martedì 26 giugno 2018

ASSISI: 30 Luglio - 4 Agosto - Corso/Settimana vocazionale

PACE e BENE

a voi tutti cari giovani amici "in ricerca" della vocazione del Signore per la vostra vita. 

Molti ragazzi e ragazze mi scrivono raccontandomi inquietudini e paure di fronte alle difficili scelte di vita e ai bivi inevitabili che anche la giovinezza impone e che non sempre si è capaci di affrontare. 

La giovane età, la difficoltà di capire cosa sia giusto o cosa sia sbagliato, gli interrogativi sulla propria effettiva libertà e autodeterminazione, il chiedersi quale sia la volontà del Signore.. sono sempre passaggi impegnativi.


Al riguardo, ecco un' opportunità da vivere questa estate. Si tratta del:
CORSO/SETTIMANA VOCAZIONALE
ASSISI 2018 
(da Lunedì 30 Luglio a Sabato 4 Agosto) 

PER CHI ? : Per ragazzi e ragazze (18- 28 anni) che, nella fede, desiderano un aiuto e una luce per il loro cammino di vita e le loro scelte future, per capire la propria specifica vocazione , vale a dire : come AMARE e vivere l'AMORE !
DOVE ? : Presso il convento/basilica di san Francesco, accanto niente meno che alla TOMBA del Santo di Assisi, che sarà il vero nostro compagno di viaggio.
CON CHI ? : In fraternità con i frati francescani e insieme a tanti altri giovani provenienti da tutta l'Italia

Vi attendiamo! Al Signore Gesù la nostra Lode.
I vostri frati. 

Se sei interessato/a 

Per il Nord Italia scrivi a 
Fr. Alberto Tortelli, Mail: fra.alberto@davide.it
cell. 3804199437

Per le altre regioni 

venerdì 22 giugno 2018

Padova/22 Giugno - I THE SUN in concerto con "OGNI BENEDETTO GIORNO"


È la prima volta a Padova per i THE SUN, la rock band italiana di ispirazione cristiana più in ascesa del momento che si esibirà stasera davanti alla Basilica di sant'Antonio (ore 21,30 - ingresso libero) nel nuovo concerto/evento "OGNI BENEDETTO GIORNO" al termine dei festeggiamenti in onore del Santo.

Ecco come i musicisti commentano questo appuntamento: 
« Siamo davvero emozionati nel poter realizzare il nuovo spettacolo in una location così suggestiva e significativa – scrivono i The Sun nella loro pagina Facebook - Il nuovo spettacolo non potrebbe avere nome più azzeccato, perché la compassione, i gesti concreti e l'amore verso il prossimo, che hanno contraddistinto la vita di sant'Antonio, sono una scelta che dobbiamo compiere  #OgniBenedettoGiorno».

I The Sun rappresentano una realtà artistica unica, capace di coniugare in modo innovativo l’energia della musica rock con la loro esperienza personale di fede.

Il nuovo spettacolo “Ogni benedetto giorno” è uno show elettrico durante il quale verranno riproposti molti brani tratti dall’ampia discografia del gruppo, arricchito da dialoghi, brevi monologhi e video. «Un viaggio di due ore per sintonizzarci sullo straordinario della quotidianità come luogo nel quale costruire veri e propri miracoli», come lo definisce Francesco Lorenzi, frontman del gruppo. Che spiega: «Durante la preparazione della collection “The Sun 20”, uscita a dicembre 2017, tra noi è emerso il desiderio di andare più in profondità, di toccare aspetti rimasti inespressi e, soprattutto, di raccontare i frutti del “dopo conversione”, del “qui e ora”: la straordinarietà dell’oggi».

Quasi 800 anni di storia separano dai giovani di oggi quel frate Antonio poco più che trentenne, che nel 1230 a Padova predicava con sapienza e audacia, raccogliendo già allora le folle con il suo messaggio di pace e giustizia. Un Santo dal “cuore giovane” che richiama ancora oggi milioni di pellegrini da tutto il mondo nella sua basilica e ancora sa suscitare fede, sa appassionare e affascinare e invitare alla sequela di Gesù tanti giovani come lui.

Scarica la locandina del concerto.
Sito : https://www.thesun.it/la-band/

mercoledì 20 giugno 2018

SE CERCHI... PREGA SANT'ANTONIO "CASAMENTEIRO"

In preghiera davanti alla reliquia del Santo
Pace e bene cari amici “in ricerca”.

