giovedì 27 ottobre 2016

CORSO VOCAZIONALE "PORZIUNCOLA" (x ragazzi e ragazze)

Assisi: giovani felici (GVA 2013)


Cari amici in ricerca, il Signore vi dia pace. 
Comprendere la propria strada di vita, la propria vocazione, è fondamentale per ogni giovane, ma non è certo facile.

Il Gruppo Porziuncola, guidato dai frati e dalle suore francescane elisabettine in Padova è:
  • uno "spazio" libero dove, con l'aiuto del Signore, provare a capirci qualche cosa di più;
  • poter guardare più da vicino alcune strade e scelte cristiane possibili (matrimonio, missione, impegno laicale, vita consacrata..ecc.).
  • è fare un tratto di cammino e ricerca con altri giovani. 
La proposta è per ragazzi e ragazze (dai 18 ai 32 anni).
Fraternità, preghiera, condivisione, Vangelo, testimonianze, tempo per sè, semplicità e gioia...: sono alcuni elementi dell'esperienza.
Vedi il programma e l'itinerario insieme a come ne ne parlano alcuni giovani che già l'hanno percorso. 

Assisi: Santa Maria degli Angeli - La Porziuncola

CORSO PORZIUNCOLA 2016-2017

12–13 novembre 2016 - CHIAMATI ALLA VITA
Le stelle rispondono: «Eccoci!» e brillano di gioia per colui che le ha create.

17–18 dicembre 2016 - PER GENERARE VITA
I due saranno una sola carne.

21–22 gennaio 2017 - PER ESSERE MINISTRI E TESTIMONI
Fate questo in memoria di me.

11–12 febbraio 2017 - PER STARE CON LUI E ANDARE NEL SUO NOME
Voi siete il sale della terra.

11–12 marzo 2017 - PER TESTIMONIARE L’ASSOLUTO
Voi siete la luce del mondo.

7-8 aprile 2017 (venerdì e sabato) - PER ESSERE FERMENTO NEL MONDO
Come lievito nella pasta.

29-30 aprile 2017  - PER PORTARE A TUTTI IL VANGELO
Andate in tutto il mondo.

12–14 maggio 2017 - ESERCIZI SPIRITUALI A TORREGLIA
  
Per partecipare prendi contatto con uno degli animatori entro il 10 novembre 2016
suor Paola Cover, francescana elisabettina - paola.cover@alice.it
suor Barbara Danesifrancescana elisabettina - barbara.danesi@elisabettine.it
padre Alberto Tortelli, francescano conventuale -  fra.alberto@davide.it


Note informative:
● L’itinerario è rivolto a ragazze e ragazzi dai 19 ai 32 anni.
● Gli incontri iniziano alle ore 19.00 del sabato (con la cena) e terminano alle ore 16.30 della domenica.
● Ti chiediamo un colloquio previo e la continuità nella partecipazione.
● Porta con te la Bibbia, un quaderno ad anelli piccolo, lenzuola o sacco a pelo. 
● Un libero contributo spese.

Sede degli incontri

Casa S. Sofia
Via Falloppio, 49 - 35121 PADOVA
Tel. 049 655216

mercoledì 26 ottobre 2016

“SfAmati dall’Amore”: è Giovani Verso Assisi 2016

Dal 28 ottobre al 1 novembre si tiene ad Assisi il 37° Convegno nazionale organizzato dai nostri frati, custodi della Basilica e della tomba di san Francesco ( frati minori conventuali). La proposta raduna un migliaio di ragazzi dai 18 ai 28 anni. La testimonianza di uno di loro.


L'incontro inizia venerdì 28 ottobre
con la veglia di preghiera nella Basilica Superiore, mentre la giornata di sabato è dedicata alle testimonianze sui vizi di gola e lussuria e a diversi laboratori sullo stesso tema che i giovani potranno scegliere.
La domenica si parla invece di carità e dei gesti concreti che la rappresentano e la rendono visibile.
In serata è previsto poi il pellegrinaggio a Santa Maria degli Angeli con successiva lectio divina.
Lunedì 31 ottobre si fa sintesi sulla virtù della carità e si celebra insieme la Messa conclusiva - presieduta da don Michele Falabretti (responsabile CEI della pastorale giovanile) - con mandato finale.
Il convegno si conclude con la consueta attesissima festa e serata di fraternità.

Ma cosa significhi questo appuntamento per tanti giovani mi pare sia bene riassunto in una mail giuntami in questi giorni:

«Caro fra Alberto, sono Luca (22 anni) e lo scorso anno ho partecipato un po’ "per caso" al GVA dove ci siamo anche conosciuti .
Sarò ad Assisi ancora una volta, non posso mancare!
Il convegno 2015 è stato per me l'inizio di un cammino interiore davvero inaspettato: la gioia sperimentata allora mi è rimasta nel cuore accompagnandomi ogni giorno.
Da dopo Assisi, ho iniziato a vedere la realtà, le persone e quanto succede attorno a me, con occhi nuovi, con gli occhi belli e luminosi degli altri ragazzi presenti al Convegno come me; con gli occhi di Gesù e S. Francesco! Un'esperienza unica!
Un vero miracolo per me così indifferente a tutto e con una vita spesso triste e vuota
».


Cari amici, preghiamo perché ancora si rinnovi questo "miracolo" per i tanti giovani che giungeranno ad Assisi!

Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Per informazioni o per leggere il programma dettagliato, consultate il sito Giovani verso Assisi.


da www.messaggerosantantonio.it

martedì 25 ottobre 2016

PRIMO INCONTRO DEL GRUPPO SAN DAMIANO

Benedizione della sala P. Alessandro Brentari
Pace a voi cari amici in cammino  e in ricerca della vocazione divina.
Sabato 22 e Domenica 23 ottobre il Gruppo San Damiano (il gruppo di discernimento vocazionale per il Nord Italia) si è ritrovato a Brescia nel nostro convento di san Francesco per il primo incontro. Con il sottoscritto fra Alberto e poi fr. Francesco, fra Alessandro e fr. Alex Ceron neo professo solenne, erano presenti una decina di giovani di varie età, da Matteo (17 anni) a Francesco (34 anni) e di diverse provenienze (Lombardia, Veneto, Emilia R., Friuli..). 

E' stato bello scoprire e ancora una volta stupirci per come il Signore, in modo sempre misterioso tocchi il cuore dei giovani invitandoli alla sua sequela. Insieme siamo dunque partiti per questa nuova avventura che ci vedrà sulla medesima barca, ad affrontare il mare non sempre calmo  e quieto del discernimento vocazionale. Probabilmente ci aspettano la bonaccia ma anche la tempesta, gli scogli insidiosi, le sirene e il rischio di naufragare, ma ci siamo fidati e affidati al Signore e alla Sua Parola, consapevoli che egli saprà condurci al porto sicuro della Sua volontà. 


Fra i momenti più  belli e intensi di questa due giorni, ricordo  la preghiera e l'adorazione di sabato pomeriggio, l'allegra e gioiosa fraternità del dopo cena con la comunità dei postulanti, il commovente momento in cui abbiamo ricordato un anziano frate da poco scomparso, fra Alessandro Brentari, per anni accompagnatore del gruppo vocazionale e grande appassionato dei giovani. A lui è stata dedicata la sala del ritrovo comune, con la benedizione di un suo ritratto.

Il prossimo appuntamento è previsto sempre a Brescia per il 19-20 novembre. Se qualcuno dei miei lettori è ancora intenzionato a partecipare a questa "banda" di giovani inquieti e attratti dal carisma francescano si faccia vivo. Trovate qui il senso e il perchè di questo cammino e del Gruppo san Damiano

Al Signore Gesù sempre la nostra lode. 
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

P.s. : per chi fosse interessato al Gruppo san Damiano presente anche nelle zone del centro/sud/isole, mi scriva e darò indicazioni in merito. Oppure contatti direttamente i referenti regionali che trovate in : "giovani verso Assisi"
Momento di fraternità

sabato 22 ottobre 2016

FRATI FRANCESCANI MISSIONARI

Frati in Africa

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace. Si celebra domenica 23 ottobre la Giornata Missionaria Mondiale.

Nel messaggio che papa Francesco ha inviato per l'occasione si leggono alcuni passaggi davvero belli:
  •  “Siamo invitati ad ‘uscire’, come discepoli missionari, ciascuno mettendo a servizio i propri talenti, la propria creatività, la propria saggezza ed esperienza nel portare il messaggio della tenerezza e della compassione di Dio all’intera famiglia umana”.
  • “In forza del mandato missionario, la Chiesa si prende cura di quanti non conoscono il Vangelo, perché desidera che tutti siano salvi e giungano a fare esperienza dell’amore del Signore. Essa ha la missione di annunciare la misericordia di Dio, cuore pulsante del Vangelo e di proclamarla in ogni angolo della terra, fino a raggiungere ogni donna, uomo, anziano, giovane e bambino”. (...)
  • Ogni popolo e cultura ha il diritto di ricevere il messaggio di salvezza che è dono di Dio per tutti
La missione, se appartiene alla Chiesa è però anche parte costitutiva del carisma francescano. L'Ordine francescano è, infatti, presente in tutto il mondo (vedi dove siamo noi frati minori conventuali) con una infinità di chiese, scuole, ospedali, ambulatori, lebbrosari...ecc.. guidati e promossi dall'opera generosa e gratuita e appassionata di tanti frati di ogni nazione e razza ed età.
A questi confratelli va la nostra preghiera e il nostro sostegno e tutta la nostra simpatia. 

E se qualcuno sente nel suo cuore l'anelito missionario, un fuoco interiore a "partire" ad "andare" là dove c'è più bisogno di portare il Vangelo, non si sottragga a questo invito forte e dolce: qualcuno lo sta aspettando!
Al Signore Gesù sempre la nostra lode. fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Frati in Cile
Frati in Kazakistan
Libano : Vestizione dei Novizi

venerdì 21 ottobre 2016

OCCHI NUOVI

Un vero viaggio 
non è cercare nuove terre,
ma avere occhi nuovi.  Marcel Proust

mercoledì 19 ottobre 2016

LETTURE SULLA VOCAZIONE

Pace e bene a voi tutti cari amici in ricerca e in ascolto dei desideri divini.
Ricevo molte mail in cui mi si chiedono letture, suggerimenti di libri o meditazioni per aiutare ad approfondire la fede, per capire la propria strada e vocazione, per conoscere la volontà del Signore sulla propria vita.
Riprendo dal bellissimo nuovo sito dei nostri frati di Treviso  un elenco ricco e interessante di testi spirituali ( biografie, spiritualità/vocazione) che sono certo vi potranno interessare.
Trovo straordinario dedicare tempo e spazio alla propria formazione e al discernimento di vita con un bel libro! E qui mi permetto una citazione di Franz Kafka: "Un libro deve essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi". Mi auguro che queste letture possano aprire un varco nel vostro cuore al Signore Gesù che bussa e chiede di entrare.
A Lui sempre la nostra Lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


