martedì 31 maggio 2016

TEMPO DI ESAMI? - E' UN FRATE IL PATRONO DEGLI STUDENTI!

San Giuseppe da Copertino "in volo"
Cari amici,
cari giovani in ricerca della vocazione divina, il Signore vi dia pace.
Molti di voi prossimamente si troveranno ad affrontare gli esami (all'università o di maturità) Oggi vi parlo di un grande e umilissimo francescano, San Giuseppe da Copertino, frate minore conventuale (la mia famiglia religiosa). Famoso come "il santo dei voliper il dono della lievitazione (in estasi, si levava da terra vari metri!) che caratterizzò miracolosamente la sua vita, è noto, pure per essere il "Santo protettore degli studenti".
Egli infatti, per quanto poco propenso agli studi, era talmente desideroso di completare la scuola di teologia e così poter diventare sacerdote, che sempre, pur accanto all'impegno fedele e faticoso sui libri, volle confidare grandemente nel Signore con  una  preghiera intensa e fervente affinché si realizzasse questo sogno.  Il Signore mai gli fece mancare il suo aiuto, sostenendolo ogni volta nel superare lodevolmente  tutti i gli esami impegnativi previsti dal corso teologico. Poté dunque coronare la sua vocazione diventando un sacerdote santo e venerato come tale già in vita, per le manifestazioni prodigiose che lo accompagnavano.
Per chi volesse conoscere più approfonditamente la sua vita rimando al SITO del santuario di Osimo dove è custodito il suo corpo ed anche ai Post precedentemente pubblicati. Di seguito ecco anche un video con una bella testimonianza sul santo "dei voli".

                        

All'intercessione di San Giuseppe da Copertino affido in modo particolare tutti gli studenti che seguono il blog: quelli che tra poco concluderanno la scuola superiore, ma anche chi, dovrà affrontare a breve gli esami universitari.

  •  S. Giuseppe, ci insegna che nella vita, oltre a compiere tutto quanto ci è possibile nei riguardi della scuola come di altri impegni o incarichi affidatici (dunque è importante studiare e lavorare con serietà ), possiamo sempre trovare un grandissimo aiuto nel Signore quando ci abbandoniamo a Lui chiedendo umilmente nella preghiera il suo sostegno.
  •  S. Giuseppe ci invita a fidarci di Dio, Padre buono, che mai nega ai suoi figli, ciò di cui hanno bisogno!
  • S. Giuseppe ci spinge a "volare in alto" oltre ogni nostra sicurezza o pretesa autosufficienza, per rimetterci con semplicità nelle mani del Signore.
  • San Giuseppe ci mostra la grandezza della vocazione sacerdotale e religiosa, per la quale nulla è più importante.
Vi benedico augurando a ciascuno un sereno affrontamento di questo tempo di verifica e prove..  Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. 
Frate Alberto (fra.alberto@davide.it)

Preghiera dello studente
Mio Dio, ti ringrazio di tutti i doni che mi fai. 
Concedimi di usarne sempre per la tua gloria,
per la mia santificazione, per il bene degli altri.
Dammi un cuore lieto, benedici la mia famiglia,
proteggi i miei studi, illumina i miei insegnanti,
assisti i miei compagni.
Per i meriti e l'intercessione
di San Giuseppe da Copertino, che, pur provando
la fatica dello studio e l'ansia degli esami,
ebbe la gioia della promozione invocando
la materna assistenza di Maria,
guida la mia mente, rendi tenace la  mia volontà
e generoso il mio impegno perché
adempia il mio dovere e meriti la promozione.
Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre


Preghiera prima degli esami
San Giuseppe da Copertino, Patrono degli studenti,
bussiamo al tuo cuore per invocare l'aiuto negli 
esami per gli studenti che chiedono preghiere.
Tu conosci i loro sforzi, i timori, le speranze.
Hanno bisogno di te, della tua protezione,
del tuo aiuto, te li affidiamo!
Sono fiduciosi di essere aiutati dalla Vergine Maria
come lo sei stato tu quando sostenevi i tuoi esami.
Per loro e per le loro famiglie intercedi
la certezza nella fede, la fedeltà alla Chiesa,
la grazia della misericordia, lo spirito della preghiera,
la carità sempre viva e lieta, la vera pace,
il coraggio nelle scelte importanti della vita.
Sii presente con il tuo sostegno e il tuo amore,
nello sforzo e nell'impegno, nel sacrificio e nella 
gioia della crescita umana e cristiana
di tutti i giovani che confidano in te.
San Giuseppe da Copertino, sii guida e modello nel 
cammino di speranza per una civiltà dell'amore per 
i giovani che sono il futuro della Chiesa e dell'umanità.
Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

lunedì 30 maggio 2016

SAN FRANCESCO E L'EUCARESTIA

I nostri frati britannici alla Processione del "Corpus Domini" 
Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace. La solennità del "Corpus Domini" da poco celebrata ci fa ricordare il grande amore che San Francesco ebbe per l'Eucarestia. Molti sono gli scritti «eucaristici» del Santo, brani che parlano del corpo e sangue del Signore e del decoro degli altari e delle chiese, e della grande responsabilità  dei frati/sacerdoti in quanto ministri di questo sacramento. Non a caso dunque, i francescani, da sempre si caratterizzano per la medesima "passione" e devozione eucaristica, nella consapevolezza che da essa scaturisce un fiume di grazia per la nostra vita cristiana.  Possa lo stesso amore guidare ciascuno di noi. Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Elevazione: Prima messa di fra Rocco
Dagli scritti di san Francesco

