venerdì 31 maggio 2013

Con S. Francesco preghiamo la Vergine

      Invochiamo Maria, con le parole di S. Francesco, perchè ci insegni ad essere anche noi dimora di Gesù. Maria si fece accogliente e disponibile alla grazia... Diventi anche la nostra esistenza spazio di incarnazione della Parola di Dio!



Ti saluto, Signora santa,
regina santissima,
Madre di Dio, Maria,
che sempre sei Vergine,
eletta dal santissimo Padre celeste
e da Lui, col santissimo Figlio diletto
e con lo Spirito Santo Paraclito, consacrata.
Tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia e ogni bene.

Ti saluto, suo palazzo.
Ti saluto, sua tenda.
Ti saluto, sua casa.
Ti saluto, suo vestimento.
Ti saluto, sua ancella.
Ti saluto, sua Madre.

                                                                     San Francesco

giovedì 30 maggio 2013

Agosto x giovani - proposta francescana

Credo?!? ...sui passi della fede...
11 - 18 Agosto 2013
Un itinerario per GIOVANI dai 18 ai 25 anni
alla riscoperta dei contenuti forti della nostra fede.



Attraverso l'incontro con la creazione, con l'esperienza di Francesco di Assisi e dei primi cristiani, avremo occasione di riflettere sulla nostra storia di fede, sulla bellezza del messaggio di Gesù e sul senso del credere dentro la comunità cristiana.

L'itinerario si svolge in tre luoghi significativi: il Villaggio san Francesco,( nei pressi de La Verna, nella foresta casentinese)  Assisi e Roma. Gli spostamenti saranno fatti con pulmino, ma sono previste anche escursioni a piedi non troppo faticose.

I posti sono limitati: affrettati ad iscriverti!

Iscriviti contattando frà Mirko:  framirk@yahoo.it

entro metà Giugno.

mercoledì 29 maggio 2013

S. Antonio e la Vergine Maria

Cari amici, il Signore vi dia pace. 
Ci stiamo ormai avviando alla chiusura del mese di maggio, dedicato alla Vergine Maria, mentre fra pochi giorni inizierà la cosi detta "tredicina" in preparazione alla festa di S. Antonio. Il Santo di Padova, come San Francesco, fu un appassionato amante della Madonna. Nei suoi Sermoni ha bellissime parole di lode nei confronti della Madre del Signore. A lei affido tutti i giovani, in particolare coloro che sono in cammino e in discernimento vocazionale. Maria infatti è la "donna del SI'", la "donna dell'ECCOMI", modello ed esempio per ogni discepolo del Signore. A lei chiediamo dunque un aiuto speciale per "portare a compimento" la nostra vita!
Vi benedico. frate Alberto



Alla Beata Vergine Maria

Ti preghiamo, Signora nostra,
speranza nostra:
tu, stella del mare, illumina i tuoi figli
travolti da questo tempestoso mare del peccato; 
facci giungere al porto sicuro del perdono
e, lieti della tua protezione,
possiamo portare a compimento la nostra vita.
Con l'aiuto di colui che tu hai portato in grembo
e che il tuo santo petto ha nutrito.
A lui è onore e gloria
per i secoli eterni. 
Amen.

(S. Antonio di Padova)


lunedì 27 maggio 2013

Una cosa sola ti manca

Dal Vangelo di Marco ( 10,17-27).
Il Vangelo di oggi 27 maggio 2013

Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?». 
Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. 
Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre». 
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». 
Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: và, vendi quello che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi». 
Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni. 
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!». 
I discepoli rimasero stupefatti a queste sue parole; ma Gesù riprese: «Figlioli, com'è difficile entrare nel regno di Dio! 
E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». 
Essi, ancora più sbigottiti, dicevano tra loro: «E chi mai si può salvare?». 
Ma Gesù, guardandoli, disse: «Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio». 

Frati in partenza per il pellegrinaggio a piedi su "Il camino di S. Antonio"
Cari amici, prima di chiudere la giornata non potevo non rilanciarvi il Vangelo di oggi, sempre provocante e carico di interrogativi. Ve ne lascio qualcuno anch'io: 
"Che cosa o chi mi impedisce di seguire Gesù? 
Quale ricchezza, o attaccamento o possesso o legame 
mi incatena a tal punto da farmi distogliere lo sguardo da Lui?
Cosa mi "manca" di fare...e vorrei porre in atto, ma...!?


I VOTI..in pillole !


Cari amici, il Signore vi dia Pace. 
Fra le molte domande che mi giungono, una fra le più ricorrenti è quella che riguarda il senso e l'origine dei VOTI che noi frati francescani (e suore), pronunciamo di: POVERTA', CASTITA' e OBBEDIENZA. Non voglio dilungarmi oggi in lunghi trattati, mi limito invece a darvi una spiegazione super sintetica, in PILLOLE, ma spero efficace, sul perchè alcuni uomini e donne, decidano di vivere una Vocazione Religiosa. 
Vi benedico. fra Alberto

Rito della Professione dei  frati : la "prostrazione",
il totale affidamento a Dio,  prima di pronunciare i Voti 

Perchè i frati francescani 
pronunciano questi VOTI così impegnativi?
Per cercare di rinnovare e riproporre in TUTTO, le scelte, i gesti, gli atteggiamenti, i sentimenti, la vita stessa di Gesù. In Lui infatti tutto è santo e "divino" e dunque imitabile e degno di essere seguito! S. Francesco, in questo ci mostra la via; infatti,  sempre e in ogni cosa egli volle essere un "perfetto Imitatore di Gesù", tanto da essere definito dai suoi contemporanei "Alter Christus", un "altro Cristo". Da Gesù e S. Francesco...ecco la vita dei frati francescani!!
QUINDI.......

a) Da dove nasce e trae origine il Voto di Povertà? 
Con il Voto di Povertà noi frati francescani vogliamo seguire "più da vicino" l'esempio "divino" del nostro Maestro, il Signore Gesù, che parlò di sè dicendo: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”.(cfr Mt 8, 18-22)

b) Da dove nasce e trae origine il Voto di Obbedienza? 
Con il Voto di Obbedienza noi frati francescani vogliamo seguire "più da vicino" l'esempio "divino" del nostro Maestro, il Signore Gesù, che parlò di sè dicendo: "sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato".(cfr Gv 6,38)

c) Da dove nasce e trae origine il Voto di Castità? 
Con il voto di castità, noi frati francescani cerchiamo di riproporre nel modo più somigliante anche la scelta "divina" di Gesù Cristo nostro Signore che visse da "celibe" e così esprimere anche il nostro amore esclusivo a Lui che disse a chi voleva seguirlo "più da vicino" : “Se uno viene a me e non odia suo padre e sua madre, moglie e figli fratelli e sorelle e perfino la sua propria vita, non può essere mio discepolo.” (cfr Lc 14, 26-27). 


sabato 25 maggio 2013

Sul Cammino di S. Antonio una preghiera per tutti


Pace e bene a voi, cari amici!

