giovedì 5 luglio 2012

Domani... domani... domani...

Cari amici in ricerca della vocazione del Signore per la vostra vita,
alcuni giorni fa ho ricevuto una lunga la lettera di (...), un ragazzo di 23 anni residente al sud (...), Riporto qualche passaggio del suo  scritto e anche parte della mia risposta.
Vi benedico.

frate Alberto

LETTERA DI (...)
Caro p. Alberto (...) da sempre, fin da bambino (avevo 10 anni.. già!),  porto in me un richiamo segreto e inconfessato: diventare prete! Il mio prete ideale è il mio vecchio parroco, Don (...) che fu un santo uomo che si donò a tutti senza risparmiarsi e sempre col sorriso. Si tratta di un pensiero a volte bello, a volte temuto e fastidioso ..e che allontano, ma poi ritorna. Non ne ho mai parlato con nessuno...per paura di compromettermi, che la voce girasse, di restare incastrato..!!  Insieme a questo sogno/timore, convivono in me tanti altri desideri e progetti; faccio atletica e sport (gareggio a livello regionale), frequento l'università, ho iniziato una relazione da poco con una ragazza , vorrei viaggiare...e conoscere la vita. Insomma tutti i desideri e i sogni di un giovane sono miei. In questi anni, ho sempre mantenuto la Fede  anche in contrasto con le scelte dei miei amici (voglio bene a Gesù! e lo prego sempre), ma per quanto riguarda la vocazione,  ho continuato a rimandare..dicendo a me stesso, ho tante cose da fare prima, ci penserò "domani" e poi "domani" ancora, vedrò più avanti, forse nella speranza segreta che "quell'idea" mi potesse passare, ma devo ammettere che non è così! Vivo pertanto da tempo un forte conflitto interiore che mi blocca: vorrei...e anche no! Mi piacerebbe, ma ho paura! Sento questa chiamata come vera per me, ma anche mi sento attirato da tante altre cose. E così...continuo a rimandare..a domani...domani..(...)

Giovani frati sulle strade "in salita" di Assisi
RISPOSTA
Caro (...) scrive l'evangelista Matteo che Gesù, mentre stava camminando presso il Mar di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori. Allora « Gesù li chiamò e subito, lasciata la barca e il loro padre e lo seguirono ».
Da una sua biografia, (La leggenda dei tre compagni) sappiamo come S. Francesco, mentre si trovava a Spoleto (diretto a combattere in Puglia inseguendo il suo sogno di essere cavaliere) abbia udito una voce misteriosa. Questa gli chiese: " « Francesco, chi è meglio per te servire, chi può esserti più utile? Il padrone, o il servo? » – « Il padrone » risponde Francesco. « E allora--riprende la voce--perché cerchi il servo in luogo del padrone? ». E Francesco: « Cosa vuoi che io faccia, o Signore? ».
« Ritorna--gli risponde il Signore-- alla tua terra natale, perché per opera mia si adempirà spiritualmente la tua visione ». Francesco con il cuore ardente, subito abbandonando le armi, ritornò senza indugio ad Assisi, ormai solo desideroso che il Signore gli rivelasse la Sua Volontà ". 
Questi due testi, uno del Vangelo e uno tratto dalla vita di S. Francesco, evidenziano un aspetto molto importante della vocazione: l' URGENZA, la NECESSITA' di una DECISIONE! La chiamata infatti, chiede fin da subito una prova di disponibilità e ascolto, un giocarsi, un buttarsi, un mettersi  in discussione e in cammino; per questo si può cadere facilmente in ostaggio della paura, o di rimandi infiniti come : "Ti seguirò, Signore, ma lasciami prima ..." (Lc 9, 59-61)!!??.
La chiamata del Signore è dunque spesso una difficile sfida che scuote e interpella nel profondo, rompe comodi equlibri e infrange e trasforma progetti preconfezionati o pre-pagati; ma unicamente così è possibile  intravedere nuovi orizzonti e sentieri inaspettati, contemplare i panorami inediti e mai immaginati che solo il Signore può mostrarci. Certo, possiamo anche anestetizzarla o evitarne l’impatto a volte molto duro (...come del resto è la CROCE !), mettendo però così a repentaglio "il senso" più vero della nostra stessa esistenza , restringendo il nostro sguardo e le nostre scelte all'ovvietà di percorsi di vita costruiti solo su noi stessi e i nostri piccoli calcoli !
E, quando la paura prevale o sembra più forte? E di fronte alle immancabili difficoltà o dubbi? Ecco una parola chiave: FIDATI ! Il Signore non ti vuole “fregare” né rovinare ! (Quante volte invece pensiamo questo!!).
Lui è sempre in noi e con noi e ci sostiene con la forza dello Spirito Santo; la Vergine Maria e i Santi con il loro esempio ci incoraggiano nella via del Vangelo e ci aiutano con la loro intercessione. FIDATI !
Non dire dunque "domani, domani" ... ma "Signore, cosa vuoi che io faccia ?"
Un consiglio davvero fraterno che ti offro e che  ti prego di non rimandare "a domani" è questo: prova a parlarne finalmente con qualche sacerdote o religioso (noi frati ci trovi e siamo a...); non è un tabù pensare di diventare prete, ma nemmeno è un tabù il fatto che tu ne abbia timore e rifiuti talvolta questa strada e anche non è un tabù avere dei dubbi e non essere certi di questa vocazione, non è un tabù che tu sogni anche altre strade!! Il dialogo stempererà molte di queste paure e ti aiuterà a chiarire cosa davvero sta nel tuo cuore. Ho scritto spesso anche nel blog della necessità di avere un padre spirituale e da fare un cammino di discernimento (che certamente anche nella tua regione è attivato sia dalla Diocesi che da noi frati). Solo con una guida, solo con un cammino potrai finalmente comprendere cosa davvero il Signore vuole da te: da solo non andrai da nessuna parte!!!. Certo questo chiede da parte tua un uscire allo scoperto, un comprometterti, un prendere finalmente posizione.., o semplicemente ammettere che in te vi è questa domanda  e che la vuoi affrontare!!!Ma ne vale la pena, se vuoi uscire da questo limbo in cui ti sei cacciato! Ricorda: una "decisione" apre sempre ulteriori porte e possibilità, mentre "l'indecisione", lo stallo, il rimando ti rinchiude nel timore, nell'angoscia, nell'inerzia..in una neutralità sterile e alla fine maligna (...)