Tutta l’umanità trepidi, I’universo intero tremi e il cielo esulti, quando sull’altare, nella mano del sacerdote, si rende presente Cristo, il Figlio del Dio vivo. O ammirabile altezza e degnazione stupenda! O umiltà sublime! O sublimità umile, che il Signore dell’universo, Dio e Figlio di Dio, così si umili da nascondersi, per la nostra salvezza, sotto poca apparenza di pane!
Guardate, fratelli, I’umiltà di Dio, ed aprite davanti a lui i vostri cuori; umiliatevi anche voi, perché siate da lui esaltati. Nulla, dunque, di voi trattenete per voi, affinché totalmente vi accolga colui che totalmente a voi si offre
. (FF 221 - dalla Lettera a tutto l'Ordine)

"Ecco, ogni giorno egli si umilia, come quando dalla sede regale discese nel grembo della Vergine; ogni giorno egli stesso viene a noi in apparenza umile; ogni giorno discende dal seno del Padre sull'altare nelle mani del sacerdote. E come ai santi apostoli si mostrò nella vera carne, così anche ora si mostra a noi nel pane consacrato. E come essi con gli occhi del loro corpo vedevano soltanto la carne di lui ma, contemplandolo con gli occhi dello spirito, credevano che egli era lo stesso Dio, così anche noi, vedendo pane e vino con gli occhi del corpo, dobbiamo vedere e credere fermamente che questo è il suo santissimo corpo e sangue vivo e vero." (dalle Ammonizioni)

«Dobbiamo anche visitare frequentemente le chiese e riverire i sacerdoti, non tanto per loro stessi, se sono peccatori, ma per l'ufficio di ministri del santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo, che essi consacrano sull'altare e ricevono e distribuiscono agli altri. E ricordiamoci bene tutti che nessuno può essere salvo se non per il sangue del Signore nostro Gesù Cristo e per il ministero della parola di Dio che i sacerdoti proclamano e annunciano e amministrano, ed essi solo debbono amministrare, non altri». (FF 193-194)


Per chi volesse un approfondimento sul tema dell'Eucarestia in san Francesco e S. Antonio ecco di seguito un bel video di fra Leonard Lehmann, professore di teologia alla Pontificia Università Antonianum, all'Univesità di Madrid e in vari istituti tedeschi.

venerdì 27 maggio 2016

SE VUOI


Gesù disse al giovane:
SE VUOI  essere perfetto
(se vuoi il Meglio, il di più)
.... Vieni ! Seguimi! "

(Vangelo secondo Matteo 19,16-30)

mercoledì 25 maggio 2016

I MINORI CONVENTUALI - I FRATI DELLA FRATERNITA'

Convento di Narbonne (Francia): frati alla stessa tavola
Cari amici in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.
Come più volte ho scritto, la nostra vocazione di frati francescani non è mai vissuta in un cammino individuale (come per altri religiosi e consacrati), ma sempre "INSIEME" . San Francesco amava ripetere: « Il Signore mi ha donato dei fratelli!». E in effetti, la sua vocazione e la sua vicenda di vita, la sua stessa santità sarebbero state ben diverse senza la vicinanza, l'amicizia, la comunione profonda con altri fratelli presto accorsi da lui per condividerne gli ideali e lo slancio evangelico.

Nell'Ordine francescano i Frati Minori Conventuali (il ceppo più antico - custodi delle tombe di S. Francesco e S. Antonio - vedi Web-cam) si contraddistinguono per questa specifica nota.
La qualifica “conventuali” (o “frati della comunità”) si aggiunse fin quasi dagli inizi non tanto a sottolineare un luogo fisico (il convento), ma il riferimento fondante dato proprio alla FRATERNITA', alla vita comune, al "cum-venire" (dal latino) cioè al "con-venire" insieme..., al "con-dividere", ad una piena comunione umana e spirituale che in tutto li caratterizzava.

La comunità, nella sua dimensione fraterna,  continua pertanto ancora ad essere il cuore pulsante di ogni convento, ma anche ne costituisce la sfida quotidiana. Come ogni cuore chiede, infatti, di essere continuamente ravvivato, e sostenuto e monitorato e tenuto in esercizio al fine di evitare "sclerocardie, e infarti, e scarsa circolazione sanguigna". Scusate queste similitudini sanitarie, ma mi pare possano rendere bene i pericoli che incombono inevitabilmente anche sulle nostre fraternità. L'individualismo, per es. è un veleno troppo diffuso perchè anche nei conventi non se ne senta il contagio!
L'antidoto è ogni volta il Vangelo, la gioia di avere un unico Padre nei cieli e la conseguente chiamata a sentirci tutti figli e fratelli in un cammino quotidiano di conversione reciproca, di umiltà e ascolto vicendevole. Un percorso bello e di grande testimonianza, sempre audace e mai scontato!

