lunedì 29 settembre 2014

Come fare discernimento? Vieni e vedi!

Cari amici, il Signore vi dia pace. 
Molti di voi ci stanno scrivendo, un pò da tutta l'Italia, chiedendoci dei riferimenti di frati disponibili per un accompagnamento vocazionale. Devo dire che queste richieste ci consolano e incoraggiano: da sempre  insistiamo su questo blog, sulla necessità insostituibile di avere un padre spirituale e ci pare che il messaggio sia ormai passato e recepito. Al riguardo anche nel sito "Giovani verso Assisi" (il sito del nostro centro nazionale) potrete già trovare alcuni nominativi utili a cui riferirsi. Un'altra indicazione su cui ritorniamo continuamente è l'invito a partecipare ad un cammino di discernimento vocazionale come "il Gruppo san Damiano": un percorso che noi frati abbiamo attivato in quasi tutte le regioni. Da soli infatti è impossibile comprendere la volontà del Signore per la propria vita; serve invece sempre un confronto, un dialogo, una conoscenza reciproca e personale. A breve questo itinerario di ricerca e verifica vocazionale ripartirà. Per il nord Italia, il primo appuntamento sarà per sabato 18 (pomeriggio) e domenica 19 ottobre. Ci si ritroverà nel nostro convento presso l' antica chiesa di san Francesco di Brescia. Qui, accanto alla comunità dei frati vivono già alcuni giovani, i Postulanti, che sperimentano più da vicino (per due anni) l'esperienza francescana. Anche il confronto e la testimonianza di questi fratelli dunque risulterà alquanto utile per un discernimento.


Se dunque anche tu ti stai chiedendo cosa voglia il Signore per la tua vita, se qualche volta hai percepito in te il desiderio di donarti totalmente al Signore e ai fratelli, se ti senti attratto dalla vita francescana: VIENI E VEDI !
Al Signore Gesù sempre la nostra lode. fra Alberto e fra Francesco

Venite e vedrete...

Vangelo: Gv 1,35-42
Dal Vangelo secondo Giovanni 

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. 
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.


venerdì 26 settembre 2014

Autunno: primavera francescana! Festival Francescano e Giovani verso Assisi

Cari amici, pace e bene!

Davvero la stagione autunnale, il cui inizio è segnato dal ricordo vivo di san Francesco d'Assisi, nella celebrazione delle Stimmate il 17 settembre e nella sua festa il 4 ottobre, è un tempo fortemente francescano. Lo sottolineano anche due iniziative importanti di questo periodo.

Festival Francescano
Nella sua edizione 2014, il Festival Francescano comincia proprio oggi e per tre giorni invade – ancora per quest'anno – il centro storico di Rimini nei giorni 26-28 settembre. Il tema «Liberi nella gioia» vuole fare emergere – proprio in una città simbolo del divertimento – la novità liberante della "gioia del Vangelo":
«Questa gioia non è momentanea allegria, ma qualcosa di più profondo. Si fonda sull’aver iniziato a sperimentare realmente che la vita, ogni vita, ha un senso e che questo senso regge l’impatto con la realtà, comunque essa si presenti. Ecco dove si colloca il sorgere della LETIZIA, come percezione nuova dell’esistenza che invade ogni cosa» (dal Manifesto (versione integrale) del Festival Francescano 2014).
Insieme con tanti altri frati, suore e laici delle Famiglie Francescane, soprattutto dell'Emilia Romagna, anche noi Francescani Conventuali saremo presenti in vario modo. Date uno sguardo al programma e... vi aspettiamo in piazza!!



Giovani verso Assisi
Quest'anno giunge alla XXXV edizione! Si può dire che ormai ha formato generazioni di giovani cristiani: infatti da qualche anno incontriamo figli che si iscrivono incoraggiati dai genitori, che ancora ricordano con nostalgia quell'esperienza.
Nei giorni 29 ottobre - 2 novembre 2014 anche quest'anno la Basilica di San Francesco in Assisi, il luogo santo in cui dal XIII secolo si può entrare in contatto diretto con la santità e la vitalità di Francesco, è letteralmente riservata ai giovani: l'unico momento in cui loro sono i protagonisti e i privilegiati. Quest'anno ci soffermeremo sul tema: «Mi fido di Te! Dal buio della superbia alla luce della fede». La virtù della «fede retta» può diventare antidoto all'autosufficienza e al fai-da-te che spesso ci contagia in questo tempo... Il programma è molto intenso, carico di testimoni coinvolgenti e di esperienze che ciascuno può scegliere. Le iscrizioni (qui i contatti: per il Nord Italia; per le altre Regioni) scadono a breve, per cui... affrettatevi!!

Vi aspettiamo!!
Il Signore vi dia pace!

fra' Alberto e frate Francesco


giovedì 25 settembre 2014

Come ti prepari alla festa di San Francesco?

Santuari Antoniani di Camposampiero (Pd): frati in preghiera
La festa di San Francesco si avvicina e in ogni chiesa francescana della nostra Provincia religiosa come dell' Ordine, ci si prepara con fervore a questo appuntamento, con la Novena (vedi la novena On line di Assisi) e altre iniziative (dal 25 settembre al 3 ottobre). Di seguito ecco alcune proposte presso la Basilica del Santo (Pd) :
Ogni sera vi sarà una Messa solenne (ore 17,00), animata per tutto il periodo, dalla predicazione di padre Mario Conte, un confratello che in comunità segue il Messaggero di Sant' Antonio per i pellegrini di lingua inglese.
Venerdì 3 ottobre invece (ore 21,00) si rivivrà il Transito del Poverello (in ricordo della sua santa morte), con un cammino processionale dalla Basilica di S. Antonio alla vicina chiesa di San Francesco. 
Sabato 4 ottobre 2014, Solennità di San Francesco d'Assisi, le celebrazioni in basilica seguiranno l’orario feriale al mattino e prefestivo al pomeriggio (SS. Messe della XXVII Domenica del Tempo Ordinario); ore 7.00 Lodi mattutine; ore 11.00 S. Messa solenne presieduta dal rettore p. Enzo Poiana. 
Sabato 11 ottobre (ore 15.00 - Basilica del Santo), siete tutti invitati a partecipare alla celebrazione eucaristica e al Rito della Professione Solenne di due nostri giovani frati, fra Enrico Piacentini e fra Gabriele Terzi. 

In questi giorni, come potrete immaginare, anche la preghiera dei frati assume un tono particolare. Vi propongo per rendervi partecipi di questo clima di festa e di speciale preparazione, un canto tipicamente francescano che riprende le parole della famosa benedizione che Francesco rivolse a frate Leone, un frate a lui molto caro. Queste stesse parole possano scendere anche su di voi.
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
frate Alberto ( fra.alberto@davide.it )




Benedizione a Frate Leone
Il Signore ti benedica e ti custodisca.
Mostri a te il suo volto e abbia misericordia di te.
Volga a te il suo sguardo e ti dia pace.
Il Signore ti dia la sua grande benedizione.