Il 23 giugno, nella Basilica del Santo vi sarà una speciale celebrazione chiamata “sant’Antonio Casamenteiro”. Essa prende spunto da una devozione popolare particolarmente diffusa in Portogallo e nei Paesi dell’America Latina per sant’Antonio, pregato per trovare moglie o marito, appunto “accasarsi”(da cui l’appellativo “casamenteiro”).
Questo titolo rimanda anche ad un episodio della vita del Santo che, miracolosamente, procurando  la dote e un degno corredo ad una giovane molto povera, le consentì di giungere presto alle nozze tanto sperate.

Qualche mese fa ne ha parlato scherzosamente anche papa Francesco di fronte a una classe di terza superiore di un liceo padovano (17 novembre 2017).
"In Argentina si venera tanto Sant'Antonio – ha detto il papa -  E’ il patrono delle ragazze che cercano un fidanzato"- "Vuoi marito? Prega s. Antonio!!

Con questa iniziativa, in realtà, noi frati della Basilica del Santo desideriamo andare incontro ad un’oggettiva  e diffusissima difficoltà, soprattutto di tanti giovani-adulti sui 30/40 anni, nel trovare una direzione di vita, nel dare un senso pieno all’esistenza, nell’ individuare la propria vocazione.  Sembra, infatti, che anche a molti di questi manchi spesso la “dote”, il “corredo” necessario,  per dare compimento alla propria esistenza!
E purtroppo, grande è anche sempre  la sofferenza che ne consegue di non intravedere un futuro,  di non riuscire ad incontrare un amore da ricambiare o un’anima gemella con cui costruire una storia. Difficile anche l’accettazione serena di una vita da “single” percepita come subita e in cui il “treno delle opportunità appare ormai perso” per sempre .

Molte e varie le cause di questo fenomeno impensabile solo pochi anni fa:  
  • Si spendono per esempio notevolissime energie per completare gli studi universitari, ci si impegna poi molto per ricercare un lavoro stabile.., per dare un futuro al proprio percorso professionale. Tutto il resto (affetti, legami, relazioni..) sovente viene dopo, lo si rimanda e un poco lo si sottovaluta. Ma gli anni preziosi della giovinezza passano presto e il rischio è di ritrovarsi sterili  e soli! 
  • Un’ulteriore motivazione mi pare di coglierla  anche nella superficialità indotta da una cultura edonista e vuota .. della serie:  ho un tempo infinito davanti a me e dunque per ora mi diverto.. ci penserò dopo, sono giovane, non voglio responsabilità “. Ne conseguono necessariamente relazioni instabili, fragilità di affetti, precarietà di legami....
  • Sono poi venuti meno molti luoghi aggregativi “sani”, quegli spazi di incontro semplice e vero che tanto hanno caratterizzato le generazioni precedenti ( i patronati e gli oratori, le associazioni legate alla chiesa..allo scoutismo, allo sport ecc..) in cui le relazioni erano più immediate, dove si condividevano passioni e valori comuni. Ora ci si muove e si vaga spesso in ambienti decisamente più sofisticati ed esigenti, locali alla moda ( pub,  bar...discoteche), ma dove il confronto spietato  e le aspettative spesso altissime, così come la paura e le reciproche diffidenze,  rendono il tutto estremamente più complicato.
  • Dai mass media conosciamo poi anche il doloroso fenomeno dei NEET che riguarda i tanti giovani che addirittura hanno smesso di ricercare, di sperare, di studiare, di lavorare, come se la vita per essi fosse già chiusa e blindata, senza alcuna prospettiva, davvero senza alcuna buona “dote” o degno “corredo” per costruirsi un futuro.
Di fronte a questo malessere, l’iniziativa del rettore della basilica, p. Oliviero Svanera, vuole essere prima di tutto un’opportunità di preghiera al Santo, chiamato in tutto il Sudamerica con il titolo di “casamenteiro” (ma anche nei paesi nord Americani “the holy matchmaker” )  : colui cioè che aiuta a mettere su casa, dà stabilità, sa creare legami e ponti, ti mostra la tua strada, suscita incontri, sa far nascere nuovi affetti, fa ritrovare serenità e fiducia. 
  • Sant’Antonio, il Santo che soprattutto sprona a ritrovare e vivere più intensamente la fede spesso affievolita e dunque sa ridare un senso e una direzione e una rinnovata speranza all’esistenza anche quando questa appare difficile e triste, bloccata e in un vicolo cieco.
  • Sant’Antonio colui che, non a caso,  fa trovare le cose perdute!
  • Sant’Antonio, il promotore “vocazionale” per eccellenza!
Il programma prevede alle ore 19,00 la s. Messa in Basilica presieduta dal rettore, P. Oliviero Svanera. In particolare i presenti saranno invitati  a recitare l’antico inno antoniano  “Si quaeris miracula” (se cerchi i miracoli): una preghiera per chiedere l’intercessione del Santo e affidargli le tante richieste, i tanti desideri d’amore e felicità e senso nascosti nel cuore.
Alle ore 20,00, seguirà nel chiostro “Luca Belludi” un momento di festa e fraternità francescana, animato dalla banda musicale giovanile di Selvazzano Dentro .