Ma san Francesco e S. Antonio, nostri fratelli maggiori e l'esempio spicciolo e appassionato di tanti semplici frati, sono al riguardo di grande conforto e sostegno! Con loro innalziamo dunque al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

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Qui un bel video dei nostri frati della custodia di Francia-Belgio in cui si mostra come la fraternità sia fonte di entusiasmo e di forza per la vocazione di ciascuno. Sono certo vi aiuterà a comprendere meglio quanto vogliamo vivere sull'esempio di san Francesco e Sant'Antonio (siamo ormai prossimi alla sua grande festa!!)

martedì 24 maggio 2016

ASSISI E LA BASILICA DI SAN FRANCESCO - PURA BELLEZZA !


Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.
Chi di noi è stato ad Assisi ha certo negli occhi e nel cuore le immagini meravigliose della Basilica di san Francesco, pura bellezza, capolavoro dell'arte e della spiritualità. Ebbene, oggi 24 maggio, ricorre il 763° anniversario della Dedicazione della Basilica, da secoli custodita, con la tomba del santo, dai frati minori conventuali (la mia famiglia francescana) . 
  • Subito dopo la sua canonizzazione, avvenuta il 16 luglio 1228, Papa Gregorio IX decise di edificare in onore del Santo una “Special Ecclesia” che potesse custodirne nei secoli le spoglie mortali, dandole il titolo di “Caput et Mater” di tutto l'ordine Francescano. Lo stesso pontefice benedisse la prima pietra della Basilica il 17 luglio di quell’anno e il 25 maggio del 1230 ordinò che il corpo del Santo fosse traslato nella Chiesa inferiore che probabilmente era già ultimata.
  • Nell'anno 1253 Papa Innocenzo IV consacrò solennemente le due chiese della Basilica. Raccontano le cronache del tempo: «Era il 29 marzo 1228 quando Simone di Pucciarello donò al Papa Gregorio IX la sommità della collina detta Colle dell’Inferno dove venivano eseguite le condanne a morte. La Regola della Povertà Francescana era chiara e quindi Papa Gregorio IX accettò la donazione per poi “girarla” in uso perpetuo ai Frati nelle mani di Fratello Elia successore di San Francesco e di Pietro Cattani. La collina cambiò subito nome prendendo il nome di Colle del Paradiso e su questo colle, che si dice fu indicato espressamente da San Francesco in punto di morte, sorse la stupenda Chiesa».
Quando si passa per Assisi si capisce che è proprio vero che "le pietre" sanno parlare.
Che San Francesco possa toccare allora anche i nostri cuori, talvolta anch'essi "di pietra" e così seguire con più ardore e passione il Signore nostro Gesù Cristo. 

A Lui sempre la nostra Lode. fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

 

Mentre festeggiamo la dedicazione al culto di Dio di questo capolavoro dell'ingegno umano, 
ci vediamo un breve documentario che illustra gli ultimi restauri ricostruttivi, 
seguenti il terribile terremoto del 1997.

domenica 22 maggio 2016

UNA NOTTE "DI STRADA"


Caro amico
in ricerca vocazionale, il Signore ti dia pace.
  • Siamo ormai pronti in tantissimi, giovani e frati, nella notte fra sabato 28 e domenica 29 maggio, a metterci "in cammino" (23 Km ca.) sotto le stelle dal Santuario del Noce di Camposampiero alla Basilica del Santo (Padova).
  • Si tratta del "Cammino di Sant’Antonio” – che ricalca appunto l’ultimo viaggio terreno del Santo, quando (il 13 giugno 1231), sentendosi ormai prossimo alla morte, si fece condurre su di un carro trainato da buoi da Camposampiero all’amato convento padovano dedicato alla Madonna.
  • Sarà una notte "di strada", di passi condivisi, di canti, di lode e invocazione, di affidamento, di incontro con più di un migliaio di pellegrini giunti da tutto il mondo. 
S. Antonio aspetta anche te per seguire, con più ardore e passione il Signore Gesù!
A Lui sempre la nostra lode! Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

QUI PROGRAMMA E ISCRIZIONE ON - LINE
(entro giovedì 26 maggio)

venerdì 20 maggio 2016

MA I FRATI VANNO AL CINEMA?