Benedicat tibi Dominus et custodiat te,
ostendat faciem suam tibi et misereatur
tui convertat vultum suum ad te
et det tibi pacem
Dominus benedicat frater Leo, te
Benedicat, benedicat,
benedicat tibi Dominus
et custodiat te Frater Leo, te






Frate Leone, colto sacerdote e abile calligrafo, fu uno dei compagni prediletti da Francesco (è sepolto accanto a Francesco). Questi lo volle come suo confessore e segretario inseparabile, tanto da essere protagonista di molti episodi della vita del Santo. Frate Leone era amato da San Francesco per due virtù particolari, la semplicità e la purezza di cuore, per le quali venne chiamato dal Santo “pecorella di Dio”. A lui San Francesco confidò la dimora della «vera e perfetta letizia», lo volle al suo fianco quando compose la Nuova Regola, e, dopo aver ricevuto le Santissime Stimmate sul Monte La Verna, elesse frate Leone, tra gli altri più semplice e più puro, lasciandogli vedere e toccare quelle sante piaghe. A sottolineare il profondo legame tra i due, rimane come testimonianza anche la nota formula manoscritta della Benedizione che San Francesco dedicò a frate Leone, e la lettera che il Santo scrisse a frate Leone in risposta a un momento di sconforto. 

La "chartula" è certamente una delle reliquie più preziose conservate nella basilica di S. France­sco in Assisi. Si tratta infatti di un rarissimo autografo del Santo ( se ne trova solo un altro nel duomo di Spoleto), un foglietto scritto subito dopo la stigmatizzazione sul monte della Verna, nel settembre del 1224. Contiene, da un lato, il testo delle «Lodi di Dio Altissimo» e, dall’altro, la «Benedizione a frate Leone». Riporta anche ben visibile il “Tau”, simbolo con il quale Francesco si firmava.

mercoledì 24 settembre 2014

Per discernere: 2. nella Chiesa

elementi
per il discernimento vocazionale

«... sempre sudditi e soggetti ai piedi della medesima santa Chiesa,
stabili nella fede cattolica, osserviamo la povertà, l'umiltà e il santo Vangelo
del Signore nostro Gesù Cristo, che abbiamo fermamente promesso».
[san Francesco, Regola bollata 12, 4: FF 109]

2. In cammino nella Chiesa
Mettendoti in cammino per ascoltare la voce del Signore, che ti parla e rivela la tua vocazione, ti ritroverai naturalmente in comunità. Così è stato per i primi che hanno risposto alla proposta: «Seguitemi» (cfr. Mc 1, 16-20). Così è stato per Francesco d'Assisi che, non appena compresa in modo più chiaro la propria via, fu immediatamente seguito da diversi vecchi amici: «tanto che ‘l venerabile Bernardo / si scalzò prima [...]. Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro / dietro a lo sposo, sì la sposa piace» (Paradiso XI, 79-80.83-84).
Il cristianesimo è naturalmente comunitario, la vita di fede autentica è naturalmente contagiosa e quindi ecclesiale. Seguendo Gesù si entra per forza (e anche con gusto di solito) nella "compagnia di Gesù", anche se non si diventa Gesuiti! E questa compagnia nel senso più completo e vero è la Chiesa, nel suo insieme. Quella Chiesa che sperimentiamo in senso più semplice, immediato e quotidiano nella nostra Parrocchia, nei frati e suore con cui entro in contatto, nella rete di amicizie che la vita di fede mi fa scoprire... ma che è ben più ampia: è la Diocesi e la Chiesa universale, con il Papa che «presiede nella carità». Ma è anche quella che un tempo si chiamavano abitualmente Chiesa trionfante (i santi in Paradiso) e purgante (i nostri defunti in Purgatorio). Tutto questo è la compagnia e il Corpo di Cristo Gesù, di cui anche tu sei un membro e nel cui "organismo" compi il tuo discernimento.
Questo significa almeno due cose semplici, ma non scontate:
  • Mentre muovi i passi del tuo cammino vocazionale posa il tuo sguardo su Gesù, e poi su quelli che lo seguono... Significa avere degli esempi, delle pietre di paragone (positive e negative), degli stimoli per intuire come indirizzarti, dei santi (vivi in terra o in cielo) a cui ispirarti: delle storie in cui la Parola di Dio si è fatta carne, in cui la misericordia ha trasformato, in cui la fedeltà/infedeltà umana ha avuto il suo peso. Saranno stimoli per darti maggiore realismo o incoraggiare la tua fragile speranza...
  • Oltre a questo, sentirai lo sguardo degli altri su di te. No! Non intenderlo tanto come giudizio, ma come: preghiera (per te), fiducia (in te), preoccupazione e incoraggiamento (nelle difficoltà), speranza (perché uno come te si mette in gioco con Gesù e la sua Chiesa)... Sono, questi, atteggiamenti che sperimenterai incarnati nella vicinanza di qualcuno in particolare (il padre spirituale, la suora o il frate che ti accompagnano, la coppia guida del gruppo fidanzati, il parroco, qualche amico cristiano...), ma che in molti nella discrezione e nel silenzio mettono in pratica. Sapeste – per esempio – quanti frati (e suore!) pregano in modo gratuito e dietro le quinte, preoccupati prima del buon esito della vita del ragazzo che di avere un frate in più... (Scusate la parentesi personale: io stesso ho un enorme debito di gratitudine soprattutto verso alcune religiose, che da anni mi assicurano la loro quotidiana preghiera per la mia vocazione e il mio ministero!).
Stare nella Chiesa in questo modo, con tutti e due i piedi e con tutto il cuore, ti aiuterà ad orientarti sempre meglio!

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martedì 23 settembre 2014

Frati Francescani in Oriente

Pace e bene, cari fratelli in ricerca vocazionale. 
Il 13 settembre a Istanbul, nella Basilica di Sant'Antonio (un santo molto amato anche dai musulmani), la nostra fraternità francescana conventuale (della così detta Custodia di Oriente) ha vissuto un momento davvero bello. Un giovane frate, fra' Andrew Hochstedler, ha emesso i voti solenni di castità, povertà e obbedienza. L'evento ha assunto particolare rilevanza anche per la storia personale di questo confratello nato in Turchia da genitori americani protestanti. Durante la celebrazione un gesto ha commosso tutti: frate Andrew ha fatto la lavanda dei piedi a mamma e papà e ad un gruppo di amici (di provenienze cattoliche, musulmane e protestanti). Il cammino di fra Andrew, come è facile intuire, è stato dunque caratterizzato da una scoperta del cattolicesimo e quindi della vocazione francescana, come da variegati intrecci culturali e commistioni con mondi e tradizioni e sensibilità e lingue molto distanti fra loro (oriente e occidente), ma non per questo incomunicabili. Del resto i frati francescani, da secoli, svolgono in queste terre un ruolo importante di ponte e dialogo e relazioni fraterne e la vicenda di fra Andrew ben si innesta in questo porsi tipicamente francescano di incontro rispettoso e umile con tutti.