Siamo certi che Sant’Antonio a tutti vorrà dare una mano, a nessuno negherà un poco di “dote” e di  “corredo” necessario!
Al Signore Gesù, per il suo servo Antonio, sempre la nostra Lode.

Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)
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Testo in Latino: Si quaeris miracula, Mors, error calamitas, Daemon, lepra fugiunt, Aegri surgunt sani. R: Cedunt mare, vincula: Membra resque, perditas Petunt et accipiunt Iuvenes et cani. Pereunt pericula, Cessat et necessitas: Narrent hi, qui sentiunt, Dicant Paduani. R: Cedunt mare, vincula: Membra resque, perditas Petunt et accipiunt Iuvenes et cani. Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto. R: Cedunt mare, vincula: Membra resque, perditas Petunt et accipiunt Iuvenes et cani.

Testo in Italiano: Se cerchi i miracoli, ecco messi in fuga la morte, l’errore, le calamità e il demonio; ecco gli ammalati divenir sani. Il mare si calma, le catene si spezzano; i giovani e i vecchi chiedono e ritrovano la sanità e le cose perdute S’allontanano i pericoli, scompaiono le necessità: lo attesti chi ha sperimentato la protezione del Santo di Padova. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

sabato 16 giugno 2018

C'È UNA CHIAMATA PER TE

"Il Signore concesse a me , frate Francesco, di cominciare ..." . 

Con queste parole, San Francesco inizia la sintesi del proprio cammino 
di conversione a Cristo, con la conseguente scoperta della sua vocazione nella Chiesa. 

Alla radice di ogni vocazione 
non c'è un'iniziativa umana o personale con i suoi inevitabili limiti,
 ma una misteriosa iniziativa di Dio:
il Signore mi ha concesso...

Da quando abbiamo iniziato a 
esistere nei disegni del Creatore ed egli ci ha voluto creature, voleva anche che fossimo chiamati , preparandoci con doni e condizioni speciali per una risposta personale, libera e consapevole alla chiamata di Cristo e della Chiesa. 

Dio che ci ama, che è Amore, è "Colui che chiama". 

I discepoli furono, almeno all'inizio,  scelti misteriosamente dal Maestro! 
Non si erano presentati spontaneamente, perché l'amicizia e la chiamata offerta e proposta da Gesù è completamente libera e assolutamente legata ad una sua autonoma iniziativa; scaturisce direttamente dal suo cuore che ama. 
E chi si sente amato da Gesù sa che il Maestro si aspetta da lui che sia un discepolo fedele e generoso e audace. 

Anche tu dunque, caro amico che leggi queste poche righe e che forse intuisci 
nel tuo cuore una chiamata dall'alto: 
fa che la tua vita sia appassionata e ardente ; 
spenditi per la chiesa, i poveri, per ogni persona; 
donati, ama, credi, spera, rischia! 
Giocati la tua vita per Cristo... invece di giocare..! 

Ricerca  in altre parole la santità,  che non consiste nell'impeccabilità, ma nella lotta
 per non seguire altri "signori e padroni" diversi da Dio e così donarti con gioia e rialzarti sempre dopo ogni caduta, e ancora e sempre seguire i passi di Gesù. 

Ricorda che solo con la sua Grazia è possibile questo cammino meraviglioso 
di sequela : FIDATI!

Al Signore Gesù sempre la nostra lode!
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


Se oggi ascolti la Sua voce, 
Non chiudere o indurire il tuo cuore!
(Sal 95)

martedì 12 giugno 2018

SANT'ANTONIO FRATE FRANCESCANO E I GIOVANI

Cari amici in ricerca vocazionale,
domani qui a Padova, come  in tutte le realtà e conventi e chiese francescane del mondo si celebra solennemente Sant'Antonio, un santo frate tanto amato quanto spesso sconosciuto. Un santo giovane, dalla vita brevissima e intensa: muore infatti a 35 anni.

Ma cosa può ancora dire ad un giovane, ad un ragazzo d'oggi, questo frate vissuto 800 anni fa?
In cosa la testimonianza di Sant’Antonio è ancora giovane?

Al riguardo riporto il messaggio di P. Oliviero Svanera rettore della Basilica Antoniana per la festa del Santo. Invito anche tutti nell'approfondire la figura straordinaria di frate Antonio che segnò così profondamente la vita e la storia dell'Ordine francescano.

