Nel discernimento vocazionale spesso ci chiediamo: “Come fa Dio a parlarmi?”. A volte ci sembra che il cielo resti muto, ma la storia di san Francesco ci mostra che lo Spirito parla davvero, e in tanti modi. Scopriamo insieme come riconoscerlo nella nostra vita.
Nel cammino della vita, e soprattutto nel discernimento vocazionale, ci portiamo dentro una domanda semplice e profonda: “Cosa vuole Dio da me?”. È la stessa che un giorno san Francesco rivolse al Signore, inginocchiato davanti al Crocifisso: “Signore, che cosa vuoi che io faccia?”.
Eppure a volte Dio ci sembra silenzioso. Il cielo ci appare vuoto. Ma la vita di Francesco ci aiuta a scoprire che lo Spirito Santo parla, solo che spesso lo fa in modi diversi da quelli che ci aspetteremmo. E se impariamo ad ascoltare, possiamo sentire anche noi la sua voce.

1. Lo Spirito parla attraverso la tua STORIA
L’esperienza di Francesco
Francesco nasce in una famiglia benestante, con un padre mercante che sogna per lui una carriera brillante. Ma quando Francesco comincia a seguire una via diversa, centrata sulla povertà e sul Vangelo, il padre si oppone con forza. Il conflitto culmina nella scena simbolica della spogliazione: Francesco si spoglia non solo dei vestiti, ma anche di quel legame familiare che gli impedisce di seguire la sua vocazione.
E per me?
Forse anche tu vivi tensioni con i tuoi genitori, o ti senti condizionato dalle aspettative altrui. A volte Dio ci parla proprio attraverso questi conflitti, aiutandoci a chiarire cosa conta davvero per noi. Non si tratta di tagliare i ponti, ma di capire chi siamo, liberi nella verità e nell’amore. Lo Spirito Santo ci aiuta a discernere anche dentro le relazioni più difficili.
2. Lo Spirito parla attraverso i tuoi DESIDERI
L’esperienza di Francesco
Il giovane Francesco sogna la gloria cavalleresca. Vuole combattere, essere onorato, diventare “qualcuno”. Ma durante un viaggio verso la guerra, si ammala e fa un sogno: una voce misteriosa gli chiede: “Chi può darti di più, il servo o il padrone?”. Lui risponde: “Il padrone”. E la voce: “Allora perché servi il servo?”. È per Francesco un momento di svolta.
E per me?
I tuoi desideri, sogni e passioni non sono da temere o reprimere. Lo Spirito ci parla anche attraverso ciò che ci attira, ma ci chiede di guardare più a fondo: cosa desidero davvero? Per chi vivo? La voce di Dio spesso ci raggiunge nei nostri sogni… per purificarli e orientarli verso la verità.
3. Lo Spirito parla attraverso gli ALTRI
L’esperienza di Francesco
Un giorno, mentre cavalca nei dintorni di Assisi, Francesco incontra un lebbroso. Ne è sconvolto. Il lebbroso rappresentava per lui tutto ciò che era paura, repulsione, lontananza. Eppure scende da cavallo, si avvicina, lo abbraccia e lo bacia. Quel gesto cambia per sempre il suo modo di vedere il mondo. Là dove c’era orrore, ora c’è amore.
E per me?
Quante volte Dio ci parla attraverso un volto, un incontro, una persona, magari proprio quella che ci mette in crisi! Magari qualcuno che non avremmo scelto, che ci sfida, che ci mette a disagio. Ma proprio lì può nascondersi lo Spirito, che ci invita ad andare oltre noi stessi, a convertirci all’amore vero. Le persone che Dio ci mette accanto non sono mai per caso.
4. Lo Spirito parla nella PREGHIERA
L’esperienza di Francesco
Davanti al Crocifisso di san Damiano, Francesco entra in preghiera. In quel momento sente una voce chiara nel cuore: “Francesco, va’, ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina”. È un’esperienza forte e profonda, che orienta la sua vita.
E per me?
Lo Spirito parla quando entriamo nel silenzio, nella Parola, nell’ascolto del cuore. Pregare non è solo parlare a Dio, ma anche ascoltare. È lì che ci può raggiungere la sua voce. Ma serve pazienza: lo Spirito non grida, sussurra. Prenditi tempo per fermarti, per contemplare, per chiedere: “Signore, parlami”.