Si svolgerà questa notte il tradizionale pellegrinaggio dei giovani da Camposampiero (Santuari Antoniani) fino alla Basilica di S. Antonio in Padova. Si tratta di circa 25 km che  ripercorrono l'ultimo cammino del Santo prima della sua morte avvenuta il 13 giugno 1231. Vi chiedo una preghiera per i pellegrini che vi parteciperanno e soprattutto perchè il tempo sia abbastanza clemente in questo maggio "autunnale". Da parte nostra ci affidiamo a S. Antonio che seppe sfidare la tempesta e la burrasca del mare, quando giunse - naufrago - in Italia, ma che ancor più, sempre confidò nel Signore e mai si scoraggiò di fronte alle innumerevoli prove che la vita gli pose innanzi !!!!
Il pellegrinaggio, che  ha come sempre un  riferimento privilegiato nei giovani (anche in vista della GMG a Rio), sarà pure vissuto con un'intenzione di preghiera speciale e tutta "VOCAZIONALE", a sostegno dei giovani in cammino e in ricerca della propria strada e vocazione, per i ragazzi del Gruppo San Damiano, per i Postulanti e i nostri giovani frati in formazione. 
Non potremo però certo dimenticare le tante persone che si sono raccomandate, soprattutto i malati e i sofferenti e qualcuno in particolare che in questi giorni è alquanto provato e ha più bisogno di conforto e sostegno.
Cammineranno con noi anche un gruppo di carcerati del carcere cittadino accompagnati dal cappellano Don Marco Pozza: sono certo che la loro voglia di libertà ci aiuterà a gustare e ad apprezzare e ad accogliere come un dono e un regalo anche la pioggia e il vento e la fatica del cammino..e la campagna e la natura nelle sue multiformi manifestazioni. Talvolta anche noi, uomini della modernità  e della tecnologia , viviamo ormai da prigionieri e schiavi e reclusi, quasi incapaci ad alzare lo sguardo e lasciarci stupire dal mistero della vita, impacciati nel reimmergerci in un Creato che è più grande e immenso di noi..Sarà bello invece accogliere con letizia anche "sorella" pioggia ( probabile) e il freddo e "frate" vento "et nubilo".. "et sereno et omne tempo"..come ci invita San Francesco nel Cantico delle creature. .
Il Cammino di S. Antonio dunque, un'occasione di grazia e benedizioni per tutti!
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode e al suo servo S. Antonio il nostro umile e devoto affidamento!

frate Alberto




venerdì 24 maggio 2013

Papa Francesco ad Assisi

Con lettera del 23 maggio 2013, indirizzata al Vescovo di Assisi,  il Santo Padre Francesco ha comunicato che il prossimo 4 ottobre intende recarsi pellegrino nella città di san Francesco.
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Fra Mauro Gambetti, Custode del Sacro Convento e della Basilica che custodisce la tomba del Santo , così ha commentato: «Un fragoroso applauso della comunità del Sacro Convento riunita per la mensa fraterna e il suono a festa delle campane della Basilica papale, hanno espresso la gioia con la quale abbiamo accolto la notizia dell'arrivo in Assisi del Santo Padre Francesco il 4 ottobre prossimo. Come il beato Giovanni XXIII nel 1962, Papa Francesco verrà pellegrino sulla tomba del Santo Patrono d'Italia in occasione della sua Festa, per l'accensione della lampada votiva con i Vescovi umbri. Con sentimenti di gratitudine, intensificheremo la nostra preghiera per prepararci ad accoglierlo con devozione filiale e materna cura».
dal Sacro Convento di Assisi  

mercoledì 22 maggio 2013

La VOCAZIONE - ESPERIENZA di ESODO




“Il Signore dette a me, frate Francesco, d’incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati, mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi; e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d’animo e di corpo”. 
(dal Testamento di san Francesco 1-3)

"Il Signore dette a me". Le parole con le quali S. Francesco comincia il suo testamento ci permettono di cogliere il cuore della sua esperienza di Dio e di intuire la sua vocazione come esperienza di esodo, cioè di passaggio da una condizione peggiore ad una migliore. Innanzitutto egli sperimenta tutto questo come un dono del Signore – Il Signore dette a me – qualcosa che sa di non meritare e di totalmente fuori dai suoi pensieri e desideri. È il dono di un senso nuovo verso cui orientare la propria vita, è il dono di cominciare un cammino verso qualcuno e con qualcuno, è il dono di fare penitenza, cioè di cambiare vita, smettendo di sopravvivere e cominciando finalmente a vivere perché qualcuno gli sta donando la vera ragione per farlo.

"Quando ero nei peccati ": Il dono della vocazione e dell’incontro col Signore avviene non quando Francesco è buono e perfetto, come tutti vorremmo sia chi è chiamato da Dio a seguirlo più da vicino – la vocazione in questo caso non sarebbe un dono gratuito, ma solo un premio – ma quando Francesco è nei peccati, cioè nella condizione peggiore in cui l’uomo possa trovarsi, quella della lontananza da Dio, nella quale egli sta cercando solo il piacere e la gloria, ovvero dei surrogati di Dio. L’esperienza del peccato fa provare a Francesco insieme con l’ebbrezza l’amarezza della vita, e insieme alle tante esperienze di sballo e di piacere, l’insoddisfazione, il vuoto e la noia. Inoltre il bisogno narcisistico lo induce a ricercare attenzioni e gratificazioni e a fuggire ogni esperienza scomoda, difficile, nella quale ci si può “sporcare le mani”; a ricercare le apparenze piuttosto che la realtà delle cose, il superfluo più che l’essenziale. Per questo afferma:

"mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi", a dire quasi che non riuscisse a percepire nel vederli, e ancor più nel contatto con essi, altra possibilità se non quella di un’esperienza troppo amara, della quale rigettarne il solo pensiero. Ma proprio mentre egli sta cercando altro, il Signore si mette sul suo cammino per fargli capire che vuole incontrarlo e aiutarlo a trovare la direzione giusta verso la quale orientarsi, rivelargli che ciò che sta cercando è proprio Lui. E lo fa nella maniera più strana ed inconsueta: conducendolo proprio lì dove non sarebbe mai andato, lì dove mai avrebbe pensato di sperimentare la dolcezza della vita, tra quei lebbrosi il cui solo cattivo odore gli aveva sino ad ora fatto mantenere le dovute distanze. 