Ma come si spiega questa antica presenza francescana in Turchia e in molti paesi dell'Oriente? San Francesco desiderava che i suoi frati portassero il Vangelo nelle "periferie" della fede di allora, cioè, secondo l'espressione del Santo nell'ultimo capitolo della sua Regola: "tra i Saraceni e gli altri infedeli". In ossequio a questa volontà del fondatore e prescrizione della Regola, i francescani hanno fin dall'inizio avuto una particolare predilezione per l'Oriente. Ecco l'origine storica della Custodia d'Oriente e Terra Santa, che è una circoscrizione dell'Ordine francescano conventuale (nell'Ordine dei Frati Minori c'è poi la più famosa Custodia "sorella maggiore" di Terra Santa). Attualmente comprende alcuni conventi tra Turchia e Libano (vedi qui), e se il Signore la continua a benedire di nuove vocazioni (e aiuti dalle altre zone del mondo) potrà crescere, proprio in quei paesi che hanno visto l'inizio del cristianesimo e tante e tante persecuzioni, non ancora concluse. Di seguito ecco la presentazione che fra Elias, giovane studente libanese della Custodia (che ringrazio di cuore!), ha realizzato in italiano, dove mostra l'attività pastorale dei frati e l'attività caritativa, portate avanti in luoghi in cui la presenza francescana è percepita come amica di tutti, vero balsamo per il dialogo tra i cristiani e con chi non conosce ancora il Figlio di Dio.
A ciascuno chiedo una preghiera per fra Andrew così come per i frati della Custodia d'Oriente. E se qualcuno di voi è attratto dalla missione in Oriente, si faccia avanti: il lavoro non manca! Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
Frate Alberto ( fra.alberto@davide.it )

 
 Di seguito, ecco la lettera di ringraziamento che fra Andrew ha indirizzato ai suoi amici (frati e non) che per vari motivi non hanno potuto essere presenti alla sua professione solenne.

Cari Amici/Dear Friends
Vi scrivo col cuore pieno di gioia per la benedizione che il Signore ha versato nella mia vita e sulla celebrazione della professione solenne due sabato fa. E' stato molto bello per me, poter pronunciare questo "sì" al Signore circondato dai confratelli, gli amici della parrocchia Istanbul, i genitori e anche dagli amici protestanti e musulmani con cui sono cresciuto. Grazie di cuor per le vostre preghiere, pensieri e messagi di incorraggiamento. Molti di voi, anche se da lontano, mi avete fatto sentire la vostra vicinanze. Vi chiedo scusa se non sono riuscito ancora a rispondere a tutti i messaggi e email ma soltanto in queste ultime giornate ho avuto tempo per sedermi al computer ed iniziare a mettere le varie cose in ordine. 

I write you with a heart full of joy for the blessings that the Lord poured out in my life during the celebration of my solemn vows two Saturday's ago. It was a huge gift for me to be able to say my "yes" to the Lord, surrounded by my confreres, friends from the parish in Istanbul, my parents and many of my protestant and muslim friends with whom I grew up. A big thank you from the heart for your prayers, your thoughts and the messages of encouragement that you sent, that allowed me to feel your nearness. Please forgive me if I have been slow in responding to your messages and emails, as I have only been able to sit down at the computer in the last couple of days to put things in order.

Nella pace di Cristo/In the peace of Christ,
Il vostro fratello/your brother
Andrew
Fra Andrew (primo a sinistra), in una giornata di evangelizzazione per le strade di Roma

domenica 21 settembre 2014

Assisi: video inizio noviziato e vestizione

Cari amici, in ricerca della vocazione divina, il Signore vi dia pace.
Come certo avrete visto dal blog, da pochi giorni sono ripartiti i Noviziati di Padova ( 9 giovani ) e Assisi (15 giovani) . Diamo lode All'altissimo che ancora sa suscitare nel cuore di tanti il desiderio di seguirlo più da vicino, sulle orme del serafico padre S. Francesco.
Vi propongo oggi un commovente video riguardante il rito di ingresso con la vestizione dell'abito francescano da parte dei novizi in Assisi, avvenuta sabato 13 settembre durante la preghiera del vespro. Per i candidati padovani, invece, l'analoga celebrazione si era svolta il giorno precedente.
Invito ciascuno ad accompagnare con la preghiera questo gruppo di giovani (diviso fra Padova ed Assisi), che hanno dato in tal modo il via al così detto "anno della prova" (o di iniziazione alla vita francescana), al termine del quale potranno diventare a tutti gli effetti, frati francescani, con l'emissione dei voti di povertà, castità e obbedienza.
Vi benedico. Buona domenica. frate Alberto
fra.alberto@davide.it


Di seguito riporto anche i testi che hanno accompagnato la liturgia di ingresso dei Novizi

RITO DI INIZIAZIONE ALLA VITA RELIGIOSA FRANCESCANA
I vespri precedono come di consueto. Dopo la lettura breve si legge il seguente brano francescano

