sabato 26 marzo 2011

Vorrei diventare frate, ma...mi piacciono le donne!



Cari giovani, molti di voi mi scrivono prospettandomi "un problema" che, lo confesso, mi fa sempre un pò sorridere, ma anche riflettere sulle "distorsioni mentali" diffuse in ordine alla vocazione e a una possibile chiamata del Signore alla vita religiosa o sacerdotale.
Riporto di seguito lo stralcio di una mail scrittami da Alessandro, un ragazzo di Torino,insieme alla mia veloce risposta.
Resto naturalmente a disposizione per chi mi volesse scrivere personalmente su questo tema.
Il Signore vi benedica. frate Alberto



Domanda:
caro frate Alberto, sono un ragazzo di Torino di 25 anni (...) mi piacciono le donne! E pur percependo in me talvolta un forte richiamo alla vita consacrata (specie in un campo-scuola, ad Assisi, qualche anno fa),  ho sempre voluto interpretare questo orientamento come un chiaro segno della volontà del Signore sulla mia vita, scacciando anche in modo brusco ogni ombra di dubbio al riguardo. Al momento vivo una bella relazione con la mia ragazza. Nonostante ciò, non nego di provare nel mio cuore, ogni tanto, una sorta di nostalgia verso una vita completamente offerta come religioso, specie quando mi ritrovo a fare qualche cosa di utile per gli altri, per qualche povero o nell'oratorio della mia parrocchia dove faccio l'educatore di un gruppetto di adolescenti. (...) Non ci capisco molto...mi dia una mano, anche se temo con questa richiesta...di mettermi nei casini. Grazie. Alessandro


Risposta:
Caro Alessandro, confesso che la tua mail mi ha lasciato alquanto sorpreso, diviso fra l'ilare e il preoccupato. Ti rispondo brevemente e  "bruscamente"!. Ma...allora secondo te..., se la discriminante per scegliere o no la vita religiosa è l'appartenenza o meno ai normali gusti e orientamenti sessuali di un giovane maschio..; ebbene..., dimmi un pò.. chi si fa prete o frate!!!??? Quasi che (cosa che in realtà anche molti "buoni" cristiani pensano) per diventare frate occorra essere "un pò strani", misogini o forse asessuati...o incapaci di amare???!!! In realtà, la chiamata a lasciare tutto per il Signore, è rivolta da Lui a chi vuole, come vuole e quando Lui vuole. E' un appello misterioso , che guarda caso, come dice il Vangelo, presuppone proprio una grande capacità di amare fino a lasciare tutto e "campi e casa e moglie e fratelli e sorelle"....; dunque cose, affetti, beni..Ti dirò di più; il fatto di rendersi conto di saper amare una donna, oltre ad essere quanto di più normale ci sia,  deve essere per il giovane in ricerca vocazionale (o che percepisce questo richiamo o dubbio) motivo di grande conforto (per quanto possa essere difficile la rinuncia); questo giovane infatti sa di avere un cuore di carne...capace di volere bene. E come c'è bisogno di frati e preti e religiosi che esprimano con cuore grande, limpido e puro e senza possesso, l'Amore del Signore!!!! Si diventa frati infatti per Amore e non per altro!!!
Dunque caro Alessandro, non vedo alcun ostacolo in questo tuo orientamento..anzi!! Piuttosto, se il richiamo ad un amore offerto al Signore e a tutti ritorna in te...non scappare!! Parlane apertamente e con fiducia con una guida spirituale (ce l'hai?) e anche, con delicatezza, alla tua ragazza: è importante nella vita infatti "trovare il proprio posto", realizzare il progetto per cui siamo stati da sempre pensati...Fai almeno un percorso di discernimento; cerca di ascoltare e comprendere meglio il significato di questo invito nascosto nel tuo intimo...perchè forse il Signore sta chiamandoti a formare una famiglia o forse cerca proprio te a donargli per intero la tua vita, la tua passione, il tuo cuore, la tua forza, la tua intelligenza, anche la tua corporeità e affettività...tutto quello che sei!! Forse ...Qualcuno sta aspettandoti.
ti benedico e ricordo. frate Alberto
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x contatti personali: fra.alberto@davide.it

8 commenti:

  1. è interessante questo post!. a me però piacciono gli uomini! Sono omosessuale! che mi dice sulla vocazione?

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    1. pace a te. Il discorso è complesso. Mi limito ad essere sintetico come lo sei stato tu: le indicazioni dei documenti della chiesa al riguardo, dicono più opportuna e serena una scelta di vita laicale.
      Il Signore ti benedica e protegga. frate Alberto

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  2. Caro Frate Alberto , io sono divorziato,1 figlio mi sento chiamato a seguire il signore non so se un frate può avere i figli. come fare ? grazie

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  3. pace a te. un figlio determina sempre una grande responsabilità per un padre che non si può eludere .Vedo pertanto per la tua situazione personale, piuttosto difficile un ingresso in convento. Il frate è un uomo "libero" da legami....Ti ricordo e benedico. fra Alberto

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  4. Caro Frate Alberto, mi sono innamorata perdutamente di un Frate...non voglio però perdere la sua stima aiutami....

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    1. pace a te. Guarda che innamorarsi non è un peccato di cui vergognarsi, ci mancherebbe! certo poi dipende da che ne fai di questo sentimento. Ciò che conta è che tu sappia stare al tuo posto e non invada un ambito che non ti appartiene. Sarebbe la stessa cosa se tu ti fossi innamorata di un uomo che appartiene ad un'altra donna. Vigilia su te stessa..e custodisci questo sentimento senza invadere un giardino che ha altri proprietari. Con l'aiuto di Dio e della Vergine Maria....Ti benedico.

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  5. Grazie di cuore Frate Alberto, ma se il Frate fosse anche lui attratto e i nostri sentimenti fossero comunque puri....meglio che io stia lontana da lui.....grazie per la tua benedizione ne ho davvero bisogno....

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    1. Pace a te! certamente i sentimenti non si possono mai negare, ma vanno sempre riconosciuti e accolti per quel che sono; anche il fatto che ti piaccia un frate!! Il passaggio successivo sta però nel chiedersi se questo sentimento, questa passione, questo desiderio, conduca al bene, tenda al bene (per sè e per le altre persone coinvolte e per tutti), oppure se porti al suo interno un germe distruttivo e maligno, di lacerazione di violazione di un giardino e di un frutto che non ti appartiene.Tante divisioni e lacerazioni e tradimenti anche nell'ambito famigliare avvengono oggi proprio perchè ci si lascia sedurre dal sentire, dal "mi piace", dal mi "attrae", senza pensare e riflettere se tutto questo ha in sè un bagaglio di male e ferite per qualcuno....Può infatti piacermi qualche cosa o qualcuno, ma è cosa buona? Mi giova percorrere questa via e dar retta a tale sentimento?Questa è la domanda da porsi!! C'è oggi purtroppo una custodia e un pudore dei sentimenti che pare essere scomparsa, mentre si è passati alla "tirannia del sentire", della serie: "sento questo...dunque è giusto perseguirlo"!! Non è così!! Cosa ne penseresti tu di una donna, che innamoratasi di tuo marito in ufficio (dove lavorano insieme) non sapesse starsene al suo posto e non lo rispettasse e così violasse un ambito dove non gli è consentito entrare, pena la causa di mali e sofferenze enormi? ti incoraggio e benedico. ciao. f. Alb.

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