"E il Signore stesso mi condusse tra loro": dice l’iniziativa di Dio, il quale vuole aiutare Francesco ad uscire dalla situazione di peccato che lo imprigiona e gli rende la vita amara, ma anche la disponibilità di Francesco a fidarsi del Signore e a lasciarsi condurre. Il Signore gli aveva fatto già cambiare direzione facendolo ritornare dalla conquista delle Puglie, ma ora comincia a chiedergli qualcosa di più: lasciarsi condurre per cambiare vita, lasciarsi guidare per scoprire un nuovo modo di vedere la realtà. Solo quando infatti ci si tuffa dentro a un’esperienza la si può vedere e scoprire in tutta la sua bellezza, viceversa a volte ci si preclude, a causa di mille paure e di altrettanti pregiudizi, la possibilità di vivere l’esperienza unica della propria vita, cioè quella che potrebbe finalmente cambiarla. "E usai con essi misericordia": è il primo miracolo che Francesco sperimenta su di sé come dono di Dio, usare misericordia verso coloro ai quali mai avrebbe pensato di avvicinarsi. Comincia così per Francesco l’esodo da se stesso e dal suo egoismo verso l’incontro con l’altro, con il povero, che lo condurrà a diventare un uomo riconciliato con tutto il creato. Per la prima volta Francesco fa un’esperienza d’amore, riesce a spalancare le sue braccia verso qualcuno, e in quel fratello dal quale prima fuggiva riceve quel abbraccio che da sempre stava cercando.

"E allontanandomi da essi": solo dopo che quell' incontro è passato, e che Francesco è ritornato alla vita di tutti i giorni, si accorge quanto sia stato speciale, profondo e unico, e non può che ricordarlo e desiderare che si ripeta. Così capita anche a noi quando, allontanandoci da una situazione o persona, ci rendiamo veramente conto quanto essa sia stata determinante e quanto ci manchi. La lontananza accende il desiderio che quel incontro possa ripetersi quanto prima e ci mette in movimento verso la direzione giusta che ci è stata indicata.

"Ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d’animo e di corpo": è il secondo miracolo, il frutto nuovo, inaspettato, la cui dolcezza profonda supera ogni possibilità di amarezza e ogni fatica vissuta prima di abbandonarsi tra le braccia dell’altro. È il miracolo dell’amore, del seme che muore e porta molto frutto, di chi vede nascere dal nulla delle proprie delusioni, amarezze, pregiudizi e false sicurezze la possibilità di una vita nuova, bella, risorta.

Tutto questo, se da parte di Dio è un dono, per l’uomo purtroppo è fatica, la fatica di accettare che qualcuno diverso da me possa indicarmi la via giusta, che qualcuno possa starmi davanti e guidarmi. Questa è la difficoltà di tanti giovani disorientati, i quali fanno una fatica enorme a chiedere aiuto nonostante stiano male, a cercarsi una guida nonostante i ripetuti fallimenti li abbiano resi stanchi di vagare, e dopo che sono riusciti a fare questo primo passo, sperimentano una fatica ancora più grande: quella di lasciarsi condurre, di consegnarsi a qualcuno che li possa aiutare ad uscire dalla loro condizione e portarli su vie migliori. La storia di Francesco ci insegna che Dio è sempre pronto a salvarci, a venirci incontro tutte le volte che ci perdiamo e a sostenerci nella fatica di intraprendere con Lui una nuova via. Penso che il dono della vocazione non stia affatto fuori da questa logica di salvezza, poiché esso è la via migliore che Dio vuole indicarmi per tirarmi fuori dalla condizione di miseria, di peccato, di infelicità e insoddisfazione nella quale mi trovo. Lungi da me, allora, il pensare che Dio mi parli o mi venga incontro solo quando sarò pronto a seguirlo. Un Dio così sarebbe veramente meschino! Né Dio si diverte a stravolgere i progetti dell’uomo. Egli ha soltanto da dirmi una parola nuova che può indicare un senso nuovo e migliore rispetto a quello che forse ho già intrapreso. Anche a te, come a Francesco, il Signore vuol fare sperimentare quel miracolo che riesce a cambiare non ciò che sta fuori di te, ma te stesso e il tuo modo di vedere le cose, quel miracolo che ti fa sperimentare come dolce ciò che prima non lo era, non perché sia cambiato qualcosa ma solo perché tu non sei più quello di prima, sei stato trasformato da un incontro e hai ritrovato la gioia di vivere. Non dire allora al Signore che ti chiama a seguirlo «non posso perché sono un grande peccatore», poiché Egli ti sta chiamando proprio perché vuole salvarti, vuole renderti veramente felice, e dirgli di no sarebbe il tuo unico peccato, quella occasione unica mancata. Solo se ti lasci condurre da Dio e vivi questa fatica di perderti e consegnarti puoi vedere, come Francesco i miracoli nella tua vita e capire quanto Dio ti ami.

Fr. Antonio M. Parisi


Ringrazio di cuore il caro confratello fra Antonio (della provincia francescana di Sicilia) per il bellissimo contributo che ci ha regalato sulla vocazione di san Francesco e in fondo, di ogni giovane "in ricerca".  Per chi desiderasse contattarlo per  iniziare un percorso vocazionale, lascio i suoi riferimenti .

Fra Antonio Parisi. e-mail: fraantonioparisi@libero.it
www.mgfsicilia.org ( Movimento giovanile francescano di Sicilia)

lunedì 20 maggio 2013

Le sorprese di Dio.