Frati alla telecamera....
Pace e bene cari amici in cammino e in ricerca vocazionale. 
"Ma i frati possono andare al cinema o vedersi un film ?": così mi ha scritto Gianluca, un giovane studente universitario di Milano aspirante regista. Ma "caspita.. mica siamo extraterrestri!!" (gli ho risposto così, privatamente). In realtà, carissimi, niente di ciò che è bello e autenticamente umano è escluso dall'interesse di un frate. Del resto, da sempre, i frati si sono cimentati in vari ambiti: la spiritualità e la carità, ma anche l'arte, la musica, la letteratura, le scienze...Non è forse san Francesco il primo poeta della nostra lingua?  Il tutto a lode di Dio e a servizio concreto e prossimo di ogni uomo! Ma tornando al cinema oggi vi presento una breve testimonianza di un nostro frate, Fr. Giancarlo Paris, della comunità c/o il convento S. Francesco di Brescia di cui è anche il "guardiano" (superiore). Fra le sue grandi passioni, vi è la cinematografia, così che spesso ricorre a qualche film per aiutare le persone a crescere e maturare e riflettere e giungere più facilmente, anche attraverso quest'arte, a vivere una più intensa esperienza spirituale. Da quando dunque non vedete un buon film? Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. 
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)
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TESTIMONIANZA DI FRA GIANCARLO
Da dove viene la tua passione per i film? Ci sono alcuni fatti particolari che l'hanno nutrita? 
Da piccolo ero spesso solo e mi ero immaginato di avere un piccolo cinema privato nella mia camera e lì mi “vedevo” i film. All’oratorio proiettavano cose orribili con Bobby Solo e la Zanicchi, poi, crescendo, ho cominciato a leggere i quotidiani e a sentir parlare di capolavori... allora con il motorino inseguivo questi film che vedevo e non sempre capivo, ma qualcosa si seminava. L’abitudine crea il gusto, diceva J. P. Sartre, e così è nato il gusto per un certo cinema impegnato, ricercato, profondo e spirituale.

Può la visione di un film diventare esperienza formativa? Addirittura dal punto di vista spirituale? 
Ne sono certo. Diversi film mi hanno accompagnato dall’adolescenza approfondendosi ogni volta che li rivedevo; penso soprattutto a Stalker di Andreij Tarkovskij e ad alcuni film di Ingmar Bergman. Ci sono film che parlano all’anima.

Qualche titolo che porti nel cuore e qualche chiave di lettura cristiana...
Ultimamente ho visto Faust del regista russo A. Sokurov: parte da Goehte per raccontare l’uomo moderno e la sua ansia malata di andare sempre oltre nel sapere, nella scienza, nel piacere. Un film dove l’angoscia dell’uomo contemporaneo potrebbe portarlo all’incontro con Dio, ma il film rimane aperto e questo è il suo fascino.
Sempre rimanendo sui titoli recenti penso sia doveroso per un credente vedere "Il villaggio di cartone" di Ermanno Olmi: al di là delle sciocche polemiche suscitate in qualche ambito ristretto, invito a vedere su You Tube la presentazione del film fatta su Sat 2000.
"La settima stanza" su Edith Stein rimane un film classico su come si possa trasmettere una formazione spirituale attraverso la struttura tecnica dello stesso film: la protagonista, carmelitana, passa attraverso sette stanze, scandite da portoni o cancelli che si chiudono; ogni volta viene spogliata da qualcosa, ma alla fine, plasmata da questa azione segreta dello Spirito Santo, riesce a dare senso e significato profondo alla camera a gas di Auschwitz, trasformandola nel Santo dei Santi: luogo della presenza di Dio.
Un regista da tenere d’occhio, anche se non facile, è il russo Sokurov che ha vinto nel 2004 una segnalazione dalla Santa Sede per la sua produzione cinematografica ricca di rimandi spirituali... ma di non facile e immediata lettura.

giovedì 19 maggio 2016

mercoledì 18 maggio 2016

LA VOCAZIONE DI FRATE FRANK - DA FILOSOFO A FRANCESCANO

Pace e bene cari amici, in cammino e in ricerca dei desideri di Dio.
Sono sempre belli e provocanti e incoraggianti i racconti vocazionali dei nostri giovani frati. Oggi vi propongo la vicenda di frate Frank Hebestreit, studente in teologia ad Assisi. Già brillante dottorando in filosofia, giunge alla scelta francescana dopo una lunga ricerca di senso e di verità. Ringraziandolo di cuore per la condivisone invito tutti a ricordarlo nella preghiera, nella consapevolezza che Gesù è l'unica nostra VIA, VERITA' e VITA.
A Lui sempre la nostra Lode. fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Assisi: incontro con papa Francesco

MISERICORDIA E VERITÀ S'INCONTRERANNO!
La storia vocazionale di frate Frank Hebestreit

Sono fra Frank e vengo dalla “grande” Germania, dove sono nato e cresciuto. Da circa 5 anni vivo in Italia. Ma, volete sapere per quale motivo sono passato da würstel e krauti a caffè e dolci? È un lungo cammino di ricerca della verità sulla mia vita, su Dio e sugli altri. Vi racconto alcuni momenti importanti di questa avventura personale.

