Ti hanno ferito profondamente e non riesci proprio a passarci sopra? Ti senti in colpa perché non provi “sentimenti di pace” verso chi ti ha fatto del male? Oggi parliamo di come il perdono non sia un'”emozione magica”, ma un cammino di libertà e una tappa fondamentale per chi cerca la propria vocazione.
Non è un pacchetto regalo già pronto
Molte volte pensiamo che perdonare sia come fare un regalo di Natale: vai in cartoleria, compri il pacchetto, paghi e via, pratica archiviata. Ma la verità è che il perdono è una roba seria, impegnativa e, diciamocelo chiaramente, per nulla facile! Spesso ci portiamo addosso un senso di colpa assurdo perché leggiamo nel Vangelo che dobbiamo perdonare “settanta volte sette”, ma nel cuore sentiamo solo un gran magone o la rabbia che bolle.
Tranquillo, non sei un/una “cattivo/a cristiano/a” se soffri. Il Signore non ti chiede di far sparire il dolore con un colpo di bacchetta magica o di far finta che non sia successo nulla. Il perdono non è un interruttore “on/off”, ma un processo, un cammino che ha i suoi tempi e le sue fatiche. Dio è paziente con le tue ferite… prova ad esserlo anche tu!
Perdono: non un sentimento ma una decisione
Ecco il segreto che spesso dimentichiamo: il perdono è una decisione, non un sentimento. Se aspetti di “sentirti bene” o di provare tenerezza per chi ti ha tradito prima di perdonare, rischi di aspettare in eterno! Il perdono cristiano è un atto della volontà. Significa dire: “Decido di non restituire il male che ho ricevuto“.
Puoi scegliere di non vendicarti, di non parlare male di quella persona, anche se quando la incroci senti ancora una morsa allo stomaco. Perdonare non significa nemmeno dover tornare amici per forza se la fiducia è stata calpestata: puoi perdonare qualcuno e decidere che le vostre strade devono separarsi per il bene di entrambi. La libertà sta nel non restare incatenati all’offesa ricevuta.
Il perdono nel cammino vocazionale
Ma cosa c’entra tutto questo con la vocazione? C’entra tantissimo! Spesso il Signore ci chiama a seguirlo, a fare grandi cose, ma noi ci sentiamo bloccati, come se avessimo il freno a mano tirato. Molte volte quel freno è proprio un perdono non dato (o non chiesto). Un cuore pieno di risentimento è un cuore pesante, che fa fatica a correre dietro ai sogni di Dio.
Discernere la propria strada significa fare spazio alla voce dello Spirito, e il risentimento fa un rumore così forte da coprire tutto il resto. Imparare a perdonare (certamente gli altri, ma anche noi stessi, per i nostri fallimenti… cosa talvolta ancora più difficile) è un passo necessario per camminare più leggeri verso ciò un progetto di vita con Dio.

Il “trucco” di San Francesco e Santa Teresina
Il nostro caro san Francesco, che il cuore umano lo conosceva bene, dava un consiglio incredibile: se proprio non te la senti di perdonare perché la ferita brucia troppo, va bene, il Signore lo sa… ma allora sforzati di non fare del male all’altro e, se puoi, cerca di fargli del bene. È una pedagogia geniale: partendo dai gesti esterni, piano piano il cuore si ammorbidisce.
Mi viene in mente anche l’esempio di santa Teresina del Bambin Gesù. In convento c’era una consorella che le stava proprio antipatica (sì, succede anche ai santi!); Teresa allora decise di non evitarla, ma piuttosto di rivolgerle il sorriso più dolce ogni volta che la incontra, e di farle piccoli favori, sforzarsi ad essere gentile con lei. Dopo mesi, un giorno quella suora le disse: “Ma perché mi vuoi così bene?”, e Teresa dentro di sé pensava: “Se sapessi invece cosa vorrei farti…!”, eppure quel piccolo esercizio di carità ha guarito il suo cuore.
Perché ne vale la pena?
Perdonare è un dono che fai innanzitutto a te stesso/a. È riprenderti la tua vita. E sai cosa aiuta davvero? Ricordarsi che anche noi siamo fragili e abbiamo bisogno di essere perdonati continuamente. Quando facciamo memoria della misericordia che Dio ha avuto con noi, diventa un po’ più semplice guardare agli errori degli altri con un occhio meno severo.
Non si nasce “imparati” nel perdono. È una palestra quotidiana dove ci si allena a guardare oltre l’errore, puntando lo sguardo verso Gesù. Lui, dalla croce, non ha solo perdonato, ma ha interceduto per chi lo stava uccidendo. Quello è il nostro traguardo, l’orizzonte della nostra vocazione all’amore.
Quindi, coraggio: fai anche tu la SCELTA di perdonare, di superare, di lasciare che lo Spirito del risorto possa liberarti dalle catene del rimorso, della rabbia, del rancore… è un grande atto di libertà, di umanità, di santità!
Buon cammino a tutti.
fra Nico – franico@vocazionefrancescana.org
PS: da qualche tempo stiamo pubblicando un podcast francescano, “Detto FRA noi”, per parlare di fede, di vita quotidiana, di “frati”, in modo semplice, tra una battuta e un pensiero profondo; abbiamo fatto una puntata proprio sul perdono; se vuoi approfondire il tema, trovi il video qui sotto!