Cari amici, il Signore vi dia pace. Sono reduce dall'incontro mensile del Gruppo Vocazionale S. Damiano a Brescia ( sede del Postulato), vissuto insieme ai giovani in "ricerca" che accompagno con altri frati. Ancora una volta, abbiamo potuto gustare la presenza del Signore e la bellezza della chiamata francescana, condividendo momenti di riflessione, preghiera e adorazione, fraternità  e testimonianza.  Il corso ormai sta volgendo alla fine..e si profila il tempo, per alcuni,  di una decisione, di un primo grande passo nella vita francescana : l'entrata in postulato a settembre. Li affido alla vostra preghiera e al vostro sostegno, anticipandovi anche la bellissima esperienza estiva, aperta a tutti i ragazzi e le ragazze che intuiscono nel cuore una "chiamata speciale" o almeno qualche domanda sulla vita consacrata: gli Esercizi spirituali vocazionali ad Assisi. Chi fosse interessato mi contatti quanto prima alla mia mail personale oppure scriva direttamente ad Assisi. Vi saluto riportando uno stralcio della stupenda omelia di Papa Francesco per la Pentecoste: lasciatevi provocare!!
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. Frate Alberto

Vengo ad adorarTi....mi abbandono a Te..
PAPA FRANCESCO CI PARLA......
"La  novità ci fa sempre un po’ di paura, perché ci sentiamo più sicuri se abbiamo tutto sotto controllo, se siamo noi a costruire, a programmare, a progettare la nostra vita secondo i nostri schemi, le nostre sicurezze, i nostri gusti. E questo avviene anche con Dio. Spesso lo seguiamo, lo accogliamo, ma fino ad un certo punto; ci è difficile abbandonarci a Lui con piena fiducia, lasciando che sia lo Spirito Santo l’anima, la guida della nostra vita, in tutte le scelte; abbiamo paura che Dio ci faccia percorrere strade nuove, ci faccia uscire dal nostro orizzonte spesso limitato, chiuso, egoista, per aprirci ai suoi orizzonti. Ma, in tutta la storia della salvezza, quando Dio si rivela porta novità - Dio porta sempre novità -, trasforma e chiede di fidarsi totalmente di Lui: Noè costruisce un’arca deriso da tutti e si salva; Abramo lascia la sua terra con in mano solo una promessa; Mosè affronta la potenza del faraone e guida il popolo verso la libertà; gli Apostoli, timorosi e chiusi nel cenacolo, escono con coraggio per annunciare il Vangelo. Non è la novità per la novità, la ricerca del nuovo per superare la noia, come avviene spesso nel nostro tempo. La novità che Dio porta nella nostra vita è ciò che veramente ci realizza, ciò che ci dona la vera gioia, la vera serenità, perché Dio ci ama e vuole solo il nostro bene. Domandiamoci oggi: siamo aperti alle “sorprese di Dio”? O ci chiudiamo, con paura, alla novità dello Spirito Santo? Siamo coraggiosi per andare per le nuove strade che la novità di Dio ci offre o ci difendiamo, chiusi in strutture caduche che hanno perso la capacità di accoglienza? Ci farà bene farci queste domande durante tutta la giornata."

E...poi ... in cammino...senza timore.., con Te al mio fianco!

domenica 19 maggio 2013

Il dono dello Spirito


Domenica 19 maggio 2013
PENTECOSTE

"Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito 
perché rimanga con voi per sempre" (Gv 14,16).


Con grande riconoscenza siamo invitati ad accogliere il dono dello Spirito che oggi si rinnova nel cuore della Chiesa e di ciascuno di noi!
Egli è il Paraclito, il "Chiamato accanto" per consolarci e difenderci da ogni male.
E' il Respiro Eterno che lo stesso Signore Gesù ha voluto per noi, domandandolo al Padre con la Sua preghiera filiale.
La solennità di Pentecoste, in fondo, ci rivela ancora una volta il grande desiderio di Dio: 
essere sempre con tutti gli uomini e le donne di ogni tempo, con una dedizione senza misura!
Tutta la Santa Trinità desidera farci abitare nella sua compagnia: 
il Figlio prega per noi, il Padre invia a noi, lo Spirito rimane con noi!
E dunque accogliamo il Dono: Vieni, nostro Respiro e nostra Vita!

Buona solennità di Pentecoste!


(foto e testo di p. Giovanni Voltan, ministro dei frati francescani del Nord Italia)

sabato 18 maggio 2013

Docili allo Spirito Santo


Come comprendere la propria Vocazione? 
Nella docilità allo Spirito Santo! 



Signore Gesù , attirami a Te 
con la forza del tuo Santo Spirito, 
perchè io possa rispondere alla tua chiamata 
con la tutta la forza d'Amore di cui sono capace. 

venerdì 17 maggio 2013

Ti voglio bene

                                                                                                                                                                                                                     

Dal Vangelo di Giovanni (21, 15-17)

Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore». 

Assisi: P. Marco Tasca (Generale dell'Ordine francescano)
 insieme a fra Vito, un giovane frate  pugliese.
Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?”. Ecco l’unica condizione alla chiamata, l’unica qualità che Cristo richiede a chi è in cammino vocazionale!  Non esiste nessun'altra competenza che abiliti al dono di sé, alla dedizione totale, al servizio, alla sequela, più dell’AMORE. Pietro, pur consapevole dei suoi molti limiti, conferma il suo amore a Gesù, affidandosi tutto a Lui: Tu lo sai che ti voglio bene”!! E Gesù, subito dopo gli dirà: "Seguimi"! (v 19)

La vocazione, cari amici, ricordatelo bene,  
è questione di Amore e soltanto di Amore!
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. frate Alberto

giovedì 16 maggio 2013

Avanti giovani !


Ho visto che ci sono tanti giovani nella piazza. Eccoli! 
A voi dico: portate avanti questa certezza: 
IL SIGNORE E' VIVO E CAMMINA ACCANTO A NOI NELLA VITA! 
Questa è la vostra missione! Portate avanti questa speranza. Siate ancorati a questa speranza: questa àncora che è nel cielo; tenete forte la corda, siate ancorati e portate avanti la speranza. Voi, testimoni di Gesù, portate avanti la testimonianza che Gesù è vivo e questo ci darà speranza, darà speranza a questo mondo un po’ invecchiato per le guerre, per il male, per il peccato. 
AVANTI GIOVANI !

(Papa Francesco - Udienza generale, 4 aprile 2013)

Fra Simone con alcuni ragazzi "pellegrini" al Cammino di S. Antonio

mercoledì 15 maggio 2013

Per amore e soltanto per amore !