Vita di S. Francesco - Dalla leggenda dei tre compagni (FF1403.1405 -1406)
1403 E da quell’ora smise di adorare se stesso, e persero via via di fascino le cose che prima amava. Il mutamento però non era totale, perché il suo cuore restava ancora attaccato alle suggestioni mondane. Ma svincolandosi man mano dalla superficialità, si appassionava a custodire Cristo nell’intimo del cuore, e nascondendo allo sguardo degli illusi la perla evangelica, che intendeva acquistare a prezzo di ogni suo avere, spesso e quasi ogni giorno s’immergeva segretamente nell’orazione. Vi si sentiva attirato dall’irrompere di quella misteriosa dolcezza che, penetrandogli sovente nell’anima, lo sospingeva alla preghiera perfino quando stava in piazza o in altri luoghi pubblici. Aveva sempre beneficato i bisognosi, ma da quel momento si propose fermamente di non rifiutare mai l’elemosina al povero che la chiedesse per amore di Dio, e anzi di fare largizioni spontanee e generose. A ogni misero che gli domandasse la carità, quando Francesco era fuori casa, provvedeva con denaro; se ne era sprovvisto, gli regalava il cappello o la cintura, pur di non rimandarlo a mani vuote. O essendo privo di questi, si ritirava in disparte, si toglieva la camicia e la faceva avere di nascosto all’indigente, pregandolo di prenderla per amore di Dio. Comperava utensili di cui abbisognano le chiese e segretamente li donava ai sacerdoti poveri. (...)
1405 La grazia divina lo aveva profondamente cambiato. Pur non indossando un abito religioso, bramava trovarsi sconosciuto in qualche città, dove barattare i suoi abiti con gli stracci di un mendicante e provare lui stesso a chiedere l’elemosina per amore di Dio.
1406 Avvenne in quel torno di tempo che Francesco si recasse a Roma in pellegrinaggio. Entrato nella basilica di San Pietro, notò la spilorceria di alcuni offerenti, e disse fra sé: «Il principe degli Apostoli deve essere onorato con splendidezza, mentre questi taccagni non lasciano che offerte striminzite in questa basilica, dove riposa il suo corpo». E in uno scatto di fervore, mise mano alla borsa, la estrasse piena di monete di argento che, gettate oltre la grata dello altare, fecero un tintinnio così vivace, da rendere attoniti tutti gli astanti per quella generosità così magnifica. Uscito, si fermò davanti alle porte della basilica, dove stavano molti poveri a mendicare, scambiò di nascosto i suoi vestiti con quelli di un accattone. E sulla gradinata della chiesa, in mezzo agli altri mendichi, chiedeva l’elemosina in lingua francese. Infatti, parlava molto volentieri questa lingua, sebbene non la possedesse bene. Si levò poi quei panni miserabili, rindossò i propri e fece ritorno ad Assisi. Insisteva nella preghiera, affinché il Signore gl’indicasse la sua vocazione. A nessuno però confidava il suo segreto né si avvaleva dei consigli di alcuno, fuorché di Dio solo e talvolta del vescovo di Assisi. In quel tempo nessuno, in effetti, seguiva la vera povertà, che Francesco desiderava sopra ogni altra cosa al mondo, appassionandosi a vivere e morire in essa.
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Interrogazione

Ministro: Fratelli, che cosa chiedete?
Novizi: Rispondendo all'impulso dello Spirito Santo, desideriamo condividere la vita della famiglia francescana nell'Ordine dei Frati Minori Conventuali. Vi chiediamo pertanto di rivestirci dei panni della prova e di aiutarci a camminare nella via della penitenza, a vivere secondo la forma del santo Vangelo, a seguire l'umiltà e la povertà del nostro Signore Gesù Cristo, ad avere lo spirito del Signore e a pregare sempre con cuore puro, a crescere nello spirito dell'amore fraterno.
Ministro: Rendiamo Grazie a Dio. Congratulandoci con voi, vi accogliamo nella nostra fraternità, perchè possiate fare esperienza della vita dei frati minori.
Tutti: Amen

Ministro: O Dio, principio e sorgente di ogni santa vocazione, guarda con benevolenza questi tuoi figli, che chiedono di essere accolti nella nostra fraternità e fa che, per le preghiere e i meriti della beata Maria vergine Immacolata e l'intercessione del serafico Padre san Francesco, imparino a conoscere la tua volontà su di loro, a pregare con cuore puro e mente pura, a servirti in povertà e umiltà vivendo come pellegrini e forestieri in questo mondo, ad amarsi fra loro come fratelli e  ad essere figli devoti della santa madre Chiesa. Per Cristo nostro Signore.
Tutti: Amen.

Omelia - Affidamento dei Novizi al Maestro

Ministro: A te, fra N., maestro dei novizi, e a te fra N., vice maestro dei novizi, e alla fraternità del Sacro Convento, affidiamo, ora, questi nostri fratelli. A voi il compito di illuminarli e accompagnarli nella forma di vita consegnataci da frate Francesco e confermata dalla nostra  Madre Chiesa. Siate per loro testimoni, più con i fatti che con le parole, di un modello di vita ispirato al vangelo: stimolateli all'amore di Dio, alla vita evangelica e alla carità fraterna.

Benedizione e consegna degli abiti. Il Ministro, dopo avere asperso. senza dire nulla "i panni della prova" e i cingoli, li consegna ai novizi dicendo:

Ministro: Cominciando il vostro Noviziato per l'ingresso nell'Ordine dei Frati minori Conventuali ricevete, cari fratelli, i panni della prova a forma di croce, come segno della vostra maggiore partecipazione al servizio di Cristo.




Alcune fotografie






sabato 20 settembre 2014

Per discernere: 1. pregare

Cari amici in ricerca,
pace e bene!

In questi mesi in cui tutto riparte... e più di qualcuno si interroga in modo più intenso sul proprio futuro e sulle proprie scelte, riprendiamo in breve alcune indicazioni su quali strumenti è importante coltivare per la scoprire e decidersi riguardo alla divina vocazione, che il Signore prepara per ciascuno.
Ecco di seguito un breve percorso a puntate. Oggi cominciamo con la preghiera.
Buona lettura e buon cammino!
Vi ricordo...

frate Francesco

elementi
per il discernimento vocazionale

Premessa
Discernere la propria vocazione è un'attività spirituale. Ciò non significa che è "immateriale" o poco umana: è profondamente umana e profondamente divina. Deve terne conto di chi sei tu come uomo o donna, con le tue caratteristiche. Ma nello stesso tempo è un'opera di fede, frutto dello «Spirito del Signore e della sua santa operazione», direbbe san Francesco.
Ecco quindi una buona sintesi: il discernimento vocazionale è un attività spirituale; a compierla è, cioè, lo Spirito Santo nel cuore del fedele, il quale per questo conosce meglio sé stesso e la direzione che Dio desidera imprimere alla sua vita.
Non immaginare, però, il tuo cammino di discernimento come un semplice processo di comprensione. Se è importante che arrivi la luce, è altrettanto importante che giunga anche la forza.