Al Signore Gesù, per il suo servo Antonio, sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Sant'Antonio si prende cura dei poveri e malati
MESSAGGIO PER LA FESTA DI S. ANTONIO 2018

Quest’anno abbiamo dedicato il Giugno Antoniano ai giovani. Lo spunto ce l’ha dato Papa Francesco che ha indetto per il prossimo ottobre un Sinodo dei Vescovi sul tema: «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale».
Di recente in un’intervista mi è stato chiesto: “Sant’Antonio nel 2018 che giovane sarebbe?” .
E ancora: “In cosa il messaggio di Sant’Antonio è ancora giovane?”.
Domande interessanti. E mi sono venuti in mente tre aspetti:
  • S. Antonio sarebbe un giovane dal forte desiderio di vivere la vita; 
  • dal coraggio di decidere e perseguire i suoi sogni; 
  • dalla grande passione per Dio e gli uomini. 
Un giovane dal forte desiderio di vivere la vita. 
Il nostro Santo completati i primi studi, a quindici anni sceglie di entrare nella canonìa di San Vincenzo – comunità di sacerdoti che si ispirano alla Regola di s. Agostino - in Lisbona e poi a Coimbra. E mi colpisce sia questo slancio di uscita dal grembo familiare, animato dalla volontà di mettersi subito in gioco, di rischiare, di assecondare la propria curiosità di capire, di amare e di donarsi. La più antica biografia scrive al riguardo di quel periodo che "coltivava l'ingegno con una forte applicazione allo studio e teneva in forma lo spirito con la meditazione". E immagino allora che oggi il nostro Santo non sarebbe un giovane che si lascia sedurre facilmente dalle sirene di un godimento schiacciato sul consumo di beni o schiavo della pulsione del “tutto e subito” o di un desiderio sregolato, volubile ed edonista, il cui esito è un cuore sempre insoddisfatto. Poiché “se l’uomo è troppo soddisfatto, non desidera; se non desidera, non domanda, se non domanda è come se vivesse da automa, senza pensiero e senza inconscio” (L. Pigozzi). Fernando – questo il suo nome prima di farsi frate francescano – mi colpisce perché libera da subito la meraviglia e lo stupore davanti al creato; fa’ spazio alla sete del cuore e attiva la domanda sul senso della vita e i suoi misteri; si applica nella ricerca del bene, nel desiderio di conoscere e andare in profondità nelle cose.

Un giovane coraggioso e tenace nel perseguire i suoi sogni. 
Affascinato dallo stile di vita dei frati minori di passaggio a Coimbra e diretti in Marocco per predicare il Vangelo, è conquistato dall’esempio del loro martirio e vuol farsi frate. “Con vivo desiderio – così il biografo fa parlare Fernando - vorrei indossare il saio dell’ordine dei frati minori, purché mi sia promesso di essere mandato, appena sarò frate, alla terra dei Saraceni, nella speranza di essere messo a parte anch'io della corona insieme con i santi martiri”. Grandi sogni, scommessa sul futuro, voglia di vivere, desiderio di mettersi alla prova, fiducia in sé stesso, generosità e desiderio di donarsi… tutto si mescola in questo giovane che, oggi, non si accontenterebbe certo di effimeri piaceri o di proposte di piccolo cabotaggio. Lui ama i grandi orizzonti e affronta con coraggio la prova della vita, perché ha trovato in Dio il vero amore. Non teme così di imbarcarsi per il Marocco, perché ha nel cuore il desiderio di servire il Vangelo e seguire le vie di Dio. E, poiché dietro l’angolo c’è sempre l’imprevisto, ecco che la missione non va a buon fine e la nave che doveva portarlo in patria naufraga sulle coste siciliane. In Italia sarà il suo futuro. Antonio – questo il nome da francescano – non è tanto “un cervello in fuga” ma, diremmo con papa Francesco, “un cervello in uscita”, cioè un giovane sempre disponibile alle suggestioni dello Spirito, aperto a nuovi approdi, non solo religiosi, ma culturali e sociali.

Un giovane dalla grande passione per Dio e gli uomini. 
Dall’eremo di Montepaolo nel forlivese - dov’era stato destinato dalla prima obbedienza dopo il suo arrivo in Italia – al noce di Camposampiero, dove trascorre gli ultimi giorni di una giovane vita, la sua esperienza spirituale sarà all’insegna della preghiera, del silenzio, del “mio Dio e mio tutto”. Ma in lui contemplazione e azione sono come sistole e diastole della vita. E la tensione spirituale si trasforma in voce profetica, coraggiosa e itinerante per le vie del mondo. Voce che annuncia il Vangelo delle beatitudini e fa propria la passione di Gesù per i fratelli più poveri e per la difesa dei più deboli. E Antonio è un giovane che, come annota il biografo, nelle cose “ci mette la faccia”: "nessun riguardo alle persone lo piegava, né si lasciava sedurre da alcun plauso umano"; "riconduceva a pace fraterna i discordi; ridava libertà ai detenuti,- faceva restituire ciò che era stato rapito con l'usura o la violenza".