Cari amici, il Signore vi dia pace. Ecco di seguito una lettera di Enrico, un giovane in ricerca, con alcuni suoi interrogativi sulla vocazione religiosa, a cui  rispondo con molta schiettezza...come è mio solito. 
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. frate Alberto


LETTERA DI ENRICO
Ciao fra Alberto,
grazie perché ti ricordi di me, fa piacere. (...).  Come ti scrivevo sono un pò preoccupato perché non so se sto facendo la cosa giusta. E' davvero qualcosa di molto grande essere un religioso, diventare un frate francescano: vuol dire amore per gli altri  a 360°, lasciare tutto...Ma sarà davvero la mia vocazione? Comunque senza drammatizzare troppo, cerco di "scavare" cercando di capire, ma bisogna "capire" o "sentire"? Come "ascoltare" seriamente? Mi ha colpito molto la frase di Sant Agostino che leggevo ieri nell'Ufficio che diceva alla fine che "se sei nel giusto la tua lingua tace, ma il tuo corpo grida e l'orecchio di Dio ascolta i nostri pensieri mentre le nostre orecchie sentono le nostre parole"..Quale sarà il disegno di Dio su di me? Sarò come il giovane ricco? (...)
Un abbraccio
Enrico

RISPOSTA DI FRA ALBERTO
Pace a te caro Enrico, grazie ancora per la fiducia (...). Circa la vocazione religiosa, non mi stupisce che tu ti stia confrontando anche con la sua radicalità  ..La vita religiosa infatti - è davvero una strada bella e affascinante -  chiede però  il lasciare tutto, ma proprio tutto; chiede il portare la croce, chiede il dare la vita...Non è dunque una scelta scontata!! Ora...un passo di tale misura, ha una sola e unica giustificazione in una Persona - Gesù Cristo figlio di Dio - e in una relazione specialissima con Lui !!! Se manca o è secondario questo riferimento forte del "cuore", non se ne fa nulla..!! E' invece l'Amore per Gesù che giustifica tutto..travolge tutto, così come capita a chi è innamorato..
Ricordo che nella visita che tu mi facesti tempo fa, ti parlavo di "una trafittura del cuore" necessaria per intraprendere la nostra vita: ed è così! Senza questa "ferita" interiore, senza un "cuore trapassato" da Gesù, la nostra vita di frati francescani non ha senso !!
Se invece un "dardo d'amore" per Gesù ha colpito il nostro cuore, la nostra anima, ecco...che nulla è più importante, se non Gesù!! Ed allora dedicare l'intera nostra vita a Lui e quindi ad ogni fratello, è l'unica cosa necessaria e bella e possibile!!!
Come fare a "capire" e "sentire" questo? Come ogni innamoramento, in realtà, anche la vocazione religiosa è ( specie all'inizio) un pò un mistero e un dono che sorprende; talvolta è solo un suggerimento interiore,  un'intuizione che va ulteriormente scoperta..svelata, .  La via fondamentale a ciò, è la preghiera e lo spazio di  intimità (cuore a cuore)  con Gesù che saprai  trovare e coltivare, specie nell'ascolto  fedele della Parola di Dio.(...)
Certamente poi, sarà importante il confronto con una guida spirituale..e magari anche il camminare insieme con altri giovani in discernimento.. ( come il nostro Gruppo S. Damiano) o sperimentare un poco la nostra vita più da vicino (nel servizio..in missione..là dove siamo.). La meta del discernimento, potrà essere però solo Gesù, e la qualità e lo spessore della tua relazione con Lui..; non dunque le cose da fare o lasciare..e neppure quello che pensi di Lui, ma quanto Lo ami! La scelta francescana è dunque  "per Amore e soltanto per Amore"!
Ti ringrazio ancora per la fiducia. Ti affido al Signore e alla Vergine Maria in questo mese a Lei dedicato. 
fra Alberto



sabato 11 maggio 2013

Alzate le mani, li benedisse.


Domenica 12 maggio 2013
 Ascensione del Signore



"Alzate le mani li benedisse.  Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo". (Lc 24,50-51)

E' l'ultima immagine che abbiamo di Lui: le mani alzate. E queste mani, le mani del Figlio, sono ancora lì, alzate per sempre, per intercedere a nostro favore, per sostenerci e rialzarci. Per indicarci la via.
Così, l'Ascensione del Signore, avviene all'insegna di queste mani che benedicono, che ci portano con sé nel cuore dell'Amore divino; questo è il "cielo" dove sin da ora possiamo dimorare!
E per quanto ci capiterà di allontanarci da Lui, sempre potremo fare ritorno a questa forza di attrazione: un vortice benedetto che ci ha aperto la strada alla comunione con il Padre.
 Buona solennità dell’Ascensione!
Frate Alberto e i frati della comunità francescana della Basilica del Santo ( PD)


Testo e foto (l’imponente Cristo Re lungo le rive del Tejo a Lisbona) di Frate Giovanni Voltan, neo ministro provinciale dei frati francescani del Nord Italia.


venerdì 10 maggio 2013

Tu es sacerdos in aeternum


Domenica 12 Maggio 2013 alle ore 16:00, nella chiesa della Sacra Famiglia di Rovereto (TN), sarà consacrato presbitero, e dunque "unto" come  "sacerdote in eterno",  un nostro giovane confratello. Si tratta di  frate Matteo Martinelli, che riceverà gli Ordini Sacri  dall'Arcivescovo di Trento Mons. Luigi Bressan. 
Fra Matteo ha svolto il suo recente ministero di Diacono nella comunità francescana dei Santuari Antoniani di Camposampiero (Pd) occupandosi in particolare della pastorale giovanile. Con l'ordinazione sacerdotale, dovrà ulteriormente allargare il cuore ad un gregge sconfinato di uomini e donne e giovani e anziani e poveri che, come ci ricorda papa Francesco attendono pastori che "profumano dell'Unto, il Cristo Gesù" ; pastori che abbiano  "l'odore delle pecore addosso". 
Riporto di seguito la stupenda omelia di papa Francesco rivolta a tutti i preti nella messa crismale del giovedì santo 2013, rivolta però anche a tutti quei giovani che si chiedono e si interrogano su di una chiamata sacerdotale.  Il papa mostra a ciascuno chiaramente, il senso e la via di una tale vocazione. Vogliamo ricordare fra Matteo nella nostra preghiera all'inizio del suo ministero e preghiamo che il Signore doni alla Sua Chiesa, "tanti e santi sacerdoti". 
A Lui sempre la nostra Lode. frate Alberto



OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Giovedì Santo, 28 marzo 2013

