In un recente articolo abbiamo evidenziato come la santità di san Francesco è stata il frutto della relazione con fratelli e sorelle che il Signore gli ha donato. Un ruolo principale nel processo di conformazione a Cristo del Serafico Padre lo ha svolto sicuramente santa Chiara, infatti con la sua vita è stata un richiamo costante a mettere al centro il Signore Gesù.
Il messaggio e l’attualità di Chiara
San Damiano, Chiara, per quarantadue anni vive un unico atteggiamento: la contemplazione. Contempla con costanza e fedeltà Gesù presente nell’Eucarestia e questo produrrà in lei vari frutti:
1 – Essere una donna libera, audace e fedele
Come per Francesco, non le mancava nulla per essere una donna felice: godeva di molti beni materiali e di un grande prestigio sociale, provenendo da una famiglia nobile. Eppure, in lei non c’è mai stata ombra di delusione per la scelta di appartenere unicamente al Signore. La sua risposta all’amore di Dio, che la chiamava, fu la fedeltà. Questo valore, oggi, sembra venir meno, non essere più attuale, si è fedeli finché va bene, finché se ne ha voglia. Tutto viene impostato sul sentimento, che è certamente importante, ma non può diventare il fondamento delle nostre scelte.
Chiara è audace, perché, spinta dalla forza dello Spirito, rompe ogni convenzione sociale del suo tempo e decide di seguire il Signore, costi quel che costi. Non fa calcoli, non si preoccupa di ciò che potranno dire o fare i suoi genitori, i suoi parenti o i suoi amici. Lei ha nel cuore una grande certezza: Dio è fedele e non verrà meno alle sue promesse, e questo la rende libera.
2 – Nella fatica del silenzio scopre e vive la povertà di Gesù Cristo
Chiara, proprio perché è una donna libera che si apre alla forza dello Spirito, vive la gioia di essere figlia di Dio! La sua fedeltà e la sua povertà si concretizzano nella preghiera di adorazione e contemplazione per le sorelle, per la società e per il mondo intero (non prega per salvarsi l’anima…). La povertà di Chiara, dunque, non è fine a se stessa. Lotterà con tutte le sue forze fino alla fine della sua vita per ottenere dal Papa il privilegio di poter vivere nella povertà, per essere conforme a quel Gesù che contemplava “povero e crocifisso”. Povera di tutto e di tutti, per amare unicamente il Signore: una povertà scelta per essere simile a Gesù e amare unicamente il Signore.
3 – Una comunione che trasforma
Il Vangelo di Giovanni ci ricorda che la vita eterna consiste nel conoscere il Padre e Colui che egli ha mandato: Gesù Cristo. E’ questa conoscenza che coinvolge pienamente la vita di Chiara. Una conoscenza che non è semplicemente intellettuale, ma esperienziale. Conoscere significa essere trasformati da chi si conosce. E’ nell’Eucaristia che Chiara trova la fonte d’acqua viva alla quale disseta la sua anima per vivere questa profonda comunione con Dio.
Una vita incendiata dall’amore di Dio
Chiara, a San Damiano, ha realizzato il grande sogno di Francesco: l’adorazione! Questa è la realtà che ha vissuto per tutta la sua vita. Chiara non ha fatto catechesi, non ha predicato, non ha servito i lebbrosi. Dal punto di vista puramente umano, la sua sembra essere stata una vita inutile! Ma è proprio per questo che la sua vita contemplativa è la forma più alta di adorazione: dimostra che Dio è così grande che vale la pena donargli la propria vita, bruciare totalmente la propria esistenza, senza nessuna utilità, solo per lui.
Chiara a San Damiano fu come una candela che si consuma senza alcuna utilità pratica. La sua vita trascorre senza fare nulla, se non adorare. La sua vita fu inutile come l’incenso che si brucia o l’ornamento che serve a rendere qualcuno più bello. In altre parole, Chiara ha realizzato il sogno migliore di Francesco: l’adorazione!
L’esempio di questa grande santa ci mostra come, per crescere nella propria vocazione, sia importante dare spazio alla preghiera di adorazione, trovare spazi di contemplazione questo dà forza e coraggio nelle difficoltà e la gioia di essere fedeli al Signore.
Fra Alessandro – fraalessandro@vocazionefrancescana.org