Allora ecco la conclusione: il messaggio di Antonio è giovane perché oggi abbiamo bisogno di uomini e donne – di giovani certo, ma anche di adulti impegnati nel sociale, nella politica, nella scuola, nell’economia… - che, come lui, non si accontentino dei piccoli sogni, ma sognino in grande, sapendo che  “i sogni veri si fanno ad occhi aperti e si portano avanti alla luce del sole" (papa Francesco).  Abbiamo bisogno di ritrovare la sete e il desiderio di un rinnovato umanesimo evangelico, appassionato per Dio, il creato e ogni uomo. E i santi, come il giovane Antonio di Padova, sono coloro che non solo sognano, ma credono nei loro sogni e li realizzano. Qui e ora.

Fra Oliviero Svanera, rettore della Basilica del Santo 
nome dei frati francescani minori conventuali 
custodi della tomba di s. Antonio di Padova 

Il Santo libera una donna dal Maligno

lunedì 11 giugno 2018

SANT'ANTONIO INEDITO

Cari amici in ricerca e in ascolto della vocazione francescana, pace e bene.
Oggi vi propongo un bel contributo di un anziano, ma sempre vivacissimo e colto confratello, frate del Convento del santo (Pd): fra Francesco Ruffato.  Scrive di sant'Antonio, ormai vicini alla sua grande festa.
Al Santo che il mondo ama affido ciascuno di voi...ci affidiamo.
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Giovani davanti alla reliquia del Santo
SANT'ANTONIO INEDITO 
Qualcuno mi ha detto che “se fosse per i padovani attuali non ci sarebbe il via-vai attorno alla tomba di S. Antonio. I frati custodi favoriscono la superstizione. Ai cristiani dovrebbe bastare Gesù Cristo e non ricorrere al Santo dei miracoli”.

Qualche giorno dopo leggo su “Il Mattino di Padova” un intervento in merito di Don Marco Pozza, una firma padovana: “Quando penso a lui, penso a una trasfusione di sangue. Dico lui e intendo sant’Antonio di Padova. Quest’uomo dal doppio passaporto, quello portoghese e quello italo-veneto…arde così forte nel cuore di Padova che se qualcuno, spinto dal fastidio della sua nascita foresta, volesse separarlo dalla storia della città somiglierebbe a uno che, dopo aver ricevuto sangue da un donatore, chiedesse che nelle vene lo tenessero distinto dal suo. Un medico, capace del fatto suo, riderebbe di quest’idiota: entrati in contatto, i due sangui si fondono assieme. E’ mescolandosi che aiutano la vita a rialzarsi. Lo è anche di Antonio di Padova: lui, nella
città ospitale, ha portato il dono della parola divampante. Lei, la nobildonna Padova, l’ha reso così santo-subito che in tutto il mondo s’è reso persino inutile il nome: Il Santo. Per antonomasia, punto e a capo. I padovani, che è tutta gente col fiuto della cultura sotto il naso, quell’incontro mai l’hanno scordato: in tutto il mondo dici Padova e rispondono Il Santo. Sarà più facile separare la luce dal sole, piuttosto che Antonio da Padova. Che ironia della divinità, nella città sufficientemente allergica alle presenze straniere, è uno straniero –foresto come si ama dire quassù- quello per il quale ancor oggi si fanno pazzie”.
Complimenti Don Marco! Ma dobbiamo dire la verità: anche ad alcuni padovani manca la devozione autentica per imparare a testimoniare la fede cristiana ai pellegrini che sostano in preghiera davanti alla tomba del Santo.

Tuttavia mi pare di scorgere un Antonio inedito, di cui si sono accorti, soprattutto, i più colti, i più tentati dal mercato delle ideologie scadute, uomini e donne di ogni parte del mondo alla ricerca di risposte agli interrogativi della coscienza. Non scartano il Santo dei miracoli o il referente della devozione popolare, ma si interessano del perché di tanto fervore attorno ad un uomo, santo sì, ma così diverso da altri virtuosi canonizzati dalla chiesa.
C’è l’Antonio che esce dalle mura della tomba, come otto secoli fa dalle mura del convento e presta voce ai poveri, gridando al Palazzo del Comune: Liberate dalle vostre leggi gli oppressi che tenete in prigione, costringendo le loro famiglie alla miseria, alla morte di fame ….. Commutate il durissimo carcere nell’esilio dalla città. A Padova fu ascoltato e il notaio comunale lasciò scritto in testa alla delibera:”ad postulacionem venerabilis fratris Antonii de ordine fratrum minorum”(“su richiesta del
venerabile frate Antonio dell’Ordine dei frati minori”). Meno fortunato il tentativo di Antonio presso il crudele tiranno Ezzelino da Romano perché liberasse i prigionieri guelfi.