Cari fratelli e sorelle,
con gioia celebro la prima Messa Crismale come Vescovo di Roma. Vi saluto tutti con affetto, in particolare voi, cari sacerdoti, che oggi, come me, ricordate il giorno dell’Ordinazione.
Le Letture, anche il Salmo, ci parlano degli “Unti”: il Servo di Javhè di Isaia, il re Davide e Gesù nostro Signore. I tre hanno in comune che l’unzione che ricevono è destinata a ungere il popolo fedele di Dio, di cui sono servitori; la loro unzione è per i poveri, per i prigionieri, per gli oppressi… Un’immagine molto bella di questo “essere per” del santo crisma è quella del Salmo 133: «È come olio prezioso versato sul capo, che scende sulla barba, la barba di Aronne, che scende sull’orlo della sua veste» (v. 2). L’immagine dell’olio che si sparge, che scende dalla barba di Aronne fino all’orlo delle sue vesti sacre, è immagine dell’unzione sacerdotale che per mezzo dell’Unto giunge fino ai confini dell’universo rappresentato nelle vesti.
Le vesti sacre del Sommo Sacerdote sono ricche di simbolismi; uno di essi è quello dei nomi dei figli di Israele impressi sopra le pietre di onice che adornavano le spalle dell’efod dal quale proviene la nostra attuale casula: sei sopra la pietra della spalla destra e sei sopra quella della spalla sinistra (cfrEs 28, 6-14). Anche nel pettorale erano incisi i nomi delle dodici tribù d’Israele (cfr Es 28,21). Ciò significa che il sacerdote celebra caricandosi sulle spalle il popolo a lui affidato e portando i suoi nomi incisi nel cuore. Quando ci rivestiamo con la nostra umile casula può farci bene sentire sopra le spalle e nel cuore il peso e il volto del nostro popolo fedele, dei nostri santi e dei nostri martiri, che in questo tempo sono tanti!.
Dalla bellezza di quanto è liturgico, che non è semplice ornamento e gusto per i drappi, bensì presenza della gloria del nostro Dio che risplende nel suo popolo vivo e confortato, passiamo adesso a guardare all’azione. L’olio prezioso che unge il capo di Aronne non si limita a profumare la sua persona, ma si sparge e raggiunge “le periferie”. Il Signore lo dirà chiaramente: la sua unzione è per i poveri, per i prigionieri, per i malati e per quelli che sono tristi e soli. L’unzione, cari fratelli, non è per profumare noi stessi e tanto meno perché la conserviamo in un’ampolla, perché l’olio diventerebbe rancido … e il cuore amaro.
Il buon sacerdote si riconosce da come viene unto il suo popolo; questa è una prova chiara. Quando la nostra gente viene unta con olio di gioia lo si nota: per esempio, quando esce dalla Messa con il volto di chi ha ricevuto una buona notizia. La nostra gente gradisce il Vangelo predicato con l’unzione, gradisce quando il Vangelo che predichiamo giunge alla sua vita quotidiana, quando scende come l’olio di Aronne fino ai bordi della realtà, quando illumina le situazioni limite, “le periferie” dove il popolo fedele è più esposto all’invasione di quanti vogliono saccheggiare la sua fede. La gente ci ringrazia perché sente che abbiamo pregato con le realtà della sua vita di ogni giorno, le sue pene e le sue gioie, le sue angustie e le sue speranze. E quando sente che il profumo dell’Unto, di Cristo, giunge attraverso di noi, è incoraggiata ad affidarci tutto quello che desidera arrivi al Signore: “preghi per me, padre, perché ho questo problema”, “mi benedica, padre”, “preghi per me”, sono il segno che l’unzione è arrivata all’orlo del mantello, perché viene trasformata in supplica, supplica del Popolo di Dio. Quando siamo in questa relazione con Dio e con il suo Popolo e la grazia passa attraverso di noi, allora siamo sacerdoti, mediatori tra Dio e gli uomini. Ciò che intendo sottolineare è che dobbiamo ravvivare sempre la grazia e intuire in ogni richiesta, a volte inopportuna, a volte puramente materiale o addirittura banale - ma lo è solo apparentemente - il desiderio della nostra gente di essere unta con l’olio profumato, perché sa che noi lo abbiamo. Intuire e sentire, come sentì il Signore l’angoscia piena di speranza dell’emorroissa quando toccò il lembo del suo mantello. Questo momento di Gesù, in mezzo alla gente che lo circondava da tutti i lati, incarna tutta la bellezza di Aronne rivestito sacerdotalmente e con l’olio che scende sulle sue vesti. È una bellezza nascosta che risplende solo per quegli occhi pieni di fede della donna che soffriva perdite di sangue. Gli stessi discepoli – futuri sacerdoti – tuttavia non riescono a vedere, non comprendono: nella “periferia esistenziale” vedono solo la superficialità della moltitudine che si stringe da tutti i lati fino a soffocare Gesù (cfr Lc 8,42). Il Signore, al contrario, sente la forza dell’unzione divina che arriva ai bordi del suo mantello.
Così bisogna uscire a sperimentare la nostra unzione, il suo potere e la sua efficacia redentrice: nelle “periferie” dove c’è sofferenza, c’è sangue versato, c’è cecità che desidera vedere, ci sono prigionieri di tanti cattivi padroni. Non è precisamente nelle autoesperienze o nelle introspezioni reiterate che incontriamo il Signore: i corsi di autoaiuto nella vita possono essere utili, però vivere la nostra vita sacerdotale passando da un corso all’altro, di metodo in metodo, porta a diventare pelagiani, a minimizzare il potere della grazia, che si attiva e cresce nella misura in cui, con fede, usciamo a dare noi stessi e a dare il Vangelo agli altri, a dare la poca unzione che abbiamo a coloro che non hanno niente di niente.
Il sacerdote che esce poco da sé, che unge poco - non dico “niente” perché, grazie a Dio, la gente ci ruba l’unzione - si perde il meglio del nostro popolo, quello che è capace di attivare la parte più profonda del suo cuore presbiterale. Chi non esce da sé, invece di essere mediatore, diventa a poco a poco un intermediario, un gestore. Tutti conosciamo la differenza: l’intermediario e il gestore “hanno già la loro paga” e siccome non mettono in gioco la propria pelle e il proprio cuore, non ricevono un ringraziamento affettuoso, che nasce dal cuore. Da qui deriva precisamente l’insoddisfazione di alcuni, che finiscono per essere tristi, preti tristi, e trasformati in una sorta di collezionisti di antichità oppure di novità, invece di essere pastori con “l’odore delle pecore” - questo io vi chiedo: siate pastori con “l’odore delle pecore”, che si senta quello -; invece di essere pastori in mezzo al proprio gregge e pescatori di uomini. È vero che la cosiddetta crisi di identità sacerdotale ci minaccia tutti e si somma ad una crisi di civiltà; però, se sappiamo infrangere la sua onda, noi potremo prendere il largo nel nome del Signore e gettare le reti. È bene che la realtà stessa ci porti ad andare là dove ciò che siamo per grazia appare chiaramente come pura grazia, in questo mare del mondo attuale dove vale solo l’unzione - e non la funzione -, e risultano feconde le reti gettate unicamente nel nome di Colui del quale noi ci siamo fidati: Gesù.
Cari fedeli, siate vicini ai vostri sacerdoti con l’affetto e con la preghiera perché siano sempre Pastori secondo il cuore di Dio.
Cari sacerdoti, Dio Padre rinnovi in noi lo Spirito di Santità con cui siamo stati unti, lo rinnovi nel nostro cuore in modo tale che l’unzione giunga a tutti, anche alle “periferie”, là dove il nostro popolo fedele più lo attende ed apprezza. La nostra gente ci senta discepoli del Signore, senta che siamo rivestiti dei loro nomi, che non cerchiamo altra identità; e possa ricevere attraverso le nostre parole e opere quest’olio di gioia che ci è venuto a portare Gesù, l’Unto. Amen