Ti benedico e incoraggio!

frate Alberto


4 commenti:

  1. Grazie di cuore Fr Alberto, grazie per il supporto che dai a noi piccoli "giovani ricchi"...è davvero il tempo di muoversi!!

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    1. FIDATEVI.......FIDATEVI.......FIDATEVI

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  2. caro p.alberto mi chiamo francesco ho 44 anni sono separato e ho 3 figli .
    da anni(ormai + di 25) sento una forte attrazione per tutto quello che è spirituale sopprattutto x quanto riguarda le religioni in particolare la cristiana alla quale appartengo mi interessa studiarle e parlarne ....mi trovo in un momernto della mia vita in cui mi sto chiedendo se non abbia sbagliato tutto ,x anni ho devastato la mia anima con tanti peccati e per anni sono stato incapace di lottare contro quello che per me è il male cioè quella voce che ti spinge sempre ad abbandonarti a quei falsi bisogni che oggi sono così importanti ed inutili xchè nulla mi da soddisfazione ed appagamento quanto essere nella luce e compagnia di NS signore.ho bisogno di un padre spirituale xchè sto valutando l'ipotesi di fare una scelta .
    sento il bisogno di vivere in Dio e con Dio in preghiera e una vita data per gli altri;ma nn ne sono capace ho bisogno di un Padre che mi indichi la via e con cui parlare e crescere, da qui la necessità di avere un riferimento in parma se esiste, altrimenti il piu vicino possibile ,poi volevo sapere se un uomo nella mia condizione puo studiare per prendere i voti da prete o frate ,vorrei delucidazioni al riguardo.
    ringraziando anticipatamente porgo i miei più distinti saluti
    folli francesco

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    1. pace a te caro Francesco, grazie per la fiducia e per quanto hai scritto di te.
      Mi pare molto bello il tuo desiderio di ritornare al Signore e di vivere una vita donandola agli altri..e certamente questo lo puoi fare già lì dove sei..incominciando a cambiare la tua vita partendo dalle piccole cose, dalle relazioni..da ogni incontro...Tutto infatti muta e si trasforma quando incontriamo Gesù e lo mettiamo al centro della nostra vita. Un cammino vocazionale orientato alla scelta francescana, invece non è possibile, per le scelte di vita che comunque hai già fatto e per l'impegno che ti lega in ogni caso ai tuoi figli, nei confronti dei quali continui ad avere un ruolo e degli obblighi precisi.Un padre spirituale nella tua città mi è pure difficile indicartelo;ma penso che tu puoi senz'altro rivolgerti al tuo parrroco, nella tua parrocchia e chiedere un consiglio a lui.
      pace e bene. frate Alberto

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