Non servono persone perfette
La festa di Tutti i Santi ci ricorda che non siamo soli nel nostro cammino. Abbiamo tanti fratelli e sorelle che ci hanno preceduto e che continuano ad accompagnarci: sono i santi, amici di Dio e amici nostri.
Non sono stati persone perfette, senza dubbi o cadute. Anche loro hanno conosciuto fatiche e fragilità, ma hanno continuato a camminare, fidandosi di Dio, pregando e cercando di amare.
Pensiamo a san Francesco d’Assisi che, in un tempo in cui la ricchezza contava sempre di più, ha scelto una vita semplice e fraterna. La sua gioia nasceva dal sentirsi amato da Dio e dal condividere quell’amore con gli altri.
La loro testimonianza ci ricorda una cosa importante: “la santità non è per pochi eletti, ma è una chiamata per tutti, nessuno escluso.” Non dobbiamo essere perfetti per iniziare. Dobbiamo soltanto lasciarci incontrare da Dio e permettergli di trasformare la nostra vita.
E se la felicità fosse un dono?
Nel Vangelo, Gesù ci indica la strada della felicità attraverso le Beatitudini. Ma di quale felicità parla?
Spesso pensiamo che saremo felici quando avremo trovato la persona giusta, realizzato i nostri progetti, ottenuto un lavoro o superato un momento difficile. Così rischiamo di rimandare continuamente la felicità a un futuro in cui tutto sarà finalmente a posto.
Gesù ci propone un’altra prospettiva: la felicità non è soltanto una conquista, ma un dono da accogliere. Nasce dall’incontro con Dio, che ci ama anche quando siamo fragili, confusi o in difficoltà.
Le Beatitudini ci ricordano proprio questo: an
che nei momenti in cui ci manca qualcosa, possiamo scoprire che non siamo soli. La povertà, la tristezza e le difficoltà non sono belle in sé, ma possono diventare occasioni per riconoscere che abbiamo bisogno di Dio e aprirgli il cuore.
Per chi desidero vivere?
Le Beatitudini non parlano soltanto del nostro rapporto con Dio, ma anche di quello con gli altri. Gesù proclama beati i misericordiosi, gli operatori di pace e coloro che hanno fame e sete di giustizia.
La felicità cresce quando usciamo da noi stessi, impariamo a perdonare, ci prendiamo cura degli altri e mettiamo i nostri doni al servizio del bene.
Per un giovane in ricerca vocazionale, tutto questo apre una domanda fondamentale: per chi e per che cosa desidero spendere la mia vita?
Quali situazioni mi toccano il cuore? Quali persone sento di voler aiutare? Quali doni posso mettere a disposizione degli altri?
Non dobbiamo avere subito tutte le risposte. La vocazione è un cammino: attraverso la preghiera, l’ascolto della Parola e gli incontri della vita, possiamo scoprire poco alla volta ciò che Dio ci chiama a diventare.
Comincia da dove sei
I santi ci insegnano che la santità non consiste nel non sbagliare mai, ma nel rialzarsi, fidarsi di Dio e continuare ad amare.
Non serve aspettare di avere le idee chiare o di sentirsi pronti. Possiamo cominciare oggi, nella nostra vita concreta, con piccoli gesti di amore e con il coraggio di ascoltare le domande che portiamo nel cuore.
La festa di Tutti i Santi ci lascia un messaggio di speranza: la santità è possibile, la felicità è un dono e la nostra vita può diventare una risposta all’amore di Dio.
E tu, da dove puoi cominciare? In quale situazione della tua vita puoi lasciare entrare Dio? E a chi puoi donare l’amore che ricevi da lui?”