5. Lo Spirito parla nelle tue DECISIONI
L’esperienza di Francesco
Quando si spoglia davanti al vescovo di Assisi, Francesco compie un gesto radicale. Decide di non appartenere più a nessuno se non a Dio. È una scelta piena di fiducia e libertà.
E per me?
Anche noi, prima o poi, siamo chiamati a scegliere. Lo Spirito Santo ci sostiene quando siamo pronti a fidarci di Dio e a fare scelte concrete, anche se ci spaventano. Una vocazione non si comprende tutta in una volta: si sceglie a piccoli passi, ma ciascuno con verità e coraggio. Ed è proprio nella scelta, nel decidersi, verso questi primi piccoli passi, che lo Spirito può indicarci la via.
6. Lo Spirito parla nella FRATERNITÀ
L’esperienza di Francesco
Dopo le sue prime scelte, Francesco non resta solo. Alcuni uomini cominciano a raggiungerlo: vogliono vivere con lui, condividere la sua vita semplice e povera. Nasce una fraternità, un cammino fatto insieme.
E per me?
Il discernimento vocazionale non si fa mai da soli. Lo Spirito ci parla anche attraverso gli altri, nella condivisione, nella preghiera comune, nel confronto. Cerca una comunità, un gruppo, un padre spirituale. Il cammino vocazionale è un’esperienza di comunione.
7. Lo Spirito parla nella CHIESA
L’esperienza di Francesco
Quando Francesco scrive la regola per i suoi frati, va dal Papa per chiederne l’approvazione. Non si fida solo della sua ispirazione, ma desidera essere riconosciuto, guidato, confermato dalla Chiesa.
E per me?
Il nostro rapporto con Dio non è solo “io e Lui”. Lo Spirito ci parla anche attraverso la Chiesa, attraverso un cammino condiviso, con dei riferimenti chiari, per esempio con una guida spirituale che ci accompagna. Dio non vuole che ci perdiamo da soli nel bosco: ci offre guide, strumenti, comunità.
8. Lo Spirito parla nel CREATO
L’esperienza di Francesco
Francesco è famoso per il Cantico delle creature, per la sua capacità di riconoscere Dio nel sole, nella luna, nel fuoco, persino nella morte. Ma anche per episodi come il lupo di Gubbio o la predica agli uccelli: il creato gli parla di Dio.
E per me?
Fermati, osserva, ascolta: la realtà è piena della voce di Dio. Il creato ci insegna l’umiltà, la bellezza, il limite, il mistero. A volte lo Spirito ci raggiunge in una passeggiata nel bosco, nel silenzio di una sera d’estate, in una tempesta o in un tramonto. Se apri gli occhi, lo vedi.
9. Lo Spirito parla nel DESIDERIO DI SOMIGLIARE A GESÙ
L’esperienza di Francesco
A Greccio, Francesco non fa solo il primo presepe. Fa molto di più: desidera che tutti possano “vedere” Gesù nascere, per sentirsi amati, raggiunti, toccati. Francesco vuole essere come Gesù, povero, mite, umile. Vuole portarlo nel mondo con la sua vita.
E per me?
Quando cominci a desiderare di amare come Gesù, di vivere come Gesù, quando ti senti attratto dal suo stile di vita, dal suo modo di stare con gli ultimi, allora sappi che è lo Spirito che ti sta parlando. Forse la tua vocazione è proprio questa: rendere visibile il Vangelo con la tua vita.
Conclusione: Dio ti parla. Ascoltalo. Fidati.
Lo Spirito Santo parla davvero. Forse non come te lo aspetti. Non con voci forti o segnali dal cielo. Ma parla nel cuore, nella storia, nelle relazioni, nella realtà.
Come per san Francesco, anche per te ci sarà un momento per chiedere: “Signore, cosa vuoi che io faccia?”. Ma ricordati: la risposta inizia a prender forma già adesso, nelle cose che vivi, nei desideri che senti, nei volti che incontri, nelle domande che ti porti dentro.
Lo Spirito Santo ti parla. Apri il cuore. E fidati.
fra Nico – franico@vocazionefrancescana.org
