BIOGRAFIE
PICCOLA SORELLA ANNIE DI GESÙ, Charles de Foucauld, Qiqajon, Magnano (BI) 1998, pp.152.
L’intento di questa biografia è di presentare questo “fratello universale” a partire dai suoi scritti e dalla sua ricerca di radicalità evangelica. Pagine di profonda spiritualità dalle quali emerge tutto il fascino di un testimone di Cristo, che con la propria vita di nascondimento è capace ancora oggi di ricondurre alla persona di Gesù e all’Evangelo chiunque si accosti alla sua appassionante vicenda umana e cristiana.
In appendice un’antologia di testi di fr. Charles completa il ritratto di colui che ha passato la vita a cercare di imitare Gesù, perché “l’imitazione è inseparabile dall’amore”.

I. LARRANAGA, Nostro fratello d’Assisi. Storia di un’esperienza di Dio, Messaggero, Padova 2012, pp. 397.
Come avvicinarsi al «segreto» di Francesco di Assisi? Potremo mai raggiungere quella sua vita profonda, dalla quale sgorga un modello di esistenza e l’impulso a un movimento spirituale sempre vigoroso? Questo libro guida alla scoperta della biografia interiore di Francesco, raccontata con sensibilità moderna e finezza psicologica, rifuggendo tuttavia da ogni interpretazione soggettiva e deformante. Tramontata l’eterea immagine del Poverello sullo sfondo di un magico Duecento di battaglie e di giullari, ci si presenta oggi di frequente un Francesco ribelle, insofferente delle ingiustizie come del potere, o precursore laico degli attuali ecologisti. Restano spesso sfocati invece i tratti essenziali del suo volto, quelli di una personalità religiosa, trasformata dall’incontro con Dio. Questo volto e questa «vita profonda» vengono qui riproposti, quasi un invito a ripercorrere il cammino segreto del fratello di Assisi.

C. BISCONTIN, San Francesco, Edizioni Biblioteca dell’Immagine, Pordenone 2002, pp. 153.

É. LECLERC, La sapienza di un povero, Edizioni Biblioteca Francescana, Milano 2016, pp. 141.
Con una scrittura essenziale l’autore francescano ci guida al centro della vocazione evangelica di Francesco d’Assisi, a quel cuore incandescente che ancora oggi non smette di interrogare e di provocare quanti si fermano ad ascoltare al sua voce. Comprendiamo così che la parola del vangelo, che ha stravolto e plasmato la vita di san Francesco, si rivolge anche a ciascuno per fare della nostra vita un canto di lode.

SPIRITUALITÀ/VOCAZIONE
M. G. LEPORI, L’amato presente, Marietti, Genova 2002, pp. 103.
Le tre meditazioni di p. Lepori partono dall’esperienza della misericordia del Padre per condurci ad una rilettura dei Vangeli intesa a concepire noi stessi come uomini che vivono alla presenza di Cristo, consapevoli di essere oggetto di un amore che nessun altro può rivolgerci. La vocazione di ogni sacerdote, di ogni cristiano, si manifesta nell’istante in cui egli percepisce il volto di Cristo che lo ama di un amore unico, e vi aderisce per sempre, in una memoria viva he permette a quell’istante di affermarsi, di dilatarsi fino a coprire tutta l’esistenza. Questo è il compito essenziale e permanente della comunità: portare il mondo di fronte a Cristo.

M. G. LEPORI, Seguire Cristo, Cantagalli, Siena 2015, pp. 103.
La tentazione di ogni essere umano è quella di cercare la propria libertà lontano da ogni dipendenza. È la tentazione adolescenziale di voler vivere la propria libertà, e quindi la propria vita, senza padri e senza maestri. La tentazione di conoscere la verità senza impararla, la pretesa di essere liberi senza obbedire, senza ascoltare e senza seguire.
Occorre quindi anzitutto ritornare col cuore e con la vita ad un padre e maestro. L’umiltà che ci è chiesta è quella, infatti, di credere veramente che ci è dato di conoscere tutto accogliendo anzitutto il rapporto di amicizia col Signore.

A. LOUF, Lo Spirito prega in noi, Qiqajon, Magnano (BI) 1995, pp. 150.
In questo testo l’autore un tema fondamentale della vita spirituale: la preghiera. In queste pagine troviamo innanzitutto la testimonianza di un uomo di preghiera che offre una risposta al desiderio di imparare a pregare, oggi così diffuso eppur ambiguo. L’autore, attraverso testi della tradizione monastica, vivificati e attualizzati dal costante rimando alla Parola di Dio e all’esperienza dell’uomo, diventa così il miglior tramite dell’unico maestro di preghiera: lo Spirito che prega in noi.

A. LOUF, Sotto la guida dello Spirito, Qiqajon, Magnano (BI) 1990, pp. 176.
Che senso ha oggi parlare di conversione e di idoli? Che rapporto c’è tra la nostra debolezza e la potenza della fede, tra senso di colpa e coscienza del peccato? Qual è il ruolo del padre spirituale nella vita di un cristiano e come il cristiano deve atteggiarsi in una direzione spirituale? Che posto occupano l’ascesi e la preghiera? L’autore descrive e chiarisce alcune piste fondamentali per una ricerca di Dio alla luce dell’Evangelo, sotto lo sguardo di Cristo. L’essenziale della vita cristiana è riuscire ad acconsentire all’amore di Dio, non contando sulle nostre forze ma sul Signore che può operare in noi: solo sotto la guida dello Spirito sarà possibile percorrere fino in fondo questo itinerario di comunione con il Signore.