  • Dopo il servizio civile volevo studiare, ma mi sono gravemente ammalato. Durante la degenza all’ospedale Dio mi ha aperto gli occhi attraverso la verità contenuta nei Vangeli che ho letto quattro volte di seguito, perché sentivo in essi una profondità inedita da scoprire.
  • La mia conversione è avvenuta in mezzo a tanti malati e alla loro vicinanza. Così potevo toccare con mano che Dio agisce ovunque: nella miseria e nella gioia. Dopo un certo tempo ho, poi, ripreso l’idea dello studio andando all’università di Eichstätt, un piccolo paese nella Baviera, di stile barocco, molto carino. Qui ho incontrato per la prima volta un cattolicesimo forte.

imbattibile al ping-pong

  • Fino a quel momento avevo fatto esperienza nella comunità protestante, pur essendo stato battezzato nella Chiesa Cattolica. Ma, conosciuta la ricca spiritualità, la tradizione e la comunità mi sono convinto a fare un passo in avanti. Nella notte di Pasqua del 2004 ho ricevuto la confermazione dello Spirito per trovare la vera strada per la mia vita. Intuivo il percorso, ma non avevo chiarezza su me stesso e su cosa fare della mia vita.
  • Ho iniziato a studiare scienze politiche, ma un incontro speciale con un ex-certosino mi ha aperto gli occhi al mondo della filosofia. Erano le domande filosofiche che mi attiravano, mi spingevano a cercare. Ho scoperto la libertà del pensiero. In definitiva la possibilità di percorrere la via per conoscere Dio. Da questo momento in poi la filosofia, insieme con la luce della fede, sono state la lampada per illuminare la mia interiorità e per capire il mondo. Ben presto mi è affiorata l’idea di farmi religioso.
  • Nel dicembre 2008 ho incontrato, su proposta di una cara amica, i Frati Minori Conventuali. Una via alla quale non avrei pensato neanche in sogno. Non conoscevo niente di san Francesco e dei suoi compagni e non mi trovavo nello spirito francescano.

Così per lo meno pensavo io. Ma Dio conosceva la verità nascosta anche a me stesso e mi ha condotto nella comprensione con molta pazienza e amore. Finito il dottorato, sono entrato nel postulato della provincia tedesca nel 2009, sempre dubitando: “ma è questa la mia strada? Impossibile!” Così parlava la mente, il calcolo, la paura. “Ma è tutto vero, questo sei tu!”, rispondeva il cuore.

Ho trascorso un anno intero con questa tensione dentro, prima della proposta di continuare il cammino vocazionale in Italia, a Brescia. Ventiquattro ore di tempo per decidere. Tutto questo senza conoscere neppure una frase in italiano. Ma stavo facendo qualcosa che contava più di mille discernimenti, e in contrasto con la mia abitudine intellettuale: mi sono fidato di Dio.

  • Forse era più facile per me capire Hegel e Kant, che fare questo semplice gesto di fiducia, perché era questo che Dio voleva da me, la mia mano aperta. E così si aprì un mondo nuovo, quasi una vita nuova. All’inizio è stato duro: la cultura, la lingua, il vivere insieme e il disagio di non poter esprimere le mie emozioni, i miei stati d’animo. Naturalmente l’atmosfera umana. Ma grazie ai fratelli e a uomini gentili e benevoli mi sono aperto alla vita, a me stesso, alla mia interiorità e alla bellezza del mondo.
  • Perciò rendo grazie ogni giorno per il dono di stare in questo paese per provvidenza divina. Dopo il Postulato sono entrato in noviziato, la fase di discernimento per la professione religiosa, ad Assisi, proprio vicino alla tomba del nostro padre San Francesco. È stato un anno di crescita, di conferma della mia intuizione di fondo della voce di Dio: “questa è la strada!”.

scatenato....

  • La visita dei luoghi francescani, il vivere accanto al Santo e respirare l’aria di questo luogo mi hanno portato alla certezza intima di voler condividere in profondità la vita con Cristo nella fraternità. Il giorno 8 settembre 2012, nella Basilica inferiore di S. Francesco in Assisi, ho fatto la professione dei voti di povertà, obbedienza e castità. Solo in seguito ho realizzato che la professione fatta si rivela come tale solo nel vissuto quotidiano. È come un viaggio che si organizza. Una volta progettato non rimane che mettersi in cammino, non solo con la mente, ma soprattutto con il corpo, cioè con tutto te stesso. 
  • Dal 2012 sto (nuovamente) studiando teologia. Sono già alla fine del percorso di studi. Ma la ricerca della verità continua. È un pochino come nel film “Il Signore degli anelli”: vivere in compagnia per diventare veramente me stesso e un dono per gli altri con Dio, il mio unico “tesoro” (senza rinunciare alla mia passione di giocare a ping pong!).

La pace del Signore sia con voi!
frate Frank Hebestreit



dal bellissimo blog dei giovani frati di Assisi

martedì 17 maggio 2016

I SI' E I NO CHE CONTANO


Pur tra mille difficoltà, limiti ed errori, 
ognuno di noi deve capire che la sua vita parla. Che lo vogliamo o no...
Se abbiamo il coraggio di dire 
SI'e i NO 
che contano nella vita,
possiamo diventare strumenti...
Dio ha già parlato! Ma attraverso le nostre vite può continuare a farlo.

