lunedì 10 ottobre 2011

Molti sono chiamati, ma pochi eletti

Cari amici "in ricerca", certo avrete avuto modo di ascoltare e meditare il vangelo di questa domenica, dalla forte intonazione vocazionale.
Lo ripropongo alla vostra preghiera, augurandovi una buona settimana nel Signore. frate Alberto

Dal vangelo di Matteo (22,1-14).
Gesù riprese a parlar loro in parabole e disse:  «Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire. Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono gia macellati e tutto è pronto; venite alle nozze. Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.
Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l'abito nuziale, gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz'abito nuziale? Ed egli ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti.   Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Una lettura vocazionale
Nel brano di Matteo compare una parola strettamente vocazionale: chiamare. Gesù stesso raccontando questa parabola ci dice che la vocazione è un invito a nozze, ad una festa con grasse e abbondanti vivande. Insieme a questa proposta positiva c'è la dimensione negativa: gli invitati rifiutano per vari motivi, chi per interesse, chi perchè dà più importanza ai propri affari, chi per cattiveria...Gesù manda di nuovo a chiamare e solo quando invita i deboli, la sala si riempie. Solo chi ha bisogno di Dio accetta l'invito, non chi è già sazio della vita!
Infine, ecco l'invitato senza abito nuziale. Sono parole dure quelle di Gesù: "molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti". Cosa significano? Qual'è l'abito nuziale da indossare? Stando all'esperienza concreta, anche oggi molti sono i giovani attratti dalla vita religiosa e sacerdotale e molti percepiscono nel cuore la chiamata a consacrarsi totalmente al Signore e al Suo Regno, poi in realtà, spesso prevalgono altre ragioni e preoccupazioni o interessi. Vi è dunque chi ritorna ai propri progetti e programmi, chi si rende sordo alla voce del Signore, chi non si lascia guidare e presume di sapere tutto, chi resta fermo e non rischia mai... Ben pochi dunque sono gli eletti. Per essere fra questi, occorre saper accogliere la chiamata del Signore  con cuore disponibile e umile, con cuore di povero.

Una preghiera
"Amico,come hai fatto ad essere qui?"
Perchè Signore, tu hai allargato l'invito,
hai aperto nuove vie
e se le case erano chiuse,
mi hai trovato lungo le strade.

Ma oggi, Signore, non voglio restare muto
come l'uomo della parabola.
Ti dirò: "Non ho l'abito bello
perchè sono troppo povero,
perchè ne h tessuto solo qualche scampolo.

Donamelo tu, Signore, vestimi di te,
vestimi della tua luce,
io sono soltanto un uomo delle strade,
uno dei crocicchi che i tuoi servi percorrono,
con tanta polvere sul cuore, buono e cattivo allo stesso tempo.

sono stato scovato solo alla fine,
ma adesso accolgo l'invito, farò la mia parte,
scelgo di indossare te.
indosso i tuoi occhi,
mi vesto dei tuoi gesti,
prendo le tue mani, la tua bocca, i tuoi piedi.

Io prendo te come mio desiderio,
come mio sogno,
e tu, Signore, accoglimi di nuovo nella sala del banchetto.
Tu mio abito, mia casa, mia festa.
Amen.

(Ermes Ronchi)

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