A. LOUF, Consigli per la vita spirituale, Qiqajon, Magnano (BI) 2009, pp. 69.
Quando qualcuno legge la Scrittura cercando di percepirne il contenuto nascosto, la sua comprensione si accresce man mano che legge, e a poco a poco lo porta alla condizione dello stupore spirituale. Una volta raggiunta questa condizione, egli si trova interamente immerso in Dio.

A. LOUF, L’umiltà, Qiqajon, Magnano (BI) 2000, pp. 108.
«L’umiltà è il vestito di Dio. Chiunque riveste questo mantello nel quale il nostro Creatore si è rivelato, riveste lo stesso Cristo». (Isacco il Siro)

A LOUF, L’uomo interiore, Qiqajon, Magnano (BI) 2007, pp. 54.
In certi momenti sentiamo, nella fede, che esiste in noi un luogo segreto, nel quale la preghiera non si interrompe mai. Dio in esso ci interpella continuamente, e noi in quel luogo sperimentiamo di essere legati a lui.

H. NOUWEN, Sentirsi amati. La vita spirituale in un mondo secolare, Queriniana, Brescia 1993, pp. 122.
Questo libro è una testimonianza rea a Dio che ci chiama “amati” e che ci fa sentire amati. L’autore cerca di spiegare come si possa vivere la vita spirituale in un mondo secolare. Mentre scrive a un suo caro amico, l’autore trova un linguaggio chiaro e persuasivo per tutti coloro che sono alla ricerca dello Spirito di Dio nel mondo. Nouwen ci rivela così le meraviglie del viaggio spirituale e riaccende il fuoco della fede: “quello che voglio dire è che “tu sei l’Amato”. E quello che spero è che tu possa ascoltare queste parole come fossero dette a te con tutta la tenerezza e la forza che l’amore può avere. Il mio unico desiderio è che queste parole – “tu sei l’Amato” – possano risuonare in ogni parte del tuo essere”.

H. NOUWEN, L’abbraccio benedicente. Meditazione sul ritorno del figlio prodigo, Queriniana, Brescia 1994, pp. 210.
I temi qui affrontati – quello del ritorno a casa, quello della riconciliazione, quello dell’abbraccio benedicente del padre – saranno scoperti in modo nuovo da quanti hanno conosciuto la solitudine, l’avvilimento, la gelosia o la rabbia. La sfida ad amare come il padre e ad essere amati con il figlio verrà vista come la rivelazione ultima della parabola. Per quanti si chiedono “Dove sono arrivato?” o per quanti, in cammino, cercano l’illuminazione di un passaggio sicuro, questo scritto darà ispirazione e farà da guida spirituale.

T. ŠPIDLIK, L’arte di purificare il cuore, Lipa, Roma 1999, pp. 92.
Il cuore dell’uomo è un paradiso finché non vi entra un serpente, cioè i pensieri cattivi, le suggestioni, le fantasie malate. E poiché è Dio ad aver creato il cuore, questi pensieri possono venire solo “dal di fuori” e penetrarvi per gradi.
L’autore ci presenta in modo accessibile e chiaro le osservazioni degli antichi asceti sulla penetrazione dei pensieri cattivi nel cuore e l’arte elaborata per il combattimento spirituale, perché il cuore purificato diventi una fonte di rivelazione.

L. MANICARDI, La vita interiore. Dimensioni creative dell’esperienza umana, EDB, Bologna 2014, pp. 84.
La vita interiore è una risorsa disponibile solo se si osa l’avventura della conoscenza di sé. L’inefficacia del discorso moralistico e paternalistico confermano l’esigenza di cercare altrove le risposte e le indicazioni per il futuro. In questo contesto svolge un ruolo fondamentale una facoltà solitamente tenuta in sospetto, l’immaginazione. Movimento interno alla creatività, essa non è riducibile a illusione o fuga dal reale, ma è un atteggiamento esistenziale che apre una strada al futuro e pensa che ciò che non è possibile oggi lo potrà essere domani.

J.-P. VAN SCHOOTE – J.-C. SAGNE, Miseria e Misericordia, Qiqajon, Magnano (BI) 1992, pp. 100.
Un invito a riscoprire la penitenza e la riconciliazione alla luce del Padre di ogni misericordia, del Dio di amore che corre incontro alla creatura ferita per restaurarla nella sua condizione filiale. Se l’uomo peccatore acconsente al perdono divino sempre offerto, capirà meglio la propria colpa e la propria vocazione a essere figlio nel Figlio.
Gli autori ci offrono una profonda meditazione sul significato del battesimo di Gesù e del suo rapporto vivificante con il sacramento della confessione, e ci fanno ripercorrere il cammino dal riconoscimento del peccato alla conoscenza della misericordia di Dio.

C. M. MARTINI, Come Gesù gestiva il suo tempo, Àncora, Milano 2016, pp. 108.
Che uso faceva Gesù del suo tempo? Quali erano le sue priorità durante le giornate fitte di parole, volti, incontri? Che cosa possiamo imparare da lui? Cercando le risposte a queste domande nei testi evangelici, Martini offre preziosi spunti per “mettere ordine” nella frammentarietà e nella dispersione che caratterizzano i nostri giorni. Le riflessioni di Martini su come dare unità e senso al nostro agire arrivano direttamente al cuore e alla mente di tutti coloro che sono impegnati nell’annuncio del Vangelo e nell’educazione alla fede.