( Ernesto Olivero del Sermig)

lunedì 16 maggio 2016

PILLOLE VOCAZIONALI (30) - FRATI CHE CANTANO

Roma: Frati della "sveglia francescana" che cantano....
Cari amici in cammino vocazionale, il Signore vi dia pace.
Mi ha scritto ieri un ragazzo, Andrea (17 anni), facendomi davvero sorridere. Mi ha chiesto infatti, se "I FRATI CANTANO?". Mi ha motivato questa domanda così specifica legandola al suo desidero di consacrazione, ma anche alla sua grande passione per la musica e soprattutto per il canto. E aggiungeva: "Se diventassi frate non potrei fare a meno di suonare e cantare! Ma non so se questo sia possibile per la vostra regola".
Naturalmente, caro Andrea, la  musica e il canto non solo sono possibili, ma sono una componente vorrei dire quasi irrinunciabile per un frate e il suo ministero. Lo stesso San Francesco, amava il canto e la musica.. e da sempre molti tra i frati vi si sono dedicati con passione per rendere maggiore lode a Dio, per sostenere i fedeli, per allietare la fraternità, per pregare con più fervore.... anche perchè secondo un antico detto "chi canta prega due volte"!!!! Dunque stai tranquillo caro Andrea..: se diventerai frate, il canto sarà una componente importante della tua giornata.  Ma... soprattutto ti incoraggio caro Andrea (al di là di ogni tua dote canora o musicale) a fare dell'intera tua vita un canto al Signore! A Lui sempre la nostra Lode. fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Basilica del Santo (Pd) : gruppo di frati in canto.. guidati da fra Alessandro
Il canto di san Francesco
E' bello vedere come il canto sia stato importante per san Francesco. Egli lo amava così tanto,  da riuscire a fare della sua stessa vita un continuo canto, una perenne lode al Signore e a quanto da Lui creato. Lo ricordiamo giovane per le vie di Assisi intonare le canzoni in francese imparate dalla madre Pica (francese). Ma molti altri sono gli episodi in cui egli canta . Come quando all'inizio della conversione (come narra il suo primo biografo Tommaso da Celano) " Vestito di cenci, se ne va per una selva, cantando le lodi di Dio in francese. Ad un tratto, alcuni manigoldi si precipitano su di lui, domandandogli brutalmente chi sia. L'uomo di Dio risponde impavido e sicuro: "Sono l'araldo del gran Re; vi interessa questo?". Quelli lo percuotono e lo gettano in una fossa piena di neve, dicendo: "Stattene lì, zotico araldo di Dio!". Ma egli, guardandosi attorno e scossosi di dosso la neve, appena i briganti sono spariti, balza fuori dalla fossa e, tutto giulivo, riprende a cantare a gran voce, riempiendo il bosco con le lodi al Creatore di tutte le cose" (FF346). O ancora, eccolo gareggiare con sorella cicala...: “Sicuro e lieto cantava a Dio canti di letizia nel suo cuore” (fioretti). Ancora del suo canto e dei cori dei suoi frati si riempie la notte di Natale quando a Greccio prepara il primo presepio della storia.
Anche ormai prossimo alla morte, nel momento ultimo dell'abbandono e della sofferenza, scrive e canta il Cantico delle creature: Altissimo, onnipotente, bon Signore, tue sono le laudi, la gloria e l'onore e ogni benedizione....Laudato sii...laudato sii...
Sono parole che nascono da un cuore che conosce la benedizione e che tutto accoglie. E' il canto della gratuità. E ci vengono in mente allora altre parole di Francesco, in particolare nella Regola non bollata (XVII): “Restituiamo al Signore Dio altissimo e sommo tutti i beni e riconosciamo che tutti i beni sono suoi e di tutti rendiamo grazie a Lui dal quale procede ogni bene”. Il cuore canta perchè riconosce il dono e si riconosce come dono. Allora nasce la benedizione che si fa lode.

Un bel video con un canto allo Spirito Santo da parte dei giovani frati di Assisi
 
Pillole Vocazionali : 
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frati polacchi..che cantano Laudato Sii...

domenica 15 maggio 2016

ACCESI DALLO SPIRITO SANTO

Cari amici in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace!
Celebriamo oggi la solennità della Pentecoste e la discesa dello Spirito Santo. Per meglio comprendere e accogliere questo Dono dall'alto vi propongo una catechesi suggeritami dai nostri frati francesi ispirata ad una recente omelia di papa Francesco (9 maggio - vedi testo integrale).
Lo spirito Santo, vi illumini, vi guidi, vi accenda il cuore d'amore al Signore Gesù. A Lui sempre la nostra lode! Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Bruxelles: altare della nostra chiesa di S. Antonio

