Molte persone oggi si chiedono se sia possibile fare un cammino di accompagnamento spirituale anche online. È una domanda sempre più frequente, nata da un bisogno reale: trovare qualcuno che ci ascolti e ci accompagni nella fede. Ma la modalità “a distanza” è davvero la stessa cosa dell’incontro di persona?
Il desiderio di essere accompagnati
Chi intraprende un cammino di discernimento o di crescita spirituale sente presto il bisogno di non camminare da solo. Avere una guida, qualcuno con cui confrontarsi nella fede, è un aiuto prezioso: aiuta a fare chiarezza, a rileggere la propria storia alla luce del Vangelo, a riconoscere la voce di Dio nei propri desideri e nelle proprie ferite (ne abbiamo parlato tante volte, qui trovi gli altri articoli su questo tema).
Ma oggi non è sempre facile trovare un padre o una madre spirituale vicino a casa. Le distanze, i ritmi di lavoro, gli impegni familiari e, spesso, la mancanza di figure disponibili rendono difficile l’incontro. È comprensibile, allora, che qualcuno si chieda: “E se lo facessi online? Se ci sentissimo su Zoom, o su WhatsApp, o al telefono, o via mail?”.
La domanda è legittima, e anzi nasce dal desiderio sincero di cercare Dio. Ma occorre fermarsi un momento e comprendere bene cosa significa “accompagnamento spirituale” e quale sia il suo senso profondo, per capire anche come viverlo nella maniera migliore.
Quando l’online aiuta (e quando no)
In certi casi, la modalità online può davvero essere un aiuto. Permette di superare grandi distanze geografiche, di incontrare una persona di fiducia che altrimenti sarebbe irraggiungibile, o di mantenere un contatto in momenti particolari (malattia, viaggi, …).
A volte poi, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta a un cammino di fede, una videochiamata può essere un primo passo, un modo discreto per iniziare a raccontarsi e a fidarsi.
Ma l’accompagnamento spirituale non è solo un dialogo di parole. È un incontro di presenza, di sguardo, di silenzio condiviso. Online si rischia di perdere molto di quella parte più umana e incarnata della relazione: non si respira la stessa atmosfera, non si colgono i gesti, le pause, i segni non verbali che spesso dicono molto più delle parole.
Il valore insostituibile dell’incontro dal vivo
L’incontro in presenza, invece, ha una forza tutta sua. Sedersi di fronte a qualcuno, parlare guardandosi negli occhi, sentire l’altro realmente accanto: sono esperienze che danno profondità e concretezza al cammino spirituale. Il colloquio diventa un vero spazio sacro, in cui due persone si pongono davanti a Dio e si lasciano guidare dallo Spirito. Non è solo una conversazione: è una preghiera condivisa.
C’è anche un aspetto simbolico importante: la fede cristiana è incarnata, passa attraverso gesti, corpi, luoghi, incontri. Gesù stesso non ha mai amato da lontano, ma si è fatto vicino, ha toccato, ha ascoltato, ha guardato negli occhi. Anche per questo l’accompagnamento spirituale trova la sua pienezza nell’incontro reale, dove la presenza dell’altro diventa segno della presenza di Dio.
Certo, incontrarsi di persona richiede più tempo, più fatica, più disponibilità. Ma è proprio questa “fatica buona” che fa crescere: ci obbliga a dare spazio a ciò che conta davvero.
L’incontro online infatti può essere fatto nel confort e nella sicurezza della propria casa, e senza una distinzione forte fra ciò che stavo facendo prima e che farò dopo… diventa una cosa fra le altre della mia giornata. Andare invece ad un incontro di persona, significa prendersi del tempo, uscire dai propri spazi, percorrere una certa distanza (di tempo e di spazio), ricavarsi un tempo che è diverso dal precedente e dal successivo.