1. Preghiera personale e liturgica
Una prima condizione e strumento per il discernimento è avere una vera vita di preghiera. Dio parla in molti modi, ma la via migliore è quella in cui tu stesso ti disponi liberamente in relazione con Lui. E' importante coltivare un dialogo quotidiano, in cui ogni giorno ci sia spazio e tempo per il Signore. 
  • Preghiera liturgica. Per prima cosa (se già non lo fai, accostati al sacramento della Confessione e) frequenta con fedeltà la santa Messa domenicale; magari preparandoti ad essa nel corso della settimana, meditando il Vangelo e le altre letture della domenica. Un altro elemento importante è quello della preghiera quotidiana sul Vangelo del giorno (facilmente reperibile in Messalini cartacei e anche su Internet, per esempio: www.chiesacattolica.it/liturgia_del_giorno/): ideale soprattutto se hai già maturato l'abitudine della Messa quotidiana. Naturale prolungamento della Messa è l'Adorazione eucaristica: adorare «in spirito e verità» il Signore in questa sua Presenza reale ed efficace, consente di prolungare quel dialogo di cui Lui prende l'iniziativa nel dono della Parola ascoltata. Infine, se sei già stato un po' iniziato al gusto e alla pratica della Liturgia delle Ore, è bene imparare a celebrarla quotidianamente, cominciando dalle Ore maggiori (Lodi mattutine e Vespri) e/o Compieta, compatibilmente con i tuoi impegni di studio o lavoro.
  • Preghiera personale. Se la liturgia è «fonte e culmine» (SC 10), madre e maestra di ogni preghiera, nondimeno è bello e importante avere anche spazi di preghiera più "tuoi". Qui è possibile lasciarti guidare da alcune modalità che ci consegna la sapienza e devozione popolare: la preghiera a Maria del Rosario, la tradizione francescana della Via Crucis, la coroncina della Divina Misericordia... Ma non trascurare anche un pregare più immediato e 'spontaneo', in cui «Cor ad cor loquitur» (il cuore parla al cuore, direbbe il beato card. Newman con il suo motto episcopale): qui i vissuti concreti, i pensieri, gli errori e i peccati, le gioie e le fatiche, i dubbi, le incertezze e gli entusiasmi trovino spazio per essere espressi. In questo modo non usciranno dal cuore solo e tanto nel vicolo cieco delle lamentele o dei 'pii propositi', ma potrai esporli volontariamente allo sguardo misericordiso, purificante, illuminante di Dio... Lo Spirito Santo (e la verifica con la tua guida spirituale) saprà insegnarti a pregare sulla tua vita, dosando la lode e il ringraziamento, la supplica e l'intercessione, l'invocazione...
Coltivando la tua vita di preghiera, ti stai come mettendo nei panni del giovane Samuele, che impara a intuire e poi a riconoscere e, infine, a rispondere adeguatamente alla voce di Dio che lo raggiunge (1Sam 3, 1-10). E' proprio quello che devi e vuoi fare tu nel tuo cammino di discernimento vocazionale.


... continua... > II puntata - III puntata - IV puntata

giovedì 18 settembre 2014

Il frate volante

Cari amici in ricerca della vostra vocazione,
il Signore vi doni pace!

Oggi, 18 settembre, nella famiglia francescana si celebra un grande santo: Giuseppe da Copertino, sacerdote dei frati minori conventuali. Per accostare questa figura straordinaria e poliedrica – un uomo con un'incredibile concentrazione di doni soprannaturali... patrono degli studenti per la sua grande difficoltà nello studio... – condividiamo due contributi diversi.
  • Trovate di seguito un video (piuttosto lungo, ma molto interessante), in cui un confratello del Sacro Convento di Assisi, lo storico fra' Luigi Marioli, presenta la mistica e la spiritualità di questo santo frate che spesso in estasi si sollevava in volo (qui la fonte).
  • Ma siccome – come dice fra' Luigi – «i miracoli di per sé non fanno la santità e neppure la attestano...», di seguito trovate un brano della vita breve scritta dal padre Gustavo Parisciani. In queste righe potrete avere un assaggio di cosa significhi la sua santità nel praticare, con fatica e fedeltà, la virtù e il voto dell'obbedienza.


Fino all’aprile del 1646, padre Giuseppe aveva celebrato liberamente in una delle due basiliche: d’inverno in quella superiore e d’estate in quella inferiore, per non infastidire la comunità. Ma dopo il suo ritorno da Roma, il gruppetto dei devoti e dei forestieri era andato via via aumentando fino a fare del luogo sacro una piazza confusionaria. Molti correvano a toccarlo durante l’estasi e ne saggiavano le reazioni. Quando il ministro generale Berardicelli poté vedere la folla che lo assediava e valutare il pericolo di ripetere l’errore di dieci anni prima, ordinò immediatamente la celebrazione privata nella cappella del noviziato, non lontano dalle sue stanze. Padre Giuseppe fu felicissimo esecutore dell’ordine. Passò mesi di invidiabile gioia interiore. Le estasi aumentavano in proporzione della sua pace. Gli giunsero persino le espressioni di stima da parte del Pontefice e una richiesta di preghiera. Poteva ritenersi umanamente soddisfatto. La nuova forma di vita, invece, lo immerse presto e in varie maniere, in un continuo dolore. Col passare dei mesi, dovette anche rassegnarsi alla perdita della sospirata soddisfazione di celebrare alla presenza del solo inserviente. I permessi di assistere alla sua Messa divennero senza limite. Egli cadeva ogni tanto in qualche rimostranza, ma finiva per esclamare: “Benedetta obbedienza! Tutto per Dio e niente per gli uomini!”, e piega le spalle alla croce. C’era poi la sua natura: egli non era nato per la solitudineL’immobilità e il silenzio della stanza gli procuravano tentazioni tenaci, spossatezze fisiche e morali, insonnia, scrupoli d’ogni sorta. Si acuivano il desiderio di uscire per visitare i malati, o quello di andare in missione per morirvi martire. Nei giorni festivi si dispiaceva di non confessare e predicare. Diceva triste ad un confratello: “Se qualcuno domanda di me, rispondigli che sono inutile e non sono buono per cosa alcuna!”.
Una vicenda come quella di san Giuseppe ci ricorda che: di quanti più doni, carismi o talenti uno è dotato, tanto più uno è chiamato a camminare con umiltà (... e obbedienza! pensate al rapporto con il vostro padre spirituale, per esempio). Lì è la santità, la "evangelicità", la bellezza di una vita: nelle virtù umane sottoposte all'impegno della propria volontà. Più che nelle capacità innate, nelle competenze o... nei miracoli. San Giuseppe questa cosa la dice così:
«Dio vuole, dell’uomo, la volontà, poiché questi non possiede altro di proprio, pur avendola ricevuta quale prezioso dono dal suo Creatore. Difatti quando si esercita in opere di virtù, la grazia di operare e tutti gli altri: doni ch’egli possiede, vengono da Dio: l’uomo, di suo, non ha che la volontà; perciò Dio si compiace sommamente, quando egli, rinunciando alla propria volontà, si mette completamente nelle sue mani divine».
Buon cammino, buono studio (!), buona preghiera...

frate Francesco
francesco.ravaioli@gmail.com

  • Nel nostro blog trovi una pagina sulla vita di san Giuseppe da Copertino.
  • Oggi vogliano ricordarci in modo particolare di chi, tra voi e tutti i più giovani, sta riprendendo i propri impegni scolastici e universitari in queste settimane...

mercoledì 17 settembre 2014

Da Cristo prese l'ultimo sigillo

E poi che, per la sete del martiro, 
ne la presenza del Soldan superba 
predicò Cristo e li altri che ‘l seguiro,

e per trovare a conversione acerba 
troppo la gente e per non stare indarno, 
redissi al frutto de l’italica erba,

nel crudo sasso intra Tevero e Arno 
da Cristo prese l’ultimo sigillo, 
che le sue membra due anni portarno.