Chi è lo Spirito Santo?
Per rispondere a questa domanda, il Santo Padre ha preso spunto da un passaggio tratto dagli Atti degli apostoli (At. 19,1-8):
  • Paolo incontra a Efeso alcuni discepoli che credevano in Gesù e fa loro questa domanda: «Avete ricevuto lo Spirito Santo, quando siete venuti alla fede?». E loro, dopo essersi guardati un po’ stupiti, gli hanno risposto: «Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo!».
Dunque, ha fatto notare il Papa, «credevano in Gesù, erano discepoli buoni, ma neppure avevano sentito che esistesse lo Spirito Santo» […] «Anche oggi accade lo stesso, la maggioranza dei cristiani sa poco o nulla sullo Spirito Santo, che è ai più un'illustre sconosciuto ». Da qui la sua catechesi:
  • « Lo Spirito Santo — ha spiegato Francesco — è quello che muove la Chiesa; è quello che lavora nella Chiesa, nei nostri cuori; è quello che fa di ogni cristiano una persona diversa dall’altra, ma da tutti insieme fa l’unità ». Dunque, lo Spirito Santo « è quello che porta avanti, spalanca le porte e ti invia a dare testimonianza di Gesù ».[…] « lo Spirito Santo è quello che ci muove a lodare Dio, ci muove a pregare: “Prega, in noi”». Lo Spirito Santo « è quello che è in noi e ci insegna a guardare il Padre e a dirgli: “Padre”». E così « ci libera da questa condizione di orfano nella quale lo spirito del mondo vuole portarci ». 
La nostra vita: con o senza lo Spirito Santo?
Per Papa Francesco « senza lo Spirito Santo, la fede si riduce a morale» a ciò che è lecito fare o non fare. In realtà, ha ricordato il Papa, «la vita cristiana non è un’etica: è un incontro con Gesù Cristo». E «chi mi porta a questo incontro con Gesù Cristo» è proprio lo Spirito Santo. Non dobbiamo dunque considerare nella nostra vita « lo Spirito Santo come un prigioniero di lusso». Al contrario dobbiamo « lasciare che ci spinga» per diventare dei « cristiani reali» e non dei « cristiani virtuali o da salotto».
  • Il papa ha allora proposto un esame di coscienza da farsi in vista della Pentecoste : «Mi ha insegnato la strada della libertà? L’ho imparata da lui? Ma che libertà? Quale libertà? Lo Spirito Santo, che è in me, mi spinge ad andare fuori: ho paura? Come è il mio coraggio, quello che mi dà lo Spirito Santo, per uscire da me stesso, per testimoniare Gesù? Come va la mia pazienza nelle prove? Perché anche la pazienza la dà lo Spirito Santo».
Cari amici...buona meditazione!
Veni Santo Spirito 

Preghiera di San Francesco
Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio, 
concedi a noi miseri di fare, per tuo amore, 
ciò che sappiamo che vuoi, 
e di volere sempre ciò che a te piace, 

affinché, interiormente purificati, interiormente illuminati 
e accesi dal fuoco dello Spirito Santo, 
possiamo seguire le orme del tuo Figlio diletto,
il Signore nostro Gesù Cristo, 

e con l’aiuto della tua sola grazia giungere a te, o Altissimo, 
che nella Trinità perfetta e nell’Unità semplice
vivi e regni e sei glorificato, 
Dio onnipotente per tutti i secoli dei secoli. Amen.

sabato 14 maggio 2016

PILLOLE VOCAZIONALI (29) - COSA E' LA VOCAZIONE RELIGIOSA?

Giovani frati polacchi cantano in coro
COSA E' LA VOCAZIONE RELIGIOSA? COME SI RICONOSCE?

E’ UNA CHIAMATA. 
La vita di consacrazione non è una scelta, ma una chiamata che esige una risposta. Ogni chiamata ha dentro un progetto e noi dobbiamo essere in attento ascolto, aperti all’ascolto per capire. Dio chiama per condurci "fuori" da noi stessi, poiché la vera realizzazione dell’essere è aprirsi agli altri e dimenticarsi di sé, anche se questo non significa autodistruggersi. Ognuno è chiamato “fuori” in modo diverso, con una vocazione propria. Solo chi è in ricerca capisce veramente, può ascoltare la chiamata; il discernimento aiuta a ripercorrere la storia personale e a scoprire Dio che passa momento per momento nella propria vita, attraverso delle mediazioni (la Parola, le persone, le situazioni….). Un sentire questo che non è il sentire col sentimento.

I SEGNI. 
Il segno chiaro della chiamata alla consacrazione è il trasporto verso Dio, il profondo bisogno di Lui, l’innamoramento di Dio; e come per l’amore verso un’altra persona, anche in questa vocazione c’è prima lo slancio del cuore e poi è Dio a volere che la fede cresca. L’iniziativa è sempre di Dio e all’uomo spetta solo la risposta; Dio ha già tracciato il cammino e chiede a noi solo di mettere il piede nella Sua orma. Dopo la chiamata, la ricerca di Dio non deve però esaurirsi, perchè se è pur vero che una vocazione si innesta principalmente sulla fedeltà di Dio, è comunque necessaria la collaborazione dell’uomo per farla crescere. Dio lascia sempre all’uomo la sua libertà.

E’UN DONO. 
La consacrazione è un dono speciale che Dio fa alla Sua Chiesa e a qualche persona in particolare, che egli guarda con amore unico (fissatolo..lo amò) rivolgendo il Suo invito: SEGUIMI! Diventa quindi il dono totale di se stessi a Dio per il bene di tutti e non solo al fine di realizzare la propria vocazione. I religiosi, che possono essere sia laici che preti, testimoniano che la vita cristiana è esigente, radicalizzando ciò che Gesù consiglia e assumendolo nella propria vita come “voto”. Essi indicano che seguire Gesù trasforma la vita, cambia il proprio nome ed il proprio volto, rende uomini e donne più veri e più liberi. Con la propria vita il religioso ci comunica che Dio viene prima di ogni altra cosa, è l’assoluto, che chiede tutto e che dona tutto.