Un’esperienza personale
Personalmente ricordo con tanta gratitudine un’esperienza, durante un periodo molto impegnativo della mia vita, che condivido volentieri con voi. In quel momento la mia guida spirituale viveva in un convento a circa 50 minuti di macchina da me; era per me molto difficile trovare il tempo di andare, fare il colloquio e tornare, mi andava via mezza giornata, e non era facile ritagliarla in mezzo al lavoro e a tanti impegni…
Eppure dopo le prime volte, in cui ho cercato di andare nonostante la stanchezza e la fatica, ho cominciato a sentire con chiarezza che quello era per me un tempo molto prezioso. Mi “costava” farlo, eppure quel tempo da solo in auto andando all’incontro mi serviva per staccare dalla mia routine, mettere ordine alle idee, pregare un po’, affidare al Signore quanto avevo vissuto nelle ultime settimane.
Arrivavo al colloquio così con più lucidità e presenza a me stesso, e tutto ciò che vivevo respirava di realtà, di verità, di incontro: l’offerta di un caffè, una risata insieme, e poi sedersi su quella sedia, in quella stanza, tirare fuori le cose più profonde che vivevo, piangere, gridare, sorridere…; passare poi in cappella insieme, restituire a Dio quanto ci aveva dato di condividere, e poi un abbraccio e un saluto… Mi rendevo conto che mai avrei potuto spendere in maniera migliore quel tempo!
E lungo la strada verso casa mi faceva molto bene ripensare a quanto ci eravamo detti, ripercorrere alcune cose, confermare certe intuizioni o decisioni. E poi ringraziare il Signore per quanto continuava a farmi vedere e sperimentare di lui… tanto che dopo alcuni mesi avevo preso l’abitudine di non rientrare tramite l’autostrada, ma di fare giri più lunghi, attraverso le campagne e le colline, magari con la musica in macchina a cantare a Lui. Li ricordo come alcuni dei momenti più belli che mi abbia dato di vivere.
È proprio vero che il Signore ci incontra e ci attende lungo la strada, come fa tante volte nel Vangelo… ma se stiamo rinchiusi nei nostri spazi, se non lasciamo che lui ci “scomodi”, rischiamo di toglierci la possibilità di tanti incontri profondi con Lui.
In conclusione: la vicinanza è una questione di cuore
Concludendo, credo che la modalità online possa essere, in certi casi, certamente una risorsa preziosa: un primo contatto, un aiuto in un tempo difficile, un modo per restare in relazione quando non è possibile fare diversamente… Non la voglio certo demonizzare proprio qui, su questo sito dove proprio online incontriamo tanti e tanti giovani in cammino, ogni giorno!
D’altra parte però questa modalità non può sostituire del tutto l’incontro reale. La guida spirituale non è un “consulente”, ma un compagno di strada: e la strada, per essere percorsa, va “camminata insieme”.
Per questo, se puoi, cerca sempre qualcuno vicino a te, nel tuo territorio, nella tua parrocchia, in una comunità religiosa o in un gruppo ecclesiale. Anche se richiede pazienza, varrà la pena. Perché nella vita spirituale, come in ogni relazione vera, la presenza è il primo segno dell’amore di Dio.
Coraggio: il Signore sa già chi ti metterà accanto per accompagnarti. Sta solo aspettando che tu faccia il passo!
Buon cammino a tutti.
fra Nico – franico@vocazionefrancescana.org

















I vostri articoli sono molto utili almeno per me. Voglio crescere spiritualmente ho sempre avuto una fede abitudinaria. Adesso ho bisogno di stare con Gesù soprattutto Gesù Eucaristia. Sono diventata disabile 14 anni fa per un intervento chirurgico non riuscito bene. Da quando è successo questo ho sentito che solo Gesù e Maria Santissima mi hanno aiutato ad andare avanti, a superare tante difficoltà. Ho bisogno di aiuto spirituale e i vostri articoli sono utili e vi ringrazio. Che Dio vi benedica
Ciao Luciana. Grazie mille di questa condivisione. Ringraziamo il Signore se lui riesce attraverso dei piccoli strumenti con noi frati a farsi presente nelle tua vita e nella vita di tanti: questa è la gioia più grande per un discepolo! Ti benedico, ti sostengo e ti assicuro le nostre preghiere. E ricorda sempre: il Signore è grande! fra Nico