In ogni caso un Antonio sempre impegnato nella difesa dei diritti umani a fianco dei poveri, prigionieri o guelfi che fossero. Ma c’è anche un Antonio dalla visione profetica nei riguardi degli eretici e degli infedeli del suo tempo, che “non spende una parola di sostegno sulle crociate promosse contro l’Islam e contro i movimenti ereticali. Antonio è non-violento e un impolitico, che alla forza delle armi e alla crudeltà dei roghi sostituisce l’arma dell’amore e la fiamma della carità sull’esempio stesso di Cristo: rispetto del diverso, riconoscimento della libertà di pensiero e di coscienza di tutti, anche se di fede e pratica religiosa diverse.

Temi vivi, molto vivi, anche ai nostri giorni. Kemeng Wang, un’artista cinese convertita al cattolicesimo con il nome di Antonia, studiosa delle biografie antoniane, mi racconta il suo stupore di fronte a Sant’Antonio: “Un santo sempre in cammino sulla via della verità. Un santo appassionato della natura, perché il Creatore fa belle tutte le cose. Un Discepolo di San Francesco umile, semplice e originale. Un santo da imitare nel concreto quotidiano.” “Quando lavoro, o cammino, o salgo sui monti o passo tra le piante dei boschi, mi chiedo come vedrebbe e penserebbe lui, il Santo che tutti amano”. Kemeng mi dice che Antonio è un esempio per molti giovani e non solo per i frati.

Sono i giovani dell’Antonio inedito, i nuovi devoti, i devoti che lo invocano non per chiedere qualcosa, ma per essere migliori, per lasciare un mondo migliore di come l’hanno trovato. Non è un caso che questi giovani onorino Antonio come l’hanno onorato i suoi contemporanei: il “Pater Paduae” (il padre di Padova), il “defensor civitatis”(il difensore della città, dei diritti umani,civili e politici). Padova, senza S. Antonio, non sarebbe Padova. E a Padova, se gli dessimo retta, nessuno si sentirebbe straniero, inedito. 

Chi lo invoca, si esprime così. Un politico: “Aiutami a superare la tentazione di lasciarmi corrompere”. Un ex-carcerato: “Sono ancora senza lavoro aiutami a non rubare”. Un padre di famiglia: “Se mi aiuti, non tornerò ai giochi d’azzardo”. Un bambino: “Fammi crescere bene”. Un adolescente: ”Fammi diventare un bravo predicatore come te”. Un prete : "Aiutami a essere santo”.

Le persone che sostano nei pressi della tomba di S. Antonio vivono sorprese dentro e fuori di sé.

P. Francesco Ruffato, frate del Santo

venerdì 8 giugno 2018

La BASILICA DEL SANTO aperta per i GIOVANI fino a mezzanotte per la «NOTTE DI MIRACOLI»




Porte aperte per la «Notte di miracoli» 2018
Ambientazione notturna fino alla mezzanotte per la serata di preghiera ed evangelizzazione dedicata ai giovani in vista della festa di sant’Antonio. 
È la «Notte di miracoli»!

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Cari amici in ricerca, il Signore vi dia Pace. 
La grande festa di Sant'Antonio di Padova è ormai prossima.  Tra le molte iniziative che accompagnano questi giorni di preparazione  vi ricordo un appuntamento speciale per tutti i giovani: la «Notte di miracoli» che si svolgerà questa sera, venerdì  8 giugno .
Si tratta di una serata di adorazione, evangelizzazione e annuncio con la quale noi frati e molti ragazzi e ragazze che condivideranno questa esperienza con noi,  desideriamo raggiungere l'intera città di Padova, ogni persona, ma  in particolare i tantissimi giovani che qui vivono, lavorano,  frequentano l'università.
In questa occasione, eccezionalmente, la Basilica resterà aperta dalle 21.30 alle 24.00. Qui sarà possibile l'adorazione e  la preghiera animata dai canti dei  ragazzi della "Domus".
Alcuni giovani saranno invece per le strade di Padova per annunciare Gesù e  invitare tutti in Basilica per un momento che sarà molto speciale personale.  Altri ragazzi saranno alle porte della stessa per accogliere e accompagnare. Saranno presenti anche i frati: per una benedizione, una preghiera, un momento di ascolto o… semplicemente per stare accanto!
Un gesto davvero unico (possibile solo in questa occasione!!) sarà riservato ai pellegrini della «Notte di miracoli»: poter salire i gradini che portano all'altare del Santo (sopra la sua tomba)  e qui sostare per qualche istante e venerare una sua preziosa reliquia. 
Se desideri unirti a noi frati e al gruppo di giovani che collaborerà con noi (per il canto, la preghiera, l'accoglienza e l'evangelizzazione di strada..) contattaci al più presto.. c'è posto anche per te! 
  • Puoi  comunicarci la tua disponibilità compilando questo MODULO on-line 
  • oppure contattandoci direttamente (info@fragiovani.org – cell: 3339062097 (anche WhatsApp)