I CARISMI. 
Alla scelta definitiva di consacrare la propria vita a Dio si arriva solo dopo un lungo cammino, in cui si approfondisce sempre più il senso del rapporto personale con Dio, nello studio del carisma dell’ordine e attraverso la vita nella comunità di cui si entrerà a far parte. La vita religiosa ha come fondamento l’esperienza comunitaria, via privilegiata per l’incontro con Cristo, e si esprime in una moltitudine di ordini di cui i religiosi fanno parte. Ognuno dei numerosi ordini è caratterizzato da un particolare carisma, cioè il dono che Dio fa attraverso lo Spirito Santo al fondatore di un ordine.

ESSERE UN RELIGIOSO/FRATE FRANCESCANO. 
Per noi francescani, il carisma è indicato sinteticamente dallo stesso San Francesco nelle prime parole della Regola che lui consegna ai suoi: “la vita e la regola dei frati è: VIVERE IL VANGELO!”.
Questo si concretizza nei tre Voti (povertà, castità e obbedienza), detti anche “consigli evangelici”, per i quali i frati si impegnano a mettersi alla sequela di Gesù, seguendo le sue orme in maniera radicale, fedele e gioiosa. 
La VITA FRATERNA è l'ambito che in particolare ci caratterizza e contraddistingue nel vivere questa chiamata all'Amore impegnativa e bella . Ma, non dimentichiamolo mai,  è sempre e principalmente il Signore, a portare avanti e custodire la nostra consacrazione. 
A Lui sempre la nostra Lode.
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


Pillole Vocazionali : 
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venerdì 13 maggio 2016

SEGUIMI - DAI TUOI LIMITI, GRANDI AMORI !

Venerdì 13 Maggio 2016
Dal Vangelo di Giovanni (21,15-19).

In quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore».
Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse “Mi vuoi bene?”, e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».
Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

Croce sul Col Bricon con vista delle pale di S. Martino
Cari amici in cammino vocazionale, il Signore vi dia pace,
Come sempre, anche nel Vangelo di oggi, Gesù sa stupirci e coinvolgerci in una novità di vita! 
Lui che tutto si è dato per noi ci chiede solo se e quanto gli vogliamo bene
Soprattutto ci chiede un coinvolgimento in Lui, nella sua logica, sempre maggiore! 
Ci chiede se vogliamo seguirlo!
Non gli interessano altri requisiti, men che meno le nostre debolezze e fragilità!

E' quanto del resto sperimenta anche Pietro: egli ben si conosce in tutti i suoi limiti e tradimenti! Si vede capace sì di voler bene, non ancora di amare fino in fondo!
Ma per Gesù questo riconoscimento è la pietra su cui affidare a Pietro l’incarico di pastore dei fratelli: consapevole dei suoi limiti, a partire dal suo semplice "voler bene", diventerà capace di giocarsi l'intera vita per il Signore, "fino in fondo".
Che anche i nostri limiti ed il nostro "piccolo amare" possano diventare in Gesù trampolino di lancio per "grandi amori" !
A Lui sempre la nostra Lode!


giovedì 12 maggio 2016

LE "NOTTI" CON S. ANTONIO


Cari amici
in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia Pace.
Si avvicina la festa di Sant'Antonio di Padova (13 giugno), questo straordinario giovane frate francescano che da sempre, tutti affascina e richiama con la sua santità e il suo grande carisma. Due appuntamenti "di notte" vi potranno interessare (in zona Padova). Prima di tutto:

  • Il Cammino di sant'Antonio, il pellegrinaggio "a piedi", nella "notte" fra sabato 28 e domenica 29 maggio (vedi SITO/ Iscrizioni -Programma ON-LINE).


Un altro momento forte, sempre particolarmente riservato ai giovani sarà: 
  • La "Notte di Miracoli" , giovedì 9 giugno, presso la Basilica del Santo che rimarrà aperta dalle 21,00 alle 24,00: un tempo nella "notte" da dedicare alla lode, all'adorazione, per affidare i propri studi e i propri affetti, per ricevere una benedizione personale , ma anche per annunciare ed evangelizzare e testimoniare per le vie della città....
Nella "Notte di miracoli", sant'Antonio, i suoi frati e i suoi giovani saranno dunque impegnati e coinvolti nella preghiera‬, nell'‪accoglienza‬, nell'‪annuncio‬ per quanti (giovani e non solo) vorranno approfittare di questa serata speciale!! Antonio è qui, è giovane, è vivo... e vi aspetta!
  • Chi è disponibile a collaborare all'animazione e all'evangelizzazione, può visitare l'evento in FB e scriverci .
Al Signore Gesù, per il suo servo Antonio, sempre la nostra Lode!
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)