C. M. MARTINI, Il Vangelo per la tua libertà. Itinerario vocazionale, Àncora, Milano 2004, pp. 166.
Un itinerario vocazionale per i giovani di oggi. Il cardinal Martini, da vero maestro, propone un collaudato percorso di discernimento vocazionale alla luce della Parola. I ragazzi e le ragazze sono guidati a scoprire, tra le tante strade che promettono felicità a buon mercato, la strada impegnativa e affascinante che porta alla felicità vera. Quella che inonda il cuore quando un giovane scopre il progetto che Dio ha tracciato per lui.

C. M. MARTINI, Tu mi scruti e mi conosci, Àncora, Milano 1985, pp. 111.
Il poeta Gibran in un suo racconto si chiede: «Supponiamo che tu fossi costretto a fare a meno di tutte le parole che conosci eccetto sette, quali manterresti? Quasi senza esitare scelsi: Dio, vita, amore, semplicità, tenerezza. Ma non riuscivo a trovare le altre due. Mancano le più importanti di tutte, senza le quali le altre non hanno potere: tu e io. Senza queste non ci sarebbero le altre». Quando il tu è il Signore e l’io è un giovane che si gioca la vita, il dialogo si fa proposta, ascolto, risposta, decisione. Il cardinal Martini si fa maestro per un cammino vocazionale.

E. FREGOLENT – C. STERCAL – M. VIGHESSO, Charles del Foucauld: Preghiera di abbandono, ITL, Milano 2014, pp. 125.
L’abbandono della fede ha questo tratto caratteristico: è il suo inizio più semplice, ma anche il suo più arduo compimento. Nella figura di Charles de Foucauld, “fratello universale”, c’è veramente uno spazio ospitale per chiunque, all’interno di quei due estremi. Nell’abbandono della fede – ma potremmo dire anche: nell’abbandono che la fede è – si forma una reale fraternità di uguali, per quanto diversi. La fede che ci unisce non può essere meno di questo. Ma neppure più di questo.

G. ANGELINI, Le ragioni della scelta, Qiqajon, Magnano (BI) 1997, pp. 84.
Spesso siamo indecisi su quello che conviene fare nelle singole situazioni, perché in realtà non abbiamo ancora deciso se convenga vivere, e per che cosa convenga vivere.

R. CHEAIB, Alla presenza di Dio. Per una spiritualità incarnata, Il pozzo di Giacobbe, Trapani 2015, pp. 156.
Come si passa da una fede di seconda mano, a una fede personale? Come può una religiosità ereditata diventare una fede matura che trasforma la vita personale? Il libro risponde a queste domande analizzando cinque dimensioni fondamentali della vita umana e spirituale che permettono il passaggio dal “sentito dire” all’esperienza sentita dell’essere cristiano.

E. BIANCHI, Lettere a un amico sulla vita spirituale, Qiqajon, Magnano (BI) 2010, pp.151.
Come pregare? Cosa fare quando il dubbio e la stanchezza rallentano il cammino? Come abitare il silenzio? Cos’è l’umiltà? Come vivere la notte della fede? Molte le domande che nascono in un “cercatore di Dio”: queste lettere rispondono con dolcezza e pedagogia agli interrogativi posti da un giovane che desidera mettersi in cammino sui sentieri dell’avventura interiore. L’autore affronta con grande semplicità tutte le dimensioni della vita spirituale cristiana: brevi consigli da gustare e meditare per procedere con gioia e fiducia sul cammino della fede.

C. STERCAL, Il pensiero del lunedì. Spiritualità del quotidiano, EDB, Bologna 2016, pp. 116.
Ogni lunedì Claudio Stercal invia un breve pensiero a un gruppo di amici e di ex studenti dei corsi di teologia all’Università Cattolica. Le riflessioni, per quanto brevi, aprono una piccola finestra sulla settimana appena iniziata, per affrontarla con un pizzico di consapevolezza in più e con uno spirito diverso.

A. MATTEO, Il cammino del giovane, Qiqajon, Magnano (BI) 2012, pp.73.
La tua età, per quanto bella e affascinante, non è fine a se stessa. La verità di ciò che ora sei chiamato a vivere è oltre. La parabola umana è essenzialmente apertura al futuro, alla scoperta, a ciò che di nuovo può essere messo al mondo.

MATTA EL MESKIN, Consigli per la preghiera, Qiqajon, Magnano (BI) 1988, pp.80.
L’autore, profondamente radicato nella Parola di Dio e nella tradizione dei Padri, ci offre un densissimo saggio sull’ineffabile arte del colloquio con Dio. Con un linguaggio immediato e fraterno – che solo un discepolo dell’unico maestro di preghiera, lo Spirito, può possedere – Matta el Meskin apre i nostri occhi e la nostra mente a una comprensione nuova dell’incessante dialogo d’amore tra Dio e l’uomo. Queste pagine costituiscono un prezioso aiuto per tutti, un’eco della domanda dei discepoli a Gesù: “Signore, insegnaci a pregare”.

B. MAGGIONI, Era veramente uomo. Rivisitando la figura di Gesù nei Vangeli, Àncora, Milano 2001, pp. 186.
I tratti umani di Gesù – la storia concreta e precisa che egli ha vissuto, le sue scelte, i suoi comportamenti e sentimenti (ira compresa) – sono importanti non soltanto per conoscere il lato umano della sua persona divina, ma anche per conoscere il lato divino della sua persona. L’umanità di Gesù ha un valore teologico irrinunciabile, perché è la “trasparenza” del volto di Dio. Dopo aver assaporato queste pagine magistrali di don Maggioni, il lettore, facendo eco alle parole del centurione sotto la croce, potrà esclamare con fede rinnovata: «Gesù, Figlio di Dio, era veramente uomo».