Dante, Paradiso XI, 100-108


Cari amici,
il Signore vi dia pace!

Sapevate che anche Dante Alighieri nella Divina Commedia parla di san Francesco? E che per questo il Canto XI del Paradiso è parte integrante anche delle Fonti Francescane? Sì, anche un brano di poesia dantesca fa parte della raccolta della più antiche testimonianze francescane!

A raccontare della vita di Francesco d'Assisi è il domenicano san Tommaso d'Aquino, come nel Canto XII sarà il francescano san Bonaventura a presentare la vita di Domenico di Guzman. La poesia dantesca, come sempre, con la sintesi efficace e l'elegante bellezza delle sue terzine riesce a rendere in breve l'intesa vita del nostro Padre «tutto serafico in ardore» (XI, 37).

San Francesco: dal martirio alle stimmate
Nel giorno della festa dell'Impressione delle Stimmate di san Francesco, 17 settembre, vorrei riprendere brevemente ciò che dice Dante.
Come potete leggere nelle tre terzine riportate qui sopra, egli colloca l'evento delle Stimmate subito dopo il pellegrinaggio in Terra Santa e l'incontro con il Sultano. Nei versi che seguono, poi, racconta immediatamente la morte del Santo.
San Tommaso dice che il Poverello di Assisi «per la sete del martiro, / ne la presenza del Soldan superba / predicò Cristo e li altri che ‘l seguiro»: come anche sant'Antonio di Padova, san Francesco si reca «tra i saraceni» disponibile, anzi desideroso, di dare la vita per Cristo. Sappiamo anche dalle altre biografie che, ammesso alla presenza di al-Malik al-Kāmil, annunciò a lui il Vangelo e la salvezza in Cristo. Francesco se ne andò da quella corte, senza essersi guadagnato il martirio, ma tanta stima per la sua santità e qualche dono... tra cui il corno d'avorio ancora conservato tra le reliquie della Basilica di San Francesco in Assisi.
San Francesco doveva ricevere un diverso martirio: quello che oggi celebriamo, il dono straordinario delle stimmate, «l'ultimo sigillo» d'amore e dolore che Gesù stesso ha impresso nella sua carne. Sono un segno per lui e per noi di una intera vita profondamente somigliante a quella di Cristo.

Ogni chiamato: dall'immaginare al seguire
Questo cosa può significare per te??
Tutti desideriamo e immaginiamo il nostro futuro per quello che al nostro cuore è dato di intuire. San Francesco ad un certo punto della propria esistenza si è sentito pronto a rischiare: donare e, se necessario, perdere la vita per amore di Cristo e per la conversione di alcuni fratelli infedeli. Questa disponibilità non è stata raccolta dal disegno della Provvidenza nel modo più "prevedibile" del martirio in odium fidei. Il suo martirio mistico è giunto in modo originale, semmai legato alla sua fatica di accettare l'"evoluzione" dell'Ordine, ormai quasi "autonomo" ed "emancipato" rispetto al suo fondatore (come trapela dalle biografie e dalla parabola della Perfetta letizia). E Francesco è stato crocifisso a La Verna per il bene di tutti coloro che si lasciano stupire da questo segno, e in particolare per il bene dei suoi con-fratelli. Dei quali è riuscito ad essere anche alla fine il frate "più" minore.
Assisi. Preghiera Corda pia,
che associa la Passione di Cristo
e le Stimmate di san Francesco.
Per te, che ti poni in ascolto del Signore ti chiama a seguirlo, è immaginare in qualche modo e forma particolare il tuo futuro. In quella immaginazione è nascosta la buona intuizione di ciò che il Signore ti chiede: donarti in modo totale. Spesso, però in questo 'immaginare', la nostra fantasia finisce per distrarsi un po' attorno agli aspetti periferici della vocazione: per esempio, fantasticando un po' sul ruolo nuovo o sul rispetto che riceverò quando sarò prete/frate (?!); o sulla bellezza della vita fraterna nella comunità, quando sarò suora (?!); o sul fatto che saranno finalmente valorizzati i miei talenti... Tutte cose possibili, ma non sempre realistiche... e certamente non centrali, perché spesso più che fare crescere in fede e santità, solleticano e gratificano l'ego.
Una vocazione ti è data perché in essa impari a donarti e ad amare... anche quando per amare è necessario soffrire. Proprio come Francesco chiese e ottenne a La Verna: amare e soffrire come Gesù ha amato e sofferto per noi sulla Croce. La festa di oggi, allora, ti consegna un consiglio pratico: quando noti che la tua fantasia ti porta lontano dal "centro" del tuo discernimento vocazionale, o ti alletta con prospettive "gloriose" che sono tutte da verificare, "fuggi" da questo sentiero ego-centrico e torna a porre i tuoi piedi laddove trovi le orme di Cristo, seguendo lui mentre porti ogni giorno la  tua (pesante ma non impossibile) croce. Il realismo umile di oggi, ti benedirà anche domani...

Buona festa delle Sante Stimmate!!
Il Signore ti dia pace!

frate Francesco


  • Se vuoi leggere tutto il Canto XI del Paradiso dantesco, visita questo sito, ben fatto, sulla Divina Commedia.
  • Per altri approfondimenti sulle Stimmate di san Francesco, puoi leggere i post del 2012 e 2013.


lunedì 15 settembre 2014

Assisi: Vestizione dei Novizi

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale,
il Signore vi dia pace. 
La nostra famiglia francescana dei Frati Minori Conventuali, dopo avere accolto con gioia e speranza, venerdì 12 settembre, presso la Basilica del Santo di Padova un primo gruppo di nove giovani Novizi, ha vissuto il giorno successivo (sabato 13 sett.) un ulteriore commovente momento. Infatti, presso la Basilica di san Francesco in Assisi, ha preso il via un altro Noviziato, composto da ben quindici giovani. Questi, durante la preghiera dei Primi Vespri della Festa dell’Esaltazione della Santa Croce presieduta dal Custode fr. Mauro M. Gambetti, sono stati rivestiti dei così detti panni della prova (la tonaca) e quindi accolti ufficialmente nella comunità del Sacro Convento. La celebrazione si è svolta nella basilica inferiore, decorata dai mirabili affreschi di Giotto e altri straordinari artisti, ma soprattutto tempio che custodisce da sempre la Tomba di san Francesco, il vero tesoro di quel luogo. 
Di seguito segnalo i nomi (e alcune fotografie) di questi giovani che, con il Noviziato, trascorreranno in Assisi l'anno più significativo e bello del loro cammino vocazionale; al termine infatti, potranno confermare la loro vocazione e chiamata professando i voti di castità, povertà e obbedienza e così diventare finalmente Frati Francescani.

