sabato 26 ottobre 2013

Cosa significa "fare discernimento"? (Prima TAPPA)

Cari amici in ricerca vocazionale,
nei miei post certamente avrete notato come ricorrente l'invito al "discernimento spirituale". Sempre infatti lo indico come passaggio fondamentale da intraprendere per chi ha una domanda sulla propria vita, a chi ha qualche sogno o desiderio di vita consacrata o a chi semplicemente si interroga sulla strada da percorrere e sul senso da dare alla propria esistenza. Giusto ieri sera ho ricevuto una mail da Luca (26 anni di Torino) che mi scrive chiedendomi un approfondimento sull'argomento: "cosa significa fare discernimento spirituale"? Sollecitato da questo interrogativo, vi propongo in "3 TAPPE" qualche riflessione al riguardo. Approfitto per ricordare anche il prossimo appuntamento del Gruppo san Damiano (per il Nord Italia) che sarà sabato 16 e domenica 17 novembre. Chi fosse interessato, si faccia vivo. 
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra lode. 

Frate Alberto 
fra.alberto@davide.it


DISCERNIMENTO SPIRITUALE
Prima Tappa: Una parola chiave

      Il mezzo per individuare una direzione di vita e quindi di cominciare ad imparare a scegliere, vivendo la consolazione, cioè "la pace del cuore" che tutti cerchiamo, è fondamen­talmente unico: il discernimento spirituale. La parola è biblica, e molti di voi la conoscono, o quantomeno l'hanno già sentita molto nominare. II discernimento spirituale è dunque lo strumento per conoscere la volontà di Dio sulla propria vita.
      Non è, come talora si pensa, un esercizio di autoanalisi o di introspezione psicologica, quasi un mettersi davanti allo specchio per capire, magari solo da un punto di vista psicologico, quali siano le nostre inclinazioni, i nostri de­sideri, i nostri rifiuti e le nostre resistenze. Parliamo, infatti, di discernimento spirituale, ossia "nello Spirito di Dio". Esso è dunque un esercizio di attenzione e di ascolto dello Spirito Santo che entra ed agisce nella mia storia e quindi anche nella mia personalità. In altre parole, il discernimento è ascolto di quella Parola di Dio che nessuno ha mai scritto. Non è una lettura della Bibbia per trovare la parola "giusta", lì scritta, che fa per me...Non è so­lo ascolto di una meditazione, dove sento finalmente una parola che pare essere particolarmente "mia".

E' ascolto di una 
Parola di Dio 
“non scritta”, 
“mai pronunciata fin’ora” 
che risuona ancor oggi 
nella Chiesa, 
ma non si trova in nessun altro, se non in me, 
ed è rivolta a me personalmente.


Certo, potrebbe anche esserci una parola biblica significativa e importante, che mi colpisce ed emerge con chiarezza durante un tempo di ricerca, ma il fatto che io la scelga tra molte altre ... riguarda solo me. Non è determinata né dall'autorità ecclesia­stica e neppure dalla Guida Spirituale. 
Potete comprendere, così, quanto sia importante questa Parola che, come vedremo, non è univoca, ma è piuttosto un in­sieme di intuizioni; quasi un progetto complessivo sulla mia vita. Non va capita in maniera individualistica (non è semplicemente “il MIO" progetto), come già si diceva sopra, perché essa è invece quella parte del piano e del Progetto di Dio per l'umanità, che si manifesta a me quando mi metto nel giusto contesto e nella corretta modalità di ascolto.
      Di solito, essa non si conosce... improvvisamente, (insomma, non è un colpo di Fulmine!) e neanche istintivamen­te, lasciando che le cose vadano avanti per conto loro;  non la si conosce nello scorrere, spesso ambiguo, della vita quotidiana, della serie: “Andando avanti vedrò".  Per conoscerla, c'è bisogno di una libera decisione di entra­re in una situazione di discernimento spirituale. E' una questione di scelta! Ed è per questo che sempre invito i giovani che si definiscono in ricerca a fare un cammino vocazionale specifico, ad uscire dall’isolamento individualista, per finalmente operare un discernimento: senza questo salto, non si va da nessuna parte. Si tratta di intraprendere una sorta di "pellegrinaggio del cuore", che può essere faticoso e impegnativo , ma che è anche fonte di gioia e di consolazione (questa è una parola tipica dei linguaggio del "discernimento"). Quanta  tristezza invece nel notare come vanno le cose nelle nostre comunità cristiane e nella vita di tanti giovani “persi” o perennemente incerti o rimandatari.
      Chi intraprende il cammino del Gruppo san Damiano ha già preso in fondo la decisione di entrare nella situazione di discernimento; ma di per sé ogni cristiano che ha ricevuto il Battesimo, dovrebbe entrare in questa situazione  perché, come tale, è chiamato ad ascoltare la Parola di Dio e a trarne tutte le conseguenze, come discepolo di Gesù. Ciò che un giovane fa durante il cammino vocazionale, dovrebbe essere una modalità "normale" di ciascun credente, un passaggio che dovrebbe coinvolgere tutti co­loro che nel Battesimo sono "Figli di Dio" e "discepoli di Gesù", anche se non tutti sono chiamati a viverlo nella forma del... Gruppo San Damiano ( che per ovvie ragioni è anche molto specifico!). Il pensiero che ben pochi lo facciano, che tanti giovani della vostra età ( magari anche “chiamati") si lascino vivere senza un progetto, sen­za mai mettersi di fronte alla propria vita, guardandola con amore e responsabilità davanti a Dio, non può non lasciare un senso di profonda tristezza
     Il discernimento spirituale è perciò una dimensione essenziale della vita cristiana", suppone e implica che ciascun discepolo del Signore Gesù, ciascun credente laico, e dunque non solo chi sente una pos­sibile richiamo alla Vita Consacrata, possa e debba fare una vera e propria esperienza di Dio nella sua coscienza: di Dio, della sua Parola, della sua chiamata.
(fine della prima parte)

NB: Vai alla SECONDA TAPPA

2 commenti:

  1. Buongiorno, sembra quasi che questo post sia stato scritto appositamente per me, su mia misura. Mi rispecchia perfettamente. Francesco 33anni Milano. ho già fatto un percorso anni fà di discernimento terminato con molta paura da vari episodi e poi con l'allontanamento da dio dalla mia vita... insomma per vivere facendone a meno. nei vari volontariati svolti sono stato anche in africa 40gg con i fatebenefratelli ed oggi, a distanza di anni, dopo l'ordinazione sacerdotale di mio cugino avvenuta 10gg fà, è come se fosse stato dato un calcio violento alle porte della mia concezione personale di dio e sentire il cuore pieno di gioia. purtroppo riesco a dare il meglio di me soltanto dopo che sono stato in ascolto di dio. non posso più far finta di niente. saluti a tutti Francesco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. pace e bene ate caro francesco, grazie per la fiducia e la tua condivisione. che dire? se desideri approfondire queste tue intuizioni e riprendere in mano un poco la tua vita..scrivimi alla mia mail personale.e proviamo a vedere insieme cosa il Signore desidera suggerirti.. Ti ricordo e benedico. fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

      Elimina

Lascia qui il tuo commento all'articolo. Lo leggeremo e cercheremo di pubblicarlo quanto prima. Grazie del tuo contributo al Blog!