mercoledì 28 settembre 2011

Ti seguirò...ma prima!!

Cari amici "in ricerca", forse anche a voi certo è capitato più di qualche volta di ascoltare nel cuore un invito del Signore dolce e forte allo stesso tempo: Seguimi! Ma poi..questa stessa voce è stata messa da parte, accantonata e sepolta da tanti altri pensieri e affetti.  Oppure vi è successo di vivere momenti travolgenti dove con entusiasmo vi pareva di potergli dire :"Ti seguirò ovunque tu vada" seguiti poi dall'immancabile caduta di tono, da un senso di rinuncia e forse di paura. Ebbene, il Signore con noi non vuole barare; è molto schietto e diretto. Il Suo invito chiede, se lo accettiamo, una risposta "senza se" e "senza ma". Rimandare, tentennare, sostare con nostalgia, accampare legami..(il lavoro..lo studio..la famiglia..l'età..il senso di inadeguatezza..); sono tutti ostacoli al cammino di sequela al quale Lui ci interpella. Ed allora, così come un bravo contadino che ara il suo campo, se vuol far bene il suo lavoro e avere buoni frutti, deve stare bene attento a dove vanno i buoi con l'aratro e dunque non può certo voltarsi continuamente indietro o abbandonare il suo lavoro, così il chiamato è invitato a mettere il Signore al primo posto, tenendo lo sguardo fisso su di Lui, senza lasciarsi sedurre o distrarre o distogliere da tante altre preoccupazioni o affetti. E' un invito che ci viene anche dal Vangelo di oggi, tutto da meditare e da attuare in vista di un discernimento, di un cammino, di scelte spesso troppe volte rimandate o disattese . Il Signore ci aiuti nelle nostre debolezze, fatiche e mediocrità. Vi benedico. frate Alberto
Dal Vangelo di Luca (9,57-62) .
Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada».
Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre».
Gesù replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu và e annunzia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa».
Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

5 commenti:

  1. Mi perdoni Padre, ma potrebbe accadere che sia proprio la comunità religiosa ad accampare legami come quelli che Lei ha citato (il lavoro..lo studio..la famiglia..l'età..il senso di inadeguatezza)? Spesso la facilità di lasciare tutto è controbilanciata proprio dai limiti imposti o “suggeriti” della Religione (intesa secondo San Francesco come famiglia religiosa)

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  2. RISPOSTA DI FRATE ALBERTO
    Pace a te fratello che mi scrivi e mi poni una questione interessante e utile per tutti. Vorrei chiarire, a scanso di equivoci, che la vocazione non è mai solo e unicamente un invito personale e individuale, ma ha sempre una valenza comunitaria , di Chiesa. La vocazione, la chiamata non è mai in funzione della autorealizzazione del soggetto, almeno come prima istanza.. E'invece primariamente sempre a servizio di..in funzione di..in favore di.. Non è pertanto un diritto da accampare per nessuno, ma è soggetta anche al vaglio della Chiesa e dei suoi rappresentanti. Il discernimento vocazionale lo si fa dunque insieme (la persona coinvolta e il formatore o l'incaricato a nome e per conto della Chiesa). Può dunque succedere che al di là delle sante e buone intenzioni di un candidato i formatori o le guide spirituali non lo vedano adatto ad un percorso di consacrazione religiosa o sacerdotale.
    Preghiamo dunque il Signore della messe perchè mandi operai nella SUA messe...e disposti a lavorare per essa e non per sè. Pace e bene e ancora grazie . frate Alberto

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  3. Mi scusi sa Padre sono sempre il giovane di questa mattina. La ringrazio io di essere stato così chiaro e comunque penso che ogni battezzato in quanto figlio di Dio è parte integrante di una stirpe regale e quindi è dotato innanzitutto dell’immanente Vocazione alla figliolanza divina. Il miglior augurio per tutti i giovani che desiderino intraprendere la vita religiosa è l’umiltà perché spesso accade che taluni riescano ad esternare (anche involontariamente) soltanto il proprio ego e siano privi della capacità di manifestare le loro effettive intenzioni di contribuire, in base all’ispirazione divina ricevuta, all’edificazione della Chiesa di Gesù. Beh adesso mi scusi se ho fatto un po’ il cagafàti (il saputello come si dice da noi in Veneto)
    Un saludo amichevole

    Pax et bonum

    Alessandro, 22 anni

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  4. secondo lei un gay "attivo" può diventare prete?

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    Risposte
    1. E' la Chiesa stessa a negarne la possibilità!

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