giovedì 7 giugno 2018

VITA DI SANT'ANTONIO: MISSIONARIO IN MAROCCO - NAUFRAGO IN SICILIA - AD ASSISI DA SAN FRANCESCO

CALABRIA - PALMI 
fra Giambo accomnpagna la reliquia /busto del Santo su un mezzo molto particolare!!!
L'unico che consente di  passare per i vicoli di antichi centri storici .

Pace e bene cari amici in ricerca.
In questi giorni alcuni frati (fra Giambo, fra Silvano e fra Egidio) sono in Sicilia e Calabria per un pellegrinaggio delle reliquie del Santo, accolte ovunque da migliaia di devoti. Un'occasione unica di evangelizzazione, riconciliazione e annuncio per i tanti devoti e fedeli che Sant'Antonio sempre sa richiamare e portare a Gesù.

Ma continuando il racconto della vita di sant'Antonio e di come questo giovane frate cerchi sempre di realizzare la vocazione che il Signore ha scritto nel suo cuore, vediamo oggi come egli si sia recato prima in Africa in Marocco, mosso da un ardente desiderio di missione ed evangelizzazione come di martirio (dare la vita per Cristo!!).

Ma non sempre i nostri desideri e sogni (per quanto grandi e nobili!) corrispondono ai progetti di Dio su di noi. Questo vale anche per frate Antonio: il Signore, infatti ha in mente ben altro per lui!!

In Marocco, infatti, Antonio si ammala gravemente tanto che i suoi compagni lo invitano a ritornare a Lisbona (pensate che delusione e che fallimento per lui che si era giocato tutto per andare in Africa). Ma durante la traversata del Meditterraneo, una tremenda tempesta, lo fa approdare sulle coste della Sicilia, a Capo Milazzo (gennaio 1221).  Antonio giunge così in Italia: è giovane, straniero, naufrago, "profugo"; nessuno sa chi è, ha perso tutto, non parla nostra lingua, non tornerà mai più a casa sua, nella sua patria..Vi ricorda qualcuno??

A piedi risale la penisola (Sicilia, Calabria, Campania...) per recarsi ad Assisi e incontrare san Francesco e così avere nuove indicazioni per la sua vita che ormai ha preso un indirizzo del tutto imprevisto.

Fare i conti con ciò che è inaspetttato, con fatti e segni non calcolati o previsti è sempre un passo necessario e fondamentale in ogni cammino di discernimento: ricordatelo bene!! 

Al Signore Gesù, per il suo servo e amico Antonio, sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

 


VIDEO PRECEDENTI:
1) Vita di S. Antonio - Lisbona: https://youtu.be/Nc4yACHALE8
2) Vita di S. Antonio - La vocazione - Coimbrahttps://youtu.be/ID3C-IaLmVA
3) Vita di S. Antonio - L'incontro con 5 frati francescanihttps://youtu.be/1_s5_u17fSw 
4) Vita di S. Antonio - Diventa frate francescanohttps://youtu.be/Co2hdJ_qwcY

martedì 5 giugno 2018

VITA DI SANT'ANTONIO: LA SCELTA DI DIVENTARE FRATE FRANCESCANO


Proseguendo il racconto della vita di sant'Antonio, nel VIDEO di oggi ascolteremo la scelta vocazionale che il giovane e aristocratico don Fernando compie a 25 anni: decide di diventare frate francescano.

Un passo alquanto impegnativo e radicale, ma esaltante e travolgente:

  • cambia nome: si chiamerà d'ora innanzi frate Antonio.
  • cambia abito: lascia la veste bianca dei monaci agostiniani per vestire l'abito di sacco, cinto da una semplice corda, dei frati francescani.
  • cambia missione: abbandona la sua vita ritirata in monastero fatta di studio e preghiera , per dedicarsi alla predicazione, alla evangelizzazione; per stare sulla strada e fra la gente, addirittura fra gli infedeli.
  • trascende la sua spiritualità: aspira ormai al martirio, a dare l'intera vita per Gesù, anche a prezzo del suo sangue.