B. MAGGIONI, Padre nostro, Vita e Pensiero, Milano 1995, pp. 128.
Al pari di ogni parola ripetuta quotidianamente sin dall’infanzia, è facile recitare il Padre nostro in modo meccanico, senza la partecipazione del cuore e delle amente. Esso diventa così una formula priva di contenuto, disponibile per qualsiasi circostanza. La lettura proposta in queste pagine intende contrastare tale rischio attraverso una duplice attenzione. Anzitutto, l’Autore mira a ritrovare l’originaria verità del Padre nostro, interpretandolo nel contesto specifico della vita di Gesù e delle prime comunità cristiane. Insieme, è costante la preoccupazione di far risuonare l’annuncio evangelico – così efficacemente condensato nella preghiera del Signore – all’interno dell’esperienza e delle domande universali dell’uomo. Grazie a questo fecondo accostamento, le parole del Padre nostro riacquistano senso e aprono alla fiducia in Dio, così che il discepolo non possa concludere la preghiera insegnatagli da Gesù senza aver riassaporato il gusto di vivere.

lunedì 17 ottobre 2016

PARMA: FRATI E UNIVERSITARI IN MISSIONE


Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.
Ho già ricordato in post precedenti il taglio missionario di questo mese di ottobre e come la missione, non abbia confini o luoghi privilegiati, ma ci chiami ovunque e sempre ad annuciare a tutti la lieta Novella di Gesù Cristo nostro unico Salvatore. Se dunque un tempo parlare di missione subito evocava terre e popoli lontani ( Africa, Asia..) oggi, chiama in causa anche le nostre città deserte di fede, i giovani disorientati e soli, le nuove povertà sotto casa.
C'è bisogno di senso e bellezza, c'è bisogno di speranza e gioia, c'è bisogno di Gesù! 

E' con questo spirito che da oggi, lunedì 16 a venerdì 21 ottobre, prende il via a Parma una settimana di missione universitaria, rivolta ai moltissimi studenti che risiedono in quella città.
Saranno i nostri frati (del convento san Francesco al prato) a condurla insieme all’equipe diocesana della Pastorale Universitaria e ai tanti giovani che si sono resi disponibili per andare, per portare "un annuncio" ai loro coetanei.

“Occhi Nuovi” è il tema scelto che farà da guida ai diversi eventi che sono in programma. "Occhi nuovi" per vedere la bellezza, per scoprire l'amicizia e l'amore; "occhi nuovi" per andare oltre il male e l'indifferenza; "occhi nuovi" per un sorriso; "occhi nuovi" per tendere una mano; "occhi nuovi" per incontrarci e dialogare senza pregiudizi, "occhi nuovi" nello sguardo appassionato di Gesù per ogni giovane.

Fra Daniele, uno dei giovani frati promotori della missione così ne ha spiegato il senso:
"Mossi dal desiderio di essere per tutti una finestra che si affaccia sulla bellezza di Dio, desideriamo portare Cristo ai nostri giovani, incontrandoli nei luoghi del loro impegno quotidiano: i dipartimenti, le mense, le vie della città… per imparare a guardare insieme fin dentro il segreto della vita."

Invito tutti alla preghiera per questi giorni di grande impegno dei nostri frati e per i giovani studenti che incontreranno. In tal modo, credetemi, potremo essere anche noi, tutti insieme, veri e autentici missionari.

Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

ù

domenica 16 ottobre 2016

PREGARE SEMPRE, SENZA STANCARSI MAI




San Francesco, uomo "tutto trasformato in preghiera
Credo che tutti noi abbiamo potuto conoscere e sperimentare in molte occasioni il valore e la bellezza della preghiera. Certamente, pur riconoscendone la necessità e l'utilità, tutti conosciamo anche la fatica e l'impegno a mantenerci perseveranti in essa.  Nelle così dette "Fonti Francescane" (FF), l'insieme delle più antiche biografie e testimonianze riguardanti San Francesco, ritroviamo innumerevoli rimandi alla sua intensa e incessante vita di preghiera e precisi suoi richiami rivolti ai frati perchè siano fedeli e costanti in essa:
  • Nella Regola non bollata , proprio citando il Vangelo di Luca, così si esprime: «E adoriamolo [Dio] con cuore puro, “perché bisogna pregare sempre senza stancarsi mai”; infatti “il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano, bisogna che lo adorino in spirito e verità”». (FF 61)
  • Nella Lettera ai fedeli, troviamo la stessa esplicita sottolineatura: «Ed eleviamo a lui [Dio Padre] lodi e preghiere giorno e notte, dicendo: “Padre nostro, che sei nei cieli”, poiché bisogna che noi preghiamo sempre senza stancarci».(FF 188)
  • Questi inviti e richiami, erano sostenuti  e resi credibili dal suo stile di vita esemplare e radicale. Così racconta di lui, il Celano, suo biografo: «Spesso , (Francesco) senza muovere le labbra, meditava a lungo dentro di sé e, concentrando all’interno le potenze esteriori, si alzava con lo spirito al cielo. In tale modo dirigeva tutta la mente e l’affetto a quell’unica cosa che chiedeva a Dio: non era tanto un uomo che prega, quanto piuttosto egli stesso tutto trasformato in preghiera vivente» (FF682).
Sull'esempio di Francesco chiediamo anche noi la grazia di questa fede tenace e perseverante, di una vita di preghiera intensa, continua, trasformante. Lui ci ha mostrato una via possibile , a noi seguirlo e imitarlo.

Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

venerdì 14 ottobre 2016

IL NEW YORK TIMES PARLA DEI FRANCESCANI

New York: Friars on the street
Pace e bene a voi tutti in cammino e in ricerca della vocazione divina.
Il mese di ottobre è il "mese missionario", il "mese della missione", e ogni anno si ripresenta come una buona occasione per riflettere e pregare e ad entusiasmarci  a questa dimensione fondamentale della Chiesa.
"La missione": essenziale e irrinunciabile anche per ogni frate francescano. Essa significa, infatti per noi "l'andare", il mettersi nelle strade del mondo in povertà e semplicità, con tutti dialogare e stringere relazioni fraterne senza pregiudizi, e a tutti annunciare con mitezza la gioia del Vangelo del nostro Signore Gesù Cristo. "La missione" dei frati pertanto non ha confini di luoghi, di culture, di etnie o persone;  per essa i frati sono chiamati ad abbracciare il mondo intero.
Al riguardo, nei giorni scorsi,  nientemeno che il  "New York Times" ha pubblicato un articolo sul buon lavoro che i nostri frati stanno facendo a Brooklyn, (New York, USA) in un quartiere fortemente degradato e descritto come una “zona religiosamente morta”.
"La missione" dunque, vuole arrivare anche nelle nostre periferie, ci spinge ad annunciare Gesù anche all'uomo delle nostre grandi città spesso solo e disorientato, diventa lieto messaggio per chiunque, specie ai più deboli come i giovani abbandonati a loro stessi, confusi e senza un orientamento di vita.
Caro amico, se "la missione" ti attira e ti affascina, con noi frati, puoi metterti in cammino anche tu!
Al Signore Gesù sempre la nostra lode
fra Alberto (fra.alberto@davide.it) 
 
















ll New York Times parla dei francescani

Fra Jude Winkler, Assistente generale per la Conventual Franciscan Federation (CFF), rende noto che il giornale: The New York Times ha pubblicato un articolo sul buon lavoro che i nostri frati stanno facendo a Brooklyn, New York, USA.

L'articolo, intitolato: “Missione di due frati: rianimano una chiesa di Brooklyn in una zona religiosamente morta", è apparso sull’edizione del 2 ottobre 2016.
Nel 2015 la Diocesi di Brooklyn stava per chiudere la “Chiesa Famiglia Slovacca” a causa della bassissima partecipazione alla Messa. Poi ha chiamato i francescani conventuali per reintrodurre il cattolicesimo in un quartiere che alcuni hanno descritto come una “zona religiosamente morta”. Quando Fra Raphael Zwolenkiewicz e Fra Nicholas Spano sono arrivati, la prima cosa che hanno fatto è stata dare alla chiesa un nome nuovo: Missione di San Damiano. Poi, hanno cominciato a raggiungere la comunità in modi nuovi e collaborativi.
Non siamo qui per essere una presenza invisibile, ma qualcosa di molto tangibile”. Così ha detto Fra Raphael, 65 anni. Entrambi i frati si vestono con la tonaca in pubblico e si vedono spesso in giro per il quartiere. Fra Nicholas ha sviluppato proposte per trasformare la chiesa in un hub di arte e un punto focale per la comunità. Di conseguenza, la Missione offre spazio per concerti che sono trasmessi da una stazione radio vicina e due gruppi hanno unito le forze per raccogliere fondi per il ripristino di un organo a canne della chiesa che vale $226.000.
Il quartiere ha molti giovani cattolici battezzati che non praticano la loro fede. Ora stanno iniziando a scoprire la chiesa attraverso la stazione radio e la serie di concerti. Sta crescendo il senso di comunità, e la partecipazione alla Messa è in aumento. Una persona del posto ha dichiarato: “È meravigliosa. I frati sono così tolleranti e accoglienti!”.

Fra Mark Folger
fonte : ofmconv

mercoledì 12 ottobre 2016

CHI CERCA... TROVA !

Assisi: Fra Luca, giovane novizio.
Chi cerca il Signore... trova la gioia !
(fra Daniel-Marie) 

lunedì 10 ottobre 2016

UN'ESTATE INVINCIBILE


"Nella profondità dell’inverno,
 ho imparato alla fine 
che dentro di me,
 c’è un’estate invincibile" 

(Albert Camus)

giovedì 6 ottobre 2016

PER SEMPRE FRATE FRANCESCANO

“La prostrazione a terra dei candidati:
un momento particolarmente intenso della Professione Solenne"
Caro amico in ricerca vocazionale,
il Signore ti dia pace.

Ti invito a ringraziare il Signore e a gioire con noi per due giovani che saranno prossimamente "frati per sempre". Si tratta di fr. Alex Emanuele Ceron e di fr. Gianmarco Marinello che sabato 8 ottobre, presso la nostra chiesa di San Francesco in Treviso (ore 11,00), emetteranno la Professione Solenne incardinandosi così definitivamente nell'Ordine Francescano.

Sarà il Ministro provinciale (per il Nord Italia) fr. Giovanni Voltan ad accogliere i loro "voti perpetui" di povertà, castità e obbedienza, con la presenza dei confratelli che verranno numerosi a questo importante momento della vita della famiglia provinciale.