Si tratta di: 
Fr. Pasquale dello Iacovo
Fr. Anicet Ngendandumwe
Fr. Michele Brattoli
Fr. Simone Pagnoni
Fr. Andrea Porceddu
Fr. Flavio Agostini
Fr. Gaetano La Monica
Fr. Alberto Tonello
Fr. Gianluca Catapano
Fr. Giacomo Mangano
Fr. Baptiste Macè
Fr. Ciro Virga
Fr. Thierry Dubrez
Fr. Petar Krasek
Fr. Emanuel Dorcu

A questi giovani Novizi di Assisi, come ai confratelli di Padova, auguriamo un buono e proficuo cammino di discernimento e di iniziazione alla vita francescana. A ciascuno di voi chiedo invece una preghiera speciale per loro come per i formatori incaricati di accompagnarli in questo anno così delicato e speciale.
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
fra Alberto
fra.alberto@davide.it


Vestizione
Foto di gruppo  con il Maestro (fra Alfredo) e il vice maestro (fra Mauro)


venerdì 12 settembre 2014

L'anno della prova

Cari amici in ricerca,
davvero questo è tempo di scelte e di passi...

Questa sera abbiamo partecipato di uno di questi passi: in comunità alla Basilica di Sant'Antonio di Padova abbiamo avuto la gioia di accogliere nove nuovi fratelli, che da postulanti sono divenuti novizi, vestendo l'abito in forma di croce che è e dice la nostra identità. Domani altri quindici inizieranno il loro "anno della prova" presso la Basilica di San Francesco in Assisi.
Data l'ora tarda condividiamo solo qualche foto e i loro nomi, in modo da rendervi partecipi di questa gioia e della preghiera per il loro cammino.

Diego
Andrea
Gabriele
Giuseppe
Michele
Davide
Filippo
Attila
Mate

Ricordate al Signore anche fra' Alberto, che come vice-maestro li accompagnerà in quest'anno, affiancando il Maestro di Noviziato, fra' Vincenzo.
Buon cammino a voi... e buona notte!
Il Signore ci doni pace!








sabato 6 settembre 2014

L'abito francescano: colore e significato

Cari amici in cammino vocazionale, il Signore vi dia pace. 
Giovedì 12 e venerdì 13 settembre, alla celebrazione dei vespri, ripartiranno i Noviziati nelle Basiliche di S. Antonio in Padova (9 giovani) e san Francesco in Assisi (14 giovani). Un momento molto importante e significativo della liturgia di inizio Noviziato, sarà la vestizione, da parte dei candidati, dell'abito (tonaca) francescano.  Poichè molti di voi spesso mi chiedono notizie su questo "indumento" tanto particolare che caratterizza noi frati, vi ripropongo un "post" di qualche tempo fa in cui, sia pure sommariamente ne spiegavo l'origine, il significato e anche il perchè, nel tempo, abbia assunto diversi colori... Mi auguro che questo articoletto vi aiuti a chiarire i vostri interrogativi, ma soprattutto ad innamoravi sempre di più della nostra vita di frati e seguaci di Francesco; una scelta di vita e una vocazione che anche attraverso l'abito siamo chiamati a manifestare in umiltà e minorità, ovunque e a tutti. Vi invito anche a pregare per i giovani Novizi all'inizio di questo anno tanto importante per loro.
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. fra Alberto. ( fra.alberto@davide.it )

Narbonne: frati e giovani francesi
DOMANDA DI LUCA
caro p. Alberto, mi chiamo Luca, ho 16 anni e ho partecipato ad una recente (bellissima) settimana di spiritualità per adolescenti con i vostri frati in Assisi, al Sacro Convento presso la Basilica di san Francesco. Sono rimasto colpito dal vostro abito: alcuni lo portano di colore nero altri di color cenere-grigio. Che significa? E perchè portate questo abito così fatto e con queste differenze? E perchè poi ad Assisi si vedono tante altre fogge di abiti e colori? Grazie! Luca
Assisi-Estate 2014: campo adolescenti
RISPOSTA DI F. ALBERTO
Caro Luca, grazie per la tua domanda che, per la verità mi hanno già posto in molti.Ti rispondo alquanto sinteticamente promettendomi di ritornare sull'argomento in modo più completo più avanti.
Parto da una precisazione. San Francesco ha fondato tre Ordini: il primo-religioso maschile (i Frati), il secondo- religioso femminile (le Suore Clarisse), il terzo per i secolari di ambo i sessi ( I Laici) .

a) Il PRIMO ORDINE FRANCESCANO (è il ramo maschile degli Ordini fondati da S. Francesco-i frati!) è composto da 3 famiglie religiose; vi  sono i Frati Minori Conventuali (la famiglia alla quale anche io appartengo), vi sono poi i Frati Minori (Osservanza) e i Frati Minori Cappuccini e ciascuno con un abito proprio (simile , ma anche diverso: un saio, un cappuccio, un cingolo). Anche in anni recenti sono sorte poi tante congregazioni e società religiose che si ispirano a san Francesco, ma che NON appartengono giuridicamente all'Ordine Francescano, anche se qualche volta si presentano per tali. Questo per dire che vi è in effetti anche una miriade di gruppi e movimenti "francescani"che possono creare più di qualche domanda circa l'abito francescano  "doc" e non solo.... Dunque non tutti gli abiti religiosi simil-francescani che vedi attorno in realtà sono  tali..se non per qualche lontana somiglianza. E credo che ad Assisi tu abbia potuto constatare quanta varietà e fantasia ci sia in merito con abiti di tutte le fogge!!!

b) ORIGINE DELL'ABITO : Mi limito nella mia risposta partendo dall'esperienza di san Francesco e sottolinenando in particolare la tradizione dei Frati Minori Conventuali a cui appartengo (il ceppo più antico  e ininterrotto delle famiglie francescane).  In un certo senso Francesco è una sorta di stilista..., lui stesso infatti si confeziona un abito che rappresenta anche esteriormente la sua scelta di vita. Il Poverello di Assisi infatti, dopo la sua conversione e  la decisione di vivere radicalmente il Vangelo, dicono le cronache  che" si confeziona da sè una veste che riproduce l'immagine della croce, per tenere lontane tutte le seduzioni del demonio, la fa ruvidissima per crocifiggere la carne e tutti i suoi vizi e peccati, e talmente povera e grossolana da rendere impossibile l'invidiargliela" (FF.1432). Francesco è il discepolo fedele che mette in pratica alla lettera ogni parola di Gesù (cfr. Mt 10,10) e così eccolo sciogliere la cintura che aveva ai fianchi e sostituirla con una corda (il cingolo), non portare calzature..non avere nulla.. E' una scelta spirituale, ma è anche una scelta che lo mette vicino e prossimo alla tanta gente povera che più o meno vestiva a quel modo: un sacco ruvido con un cappuccio contro la pioggia, e una corda ai fianchi.
I frati seguirono dunque il suo esempio e ben presto si distinsero e identificarono proprio per questa veste  fatta a forma di croce e un cingolo ai fianchi.