A noi imitarne l'esempio !

Al Signore Gesù sempre la nostra lode
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


VIDEO PRECEDENTI:
1) Vita di S. Antonio - Lisbona: https://youtu.be/Nc4yACHALE8
2) Vita di S. Antonio - La vocazione - Coimbrahttps://youtu.be/ID3C-IaLmVA
2) Vita di S. Antonio - L'incontro con 5 frati francescani:https://youtu.be/1_s5_u17fSw 

lunedì 4 giugno 2018

LA VITA DI S. ANTONIO : L'INCONTRO CON 5 FRATI POI MARTIRIZZATI


Cari amici in ricerca, proseguo con la vita di S. Antonio in vista della sua festa.

Oggi vi propongo un video in cui si narra del suo incontro a 25 anni di età (mentre è ancora Fernando Di Buglione, monaco Agostiniano) con 5 fraticelli francescani giunti dall'Italia per andare in Marocco a predicare il vangelo ai musulmani. Il loro martirio sarà fra i motivi per cui il Santo sceglie la vita francescana e dunque la missione, l'itineranza, la minorità.

Il video ci parla anche della persecuzione che molti cristiani subiscono anche oggi a causa della fede.

Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


Vedi video precedenti
1) Vita di S. Antonio - Lisbona: https://youtu.be/Nc4yACHALE8
2) Vita di S. Antonio - La vocazione - Coimbra: https://youtu.be/ID3C-IaLmVA

domenica 3 giugno 2018

LA VITA DI SANT'ANTONIO: 2 - LA VOCAZIONE - COIMBRA


Cari amici in cammino e in ricerca, il Signore vi dia pace.

L'altro giorno vi avevo annunciato in un post, una serie di video "casalinghi" (verificate gli attori...se li conoscete) sulla vita di Sant'Antonio, in vista della sua imminente festa (13 giugno).

Nel video che vi propongo di seguito si racconta del suo soggiorno a Coimbra, quando giovanissimo (15 anni) decide di seguire la VOCAZIONE alla consacrazione religiosa che ha intuito nel cuore e diventare così monaco agostiniano (fino a 25 anni). Nel video si parla anche della chiamata alla santità che Dio rivolge ad ognuno di noi.

A Lui sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

vedi video precedente
1) Vita di S. Antonio - Lisbona:   https://youtu.be/Nc4yACHALE8

venerdì 1 giugno 2018

I FRATI FRANCESCANI E SANT'ANTONIO DI PADOVA


Cari amici  in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace
Tra i seguaci più "famosi" di san Francesco, non posso non dimenticare s. Antonio di Padova (1195-1231): giovane e ardente frate che dalla natia Lisbona giunge fortunosamente in Italia, a seguito di un naufragio, dopo essersi recato in Africa mosso da un desiderio di missione e martirio.
Mi colpisce sempre di Antonio la brevità eppure  l'intensità della sua esperienza di vita: muore a soli 35 anni, ma il suo fortissimo carisma è ancora straordinariamente vivo dopo otto secoli!

Proprio ieri è iniziata qui in Basilica a Padova, la così detta "tredicina": tredici giorni di preparazione alla grande festa del 13 Giugno che vedrà il concorso di migliaia di pellegrini fin dalle prime luci dell'alba.  La devozione verso il Santo, del resto,  è davvero immensa nel mondo e milioni di fedeli ne visitano ogni anno la sua tomba.

Il santuario è affidato da sempre al ramo dell'Ordine francescano dei "Frati minori conventuali" (la mia famiglia religiosa) che pure ritroviamo ad Assisi presso la basilica e la tomba di san Francesco: davvero un grande onore e  una grande responsabilità custodire "le tombe di famiglia"  dell'Ordine francescano!


Fra le molte iniziative che accompagneranno questi giorni e l'intero mese di giugno segnalo fin da ora un appuntamento speciale per tutti i giovani: LA NOTTE DI MIRACOLI" . Si tratta di una serata di adorazione, evangelizzazione ed annuncio che vuole raggiungere l'intera città e in particolare i tantissimi giovani studenti che ne frequentano la famosa università.
La proposta ogni anno stupisce per la grandissima attenzione e partecipazione che sa suscitare.
Chi fra voi volesse aderire e anche darci una mano è il benvenuto (scrivetemi pure!).

Di seguito vi propongo  anche il primo di una serie di video, sulla vita e la vocazione del santo, che ogni giorno verranno "lanciati" in preparazione alla festa del Santo. ( date un'occhiata e vedete se vi riconoscete qualcuno di noi..improvvisatosi attore!!! ah..ah.)

Al Signore Gesù, per il suo servo e amico frate Antonio, sempre la nostra Lode.
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)