Alcuni ancora faticano a prenderne le distanze. Sempre più mi faccio l'idea che – quando ancora la salute psichica non è irrimediabilmente compromessa, come talvolta accade – la scelta di essere e vivere liberi da queste dipendenze... non è solo una questione di forza psicologica, ma anche la maturazione di una scelta profondamente spirituale. Per la libertà. Per l'umiltà.
Buona lettura!

frate Francesco

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È sempre possibile il discernimento?

Carissimi amici, fratelli e sorelle, il Signore vi dia pace!
Vi raggiunga come sempre questo saluto appartenente a Francesco d'Assisi e che egli ha ricevuto in dono dal Signore stesso! Quanto mai attuali sono queste poche parole, di cui il mondo ha bisogno, anzi, ha sete senza nemmeno, talvolta, saperlo! Questo vale anche, e soprattutto, per coloro che soffrono di una qualche forma di dipendenza, come è la tossicodipendenza, tanto per citare un esempio.

Ma che c'entra tutto questo con un blog che ha a che fare con la vocazione francescana? C'entra, eccome!
Fiori coltivati dai ragazzi di Monselice
Innanzitutto si può affermare che ogni forma di dipendenza è terribile perché si configura nel tempo, toglie il respiro che dà vita, spegne ogni velleità. La dipendenza prende tutto: corpo, mente, cuore. Credo sia ancora più terribile il fatto, però, che tolga la capacità di discernimento, infierendo negativamente sul pensiero. Senza discernimento la vita è come una barca in mezzo al mare in balia del vento e delle onde. Il discernimento è il timoniere che conduce la barca in mezzo, non solo alla tempesta, ma anche nella quiete, fino a farla approdare a riva. Manca sostanzialmente la capacità di decidere, la libertà di decidere.

Le relazioni si ammalano progressivamente. A onor del vero spesso la causa di una qualsiasi forma di dipendenza è proprio il disagio relazionale, con sé e con gli altri. L'abitudine a fuggire di fronte alle difficoltà e ai problemi ben presto assumono la forma del vizio, cioè di un'azione malsana che si ripete nel tempo. Questo comportamento vive dell'illusione del piacere prodotto, ad esempio, dalla sostanza, per provare un attimo di sollievo, ma che in realtà è una pura contraffazione... Una volta dentro il tunnel la luce si assopisce e non si è più in grado di discernere, di decidere, perché si va a tentoni immersi nel buio.

Fra' Gabriele pronuncia i voti solenni
Eppure esiste una forma sana di dipendenza, una sola, quella con Gesù Cristo. Seguire e aderire a Gesù guarisce progressivamente il cuore e riapre alla vita vera e buona, poiché Egli è «Via, Verità e Vita» (Gv 14,6). Egli compie guarigioni verso molte persone, le sfama e le disseta. Ogni giorno, stando con Lui, ci è donata la grazia di osservare nella nostra vita segni evidenti che dicono della Sua presenza, della Sua premura verso ciascuno di noi. La preghiera è il motore principale che ci spinge a stare con Lui e noi desideriamo con tutte le nostre forze, con tutto il nostro cuore, restare accanto a Gesù per vedere con occhi nuovi la relazione con se stessi e con gli altri. Con Gesù si stempera il disagio e in Lui sempre possiamo confidare, con l'accortezza di «Tenere fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede» (Eb 12,2) per non ricadere nella trappola. Ascoltiamo la sua Parola ed Egli ci concederà la grazia del discernimento perché «Io sono la luce del mondo; chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Gv 8,12). Infatti: «Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza» (Gv 10,10).

Pace e bene!

fr. Gabriele - Comunità San Francesco - Monselice (PD)
terzi.gabriele@gmail.com