Suor Barbara...fra Matteo....fra Fabio... .al recente Meeting Giovani Francescano

giovedì 9 maggio 2013

I frati francescani e l'Immacolata - Il S. Rosario

Il S. Rosario nel mese di maggio e la vocazione religiosa-francescana
L'Annunciazione
Cari amici "in ricerca" vocazionale, 
da poco è iniziato il mese di maggio, tradizionalmente dedicato alla Madonna e in tutte le nostre comunità (come nella Chiesa intera) i frati onorano la Patrona dell'Ordine Francescano soprattutto con la preghiera del S. Rosario. La devozione alla Vergine, all'Immacolata, è del resto da sempre un caposaldo della spiritualità francescana ed affonda le sue radici nello straordinario affetto con cui san Francesco si rivolgeva a Maria, o nelle stupende parole e preghiere a Lei dedicate da S. Antonio così come nella irriducibile devozione all'Immacolata di S. Massimiliano Kolbe, il martire di Auschwitz. La corona del S. Rosario che molti frati portano al cingolo testimonia anche visivamente questo speciale vincolo che ci unisce alla Madonna.
Rinnovo pertanto anche a ciascuno di voi, ma soprattutto ai ragazzi e ai giovani in cammino vocazionale, l'invito a recitare in questo mese il Santo Rosario: una preghiera, da un lato umile e semplice, dall'altra potente e profonda.
Se volete del resto comprendere la chiamata del Signore per la vostra vita, è fondamentale l'affidamento a Maria, che anche a noi continua a ripetere come a Cana:  "FATE QUELLO CHE EGLI VI DIRA'. 
Se volete trovare gli atteggiamenti e le parole giuste con cui rispondere all'appello di Gesù, Maria, con il suo "ECCOMI" ancora ci insegna la via: quella dell'abbandono, della fiducia, dell' obbedienza!


In particolare ricordo come presso la Basilica del Santo (Pd) dove io risiedo , si preghi il S. Rosario ogni sera ( da lunedì a venerdì - ore 21,00 ) insieme a tantissime altre persone, percorrendo devotamente il perimetro dei chiostri. Siete tutti invitati a condividere questa preghiera così bella e dolce alla Madre Celeste ! 

mercoledì 8 maggio 2013

Vocazioni via internet - occasione o confusione?

Cari amici, il Signore vi dia Pace. Ricevo quotidianamente moltissime lettere di fedeli lettori che mi incoraggiano a proseguire nella mia opera di animazione e promozione della vocazione religiosa francescana via Web. Ringrazio tutti di cuore per gli apprezzamenti al blog che mi aiutano a proseguire in questo servizio di sensibilizzazione  vocazionale che ritengo provvidenziale per i giovani. Ma se molte sono le opportunità offerte dalla rete a chi è in ricerca, molte sono anche le insidie e le proposte confuse e dubbie da cui difendersi e su cui vigilare. Vi segnalo al riguardo oggi, uno stralcio della corrispondenza intercorsa con una ragazza in ricerca, Michela. 
Vi benedico e affido all'Altissimo. frate Alberto

Assisi: suore francescane verso la basilica di san Francesco

LETTERA DI MICHELA
Bellissimo il suo blog vocazionale che ho scoperto per caso. Le chiedo aiuto per il mio cammino di ricerca ormai in atto da qualche mese e che neccessita ora un passo ulteriore, anche se non so bene come muovermi..a chi rivolgermi. Vengo da una conversione e un ritorno alla fede dopo anni di abbandono; sono stata ad Assisi per lavoro (restauro)... e S. Francesco mi ha catturato!  C'è un blog simile per la vocazione femminile francescana? In internet ne ho trovati alcuni simili, ma non mi hanno convinto e per certi aspetti anche inquietato! Soprattutto perché spesso non risultava chiaro "chi" ne fosse il gestore, e in nome di "chi" si presentasse o parlasse. Pensi che stavo rischiando di entrare in un gruppo appartenente ad una setta "pseudo-francescana", sincretista ed ecologista, suadente per molti aspetti... ma per nulla cristiana e cattolica. Per fortuna poi, me ne sono resa conto... (...). Vedo invece, nella sua presentazione,  che lei è bene identificato come un frate e sacerdote francescano della Basilica del Santo di Padova, con riferimenti certi e sicuri... e questo mi ha convinto a scriverle con più tranquillità. Grazie per ogni consiglio che vorrà darmi. Michela