Forse può stupire e provocarti che ancora qualcuno osi scommettere l'intera sua esistenza sulla radicalità del Vangelo seuendo le orme di san Francesco !!

Eppure il Signore continua a chiamare e a suscitare misteriosamente nel cuore di molti giovani, questo ardore e questo fuoco d'amore.

Se tale fiammella è accesa anche in te, puoi certo scegliere di spegnerla o ignorarla, oppure di alimentarla con la preghiera, verificarla con l'aiuto di un cammino vocazionale (come il Gruppo san Damiano), approfondirla con il sostegno di una guida spirituale. E' il percorso che a suo tempo hanno intrapreso anche fra Alex e fr. Gianmarco.

Ti incoraggio e ti benedico.
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode!

fra Alberto (fra.alberto@davide.it)



mercoledì 5 ottobre 2016

"IL CINGOLO" O CORDONE DEI FRATI

Cari amici in ascolto della vocazione divina, pace a voi!

In vari post precedenti mi sono già occupato in generale e soprattutto dal punto di vista storico dell’abito francescano: una tunica con un cappuccio e alla cinta, un cingolo (o cintura/cordone) di lana bianca con tre nodi. Proprio del cingolo dei frati, di questo elemento tipicamente francescano, vi voglio parlare oggi e del significato profondo che via via ha assunto. Vi benedico! Al Signore Gesù sempre la nostra Lode!
Frate Alberto
(fra.alberto@davide.it)
=========///===///===///===========


Frate Tommaso da Celano, primo biografo di san Francesco, ci dice come il santo, dopo la sua conversione e in seguito alla rinuncia di tutti i beni paterni (con la sua famosa spoliazione davanti al Vescovo), avesse iniziato per la verità a vestirsi alla maniera degli eremiti, “ con una cintura di cuoio, un bastone in mano e sandali ai piedi” (Fonti Francescane 355). Ma un giorno avvenne un fatto che lo portò a fare una scelta diversa: ad abbandonare bastone e sandali e cingersi i fianchi con una semplice corda annodata! Ecco cosa successe:

Ma un giorno ...
in cui in questa chiesa si leggeva il brano del Vangelo relativo al mandato affidato agli Apostoli di predicare, il Santo, che ne aveva intuito solo il senso generale, dopo la Messa, pregò il sacerdote di spiegargli il passo. Il sacerdote glielo commentò punto per punto, e Francesco, udendo che i discepoli di Cristo non devono possedere né oro, né argento, né denaro, né portare bisaccia, né pane, né bastone per via, né avere calzari, né due tonache, nè cintura, ma soltanto predicare il Regno di Dio e la penitenza, subito, esultante di spirito Santo, esclamò: « Questo voglio, questo chiedo, questo bramo di fare con tutto il cuore! ».
S'affretta allora il padre santo, tutto pieno di gioia, a realizzare il salutare ammonimento; non sopporta indugio alcuno a mettere in pratica fedelmente quanto ha sentito: si scioglie dai piedi i calzari, abbandona il suo bastone, si accontenta di una sola tunica, sostituisce la sua cintura con una corda. Da quell'istante confeziona per sé una veste che riproduce l'immagine della croce, per tener lontane tutte le seduzioni del demonio; la fa ruvidissima, per crocifiggere la carne e tutti i suoi vizi e peccati, e talmente povera e grossolana da rendere impossibile al mondo invidiargliela! (Fonti Francescane 356)
Con altrettanta cura e devozione si impegnava a compiere gli altri insegnamenti uditi. Egli infatti non era mai stato un ascoltatore sordo del Vangelo, ma, affidando ad una encomiabile memoria tutto quello che ascoltava, cercava con ogni diligenza di eseguirlo alla lettera (Fonti Francescane 357).

Francesco, dunque, all'udire queste parole, subito vuole vivere alla lettera i dettami del Vangelo; desidera in tutto essere e presentarsi da povero svestendosi di ogni pur piccolo segno di potere e forza, come indica Gesù!  Abbandona pertanto anche la cintura in pelle, che era il normale supporto alla borsa dei denari per borghesi, mercanti e cavalieri, sostituendola con un'umile corda come i nulla tenenti !  
Da quel giorno, si definisce per sempre il modo di presentarsi e vestire di san Francesco come dei suoi frati! 
Gli antichi cronisti riportano l'abitudine dei Frati Minori di indossare l'abito (una tonaca e un cappuccio) cinto in vita da una corda. Proprio per questo in Francia i francescani furono chiamati per secoli anche “les Cordelliers” (fino alla rivoluzione francese).
Se all’inizio è semplicemente una "corda annodata" senza però un numero preciso nodi, ben presto questi si riducono ad un numero fisso di TRE a simboleggiare anche visivamente i voti di povertà, castità e obbedienza che i frati promettono di osservare tutta la vita: 
  • La povertà, perchè il Signore è l'unica vera Ricchezza!
  • La castità, perchè Lui è l'unico grande Amore che riempie il cuore e l'esistenza!
  • L'obbedienza, perchè solo alla Sua Volontà il frate francescano tende e si ispira.
La "corda francescana" scelta dunque inizialmente a supporto dell'abito, solo perché più semplice e rozza rispetto alla più “ricca” cintura di cuoio, ben presto si completa di ulteriori significati simbolici, quando nei tre nodi, vengono riconosciuti e manifestati i tre voti della Professione Religiosa Francescana.


PS: ti interessa un test francescano? Clicca qui per rispondere al questionario «Che tipo di francescano saresti?» e ottenere, se vuoi, una risposta da frate Alberto