c) IL "GRIGIO" COLORE ORIGINARIO : Poichè per confezionare la tonaca si tesseva della lana grezza (non tinta), alla maniera più semplice e povera, il colore appariva di un CENERINO-GRIGIO, con varie tonalità ora più chiare ora più scure (in base alla lana che si aveva a disposizione). Il colore dell'abito francescano pertanto fu ben presto definito come grigio-cinerino per tutti i francescani, tanto che San Bonaventura nelle sue costituzioni così prescriveva la trama della stoffa: "due fili neri e uno bianco". I dipinti antichi attestano il colore cenerino come tipico dei francescani della prima ora, i frati "della comunità"o conventuali, tanto che nei paesi anglosassoni i Frati Conventuali erano e sono ancora chiamati i GREY FRIARS (frati grigi). La storia però ci mise uno zampino...e pesante.
Frati con alcuni giovani postulanti ungheresi
d) LE VICISSITUDINI STORICHE : Con Napoleone, e le varie soppressioni (la confisca di tutti i conventi e il divieto di vivere da frati), in Europa i Frati Conventuali riuscirono in qualche modo a sopravvivere (spesso in tacito accordo con le autorità locali) e a restare in qualche loro chiesa TINGENDO la Tonaca di NERO (il colore della talare dei preti diocesani che soli potevano operare e fare pastorale ). Passata la burrasca napoleonica, il colore nero rimase nei paesi europei toccati dalla rivoluzione francesce, mentre continuò ad essere portato cenerino/grigio in tutto il resto del mondo.
Qunidi, caro Luca,  il colore dell'abito che inizialmente era grigio per tutti i frati francescani, (anche per Osservanti, Riformati e Cappuccini) via via si è modificato.  Anche il più comune e riconoscibile abito "marrone" francescano che spesso avrai notato in Assisi (è l'abito dei frati Minori Osservanti e dei Cappuccini), in realtà ha pure una storia recente. Per i Frati Osservanti infatti il passaggio dal cenerino al marrone, iniziato in Francia nella seconda metà dell'Ottocento, verrà prescritto per l'intera "famiglia" solo a fine Ottocento con l'Unione Leoniana (1897) che radunerà sotto la dicitura di Ordine dei Frati Minori i tanti rivoli dell'Osservanza (i frati che hai visto a S. Maria degli Angeli); mentre i Cappuccini già lo avevano adottatto da tempo.


Oxford 2014: Dopo 500 anni dall'espulsione, il ritorno dei Grey Friars
Questo può spiegarti almeno in parte caro Luca il perchè di varie tonalità nell'abito francescano (nero, grigio, marrone..) e in modo particolare perchè noi Conventuali abbiamo l'abito con due colorazioni: nero (per lo più in Europa) e grigio (nel resto del mondo). Va detto che da qualche anno, vi è all'interno del nostro Ordine la spinta e il desiderio di molti di ritornare tutti all'unico e originale abito grigio. In realtà la cosa non è poi così semplice anche perchè in varie nazioni europee il nero ormai ci identifica da secoli come francescani e soprattutto è associato e legato alle storie forti e nobili di tantissimi frati che, con questo abito nero, si sono spesi, hanno sofferto e hanno dato grande testimonianza di vita cristiana e francescana. Penso ai frati perseguitati durante il comunismo in Polonia o in Romania e nei paesi dell'Est, penso alla testimonianza di P. Massimiliano Kolbe (che amava e preferiva l'abito nero), penso a P. Placido Cortese (frate del Santo-Pd e direttore del Messaggero di S. Antonio) arrestato e ucciso dalla Gestapo; penso anche all'amore di tanta gente verso generazioni di francescani abitualmente riconosciuti con questo abito (per es. nelle grandi basiliche dove noi frati Conventuali siamo e che custodiamo da sempre: San Francesco ad Assisi e S. Antonio a Padova...i Frari a Venezia...S. Croce a Firenze..). Dunque la questione "nero o grigio" credo che ancora proseguirà.., ma non è un gran problema., mi pare!

e) IL SIGNIFICATO DELL'ABITO
Caro Luca, se il colore dell'abito è dunque legato anche a vicissitudini storiche, molto più mi interessa ribadirne il significato profondo. E' un segno di consacrazione prima di tutto per il frate stesso. Ogni volta che lo indossa, l'abito gli ricorda che non appartiene più a se stesso, ma a Gesù Cristo e con la sua forma di Croce gli ripropone la sequela di Gesù  Crocifisso. L'abito in tal modo è segno tangibile e visibile anche per gli altri: testimonia infatti (e questo a volte scandalizza e provoca qualcuno) che ci sono ancora persone che credono in Gesù Cristo e si giocano tutta la loro vita per Lui (certo presentarsi agli altri con l'abito richiede anche la responsabilità di non far fare brutta figura a Colui di cui ci si proclama discepoli). L'abito inoltre è un segno di fraternità e di appartenenza alla nostra famiglia francescana e bene esprime l'uguaglianza e lo spirito di amore e comprensione  e di unità che sempre deve regnare fra noi tutti. L'abito è quindi un forte segno di povertà. Il frate infatti è un uomo libero dalle mode e dalle ricercatezze come dalle mille novità indotte dal consumismo contemporaneo che molto esalta l'esteriorità e poco la dimensione spirituale. Il francescano dunque, sempre testimonia anche nel vestire, quella sobrietà e essenzialità che rimanda ad una fiducia incondizionata nella Provvidenza che non fa mancare nulla alle sue creature. L'abito francescano è pertanto il segno di "un di più"; è una chiara indicazione oggi più che mai forte e provocante, che il Signore Gesù può essere ancora "il tutto" per la vita di un uomo. E Dio solo sa quanto questa nostra triste e stanca società abbia bisogno di segni evidenti che subito e immediatamente richiamino il Cielo. Certo, portare sempre l'abito, (lo dico per esperienza personale!) qualche volta non è per niente facile: in certi contesti ti aspettano il dileggio, la supponenza, la malcelata indifferenza se non il sarcasmo e l'offesa. Ma non è forse questo che il Signore Gesù ha promesso a coloro che lo seguono e gli danno testimonianza... insieme però al centuplo quaggiù e l'eternità?
«In verità vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna».

E TU CARO LUCA...Che "abito" pensi di mettere nella tua vita? Se hai qualche desiderio francescano e se dopo questa descrizione sufficientemente disordinata forse sei ancora curioso della nostra vita..attendo tue notizie. Ne possiamo riparlare! Il Signore ti dia pace. frate Alberto (fra.alberto@davide.it)
Brescia-Convento san Francesco:Comunità del Postulato 2013-14