RISPOSTA DI FRA ALBERTO

Pace a te, cara Michela! Grazie per la fiducia e i complimenti che aiutano a proseguire in questo servizio! (...)
Se nella rete, si trova molto materiale vocazionale, non conosco in verità, blog "vocazionali francescani" o qualche cosa di simile specificatamente al femminile. 
Attenzione poi, come tu stessa affermi,  al WEB!!! In internet infatti, credo sia saggio muoversi sempre con prudenza, soprattutto quando si sta pensando di "giocarsi" la propria vita per il Signore e magari si scrivono poi cose molto personali...a sconosciuti!. In particolare è bene vigilare là dove  non siano chiari i gestori e non si riesce a capire bene chi ci sia "dietro", chi costruisca un blog o un sito e a nome "di chi" e "per quale famiglia religiosa" o anche "per quale Chiesa" ( non sempre si tratta di quella cattolica!!)  .  Per tale motivo invece, chiunque mi contatta, può conoscere del sottoscritto, da subito, molte cose : chi sono, dove abito,  come reperirmi, a quale Ordine appartengo. Mi pare questo un criterio di grande serietà e limpidezza nei confronti di chi mi legge e mi vuole scrivere o incontrare! Là dove manca tale chiarezza, meglio girare al largo! 
E' poi sempre mia premura, nei riguardi delle varie ragazze che mi scrivono (alla mia mail personale), il fare da tramite e da primo contatto con alcune belle e serie congregazioni francescane femminili (indirizzandole ad alcune brave religiose francescane con le quali collaboro qui a Padova o in Assisi);  oppure mettendole in contatto con qualche Monastero di Clarisse di cui posso fidarmi per l'impegno di vita spirituale (se c'è una domanda di vita claustrale). Per chi invece cerca esperienze di crescita nella fede il rimando è alle iniziative francescane della Basilica di S. Francesco in Assisi (CNPGV) o S. Antonio in Padova (www.riparalamiacasa.org) o alla vita dei giovani frati . Ugualmente, ai giovani che mi chiedono una guida spirituale per un cammino di discernimento alla vita consacrata, è sempre mia premura segnalare un bravo frate nel convento a ciascuno più vicino ( sia al nord che al sud d'Italia)...per un incontro e un dialogo personale!!!!  Tutto dunque, alla luce del sole e senza ambiguità!!
Internet infatti può aiutare molto a compiere un primo difficile passo, ma è sempre e solo l'incontro personale che alla fine fa la differenza... La rete, dunque, è una grande opportunità, ma anche un luogo che può creare molta confusione! Sempre, il Web deve rimandare ad un discernimento ulteriore, che si compie nel dialogo e nell'incontro personale (a tu per tu), nell'accompagnamento, nella direzione spirituale, nella conoscenza di un carisma specifico. Per questo è bene rivolgersi là dove si intuisce serietà e "riconoscibilità", certezza di un percorso di discernimento rispettoso e "cattolico" e soprattutto, là dove dietro una pagina Web, vi sono uomini e donne autentici, frati e suore veri, che vogliono solo il tuo bene. Ti benedico e incoraggio. 
frate Alberto da Padova
Frate Francescano Minore conventuale - Basilica del Santo.
mail: fra.alberto@davide.it

martedì 7 maggio 2013

Giovani e frati al "Cammino di S. Antonio" 2013

In cammino nella notte
tra sabato 25 e domenica 26 maggio


Anche quest'anno ritorna , promosso da noi frati francescani della Basilica del Santo (Pd), l'ormai famoso PELLEGRINAGGIO nella NOTTE, conosciuto nel mondo come " IL CAMMINO DI S. ANTONIO.
Tra sabato 25 e domenica 26 maggio 2013 ripercorreremo pertanto gli ultimi passi che Sant' Antonio intraprese poche ore prima della sua morte ( 13 giugno 1231).
Si tratta di un itinerario a piedi di 25 Km che parte dai Santuari Antoniani di Camposampiero - Pd-  ( i luoghi delle famose visioni del Bambino Gesù), fino a toccare il Santuario dell'Arcella sorto sul luogo della morte di S. Antonio, fino alla meravigliosa Basilica in Padova che custodisce la tomba del Santo

Sono invitati in modo particolare i GIOVANI. in preparazione alla prossima GMG di Rio De Janeiro.

Il pellegrinaggio si svolgerà anche in caso di mal tempo. Vi aspettiamo numerosi...e ardimentosi!
Al Signore Gesù e al suo servo s. Antonio la nostra lode. frate Alberto

Per il PROGRAMMA e le ISCRIZIONI clicca qui



venerdì 3 maggio 2013

Il successore di S. Francesco da papa Francesco



Papa Francesco riceve il Ministro generale dei Frati Francescani Minori conventuali e benedice tutti i frati
Oggi il Papa ha ricevuto il Ministro generale dei Frati Minori conventuali, i frati francescani che si dedicano da sempre alla custodia della Basilica di San Francesco ad Assisi dove,  riposano i resti mortali del Poverello. 
( Web Cam sulla tomba)
Il Ministro generale padre Marco Tasca (119° successore di san Francesco - il primo accanto al Papa)  ha detto che il Pontefice ha intenzione di recarsi ad Assisi e ha donato una sua benedizione particolare a tutto l'Ordine francescano conventuale, chiedendo di sostenerlo nella preghiera. "Il Papa - ha sottolineato padre Tasca - ci ha accolto con cordialità e con un sorriso francescano. Ho notato ascolto e disponibilità significativa".

Era presente all'incontro anche il Custode del 
Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, che ha commentato così: "Ci ha fatto toccare con mano l'amore del Papa per San Francesco. Per noi è stato rivivere le parole del Santo, citate dalle fonti francescane: Andiamo dalla nostra Madre, la Santa Chiesa romana, e comunichiamo al Sommo Pontefice ciò che il Signore ha cominciato a fare per mezzo di noi".

Durante l'incontro – riferisce una nota del Sacro Convento – c’è stata la presentazione al Santo Padre del numero speciale della rivista, edita dai frati di Assisi, dedicata alla elezione di Papa Francesco.


Qui trovate il link al TG1 di oggi all'interno del quale c'è un servizio sull'incontro del Papa con il Ministro generale: http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/edizioni/ContentSet-c33de60a-a1bf-4300-ac15-b69858f98313-tg1.html


Testo preso da: www.cantualeantonianum.com

mercoledì 1 maggio 2013

Cercasi operai

Cari amici, Il Signore vi dia Pace. Oggi celebriamo la festa di S. Giuseppe lavoratore. Lo invochiamo per questa nostra Italia e per tutti i giovani in cerca di un lavoro e soprattutto alla ricerca della propria vocazione e impegnati nella realizzazione del progetto che il Signore ha seminato nel loro cuore. E a..proposito di "lavoro", ve ne segnalo uno che non ha crisi.., ma che anzi, necessita continuamente di forze giovani e ardenti:

AAA..CERCASI OPERAI PER LA VIGNA DEL SIGNORE

Leggiamo nel Vangelo..il "contratto" per essere assunti:
"In quel tempo, Pietro disse a Gesù: "Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguìto". Gesù gli rispose: "In verità vi dico: "non c’è nessuno, che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o campi a causa mia e a causa del Vangelo, che non riceva il centuplo adesso, in questo tempo, in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, con persecuzioni, e la vita eterna nel secolo che viene" (Mc 10,29-30; parall. Mt 19,28-29; Lc 18,28-3o).

Vi benedico e buona festa di S. Giuseppe. 
frate Alberto


Ecco un bel video realizzato da alcuni nostri giovani frati di Malta! Ammirate le immagini! E..lasciatevi condurre dallo Spirito..... Buona visione!