Scrivo queste righe da Roma, dalla spianata di Tor Vergata. Da giorni siamo immersi nel Giubileo dei Giovani insieme a ragazzi arrivati da ogni angolo del mondo. In questi giorni abbiamo “respirato Chiesa“: canti, incontri, testimonianze, preghiere, bandiere di ogni nazione e un desiderio comune, quello di ritrovare Dio, di rinnovare la nostra fede, di scoprire la bellezza di una vita vissuta in pienezza, nella fraternità e secondo il Vangelo.
E proprio oggi, 2 agosto, festa del Perdon d’Assisi, il cuore è colmo di gratitudine per il dono della misericordia di Dio, sperimentata così tanto in questi giorni! Francesco ottocento anni fa chiese e ottenne per tutti noi il dono di un perdono grande, totale, gratuito: un’esperienza di grazia che ci riporta a Dio senza condizioni. Oggi sento che il Giubileo che stiamo vivendo con papa Leone è come una grande Porziuncola a cielo aperto: lo stesso invito a lasciar cadere il peso dei nostri errori, dei nostri peccati, a riconciliarci con il Padre, a ricominciare da capo con un cuore libero e pieno di gioia!
Il dono del perdono
Qui a Roma ho visto tanti giovani fare la fila per confessarsi, per parlare con un prete o un frate, per trovare un momento di silenzio davanti al Santissimo. È commovente: significa che il cuore umano ha sempre bisogno di ricominciare, di sentirsi amato e liberato. Francesco, alla Porziuncola, voleva proprio questo: che chiunque, anche il più lontano, potesse tornare a casa con la certezza di essere abbracciato da Dio.
E come non pensare a quel “todos, todos, todos” che ci aveva detto papa Francesco alla GMG di Lisbona due anni fa, proprio in questi giorni? Anche per noi, oggi, il perdono è la chiave per vivere davvero: non possiamo portarci dietro i macigni del passato, i sensi di colpa, i fallimenti. Dio ci aspetta per toglierci ogni peso e riempirci di vita nuova, e questa esperienza è disponibile sempre e per tutti, nessuno escluso!
Il coraggio di ripartire
Allora direi che il Giubileo e la festa del Perdon d’Assisi ci dicono che è sempre possibile ripartire. Non importa se abbiamo sbagliato, se ci sentiamo persi o caduti a terra. Il Signore non si stanca mai di noi, ma ci rimette in piedi e ci affida sempre una missione. È questo il segreto del discernimento vocazionale: scoprire che Dio non ti chiede di essere perfetto, ma di fidarti e di lasciare che il Suo amore trasformi la tua vita.
Mentre ci prepariamo alla veglia finale con papa Leone, sento che questa esperienza resterà nel cuore di tutti. Porteremo a casa volti, parole, canti, ma soprattutto una certezza: il perdono di Dio è una festa, è un abbraccio che ci fa rinascere e ci invita a vivere da fratelli, con la gioia di chi è libero e amato.
Buon giubileo a tutti!
fra Nico – franico@vocazionefrancescana.org
















